Archivio per Setta

E Fuck-sia!

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 dicembre 2015 by Sendivogius

Martirio di Santa Caterina di Saragozza

Nei processi politici, e massimamente in quelli di matrice staliniana, quando si vuole eliminare un dissidente interno è sempre buona regola affibbiargli tutta una serie di capi di imputazione (meglio se infamanti) che poco o nulla c’entrano con le cause reali della sua epurazione, ma molto servono per non entrare mai nel merito delle vere ragioni politiche all’origine dell’espulsione. Perché il passaggio immediatamente successivo consiste nelle classiche tecniche di diffamazione organizzata, alla base della damnatio memoriae del condannato. Altrimenti, bisognerebbe istituire un collegio difensivo, vagliare le ‘accuse’, concedere all’imputato la possibilità di potersi difendere e (non sia mai!), dargli l’opportunità di esporre le proprie ragioni in un pubblico confronto… Insomma, si metterebbero in moto tutti quei meccanismi di equilibrio e ponderazione, alla base della più elementare dialettica democratica, ma che per gli invasati followers della Setta del Grullo fanno tanto Ka$ta!!
Serenella Fucksia Questa volta tocca a Serenella Fucksa, la senatrice sospettata di intelligenza col nemico ma ufficialmente accusata di mancata rendicontazione, in ossequio a quella perversione feticista tutta particolare per gli scontrini, che sembra affliggere gli inquietanti figuri a cinque stelle nel loro voyeurismo contabile. Sono gli stessi guardoni incredibilmente indulgenti invece quando si tratta di chiedere lumi sui guadagni del “Capo politico”. Ovvero un milionario che vive di rendita e che per inciso considera un suo proficuo dovere morale fare la cresta sugli stipendi dei suoi “dipendenti” in Parlamento, facendosi accreditare il pizzo estorto con la scusa dei rimborsi direttamente sul proprio conto personale.

Comunicato M5SPer fortuna nel MoVimento avviene esattamente il contrario: un Capo nomina peones che schiacciano pulsanti su richiesta.

Figurarsi che la Serenella è pure laureata in Medicina. E questo in una setta di sciatori chimici e analfabeti dissociati che pretendono di curare i tumori col bicarbonato e altre stronzate “alternative”, nonché combattere i vaccini al posto della malattia, non è solo una anomalia ma di per sé costituisce già un reato gravissimo.

Crimi e il complotto dei piedi sporchiIl senatore Vito Crimi ed il mistero di Piedone lo Zozzone

vito-crimi-piedi-commenti-1

E dunque cosa c’è di meglio di un sacrificio umano, per ribadire il potere trascendente del Padre (nonché Padrone) e ripristinare la coesione della tribù con i classici rituali di immolazione e flagellazione, che tanto piacciono ai 26.000 sociopatici penta-certificati ai quali non par vero di poter sniffare l’ebbrezza della ghigliottina nel blog clicca-banner del Vate® a cinque patacche?!? Evidentemente le abbuffate natalizie non hanno saziato la loro sete virtuale di sangue, ad ennesima riprova della debolezza di una setta allo sbando nell’improponibilità catastrofica della sua offerta.
Auguri Duce!Non che a noi mancherà la senatrice Fucksia, la quale nella sua Piedinifrivola inconsistenza non ci richiama alla mente nient’altro che un colore molto gay (e tanto è bastato a spaventare Padron Grullo!)… Quando si gioca alla riVoluzione, bisognerebbe sapere che questa per sua natura “divora i suoi figli” e far tesoro della lezione di Vergniaud.

sacrifici-umani-maya«La simbologia rituale sacrificale…. basata principalmente sul sacrificio umano fu forse principalmente concepita dai primitivi per salvaguardare condizioni di sufficiente coesione al gruppo, quindi per rappresentare, tramite il rito sacrificale stesso, una precisa ammonizione ai suoi appartenenti; infatti solo un gruppo sufficientemente coeso e non dilaniato da forti conflitti interni poteva evitare, insieme ad una forte penuria alimentare, a pratiche cannibaliche generalizzate. Tali pratiche avrebbero, almeno sul momento, alleviato la penuria alimentare stessa, come avevano già fatto in passato.
sacrifici-cannibalismo[…] Perciò si rivelò probabilmente conveniente il cannibalismo generalizzato a tabù e mantenerlo solo in forma circoscritta e rituale, col fine di “scaricare”, tramite dei riti che lo contemplavano, le pulsioni cannibaliche che ancora persistevano nel gruppo e di indirizzarle all’esterno, verso altri gruppi o verso elementi avvertiti come “estranei”…. Di più si rivelò assai conveniente usare il cannibalismo rituale come ammonimento a non trasgredire il tabù che ne vietava la generalizzazione, pena il passare immediatamente al ruolo di vittima sacrificale. Ed insieme, fu conveniente rappresentare il cannibalismo rituale come rito cruento che “dimostrava” al gruppo una propria persistente efficacia, di carattere magico.
Goya - Urano[…] Queste esigenze prioritarie, peraltro, erano del tutto ovvie nelle condizioni durissime di un mondo davvero primitivo, che in quanto tale era completamente condizionato dalla necessità di mantenere coeso il gruppo, e di farlo ad ogni costo: in un tale gruppo dunque la predazione proveniente dall’interno del gruppo stesso era decisamente disfunzionale. Quindi il rito, come si è detto, doveva essere soprattutto in grado di ammonire, di terrorizzare, di indurre all’obbedienza il predatore, al fine di garantire la sopravvivenza del collettivo

Volfango LusettiVolfango Lusetti
“Miti in controluce. La mitologia vista da uno psicopatologo”
Armando Editore
Roma, 2009

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Il Signore dei Grilli

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 13 agosto 2013 by Sendivogius

Mimic-Set

«L’apice della follia trova la sua espressione nel complesso di Dio. Questo complesso è una psicopatologia fondamentale. In modo conscio o inconscio ogni persona vorrebbe avvicinarsi a Dio, ciò è archetipo. Desiderare di essere Dio, credere addirittura di essere Dio è probabilmente l’espressione di una psicopatologia archetipica

 Adolf Guggenbühl-Craig
“From the Wrong Side” (1995)

Qualcuno di voi saprebbe spiegare perché mai una persona sana di mente dovrebbe recarsi all’Ufficio italiano Brevetti e registrare la parola “DIO”, apponendovi il marchio di copyright finalizzato all’uso esclusivo del termine per il soddisfacimento di bisogni personali?!?
Insomma, i manicomi sono da sempre pieni di svitati che si credono Napoleone, o psicotici convinti di essere inviati dal Signore… ma pretendere di ridurre DIO ad un ® con tanto di logo depositato, denota ben più di un ego ipertrofico in pieno delirio di onnipotenza. Siamo infatti ben oltre il narcisismo megalomane di una mente disturbata, patologicamente persa nelle proprie fantasie di autodeificazione.
È quanto è andato facendo il rag. Giuseppe Grillo da Genova, il 24/03/2003 con una pratica [QUI!] della quale non esistono altri precedenti; nello stesso periodo in cui si avvaleva del maxicondono fiscale dell’accoppiata Berlusconi-Tremonti al governo.

Grillo brevetto Dio - Nonleggerlo

Che il grillismo fosse una religione personale, intessuta sul culto messianico del “capo politico”, rientra nelle evidenze del Leader psicopatico.
Che il M5S sia una setta dai tratti millenaristici, dove l’esaltazione fanatica dei suoi adepti si intreccia con forme di “anosognosia”, riscontrabili in quello che viene chiamato effetto Dunning-Kruger, è qualcosa di cui avevamo già parlato QUI.
E d’altra parte il sedicente ‘moVimento’ è qualcosa in cui confluiscono confusamente le pulsioni più disparate, in questa strana mescolanza ideologica di Transumanesimo, Primitivismo irrazionalista, paranoie complottiste, nazi-maoismo e revanchismo protestatario… 
Starship TroopersMa pretendere di farsi DIO™ e attribuirsi la paternità del termine è tutto un altro paio di maniche!

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(49) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 marzo 2013 by Sendivogius

Classifica MARZO 2013

 Finalmente una ventata di fresche novità!
Contro ogni aspettativa, il parlamento della sedicente Terza Repubblica rischia di surclassare in peggio i suoi predecessori, battendo un record che francamente sembrava irraggiungibile.
Ignoranza, incompetenza, arroganza, analfabetismo istituzionale… davvero non ci facciamo mancare nulla nell’organismo sovrano, che più di ogni altro è lo specchio di un paese sostanzialmente marcio.
In effetti, dopo gli sketch di successo della pornocrazia berlusconiana, bisognava svecchiare un poco il campionario che ha consacrato per l’eternità il sublime barzellettiere di Arcore e le sue intraprendenti spalle comiche.
E infatti chi meglio di un cabarettista fallito dalle velleità messianiche, convertito al turpiloquio politico, poteva meglio riuscire nella difficile intrapresa, come interludio comico prima del ritorno del Grande Mattatore?!? Perché è chiaro che il protagonista indiscusso del momento è il ragionier Giuseppe Grillo, in arte profeta, a tener banco insieme alle sue schiere di imbecilli adoranti riuniti in bellicose tribù digitali.
La copiosità del materiale a disposizione è tale, da dover quasi considerare l’ipotesi di inaugurare una rubrica parallela dinanzi a così tanta abbondanza…
Nel magico mondo di Gaia, premonizzato dalle visioni di Casaleggio (il Frate Indovino della confraternita pentastellata) la follia regna sovrana:
In America impiantano segretamente chip sottocutanei per il controllo a distanza delle persone.. Bisogna istituire una commissione d’inchiesta sulla minaccia occulta della scie chimiche..
L’euro è un complotto massonico delle banche.. E pertanto la soluzione è un referendum on line (senza quorum), ovviamente sul blog di Beppe Grillo!
L’AIDS non esiste in quanto invenzione delle multinazionali per vendere farmaci inutili..
Ed i vaccini fanno diventare gay!
Ne abbiamo fatti di balzi in ‘avanti’, nel profondo del sonno della ragione, dai tempi dell’auto alimentata ad idrogeno, che le case automobilistiche terrebbero segreta, e la pallina al posto del detersivo per fare il bucato.
A livello politico, il nuovo che è avanzato si innesta più che altro sul settarismo gruppettaro dei vecchi Nazi-Maoisti anni ’70 dei quali sembra un’evoluzione dilatata a fenomeno di massa, in un ritorno di fanatismo post-ideologico, con inquietanti richiami alla cultura dell’irrazionale che ha nel cospirazionismo la sua espressione più evidente.
Altro che novità! La setta dei pentastellati ha in realtà radici vecchissime, che vengono vivificate ad ogni crisi di sistema. E le pulsioni totalitarie sono sempre le stesse sotto diverse spoglie: disprezzo assoluto per chiunque non sia organico al movimento; fedeltà incondizionata al Capo; la pretesa di sciogliere tutti i partiti e dare il 100% dei poteri al MoVimento che in quanto non-partito ha la pretesa di rappresentare il “popolo” nella sua totalità. Al contempo, è prevista l’eliminazione dei sindacati e la chiusura di tutti i giornali.
C’è già stato in passato un signore che sosteneva cose simili: si chiamava Adolf; era convinto di “essere in guerra” e coerentemente chiamava il suo programma ‘Mein Kampf’ (la mia battaglia).
Sorvoliamo invece sulle personali interpretazioni della Costituzione repubblicana, dalla pretesa che che il potere legislativo possa esistere senza esecutivo, alla reiterazione ad interim di un governo tecnico dimissionario senza passare per la legittimazione parlamentare, fino alla favoletta graziosa del capo del governo scelto tra personalità della società civile… giacché è ovvio che, chiunque sia il potenziale candidato (fosse anche Gesù Cristo risorto!), il giorno dopo verrà bocciato dal Grullo come “foglia di fico dei partiti”. Ormai il giochetto è chiaro.
In riferimento ai sedicenti esperti costituzionali del M5S, la compresenza di fenomeni (da baraccone) come il prof. Paolo Becchi la dice lunga sullo stato delle università italiane
Ad ogni modo, cercare una coerenza logica nei deliri continui del ‘capo-politico’, auto-nominatosi “presidente”, è un esercizio inutile… E noi, per ragioni di profilassi, ci teniamo a debita distanza da quella fogna infetta a cui si abbeverano invece i devoti della setta! Nel suo splendido isolamento auto-referenziale il Vate del M5S è obnubilato dai suoi latrati rabbiosi contro tutto e tutti. In piena fase fecale, spalma ormai i propri escrementi sulle pareti della propria cameretta virtuale, incapace com’è di articolare un pensiero che non sia rigonfio di minacce, fatwa, anatemi, scomuniche, e volgarità di ogni tipo. Di questo passo, tra poco si esprimerà tramite grugniti.
Land of the BlindPer paradosso, la situazione attuale ed i suoi protagonisti ricordano un (brutto) film come The Land of Blind: un perverso dittatorello, incredibilmente basso e dedito alle orge, in un Paese bananiero dove i vecchi partiti di maggioranza e opposizione sono sostanzialmente identici e si elidono a vicenda, viene rovesciato e sostituito da un guru barbuto che instaura un regime rivoluzionario a metà tra un setta ed una dittatura maoista-polpottiana, in un crescendo di deliri sempre più assurdi.
Alla fine, verrà restaurato il vecchio regime.

Hit Parade del mese:

01. BEVETE IL VOSTO PISCIO

[21 Mar.] «C’è la possibilità che i vaccini facciano diventare gay. Dopo un vaccino la personalità potrebbe non svilupparsi nel modo adatto. L’omosessualità è una malattia di ordine psichico: poi la lobby gay è diventata così potente che l’Oms è stata costretta a toglierla dalle malattie… E vogliamo parlare dell’urinoterapia? Va fatta per qualche anno, in certi casi è risolutiva, e può anche aiutare contro il cancro.»
 (Gian Paolo Vanoli, esperto scientifico a 5 stelle)

Sogni d'oro bel suino02. LETARGIE CONTAGIOSE

[21 Mar.] «Beppe è riuscito a tenere Napolitano abbastanza sveglio. Beppe ha cercato di fargli capire come sta cambiando il mondo.»
(Vito Crimi, Morfeo 5 stelle)

03 - Scilipoti03. STATISTI AL CONFRONTO

[12 Mar.] «Mi dichiaro sin d’ora disponibile a un confronto con Beppe Grillo sulle proposte che servirebbero al nostro Paese per uscire dalla crisi, e su quello che realmente significa avere senso dello Stato»
  (Domenico Scilipoti, la risorsa segreta)

04 - Biancofiore04. PERSEVERATIO DIABOLICA

[11 Mar.] «Manifestiamo per l’amore sincero che abbiamo per Berlusconi… che poi ne sapete voi se Ruby era o non era la nipote di Mubarak?»
(Micaela Biancofiore, caso clinico)

05 - Caprone05. ODORE DI SANTITÀ

[28 Mar.] «Siate pastori con l’odore di pecora»
  (Papa Bergoglio, il pastorello)

06 - Cieco di Arcore06. LA GRANDE COSPIRAZIONE

[17 Mar.] «Magistatura Democratica svolge un’attività eversiva di cui ho le prove: ecco perché serve una pre-commissione per verificare questi fatti»
(Silvio Berlusconi, il Barabba)

07 - Giovanni Burtone07. PRIORITÀ

[20 Mar.] «Vogliamo l’attribuzione della denominazione di ‘Città nazionale del presepe’ al Comune di Grassano!»
(Giovanni Burtone, statuina PD)

08 - Renata Polverini08. SPIRITO DI SERVIZIO

[03 Mar.] «Il posto blindato alla Camera? Fu Berlusconi a chiedermi se avessi voglia di fare la parlamentare, ed io, in maniera un po’ svogliata, accettai»
(Renata Polverini, la Camionista)

09 - Marta Grande09. MERITOCRAZIA INDIRETTA

[15 Mar.] «Qui in Italia la mia laurea non viene riconosciuta, perché gli Stati Uniti non sono in Schengen. Per questo non c’è un riconoscimento diretto»
  (Marta Grande, eccellenza 5 stelle)

Pizzarotti10. MEDVEDEV, CHI ERA COSTUI?

[24 Mar.] «Medvedev? Credo faccia parte della Commissione Europea, ma il ruolo preciso non saprei dirlo.»
(Federico Pizzarotti, sindaco a 5 stelle)

Pizzarotti 210.bis PREPARAZIONE PENTASTELLATA

[23 Mar.] «Kabul si trova in Iraq»
(Federico Pizzarotti, il Geografo)

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Anatomia 5 Stelle

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 agosto 2012 by Sendivogius

Parlare del M5S è inutile. Innanzitutto, perché il MoVimento non esiste; in quanto si tratta di un marchio ad uso esclusivo e protetto dal diritto di copyright,

abbinato a un contrassegno registrato a nome di Beppe Grillo,
unico titolare dei diritti d’uso dello stesso

Non è un’associazione, non ha una sede definita, non ha un vero statuto fondativo, non ha una reale base di valori condivisi, non ha un coordinamento policentrico, non prevede organi di rappresentanza condivisi, né reali assemblee di partecipazione democratica e consigli di autogestione orizzontale.

«Il “MoVimento 5 Stelle” è una “non Associazione”. Rappresenta una piattaforma ed un veicolo di confronto e di consultazione che trae origine e trova il suo epicentro nel blog http://www.beppegrillo.it.
La “Sede” del “MoVimento 5 Stelle” coincide con l’indirizzo web http://www.beppegrillo.it.
I contatti con il MoVimento sono assicurati esclusivamente attraverso posta elettronica all’indirizzo MoVimento5stelle@beppegrillo.it.»

Dunque, il M5S è una proprietà ed in quanto tale appartiene a Beppe Grillo.
Essendo una entità di natura privatistica a carattere individuale, non prevede regolamenti certi né norme predefinite sulle modalità di adesione. Strutturata come un social network, risponde più che altro a policy di ammissione piuttosto vaghe. E soprattutto non deve rendere conto delle espulsioni, concepite come un annullamento dell’account di registrazione.

La partecipazione al MoVimento è individuale e personale e dura fino alla cancellazione dell’utente che potrà intervenire per volontà dello stesso o per mancanza o perdita dei requisiti di ammissione.

Ora, questo non sarebbe certo un problema se il M5S, nell’ambito del blog del suo patrono e padrone (e dunque Grillo), non pretendesse di essere:

lo strumento di consultazione per l’individuazione, selezione e scelta di quanti potranno essere candidati a promuovere le campagne di sensibilizzazione sociale, culturale e politica promosse da Beppe Grillo così come le proposte e le idee condivise nell’ambito del blog http://www.beppegrillo.it, in occasione delle elezioni per la Camera dei Deputati, per il Senato della Repubblica o per i Consigli Regionali e Comunali.

Nella fattispecie, questa idea di democrazia lineare, a partecipazione diretta su piattaforma virtuale, si traduce, forse per i limiti intrinseci al narcisismo del personaggio, in una vetrina autoreferenziale (effetto quasi inevitabile per un blog) per le frustrazioni ossessive ed i fermenti populistici del (presunto) Autore, nella formula prevalente del monologo proteso in assolo.
Più che un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico, esiste una sola Opinione: quella di Beppe, insindacabile e imprescindibile; l’unica che conti veramente.
  Speculare alla psicologia, ed al livello culturale, del vecchio guitto genovese, nel suo insieme il blog risulta essere un imbarazzante accozzaglia di incongruenze e luoghi comuni, oramai strutturate in un’incredibile fucina di castronerie a getto continuo, dove alla coerenza narrativa si predilige il turpiloquio reiterato in un martellante livore “anti-casta”, in cui ogni cosa viene semplificata.. sminuzzata.. e ridotta in una poltiglia qualunquista. Il tutto speculare ad una formazione scolastica di base, dove il titolo di studio prevalente è il diploma di perito tecnico. Il ché non vuol essere certo un insulto, ma un modo per sottolineare come l’assenza di un approccio umanistico ai problemi, analizzati nella loro complessità sociale, sia una carenza evidente aggravata da una notevole insipienza culturale.
La rete è piena di esempi simili… Non ci spenderemmo sopra nemmeno due righe, se questo non fosse il ‘meglio’ che in Italia la società (in)civile sia riuscita a produrre, in risposta al berlusconismo ed alla crisi dei partiti, nel meteorismo congenito di ventri troppo gonfi e teste irrimediabilmente vuote. Il sonno della ragione genera mostri, ma l’ignoranza è la loro levatrice.

Una Non-Democrazia
 Lungi dall’essere uno strumento aperto di democrazia partecipata, la struttura assomiglia a quella di una setta: c’è un guru (Beppe Grillo); un mentore spirituale (GianRoberto Casaleggio); una folla anonima ed entusiasta di adepti fanatizzati dal verbo del profeta.
Va da sé che l’unico canale d’informazione consentito è il blog medesimo ed i link eventualmente consigliati dallo stesso. Ogni altra eterodossia non è ammessa, né ai grillini interessa più di tanto.
A cadenze regolari, la diarchia celeste Grillo-Casaleggio sceglie il target del giorno, meglio se si tratta di qualcuno con rilevanza pubblica, che ha osato criticare il MoVimento o pronunciare il nome di Grillo invano. Additato il bersaglio alla furia popolare, i neofiti della setta si scagliano nel linciaggio virtuale dell’eretico, in un crescendo di insulti e grevità oscene ai limiti della paranoia, in una sorta di catarsi collettiva.
C’è qualcosa di orwelliano in un simile meccanismo, che a tratti ricorda il “Programma dei Due Minuti d’Odio”:


 «La cosa orribile dei Due Minuti d’Odio era che nessuno veniva obbligato a recitare. Evitare di farsi coinvolgere era infatti impossibile. Un’estasi orrenda, indotta da un misto di paura e di sordo rancore, un desiderio di uccidere, di torturare, di spaccare facce a martellate, sembrava attraversare come una corrente elettrica tutte le persone lì raccolte, trasformando il singolo individuo, anche contro la sua volontà, in un folle urlante, il volto alterato da smorfie. E tuttavia, la rabbia che ognuno provava costituiva un’emozione astratta, indiretta, che era possibile spostare da un oggetto all’altro come una fiamma ossidrica. Così, un istante dopo, l’odio di Winston non era più rivolto contro Goldstein, ma contro il Grande Fratello, il Partito e la Psicopolizia. In momenti simili il suo affetto andava a quel solitario e deriso eretico sullo schermo, difensore unico della verità e della sanità mentale in un mondo di menzogne. Passava un altro istante, e Winston si ritrovava in perfetta sintonia con quelli intorno a lui e tutto ciò che si diceva di Goldstein gli sembrava vero. Allora l’intimo disgusto che avvertiva nei confronti del Grande Fratello si mutava in adorazione e il Grande Fratello pareva sollevarsi ad altezze vertiginose, protettore invincibile e impavido, immoto come una roccia davanti alle orde dell’Asia, e Goldstein, a dispetto del suo isolamento, della sua impotenza e dei dubbi che avvolgevano la sua stessa esistenza, appariva come un sinistro incantatore, capace di abbattere l’edificio della civiltà con la sola forza della sua voce. In qualche momento era perfino possibile dirigere il proprio odio da una parte all’altra, assecondando un atto libero della volontà.»

 George Orwell, “1984”
 Mondadori; 2002

Di tanto in tanto, il post del giorno viene arricchito con annunci del tipo:
 “Tizio non ha mai fatto parte del M5S”;
 “Si diffida Sempronio dall’usare il contrassegno”;
 “Da oggi Caio è fuori dal MoVimento”.
Senza che mai venga fornito uno straccio di motivazione all’espulsione, un cenno su chi siano e cosa mai abbiano fatto di così grave Tizio e Caio e Sempronio.
Beppe Grillo lancia l’anatema; gli adepti provvedono ad eseguire la fatwa, apponendo la lettera scarlatta sul petto del proscritto.
Non è prevista alcuna difesa, né possibilità di appello, tanto meno una qualche forma di consultazione collettiva: congressi, assemblee, collegi, sono roba vecchia da partiti, rigurgiti di “casta”. Il MoVimento ne è immune: uno vale uno e Beppe decide per tutti.
Nel corso della Storia, persino gli autocrati peggiori si sono sentiti in dovere di fornire una giustificazione (seppur falsa) alle loro sentenze di epurazione. Grillo invece no, non corre di questi problemi. È la nuova democrazia 2.0.

Ho visto la luce!
 Nel mondo semplice ed elementare dei grillini, la risoluzione dei problemi è rimessa alle aspettative messianiche del MoVimento, che come tutte le sette promette la salvezza eterna ai suoi adepti: affidatevi a noi, dateci la maggioranza, e tutti i problemi svaniranno per divina intercessione. Non chiedeteci come, perché gli altri sono peggio. Se non ci votate allora meritate ogni male e i malanni che si abbatteranno sull’Italia saranno la giusta punizione per voi miscredenti.
E in una sorta di presunzione auto-assolutoria ci si illude possa esistere una cesura morale tra elettori ed eletti, nella distinzione tutta fittizia tra “popolo” e “casta” come se in una democrazia elettorale le due categorie non fossero strettamente interconnesse e speculari l’una con l’altra. Secondo un vecchio aforisma, il 30% dei parlamentari sono peggiori dei loro elettori, un altro 10% è migliore, il 60% è perfettamente uguale a chi li elegge. Il flusso delle percentuali può cambiare, ma la sostanza rimane immutata.
La visione politica del M5S invece è totalmente manichea, in una separazione netta tra buoni e cattivi, salvati e dannati, contrapposti nella logica del “chi non è con me è contro di me”.
Da questo punto di vista, Grillo ha una visione totalitaria della società: se non piace a Lui, se non rende conto al MoVimento (cioè a Lui medesimo), è indissolubilmente un Nemico. Nell’antitesi non sono previste eccezioni.
In un’orgia compiaciuta, avendo ben poco da proporre, è contro tutti e tutto: i ‘Politici’, i ‘Partiti’, i ‘Sindacati’, ‘l’Agenzia delle Entrate’ e le ‘tasse’, i ‘Giornalisti’ e i ‘Media’ (e persino le Olimpiadi), il ‘Presidente della Repubblica’
A quest’ultimo proposito, la virulenta campagna imbastita contro Giorgio Napolitano dal duetto al ribasso di Beppe Grillo e Antonio Di Pietro (il quale evidentemente ignora che non c’è posto per due prime donne sullo stesso palco) è semplicemente VOMITEVOLE, per modalità, allusioni, e contenuti.
Su queste pagine non sono mancate critiche al presidente Napolitano, ma mai ci si era compiaciuti nelle forme che rasentano il villipendio.
Una delle vette più alte viene raggiunta da Grillo il 09/08/2012, in occasione del sondaggio sul “peggior Presidente della Repubblica”. La maggior parte dei votanti non va più indietro della presidenza Ciampi, fino a toccare percentuali irrisorie nel caso delle tre ‘presidenze moderate’: Gronchi. Segni, e Saragat. Evidentemente, i citrulli analfabeti raggrumati attorno al tribuno ligure non hanno la più pallida idea su chi siano.

Per diventare presidente della Repubblica è necessario disporre di alcuni requisiti: avere una certa età, meglio se alle soglie della senescenza, essere di sesso maschile, disporre di una laurea (obbligatorio!), aver fatto militanza politica in un partito e aver vissuto di stipendi pubblici per quasi tutta la vita

Per scadere sullo stesso piano, si potrebbe obiettare a Grillo quando mai lui abbia lavorato in tutta la sua vita…
Ma qui emerge un altro elemento speculare del M5S: il totale disprezzo per chiunque lavori nella Pubblica Amministrazione, negando ogni dignità professionale alla categoria. Secondo molti adepti del MoVimento, la soluzione consiste nel tagliare e chiudere più enti e strutture pubbliche possibili, licenziare tutti i dipendenti. Pensano che senza fondi, senza strutture e senza personale, il servizio funzioni da sé, per divina provvidenza e risparmio assicurato.
Naturalmente, il lavoro superfluo, inutile, parassitario, è sempre quello degli altri… I nostri eroi stellati rispondono invece a rigorosi principi meritocratici, che li autorizzano a stilare pagelline di valutazione su chiunque altro.

La laurea in giurisprudenza è la più ricorrente, gli ultimi cinque presidenti si sono laureati in questa disciplina. Ingegneri, fisici, matematici e, in genere chiunque abbia conseguito un titolo scientifico, sono esclusi dalla competizione presidenziale.”

Fino a prova contraria, il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione, presiede il Consiglio Superiore della Magistratura, firma le leggi e vaglia l’attività normativa della Camera…
È OVVIO che debba essere laureato, possibilmente (se non obbligatoriamente) in Giurisprudenza. Qualcuno farebbe mai costruire ponti ad un avvocato? Affiderebbe ad un giurisperito la realizzazione di un reattore nucleare?!?
Epperò, come prossimo presidente, facciamo in modo che venga eletto un ragioniere. Meglio se di Genova…!
Evidentemente, in un delirio di onnipotenza, Grillo crede che il mondo giri attorno a lui.
Altrimenti, impiegherebbe le pagine del suo blog per avanzare proposte e soprattutto per illustrare le attività, le iniziative, e gli eccezionali risultati dei sindaci e dei rappresentanti 5 stelle là dove sono stati eletti. Invece, a corto di risultati da esibire, preferisce scatenare roboanti offensive alla ricerca di sempre nuovi nemici, in un emblematico vuoto programmatico e di riscontri.
In fondo, e lo scrive anche l’amico Casaleggio, Siamo in guerra. In altri tempi, qualcuno formulò un approccio simile alla politica e lo chiamò “Mein Kampf”.

Il Mondo di Domani
 Sostanzialmente, l’impianto in apparenza liquido di un presunto esperimento di democrazia lineare (in realtà non è l’uno né l’altro) è opera della sapiente organizzazione dei Casaleggio: il lato oscuro della forza di Beppe Grillo.
È difficile prendere sul serio i proclami del Grillo; non si capisce mai bene se sia davvero farina del suo sacco o frutto della regia della Casaleggio Associati….
Su Gianroberto Casaleggio gira in rete un incredibile bolo di panzane cospirazioniste, che non è nemmeno il caso di riportare tanto sono idiote… Grande scalpore ha suscitato nel sottobosco complottista il fatto che uno dei principali soci di Casaleggio, il manager Enrico Sassoon, guidi la Camera di Commercio USA (noto covo di rettiliani in missione segreta), ovvero l’equivalente della nostra Confcommercio.
Si tratta di una cosa davvero inaudita per un professionista esperto in studi economici, che lavora in un’azienda con importanti partecipazioni nel mercato statunitense.
Invece, a Gianroberto Casaleggio si rimprovera sostanzialmente di essere un uomo di cultura, di leggere Chrétien de Troyes, con una predilezione per i romanzi del Ciclo Bretone. I soliti idioti hanno speculato su chissà quale legame occulto con questo o quel movimento esoterico…
In realtà, Casaleggio è un creativo. E, come tutti i grandi innovatori, è soprattutto un visionario. Il problema consiste nel fatto che tende un tantino ad esagerare, travestito da tecno-santone. Pensoso scrittore sui destini del web, nel tempo libero Casaleggio si atteggia a veggente, realizzando filmini indimenticabili:

La versione originale la trovate QUI.
Le teorie del buon GianRoberto sembrano un incrocio fantasy tra le opere di Aldous Huxley ed I Cieli di Escaflowne, per un ombroso bambinone mai cresciuto abbastanza.
Tra le tante invenzioni dell’intraprendente Casaleggio Associati, c’è pure la famosa Mappa del Potere:

Lo scoppiettante GianRoberto, oramai sempre più impegnato a costruire la propria “leggenda nera” in chiave mitopoietica, gioca coi paradossi, fornendo ai complottisti le prove farlocche per le loro farneticazioni cospirazioniste. E ne alimenta ad arte le ossessioni di un millenarismo apocalittico. Sono cortine fumogene di un caos apparente di cui GianRoberto è convinto di avere le chiavi ed il controllo, mentre dispone le sue pedine su di una scacchiera virtuale atteggiandosi a demiurgo del nuovo Ordine. Immaginiamo che si diverta un mondo…
A volte si ha la sensazione che si tratti di un enorme scherzo e che il gioco finirà, quando verrà a noia del geniale GianRoberto conquistato ad altri passatempi.

Diversamente fascista
Poi, è chiaro, ognuno deve gestire la materia prima che si ritrova tra le mani…
I cosiddetti “portavoce” di un movimento completamente privo di coordinamento, con cellule scalcinate alla ventura dell’improvvisizione, sono solo una proiezione olografica del Grillo-pensiero: fanno quasi tenerezza nelle loro continue profferte di fedeltà al Capo, coi loro incerti passetti eterodiretti dai consulting della Casaleggio. A vederli schierati in campagna elettorale, sorridenti e imbambolati, sopra il palco e alle spalle del Profeta invasato, sembrava di assistere ad una rassegna di marionette nel teatro dei pupi, in attesa che il Mangiafuoco ligure ravvivasse le sue creature tirandone i fili.
Quando agiscono motu proprio, la confusione regna sovrana…
Nel gran calderone del M5S, si ritrova un po’ di tutto: radicali in libera uscita, leghisti in fuga, orfanelli berlusconiani e dipietristi delusi, ex piddini in crisi di rigetto e sinistrati variamente assortiti. È collettore di frustrazioni prima ancora che di idee.
Tutti si riempiono la bocca con la parola “popolo”, surrogato in una massa informe di umori condivisi, ma il substrato prevalente è di tipo fascistoide.

«Il fascismo è una mentalità speciale di inquietudini, di insofferenze, di audacie, di misoneismi, anche avventurosi, che guarda poco al passato e si serve del presente come di una pedana di slancio verso l’avvenire. I melanconici, i maniaci, i bigotti di tutte le chiese, i mistici arrabbiati degli ideali, i politicanti astuti, gli apostoli che fanno i dispensieri della felicità umana, tutti costoro non possono comprendere quel rifugio di tutti gli eretici, quella chiesa di tutte le eresie che è il fascismo. È naturale, quindi, che al fascismo convergano i giovani che non hanno ancora un’esperienza politica e i vecchi che ne hanno troppa e sentono il bisogno di rituffarsi in un’atmosfera di freschezza e di disinteresse.»

 (“Verso l’azione” in Il Popolo d’Italia – 13/10/1919)

Si ravvisa nella maggior parte dei commenti presenti sul blog la stessa insofferenza viscerale contro la Cultura e il disprezzo profondo che ogni fascista verace ha per l’intellettuale.
C’è la stessa carica anti-sistema, rigettato nella sua totalità, e semplificato nella crociata radicale contro la “casta” che, all’atto pratico, si traduce in un mero riepilogo contabile dei costi, contro i quali si concentrano le invettive che non vanno oltre l’offesa personale, gli isterismi condivisi tramite un esasperato squadrismo verbale, e nulla più.
Una componente tipicamente fascista risiede nella retorica giovanilistica, che nel caso del grillismo si alimenta con una esasperata contrapposizione tra ‘giovani’ e ‘vecchi’; l’insistenza con cui si ricorre alle metafore necrofile: gli zombie, la putrefazione, la decomposizione… ad evocazione di un marciume orrido e contaminante in cui nulla può salvarsi.
C’è poi il ricorso estenuante alla definizione di un Nemico da combattere ad oltranza… È ricorrente la sindrome del complotto… i richiami ad un vittimismo esasperato…

«Da mesi, con un ritmo sfiancante, i quotidiani, e le testate on line che vivono di notizie “copia e incolla” e rimbalzano le falsità, insultano, diffamano, spargono menzogne, inventano fatti, creano dissidi inesistenti, diffondono odio su di me e sul MoVimento 5 Stelle.»
 (15/08/2012)

Sembra di leggere uno dei soliti deliri persecutori, coi quali il Papi della Patria ci tediato in quasi venti anni di potere incontrastato. Invece l’autore del piagnisteo è Beppe Grillo, in un processo di identificazione oramai irreversibile col suo omologo ceronato.
In passato, analizzando i meccanismi del consenso attraverso la lettura della “Psicologia delle folle” di Gustave Le Bon [QUI], ne avevamo fatto (sbagliando) quasi una prerogativa contemporanea del berlusconismo. L’analisi è perfettamente sovrapponibile al fenomeno Grillo, a dimostrazione che i populismi in fin dei conti rispondono tutti alle stesse dinamiche. E d’altronde non mancano i richiami allo pseudo-buonsenso familista da provincialismo strapaesano: il Papi si consultava con le zie suore; Antonio Di Pietro chiede sempre consiglio alla sorella Concetta; Beppe Grillo si fa spiegare la politica estera dal suocero, un ex militare del regime degli Scià di Persia.
In quanto agli insulti, Grillo deve essere convinto si tratti di una prerogativa che spetta a lui solo e, come nei suoi monologhi, non prevede diritto di replica…

Anno 1998. Con la presunzione tipica degli ignoranti, Grillo straparla di temi sui quali non sa nulla. Dopo aver sponsorizzato la cura dei fratelli Di Bella per il cancro, il guru genovese scopre il problema dell’AIDS: «Veltroni va là e scopre i malati di AIDS. Arriva qui e ci ha la soluzione: dice cazzo, l’Aids, bisogna mettere a tutti il preservativo! E lo dice uno che è dieci anni che il preservativo ce l’ha sulla testa e non se ne accorge. Allora, lui non dice che sull’Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala»
Anno 2001. Riferendosi al premio Nobel per la medicina, Rita Levi Montalcini, la omaggia con un: “Vecchia puttana”
In tempi recenti (anno 2012), c’è stato il neo-sindaco di Milano ribatezzato “Pisapippa”. Non mancano le offese alla solita Rosi Bindi, con pesanti allusioni al suo aspetto fisico ed alla sua vita sentimentale, proprio come un Berlusconi qualunque… E, prima di convertirsi ai diritti di gay ed ergersi a protettore delle coppie di fatto, Grillo aveva già avuto modo di esprimere la sua sensibilità sull’argomento: “Vendola è un buco senza ciambella” (02/03/2011).

Del resto, l’attenzione del MoVimento ai temi civili resta proverbiale:
31/03/2011. Bolzano, Claudio Vedovelli, consigliere 5 stelle, abbandona l’aula consiliare in segno di protesta, insieme ai rappresentanti delle destre, in seguito al rifiuto di iscrivere Casa Pound nell’albo delle ‘associazioni culturali’: «escludere un gruppo di ragazzi che non solo hanno le carte in regola ma anche , fino ad ora, organizzato serate su temi diversi e interessanti, senza segni di apologia, solo perché si ritiene siano in contatto con gruppi neo o nuovi fascisti, ci pare sbagliato oltreché rischioso
Naturalmente, la scelta è stata fatta nella consapevolezza del “pericolo che ogni forma di fascismo (anche quello contro l’ambiente) può rappresentare”.
Fascismo contro l’ambiente?!? Grillo ma dove cazzo li vai a trovare tipi così?!?
29/04/2012. Arese (MI), Laura Antimiani, candidata 5 stelle al Comune, reputa “discriminante” l’introduzione di un registro delle coppie di fatto.
06/02/2012. Legnano (MI), Daniele Berti, candidato 5 stelle al Comune, trova che la mancata integrazione dei rom sia essenzialmente un problema genetico insito nel loro DNA.
06/02/2012. Rimini, i rappresentanti del M5S in Consiglio comunale si astengono insieme ai repubblichini del PDL, contro la mozione che nega la concessione della piazza ai fascisti di Forza Nuova. Straordinaria la motivazione: Probabilmente dovrebbero essere dichiarati illegali, ma non spettano alla politica le forzature. Nella manifestazione è previsto il pubblico rogo del libro “Piccolo Uovo”, opera di Francesca Pardi, illustrata da Altan, dove si osa parlare di coppie gay.

Antologia a 5 Stelle
Ma questi sono argomenti capziosi; il MoVimento infatti non si perde in chiacchiere, composto com’è di gente del fare. Si occupa di tutto e decide in fretta…
Modi e tempi di svolgimento dell’assemblea dei Meet-up del M5S:
5 minuti per i relatori dei tavoli. Al massimo un minuto ciascuno per domande, contributi e suggerimenti dei partecipanti sugli interventi dei relatori appena ascoltati. Ci si prenota, presso i coordinatori dell’assemblea, entro la fine degli interventi dei relatori, indicando il tavolo di lavoro rispetto al quale si pone l’intervento.
5 minuti ciascuno di replica generale per i relatori dei tavoli. Un quarto d’ora per la relazione finale (si fredda la cena!).

«Il Fascismo è anti-accademico. Non è politicante. Non ha statuti, né regolamenti. Ha adottato una tessera per la necessità del riconoscimento personale, ma potendo ne avrebbe volentieri fatto a meno. Non è un vivaio per le ambizioni elettorali. Non ammette e non tollera i lunghi discorsi. Va al concreto delle questioni.»

  (“Il fascismo” in Il Popolo d’Italia – 03/07/1919)

Il MoVimento 5 stelle non è di destra né di sinistra… non ha statuti e soprattutto non è un partito…

«È un po’ difficile definire i fascisti. Essi non sono repubblicani, socialisti, democratici, conservatori, nazionalisti. Essi rappresentano una sintesi di tutte le negazioni e di tutte le affermazioni. Nei fasci si danno convegno spontaneamente tutti coloro che soffrono il disagio delle vecchie categorie, delle vecchie mentalità. Il fascismo mentre rinnega tutti i partiti, li completa. Nel fascismo che non ha statuti, che non ha programmi trascendenti, c’è quel di più di libertà e di autonomia che manca nelle organizzazioni rigidamente inquadrate e tesserate.»

  (“La prima adunata fascista” in Il Popolo d’Italia – 06/10/1919)

Epperò non chiamateli ‘fascisti’. Perennemente inkazzati, incapaci di una visione d’insieme, si concentrano sui problemi concreti, parcellizzati in camere stagne, e non ne risolvono nessuno.
Al massimo, sono diversamente fascisti.

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