Archivio per Sessismo

MAMMA LI FROCI!!

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , on 12 febbraio 2016 by Sendivogius

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Checca, finocchio, culattone, busone, ricchione…
C’è qualcosa di straordinario nella quantità di sinonimi che la lingua italiana riesce a produrre per esprimere il medesimo concetto, declinato in ogni sua sfaccettatura possibile, meglio se Playnanoin senso dispregiativo. Solo la prostituzione, considerata (a torto) come una peculiarità femminile, è fonte privilegiata nella ispirazione di una ricchezza lessicale perfino maggiore; senza che peraltro ci sia un’uguale corrispondenza di sinonimi per indicare il virile ‘cliente’, o per meglio dire: l’utilizzatore finale della fruizione a pagamento.
Sinonimi di prostituta - TreccaniPer contro, è quantomeno interessante notare come, al di fuori degli ambiti meramente domestici e subordinati, il termine assuma invece una valenza onnicomprensiva, essendo estensibile ad ogni situazione che possa insidiare la naturale supremazia maschile con le sue friabili sicurezze di ruolo, costantemente alla ricerca di riconferme nell’alveo rassicurante di stereotipi condivisi.
Parità di genereRuolo che ha bisogno di essere ribadito nell’esibizione dell’identico disprezzo per froci e puttane (estensivamente ‘donne’). Sicché proprio il disprezzo è l’unico elemento che sia davvero in grado di trascendere i generi per assicurare la sola “parità” riconosciuta in un sano contesto tradizionale, tale da tener conto del giusto rapporto tra sessi diversi secondo le regole di natura.
Milo Manara - humanityTra i soliti idioti dell’integralismo fascio-clericale (questo è ed ipocrita sarebbe chiamarlo diversamente) la sola evocazione della parola “omosessuale” può provocare crisi di rigetto incontrollate per reazione immediata. Funziona come il biancospino per i licantropi o l’aglio per i vampiri: la natura del fascio-integralista viene subito fuori, rivelandosi per ciò che è in Baby squillotutto il suo squallore culturale. Perché se l’omosessualità resta indifferente ai più, al netto delle ironie, sembra invece generare scompensi insostenibili a questi difensori della famiglia sacralizzata dal santo vincolo del matrimonio (ammesso che una simile definizione voglia davvero dire qualcosa), tanto basta un nonnulla a mettere in crisi un modello di vita che evidentemente così solido non deve essere. Il riconoscimento di una situazione oggettiva, con l’estensione di un pacchetto minimo di diritti che nulla toglie a questi alfieri della “famiglia tradizionale”, costituisce una minaccia insostenibile e lascia supporre un’identità sessuale (con relative inclinazioni represse) quanto mai incerta, che vacilla ad ogni minimo sussulto e viene esorcizzata nell’esibizione teatrale di un’omofobia militante, ogni volta viene pronunciata la parola proibita.

Ovvio che poi gli effetti collaterali abbiano risvolti altrettanto esilaranti, che nei casi più estremi rasentano i sintomi tipici del disturbo psicotico.
Forza Nuova In fondo a destra, accanto ai deliri mistico-identitari dei catto-talebani e dei nazisti di Forza Nuova, una parentesi a parte meriterebbero i deliri complottisti di una nutrita accolita di dementi tra i quali, per furore e livore, si distinguono le paranoie di nevrotiche compulsive, nonché sedicenti “psicologhe sperimentali” (non facciamo nomi per pubblicità Forza Nuova - Lotta studentescainopportune), convinte che la presunta “teoria del gender” (?) sia uno strumento delle entità occulte del Nuovo Ordine Mondiale, per fiaccare lo spirito combattivo dei maschi europei (!!) e così favorire l’invasione allogena (leggi ‘islamica’) con sostituzione etnica e ibridazione razziale per crollo della natalità, presumibilmente come complemento dell’immaginario Piano Kalergi.
A tali stronzate possono arrivare le perversioni di una mente disturbata!
il-giornale-prima-paginaFortuna che rispetto al dramma prevale la farsa colorata di un Roberto “Bobby” Formigoni: lo scroccone votato alla castità (dice lui), già famoso per le sue sceneggiate (da “checca isterica”) in aeroporto, le improbabili camicie fiorate e la collezione di giacche salmonate dagli equivoci colori pastello. Altresì è lo stesso che può vantare una decennale convivenza col suo compagno (di preghiere) Alberto Perego, quale riuscitissima coppia di fatto per un duraturo legame ‘omosessuale’, nel senso di convivenza tra persone dello stesso sesso sotto il medesimo tetto non coniugale.

Roberto FormigoniMa abbiamo anche la più grande comunità gay non riconosciuta del pianeta: quell’associazione consacrata al pubblico mantenimento di uomini in sottana che si fa chiamare “chiesa”, con le sue ossequienti protuberanze in Roberto Formigoniparlamento. Non per questo vogliamo ignorare la compagnia di giro che ruota attorno ai rituali sanfedisti del Family Day, con le sue sentinelle in piedi, sdraiate, sedute, che fingono di leggere libri mai nemmeno sfogliati; i devoti del papa-re; gli adoratori di cadaveri imbalsamati per esposizioni necrofile; i nostalgici dei roghi e della santa inquisizione… che si arrogano il diritto di decidere cosa sia “morale” e cosa invece no. Perché la morale, come diceva Oscar Wilde (guarda caso un omosessuale punito per “reati contro la morale”), è semplicemente l’atteggiamento che adottiamo nei confronti di individui che, personalmente, non ci piacciono.

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SANCTIFICETUR

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , on 6 ottobre 2015 by Sendivogius

ORA PRO NOBIS

Parlare degli Ensiferi al di fuori degli ambiti strettamente connessi all’entomologia, costituisce ormai cosa penosa ancor più che tediosa… È come accostarsi ad un barattolo di nutella riempito di fresco e sapere benissimo che, a dispetto del colore, il contenuto non è cioccolata.
In attesa della prossima santificazione di Nostra Signora dei Lezzi (al secolo Barbara), per null’altro nota finora se non per l’assunzione dei propri famigli a pubbliche spese, sarebbe troppo lungo riportare l’antologia di sconcezze e volgarità, ribollenti di una ostentazione sessista tanto ricercata quanto compiaciuta con cui il grulloide medio (meglio se certificato a 5 stelle) adora esibire il peggio che gli rode dentro, scavando nell’abisso osceno delle proprie frustrazioni sessuali.

Laura Boldrini - pagina degli insulti

Ovviamente, ciò avviene quando non è troppo impegnato a tirar di conto sugli scontrini altrui, o subissare di esposti inutili ogni procura a tiro di denuncia per ogni mitomane della Setta.
Sinceramente, vedere un Beppe Grillo nei panni pudichi della educanda, dalle pagine di quella fogna a cielo aperto, eletta a blog personale per fatturazioni in conto clic, mentre grugnisce qualcosa a proposito degli insulti sessisti e della loro imperdonabile gravità, è qualcosa di per se stesso insultante ancorché offensivo, per l’intelligenza di chiunque abbia una memoria superiore a quella di un pesce rosso.
Squadrismo a 5 StelleParliamo di un tizio che (fuori da ogni metafora) ha esordito sulla scena politica nazionale a colpi di “vaffanculo!”. Prima era famoso per gli scherzi telefonici di dubbio gusto, coi quali in diretta televisiva chiamava il tapino direttamente a casa e poi lo ricopriva di insulti, supportato da un pubblico in delirio. E per questo la RAI (il servizio pubblico) gli liquidava cachet milionari della cui rendita campa tutt’ora (alla grande a giudicare dal tenore di vita). Con l’avvento di internet, e quindi con la scoperta di twitter e facebook, non ha fatto altro che replicare un format vecchio di 30 anni, imbastendo vere gogne mediatiche per l’insulto libero e segnalando quelli che gli sembrano più immaginifici, in una gara volta al massimo squallore.
beppe-grillo-retweet-vendola-omofobia-1Da vigliacco matricolato qual’è, prima aizza la folla al linciaggio mediatico, poi prende le distanze (si fa per dire..!) nel dubbio qualcuno possa chiedergli conto (penalmente) dell’intera operazione di squadrismo digitale, con tanto di banner pubblicitario al seguito.

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Parliamo in fondo di un energumeno che ha elevato l’estetica dell’insulto ad ideologia fondante del suo MoVimento, tanto da raggiungere livelli iperbolici che, in tutta franchezza, avrebbero messo in imbarazzo anche Er Monnezza al meglio della sua espressività creativa.

E che ora s’atteggi pure a moralista, lamentando il crollo di ‘stile’, è un po’ come il Papi che parla delle virtù della castità durante le “cene eleganti”…
Chissà per quanto ancora ce la meneranno ora (se l’espressione non si presta a malintesi) con le grevità di un Barani. Ma il tabù era già infranto da un pezzo e con punte francamente inarrivabili (Massimo Felice De Rosa docet), senza che mai si sia levato il minimo sospiro di sdegno tra le vergini violate nel senato degli starnazzi.
Chi piange il suo mal pianga se stesso.

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La facevo quasi FRANCO

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , , on 2 luglio 2015 by Sendivogius

Wolf Rape

Ma quanto dev’esserci rimasto male Il Felpa, non appena ha scoperto che lo stupratore di ragazzine nella Roma bbene, peraltro identificato e arrestato a tempo di record, è un ‘italianissimo’ marinaio di stanza all’Arsenale militare di La Spezia come “motorista”?
Castrazione chimicaPer il Castratore chimico si tratta di un refrain di successo, declinato per nazionalità, etnia, religione…

C’è l’Equadoregno…

Salvini - Equadoriano

L’Egiziano…

Salvini - Egiziano

Il Senegalese…

Salvini - Senegalese

Il Tunisino…

Salvini - Tunisino

E quanto dovevano essere imbarazzati gli italici giornalisti, che già pregustavano il solito immigrato clandestino, irregolare, rom, musulmano e pure negro, da dare in pasto ad una folla mediatica aizzata a comando, già pronta a sbraitare sui social fino alla ‘tragica’ verità?!?
EnricoMeravigliosa è stata la circonlocuzione usata per sfumare la scomoda rivelazione: un dipendente del ministero della difesa impiegato presso l’arsenale di marina. Il tutto per non dire: “militare di Marina”, un “vice-capo in seconda”; ovvero uno di quei maresciallotti tozzi e ottusi che di solito imperversano con fare autoritario nelle caserme, esibendo il loro piccolo grado e sfoggiando una contrita faccia da cazzo, per darsi il tono tipico della nullità rivestita da una divisa.
Giuseppe Franco - Lo Stupratore del Quartiere PratiAl 31enne “vicecapo” Giuseppe Franco da Cassano Jonico, uno di quelli “fissati con la disciplina” (meglio se imposta agli altri) e la palestra coi troppi anabolizzanti che hanno finito per fottergli il poco di cervello da gallina che aveva, il circuire con l’inganno e minacce un gruppo di ragazzine minorenni, trascinarne via una per poterla stuprare a proprio piacimento, deve essere sembrato il modo più pratico e più economico (infatti, dopo la violenza sessuale, la massima preoccupazione era recuperare la bicicletta), per poter scaricare la tensione prima della partenza in “missione”, che l’avrebbe reso irreperibile per mesi nella certezza di farla franca. E chissà che il giochetto non sia stato messo in pratica con successo in altri casi di stupro rimasti impuniti…
Ma come corrono subito a specificare i suoi camerati: “Beppe è un motorista, un militare per vocazione, non uno che è entrato nella Marina perché non sapeva che fare”. E no, infatti sul fare cosa e a chi, ha le idee chiarissime. Per noi è solo un uomo di merda che, a taratura dell’infamia intrinseca della persona spregevole qual’è, va ora bofonchiando di “rapporto consensuale” come ogni bravo stupratore ripete quando viene colto con le brache calate e l’arnese fuori posto. E certo – va da sé! – lei lo avrà sicuramente ‘provocato’. E chissà che non portava pure la minigonna! Il bravo soldato Franco, per la sua difesa può sempre contare su un nutrito gruppo di degni fiancheggiatori, tra i quali predomina il tipico maschio italico da tastiera, che non potendosi sfogare contro il solito negraccio stupratore, come da miglior tradizione machista se la prende con la vittima nel suo esercizio di ordinario sessismo…
Tgcom 24A questo nutrito campionario di repressi sessualmente frustrati, di solito si affianca come naturale complemento la vergine virtuosa di provincia, la costola domestica, affetta da quella che Martino Ragusa, psichiatra e gastronomo, nella sua casistica delle “regressioni infantili” definisce…

Sindrome della Piccola Fiammiferaia.
Il quadro clinico consiste in una insopportabile pseudo-umiltà e un’irritante finta innocenza, usate per nascondere un divismo sfrenato e un’ambizione smisurata. La Piccola Fiammiferaia “piange e fotte” e si riconosce a vista, perché porta stampata in faccia l’espressione di una che stia dicendo: “Mettetemelo in mano voi perché io, poverina, non ci vedo bene”.

CristinaMa queste sono pure formalità per una questione tutto sommato semplice…
David ColangeliCi si chiede nel frattempo dove sia finito il Castratore chimico, quello che non vuole il reato di tortura perché (bizzarro accostamento!) è dalla parte degli “uomini di divisa”.

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Le Donne del Capo

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , on 31 ottobre 2014 by Sendivogius

donnina mangaGiovani, come vuole la retorica giovanilistica della rottamazione futurista.
Bellocce, ma di una bellezza scialba, precocemente consunta e priva di fascino.
Incompetenti, dai curricula inconsistenti quando non imbarazzanti, perché la “meritocrazia” finisce laddove comincia il dominio del Capo di cui sono la perfetta proiezione ancillare. E, nei casi prevalenti, risultano anche straordinariamente ottuse. Dentro il tailleur niente: nel senso di vuote.
Sono le donne del capo, radunate alla fiera di provincia per la parità più generalista che di ‘genere’. A loro modo, costituiscono la variante del Manuale Cencelli sul sessismo applicato alla politica. Nella piazzetta antistante la parrocchia del renzismo di subgoverno, ricordano meno che altro il ballo delle pupazze per la sedia che scotta.
Nell’assoluta identità tra i sessi, ridotta a fattore di propaganda promozionale, costituiscono l’orpello decorativo del Pigmalione che ha pensato bene di scritturarle al governo, con un unico ruolo da recitare a soggetto: la “donna”, oggettuata a quota di rappresentanza. In pratica, un forma di maschilismo mascherato di modernità e della peggior specie, perché subdolo nel finto messaggio paritario.
In quanto miracolate, sono devote al benefattore che le ha vidimate come una raccomandata preaffrancata alla carica prestabilita, già pronte per l’assegnazione nominale. Per competenze, qualità, doti individuali.. in nulla sono distinguibili dagli Paolo Gentiloniomologhi maschili: gli ubbidienti cicisbei in servizio ordinario a corte, senza altri requisiti se non la provenienza democristiana e la ruffiana fedeltà con cui servono il proprio signore acquisito, in cambio di cariche a cui nessuno con un minimo di decenza li promuoverebbe mai.
La sostanziale differenza tra berlusconismo e renzismo?
Le papi-girls vengono scelte secondo il mese del calendario, in base alla posa fotografica migliore ed alla preponderanza fisica
Le cheerleaders nel mondo cinguettante del Bambino Matteo vengono invece selezionate per valenza cromosomica, secondo criteri parrocchiali: bellezza dimessa e mai troppo appariscente (tipo Maddalena redenta); livello di prolificità (donna e madre); vergineo candore, in sintonia con la dimensione asessuata del partito bestemmia; vuoto pneumatico di idee ed esperienza.
Così non correranno mai il rischio di mettere in ombra l’ombelico di Telemaco. E tutta l’attenzione verrà concentrata non sull’assenza di titoli adeguati, la mancanza di competenze, le politiche inesistenti di un esecutivo votato all’improvvisazione, bensì sulla scelta dei vestiti, il trucco, il gossip teleguidato dal fotografo di fiducia, l’età (giovani e belle vs vecchie e brutte) e null’altro.
Insomma, il classico rapporto che intercorre tra il Bullo e le sue Pupe.
Bullo e pupePer cui si può scegliere tra la “straordinaria incompetenza” della Marianna, da innaffiare a intervalli regolari. Sprofondare nel vuoto delle desolanti banalità di ‘uagliella Pina, sempre che non sia troppo concentrata a tirar di conto su quanti incredibili balocchi si Boschi lato bpossono comprare con 80 euri. Disquisire sui colori pastello e le tinte elettriche della premiata sartoria Boschi; o in alternativa stornare tutti i media sul suo lato B. Oppure profondersi in pensosi editoriali sui bikini delle ministre in vacanza al mare. Che poi quest’ultime firmino per conto terzi, con la velocità di un battito di ciglia, (contro)riforme regolarmente scritte da altri e pessimamente confezionate, mettendoci la faccia (di cera), è prerequisito funzionale alla nomina.

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MI CHICO LATINO

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , on 14 giugno 2010 by Sendivogius

 Nella cleptocrazia paramafiosa di don Silvio Corleone, com’è noto, a suscitare massimo scandalo non è il ‘peccato’ ma la sua pubblicità. Certe cose si fanno ma non si dicono, se non in confessionale nella sicurezza dell’assoluzione.
Infatti, è  sempre bene ricordare che nello spensierato
Sultanato di Berlusconistan il problema è chi denuncia (e pubblica), non certo chi delinque. Cancellando la notizia dal palinsesto, il delitto si estingue per prescrizione cum censura. È un esercizio vantaggioso che giova alla carriera e semplifica la vita, a parte i seri problemi di alitosi indotti dalla pratica prolungata. Lo sanno bene gli Scodinzolini, gli Emilio Fido, ed il resto della cucciolata accucciata ai piedi di Re Silvio, che dall’alto dei suoi tacchi non perde occasione per elucubrare il suo vangelo:

«Se trovo chi ha fatto le nove serie de “La Piovra” e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo giuro che lo strozzo!»

  Silvio Berlusconi
  29/01/2010

Eppur tuttavia, nonostante le salutari indicazioni dell’Imperatore, all’estero sembrano avere le idee chiarissime sulla natura e la sostanza del problema…
In tempo di mondiali, anche noi abbiamo i nostri campioni da esportazione. E nessuno come padron Silvio tiene tanto in alto la bandiera del prestigio nazionale nel mondo, mantenendo intatto l’antico primato italiano: pizza-spaghetti-mandolino con qualcosa in più…

Del resto, il padrino di Arcore rimane la fonte costante di ispirazione e stupore dagli Appennini alle Ande, dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno… È l’uomo che trascende il concetto stesso di “figura di merda”,  proiettandosi verso dimensioni fecali mai raggiunte prima dall’ardire umano.
Fuori dall’Italia, il ducetto brianzolo incuriosisce e diverte, in quanto caso patologico e fenomeno di costume. Tant’è che persino l’edizione statunitense di
GQ (Gentlemen’s Quarterly) dedica una speciale ode ‘A Silvio’ con un lungo reportage dal titolo significativo: “The Mussolini of Ass” (il Mussolini del culo). GQ è un mensile di intrattenimento per uomini, dedicato alle classiche passioni della categoria: donne, motori, e nuove tendenze in fatto di lifestyle. E, con un certo orgoglio patrio, siamo lieti di annunciare che il nostro presidente da esportazione è riuscito a conquistare le prime pagine di Giugno 2010.
Se vi fidate della traduzione, Liberthalia vi offre una piccola selezione in lingua italiana. Ad ogni modo, l’articolo integrale lo trovate QUI.


Di sicuro, si potrebbe focalizzare l’attenzione sul lato corrotto, fascistoide, del lungo regno di Silvio Berlusconi in Italia. Ma come vi diranno i suoi adoranti sostenitori, non è questo l’aspetto prevalente di “Silvio!”. Ciò che impregna una nazione sono i capelli tinti e l’indecente libidine dell’Uomo.
Devin Friedman va alla ricerca dell’auto-proclamato dittatore dell’imperseguibile piacere edonistico da macho.

«C’è un luogo dove tutte le tette sono grosse. Grosse, giovani, abbronzate e nude. Un posto dove ognuno fotte e fotte e fotte e non muore mai. Dove gli uomini sono ricchi e senza scrupoli; le donne sono belle e disponibili e giovani. Dove i tele-quiz sono spettacoli di spogliarello. Dove i talk show sportivi mostrano ragazze in bikini sopra un leggio. Le donne nel governo, anche loro, sono donne dalle tette sode e senza età. Fanno parte del parlamento. Sono le più sexy ministre nel mondo. In questo luogo, la maggior parte delle scolarette spera di ottenere un giorno un impiego facendo in TV quella speciale shimmy-dance, mentre si riprendono da sole davanti ad una telecamera, e poi forse riuscire a sposare un calciatore o ottenere un posto nel parlamento della bellezza. Non hai bisogno di pagare tasse in questo luogo, e le leggi sono tali fintanto che non limitano i tuoi sogni. Questo posto è stato inventato da un uomo, un uomo che ha cambiato il mondo della ragione e del castigo in una terra promessa nella quale potrai avere tutto ciò che vuoi e di cui hai bisogno senza temere di essere mai più punito. Questo uomo ha sognato la televisione, ha nominato i ministri, ha iniziato la rivoluzione ed è il più grande esponente vivente della sua visione. Un uomo che non invecchia mai, che non diventa mai calvo, che è perennemente abbronzato e non sembra così basso come invece è. Un uomo che mai e poi mai smette di sorridere»

L’articolo ricorda poi ai suoi lettori anglosassoni, per il pubblico ludibrio e comune sollazzo, le incredibili gesta del papi nazionale, concludendo sardonico:

«Voi potreste pensare che l’Italia sia l’amante di Berlusconi. (…) La moglie che non sa mai dove sia il marito, la fidanzata che consuma la sua esistenza aspettandone il ritorno, e lui che arriva in ritardo con uno e poi un altro regalino, come una collana o una farfallina in oro e diamanti. È il genere di relazioni nelle quali, se sei una donna, qualche volta puoi cadere (sedotta, abbandonata, dopo aver danzato sullo champagne in una sala sfarzosa) senza poter fare alcunché. Finché un bel giorno la nazione intera si sveglia e scopre che del Presidente è rimasta solo una traccia impressa nelle lenzuola. E scommetto che avrà lasciato una rosa, o forse un breve messaggio profumato con la sua acqua di colonia. Ma poi è tempo di alzarsi e vedi se c’è qualcosa per la colazione, ripensando alla notte prima. Allora il popolo italiano dovrà decidere se ha fatto l’amore o è stato semplicemente trombato.»

Sono grandi soddisfazioni.  Da andarci fieri!

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