Archivio per Sigmund Freud

MASSA ACRITICA

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 agosto 2013 by Sendivogius

Hellblazer

«La semplicità e l’esagerazione dei sentimenti delle folle le preservano dal dubbio e dall’incertezza.
[…] Non essendo la folla impressionata che da sentimenti eccessivi, l’oratore che vuole sedurla deve abusare delle affermazioni violente. Esagerare, affermare, ripetere, e non mai tentare di nulla dimostrare con un ragionamento, sono i procedimenti di argomentazione familiari agli oratori di riunioni popolari.»

 Gustave Le Bon
Psicologia delle folle
 (1895)

Nell’estate del 1921, dinanzi all’irrazionalismo dilagante e fanatizzato dei grandi movimenti di massa, che di lì a poco avrebbero precipitato l’Europa nel ventre oscuro del totalitarismo, il contestato Sigmund Freud dava alle stampe una delle sue opere meno note: Psicologia delle masse e analisi dell’io, sui processi di massificazione alla base della psicologia dei gruppi, strappati alla logica del branco e sprofondati nell’anonimato della folla con la quale condividere pulsioni e paranoie.
Nel tentativo di tracciare le linee di una teoria comportamentale delle masse, Freud attinge ampiamente dalla Psicologia delle folle di Gustave Le Bon (della quale avevamo già avuto modo di parlare QUI) e da La psiche collettiva, pubblicata appena un anno prima da William McDougall.
games of thrones white walkersCoerente con la sua fama, Freud inquadra l’analisi sociologica dei comportamenti collettivi nell’immancabile cornice pansessualista, secondo cui è la pulsione erotica a tenere unita la massa, tramite una serie di relazioni “amorose” (rapporto di tipo sadomasochista col leader, inteso alla stregua di un padre uranico) che costituiscono l’essenza della psiche collettiva alla base del movimento massificato. Per Freud si tratta di una vita psichica collettiva, dove suggestione e libido si intrecciano con innamoramento e ipnosi, fino alla totale identificazione col Capo carismatico (Padre-Dio-Padrone) che incarna l’ideale collettivo della massa, orientata dall’inconscio piuttosto che dalla coscienza.

«All’interno di una massa e per influsso di questa, il singolo subisce una profonda modificazione della propria attività psichica. La sua affettività viene straordinariamente esaltata, la sua capacità intellettuale si riduce in misura considerevole, entrambi i processi tendendo manifestamente a eguagliarlo agli altri individui della massa; si tratta di un risultato che può venir conseguito unicamente tramite l’annullamento delle inibizioni pulsionali peculiari a ogni singolo e attraverso la rinuncia agli specifici modi di esprimersi delle sue inclinazioni».

In questo “legame libidico” di identificazione totale, il singolo si trasforma in “individuo collettivo”, fino a regredire in uno stato di “orda primordiale” simile alla condizione di bambini immaturi, con la perdita progressiva dell’autonomia personale e delle capacità critiche.

«Possiamo dire che gli estesi legami affettivi da noi individuati nella massa bastano a spiegare uno dei suoi caratteri: la mancanza di autonomia e d’iniziativa nel singolo, il coincidere della reazione del singolo con quella di tutti gli altri, l’abbassamento del singolo – per così dire – a individuo collettivo. Ma, se la consideriamo come un tutto, la massa presenta anche altre caratteristiche. Segni tipici come l’indebolimento delle facoltà intellettuali, lo sfrenarsi dell’affettività, l’incapacità di moderarsi o di differire, la propensione a oltrepassare tutti i limiti nell’espressione del sentimento e a scaricarla per intero nell’azione, forniscono un inequivocabile quadro di regressione dell’attività psichica a uno stadio anteriore, affine a quello che non desta meraviglia trovare nei selvaggi o nei bambini. Questo ci ricorda quanti di questi fenomeni di dipendenza appartengano alla costituzione normale della società umana, quanto poca originalità e quanto poco coraggio personale si trovino in questa, quanto ogni singolo sia dominato dagli atteggiamenti di un’anima collettiva che si manifestano come peculiarità razziali, pregiudizi sociali, adesione a regimi totalitari e così via

L’individualità dei singoli, col crescere dell’elemento passionale (e irrazionale), libidico e illusorio, defluisce nella cosiddetta “anima della massa”, inteso come un tutto rassicurante e coerente in una dimensione sempre più primitiva, dove a prevalere non è la coerenza logica dell’insieme bensì la pulsione gregaria: deresponsabilizzante e speculare all’onnipotenza del leader.

«La massa è impulsiva, mutevole e irritabile.
[…] Non sopporta alcun differimento dalla realizzazione di un desiderio. Prova una sensazione di onnipotenza; per un individuo che fa parte di una folla non esiste la nozione dell’impossibile.
La folla è straordinariamente influenzabile e credula; manca di senso critico, niente per essa è inverosimile. Pensa per immagini che si richiamano le une alle altre per associazione, come negli stati in cui l’individuo dà libero corso alla propria immaginazione, senza che un’istanza razionale intervenga a giudicare sul grado della loro conformità alla realtà. I sentimenti della folla sono sempre molto semplici e molto esaltati. Essa non conosce il dubbio né l’incertezza.
La folla giunge subito agli estremi. Un accenno di sospetto si trasforma immediatamente in indiscutibile evidenza. Una semplice antipatia diventa subito odio feroce.
Portata a tutti gli eccessi, la folla è influenzata solo da eccitazioni esasperate. Chiunque voglia agire su di essa non ha bisogno di dare ai propri argomenti un carattere logico: deve presentare immagini dai colori più stridenti, esagerare, ripetere incessantemente la stessa cosa.
[…] Nelle folle possono coesistere le idee più opposte, senza reciproco ostacolo e senza che dalla loro contraddizione logica derivi un conflitto. Ora, la psicanalisi ha dimostrato che tutto ciò si verifica anche nel caso di un soggetto infantile o del nevrotico.
Inoltre la folla è molto sensibile alla forza magica delle parole, che hanno il potere sia di provocare nell’anima collettiva le tempeste più violente, sia di placarla.
[…] E infine le folle non hanno mai provato il desiderio della verità. Chiedono solo illusioni delle quali non possono fare a meno. Danno sempre la preferenza al surreale, piuttosto che al reale

Sigmund Freud
“Psicologia delle masse e analisi dell’io” (1921)
Newton Compton (Roma, 2012)

Pensare è un esercizio che alla lunga costa fatica.
Specialmente se non si è allenati allo sforzo.

Homepage

E venne il giorno…

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , on 8 Maggio 2013 by Sendivogius

E venne il giorno

Persino le più elementari forme di vita sono munite di un fondamentale istinto di sopravvivenza, funzionale alla preservazione della specie…
Cosa invece spinga le disastrate truppe parlamentari dell’inclassificabile partito bestemmia verso una autodistruzione incontrollata è qualcosa che sfugge davvero ad ogni comprensione logica. E non è assolutamente spiegabile attraverso gli strumenti ordinari della teoria politica. Nemmeno i cultori dell’elitismo più estremo e della più cinica real-politik potrebbero fornire una interpretazione razionale a questo insopprimibile desiderio di dissoluzione. Infatti, la “Legge ferrea dell’oligarchia” non è affatto comparabile all’inquietante pulsione di morte (la propria), che sembra pervadere ormai ogni livello del (fu) Partito Democratico. I sintomi si manifestano in genere con un diffuso malpancismo nei contagiati, seguito da spasmi convulsivi, logorrea diffusa accompagnata da amnesia cronica e disturbi dissociativi, ai quali fanno seguito atti di auto-lesionismo sempre più estremi e sconcertanti. Consolidato è il ricorso pilatesco alla scheda bianca, convinti di salvare la faccia coperta dalle mutande (sporche). Solitamente, ciò avviene dopo roboanti dichiarazioni di principio, sempre smentite nella loro mancata messa in pratica, e culminanti quasi sempre in azioni contrarie e incongruenti. La scelta delle presidenze delle commissioni parlamentari e l’attribuzione a Nitto Palma della commissione “giustizia” al Senato è soltanto l’ennesima (e certamente non ultima) piroetta suicida di un partito prossimo all’estrema unzione.
Tralasciato ogni aspetto “politico”, il comportamento del PD è ormai circoscrivibile unicamente nell’ambito psicopatologico delle parafilie
Nella fattispecie, si potrebbe trattare di una forma aggravata di masochismo.

“Il masochismo viene comunemente spiegato come la condizione di chi vive la sottomissione come piacere; non necessariamente però il piacere conseguito consiste nell’orgasmo, che spesso, anzi, è vissuto dal soggetto masochista come il conclusivo momento di distensione e di abbandono, successivo però e non strettamente conseguente alle pratiche masochistiche di cui egli è stato oggetto consensuale.
Per quanto riguarda un aspetto marginale del masochismo, cioè il piacere (non sempre verificato e non di tutti i masochisti) di subire dolore (che però dovrebbe essere più correttamente indicato come algolagnia) le spiegazioni scientifiche si basano su livelli diversi, principalmente i recettori periferici del dolore e del piacere sono gli stessi. Il dolore fa produrre al cervello endorfine, che poi restano in circolo dando una sensazione di euforia. Queste sensazioni in aggiunta allo stato mentale che si crea con il partner rendono il dolore un piacere da assaporare e vivere. Ovviamente questo in un rapporto consensuale e vissuto liberamente.
Occorre anche ricordare, in questa sede, che il termine masochismo è usato, per estensione, per descrivere tutte quelle condizioni soggettive in cui l’essere umano si trova a vivere passivamente, senza reagire o reagendo in modo non determinato e assertivo, una azione o comportamento altrui che genera sofferenza.”

Siamo forse dinanzi ad una deviazione di quello che Freud chiamava a suo tempo “masochismo morale” e che Wilhelm Reich reputava invece privo di ogni connaturazione sessuale, in quanto paura di vivere e dunque di “essere” per qualcosa che probabilmente neanche esiste.

Homepage

Amore a 5 Stelle

Posted in Kulturkampf, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 settembre 2012 by Sendivogius

Con la consueta modestia confacente al personaggio, Beppe Grillo rilegge “1984” di Orwell, in una parodia narcisista dove i contenuti sono riadattati a propria immagine e somiglianza, come si conviene a chi è convinto di trovarsi al centro dell’universo, iscritto in un macrocosmo dove tutto ruota attorno al proprio Ego, nello splendido isolamento del suo autismo autoreferenziale, con la personalissima interpretazione dei “due minuti d’odio”.
Chi volesse può trovare il testo originale, e senza manipolazioni, QUI.
Ma attingiamo direttamente dalla parabola del Profeta:

«Il rito quotidiano dell’Odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli appartenenti al MoVimento 5 Stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso, insopportabile, indecente. Lo scopo è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo. Non discutono mai nel merito (ad esempio del Programma del M5S), insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere. E dopo? Cosa verrà dopo? Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.»

 I due minuti d’odio (02/09/2012)

Così parlò il Messia dei Carruggi.
Qui entriamo direttamente nella sfera delle psicopatologie, trovandoci dinanzi a quello che assomiglia ad un transfert negativo.
Grillo ha fatto dell’insulto reiterato nella coprolalia compulsiva l’estetica del proprio movimento, che non conosce altra rivoluzione lessicale oltre al “vaffanculo”, tramite lo sdoganamento di ogni possibile volgarità. In proposito, il suo blog è lo sfogatoio rancoroso delle frustrazioni di una plebe rabbiosa e fomentata ad arte, millantando processi ‘popolari’, epurazioni, punizioni esemplari…
Alimenta una cappa plumbea da resa dei conti, di scontro finale da armageddon politica tra “noi e loro”. Delinea i contorni apocalittici di un mondo oscuro dove non esistono avversari, ma “nemici” privi di ogni valore e finanche fuori dalla razza umana. Non per niente, la metafora più usata, ed abusata, per indicare ogni possibile avversario (disumanizzato) è lo zombie: creatura immonda che può essere fermata solo con una fucilata alla testa. Per l’appunto, un mostro da abbattere.
Provate a sostituire la parola “casta”, alla quale viene addebitata in un tutto indistinto e confuso ogni sorta di nefandezza possibile, con il termine “ebrei” e cercate le analogie storiche..!
Si avverte nelle parole del Grillo Furioso quasi un’ansia da attentato, nell’inconfessabile pulsione dell’opportunismo referenziale… Emblematica è stata l’interpretazione della bomba esplosa davanti la scuola di Brindisi, subito additata come un tentativo per fermare il “cambiamento” di cui il M5S sarebbe il portatore (insano).
Confonde le critiche e le domande, alle quali Grillo si sottrae con sequele di insulti a spruzzo continuo, come una “istigazione a delinquere”
Maliziosamente, si potrebbe ricordare come Grillo abbia fomentato per mesi la protesta anti-tributi contro “Equitalia”, incanalando poi le contestazioni opportunamente alimentate contro l’Agenzia delle Entrate, per intercettare il voto leghista in libera uscita. I toni fuori dalle righe si sono concretizzati in atti violenti direttamente contro i dipendenti delle agenzie medesime, fatti oggetto di pacchi bomba, invio di buste contenenti escrementi, minacce e atti intimidatori. L’apice è stato (per ora) raggiunto dall’immancabile psicopatico armato fino ai denti, che si è presentato alla sede di Bergamo prendendo in ostaggio gli impiegati. Non risulta che alcuno abbia mai chiamato in causa Beppe Grillo per “istigazione a delinquere”, attribuendogli una qualche responsabilità morale:

«Continuano gli attentati contro gli uffici di Equitalia, nelle ultime ore sono avvenuti aFoggia e Modena. Si può dire tranquillamente che stiano per sostituire i tradizionali botti di San Silvestro con la differenza però che durano tutto l’anno. Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze.»

 “I botti di fine anno di Equitalia”
 (01/01/2012)

Come i bambini capricciosi in cerca di attenzioni, urla e lancia il sasso tanto per vedere l’effetto che fa. Se rimproverato, mette il muso atteggiandosi a vittima. É il piccolo incompreso della provocazione politica. Appartiene a quella tipologia di narcisi che, dopo il primo controllo della prostata, si mettono a parlare di “complotti”

  “C’è una campagna di odio contro di me…
Quando prendi di mira una persona, come fanno con me, e dici che è peggio di Nerone, Hitler e Saddam, che pensa solo ai suoi interessi, non meravigliarti se qualche mente fragile pensa che se la elimina fa il bene del Paese.”

 Silvio Berlusconi
 (24/06/2009)

Oramai sono sovrapponibili come due fogli di carta velina. E non si riesce più a distinguere quale sia la copia e quale invece l’originale, tante sono le somiglianze che accomunano i due malinconici istrioni, prossimi al tramonto senile.
Se continua di questo passo, tempo qualche mese, si farà tirare addosso statuette del duomo di Milano o inscenerà finti attentati sull’androne di casa, scimmiottando un Belpietro.
Vedrete che non appena si sgonfierà la bolla mediatica pompata da giornali e tv, senza i quali il fenomeno Grillo NON esisterebbe, se le prossime elezioni inchioderanno (come probabile) il M5S ad un 7-8% dei voti reali, il tribuno ligure inizierà a sproloquiare di brogli contro di lui.
In quanto al sedicente “Programma del M5S”, discutere del merito quanto prima, se i Lettori avranno la pazienza di seguirci, sarà un piacere.
Ma ora sarà il caso di lasciare la parola ai diversamente fascisti a 5 stelle, che vivacizzano le pagine del Profeta, per avere un saggio della loro concezione dell’amore universale, contrapposto a coloro che “insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere” attraverso il “fragoroso, insopportabile, indecenteRito quotidiano dell’Odio

 Il 28/08/2012 l’ingenua Marianna Madia, evanescente deputata PD, ha la sventurata idea di dichiarare, durante un’intervista per conto di una nota trasmissione radiofonica:

I grillini hanno dei metodi antidemocratici, sono violenti. Piuttosto che votare Grillo, voterei PdL. La violenza non è solo quella fisica. Non direi fascisti, ma hanno un modo violento di fare politica e la violenza può anche essere verbale.

Il giorno dopo, sulle pagine del blog del Guru, con apposito post dedicato (La certezza di Madia) si scatena il linciaggio in effigie, a dimostrazione di quanto la critica della Madia sia fondata e di quale sia la concezione, nonché il livello di dialettica democratica, prossimo più alle latrine che ai “fascisti”.
Gli epiteti più gettonati sono le definizioni di genere, con particolare attenzione alle prestazioni sessuali predilette dai commentatori, che sanno entrare nel merito delle questioni con raffinato acume intellettuale. Ve ne offriamo una interessante selezione:

se la trompa il figlio del rincoglionito del quirinale……una meretrice politica istituzionale. forse sceglie il nano di arcore perche’ come tutti i nani ha un membro enorme , con o senza pompetta, con senza viagra, ……siamo alla indecenza. si definiscono del pd ma sono solo degli avventuriei politci, senza cultura democratica e senza orizzonte, intenti solo a salvare il loro fondoschiena…….e poi lo offrono al nano per farselo rompere.

ANDREA FORGIONE64, AVELLINO – 30.08.12 16:46

Questa cloaca vivente, non sapremmo definirlo diversamente, discetta di “cultura democratica” e di “indecenza” mentre elecubra di copule anali con nani superdotati.
Ma l’equazione Donna = Puttana = Stupro punitivo è il tema dominante delle pacate riflessioni a 5 stelle, argomentate da una componente predominante di maschi impotenti…

Hanno riaperto i bordelli per caso?
Alessio B. – 30.08.12 09:29|

Ansiosa di participare a qualche bel festino??? 🙂
Boris Crippa, Desio (MB) – 30.08.12 09:08|

Questa donna, viste le condizioni pietose in cui versa il PD e sentito che il vecchio pedofilo ha intenzione di ricandidarsi, evidentemente aspira ad ottenere un posto nel suo harem…
Massimo Minimo – 30.08.12 09:06|

Io questa lurida troia non la scoperei nemmeno con l’uccello di un altro. Vergognati puttana.
Mauro Agnoli, Castel San Giovanni (PC) – 30.08.12 07:52|

Eppoi, immancabile, come si conviene ai replicanti della setta che parlano come il loro guru virtuale:

questa è una bambina…
una bambina zombie.
JimmyJoeJimBob ±∑ – 29.08.12 18:35|

Abbiamo altresì gli esperti di fisiognomica, quelli che con una sola occhiata capiscono tutto di te… che pesterebbero una donna a sangue ma mica sono violenti, per carità!

Dalla faccia si vede che è la tipica italiota figlia di papà, viziata e raccomandata che nella vita non ha fatto mai nulla. Diviene incredibilmente stupida quando dice che voterebbe PDL piuttosto che il M5S. Un’affermazione assolutamente assurda detta da una rappresentante del PD e che fa capire in modo ufficiale che ormai PD e PDL sono la stessa cosa. Non sono assolutamente un violento e rispetto le donne ma se avessi tra le mani una cosi’ squallida, senza dignita’ e senza vergogna, la prenderei a cazzotti in faccia e a ginocchiate nelle gengive.
Marc Pioli, Bologna – 29.08.12 15:46|

Infine c’è la nutrita casistica di voyuer e guardoni virtuali della masturbazione compulsiva che si eccitano sulle hot-line, fantasticando su gangbang e stupri di gruppo:

Madia una che dice che piuttosto che il Movimento voterebbe il partito del nano puttaniere la dice lunga su quello che rappresenta.
Il silvio le sue zoccole le ha gia’ devi metterti in coda e poi fare uno provino.
Sei brava a fare i soffoconi????
Tommaso De Palma – 29.08.12 15:43|

Una visita medica?
Una visita delicata?
Appena esci da Montecitorio una visita “delicata” te’ la facciamo noi.
Sabrino Di Renzo, Gradara – 29.08.12 13:55|

Ma chi è questa ? la pompinara di turno del pd ? perchè adesso bersani è incazzato e non gli tira più rompi i coglioni ai Grillini ? mavaffanculo
Silvestro C. – 29.08.12 13:28

07/08/2012. A corto di argomenti, Beppe Grillo non sa come attirare l’attenzione su di sé. Quindi non trova niente di meglio che sparare una delle sue inutili bordate (“lo spread olimpico”) contro le olimpiadi londinesi.
 Josefa Idem, campionessa mondiale di origine tedesca ma naturalizzata italiana, osa pronunciare l’indicibile: “Grillo è una patacca”. E cade nel consueto trappolone organizzato ad uso dei veri ‘Due Minuti d’Odio’ targati 5 stelle.
Il 10 agosto si scatena il fuoco di sbarramento dei pasdaran della riVoluzione, già mobilitati in massa per la Strafexpedition, con uno sgangherato post intitolato “Josefa, targata pdmenoelle”, a firma di Giovanni Favia: il replicante che si agita a vuoto nel consiglio regionale emiliano…
Il trend dominante è ‘l’Italiano nella sua Nazione’:

Ma quanti cazzo sono gli atleti stranieri nazionalizzati italiani per poter accedere ai super premi e alle agevolazioni dati in Italia?
pensavo si chiamasse Idem per un errore all’anagrafe, quando registrarono prima il suo gemello e poi lei, e quando le hanno chiesto il cognome il padre ha detto “Idem”
e invece risulta che è tedesca!!
viva l’Italia!
Ashoka il Grande, Mexico – 11.08.12 00:50|

In sintesi,i nostri ragazzi devono abbandonare il proprio paese,la famiglia,per cercare opportunità che il proprio paese destìna a stranieri come Josefa…le nostre istituzioni politico/sportive accolgono,non chi necessita veramente di nuove opportunita di vita,perchè dovuto scappare da paesi devastati da guerre,malattie,povertà,ma bensì una tedesca,regalandole un favoloso stipendio come politico…eppure nessuno l ha votata!Evviva l italia dei furbi e degli stranieri furbi!!!
Massimiliano F., Cervignano del Friuli – 11.08.12 19:03|

Naturalmente, non poteva mancare il solito, squallido, conto delle spesa, di gentucola troppo abituata a fare i conti nelle tasche altrui e la cui disamina sociale non va mai oltre la ragioneria contabile di bassa lega. Ce ne fosse uno che si sia mai posto domande sui redditi milionari del Profeta che negli ultimi anni, da quando gioca al castigatore, ha visto schizzare i suoi introiti sopra i quattro milioni di euro, grazie ai gonzi che gli reggono il moccolo.

Non bastava mantenere a vita i nostri(si fa per dire nostri,miei no)politici,ora oltre a cicciolina,anche una tedesca di nome josefa idem dobbiamo mantenere…insomma è proprio vero che per certi gli stranieri furbi,l italia è l america!!!! P.S. Ultime notizie dicono che la JOSEFA avrebbe tanto piacere a poter lavorare per la rai,per poter raccontare le storie degli atleti che non vincono…non vorremo mica negargli questo desiderio all atleta tedesca?!
Massimiliano F., Cervignano del Friuli – 11.08.12 18:52|

C’è l’immancabile parola d’ordine; ovvero, quanto di più sofisticato il MoVimento abbia mai prodotto:

ma quindi anche questa (che di italiano non ha nemmeno il nome) si becca la pensione da 40 mila euro al mese a spese mie?
jos:VAFFANCULO!
Mimmo G., Cardito (NA) – 10.08.12 21:20|

si lei parla e in tanto a noi le olimpiadi ci costa una finanziaria di euro, per dare premi hai buffoni dei atleti. come i stra pagati calciatori.
Roberto S – 10.08.12 20:00|

E l’irrinunciabile allusione sessuale:

e fra poco scopriamo anche che si fa sbattere da berlusconi espetta e vedi
Antonello Sepe, Monte San Biagio (LT) – 10.08.12 19:07|

Il must dominante di questi squadristi da tastiera è sempre il solito: “è una vecchia”…

Ha più rughe lei di una tartaruga
George R., Roma – 10.08.12 14:27|

hai capito la 48 enne che basta vederla in faccia per capire che ha preso ormoni da 20 anni … esponente del pd e che attacca il nazionalismo di grillo… ma pensa
Alessandro Bardi – 10.08.12 14:01|

anche i controlli antidoping alle olimpiadi sembrano una patacca, a meno che non vogliamo credere che si può arrivare quinti a 50’anni…
Gianni Frascogna – 10.08.12 10:10|

L’irrinunciabile sigillo di garanzia 5 stelle:

Un’altra zombie della partitocrazia di cui non c ne può fregare un cazzo !!!!
Gennaro Giugliano, Napoli – 10.08.12 11:45|

..Ed il solito meritocratico da bar sport:

josefa è ipocrita, perchè non dice come stanno le cose invece di pensare alla politica. C’erano brave atlete giovani che avrebbero meritato più di lei il posto per le olimpiadi, ma si sà che bisogna farsi belli sennò il contratto con la kinder viene scisso!
Giovanni Pispisa – 10.08.12 10:16|

Fortuna che tutti i commenti presenti nel blog di Beppe Grillo sono filtrati e opportunamente moderati dallo staff della Casaleggio Associati..!
È difficile trovare uno strato così infame di umanità. Per trovare una roba tanto indecente, bisogna scorrere i commenti dei lettori di “Libero” e “Il Giornale” ai tempi d’oro del berlusconismo dominante. Nemmeno la nazi-community di Stormfront, che qualcuno ha definito “il più grande portale d’odio presente in rete”, riesce a raggiungere neanche lontanamente simili livelli. Persino quel santuario dell’amore sanfedista conosciuto come Pontifex, con le sue truppe di fanatici analfabeti crucesignati, fatica ad arrivare a tanto.
Quando si ha a che fare con le performance di Beppe Grillo e dei suoi adepti invasati, invece delle 5 Stelle, sembra di avere a che fare con una parodia delle “5 fasi dello sviluppo psicosessuale”, elaborate da Sigmund Freud
C’è la “fase orale”, rapportata all’età adulta:

«Da un punto di vista comportamentale, l’individuo potrebbe manifestare un’inclinazione al vittimismo, regredire verso uno stato di dipendenza e/o sviluppare pratiche oralmente dipendenti (tabagismo,alcolismo, logorrea o manifestando una forte dipendenza dal cibo) costituendosi una personalità sarcastica o pungente (caratteristiche queste indicate come qualità sadico-orali)

Alla quale segue sempre una “fase anale”:

«Durante questo periodo, gli interessi del bambino si spostano dalla zona orale a quella anale, in concomitanza con l’acquisizione del controllo delle funzioni sfinteriche. Il bambino trae appagamento dal controllo autonomo degli sfinteri; Il controllo e l’espulsione dei prodotti del proprio corpo costituiranno, oltre che una forma di gratificazione, uno strumento di regolazione delle relazioni con l’ambiente circostante. Il bambino nutre interesse verso i propri escrementi; spesso l’espulsione è accompagnata dalla paura di una perdita e da un senso di incompletezza.»

E proprio i prodotti fecali sembrano essere la materia che il bambino Grillo manipola meglio.

Ad ogni modo, noi siamo estremamente riconoscenti nei confronti di Beppe Grillo, perché col suo comportamento ci ha insegnato il senso del limite; ci fa apprezzare le buone maniere e ci ricorda quanto le parole siano importanti e con esse l’uso del linguaggio. Ci rammenta, se ancora ce ne fosse bisogno, come la democrazia vada difesa ogni giorno da cialtroni e demagoghi senza scupoli. E quanto l’ignoranza possa essere pericolosa.

Homepage