Archivio per Stupidità

IDIOCRACY

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , on 22 aprile 2017 by Sendivogius

Anti-vaccinisti, anti-specisti, anti-sciechimisti, grillini… tutti costantemente in gara contro la logica, per chi la spara più grossa.
Il mondo è bello perché avariato. Che sia popolato di coglioni che parlano con altri coglioni, che usano internet per conoscere ulteriori coglioni di medesima fattura, rientra nell’ordine delle cose dal momento che i coglioni, per loro intrinseca natura, non possono vivere separati gli uni dagli altri. Si cercano costantemente tra loro. E, vista l’abbondanza della categoria, si ritrovano sempre; meglio se riuniti in legioni di petulanti imbecilli.
In un eccesso di ottimismo, la democrazia ha dato loro diritto di voto nella benevola illusione che una massa di idioti semianalfabeti possa davvero fare la differenza, portando l’imbecillità al potere.
Francamente, non si capisce di cosa indignarsi. In realtà è un gran bene che ci sia gente davvero convinta che i tumori si curino col bicarbonato di sodio, che le infezioni si prevengano mangiando pasta di noci, che i vaccini siano tutto un gombloddo delle multinazionali farmaceutiche (manco fossero l’Umbrella Corporation!), e che ruminare verdure da mane a sera faccia campare 150 anni. Il trionfo della medicina moderna in una società altamente tecnologicizzata ha garantito la sopravvivenza di individui assolutamente inutili, che diversamente non avrebbero superato la soglia dei 35 anni. Ed in un pianeta densamente sovrappopolato, l’inflazione incontrollata di coglioni è uno di quei lussi che non possiamo più permetterci.

Che ben venga dunque il ripristino di forme di selezione indolore, a giovamento del normale processo evolutivo dell’umanità. Un tempo c’erano le guerre, le carestie, le epidemie e le pestilenze, che provvedevano a fornire una fondamentale sfoltita del surplus. Insomma, le persone morivano per un normale ascesso ai denti, il più insignificante taglietto comportava il rischio di suppurazione con conseguente morte per setticemia. La gente era semplice: si ‘curava’ con amuleti e brodo di pollo; preveniva l’anemia coi salassi, e disinfettava le ferite con cataplasmi di sterco di cavallo. Nel medioevo, si era fermamente convinti che l’impacco di merda servisse a far salire il pus. E gli effetti si vedevano, per un risultato garantito. Dove saremmo ora, se tutti questi fenomeni fossero sopravvissuti abbastanza a lungo per fare la differenza, forti del numero che da sempre contraddistingue gli idioti?!?

«All’inizio del ventunesimo secolo l’evoluzione umana ha raggiunto una svolta: la selezione naturale, il processo secondo il quale il più forte, il più intelligente e il più veloce si riproduce in misura maggiore rispetto agli altri. Il processo che una volta aveva favorito gli aspetti più nobili dell’uomo aveva cominciato a favorire caratteristiche diverse… La maggior parte della fantascienza dell’epoca prevedeva un futuro più civile e più intelligente, ma col passare del tempo, le cose andarono nella direzione opposta. Un instupidimento generale! Com’era potuto accadere? L’evoluzione non sempre premia l’intelligenza e senza predatori naturali ad assottigliare il branco, cominciò a premiare coloro che riproducevano di più e lasciò che gli intelligenti diventassero una specie in via d’estinzione. E andò avanti così per generazioni anche se nessuno quasi sembrò notarlo.
[…] Il futuro di profilava nero…. e l’umanità divenne sempre più stupida a un ritmo impressionante. Qualcuno sperava che l’ingegneria genetica avrebbe corretto questa tendenza dell’evoluzione, ma le più grandi menti e il più grosso delle risorse erano concentrati su come impedire la caduta dei peli e prolungare l’erezione! Intanto la popolazione cresceva vertiginosamente e l’intelligenza diminuiva finché l’umanità non fu più capace di risolvere neppure problemi elementari come quello dei rifiuti, ammassati per secoli senza alcun piano di smaltimento, il che portò alla grande valanga dei rifiuti del 2505 che mise in moto gli eventi che avrebbero cambiato il mondo per sempre

Se una fetta cospicua di imbecilli ha deciso di togliersi dalle palle per sua libera scelta, non dovremmo essere semplicemente riconoscenti per una scelta che segna un grande passo avanti per il resto dell’umanità? Tempo tre o quattro generazioni ed il mondo sarà un posto migliore.

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(92) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , on 1 novembre 2016 by Sendivogius

Classifica OTTOBRE 2016”

sofficinoEravamo così concentrati nell’ammirare gli spettacoli pirotecnici del Bomba con le sue rutilanti girandole di cazzate a ciclo continuo, in uno scroscio scoppiettante di mortaretti ad annunciar sempre nuove e mirabolanti imprese, che quasi perdevamo di vista la vera essenza della minchioneria elevata a dimensione cosmica nell’incommensurabilità dell’infinito ed espansa in una galassia stellata, dove migliaia di coglioni brillano di luce propria, tanto sono ansiosi di svelarsi al mondo. Va da sé che per una sorta di attrazione magnetica su affinità elettiva molti di questi nugoli di deficienti confluiscano poi nel notorio MoVimento, elevato a collettore indistinto di qualunque complotto, panzana, o minchionata assortita, possa conquistare lo stomaco e gli ani di un popolo di inguaribili deficienti, proiettati oltre la via di non ritorno dell’analfabetismo, meglio se intruppati in legioni di imbecilli digitali, tutti uniti nella condivisione dell’idiozia universale. Ovviamente, come tutti i coglioni che hanno visto la luce e per questo si sono convinti di essere in missione per conto di un qualche dio, sono privi di qualunque senso dell’umorismo. Sono permalosi, scambiano la loro imbecillità per gravitas morale. Quando non sono impegnati a leggere i diritti “antispecisti” a qualche lombata ai ferri, ad inseguire le scie chimiche, curare il cancro col bicarbonato, ingozzarsi di tofu, estrarre microchip sottocutanei, boicottare i vaccini, a postare gattini su facebook… gli idioti guardano la tivvù. E se non riescono a trovare qualche puttanata sugli alieni su Focus, be’ allora si soffermano sui varietà di intrattenimento per controllare se qualcuno abbia mai bestemmiato il nome della setta invano. Quindi si attiVano su segnalazione di un clic. L’ultima iniziativa surreale è il boicottaggio dei bastoncini Findus e del mocho Vileda per delitto di lesa maestà. Si era infatti osato sollevare dubbi sull’incredibile efficienza della Mortisia dei Parioli planata al Campidoglio, col resto dell’inqietante Asilo Cretinetti in gita autogestita a Roma, dopo cinque mesi di nulla assoluto e paralisi totale della città.
boicottaggio-findus-sofficiniPreso atto delle circostanze, ciò che è sconcertante non è l’impressionante numero di disturbati mentali in libera circolazione, bensì il fatto che questi non abbiano davvero niente di meglio da fare nella loro inutilissima esistenza. Il vero problema italiano non è la disoccupazione, bensì come tenere impegnati gli imbecilli e impedire loro che si dedichino alla ‘politica’ a tempo pieno.

 Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. IL COMPLOTTO DEL FRIGORIFERO

[25 Ott.] «Non ho mai visto tanti rifiuti pesanti, divani, frigoriferi abbandonati per strada. Non so se vengono fatti dei traslochi, se tanta gente sta rinnovando casa, ma è strano… È un po’ strano, ci sono frigoriferi che invece di essere portati all’isola ecologica vengono buttati vicino ai cassonetti e non è mica un lavoro semplice portarli lì, non so neanche come facciano. Però il frigorifero è già tutto sfondato e graffitato. Mi sembra strano.»
(Virginia Raggi, la Sindaca)

grillo02. LA MERDA NEL CERVELLO

[10 Ott.] «Il secondo cervello sta nella pancia, e voi dovete votare con l’intestino, ma senza cagarvi addosso»
(Beppe Grillo, maître à penser)

blundo03. DECLASSAMENTI

[29 Ott.] «Il Tg1 apre dichiarando una scossa di 7.1 e poi la declassa a 6.1! Ancora menzogne per interessi economici del governo. Anche il terremoto dell’Aquila fu “addomesticato” a 5.8. Il tutto per non risarcire i danneggiati al 100 per cento»
(Enza Blundo, senatora a cinque stelle)

bencini04. L’UCCELLO PADULO

[13 Ott.] «Sapete, io oramai sto con l’uccello… ma cosa avete capito? Parlo del gabbiano, il simbolo dell’Idv!»
(Alessandra Bencini, fuoriuscita a 5 stelle)

lemmerda05. LA QUALITÀ RAI

[02 Ott.] «Ho due figli. Un maschio e, purtroppo, una femmina. Le donne, dal punto di vista cerebrale, sono esseri inferiori»
(Alberico Lemme, dietologo da salotto)

kara-il-porco06. DEMOCRAZIA LAICA E MODERNA

[28 Ott.] «Il terremoto in Italia è una punizione divina»
(Ayoub Kara, ministro israeliano per la cooperazione internazionale)

trump07. MEMENTO VOTI

[05 Ott.] «Non morite prima di avermi votato. Non mi importa quanto sei malato. Non mi importa se sei appena tornato dal medico e lui ti ha dato la peggiore diagnosi possibile, che significa che è finita. Non importa. Reggete fino all’8 novembre. Uscite e votate. Vi vogliamo bene, ci ricorderemo sempre di quello che avete fatto.»
(Donald Trump, il cancro)

clinton08. PENITENZIAGITE

[12 Ott.] «Sono l’ultima cosa tra voi e l’Apocalisse»
(Hilary Clinton, l’altro tumore)

bersani09. EMERGENZA SFRATTI

[11 Ott.] «Sono stato trattato come un rottame. Ma a buttarmi fuori dal partito, che è casa mia, ci può riuscire solo la Pinotti se schiera l’Esercito»
(Pierluigi Bersani, Calimero)

razzi10. CIALTRONATE UNILATERALI

[02 Ott.] «Sto preparando un incontro bilaterale Abruzzo-Mongolia per il mese di maggio »
(Antonio Razzi, il Sempreverde)

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ABBRACCI

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 9 Maggio 2014 by Sendivogius

Titanic by Alexiuss

Cialtronismo e Stupidità sono due forze complementari ed equivalenti, che non dovrebbero mai amalgamarsi tra di loro… Quando l’attivismo del cialtrone incontra la magia del cretino in uno stritolante abbraccio, è ormai troppo tardi: nulla può davvero arrestare la potenza scatenata in una reazione a catena, col catastrofico susseguirsi di effetti incontrollati.
I campi interattivi del Metafenomeno sono potenzialmente illimitati. Nessun traguardo gli è impossibile, né esiste ostacolo abbastanza arduo da non poter essere superato. Perché ciò che sembra precluso al cialtrone, di solito riesce al cretino e viceversa. Se l’attrazione tra i due è irresistibile, le conseguenze sono spesso fatali. Non esistono anticorpi abbastanza potenti, per contrastare l’azione virale dell’ibrido scaturito da così infausta unione. Al massimo, si può cercare di arginarne i danni collaterali di un simile prodotto di sintesi.
Per definirne l’azione e delinearne i limiti, non bastano le “Leggi fondamentali della Stupidità” del prof. Cipolla né le rassegnate constatazioni di Fruttero e Lucentini, sulla prevalenza del fenomeno in tutte le sue forme.
demotivation.us_I-see-stupid-people-They-are-among-us-walking-everyday-not-knowing-that-they-are-morons_133372627868  Come NON disinnescare un'ogivaSolitamente, se tutto va male, sul piano organizzativo il cialtrone, ancorché cretino, protende all’applicazione empirica del “Principio di Peter”, con una particolare predilezione per l’incompetenza creativa: quando crederete che raggiunti certi livelli non si possa andare oltre, il cretino (ancorché cialtrone) vi stupirà!
Nei casi peggiori, nutre velleità politiche, giacché ritiene (a torto) di non essere rappresentato degnamente. Perciò, potete star certi che prima o poi ve lo ritroverete candidato ad una qualche elezione. In genere predilige i “movimenti”, convinto com’è che siano cosa diversa dai “partiti”, dai quali si è allontanato per deficit di raccomandazioni o surplus di minchioneria.

Nella sventurata ipotesi venga eletto (e quasi sempre accade), avrete il tipico esponente di idiota in politica, a dimensione crescente come le cazzate che esibisce senza pudore in cerca di consensi.
Evoluzione della specieOvviamente, l’idiota in politica (cretino e ancor più cialtrone) è complementare al palcoscenico pubblico da cui è inseparabile. Per sopravvivere, e perpetuare la specie, ha bisogno di un gregge compiacente di citrulli (che poi sono cretini minori) da fecondare con le sue non-idee, che siano disposti a seguirne le gesta con entusiasmo e tributargli il loro compiacimento. Che poi sia un voto elettorale, o un indice di gradimento auditel, poco importa: si tratta della prosecuzione dello show con altri mezzi.
In fondo, le folle elettorali sono la materia inerte dalla quale ogni cialtrone in carriera trae la propria linfa vitale. Per (s)fortuna, in Italia non mancano le une né gli altri; si compensano, nella loro mediocrità costantemente al ribasso…

«Qualità precipua del cialtrone è la mediocrità. Egli ne ha fatto una regola di vita. Anzi, la regola. Il cialtrone non spicca in nulla, neppure nella cialtroneria; al massimo può arrivare a essere un mediocre cialtrone, essendogli l’eccellenza, foss’anche in negativo, preclusa per definizione.
[…] Di perfezione, quindi, nemmeno a parlarne, essendo la dimensione dell’apprendimento, con la sottesa tensione al miglioramento, fondamentalmente estranea alla natura di questo tipo umano. Il cialtrone è quel che è, formato una volta e per sempre, ontologicamente determinato, immutabile come le montagne eppure proteiforme nella sua insipienza.
[…] Il cialtrone trova il suo presupposto esistenziale nella fondamentale superficialità del 90 per cento delle comunicazioni interpersonali.
[…] Animale sociale per antonomasia, il cialtrone sa che per essere apprezzato dall’umano consesso è più utile sembrare qualcosa che esserlo veramente e che, ai fini del risultato, apparire è equivalente a essere…. Chi domina i segni, domina il mondo, ergo: sembro, quindi sono

 Andrea Ballarini
“Fenomenologia del cialtrone”
Laterza, 2013

La razza è antichissima e coriacea, nella varietà delle sue infinite tipologie. Omogeneamente distribuita su scala globale, sarebbe impossibile tracciarne una genealogia, ancorché inutile tanto capillare è la diffusione. E in quanto specie dominante, attraversa incontrastata le epoche, succedendo a se stessa.
Sulla medesima falsariga fenomenologica, a suo tempo (era il 1961), Umberto Eco ne tracciò un ritratto ad personam, ignorando o forse avendo intuito fin troppo bene quanto universali fossero le caratteristiche illustrate, con ampio anticipo sui futuri trionfi del modello caratteriale…

Bongiorno Matteo!

«L’uomo circuito dai mass media è in fondo, fra tutti i suoi simili, il più rispettato: non gli si chiede mai di diventare che ciò che egli è già. In altre parole gli vengono provocati desideri studiati sulla falsariga delle sue tendenze. Tuttavia, poiché uno dei compensi narcotici a cui ha diritto è l’evasione nel sogno, gli vengono presentati di solito degli ideali tra lui e i quali si possa stabilire una tensione. Per togliergli ogni responsabilità si provvede però a far sì che questi ideali siano di fatto irraggiungibili, in modo che la tensione si risolva in una proiezione e non in una serie di operazioni effettive volte a modificare lo stato delle cose. […] L’ideale del consumatore di mass-media è un superuomo che egli non pretenderà mai di diventare, ma che si diletta a impersonare fantasticamente, come si indossa per alcuni minuti davanti a uno specchio un abito altrui, senza neppur pensare di possederlo un giorno.
[…] Il caso più vistoso di riduzione del superman all’every-man lo abbiamo in Italia nella figura di Mike Bongiorno e nella storia della sua fortuna. Idolatrato da milioni di persone, quest’uomo deve il suo successo al fatto che in ogni atto e in ogni parola del personaggio cui dà vita davanti alle telecamere traspare una mediocrità assoluta unita (questa è l’unica virtù che egli possiede in grado eccedente) ad un fascino immediato e spontaneo spiegabile col fatto che in lui non si avverte nessuna costruzione o finzione scenica: sembra quasi che egli si venda per quello che è e che quello che è sia tale da non porre in stato di inferiorità nessuno spettatore, neppure il più sprovveduto. Lo spettatore vede glorificato e insignito ufficialmente di autorità nazionale il ritratto dei propri limiti.
mike[…] Mike Bongiorno non è particolarmente bello, atletico, coraggioso, intelligente. Rappresenta, biologicamente parlando, un grado modesto di adattamento all’ambiente. L’amore isterico tributatogli dalle teen-agers va attribuito in parte al complesso materno che egli è capace di risvegliare in una giovinetta, in parte alla prospettiva che egli lascia intravedere di un amante ideale, sottomesso e fragile, dolce e cortese. Mike Bongiorno non si vergogna di essere ignorante e non prova il bisogno di istruirsi. Entra a contatto con le più vertiginose zone dello scibile e ne esce vergine e intatto, confortando le altrui naturali tendenze all’apatia e alla pigrizia mentale. Pone gran cura nel non impressionare lo spettatore, non solo mostrandosi all’oscuro dei fatti, ma altresì decisamente intenzionato a non apprendere nulla.
In compenso Mike Bongiorno dimostra sincera e primitiva ammirazione per colui che sa. Di costui pone tuttavia in luce le qualità di applicazione manuale, la memoria, la metodologia ovvia ed elementare: si diventa colti leggendo molti libri e ritenendo quello che dicono. Non lo sfiora minimamente il sospetto di una funzione critica e creativa della cultura. Di essa ha un criterio meramente quantitativo. In tal senso (occorrendo, per essere colto, aver letto per molti anni molti libri) è naturale che l’uomo non predestinato rinunci a ogni tentativo. Mike Bongiorno professa una stima e una fiducia illimitata verso l’esperto; un professore è un dotto; rappresenta la cultura autorizzata. È il tecnico del ramo. Gli si demanda la questione, per competenza.
L’ammirazione per la cultura tuttavia sopraggiunge quando, in base alla cultura, si viene a guadagnar denaro. Allora si scopre che la cultura serve a qualcosa

 Umberto Eco
“Fenomenologia di Mike Bongiorno”
 (1961)

Ne emerge un ritratto antico, di una variante in via d’estinzione, portatrice di virtù eminentemente piccolo borghesi e dai modi affabili, quanto opportunista e calcolatrice.
Silvio GiulivoIn questa prospettiva simbolica, Mike Bongiorno (in qualità di idealtipo) è portatore sano di tutta una serie di peculiarità sociologiche, che in buona parte si riscontreranno intatte nell’espressione più longeva e di successo del cialtronismo contemporaneo e piacioneria applicata: il berlusconismo ed il suo diretto derivato… Ovvero, il renzismo che ne supera e integra con una carica nuova la senilità ormai antiquata della matrice originale.
Matteo e le Nonne Si tratta di modelli rassicuranti, a dinamismo controllato e durata garantita, all’insegna della continuità. In quanto tali, sono tipici fenomeni “nazional-popolari”, capaci di far sognare comunità sostanzialmente appagate nel loro conformismo, alla rivoluzione del luogocomunismo. Senza troppe stravaganze, seguono una serie di clichè stereotipati, ponendosi come figure di riferimento: dal buon padre di famiglia al nipotino perfetto, idolo dei nonni.

dead silence

«Oltre ai miti accetta della società le convenzioni. È paterno e condiscendente con gli umili, deferente con le persone socialmente qualificate. Elargendo denaro, è istintivamente portato a pensare, senza esprimerlo chiaramente, più in termini di elemosina che di guadagno. Mostra di credere che, nella dialettica delle classi, l’unico mezzo di ascesa sia rappresentato dalla provvidenza.
[…] Non accetta l’idea che a una domanda possa esserci più di una risposta. Guarda con sospetto alle varianti

braccino sempre teso In tempo di crisi, il fenomeno tende invece ad assumere contorni biliari; la melassa in cui galleggia si inacidisce fino a diventare rancida.
 Quando ciò avviene, ai citrulli (che il cialtrone elettorale chiama “popolo”) piace mostrare la faccia cattiva, ricercando nella cafoneria ostentata e nell’ignoranza compiaciuta il tratto distintivo che fa la differenza. Si scelgono per acclamazione un cialtrone dominante (o è il cialtrone che trova loro) che si crede dio, ma si accontenta di farsi chiamare “capo” mentre aizza l’armata dei citrulli alla Guerra dei Cretini.
Nelle sue flatulenze più effimere, si chiama “populismo”. Nelle declinazioni peggiori e più persistenti, diventa fascismo: immanente e pervasivo nella società italiana, si nutre di ritorni di fiamma ad ogni stress di sistema, che nel Paese di Borgo Citrullo gli imbecilli non mancano mai…

«Il fascismo ha avuto almeno questo merito: di offrire la sintesi, spinta alle ultime conseguenze, delle storiche malattie italiane: retorica, cortigianeria, demagogia, trasformismo.
[…] Il fascismo è il governo che si merita un’Italia di disoccupati e di parassiti, ancora lontana dalle moderne forme di convivenza democratiche e liberali.»

 Piero Gobetti
Rivoluzione liberale
 (22/04/1924)

Ed in quello che è un processo di fascinazione collaudato, non manca l’espressione più sofisticata del fenomeno ricorrente, ma nella sua variante acculturata: il cretino cognitivo, che scambia la comparatio con la reductio e non ne capisce la differenza.
Come ebbe a dire Daniela Maddalena, che della definizione è l’inventrice:

Il cretino cognitivo è come dire l’imbecille competente, lo stolido conoscitivo, il fatuo provvisto di informazioni.”

 Daniela Maddalena
Il Cretino cognitivo
Cabarà Edizioni
 (Milano, 1997)

Ma qui si entra in un campo minato… perché nessuno è immune al contagio e dunque siamo tutti dei potenziali cretini, ignari di essere tali.
Lo sapeva bene Sciascia che orgoglioso com’era, distribuiva patenti di cretineria senza che il dubbio di aver contratto lui stesso l’infezione lo sfiorasse minimamente…

«È ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia cretino. Ma di intelligenza c’è sempre stata penuria; e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto, tutte le volte ci assalgono che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh i bei cretini di una volta!
Genuini, integrali. Come il pane di casa

 Leonardo Sciascia
“Nero su nero”
Einaudi (1979)

Nessuno è al sicuro. E la piena consapevolezza di essere stupidi non ci rende per questo più saggi.

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La Guerra dei Cretini

Posted in Kulturkampf, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 ottobre 2013 by Sendivogius

Tricolore (da Giornalettismo)Trilogy: “un cialtrone è per sempre”
Van der Kuul

Gustave Flaubert, che della categoria se ne intendeva tanto da dedicargli un “dizionario dei luoghi comuni”, riteneva che un perfetto cretino avesse in sé tutte le prerogative per essere felice. Pertanto, se uno spiccato egoismo ed una buona salute erano assolutamente importanti, l’imbecillità costituiva il requisito fondamentale. Certo, l’autore di “Madame Bovary” nella sua smielata lettera a Louise Colet (06/08/1846), parlando di stupidità, aveva ben altri pensieri per la testa…
Tuttavia l’idiota, nella sua inarrestabile discesa tra gli abissi dell’umana cretineria, trascende il tempo e travalica i limiti, attraverso il libero deflusso di parole e comportamenti reiterati in un crescendo ossessivo, trasformato in fenomeno prevalente del nostro tempo, nell’imperturbabilità della sua normalità priva di senso
Nei casi patologicamente rilevanti della dissonanza cognitiva, il cretino declina nella psicopatia; si prende maledettamente sul serio, nei toni come nei contenuti, smarrendo il senso delle proporzioni e finanche della logica. Delira. E nell’ossessione ripetuta rasenta la follia, facendo la faccia feroce per dissimulare l’impotenza…

RottweilerSiamo in guerra e ormai non è più un modo di dire. E’ necessario schierarsi. Riconoscere gli amici dai nemici e prepararsi ai materassi. E’ una lunga marcia quella che ci aspetta. Hanno troppi interessi, troppi scheletri, troppi collegamenti con la criminalità organizzata, con le lobby più o meno occulte per uscire di scena. […] Nessun compromesso…. Faremo dei nodi ai fazzoletti. Noi non dimenticheremo.

 Beppe Grillo
 (06/10/13)

Davanti a simili perle di saggezza riVoluzionaria, Ennio Flaiano avrebbe senz’altro scorto il genio incompreso di un cretino illuminato da lampi di imbecillità.
Nazi Zombie BattlegroundUn provocatore professionista come Lenny Bruce diceva che la satira è tragedia più tempo. Smarrita la satira tra le flatulenze di un sonno senza ragione, ci troviamo più che altro dinanzi alla tragedia di vecchi ridicoli, con troppo tempo libero a disposizione e pessimamente impegnato.
Sempre più truce, livoroso, rigonfio di rancori gastrici mai digeriti, questa parodia bellica del Gabibbo assomiglia sempre più ad un villain (o un villano?) da fumetto pulp, mentre si trascina ancor più stancamente sulla scena con le sue scariche di anatemi a rilascio regolare. Come parlare sporco e influenzare la genteE lo fa senza mai raggiungere, per dire, l’irriverenza dissacrante o il nichilismo caustico che pure Lenny Bruce non perse mai, nemmeno negli eccessi che lo condussero all’autodistruzione.
D’altronde, la caratura del personaggio è inconfondibile:

«Il matto lo riconosci subito. È uno stupido che non conosce i trucchi. Lo stupido la sua tesi cerca di dimostrarla, ha una logica sbilenca ma ce l’ha. Il matto invece non si preoccupa di avere una logica. Procede per cortocircuiti. Tutto per lui dimostra tutto. Il matto ha un’idea fissa, e tutto quel che trova gli va bene per confermarla. Il matto lo riconosci dalla libertà che si prende nei confronti del dovere di prova, dalla disponibilità a trovare illuminanzioni.»

 Umberto Eco
Il pendolo di Foucault
Bompiani, 1988.

Col picchiatello, col vecchio zio un po’ tocco, però il Guy Fawkes dei carruggi ha ben poco da spartire… È piuttosto il classico pazzoide allucinato, che di tanto in tanto si ha la sventura di incontrare in metropolitana e nelle bettole di quart’ordine. Se lo conosci, lo eviti.
southpark-fat-gamer-guy-fawkes-maskBagattoEppur tuttavia in questa sfilata tragicomica di maschere tristi, all’ombra del berlusconismo morente, depotenziata dalla carica eversiva del Bagatto brianzolo, nella loro presunzione autoreferenziale, il duumvirato Grillo-Casaleggio ricorda Bouvard e Pecuchet. Tanto per tornare a Flaubert.
Li accomuna l’indefessa minchioneria d’antan di altre celebri coppie comiche: Gianni e Pinotto; Stanlio e Ollio…

Bouvard e Pecuchet

Bouvard e Pecuchet sono “due fulgidi imbecilli, tragici e sinistri nella loro idiozia”:

«i due si dedicano con entusiasmo da neofiti allo studio e alla pratica delle più disparate discipline e tecniche. L’ambizione faustiana, la passione per ogni nuova branca dello scibile umano è in loro animata dalla speranza di attingere a verità assolute che guidino il comportamento e mettano ordine nel caos. Ma la loro fiducia nell’autorità dei testi è sistematicamente sottoposta alla critica inflessibile del principio di non-contraddizione, che li espone a una delusione dopo l’altra»

 “Bouvard e Pécuchet, o dell’idiozia del mondo

D’altro canto, la stupidità non discinta dall’idiozia politica costituisce da sempre un tema ricorrente di interminabili riflessioni, tanto risulta radicato e florido il fenomeno, declinato in tutte le sue infinite sfaccettature…
Robert Musil, drammaturgo ed antifascista austriaco, sul tema della stupidità e delle sue implicazioni dedicò una delle sue conferenze più famose:

Robert Musil«Evidentemente in situazioni ordinate sono bandite espressioni smodate e indisciplinate. E come prima si parlava della vanità di popoli e partiti che sopravvalutano il proprio stato di illuminazione, ora bisogna aggiungere che, quando si sfoga – proprio come il megalomane che sogna a occhi aperti – la maggioranza si crede non solo l’unica saggia ma anche l’unica virtuosa, coraggiosa, nobile, invincibile, pia e bella. Il mondo ha la peculiare tendenza per cui, quando gli uomini si trovano in tanti, si permettono tutto ciò che è proibito al singolo.
I privilegi del Noi ingigantito danno l’impressione che il crescente incivilimento e addomesticamento del singolo vada compensato dal parallelo imbarbarimento degli stati, delle nazioni e delle loro leghe ideologiche. Chiaramente si manifesta un disturbo dell’equilibrio affettivo che in sostanza precede la contrapposizione tra Io e Noi e ogni valutazione morale. Ma tutto ciò, dobbiamo chiederci, è ancora stupidità o ha con la stupidità una qualche connessione?
[…] La stupidità autentica è un po’ dura di comprendonio, come si dice. È povera di idee e parole, nonché maldestra nell’usarne. Preferisce le cose comuni, che continuamente ripetute le si imprimono bene in testa. Se afferra qualcosa, non se la fa scappare. Non analizza né sottilizza. Sue sono niente di meno che le rosee guance della vita! È vero che pensa in modo vago e basta una nuova esperienza a far tacere il suo pensiero, ma è anche vero che preferisce ciò che si può sperimentare con i sensi o contare sulle dita. In una parola, è la cara “limpida stupidità” che, se non fosse a volte così credulona, confusionaria e addirittura incorreggibile testona, da portare alla disperazione, sarebbe addirittura graziosa.
[…] In stridente contrasto con la stupidità autentica sta quella pretenziosa. Non è tanto mancanza di intelligenza, quanto il suo venir meno, quando si impegna in prestazioni che non sono alla sua portata. Può avere tutte le peggiori qualità dell’intelletto debole, con in più quelle derivanti da un’indole non equilibrata, immatura e incostante, in breve malsana.»

 Robert Musil
“Discorso sulla Stupidità”
(Vienna, 11/03/1937)

Evidentemente, in piena epoca di totalitarismi, a Musil non sfuggivano le implicazioni della stupidità dilatata a fenomeno politico di massa.
In tempi più recenti, molto più prosaicamente, Quim Monzò, lo sferzante autore catalano di “1000 Cretini” (tanto per rimanere in tema), in una intervista rilasciata proprio a Il Giornale, così ha definito la questione:

«La stupidità è la qualità che gli stronzi hanno di infastidire e irritare quelli che non sono stupidi come loro. La dimostrano facendo le cose quando è chiaro che farle è una cretinata. O le fanno con una totale mancanza di discrezione. O con una faticosa presunzione».
 (24/01/2013)

Comunque vada, resta la nostra irritante compagna di ogni epoca.

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La Prevalenza del Cretino

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , on 4 novembre 2011 by Sendivogius

«È stato grazie al progresso che il contenibile “stolto” dell’antichità si è tramutato nel prevalente cretino contemporaneo, personaggio a mortalità bassissima la cui forza è dunque in primo luogo brutalmente numerica; ma una società ch’egli si compiace di chiamare “molto complessa” gli ha aperto infiniti interstizi, crepe, fessure orizzontali e verticali, a destra come a sinistra, gli ha procurato innumerevoli poltrone, sedie, sgabelli, telefoni, gli ha messo a disposizione clamorose tribune, inaudite moltitudini di seguaci e molto denaro. Gli ha insomma moltiplicato prodigiosamente le occasioni per agire, intervenire, parlare, esprimersi, manifestarsi, in una parola (a lui cara) per “realizzarsi”.
Sconfiggerlo è ovviamente impossibile. Odiarlo è inutile. Dileggio, sarcasmo, ironia non scalfiscono le sue cotte d’inconsapevolezza, le sue impavide autoassoluzioni (per lui, il cretino è sempre “un altro”); e comunque il riso gli appare a priori sospetto, sconveniente, «inferiore», anche quando − agghiacciante fenomeno − vi si abbandona egli stesso

Carlo Fruttero e Franco Lucentini,
 “La prevalenza del cretino
 Mondadori, 1985.

La folgorante descrizione del Cretino, ritratto in tutta la sua imperturbabilità, è opera della premiata ditta Fruttero & Lucentini, che alla tipologia hanno dedicato un’apposita trilogia: La prevalenza del cretino (1985); Il ritorno del cretino (1992); Il cretino in sintesi (2003).
 Universalmente diffuso, il cretino è spesso uno stupido di successo.
La rilevanza sociale del fenomeno viene investigata dal Carlo M. Cipolla, che arriva ad elaborare un vero teorema, nella vana speranza di identificare il cretino per tempo e arginarne i danni, ben consapevole che:

Quando la maggior parte di una società è stupida allora la prevalenza del cretino diventa dominante ed inguaribile

Il cretino (e/o lo stupido) nella sua prevalenza risponde a criteri assolutamente ‘democratici’: non ha età; è equamente distribuito tra maschi e femmine; non risponde a determinati requisiti professionali; non è classista; non risente del livello di istruzione; non ha prerogative etniche o razziali…
Definirne la percentuale a livello statistico è impossibile, poiché qualsiasi numero risulterà sempre troppo piccolo rispetto all’insieme della devastante moltitudine degli stupidi (e/o cretini).
Inoltre, con la loro pervasività destabilizzante, sono impermeabili ai condizionamenti sociali. E, peggio ancora, nella loro ubiquità sono presenti ovunque. Si mimetizzano tra gli insospettabili (persone che reputiamo razionali ed intelligenti all’improvviso risultano essere stupide senza ombra di dubbio), manifestandosi nei tempi e nei luoghi meno opportuni.
Nel delineare la sua Teoria della Stupidità, il prof. Cipolla prende in esame il cretino allo stato puro:

«È un gruppo non organizzato, non facente parte di alcun ordinamento, che non ha capo, né presidente, né statuto, ma che riesce tuttavia ad operare in perfetta sintonia come se fosse guidato da una mano invisibile, in modo tale che le attività di ciascun membro contribuiscono potentemente a rafforzare ed amplificare l’efficacia dell’attività di tutti gli altri membri

Evidentemente, il prof. Cipolla non aveva preso in considerazione la potenza dirompente di una struttura organizzata, gerarchizzata, e attiva livello politico, reputando non misurabili gli effetti devastanti di una simile sciagura, rapportata su scala di massa. In caso contrario, avrebbe forse illustrato come la stupidità, elevata ai massimi livelli, possa portare al tracollo un intero continente…
Il prof. Cipolla, che si aggiunge una M. al cognome per distinguersi dall’omonimo storico veronese, preoccupato dalla nefasta influenza che lo stupido/cretino esercita nel mondo, durante la sua permanenza all’Università di Berkeley nel 1976 formula pertanto le cinque “Leggi fondamentali della stupidità umana”:

Prima Legge
Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.

 Quando ciò avviene, è sempre troppo tardi: il danno è generalmente compiuto… Nella categoria si potrebbero annoverare quei gran volponi, che si fanno intestare mega-appartamenti; a loro insaputa…

Seconda Legge
La probabilità che una certa persona sia stupida é indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona, spesso ha l’aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.

 É il caso del superministro dell’economia, impegnato a presenziare la fondamentale “Festa della Zucca”, con un mentecatto che discetta di gabbie previdenziali, mentre le borse vacillano all’attacco della speculazione internazionale, i titoli del nostro sistema creditizio vengono sospesi per eccesso di ribasso, e le nostre finanze rischiano di crollare sotto i rendimenti impazziti dei buoni del tesoro.
 O del segretario del principale partito al governo che nello stesso frangente, mentre si studiano inefficaci soluzioni tampone per fronteggiare il rischio default, si presenta tutto giulivo, sventolando un milione di nuovi (presunti) tesserati al partito.

Terza Legge
Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

Sono i milioni di italioti che questi deficienti li votano sistematicamente ad ogni elezione, imperturbabilmente, salvo poi dimenticarsene un secondo dopo l’uscita dal seggio e lamentarsene da mane a sera, concionando sui costi della “casta”.

Quarta Legge
Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. Dimenticano costantemente che in qualsiasi momento, e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

 È il tipico caso di quanti, credendosi intelligenti (o incredibilmente furbi), pensano di poter sfruttare la stupidità altrui per conseguire vantaggi o posizioni di rendita, convinti di riuscire gestire ai propri fini l’utile idiota di turno, ma restandone inesorabilmente fregati.
In questo, è evidente la proprietà transitiva della “Quinta Legge”…

Quinta Legge
La persona stupida é il tipo di persona più pericolosa che esista.
Gli stupidi sono imprevedibili; seguono percorsi logici diversi dalle persone intelligenti che sfuggono alla comprensione immediata e dunque risultano vincenti, perché sfruttano l’effetto sorpresa.

Per ricapitolare, come ebbe a scrivere direttamente Carlo M. Cipolla:

1. Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

2. La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona.

3. Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

4. Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

5. La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa che esista. Non è difficile comprendere come il potere politico o economico o burocratico accresca il potenziale nocivo di una persona stupida. Ma dobbiamo ancora spiegare e capire cosa essenzialmente rende pericolosa una persona stupida; in altre parole in cosa consiste il potere della stupidità.

«Essenzialmente gli stupidi sono pericolosi e funesti perché le persone ragionevoli trovano difficile immaginare e capire un comportamento stupido. Una persona intelligente può capire la logica di un bandito. Le azioni del bandito seguono un modello di razionalità. Il bandito vuole un “più” sul suo conto. Dato che non è abbastanza intelligente per escogitare metodi con cui ottenere un “più” per sé procurando allo stesso tempo un “più” anche ad altri, egli otterrà il suo “più” causando un “meno” al suo prossimo. Tutto ciò non è giusto, ma è razionale, e se si è razionali lo si può prevedere. Si possono insomma prevedere le azioni di un bandito, le sue sporche manovre e le sue deplorevoli aspirazioni e spesso si possono approntare le difese opportune.
Con una persona stupida tutto ciò è assolutamente impossibile. Come è implicito nella Terza Legge Fondamentale, una creatura stupida vi perseguiterà senza ragione, senza un piano preciso, nei tempi e nei luoghi più improbabili e impensabili.
Non vi è alcun modo razionale per prevedere se, quando, come e perché, una creatura stupida porterà avanti il suo attacco.
Di fronte ad un individuo stupido, si è completamente alla sua mercé. Poiché le azioni di una persona stupida non sono conformi alle regole della razionalità, ne consegue che:
a) generalmente si viene colti di sorpresa dall’attacco;
b) anche quando si acquista consapevolezza dell’attacco, non si riesce ad organizzare una difesa razionale, perché l’attacco, in se stesso, è sprovvisto di una qualsiasi struttura razionale.
Il fatto che l’attività e di movimenti di una creatura stupida siano assolutamente erratici ed irrazionali, non solo rende la difesa problematica, ma rende anche estremamente difficile qualunque contrattacco – come cercare di sparare ad un oggetto capace dei più improbabili e inimmaginabili movimenti.
Questo è ciò che Dickens e Schiller avevano in mente quando l’uno affermò che “con la stupidità e la buona digestione l’uomo può affrontare molte cose” e l’altro che “contro la stupidità gli stessi Dei combattono invano”.
Occorre tener conto anche di un’altra circostanza. La persona intelligente sa di essere intelligente.
Il bandito è cosciente di essere un bandito.
Lo sprovveduto è penosamente pervaso dal senso della propria sprovvedutezza. Al contrario di tutti questi personaggi, lo stupido non sa di essere stupido. Ciò contribuisce potentemente a dare maggior forza, incidenza ed efficacia alla sua azione devastatrice.
Lo stupido non è inibito da quel sentimento che gli anglosassoni chiamano self-consciousness. Col sorriso sulle labbra, come se compisse la cosa più naturale del mondo, lo stupido comparirà improvvisamente a scatafasciare i tuoi piani, distruggere la tua pace, complicarti la vita ed il lavoro, farti perdere denaro, tempo, buonumore, appetito, produttività – e tutto questo senza malizia, senza rimorso, e senza ragione. Stupidamente.»

Il corollario di base, speculare alle leggi sulla stupidità risiede nella consapevolezza che: “Una persona stupida è più pericolosa di un bandito”
Immaginate quando i due requisiti vivono in una stessa persona…

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