Archivio per Scienza

Articolo 21

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 maggio 2017 by Sendivogius

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

(Art.21, comma 1-2, della Costituzione della Repubblica Italiana)

Oggi si celebra la “Giornata mondiale della libertà di stampa”. Un bene prezioso, almeno finché tale libertà viene esercitata a discrezione dei potenti, o degli aspiranti tali nelle loro pretese egemoniche, e che la stampa non disturbi troppo i manovratori in carriera…
Fintanto che la ‘stampa’, ed estensivamente i ‘media’, servono la ‘causa’ con compiacenti interviste in ginocchio, facendo da grancassa agli interminabili monologhi del leaderino di turno, senza che alcun contraddittorio o quesito indiscreto giunga a disturbare la narrazione fantastica; fintanto che l’intervistato fornisce domande e risposte dinanzi ad un microfono muto; fino a che il giornalismo da watchdog del potere si acconcerà a farne il cagnolino da salotto… allora la “libertà di stampa” sarà sacra ed inviolabile. In caso contrario, nella migliore delle ipotesi, sentirete parlare di “regole più stringenti per il settore”. E nell’opzione peggiore sarà un exploit crescente di minacce ed intimidazioni più o meno esplicite, con allusioni continue a “tribunali speciali” ed al “giudizio” di un improbabile “popolo” autoconvocato, col quale da sempre i personaggetti autoritari confondono le loro claque plaudenti; nell’autoreferenzialità di chi non ammette critiche, ma legge i media come strumenti per la costruzione del consenso personale, o una minaccia per la realizzazione dello stesso.
Vi ricordate quanto ce l’hanno menata Grillo ed i replicanti della sua setta digitale con la (discutibile) classifica annuale, stilata da Reporters sans frontières, eletta a verità di fede e quindi elevata a monito assoluto dello stato drammatico (falso!) della libertà di stampa in Italia, salvo poi scoprire che una delle cause di questo decadimento civile e culturale ancor prima che reale sarebbe proprio il V@te® a cinque stelle e la canea di invasati che lappa in quella specie di centrale dello spaccio organizzato di fake-news, bufale, panzane surreali, anatemi ed indignazione telecomandata, che a tutt’oggi costituisce l’unico strumento di consultazione e di informazione dei followers della setta e che si vorrebbe universale nella sua visione totalitaria?!?
Succede, quando si producono continue liste di proscrizione coi nomi dei giornalisti che “danno loro fastidio”; quando un Vice-presidente della Camera dei deputati arriva a scrivere una lettera a metà tra l’intimidazione e l’intimazione, in cui chiede provvedimenti contro quei giornalisti che a suo insindacabile giudizio “diffamano” il notorio movimento, per non aver declamato con entusiastico ardore i grandi successi ottenuti nelle città sotto amministrazione pentastellata.

Peraltro, i trionfi di Roma sono sotto gli occhi di tutti i suoi cittadini, che quotidianamente possono apprezzare l’eccezionalità della Giunta Raggi.

Succede, quando la canea rabbiosa del Grullo è il gruppo parlamentare che in due anni è riuscito a produrre il più alto numero di querele a scopo intimidatorio contro singoli giornalisti, piuttosto che rispondere alle domande.

Succede, quando il “Capo Politico”, non perde occasione di attaccare ed offendere i giornalisti, ovunque li incontri lanciando minacce nemmeno troppo larvate ed aizzando gli invasati della setta contro di loro, tra vittimismo costruito sul mito persecutorio ed intimidazione costante nella prassi.
Oggi è il turno del New York Times, fino a ieri autorevolissimo giornale ed oggi declassato a fogliaccio della “casta”, per aver pronunciato invano il nome dell’e_guru, a proposito di un altro tema assai caro ai devoti della setta, dopo i chip sottocutanei per il controllo a distanza e le teorie del complotto mondiale…

«In Italia, il populista Movimento Cinque Stelle (M5S), guidato dal comico Beppe Grillo ha fatto campagna attiva su una piattaforma anti-vaccinazioni, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo. A questi ed altri scettici, l’epidemia di morbillo in Italia dovrebbe suonare come un campanello d’allarme.
[…] Il M5S potrebbe non essere del tutto responsabile dell’epidemia dal momento che lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni precede l’ascesa del partito. Tuttavia, negli ultimi anni la percentuale delle vaccinazioni dei bambini sotto i due anni è costantemente diminuita, passando dagli 88 percento del 2013 all’86 per cento nel 2014 e all’85 per cento nel 2015.
[…] La lotta contro lo scetticismo del vaccino non è facile, perché nonostante gli innumerevoli studi condotti da innumerevoli gruppi sanitari che affermano che non esiste alcun legame tra i vaccini e l’autismo non si è riusciti a penetrare nella nebbia diffusa dal signor Grillo e dai suoi omologhi

Con ogni evidenza, il NYT sbaglia. Perché in realtà il sedicente MoVimento non è (solo) contro il vaccino del morbillo, ma diffida un po’ di tutte le vaccinazioni (senza particolari distinzioni), in quanto altro grande complotto ordito dalle cause farmaceutiche. E quindi fenomeno (non profilassi) da contrastare, in nome di una generica “libertà di scelta vaccinale”, con tanto di “esperti” alternativi ad illustrare le doti miracolose delle noci e di potentissimi antitumorali come il bicarbonato, per una guarigione naturale e non invasiva (farmaco-free). Un tempo era la cura Di Bella (di cui Beppone fu uno dei massimi sponsor), ora ci si affida direttamente agli stregoni. O ai gruppi di facebook, come l’emiliano “Vaccipiano” assurto agli onori del consiglio regionale. Perché il M5S non è contro i vaccini, ma contro l’uso degli stessi. Loro si informano altrove… Su internet c’è tutto. E una volta in Parlamento producono capolavori come questo:

“Norme sull’informazione e sull’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione”

E’ la proposta di legge n° 2077 depositata alla Camera (12/02/2014) su iniziativa della “cittadina-deputata” Emanuela Corda, e che peraltro riguarda la salute del personale civile e militare sottoposto a vaccinazione, dei cui rischi la “cittadina” Corda è preoccupatissima poiché:

«Il Ministero della difesa chiede la copertura obbligatoria dei vaccini da parte del personale militare giustificandola con l’assolvimento dei compiti di difesa della Patria e di intervento nei teatri operativi. Questa legittima richiesta del Ministero della difesa si scontra però con una forte limitazione della libertà di pensiero della singola persona, che, pur essendo un militare, gode sempre dei diritti costituzionali. Il Ministero della difesa sostiene da sempre di rispettare tutte le cautele necessarie alla salvaguardia della salute del personale militare e che i vaccini non comportano invalidità o conseguenze per la stessa. Recenti studi hanno però messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie

“Studi” che, ovviamente, la Corda e gli altri firmatari della legge si guardano bene dal presentare, o quanto meno citare.
Altri tempi quando il Beppone nazionale tuonava contro le mammografie, muovendo squallide insinuazione contro Umberto Veronesi, o dando della “vecchia puttana” a Rita Levi Montalcini, nella sua ossessione tutta personale per le aziende farmaceutiche, dopo aver giocato per troppo tempo a Resident Evil sulla playstation!
I virus, sai com’è?!? compaiono e si estinguono da soli, per grazia ricevuta o per castigo divino. Come per la difterite. E sarebbe così anche per l’epatite, se non fosse per le solite multinazionali…

  «La difterite stava scomparendo per i cazzi suoi. La poliomelite stava scomparendo per i cazzi suoi. Savi, un grande scienziato, un Di Bella, uno che si inoculava, uno che non ha venduto niente a nessuno, è morto col dubbio sul suo vaccino!!! Là dove hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse, là dove non hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse lo stesso. Sono cicliche… Nel medioevo ci si ammalava, si moriva, non si vedeva il microbo perché non c’era il microscopio… era Dio!!! Per lo meno era Dio, che ti faceva ammalare! Non una multinazionale del cazzo! Era Dio. DIO! La gente viveva e non aveva idea dell’igiene. L’igiene è una idea, eh!?»

Certo, come no?!? Era il 1998. Stesso coglione, identici deliri, ma con 20 anni di meno. Oggi non è cambiato nulla, il messaggio è sempre lo stesso…
La scienza è il male. Beppe è la cura. E un blog ci salverà.
È la non-democrazia diretta da Grillo e dalla Casaleggio Associati.

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Deus ex machina

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , on 4 aprile 2011 by Sendivogius

La storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con dio. né lui capisce noi, né noi capiamo lui

José Saramago
CAINO
Feltrinelli, 2010

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La Gaia Scienza

Posted in A volte ritornano, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 marzo 2011 by Sendivogius

Sull’incomparabile catastrofe umana e ambientale che ha sconvolto la terra del Sol Levante molto si è detto, ma nulla è comparabile alle ispirate parole del prof. Roberto De Mattei, un folgorato che confonde lo tsunami con la distruzione di Sodoma e Gomorra:

Le catastrofi sono talora esigenza della giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi.
Le grandi catastrofi sono una voce paterna della volontà di Dio, che ci richiama al fine ultimo della nostra vita. Se la terra non avesse catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile, e non ricorderemmo che siamo cittadini del cielo. In secondo luogo, le catastrofi sono i giusti castighi di Dio. Alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni.”

La raffinata riflessione ecumenica è quanto di meglio scaturisce dalla sensibilità umana e religiosa dell’esimio prof. De Mattei… Purtroppo, il mondo è inflazionato di fanatici religiosi in preda ad esaltazione mistica. Tuttavia, questo peto medioevale nella cloaca sanfedista non è l’ultimo coglione in circolazione, ma niente meno che il vicepresidente del CNR!
Per intenderci, il ‘Consiglio Nazionale per la Ricerca’ sarebbe l’ente nazionale preposto allo sviluppo scientifico e sociale, favorendo tutte quelle “attività di prioritario interesse per l’avanzamento della scienza e per il progresso del Paese”. Tramite gli appositi finanziamenti del MIUR (Ministero per l’Istruzione,  l’Università e Ricerca), promuove la formazione e la crescita tecnico-professionale dei ricercatori italiani, attraverso l’assegnazione di borse di studio e assegni di ricerca. Altresì, il CNR dovrebbe effettuare “la valutazione dei risultati dei programmi di ricerca”; fornire consulenze e pareri tecnici; svolgere “attività di certificazione, prova ed accreditamento per le pubbliche amministrazioni, sostenendo le attività scientifiche e di ricerca di rilevante interesse per il sistema nazionale”.
In virtù di tali competenze, tanto per dire, al CNR sono stati commissionati gli studi di fattibilità sulla realizzazione dei nuovi impianti nucleari. Ciò implica la scelta dei luoghi dove costruire le centrali e l’individuazione dei siti di stoccaggio per le scorie radioattive di ultima generazione.
È rassicurante sapere che le valutazioni decisionali, con l’ultima parola, spettino ad un invasato integralista come Roberto De Mattei… ovvero affidare la gestione del nucleare ad uno che si crede l’Angelo dell’Apocalisse!!
Questo è possibile perché, col tempo, da glorioso comitato di ricerca scientifica, il CNR si è trasformato in una sorta di ente promozionale a nomina governativa, monopolizzato dalle lobby trasversali del comparto affaristico-industriale, specializzato nell’attribuzione diretta di fondi a ricercatori vicini ad apparati burocratici o politici. E adesso sembrerebbe diventato anche ricovero per disturbati mentali, affetti da delirio psicotico!
Del resto, la composizione dei vertici del consiglio risponde ad un preciso indirizzo di orientamento culturale, fedele al nuovo corso mercantilista impresso a suo tempo dall’ex ministro Letizia Brichetto Arnaboldi in Moratti, durante la sua permanenza al MIUR.
E la disposizione delle nomine nel CdA ne sono un diretto riflesso. Ne fanno parte, tra gli altri,  l’ing. Vico Valassi, su indicazione di Union Camere, e l’ing. Lucio Pinto per conto di Confindustria. L’ingegner Pinto, vicepresidente della Fondazione Politecnico di Milano e una carriera professionale maturata tra Olivetti e Pirelli, è altresì il direttore della Fondazione Silvio Tronchetti Provera.
Di nomina squisitamente politica sono invece i professori Luigi Rossi Bernardi e Andrea Di Porto, senza dimenticare naturalmente il vicepresidente Roberto De Mattei.

Il prof. Luigi Rossi Bernardi, già presidente del CNR (1984-1993), è un biochimico di fama mondiale, ben introdotto negli ambienti militari con collaborazioni pregresse nei laboratori della NATO e dalla USAF (1961-1965).
Dal 1974 al 1984 assume la direzione scientifica dell’Istituto San Raffaele di Milano e per questo non è sgradito agli ambienti di Comunione e Liberazione.
Nel 1978 viene designato dal CNR al ‘Consiglio sanitario nazionale’; nel 1981 diventa presidente della commissione del CNR, per i progetti finalizzati alla “medicina preventiva e riabilitativa” e fonda il dipartimento di scienza e tecnologie biomediche dell’Università degli Studi di Milano.
Nel 1982 diventa membro della Commissione per la ricerca biomedica della Lombardia.
Nel 1984 viene nominato direttore scientifico dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
Nel 2002 la Moratti lo porta con sé al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e lo nomina Capo della Segreteria tecnica per la programmazione e per la ricerca del MIUR.
Quello con la Moratti è un sodalizio politico destinato a durare nel tempo, perché nel 2006, in qualità di Sindaco di Milano, nomina il prof. Rossi-Bernardi assessore alla Ricerca, Innovazione e Capitale Umano per il Comune.

Il prof. Andrea Di Porto (classe 1950), ordinario di Istituzioni di Diritto Romano presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, coordinatore del Comitato Ordinatore del Dipartimento Identità Culturale del CNR, è l’ennesimo avvocato prestato alla politica. L’avv. Di Porto si segnala per la sua appartenenza al ‘comitato scientifico’ della Fondazione Magna Carta: ambizioso think tank della destra liberale, ad imitazione delle fondazioni neo-con d’Oltreoceano, è in realtà l’ennesima propaggine del potere berlusconiano di cooptazione industrial-craxiana-radicale. È incredibile cosa sia riuscita a produrre la via italiana al socialismo!

LA MAGNA CARTA
Nata nel 2004, la Fondazione si propone “la difesa della tradizione senza una chiusura pregiudiziale verso i cambiamenti imposti dalla modernità. […] Tutto questo senza perdere di vista la bussola del liberalismo conservatore di tradizione anglosassone”.
Tra i ‘fondatori’ (e finanziatori) sono annoverate diverse multinazionali di settore: la petrolifera ERG; la British American Tobacco; MEDIASET; Finmeccanica; Wind…
Mentre tra i membri del consiglio d’amministrazione meritano di essere annoverati quantomeno Gianmarco Moratti e Francesco Bellavista Caltagirone, imparentato (è il cugino del Francesco Gaetano suocero di Casini) con la nota dinastia di palazzinari ed editori romani.
Presidente onorario di Magna Carta è Gaetano Quaglierello, assai noto per le sue posizioni di apertura senza pregiudizi sui temi del testamento biologico e della procreazione assistita, come sui diritti delle coppie di fatto. Ma al comitato scientifico della Fondazione aderiscono tanti altri bei nomi del partito radicale, dell’ex PSI, e non solo: Marco Taradash; Eugenia Roccella; Oscar Giannino; Renato Brunetta; Margherita Boniver; Fiamma Nirenstein; Roberto Nania; Enrico La Loggia; Gustavo Selva; Lucio Stanca; l’immancabile sottosegretario Alfredo Mantovano
Ma anche Antonio Catricalà (presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato); Giorgio Lombardi (già consigliere nel CdA del CNR); Adriano De Maio (Il Sole24Ore, Impregilo, RAI New Media, Saes Getters, Telecom Italia). E naturalmente il prof. Roberto De Mattei!

Michael Novak e la Teologia del capitalismo
È interessante notare come tra i più apprezzati maître à penser della Fondazione Magna Carta, quanto tra gli esponenti più intellettuali di Alleanza Cattolica (come Massimo Introvigne), ci sia il filosofo Michael Novak, autore di una ventina di libri sul “cattolicesimo liberale” (nel senso di impresa) e redattore di un “Manifesto dell’ambientalismo conservatore” (ambientalismo blu). Probabilmente, ai più il nome non dirà nulla. Tuttavia, il prof. Novak è un arzillo vecchietto capace di amalgamare teologia, diplomazia e affari, in una insolita miscela politica che parte da radici democratiche, ma finisce col conquistare soprattutto i palati Teo-Con della nuova destra religiosa. Novak è il profeta della missione spirituale di un capitalismo mistico dalle venature messianiche. Il suo tempio d’elezione è l’American Enterprise Institute: il più antico e potente sancta sanctorum del pensiero straussiano, applicato al peggior cinismo della real-politik; fucina inesauribile dell’ideologia neo-con e scuderia politica dalla quale Bush junior attinse i suoi consiglieri per il secondo mandato presidenziale. Avevamo già trattato l’argomento in “War Games”: parte [1], parte [2] e parte [3].

«L’American Enterprise Institute (AEI) è la gigantesca fabbrica che produce ideologia “neoconservatrice” in tutto il mondo: il petroliere e committente di opere pubbliche/militari Dick Cheney, oltre a essere [stato] vicepresidente degli Stati Uniti, è anche il vicepresidente di questa organizzazione. Gli italiani possono essere incuriositi dal fatto che sia stato presso la sua sede che Oriana Fallaci fece la sua unica comparsa in pubblico, nell’ottobre del 2002. Chi segue questo sito si ricorderà di Cheney anche in un altro contesto, come committente di un documento a dir poco preoccupante redatto dal Project for the New American Century.
Nell’AEI, Michael Novak dirige la sezione su “Religione, filosofia e politica pubblica” e il Dipartimento di scienze sociali dell’American Enterprise Institute, un’attività che gli ha fruttato finora donativi per un importo pari a1,381,887 dollari da parte di varie fondazioni, allo scopo di sviluppare una teologia cattolica del capitalismo e per inquadrare la ribellione allo sfruttamento nel primo dei peccati: “L’invidia non si presenta mai per quello che è; piuttosto, si nasconde dietro nomi come uguaglianza, equità e persino (ahimè) giustizia sociale”.
Michael Novak è legato anche alla Fondazione Res Publica, il think tank berlusconiano cui appartengono personaggi come Giuliano Urbani, Massimo Introvigne, Vittorio Mathieu, Giulio Tremonti, Silvio Beretta e altri.
Novak è membro del “comitato scientifico” della Fondazione Liberal, il think tank della destra italiana di cui fanno parte anche Carlo Azeglio Ciampi, Mino Martinazzoli, Antonio Baldassarre, Ferdinando Adornato, Franco Debenedetti, Ernesto Galli della Loggia, Domenico Fisichella, Franco Frattini, Marcello Pera, Giulio Tremonti, Antonio Martino, Antonio Marzano, Giuliano Urbani, Oscar Giannino, Paolo Guzzanti, Giovanni Minoli, Marcello Veneziani e Angelo Panebianco.
Non basta. Troviamo Novak anche nel “Comitato scientifico” della Fondazione Ideazione, presieduta da Domenico Mennitti, assieme a Vittorio Mathieu, Maurizio Belpietro, Giuliano Ferrara, Francis Fukuyama, Paolo Guzzanti, Massimo Teodori e altri.»

L’articolo completo, con una lunga disamina sul “Manifesto dei Cristianisti”, lo trovate QUI.

Date le sue frequentazioni, ne consegue che il professor Novak bazzica spesso in Italia, terreno prediletto della reazione sanfedista, e non è raro che nei vari seminari di natura politica e religiosa ai quali partecipa incroci le sue relazioni con quelle del prof. Roberto De Mattei.

Chiamate il Castigamatti
Romano (21/02/1948), la carriera del prof. De Mattei è tutta all’insegna della croce e dell’altare, se si esclude la sua militanza giovanile nel Fronte Monarchico Giovanile vicino al MSI.
Allievo e poi assistente universitario del filosofo Augusto del Noce, alfiere del pensiero conservatore di matrice cattolica, nonché papà del più noto e mondano Fabrizio Del Noce, il fervente crociato De Mattei sembra destinato ad una grigia carriera accademica fatta di concorsi pubblici, graduatorie, e assegnazioni di ruolo. Sono parte integrante di un percorso professionale non troppo entusiasmante, che il professore riporta con dovizia di particolari nel suo curriculum vitae, dove non mancano neppure riferimenti all’anno del diploma ed alla sua vecchia scuola superiore… Anche il gatto con gli stivali ha frequentato con discreti risultati il Liceo PincoPallo, prima di diventate famoso, ma non per questo ne faceva un pubblico vanto.
Del resto, la sua dettagliatissima biografia riporta date e tornate selettive, che precedono l’assegnazione (nel 1985) della cattedra di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere nella prestigiosissima Università di Cassino in piena Ciociaria, dove insegna fino al 2009 prima di passare alla famosissima “Università europea di Roma” (ateneo privato cattolico), diventando titolare di Storia del Cristianesimo.
In compenso, il prof. De Mattei si segnala per il suo attivismo nelle catacombe della destra ultraclericale di matrice reazionaria. Sul finire degli anni ’60, insieme a Giovanni Cantoni, fonda Alleanza Cattolica: associazione integralista di “apostolato culturale controrivoluzionario”, ispirata in tutto e per tutto alla brasiliana TFP (Società per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà) del latifondista Plinio Corrêa de Oliveira. In maniera semplicistica, gli obiettivi di TFP si possono riassumere nel ripristino del diritto divino dei re; nella reintroduzione della servitù della gleba; nella cancellazione di ogni idea di uguaglianza, in nome della più rigida ubbidienza gerarchica, e nel ritorno al feudalesimo carolingio.
Alleanza Cattolica, che pure da TFP trae il suo modello, ha aspirazioni meno ambiziose proponendo: “l’applicazione della perenne morale naturale e cristiana alle mutevoli circostanze storiche. La sua azione si situa nel campo dell’instaurazione cristiana dell’ordine temporale”. Soprattutto mira alla costruzione di una società secondo il piano di Dio, in quanto rispettosa dei diritti divini e consapevolmente vivente all’interno delle frontiere poste dalla dottrina e dalla morale della Chiesa.
In pratica, vorrebbe il ripristino dello Stato pontificio con la restaurazione del potere temporale dei papi e l’introduzione di una legge divina. Ovvero la sharia con un regime talebano, però in salsa cristiana. Insieme alle immancabili invettive contro egalitarismo, liberalismo, socialismo, comunismo, illuminismo, protestantesimo… Alleanza Cattolica introduce delle interessanti novità nel panorama delle “insurgenze controrivoluzionarie” (le chiamano così) per la gloria della Madonna di Fatima, aggiungendo ai nemici irriducibili della “restaurazione sociale” il Risorgimento italiano e pure il Rinascimento. Quest’ultimo infatti è la causa primaria dell’odierno decadimento spirituale. È evidente che le lancette della storia vanno spostate se non al 1348 (la Peste Nera) quanto meno ai tempi di Corrado di Marburgo.
Interessante sapere che tra gli aderenti ad Alleanza Cattolica c’è anche l’onorevole Alfredo Mantovano (magistrato politicizzato di quelli che piacciono a destra), storico esponente da sempre delegato ai temi della Giustizia e della sua ‘riforma’.

Tornando invece al nostro eroe, non contento, nel 1982 Roberto De Mattei fonda pure il Centro Culturale Lepanto. Ogni riferimento alla battaglia navale del 1571 è assolutamente voluto. Tra le fondamentali iniziative dell’associazione si segnalano le immancabile messe di suffragio per il solito  Plinio Corrêa de Oliveira, pellegrinaggi al santuario di questa o quell’altra madonna apparsa in giro per il mondo, organizzazione di messe ripatrici contro ‘froci’ ed altre aberrazioni contronatura.
Per le sue pubblicazioni ed iniziative culturali, De Mattei si fa apprezzare prima negli ambienti missini e poi in AN, dopo i bagnetti di Fiuggi alle terme del Ciarra. All’inizio degli anni 2000 il professore integralista lega le sue fortune a quelle di Gianfranco Fini, lo stesso della svolta futurista (indietro a destra).
Nel febbraio 2002, G.Fini all’epoca vicepresidente del Consiglio (governo Berlusconi II) lo nomina consigliere per le questioni istituzionali italiane e internazionali.
Col passaggio di Gianfranco Fini al ministero degli Esteri, il prof. De Mattei viene promosso al rango di consigliere per le Relazioni istituzionali, politiche e culturali (Nov.2004). Conserverà entrambe le cariche fino al Maggio 2006.
Deve essere un vero idillio quello instaurato con il laicissimo Fini, divenuto paladino dei diritti civili, perché il lanciatissimo prof. De Mattei diventa pure subcommissario del CNR (Giugno’03-Luglio’04) e poi Vice Presidente (22/07/04), con delega per il settore delle scienze umane, quindi riconfermato alla vicepresidenza nel 2008.
Nel 2009, De Matteri si fa finanziare dal CNR, con un contributo 9.000 euro, i suoi deliri creazionisti enunciati in convegno (23/02/09) e raccolti nel volume “Evoluzionismo. Il tramonto di un’ipotesi”.
L’ipotesi formidabile ed originalissima, rispetto alla vecchia e lacunosa teoria darwiniana, è che l’uomo discende da Adamo ed Eva, il mondo è stato creato in sette giorni, e che la Bibbia va interpretata in senso letterale. In fondo è già scritto tutto nella Genesi e la donna è nata da una costola di Adamo.
Secondo questo invasato “nessuno finora è riuscito a dimostrare la teoria evoluzionistica. Che è una vera e propria posizione filosofica, basata cioè su convinzioni generali di fondo e non su evidenze sperimentali”. Evidenze sperimentali che invece sono lampanti nel racconto biblico dell’uomo creato impastando l’argilla.
Con tutta la coerenza che si richiede ad un vicepresidente del Consiglio nazionale per la ricerca scientifica, al quale sono collegati in prevalenza istituti di Fisica e di Medicina, l’ineffabile prof. Mattei specifica meglio:

«Trovo incredibilmente incoerente che ci si possa dichiarare cristiani ed evoluzionisti. E mi chiedo come uno scienziato su queste posizioni come Cabibbo possa presiedere la Pontifica accademia delle Scienze.
Senza dubbio in alcuni ambienti ecclesiastici c’è un atteggiamento debole, come un senso di inferiorità verso certi ambienti intellettuali. E questo anche in posizioni di vertice. Certo non in Benedetto XVI che ha una posizione critica sulla teoria dell’evoluzione. Esistono invece vescovi e teologi che la accettano, e sono gli stessi per esempio che sostengono che il libro della Genesi è una metafora e che non va preso alla lettera»

Dinanzi a simili stronzate, non si sa bene se ridere o bestemmiare di gusto. Nel dubbio ci concediamo il lusso di entrambi.

Non contento, il prof. Mattei ribadisce il concetto con una serie di articoli, prontamente ospitati su Il Foglio (giornalino assistito di Ferrara), l’immancabile Libero e, naturalmente, su Il Giornale (28/11/09) dove spiega che il darwinismo è notoriamente legato al “socialismo scientifico” e conduce inevitabilmente alla “dittatura del proletariato”:

«Il relativismo contemporaneo, secondo cui non esistono valori assoluti, ma tutto si trasforma, e nulla è stabile e permanente, ha il suo fondamento nella teoria evoluzionista. E oggi siamo passati dalla dittatura del proletariato alla dittatura del relativismo»

Ora, leggendo simili vaneggiamenti capisci che questi sono ossessionati; in preda a delirio schizoide, vedono comunisti ovunque, armati di forcone e tutti rossi con le corna, intenzionati a trascinarli giù nell’inferno oscuro delle loro paranoie. Sono disturbi mentali gravi… Questo ha scambiato il CNR con il CIM!

D’altra parte, a giudicare dagli interessi dell’eccelso professore crucisignato, è chiaro che ci troviamo su un’altro piano culturale o, se preferite, una frattura spazio-temporale con una finestra aperta direttamente sugli anni più oscuri del medioevo:

«Alla TFP fa riferimento anche un altro movimento, ancora più estremista, il Centro Lepanto, diretto da Roberto de Mattei, professore all’università di Cassino e autore di un’ingenua agiografia di Plinio Corrêa de Oliveira, il “Crociato del XX secolo”. La natura assai superficiale di questo testo non ci deve ingannare. De Mattei è consigliere per le questioni istituzionali italiane e internazionali del Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri Gianfranco Fini e Presidente dello I.E.R.E.F (Institut Européen de Recherches, Etudes et Formation) con sede a Bruxelles; è membro del Board della “European Foundation” (Londra). Recentemente, tra non poche polemiche, è stato nominato sub-commissario del CNR con delega per il settore delle scienze umane.
De Mattei partecipa spesso alle attività dei Comitati per la Libertà di Marcello Pera assieme a personalità come Vittorio Strada e Francesco Storace, ma anche come Gilles William Goldnadel, l’avvocato di Oriana Fallaci.
Nel suo curriculum, De Mattei si vanta di essere un Policy Expert della “Heritage Foundation”. Si tratta di un’organizzazione tutt’altro che cattolica; anzi, è il primo e più potente think tank della destra economica e militare degli Stati Uniti, finanziato – tra l’altro – da Gulf Oil, General Motors, Ford Motors, Proctor and Gamble, Chase Manhattan Bank, Dow Chemical, Reader’s Digest, Mobil Oil. Recentemente, alcuni miei amici hanno avuto l’onore di un minaccioso attacco personale da parte di Paul Weyrich, il fondatore della Heritage.
Con committenti del genere, non sorprende sapere che il cattolicissimo De Mattei si sia schierato a favore della guerra contro l’Iraq, nonostante la netta presa di posizione del Papa. Né che De Mattei abbia partecipato alla Usa Day organizzata da persone assai poco cattoliche, come Giuliano Ferrara, Alfredo Biondi, Franco Debenedetti e Massimo Teodori.
De Mattei è anche presidente dell’Associazione Fiducia, che a sua volte gestisce l’agenzia stampa internazionale Views from Rome

L’articolo completo lo trovate QUI.

Non è un caso che l’unica voce fuori dal coro, il povero Luciano Maiani, presidente del CNR, sia stato tacciato di essere incompatibile con un atteggiamento equilibrato e laico, per aver espresso perplessità sulla visita ecumenica del pontefice all’università di Roma, con tanto di celebrazione della messa all’interno dell’ateneo.

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