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VUOTO DI COSCIENZA

Posted in Business is Business, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 luglio 2015 by Sendivogius

Senator Roark

«Il potere non deriva da un distintivo o da una pistola. Il potere deriva dalle bugie, e bisogna dirle grosse, finché non avrai il maledetto mondo intero che sta al tuo gioco. Li avrai in pugno non appena sarai riuscito a mettere tutti d’accordo su quello che in cuor loro sanno bene non essere vero. Allora sei il capo. Puoi falsificare la realtà sotto i loro occhi e loro ti sorrideranno

Senatore Roark
(Sin City“The yellow bastard”)

In un parlamento ridotto a bivacco di manipoli renziani, che si accinge a ‘votare’ il taglio di dieci miliardi alla Sanità pubblica, per dare i soldi ‘risparmiati’ agli insaziabili negrieri di Confindustria e ridistribuire il resto del malloppo tra i più ricchi, fa davvero senso (per non dire ribrezzo!) vedere cosa il “partito della nazione” intende per efficientamento delle spese sanitarie.
Opera Don UvaÈ il caso del crack finanziario della Casa della Divina Provvidenza, la clinica vaticana a carico però dello Stato italiano, che col suo sprofondo da mezzo miliardo di euro costituisce un tipico esempio di quella sussidiarietà in tema di servizi pubblici appaltati a profitto privato (meglio se in mano ad enti religiosi), in nome della quale si vorrebbe smantellare (efficientare) il Servizio Sanitario nazionale, soprattutto considerando la comprovata competenza e oculata gestione del settore privato.
FormigoniDall’IDI di Roma al San Raffaele di Milano, dalla sanitopoli” abruzzese a quella laziale e romana, da nord a sud della Penisola… è la formula perfetta dell’alternativa privata tutta in conto pubblico delle cure mediche, all’insegna del ‘risparmio’ contro gli sprechi dell’amministrazione statale. Ovvero: come fornire servizi scadenti a costi triplicati e anche più, gonfiando i rimborsi o inventando prestazioni inesistenti; sottrarre gli enti privati al controllo pubblico, affidandone la gestione contabile ed economica ad ambigui faccendieri e prestanomi politici, o direttamente a senatori della Repubblica (da Azzollini agli Angelucci, passando per Roberto Formigoni) potendo contare sull’immunità parlamentare e possibilmente mettersi in affari con intriganti prelati, per garantirsi entrature e coperture ‘curiali’ soprattutto dalle parti dello IOR vaticano per il riciclaggio del bottino.
Black LagoonIn assoluta coerenza con la sua vocazione poltronara ancor prima che maggioritaria, compatto come raramente si era visto, il partito bestemmia (che si crede ‘democratico’) vota in coscienza “secondo il proprio convincimento” per la salvezza del senatore Antonio Azzollini: sen. Antonio Azzolliniennesimo esponente di spicco di quella sorta di associazione a delinquere su immunità parlamentare, a cui assomiglia sempre più il Nuovo Centro Destra alfaniano col suo record assoluto di inquisiti per i reati più disparati, preferibilmente contro quella stessa Repubblica che ambiscono a rappresentare (o, per meglio dire, occupare) e che non cessano mai di saccheggiare.
Angelino Alfano by Edoardo BaraldiEx sindaco di Molfetta, il senatore Azzollini (NCD) era già stato indagato per il vorticoso giro di malversazioni che aveva investito la realizzazione del porto commerciale della cittadina pugliese. Indagato dalla Procura di Trani per associazione a delinquere, appropriazione indebita di beni pubblici, abuso d’ufficio, falso, rifiuto di atti d’ufficio, truffa, frode in pubbliche forniture, violazioni ambientali e paesaggistiche, minaccia a pubblico ufficiale e concussione per induzione, allora come oggi Azzollini era stato salvato dal munifico PD che aveva votato contro l’utilizzo delle “intercettazioni ambientali” le quali comprovavano gli illeciti del ruspante senatore. Si tratta di quelle stesse intercettazioni telefoniche (e non solo) attualmente oggetto di una ulteriore revisione legislativa da parte del governo del cambiamento, per renderne sempre più stringente l’utilizzo in sede probatoria e quindi impossibile la determinazione del reato.
Mimì e CocòNé sono andate perdute le competenze contabili opportunamente dimostrate dal prode Azzollini nelle sue trasparenti gestioni di bilancio. Infatti, è stato subito riconfermato alla presidenza della Commissione Bilancio al Senato.
Antonio AzzolliniCapita l’antifona, il senatore Azzollini rilancia e raddoppia perché qualche anno dopo i fatti di Molfetta riesce a Antonio Azzollini in processionemettere le zampe pure sulla Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza che gestisce le case di cura e le cliniche convenzionate tra Bisceglie e Andria, trasformate in centrale di potere personale per l’assunzione di parenti e famigli, insieme allo storno di risorse pubbliche che portano presto la struttura al collasso, col licenziamento in blocco di un migliaio tra medici e operatori sanitari operanti nelle cliniche del gruppo.
Adijana VasiljevicIn compenso, tra i nuovi assunti, per la sua straordinaria competenza, c’è la 29enne serba Adrijana Vasiljevic, con un passato da prostituta e una candidatura alle elezioni amministrative di Foggia tra le fila di Forza Italia, che il direttore generale della struttura ospedaliera, Dario Rizzi, si premura di promuovere a responsabile dell’Ufficio stampa e relazioni della Casa della Divina Provvidenza allo scopo abietto di ottenere prestazioni sessuali dalla Vasiljevic, anche sodomitiche, come specificato dalla Procura di Trani negli atti dell’inchiesta.
SODOMATra le altre assunzioni “sine titulo”, spicca poi quella di Silvia Di Gioia, figlia dell’onorevole Raffaele “Lello” Di Gioia, parlamentare del Psi-Gruppo misto, che papà si preoccupa di rifornire con uno stipendio di 119 mila euro lordi all’anno. Lello Di Gioia è uno di quelli che non perde tempo. Eletto nelle fila PD in quota socialista, viene nominato presidente della commissione bicamerale di vigilanza sugli “Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale”, che ENPAMdeve aver scambiato come una specie di ente di beneficienza esclusivo, utilizzando ad uso familiare un bell’appartamento dell’ENPAM (già al centro dello scandalo degli enti previdenziali in cui compare anche il nuovo ‘compagno’ Verdini) a Roma e facendo assumere (il 03/02/14) la solita Silvia a “Poste Vita” (la compagnia assicurativa di Poste Italiane) come specialist di previdenza e assistenza dopo l’esplosione del bubbone della Divina Provvidenza.
Poste VitaDal canto suo, il senatore Azzolini, disceso con rara grazia tra le suorine della Divina Provvidenza, provvede subito nel Manneken Pisribattere alle (poche) rimostranze interne, onde ribadire il nuovo corso: Qui adesso comando io! Se non ubbidite vi piscio in bocca.
L’incontinente senatore, con l’apporto formidabile dei suoi tirapiedi, porta l’ente ecclesiastico ad un buco di bilancio da 500 milioni di euro, dei quali 350 milioni sono costituiti da debiti nei confronti dello Stato italiano, in una girandola perversa di “assunzioni clientelari, bilanci falsificati, stipendi e consulenze d’oro, utilizzo di risorse non finalizzate alla cura dei degenti”, che la Procura di Trani definisce un “Progetto criminoso in danno dei malati”.
Vi piscio in boccaTra i reati contestati al senatore ci sono altresì l’associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, corruzione per induzione, concorso in bancarotta fraudolenta

angelino-alfano

Nel loro insieme, e in aggiunta ai precedenti capi di imputazione, non sono stati ritenuti sufficienti per votare l’autorizzazione a procedere da parte del Senato, con l’apporto determinante di quel Partito Democratico che nonostante il Cuor di Leonevoto favorevole espresso nella Giunta delle Immunità di Palazzo Madama, in uno di quei vorticosi giri di valzer che ne contraddistinguono la linea, ha repentinamente cambiato idea oramai pienamente convertito alle ragioni della cleptocrazia secondo osmosi berlusconiana. Ma la banda preferisce farfugliare qualcosa a proposito di “voto di coscienza”, con la ‘Ditta’ bersaniana subito intruppata al seguito, ovviamente per “senso di responsabilità”.
Renzi il Cazzarone È la “questione morale” ai tempi del renzismo: come verniciare una merda di giallo e venderla per oro. Il Partito (sedicente) Democratico costituisce uno di quei rari casi in cui il rigetto politico per repulsione costante viene alimentato ogni volta da livelli di degrado francamente inaspettati, tanto è profondo l’abisso di liquami in cui ogni giorno sprofonda sempre più giù, nell’aberrazione miserabile di se medesimo.
Ormai è qualcosa di osceno che sguazza felice nelle proprie deiezioni.

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Il Partito degli Onesti

Posted in Muro del Pianto, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 luglio 2011 by Sendivogius

Qualche tempo fa (era il 21 febbraio del 2010), dinanzi al vorticoso giro di affari, intrallazzi e cricche, che prosciugarono i fondi per la ricostruzione de L’Aquila, lasciando la città in macerie, nell’evidenza dello scandalo ‘qualcuno’ si premurò di rassicurare come alle porte non ci fosse alcuna nuova tangentopoli.
Era lo stesso incredibile personaggio che andava ripetendo ad ogni angolo, come la crisi economica in Italia non esistesse e fosse in realtà “una percezione psicologica” viziata da mancanza di ottimismo…
Sappiamo poi come è andata a finire: manovra aggiuntiva da 73 miliardi di euro, per non rischiare il tracollo finanziario, con 8 milioni di italiani stimati sotto la soglia di povertà. Allegria!

Dopo le richieste di arresto per gli onorevoli Nicola Cosentino (camorra), Marcello Dell’Utri (mafia), Alfonso Papa e Marco Milanese, le indagini sui senatori del Pdl Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, inquisiti per corruzione… il 2011 si conferma come un anno particolarmente intenso per la sensibilità legalitaria dimostrata da capaci amministratori alla destra d’Italia.
Sì, è vero! C’è la vicenda alquanto torbida dell’inchiesta ENAC che coinvolge il gruppo di amiconi in affari, da Franco Pronzato a Vincenzo Morichini, che gravitano attorno al solito Baffo d’Oro: sempre in bilico tra barche e aerei, beccato a inciuciare pure lui con l’intraprendente Luigi Bisignani.
C’è il caso dell’arresto (negato) per corruzione del senatore Alberto Tedesco, ex socialista transitato al PD e massimamente difeso dagli esuli craxiani transumati in massa al PdL. Ma in questo caso bisogna capirlo: è difficile affrancarsi dalle vecchie abitudini del defunto PSI.
C’è l’inchiesta della Procura di Monza con un indagato eccellente: Filippo Penati, vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia ed ex presidente della provincia di Milano, sospettato di avere intascato tangenti pari a 5,7 miliardi di lire nel 2001, per favorire alcuni imprenditori nell’urbanizzazione dell’ex area industriale delle acciaierie Falck, a Sesto San Giovanni (di cui è stato sindaco), e di aver ripulito i denari illeciti attraverso una serie di triangolazioni off shore con l’intervento di intermediari e la costituzione ad hoc di “società cartiere”(cosa che, se dimostrata, presupporrebbe anche la denuncia per truffa). Suo grande accusatore è l’imprenditore e politico Giuseppe Pasini, ex candidato a sindaco di Sesto nelle liste di Forza Italia, che si ricorda di denunciare il presunto reato dopo 10 anni di distanza dal fatto (in cui Pasini era comunque il concussore).
In ambito della buona politica locale, a livello quantitativo, è però il “Partito degli Onesti” che riserva alcune delle soddisfazioni migliori…
Dopo gli arresti di Carlo Barbieri (PdL), sindaco di Voghera; Alberico Gambino (PdL), consigliere regionale della Campania: concussione e associazione a delinquere… Giuseppe Caridi (PdL), consigliere comunale di Alessandria: ‘ndrangheta… l’indagine per corruzione su Maurizio Brucchi, sindaco di Teramo e l’azzeramento dei 2/3 della giunta comunale di Parma… il Partito degli Onesti perde infatti un altro dei suoi pezzi pregiati: di quelli convinti che essere negri sia un reato, ma rubare no.
L’intrepido Pier Gianni Prosperini torna di nuovo agli arresti (comodamente a domicilio) per un giro di false fatturazioni, dopo aver patteggiato una condanna a tre anni e 5 mesi, era già stato arrestato il 16/12/2009 per corruzione e indagato per traffico d’armi internazionale.
Ex assessore PdL nella giunta lombarda, Prosperini è stato il responsabile regionale per il Turismo e lo Sport.
Ma di Prosperini, un altro di quelli particolarmente devoti al crocifisso, si ricordano gli straordinari manifesti elettorali ed i fotomontaggi che lo ritraggono nei panni di mercenario della Legione Straniera (cosa di cui deve essere particolarmente orgogliosa). Soprattutto, Pier Gianni Prosperini è famoso per le posizioni pacate e le argomentazioni raffinate che da sempre contraddistinguono l’elettore moderato della destra benpensante con le sue immancabili ossessioni del momento: stranieri e froci, al posto dei comunisti ed ebrei (le quotazioni sono ormai in ribasso)…

«Garrottiamoli i gay! Ma non la garrota di Francisco Franco. Garrotiamoli alla maniera degli Apache: cinghia bagnata legata stretta intorno al cranio. Il sole asciuga il laccio umido, il cuoio si ritira, il cervello scoppia.»

P.G.Prosperini
 (30/11/1999)

     

Per questo, fonda il movimento “Nordestra” dopo i passaggi nella Lega e poi AN, al fine di intercettare meglio i voti cristiani e padani della gente perbene. Quando non è impegnato a fantasticare su sevizie e torture, o farsi rappresentare in pose imbarazzanti, sembra che il buon Prosperini traffichi in armi col “negro” e pure maoista dittatore dell’Eritrea.
Al momento del primo arresto di Prosperini, nel 2009, Il pio Roberto Formigoni, quello che parla di sacrifici facendosi intervistare sul ponte di uno yacht, dichiara:

«Tutti conoscono Prosperini. Se c’è una persona che appare limpida e trasparente, che ha la passione della politica, e che ci mette del suo, è proprio Prosperini. Non credo che sarà facile per i magistrati dimostrare la sua colpevolezza.»

E infatti!

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Camera con vista

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 maggio 2010 by Sendivogius

L’ex-ministro Claudio Scajola non è uomo che possa accettare dei rifiuti.
Quello che vuole, lui ottiene. Ciò che pretende, si esegue. E senza badare a spese, specialmente quando i conti vengono addebitati ad altri…
D’altronde, lo Scajola Raptor è così impegnato a sviluppare Affari, più o meno pubblici, da non accorgersi che all’acquisto ed alla ristrutturazione del suo mega-appartamento romano (pagato un terzo del valore reale) ha generosamente partecipato la famiglia Anemone. E sia mai che Scajola possa essere minimamente sfiorato dal sospetto di abitare una casa non pagata da lui
Di certo, non si è accorto che il prezzo dell’immobile era decisamente troppo vantaggioso, anche per un volpone come lui.

Certamente, gli deve essere sembrato del tutto normale liquidare la somma con una mazzetta da 80 assegni circolari, per un totale di 900.000 euro.
Del resto, come sa chiunque abbia mai stipulato un contratto di compravendita da un notaio, Scajola i rogiti li legge e li firma in “5 minuti”. Ecco perché poi si sbaglia e si confonde sulla cifra effettivamente sborsata. La fretta è sempre una cattiva consigliera!
Lo sa bene il ministro, che non si è assolutamente accorto dei ripetuti passaggi di denaro. Che Scajola fosse in stato di trance?!?
Figuriamoci se poteva notare l’architetto di fiducia degli Anemone, l’invisibile
Angelo Zampolini, che pure portava materialmente il generoso contributo.
D’altra parte gli Anemone sono notoriamente dei filantropi ai quali piace regalare appartamenti e ristrutturare immobili. E siccome piove sempre sul bagnato, i beneficiati sono sempre ministri
(Scajola… il leghista Lunardi..) e provveditori ai Lavori Pubblici, come Angelo Balducci, e generali della Guardia di Finanza, come Francesco Pittorru. A quest’ultimo, gli Anemone hanno assunto anche la figlia, come già fatto per il pargolo di  Balducci, trovando un bell’impiego nel megacentro sportivo di famiglia… Parliamo del famoso Salaria Sport Village, frequentato anche dall’onnipotente Guido Bertolaso. Ma solo per ‘massaggi privati’.  Ancor meno problemi si pone la procura romana, che nel comportamento del ligure ministro evidentemente non trova alcunché da eccepire, giacché è normale per un pubblico funzionario effettuare compravendite immobiliari parzialmente “in nero”, evadendo le imposte, con denari di dubbia  provenienza, attraverso operazioni di sospetto reciclaggio… Preso da tanto stupore, il ministro ha dato le dimissioni. Tuttavia, siccome non c’è due senza tre, c’è da credere che il due volte dimissionario ministro rientrerà presto nel governo dalla finestra, per un terzo incarico.
Per chi volesse fare un piccolo ripasso, consigliamo di cliccare i link sulla barra laterale, alla voce: Protettorato Incivile: (1)(2)(3).   

VOLLI, SEMPRE VOLLI, FORTISSIMAMENTE VOLLI!
 Ai beylerbey del libero Sultanato di Berlusconistan piace viaggiare con gli aerei di Stato, ma il sofisticato Scajola è stato forse il primo ad istituire un volo di linea ad personam, per raggiungere Roma direttamente dal suo feudo nel Ponente ligure, imponendo (è il 17/05/2010) ad una esangue Alitalia sull’orlo del fallimento la mitica tratta Albenga – Roma-Fiumicino, per una media di 10 passeggeri a viaggio. Al pretenzioso ministro doveva risultare assai fastidioso doversi spostare dalla sua Imperia fino alla rossa Genova, per poter decollare alla volta della Capitale.
A Scajola piace il nucleare. Agli italiani molto meno. Interpellati in merito tramite referendum,  l’80,6% dei votanti stabilì:
l’abolizione dell’intervento statale nel caso in cui un Comune non avesse concesso un sito per l’apertura di una centrale nucleare nel suo territorio.
Era l’8 Novembre del 1987.
Tuttavia, nel Paese del “popolo sovrano” (e delle libertà) pochissimi decidono per tutti. E la pratica referendaria, in quanto momento partecipato di democrazia diretta, non va proprio bene. Da quando la P-2 è al governo, ai referenda è stata imposta una data di scadenza, ad insindacabile capriccio dei padroni di turno. Pertanto, Scajola ha deciso: il nucleare si fa! A discrezione governativa; senza interpellare nessuno. A chi obietta, con virile cipiglio l’(ex)ministro risponde da manuale:
ME NE FREGO!
È questa una prassi consolidata di governo, nell’arroganza tipica del potere e dei ras che bivaccano nella casa del Re, liberi di fottere nell’impunità di casta.
Qualcosa che i veri romani conoscono fin troppo bene…. Tant’è che ci sembra appropriato concludere con un famosissimo sonetto del Belli, in romanesco, così valoriziamo i dialetti e facciamo contenta pure la Lega padana (la traduzione alla fine):

  Li soprani der Monno vecchio

C’era una vorta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
«Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pòzzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo».

Co st’ditto annò er Boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e arisposeno tutti: «È vvero, è vvero».

 Giuseppe Gioacchino Belli
 Sonetto 362;
 (21/01/1832)

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I Sovrani del Mondo Antico
C’era una volta un Re che dal palazzo promulgò questo editto per i popoli:
“Io sono io e voi noi siete un cazzo, signori vassalli bugiardoni, e zitti!
Io rendo diritto lo storto e storto ciò che è dritto.
posso vendervi tutti un tanto al mazzo.
Io se vi faccio impiccare non vi farei niente di male, perché la vostra vita ed i vostri averi io ve li concedo in affitto.
Chi abita in questo mondo senza il titolo di Re, o di Papa, o di Imperatore, non potrà mai avere alcuna voce in capitolo”.
Con questo editto andò il boia per corriere,
Interrogando tutti sull’argomento;
e tutti risposero: “è vero! è vero!”

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