Archivio per Scudo Fiscale

LE PAROLE E I FATTI

Posted in Business is Business, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 novembre 2012 by Sendivogius


Ci sono due modi per smantellare l’impalcatura sociale di un Paese:

1) Da una parte, l’impeto fracassone e la cialtroneria ducesca delle nuove oclocrazie populiste, che si alimentano dell’esibizionismo pornografico e dell’arroganza pacchiana dei provinciali arricchiti, attraverso il saccheggio compulsivo della respublica.
2) Dall’altra, il mondo fluttuante della finanza globalizzata, il verbo liberista sceso ad ispirare i teatrini della post-democrazia, che diventa carne geneticamente modificata nell’austerità tecnocratica di distinti signori borghesi, provenienti delle aristocrazie timocratiche e dalle sagrestie della finanza bianca d’ispirazione confessionale.
In entrambe i casi, a perderci è la Democrazia.
Solitamente, il primo sistema si nutre del gigionismo esasperato di vecchi avanzi da cabaret. Spesso, la loro eccitazione istrionica attira troppe attenzioni e viene reputata sconveniente nei salotti che contano: gli utili idioti hanno in genere tempi di scadenza ravvicinati. Perciò, la tendenza a strafare e l’eccessiva sovraesposizione finiscono quasi sempre con l’annullare gli effetti desiderati. Nei casi più estremi, si rischia di mandare a puttane intere nazioni. E mai metafora fu interpretata alla lettera come in Italia!

Al contrario, il secondo sistema punta all’esatto opposto del primo: liquidata la volgarità dei servi, concentra tutto sulla sobria austerità della nobiltà padronale, travestita da buon fattore. Se il trucco riesce, si finisce con lo scambiare la tutela di una serie di interessi proprietari per interessi comuni. La prassi ordinaria rifugge da gesti eclatanti e da ignobili pagliacciate. Piuttosto, si nutre di imperativi categorici, quasi sempre provenienti da entità astratte di eterea collocazione: Ce lo chiede l’Europa… Bisogna assecondare le percezioni dei mercati… Ce lo chiedono gli investitori
È un po’ come Mosé che sente le voci e convince il popolo a seguirlo nella “Terra Promessa”, salvo girare a vuoto per 40 anni in un deserto inospitale!
Il paradosso più eclatante di una situazione surreale, che la dice lunga sulla maturità democratica di un popolo e l’intelligenza politica degli italiani, è di aver considerato come una cosa assolutamente normale la presenza in cucina di un pornomane che grufola, mangia con le mani e flatuleggia, mentre si ingozza insieme alla sua vorace corte dei miracoli. Secondo i moderati nostrani, non c’era niente di meglio disponibile sulla piazza. Invece, si è reputata un’eccezione la presenza di un’ospite che a tavola si serve di coltello e forchetta, sa come si usano e conosce le basi della buona educazione.
È il caso fortunato del prof. Mario Monti: antitetico nei modi e nell’aspetto al suo predecessore, ne eredita il programma di governo e la prassi emergenziale, insieme a certe estemporaneità promozionali: come il Pornonano, va in giro per il mondo a rilanciare l’immagine del Paese e la propria (fortunatamente con effetti diametralmente opposti!). Avido di complimenti e di riconoscimenti, ad un anno dal suo insediamento al governo, se li tributa da solo con manifesti celebrativi pubblicati on line sul sito del governo: 14 pagine di indulgente auto-sbrodolamento. Naturalmente, non perde occasione di incensare il suo operato, con un’opera dal titolo evocativo: Le Parole e i Fatti. Evidentemente, il magnifico professore non sa che chi si loda s’imbroda. E magnifiche sono state le circostanze di promozione editoriale: all’Università Bocconi, davanti una platea di privilegiati, mentre all’esterno dell’ateneo privato gli studenti della scuola pubblica in protesta contro i tagli del governo all’Istruzione venivano manganellati dalla polizia.
Raccoglie il copione dal passato, ma reinterpreta il tutto in maniera “sobria” all’insegna dell’Austerità. Ad un anno dall’insediamento del professore e del suo direttorio tecnocratico, così com’era comparsa inaspettata, come per incanto la famigerata crisi è svanita.
I risultati ci sono, ma non si vedono (è sempre un problema di percezione!). E dunque, ad un anno di distanza vediamoli questi risultati così eclatanti…
I dati sono desunti dalla Banca d’Italia ed elaborati dal Sole 24 Ore (noto foglio bolscevico). Giudicate da soli:

DER PROFESSOR
Dalla sua realtà parallela, Mario Monti interpreta il triplice ruolo di Commissione, Studente e Professore, si valuta da solo e ovviamente si promuove a pieni voti.
In un afflato rassicurante, ci fa sapere che l’Italia è una grande potenza industriale (ma va?!?) dai solidi fondamenti economici e sopratutto (udite! udite!):

L’Italia non è un paese debitore, non deve neanche un euro ai fondi ‘salva-Stati’ ed è il terzo contributore non solo dei bilanci Unione Europea, ma anche dei salvataggi verso Atene e il Portogallo.
 (18/11/2012)

Ad un anno dalla terapia ‘tecnica’ che sta stroncando il nostro tessuto produttivo e sociale, apprendiamo dunque che l’Italia non solo non è mai stata a rischio default e che, nonostante un debito pubblico nel frattempo lievitato a 2.000 miliardi (in massima parte pregresso), il Paese non è esposto verso i creditori esteri, ma si può altresì permettere di foraggiare gli anelli deboli della UE. E dunque la famosa emergenza?

«Il governo ha cercato di mettere in sicurezza i propri conti pubblici, come richiesto dall’Europa e dalla Banca Centrale Europea […] Per farlo si sono messe in atto politiche rigorose ma necessarie sia in termini di consolidamento di bilancio che di riforme strutturali. Il governo ha proseguito in questo senso l’impegno preso nell’estate del 2011 dal precedente esecutivo di portare il bilancio dello Stato in pareggio già nel 2013, cioè prima rispetto a tutti gli altri stati dell’Unione Europea

Praticamente, in base al necrologio celebrativo per la prossima dipartita di questa pestilenza tecnocratica, il direttorio bocconiano ci sta dicendo che ha guidato l’Italia verso la peggiore recessione degli ultimi 80 anni, con incipienti fenomeni di stagflazione e depressione economica, per fare bella figura con la BCE ed i tecnoburocrati di Bruxelles, quando poteva negoziare condizioni meno draconiane?!?
E se al contrario la crisi congiunturale del Paese era così grave, perché non si è intervenuto in anticipo per la rimozione del Pornocrate e la sua banda di predoni? Perché non si è intervenuti finché la situazione era ancora recuperabile, nel lontano Dicembre 2010, quando il governo del pornonano fu salvato con la più scandalosa compravendita di voti della storia parlamentare e grazie ai temporeggiamenti del Monitore dall’alto del Colle, che nulla ebbe a dire sulla circostanza, né prima, né durante, né dopo?!?
In compenso, è consolante sapere cheforse alcuni errori sono stati commessi, ma che tutte le misure prese, a partire dalla fantomatica ‘riforma del lavoro’, sono state finalizzate “a superare le segmentazioni che tendono a escludere o marginalizzare i giovani”. E la differenza si nota! Sarà per questo che, da quando i tecnici sono arrivati al governo, sono aumentati i pestaggi legalizzati della polizia?

UN ANNO DI SUCCESSI
 Ad ogni modo, usando le “parole”, vediamoli in sintesi questi “fatti” del Governo Monti, i cui fautori millantano la prosecuzione ad libitum, in una sorta di monarchia tecnocratica per investitura oligarchica.

1. CREDIBILITÀ
Gli ostensori del direttorio tecnico sottolineano come l’Italia avesse un problema di “credibilità” in ambito internazionale… Succede, quando hai un gangster plurinquisito come premier, che fa cambiare le leggi in parlamento dai suoi avvocati-deputati, per mandare in prescrizione i processi che lo riguardano; si circonda di una corte di lenoni, papponi, faccendieri e mafiosi che gli riempiono le ville di mignotte, ripagandoli con commesse pubbliche e creste milionarie sugli appalti di Stato. E ciò è avvenuto senza che peraltro l’opinione pubblica, né stampa benpensante, né vertici istituzionali se ne scandalizzassero più di tanto.
Forse, i ‘mercati internazionali’ più che ai vizi privati del caligola brianzolo, erano molto più interessati alla solvibilità creditizia dell’Italia ed alla quantificazione del suo debito strutturato in prodotti derivati, da parte di amministrazioni locali (Regioni e Comuni) completamente fuori da ogni controllo contabile. Al contrario che da noi, gli investitori stranieri il problema se l’erano posto eccome. E cercavano rassicurazioni in proposito. Bastava sfogliare la stampa specializzata in questioni finanziarie per comprenderlo, così come certi provvedimenti scaturivano più da una ideologia neo-mercantilista del capitale finanziario, che non da un’esigenza dell’economia reale.
Noi ne avevamo parlato QUI e ripreso il discorso QUI.

2. Lo SPREAD impazzito
 Protagonista indiscusso delle disamine economiche degli ultimi mesi, è praticamente scomparso dalle valutazioni dell’agenda del Governo Monti.
Se pensate che la febbre degli spread sia stata debellata da una massiccia cura di antibiotici e dall’inoculazione di un valido vaccino, vi sbagliate di grosso.
La cura approntata per placare l’esplosione dei differenziali dei titoli di Stato assomiglia un po’ ai rimedi medioevali in caso di influenza: qualche pannicello caldo, brodo di pollo, e tante preghiere confidando nella guarigione per intercessione divina.
Una ‘ricaduta’ è possibile in qualsiasi momento…
Innanzitutto, perché le armi di distruzione di massa in dotazione alla speculazione finanziaria non sono state affatto disinnescate, o messe in condizioni di non nuocere, da chi avrebbe potuto e dovuto. Per farvi una piccola idea sull’argomento, potete leggere QUI.
E poi perché al momento c’è una sorta di tregua in armi da parte dei famigerati speculatori senza volto, i quali tutto sono tranne che sconosciuti, travolti per troppa ingordigia e attualmente in attesa (non si uccide la pecora che si vuole tosare).
Se volete avere una piccola panoramica sulle loro identità e la potenza di fuoco a loro disposizione, potete dare un’occhiata QUI.
Valutate quindi quale sia il reale potere di contrasto dei raffazzonati provvedimenti, messi in piedi dalla UE e sistematicamente boicottati da Berlino.

3. Le RIFORME EPOCALI
 Ovvero come produrre fuffa, ma venderla bene spacciandola per oro colato…
Un prodotto di marketing, per essere vendibile, richiede sempre un nome ad effetto. Nella pioggia di decreti-leggi, che ha fatto del ricorso alla decretazione d’urgenza la prassi ordinaria del Governo Monti, ci sono certamente il “Salva-Italia” ed il “Cresci-Italia”.

Il SALVA-ITALIA arriva in tempi di spread alle stelle, una voragine di discredito internazionale grazie al Grande Statista di Arcore, ed il totale fallimento della finanza creativa targata Tremonti. Quindi si concede al Governo Monti il beneficio delle buone intenzioni, sotto le pressioni fortissime del momento, con l’urgenza di mettere in sicurezza i conti pubblici.
E infatti, per non far torto a nessuna delle elite cooptate al governo nazionale, si provvede subito a garantire le banche, con la presa in carico del loro debito privato da parte dello Stato. Innanzitutto, si proroga e si amplia la concessione di garanzie dello Stato sulle passività degli Istituti di Credito. Quindi con la scusa della lotta all’evasione fiscale, si riduce il limite della tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro per far impazzire gli uffici di tesoreria delle grandi aziende e spingere i correntisti a usare la carta di credito (il miglior strumento di indebitamento individuale che esista). Ma ci si guarda bene dall’introdurre il registro clienti-fornitori, che permetterebbe invece di tracciare qualunque flusso ingente di denaro.
Quindi, si provvede a fare cassa, aumentando il gettito delle entrate…
In ossequio alla conformazione classista di tipo ottocentesco di un esecutivo, che sembra uscito fuori tempo massimo da un gabinetto sabaudo, NON vengono toccati i costosissimi giocattolini dell’ammiraglio Giampaolo Di Paola, nel frattempo transitato alla Difesa.
Stipendi ed emolumenti dei super-manager e boiardi di Stato vengono appena lambiti dalla riforma, mentre tutte le politiche fiscali del governo vengono modulate in segno restrittivo, con il ricorso ad un fiscalismo bizantino che ha il suo punto di forza nella tassazione indiretta e, contro ogni principio di equità, è completamente sbilanciato a carico dei ceti medi e medio-bassi. Soprattutto, colpisce i consumi delle famiglie piuttosto che i redditi e meno che mai le rendite di posizione, innescando una micidiale spirale recessiva, ulteriormente aggravata dalla perdita di potere d’acquisto e contrazione salariale.
Anni di studi e ricerche specializzate nell’olimpo accademico della teoria economica, hanno prodotto risultati eclatanti e provvedimenti altamente tecnici come l’aumento delle accise sui carburanti, l’aumento di due punti dell’IVA, delle sigarette e degli alcolici.
Sono queste alcune delle riforme epocali che hanno stupito il mondo!
Al contempo, il Governo Monti esclude categoricamente ogni forma di ‘patrimoniale’ o di reale contributo da parte dei redditi più alti, con prelievi sui patrimoni mobili e finanziari. La motivazione ufficiale è che una patrimoniale, sui valori mobiliari e non, in realtà è stata già introdotta.
La tutela castale dei ceti sociali di riferimento è talmente evidente nella protervia di salvaguardia di classe, da risultare quasi provocatoria nell’irrisorietà degli atti…
 TASSAZIONE IMMOBILIARE. Si introduce l’IMU, con la tassazione della prima casa e delle proprietà immobiliari, ma si rimanda ad un secondo momento la revisione degli estimi catastali, col risultato che gli immobili vengono tassati a prescindere dal reddito, dalla composizione del nucleo familiare e di eventuali persone a carico, senza alcuna progressività nel calcolo delle aliquote né la possibilità di esenzioni. Si tassano i vani, ma non l’estensione in mq. In compenso, fino ad ora è escluso dal pagamento dell’IMU l’immenso patrimonio immobiliare del Vaticano, beneficiato da anacronistiche guarentigie.
In pratica, un disoccupato che ha perso il lavoro, ma con il mutuo da pagare e una famiglia da mantenere, deve versare la tassa di proprietà sulla casa in cui vive. Un convento trasformato in albergo extralusso invece non paga nulla.
 RENDITE FINANZIARIE. Dopo molte insistenze, il Governo Monti ha introdotto una tassazione sui cosiddetti “capitali scudati”, ovvero sui soldi riciclati all’estero da delinquenti ed evasori fiscali, rientrati in Italia grazie al condono di Giulio Tremonti [QUI].
L’aliquota aggiuntiva di bollo è fissata al 10 per mille (avete letto bene!) per l’anno 2012, al 13,5 per mille per l’anno 2013 e al 4 per mille a decorrere dall’anno 2014 dei capitali, che rimangono così anonimi. Ma per coloro che decidono di rinunciare all’anonimato non è dovuto alcun importo!
Viene introdotta la revisione del bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari, con la strabiliante aliquota dell’1,5 x mille. È un’imposta di tipo regressivo: più soldi hai e meno paghi.
In pratica, per un conto titoli di 50.000 euro si pagano circa 50 euro. Ma in ogni caso la tassa non può superare un importo massimo di 1.200 euro: sia che si abbia un patrimonio da un milione di euro, o da dieci o da cento milioni, il contribuente continuerà a versare sempre lo stesso importo per non più di 1.200 euro.
Al contrario, l’imposta sui conti deposito (in pratica i libretti postali al risparmio) sale allo 0,15% col risultato che i risparmiatori si trovano a pagare più tasse di chi specula in Borsa.
Quantomeno, è stata reintrodotta l’addizionale erariale per i veicoli oltre i 185 kw. Il Pornocrate aveva circoscritto il pagamento ai veicoli superiori a 225 kw. Ma l’imposta diminuisce sensibilmente in base all’anno di immatricolazione.
 Ed è stata ripristinata altresì l’imposta erariale su aerei ed elicotteri privati e barche. Berlusconi l’aveva abolita nel 1994 con un occhio alla sua flotta privata e l’altro a quella dei suoi amici. E’ ovvio che in assenza di controlli supplementari ed una migliore definizione della norma, la tassa può essere facilmente elusa, registrando aerei e yacht all’estero. E quindi è inefficace
Ci si richiama genericamente ad una lotta senza quartiere contro gli evasori fiscali, ma a tutt’oggi non è stato ancora approntato lo strombazzato “redditometro”, per la verifica incrociata dei dati tra reddito dichiarato e patrimonio posseduto. Né è stato firmato, nonostante le profferte della controparte elvetica, il patto con la Svizzera per la consegna dei nominativi degli evasori che nascondono i soldi nei caveau d’oltralpe. In compenso, si lanciano messaggi in codice agli evasori: forse, non so quando, dovrò fare una patrimoniale o scovare i vostri capitali anonimi… perciò, fate sparire il malloppo finché siete ancora in tempo! In ogni caso, il povero evasore può sempre contare sul pagamento di una aliquota ridotta al 25% e comunque trattabile

 Nel cosiddetto Decreto CRESCI-ITALIA si ravvisano tanti buoni propositi, ma nel concreto risultati risicati. A meno che non si voglia credere davvero che la soluzione alla disoccupazione giovanile consista nell’improvvisarsi tutti imprenditori, con capitale sociale di un euro, ma 45 giorni per aprire un C/C alle Poste e 5.000 euro o più da versare in contributi annuali, a prescindere dalle entrate e dal ritorno economico dell’attività commerciale, anche se a gestione unica.
Le liberalizzazioni delle tariffe e la revisione degli Ordini professionali rimangono nel novero delle buone intenzioni e più che altro si esplicano in una presa in giro che rasenta la farsa.
In merito alla crescita, più che intravedere la luce alla fine del tunnel, sembra di osservare la luna dal fondo di un pozzo… Freschi di giornata sono gli ultimi dati ISTAT, su fatturato e ordinativi dell’industria, in riferimento al Settembre 2011. Nell’ordine, rispetto al mese di Agosto (un periodo di solito fiacco), l’industria registra una riduzione del 4,2% dei fatturati, con una diminuzione del 3,7% sul mercato interno e del 5,3% su quello estero.
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano cali congiunturali per l’energia (-9,6%), per i beni strumentali (-4,7%), per i beni intermedi (-4,5%) e per i beni di consumo (-1,5%).
La diminuzione più pesante si verifica nel settore della metallurgia, con un devastante -15,5%. Che nei fatti si traduce in licenziamenti di massa per un’industria in via di dismissione. Fino a pochi anni fa, prima dei vincoli UE, eravamo uno dei principali produttori europei, in concorrenza con la Germania. Coincidenze?
Da notare che il crollo della fabbricazione di lavorati in metallo comporta una flessione delle nostre esportazioni (che costituiscono ormai la voce più importante del nostro PIL), con un abbassamento delle vendite di macchinari e apparecchi in Cina, Francia e Germania (a tutto vantaggio di quest’ultima). La diminuzione tendenziale di tali esportazioni comporta un punto in meno del PIL.
Prodotto Interno Lordo che in alternativa si è pensato di incrementare con una serie di proposte demenziali, tipiche dei nostri ‘economisti’ da salotto, che nulla hanno capito della crisi ma hanno le idee chiarissime su chi debba pagarne le conseguenze: più ore lavorate a parità di salario, riduzione della pausa pranzo; eliminazione delle pause da 10 minuti in catena di montaggio dopo 4 ore di lavoro; cancellazione delle feste nazionali, ma solo quelle laiche! Si elimina la celebrazione di fondazione della Repubblica, la Festa dei Lavoratori (che di questi tempi hanno poco da gioire)… In compenso si festeggia la Befana, per non dispiacere il Vaticano.
Altri bagliori nel buio hanno illuminato in tempi recenti l’operato dei professoroni di finanza e governo [QUI].
Sulla famigerata controriforma del lavoro, fatta per rispondere ad una percezione dei mercati piuttosto che ad una serie di problematiche e distorsioni oggettive, che spaccia per nuove alcune normative e tutele già esistenti, ma cancella tutte le altre senza minimamente incidere sulla precarietà lavorativa, abbiamo già parlato diffusamente QUI e anche QUI.
Tuttavia, la parola d’ordine è sempre la stessa: “Monti ha salvato l’Italia”.
C’è da chiedersi chi salverà gli italiani…

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22 OTTIME RAGIONI PER NON VOTARE PD

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 ottobre 2009 by Sendivogius

Appena varco la soglia della stanza, sono investito da un puzzo intollerabile, qualcosa di oleoso, putrido, carne umana dolciastra e ammoniacale, una carcassa semiviva in putrefazione con i vermi già al lavoro…
(…) Il corpo dell’uomo è decomposto.
(…) Le ossa escono disarmonicamente, sembra che tutto il sistema osseo sia frantumato, fratture non ricomposte, gibbose, tutta la pelle è una macula livida, poche zone indenni al ristagno sanguineo, le gambe disarmonicamente rovesciate su un lato, l’anca superiore seminuda è uno spigolo che sembra potersi spostare sottopelle come un’isola alla deriva, un corpo che urla dolore non potendo urlare, non avendo voce. Il tronco è minimo, infossato nella zona ventrale, il petto di piccione, uno sterno arcuato come se il costato fosse stato bollito e poi raffreddato prima di saponificare. Le gambe magre nude con le varici di colore vinaccia, i piedi di pelle morta, si vedono i lembi in cui la pelle si stacca, è unta da unguento che dovrebbe impedire chissà cosa ormai, piedi contratti, (…) il collo irrigidito, bucato sopra l’ingresso della tracheotomia, dove si infila il respiratore automatico hanno messo un velo bianco. L’odore è insopportabile.”

 (Giuseppe Genna, Italia De Profundis. Minimum Fax; 2008)

PD Ci sono agonie che sembrano non finire mai. Il PD è uno di quei disgraziati casi terminali, al quale si dovrebbe avere il coraggio di porre fine. Un aborto sospeso tra la vita e la morte, in attesa di un gesto pietoso a conclusione della sua nefasta esistenza: tanto inutile quanto più perniciosa, se protratta nel tempo. È il seme malato di un centro-sinistra inconsistente, innestato nel ventre sterile di un riformismo esangue.
Il Partito Democratico, in salsa italica, dimostra nei fatti di essere il miglior alleato del Berlusconismo imperante: la più micidiale arma batteriologica mai sperimentata all’interno della sinistra italiana, capace di sfiancare ogni opposizione per consunzione interna, tra spasmi e contorcimenti irriducibili.
Un Anno di assoluta acquiescenza. 6 Mesi di sconvolgimenti intestini da parte del “Grande Partito Maggioritario” pervicacemente intento all’autodistruzione, tramite un’eterna guerra interna, che si trascina tra primarie degli iscrittiprimarie degli elettori… congresso nazionale… Una dirigenza castale di infimo livello, sprofondata in un dolce torpore, sognando la spartizione di cariche virtuali, che si consola con elezioni finte, fatte in casa, dopo aver perso ogni competizione elettorale possibile dal giorno della sua fondazione (Trentino escluso). Peccato che al loro risveglio, i brontosauri del PD rischino di trovarsi un partito senza più elettori, insieme alla terrificante prospettiva di cercarsi un lavoro vero!
Intanto il mondo gira (e pure qualcos’altro!) in vista della grande disfatta delle prossime regionali. Tuttavia, certi risultati si possono apprezzare già da subito…

Lo scudo fiscale è legge dello Stato grazie alla proverbiale inerzia dei “democratici e riformisti”.
Il provvedimento criminogeno (che abbiamo analizzato qui) è infatti passato in via definitiva alla Camera con soli 20 voti di differenza: 270 sì; 250 no. 
Dopo aver declamato le solite frasette di rito davanti a qualsiasi telecamera sia capitato loro a tiro di dichiarazione, esaurite le pubbliche esternazioni, i disonorevoli del PD hanno confermato alla prova dei fatti tutta la fumosità di un alternativa inesistente, regalando all’Italia una miserrima prestazione. Mancavano infatti alla votazione 1 deputato della IdV,
Aurelio Misti; 6 deputati su 37 dell’UdC:  Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane, Salvatore Ruggeri; e ben 22 deputati del PD: l’opposizione responsabile, della quale abbiamo già parlato qui, con un testo facilmente ‘preveggente‘.
Sarà bene ricordarseli questi 22 eroi da 16.000 euro al mese e la salute precaria:
Ileana ARGENTIN
Già incazzoso assessore al Comune di Roma
Paola BINETTI
La mitica teo-dem di importazione rutelliana, capace di far perdere al PD un milione di voti ogni volta che apre bocca.
Gino BUCCHINO
Direttamente dalla circoscrizione estera per il Nord e Centro-America, lost chissà dove… 
Angelo CAPODICASA
Siciliano veltroniano;  ex Viceministro delle Infrastrutture nel II° Governo Prodi
Enzo CARRA
Immortalato in manette per la faccenda Enimont. Collega di preghiere della Binetti e anche lui acquisto rutelliano. Assente per motivi di salute.
Sergio D’ANTONI
Ex sindacalista Cisl, ricoverato in ospedale
Marianna MADIA
La new-entry veltroniana, presunta baby-economista, forte della sua “straordinaria  inesperienza politica”. Così giovane eppur così gracile. Malata pure lei.
Giuseppe FIORONI
L’indimenticabile margherito che ha preceduto la Gelmini all’Istruzione.
Le ex ministre Linda LANZILLOTTA e Giovanna MELANDRI in missione a Madrid per conto del PD. Alle due signore bisognerebbe ricordare che devono convincere l’elettorato italiano, e non quello spagnolo!

E ancora:
 Lucia Codurelli;
 Stefano Esposito;
 Antonio Gaglione; recordman di assenze e attualmente desaparecido. L’unica attività regolare, che ne attesta l’esistenza, è il regolare ritiro della paga parlamentare. Soldi sudati!
 Dario Ginefra;
 Oriano Giovanelli;
 Gero Grassi;
 Antonio La Forgia;
 Margherita Mastromauro;
 Lapo Pistelli;
 Massimo Pompili;
 Fabio Porta;
 Giacomo Portas.

Complimenti a voi tutti sigg. Onorevoli dei miei coglioni! Evasori, mafiosi, e ladri ringraziano sentitamente!
Il mostro veltroniano ha realizzato in meno di un anno ciò che il Fascismo, con le sue persecuzioni, non aveva conseguito in un ventennio di potere assoluto. Un obiettivo ambizioso, ma Walter l’Africano è riuscito nella Mission Impossible, quale unico risultato raggiunto nella sventurata esistenza della sua letale creatura: resa incondizionata con disonore; totale cancellazione di ogni parvenza di sinistra in questo Paese.
Alla scomparsa della Sinistra, si aggiunge la damnatio memoriae e oblio semantico della parola stessa, la cui pronuncia è assolutamente vietata. Pena: la perdita del voto moderato, che giustamente guarda altrove, snobbando con distacco e col giusto disprezzo i tentativi ibridi di captazione, insieme ad una sempre più numerosa ed insospettabile compagnia…

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Lo Stato dei Farabutti

Posted in Business is Business, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 settembre 2009 by Sendivogius

Giulio TremontiTHE MIRACLE MAN
 Veni. Vidi. Vici. È Super-Giulio (Tremonti, non Cesare): l’uomo che aveva previsto la Crisi; l’anti-economista che ha sconfitto la Seconda Grande Recessione; il Tesoriere del Re nel florido paese di Latte&Miele; il Genio finanziario e Nume tutelare dell’Italia che ruba.
Da tempo, l’immaginifico ministro ci ha abituato ai suoi artifici di “finanza creativa” in un mondo fantastico, il suo, dove la scienza si confonde nelle visioni velleitarie della fantascienza.
Dice il poeta (G.Leopardi) che una fervida immaginazione è il primo requisito per essere felici. E di certo non si può dire che l’imbronciato Tremonti manchi di fantasia, per di più condita da un irresistibile contorno di ironia. Difficile dire se volontaria o meno…

LA LEGGENDA DEGLI UOMINI STRAORDINARI
Nel Sultanato di Berlusconistan, tutte le gesta del Re assumono dimensioni epocali, per essere dilatate ad eventi di ‘portata storica’ dagli agiografi di regime. Di questi risultati straordinari sono piene le cronache del regno: l’ultimo della serie è l’indimenticabile G-8 aquilano, con i ‘Grandi della Terra’ fermati in caserma.
THE TIMESCome tutti sapranno, in tale circostanza la delegazione italiana si è distinta proponendo la stesura di regole condivise, per il controllo dei mercati internazionali in funzione antispeculativa. Con raro sprezzo del ridicolo, l’ineffabile Tremonti ha teorizzato l’introduzione dei GLS (Global Legal Standards) che dovrebbero prevedere:
– Trasparenza dei bilanci
– Tutela dei diritti dei consumatori
– Condanna della corruzione
– Lotta al riciclaggio e contro l’evasione fiscale
– Allineamento degli interessi dei manager a quelli dell’azienda
– Trasparenza nei rapporti tra economia e politica
– Supervisione della BCE sui sistemi bancari nazionali
E altre utopiche amenità messe in scena dal teatrino della politica, ma prive di conseguenze pratiche. Infatti, stiamo parlando del medesimo governo che ha depenalizzato il falso in bilancio; ha svuotato di significato e di effetti la class action. Quel governo e quei ministri che, con sacro furore iconoclasta, hanno cancellato le norme anti-evasione che prevedevano la tracciabilità dei pagamenti e la tenuta dell’elenco clienti-fornitori. Parliamo dello stesso ministro, esperto in sanatorie e condoni tombali: proprio quel Tremonti che, dopo aver varato ben due piani di “scudo fiscale” per il rientro dei capitali illecitamente esportati all’estero, si prepara alla terza edizione del famigerato ‘Scudo’.
Una risata aiuta a digerire. Dopo i pranzi cerimoniali e le grandi abbuffate che da sempre sono il tratto distintivo dei grandi vertici internazionali, la battuta dell’irresistibile Giulio è stata provvidenziale. Un vero rutto liberatorio! Anche se la platea era già stata scaldata in precedenza dalle gag dell’insuperabile papi nazionale, dal ritrovato spirito comunitario:

L’Italia potrebbe ricorrere a un nuovo scudo fiscale solo se la misura venisse decisa dall’Unione Europea
 (S.Berlusconi – 20 Marzo 2009)

Non è necessario varare lo scudo fiscale. È una cosa non chiesta da noi, ma da richieste esterne all’Italia
 (S.Berlusconi – 13 Maggio 2009)

Ma se proprio insistete nella richiesta…

Soltanto a Luglio, il ministro Tremonti, a chi insinuava che stesse preparando un nuovo piano fiscale di recupero pro-evasori, rispondeva piccato: È totalmente falso(12/07/09).
Conclusa brillantemente la recita, il maitre cousinier prestato al Tesoro è ritornato all’ultima specialità della Casa: la “Finanziaria Light”, la ricetta più alla moda nell’Italietta domestica della crisi che non c’è.
Ricordate le formidabili misure di sostegno al reddito, per non parlare della mitica social card?
Se avete gradito la Finanziaria 2009 composta da soli quattro articoli, quest’anno super-Giulio rilancia ancora: un fabbisogno di 3 miliardi di euro per 3 articoli ancora tutti da scrivere. Infatti, l’intero impianto della Finanziaria 2010 si regge sull’adesione allo Scudo Fiscale III°.
In pratica, la prossima programmazione di bilancio, e quindi la politica fiscale del governo, è rimessa unicamente agli introiti dell’ennesimo mega-condono: una previsione di gettito ipotetico e non sostanziale.
Dalle magnifiche entrate progressive della super-amnistia per ladroni di tutte le taglie dipendono i finanziamenti a:
– Università e Ricerca
– Missioni di ‘pace’ (Afghanistan in primis)
– Ammortizzatori sociali e sostegno al reddito
– Ricostruzione dell’Abruzzo
– Rinnovo dei contratti nella Pubblica Amministrazione
– Aumento di risorse per le Forze dell’Ordine
E chi più ne ha ne metta! Il mitico Calderone dell’Abbondanza che sazia tutte le pance e riempie le tasche senza tasse. Liberthalia - Finanziaria Light

NELLA TERRA DEI LADRI
Il 9 Sett. 2009, le Commissioni riunite di Bilancio e Finanze hanno avviato la “Conversione in legge del DL 103 (03/08/09), recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009”. Come ampiamente annunciato, il piatto forte del testo in esame è lo scudo fiscale: una maxi sanatoria con effetto retroattivo per tutti quegli evasori che hanno esportato illegalmente capitali all’estero, mai dichiarati al Fisco. L’incredibile condono si applica non solo alle persone fisiche, ma persino a quelle giuridiche (società; imprese commerciali; holding) in un orgia criminogena che prevede la garanzia di assoluto anonimato per quanti aderiranno, oltre all’esclusione di punibilità:

Il rimpatrio ovvero la regolarizzazione si perfezionano con il pagamento dell’imposta e non possono in ogni caso costituire elemento utilizzabile a sfavore del contribuente, in ogni sede amministrativa o giudiziaria, in via autonoma o addizionale.

L’imposta in questione ammonta alla sbalorditiva addizionale del 5% sul capitale rientrato.
La tua azienda fattura al nero milioni di euro, dichiarandosi perennemente in passivo e magari usufruendo degli aiuto di Stato per le imprese in difficoltà. Le perdite sono riportate nei libri contabili, opportunamente falsificati insieme alle fatture che riportano spese mai sostenute. Hai esportato all’estero i tuoi capitali mai denunciati, presso banche compiacenti, per sfuggire ad eventuali accertamenti? Hai bisogno di liquidità e non sai come giustificare la movimentazione delle somme occultate? Niente paura! Da oggi puoi farli rientrare in Italia, versando un simbolico 5%. In pratica si versano 5.000 euro per ogni 100.000 euro sottratti, grazie ai benefici del riciclaggio di Stato. Per contro, un lavoratore dipendente con stipendio da mille euro mensili paga un aliquota IRPEF del 23%.
Le somme condonate possono essere i proventi delle tue consulenze di libero professionista da 500 € ad ora, specializzato in ‘ristrutturazioni aziendali’ (licenziamenti di massa); delle tue ‘transazioni d’affari’ (speculazione)… Ma potrebbero benissimo essere frutto di provenienza illecita come lo spaccio di droga, lo sfruttamento della prostituzione, lo strozzinaggio o l’estorsione organizzata…
Nel loro complesso, si tratta di capitali ampiamente reinvistiti, una volta sanati, nel mercato immobiliare, nella speculazione sulle locazioni e  sui prezzi alla vendita artificiosamente accresciuti da un eccesso di liquidità ed una domanda gonfiata. Ciò è ampiamente accaduto nei precedenti ‘scudi’ del 2001-2002, a detrimento di milioni di cittaini che si vedono tagliati fuori dalla prospettiva di un alloggio decente. Ma al Governo Berlusconi ed al ministro Tremonti tutto questo non interessa, giacché l’importante è fare cassa. Pecunia non olet.
Infatti ogni indagine in merito è preclusa e l’anonimato assicurato.
Del resto, la Banda delle Impunità ha pensato proprio a tutto…
oro alla patriaBasta un certificato di adesione per bloccare qualsiasi accertamento futuro, inerente il periodo 2004-2008. Gli anni precedenti erano già stati amnistiati col lo ‘scudo’ 2001-2002, con il ‘concordato fiscale’ e con l’onnicomprensivo ‘condono tombale’ del biennio 2002-2003.
Liti potenziali. Omessi versamenti. Liti pendenti. Scritture contabili. Imposte indirette… Le sanatorie in Italia sono come gli zombies: credi di averli seppelliti per sempre, ma prima o poi riescono dalla tomba.
Ritornando invece al nuovo (e non ultimo) scudo tremontiano, il rimpatrio dei capitali avverrà con dichiarazione riservata, tramite intermediari privati: Banche; consulenti finanziari; studi commercialisti; agenti di cambio…
Un altro regalo agli amici di sempre: i poteri deboli dell’Italia che lavora (e soprattutto fotte!)
Naturalmente, è esclusa la punibilità per reati tributari come l’omessa dichiarazione dei redditi; la dichiarazione fraudolenta; l’emissione di fatture false. I relatori però non hanno tralasciato nulla, estendendo l’impunità anche ai reati societari come il falso in bilancio e la falsificazione dei registri contabili; manovre fraudolente su titoli, valutazione esagerata di conferimenti ed acquisti.
A dire il vero, coerentemente con la probità dei suoi promotori, il testo originale prevedeva l’estensione dello ‘scudo fiscale’ anche ai reati di ricettazione, riciclaggio, e bancarotta fraudolenta, allargando la copertura ai procedimenti penali in corso e l’impossibilità da parte della magistratura di poter utilizzare i documenti contabili come prova di reato.
È questa evidentemente l’Italia di merda che piace tanto al bilioso Renato Brunetta a caccia di parassiti.

COSÌ FAN TUTTI?!?
Le modifiche, rispetto all’abominevole bozza originale, non scaturivano certo da un ripensamento tardivo o da un ritorno di pudore legalitario, bensì dalle obiezioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che minacciava di negare la sua firma.
Calmate le acque durante la pausa estiva, gli Amici degli Amici sono subito ritornati alla carica…
Nella serata del 15 settembre, il sen. Salvo Fleres (ex-PRI in quota PdL), d’accordo col relatore del provvedimento Antonio Gentile (PdL), ci riprova e presenta un emendamento che prevede il ripristino del salvacondotto anche per i procedimenti penali in corso. L’emendamento allarga nuovamente le maglie dell’impunità alla dichiarazione fraudolenta, al falso in bilancio, e all’occultamento di documenti contabili, come previsto in origine. Evviva l’Italia!
Tale emendamento, di fatto, copre anche la bancarotta fraudolenta. Si tratta cioè del reato preferito da quei simpaticoni che, truffando azionisti e risparmiatori attraverso la falsificazione di titoli e bilanci, provocano il tracollo delle aziende (e la perdita di lavoro per i dipendenti) dopo aver opportunamente stornato i denari in appositi fondi neri.
Com’è ovvio, l’emendamento Fleres è stato prontamente accolto dalle commissioni con qualche modifica rispetto alla formulazione iniziale:

“Accesso negato per i procedimenti penali e per i procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, vale a dire il 5 agosto, ma applicabilità ai reati connessi al falso in bilancio e di carattere societario e tributario. Approvato anche il restringimento della finestra per il rimpatrio dei capitali: il termine è stato spostato dal 15 aprile 2010 al 15 dicembre 2009” 

L’ordine di scuderia emanato ai pretoriani del PdL è sostenere ad oltranza che lo ‘Scudo Fiscale’ è in vigore anche negli altri paesi europei e che ovunque funziona così.
Ma sarà vero?!?
In effetti, piani fiscali per il recupero dei capitali espatriati esistono in Europa da circa 10 anni, ma le condizioni di rientro e le penali sono molto diverse… A tal proposito, riportiamo in un breve riepilogo la percentuale da versare sul rientro e l’anno in cui lo ‘scudo’ è stato promulgato.
Giudicate voi stessi:
GRAN BRETAGNA: 01/09/2009-12/03/2010; è previsto il versamento del 10% sul capitale unitario, più il pagamento di tutte le tasse arretrate e di tutte le imposte evase, compresi gli interessi di mora. Nessun anonimato.
FRANCIA: Pagamento delle imposte evase, interessi di mora, sanzioni amministrative e pubblicazione dei nomi dei contribuenti che hanno commesso gli illeciti più gravi.
GERMANIA: doppia aliquota del 25% nel 2004 e del 35% nel 2005.
BELGIO: 9%  (2004)
RUSSIA: 13% (2006)
ITALIA: 2,5% (2001-2002)
Per trovare qualcosa di simili, eppur sempre migliore, di quanto proposto (e riproposto dalle nostre parti) bisogna guardare alle ‘cenerentole’ d’Europa…
GRECIA: 3% (2004)
PORTOGALLO: 2,5% ma solo per il denaro investito in titoli fiscali e pagamento del 5% per tutto il resto (anno 2005).

Il 1° Ottobre del 1893, in concomitanza con lo scandalo della Banca Romana, L’Asino pubblicava una sarcastica parodia del “Re Travicello” di Giuseppe Giusti:

Al Re Travicello piovuto ai ranocchi leviamo il cappello e diamo baiocchi,
lo predico anch’io che costa un fottio ma è comodo e bello un re travicello:
ei bada a mangiare e lascia rubare.
È un re travicello che calza a pennello
(…) Da tutto il pantano si sente gridare:
Evviva il sovrano che lascia rubare!

Non molto è cambiato da allora.