Archivio per Satira

Il Giorno dello Sciacallo

Posted in Kulturkampf, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 14 marzo 2020 by Sendivogius

“Cielo azzurrissimo in Trentino”

“L’Italia è sicura, è il Paese piú bello del mondo:
questo è il messaggio che dobbiamo diffondere.”
Matteo Salvini
(28/02/2020)

In un’orgia scomposta di italianità a buon mercato, in bilico tra autarchia e festoni littori, il Capitone spiaggiato boccheggia in stato confusionale, alla disperata ricerca di un nemico immaginario, mentre blatera di sigillare il paese in confezione sterilizzata monouso, repentinamente convertito al #chiuderetutto.
È lo stesso figuro da Bar-Sport che fino ad un paio di settimana fa, tra un aperitivo e l’altro, solo il 28 Febbraio ruttava:

“Riaprire tutto quello che si può riaprire, riaprire, rilanciare fabbriche, negozi, musei, gallerie, palestre, discoteche, centri commerciali. Aprire! Aprire! Aprire!”

Intanto, nella Venezia del leghista Brugnaro venivano offerti aperitivi gratis contro il Coronavirus ai malcapitati turisti, mentre la stragrande maggioranza dei lombardi scambiava la chiusura preventiva delle scuole per motivi di profilassi, come un’occasione unica per allungare la settimana bianca ed accalcarsi sugli impianti di sci (esportando il contagio pure in Trentino e Valle d’Aosta); quindi godersi allo stadio il calcio più bello del mondo.
All’epoca, la parola d’ordine era rassicurare contro il protagonismo allarmistico dell’esecrato Conte-bis (al confronto, la sagoma di cartone sembra quasi uno statista!), e per la bisogna era subito planato in Trentino pure LVI per l’ennesima vacanza.
Nel frattempo, il presidente della Regione Veneto (il “governatore” Luca Zaia) tuonava contro il governo per la spropositata esagerazione delle (blande) misure di contenimento messe in atto; il degno compare in Lombardia sosteneva l’esatto contrario, denunciando le misure troppo poco severe contro lo stesso governo. E il duce di ghisa lanciava merda sul Paese, in nome dell’italianità è ovvio, rilasciando interviste sciagurate sui quotidiani esteri, perché al governo (per fortuna!) non c’è LVI coi suoi manipoli sovranisti, profondendo indignazione un tanto al chilo. Un giorno i francesi, un giorno i tedeschi, l’altro ancora gli inglesi, come nelle migliori barzellette da scuola elementare, in alternativa ai soliti negri e clandestini (giusto per variare un po’)…

“Onore e gloria ai migliori governatori di tutti i tempi”

«La sempiterna citazione di Cocteau – “Un francese è un italiano di cattivo umore” – rifulge a cavallo della Alpi dopo che un video satirico di Canal Plus ha cagionato una crisi diplomatica, con tanto di dichiarazioni ufficiali dei ministri Bellanova e Di Maio a difesa della nostra agricoltura e di… cosa difendesse Di Maio non era chiaro, aspettiamo traduzione. Il video giocava con lo stereotipo dell’italiano pizzaiolo che, chiedo scusa per il termine, peraltro a suo tempo utilizzato nientemeno che da Lucio Dalla, scatarrava su una margherita rendendola “à la coronavirus”. Le risposte hanno riassunto il meglio della contraerea luogocomunista, dalla baguette all’assenza di bidet, spesso combinate con esiti intrusivi, rinsaldando finalmente un Paese confuso contro un nemico: lo sciovinismo dei cugini. L’occasione mi è grata per significare un paio di pareri irrilevanti. Uno: offendersi per una gag uscita male non farà di noi un popolo. Due: per essere efficace, il video avrebbe dovuto ritrarre il pizzaiolo Zaia nell’atto di cospargere sulla pizza carpaccio di topo mentre Fontana gli metteva una mascherina al contrario. Perché quelli siamo noi: perbenisti ad minchiam con gli altri, indulgenti coi cazzari fatti in casa

Luca Bottura
(04/03/2020)

Poi il virus ha cominciato a fare quello che tutti i virus fanno da milioni di anni (diffondersi), trovando un brodo di coltura ottimale nei troppi coglioni in movimento compulsivo, scatenando il panico da pandemia e ponendo fine ai baccanali.
Peccato che sia subito cominciato un altro tipo di Carnevale (e non ultima è la starnazzata serale sui balconi, per un popolo a cui proprio riesce impossibile porre un freno al proprio esibizionismo patologico), col Capitone spasmodicamente impegnato a centrare (e sistematicamente mancare) il trend-topic del momento sui social, per una stanca sceneggiata di bolsa retorica patriottarda: Bandierine tricolore, “onore” di qua e “onore” di là, comprare italiano, orgoglio italiano, Italia agli italiani, prima gli italiani, le mamme e i papà, robuste iniezioni di piagnonismo (molto) nazionale, i soliti elenchi di cose e persone e categorie snocciolati come i grani del rosario, e miliardi da moltiplicarsi come i soldi del monopoli nel suo personale lancia e raddoppia contro il governo in carica, raccomandandosi a santini e madonne.
Adesso, per uno di quei repentini ruzzoloni a cui il Capitone ci ha abituati dai tempi della secessione della padania, è il momento invece di porti chiusi, frontiere chiuse, città chiuse, negozi chiusi, fabbriche chiuse, aeroporti chiusi, Europa chiusa, Italia blindata (per evitare che gli altri ci contagino), pugno di ferro (in alternativa a manganello e olio di ricino). “Chiudere! Blindare! Proteggere! Controllare! Bloccare!”
Invero, l’unica cosa che proprio non gli riesca di chiudere è la bocca (come il culo, è impresa per LVI impossibile), mentre alle consuete foto di “Salvini che mangia”, ora è il tempo di “Salvini che fa la spesa”.
Non mancano poi nel mazzo i grandi tripudi di “onore” pure alla Gran Bretagna di Boris Johnson, il tizio buffo che dal Coronavirus si guarisce infettando più gente possibile per sviluppare l’immunità di gregge (giusto quello, il gregge!), e tanti cazzi a chi tocca, in attesa di rilanciare l’Italexit

“Premier League”
di LUCA BOTTURA
(13/03/2020)

«Il primo ministro britannico Boris Johnson ha molto in comune con Donald Trump. La pettinatura, ottenuta miscelando dell’antiruggine in una betoniera. L’ostilità per l’Europa, vista come un’inutile deviazione nel triangolo dei babbei che unisce Ankara, Washington e Downing Street. Da quando il Regno Unito è uscito dall’Europa, anche la bandiera di fatto ha regalato la 51esima stella allo zio Sam. Ma soprattutto li unisce la presunzione, che su una scala da -32 (Zingaretti) a 10 (Vittorio Sgarbi) è di 128. Ieri, Johnson è apparso sulle reti di casa spiegando perché non ha alcuna intenzione di limitare il pubblico agli eventi di massa, tipo le partite di calcio, i concerti e i raduni delle ex fidanzate di Robbie Williams: “I divieti non sono basati sulla scienza e comunque rispetto ad altri Paesi siamo indietro, nei numeri, di almeno un mese. Non faremo come l’Italia”. Siccome un mese fa eravamo qui a parlare di influenza e giusto ieri abbiamo sfondato i 1000 morti, fra 30 giorni ci saranno verosimilmente 990 britannici che devono il Creatore a uno che (non scherzo, l’ha detto lui) sniffò zucchero a velo convinto che fosse coca. Confrontato a lui, Conte sembra effettivamente Churchill

Sarà una lunga notte. Di quelle cupe per davvero. Il peggio è che è appena cominciata…

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Cojona Vairus

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , on 7 marzo 2020 by Sendivogius

La sociologia è una scienza bistrattata, soprattutto incompresa, nella sua aspirazione a farsi ‘popolare’ e fuggire dai confini angusti delle accademiche stanze, con risultati non sempre riusciti…
È il caso dell’esimio e pensoso Professor Ricolfi.
Luca Ricolfi appartiene a quell’elite colta di intellettuali liberali, convinti di essere di “sinistra”, semplicemente perché provano (ancora) una certa repulsione naturale (sentimento di cui però si vergognano) verso quella plebaglia becera, che infesta le latrine del web e sbava appresso al Pifferaio di turno, attribuendo estensivamente alla “Sinistra” un elitismo (il suo) che in realtà è solo una forma di anticorpo civico, ma che per l’egregio professore è “scollamento sociale” nel rifiuto di mangiare merda insieme ad un’umanità avariata che fa tanto “popolo”.
Ovviamente, certe illuminate elucubrazioni del prof. Ricolfi, che pure è studioso di valore, piacciono soprattutto a Destra (almeno a quella che legge), verso la quale nicchia ricercandone i consensi, mentre continua a professare la propria appartenenza a Sinistra contro cui riserva ogni suo strale.
Al grande (si fa per dire) pubblico, il prof. Ricolfi è conosciuto soprattutto per un suo pamphlet dal titolo evocativo: “Perché siamo antipatici. La sinistra e il complesso dei migliori”. Notare l’uso del plurale maiestatis, per descrivere innanzitutto se stesso e dare la stura a certi livori che gli rodono dentro.
Sull’irresistibile simpatia e la proverbiale modestia che contraddistingue invece la destra italiana abbiamo già parlato e non è il caso di ripetersi, tanta è l’evidenza.
Ma il paradosso non sembra toccare il professore, in tutta la sua contraddizione.
Poi bisogna capire bene cosa Ricolfi intenda esattamente per “sinistra”… Per dire, il professore è uno che ha trovato troppo radical persino l’ex sindaco di Torino, Sergio Chiamparino (!). E naturalmente non perde occasione per scagliare le sue critiche contro l’antifascismo militante: oggetto obsoleto del passato; mentre il fascismo gode di ottima salute per uno straordinario ritorno di fiamma. Ma questo il prof. Ricolfi non lo vede, giacché i problemi sono “ben altri”. E tutto sommato, al professore il prodotto pare non dispiaccia poi troppo. Non ama le sue espressioni troppo dirette però, tipo il “sovranismo”, ma non se ne scandalizza più di tanto. A pensar male, e certamente la realtà non sarà così, uno potrebbe credere che si tratti di una sorta di retaggio aristocratico… un po’ come quegli junker tedeschi che negli Anni Venti (del ‘900) non rigettavano il nazionalsocialismo, ma disprezzavano i nazisti perché considerati troppo rozzi e disdegnavano lo Zio Adolfo perché non sapeva usare le posate a tavola.
Comunque sia, per meglio circostanziare il proprio pensiero, anche il prof. Ricolfi si è creato la sua immancabile fondazione privata, per l’ennesimo think tank autoreferenziale di filosofi aspiranti consiglieri non richiesti dei sovrani. E da uomo de sinistra qual’è, l’ha intitolata a David Hume: rispettabilissimo gigante dell’Empirismo inglese, ma noto soprattutto per essere stato un rivoluzionario proto-bolscevico.
Attualmente, il professore è ridotto a fare l’editorialista su “Il Messaggero” di Roma (meglio conosciuto tra gli affezionati come Il Menzognero”), house organ della Famiglia Caltagirone, dalle cui colonne instilla al popolo le sue perle di saggezza.
Ed è proprio sulle pagine de Il Messaggero che il nostro si produce in un articolo di rara imparzialità e di equilibrata moderazione, come si conviene ad un uomo di studio, contro ogni sensazionalismo terroristico o allarmismo apocalittico, all’insegna di una responsabile sobrietà.
Evidentemente, il professore (che pure abbiamo molto apprezzato per le sue analisi ed i suoi lavori passati) s’è preso tanta paura, a tal punto da perdere di lucidità critica e razionale. Tanto che uno potrebbe chiedersi, leggendo, se si tratti davvero della stessa persona e se nel frattempo non sia già cominciata la fine del mondo…
L’esordio è inconfondibile sin dal titolo, “Coronavirus, calcoli sbagliati: le gravi responsabilità del governo” (tanto per non sbagliarci), ma il seguito è ancora meglio:

Non ho molti dubbi sul fatto che gli storici del futuro avranno molto da dire sulle responsabilità del governo Conte.  Su ciò che è accaduto in questo cruciale mese di febbraio. È molto verosimile che, quando la distanza temporale degli eventi avrà reso gli animi più distaccati e le menti più lucide, alla mediocre classe dirigente che ha gestito questa crisi verranno imputati tre errori fatali, dislocati più o meno a una settimana di distanza l’uno dall’altro”.

È nota invece la straordinaria efficacia delle misure intraprese dalle regioni a trazione leghista, per contenere la diffusione del contagio, fino alla perfetta gestione del presidio di Codogno che infatti ha agito benissimo (e guai a metterne in dubbio l’operato!), tanto che il virus si è sparso su quattro continenti. Per non parlare dei due presidenti di Regione, quelli che amano farsi chiamare “governatore”, manco fossimo in Texas: uno che non riesce nemmeno a infilarsi una mascherina, calata sul viso come un paio di mutande, mentre è ancora indeciso sul fatto che si tratti di pandemia globale o semplice influenza. E quell’altro fenomeno da sagra, che blatera di cinesi che mangiano topi vivi. Ovviamente tutto in diretta facebook. Alla faccia della tanto decantata efficienza e competenza lombardo-veneta!
È l’altra classe dirigente, quella seria e responsabile, che fino a due mesi fa era impegnata a starnazzare contro la presenza dei troppi froci al Festival di Sanremo, per preoccuparsi d’altro. E che con ogni evidenza sembra piacere al compassato Professore de Sinistra (dice lui).
E dunque, dopo un siffatto preambolo, andiamoli a vedere ‘sti tre errori fatali, mentre all’orizzonte risuonano gli zoccoli dei cavalieri dell’Apocalisse…

“Errore 1: avere sottovalutato, nonostante le avvertenze degli esperti (il primo allarme di Roberto Burioni è dell’8 gennaio, ben due mesi fa), la gravità della minaccia dell’epidemia di coronavirus, non solo respingendo la linea rigorista dei governatori del Nord, ma tentando di approfittare politicamente delle circostanze: un’emergenza sanitaria è stata trattata come un’emergenza democratica, come se la posta in gioco fosse l’antirazzismo e non la salute degli italiani (il medesimo Burioni, per le sue proposte di quarantena, è stato accusato di fascio-leghismo).”

Nessuno, ad eccezione degli imbecilli no-vax (ma lì siamo nell’ambito delle patologie mentali), mette in dubbio la competenza scientifica del prof. Burioni. Ma se poi il medesimo Burioni passa più tempo a fare il bullo sul web, senza risparmiare allusioni sessiste alle sue colleghe (tipo la “Signora del Sacco”), piuttosto che occuparsi di ricerca clinica, allora può capitare che tra le persone serie si arricci il naso, a scapito della incisività del virologo-vip che ancora il 28 Gennaio (meno di due mesi fa) sosteneva pubblicamente l’esatto contrario, con la stessa foga con la quale oggi contraddice se stesso:

“Coronavirus? Prima di tutto, facciamo chiarezza: il virus in Italia ancora non c’è. Quindi, non ha nessun senso evitare i cinesi, i ristoranti cinesi, i quartieri cinesi. Non dobbiamo farci prendere dal panico. C’è però una situazione in rapida evoluzione che deve preoccuparci e non dobbiamo fare i faciloni. Ma ribadisco: niente panico, nessuna discriminazione nei confronti dei cinesi.”

Evidentemente, un problema “razzismo” (si chiama sinofobia ad essere pignoli) c’era, visto che lo stesso Roberto Burioni se n’è accorto subito. Luca Ricolfi, no. Lui si occupa di altro e si gonfia di sdegno nel denunciare come “un’emergenza sanitaria” sia stata trattata alla stregua di “un’emergenza democratica” (?!). Forse per il sociologo la soluzione era pestare a sangue tutti i musi gialli mangia-topi (vivi), come misura straordinaria per debellare il contagio su intimidazione preventiva.
C’è chi l’ha fatto. E forse il professor Ricolfi apprezzerà l’iniziativa che molto ha contribuito alla difesa della salute degli italiani; oppure non ha davvero la consapevolezza di ciò che va scrivendo. Certo un pogrom avrebbe potuto dare risultati migliori.

“Errore 2: aver rinunciato, quando la misura sarebbe stata ancora efficace, a una campagna massiccia di tamponi, per la paura di danneggiare l’immagine dell’Italia all’estero.”

Veramente all’Italia si ‘rimprovera’ di averne fatti anche troppi di tamponi, a cazzo di cane, senza alcun coordinamento istituzionale e con dubbia efficacia, mentre ogni autorità locale o meno si organizzava come meglio credeva, fregandosene delle direttive ministeriali e facendosene pubblico vanto. Ed è il principale motivo per cui gli italiani vengono additati come i principali untori su scala continentale, proprio perché nulla è stato tenuto nascosto. Gli altri paesi europei, semplicemente, i tamponi non li hanno fatti. E di certo non a tutti su applicazione massiva. Motivo per cui da noi i contagi gonfiano le statistiche, mentre all’estero i focolai di infezione restano pressoché sconosciuti fino alla loro esplosione.
Se preferisce, al professor Ricolfi la prossima volta lo spieghiamo coi disegnini ed i mattoncini colorati.

“Errore 3: aver insistito per giorni sulla necessità di far ripartire l’economia, come se questo obiettivo – se perseguito nel momento di massima espansione dell’epidemia – non avesse l’effetto di facilitare il contagio. Non so se, in queste ore, il governo correggerà la rotta, e in che misura eventualmente lo farà. Ma penso di poter dire, sulla base dell’evidenza statistica disponibile, che non essere intervenuti drasticamente e subito avrà un costo enorme in termini di vite umane, prima ancora che in termini di ricchezza.”

Al prof. Ricolfi qualcuno dovrebbe spiegare che non tutti hanno il privilegio di venir pagati per starsene nel salotto di casa a scrivere stronzate. E che senza lavoro, la gente comune non mangia. In genere funziona così.
E qualcun altro ancora dovrebbe spiegargli che nessun paese al mondo può bloccare di punto in bianco tutte le sue attività produttive e rinchiudersi in casa con scorte di viveri infinite a tempo indeterminato, a meno di non voler innescare la più grande crisi sociale ed economica dell’ultimo millennio e regredire ai tempi dell’invasione longobarda, fino alla propria dissoluzione. Non è un problema di “ricchezza”, ma di sopravvivenza: qualunque sistema sociale collasserebbe, sotto una simile pressione.
Strano che un sociologo non capisca un concetto tanto elementare.

“Il numero di persone già contagiate è molto più ampio del numero di positivi, e il numero di morti raddoppia ogni 48 ore senza, per ora, mostrare alcun segno di rallentamento. Il tasso di propagazione dell’epidemia, il famigerato R0, è tuttora largamente superiore a 2, probabilmente prossimo a 5 contagiati per infetto. Se, come molti esperti considerano possibile, il virus dovesse raggiungere anche solo il 20% della popolazione (12 milioni di persone), i morti non sarebbero il 3% (circa 360 mila) ma almeno il triplo o il quadruplo, ovvero 1 milione o più. In quel caso, infatti, i posti di terapia intensiva necessari per salvare i pazienti gravi non sarebbero sufficienti, nemmeno ove – tardivamente – il governo varasse oggi stesso un piano per raddoppiare o triplicare la capacità attuale (oggi i posti disponibili sono 5000, con 12 milioni di contagiati ce ne vorrebbero più di 50 mila, ossia 10 volte la capacità attuale).
[…] E non voglio neppure pensare che cosa potrebbe accadere se, come alcuni esperti ritengono possibile, l’epidemia dovesse raggiungere quasi l’intera popolazione italiana.”

Il fatto di insegnare psicometria non è che svincoli i docenti dallo sparare minchiate in libertà, inanellando numeri a cazzo ed inventando incidenze statistiche totalmente campate in aria, con tassi di contagio e di mortalità a tempo di record, che manco la peste nera del 1348 o la famigerata “influenza spagnola” del 1917 hanno mai raggiunto!

“So di star per dire una cosa non provabile in modo inoppugnabile (i dati sono ancora parziali) ma solo plausibile, e tuttavia voglio dirla lo stesso, perché proteggere la mia reputazione di studioso è meno importante che avvertire di un pericolo che è largamente preferibile sopravvalutare che ignorare. Ebbene, nelle prossime 72 ore, se nulla cambia, è verosimile che l’Italia attraversi la barriera dei 60.000 contagiati, un limite oltrepassato il quale il rischio di interagire con persone contagiate diventa non trascurabile, ed enormemente più grande di quello che avevamo anche solo fino a un paio di settimane fa.

 Ecco, segnatevelo! Perché le 72 ore sono belle che passate, i 60.000 contagiati non si sono ancora visti (praticamente un ritmo di oltre 800 nuovi infetti all’ora!), e la reputazione del terrorizzato professore in piena crisi di nervi è già bella che andata irrimediabilmente a puttane, per il Cassandro fuori tempo massimo.
Avrete notato tutti i bulldozer che scavano le fosse comuni nei parchi, con le cataste di cadaveri che vengono bruciati durante la notte? O l’inquietante presenza dell’esercito in tenuta NBC che presidia le strade dove agonizzano gli infetti?

“Non spetta a me, né ne avrei gli strumenti, per redigere un piano che limiti i danni. […] Due cose, però, mi sento di dirle. La prima è che la priorità non può essere far ripartire l’economia subito, perché questo non farebbe che accelerare la circolazione del virus. Le risorse economiche dovrebbero essere indirizzate prima di tutto a moltiplicare le unità di terapia intensiva e sub-intensiva, perché quasi certamente fra 2 o 3 settimane i malati gravi saranno molto più numerosi dei posti disponibili. La seconda è che, se vogliamo limitare il numero dei morti, dovremo rinunciare, per almeno qualche settimana, a una parte delle nostre libertà e, probabilmente, anche a una frazione di ciò che siamo abituati a pensare come parte integrante della democrazia. Quando dico rinunciare alle nostre libertà, penso soprattutto alla libertà di circolazione e di spostamento. E quando dico rinunciare a una frazione della democrazia intendo dire che, se vogliamo salvare il servizio sanitario nazionale, dobbiamo avere il coraggio di nominare un commissario per l’emergenza, che sia competente, dotato di pieni poteri, di un budget adeguato, e completamente immune alle interferenze della magistratura e della politica.”

Ah! In pratica tutto ‘sto casino, per affidarsi fideisticamente ad un dittatore che tiene il camice bianco sopra la divisa; non risponde alle Leggi, né alla Costituzione, né ai Parlamenti, ma agisce con pieni poteri.
E dagli! Cos’è una fissazione?!?
Questo a voler essere melodrammatici, perché poi tutto si riduce ad un Bertolaso-bis che tante fortune e formidabili risultati ha prodotto in Italia, ai tempi del suo mandato incontrastato.
Grazie ciccino, abbiamo già dato!

“L’alternativa esiste, naturalmente, ed è di continuare con la rancida minestra che ci sta somministrando questo governo. Ma bisogna sapere, allora, che il costo non si misurerà in termini di consenso, o di punti di Pil perduti, bensì in termini di vite umane che si è rinunciato a salvare.

Ehhh bouuum!!! Qui siamo oltre le profezie da arma fine di mondo!

«Quando l’Agnello aprì il quarto sigillo, udii la voce del quarto essere vivente che diceva: ‘Vieni!’. Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l’Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra
(Apocalisse 6, 7-8)

Prima o poi, questa tragica pantomima finalmente finirà… allora “gli storici del futuro” (e soprattutto gli psicologi) avranno molto da dire su come uomini apparentemente dotati di senno e di solida cultura, con un’onorata carriera accademica alle spalle, abbiano buttato al cesso la propria reputazione e credibilità, per prodursi senza ritegno in così iperboliche stronzate deliranti. E ci si chiede seriamente se non fossero sopravvalutati anche prima e se non sia il caso di ricorrere d’urgenza ad una salutare TSO, per ovvi motivi di igiene (mentale).

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(131) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 1 febbraio 2020 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2020″

Con raro acume sociologico, nelle loro analisi post-elettorali, fior di commentatori a tempo pieno hanno ‘scoperto’ che esiste una cesura socio-culturale, tra le grandi aree metropolitane (che in Italia sono limitate ad una mezza dozzina di città) ed i margini periferici di una provincia profonda, culla di un “disagio” radicato che la Sinistra non riuscirebbe più ad intercettare, né interpretare. E non ci riesce, in virtù di una sua spiccata supponenza elitaria e senso di superiorità che ne alimenterebbero atteggiamenti arroganti, rendendola inesorabilmente ‘antipatica’.
Invece, com’è noto, la Destra sprizza simpatia da tutti i pori, nella naturale modestia e delicata sensibilità sociale che da sempre ne contraddistingue ogni sua espressione, volta a sobrietà e moderazione; per non tacere della raffinata ironia, che trasuda dalle sofisticate creazioni delle sue pagine culturali, passando per i propri think-tank di riferimento… Uno a caso:
Ora, senza voler nulla togliere al genio incompreso all’analisi ‘sociologica’ di siffatti pozzi di scienza, volendo essere generosi, che borgo e contado costituiscano da sempre due entità diverse, ma unite dalla reciproca incomprensione, era risaputa fin dai tempi di Romolo e Remo (“Remolo”, per qualcuno), ma forse pure prima…
Se poi per piacere alla “gente” bisogna infilarsi una trombetta nel culo ed ingozzarsi a sbafo come un maiale all’ingrasso, sbaciucchiando rosari tra un rutto e l’altro, perché questo è il “sentimento popolare” diffuso, nonché il meglio che riesce ad esprimere… Be’ allora ci può anche stare che uno si senta orgogliosamente “superiore” per oggettiva constatazione e che no, proprio non voglia scendere al livello di una massa di analfabeti, dal quoziente intellettivo di un babbuino ubriaco, che fuori dal proprio recinto guarda con sospetto ogni “foresto” e addita con malcelato disprezzo chiunque abbia sfogliato almeno un libro (sia pure per sbaglio) negli ultimi 30 anni, in un’Italia sempre più stronza. Almeno a giudicare dai rapporti annuali di Censis ed Eurispes, nella rilevazione dello schifo che siamo diventati; ovvero, che siamo sempre stati, anche se non ce ne rendevamo conto.
Il “disagio” (mentale) lo si riconosce benissimo, ma non per questo uno ha l’obbligo di farsene carico. Non è che il sedicente “popolo” si prende tutto in blocco, a scatola chiusa, merda inclusa.
Perché la Vandea anche no, grazie!

“PARMAGEDDON”
di Alessandra Daniele
(27/01/2020)

«Matteo Salvini ha fatto di tutto per vincere le elezioni in Emilia Romagna.
S’è ingozzato per mesi di prosciutto e parmigiano, e poi ha chiesto ai suoi fans un digiuno di solidarietà.
S’è proclamato martire della giustizia sommaria, e poi è andato a fare il vigilante ai citofoni.
Ha imposto come candidata Lucia Borgonzoni e poi se l’è mangiata, trattandola da valletta di Sanremo.
Ha chiesto il voto ai cittadini di Bibbiano e dintorni dandogli del branco di pedofili.
Matteo Salvini ha fatto di tutto per vincere le elezioni in Emilia Romagna. E soprattutto per questo le ha perse.
Perché ha stufato. E schifato.
Ha rotto i coglioni.
Come Matteo Renzi, ha preteso un referendum ad personam, e come Renzi lo ha perduto.
Ha fallito nell’unica cosa che sapeva fare. È stato sconfitto, in Emilia Romagna dal PD, e in Calabria dal PD e persino da Forza Italia.
Perché come Renzi, Matteo Salvini ha rotto i coglioni.
La pacchia è finita.
È finito l’Anno del Maiale.
Se il PD è riuscito così a schivare il meteorite dell’apocalisse elettorale, il Movimento 5 Stelle invece l’ha preso in pieno.
L’anti-parlamentare M5S è ormai un partitino che esiste soltanto in parlamento.
Fondato da un comico, affondato nel ridicolo, il M5S oggi muore dov’è nato e com’è nato: con un sonoro Vaffanculo, stavolta ricevuto.
Per quanto precipitosa, la fuga pre-elettorale di Luigi Di Maio è stata pateticamente tardiva.
Nel suo discorso delle dimissioni, così renziano nel suo dare tutte le colpe ai “nemici interni” al partito senza riconoscere nessuna delle proprie, Di Maio ha inserito anche il classico “Ho visto cose che voi umani”. In realtà, la citazione di Blade Runner adatta al M5S è un’altra: “I topi abbandonano la nave che affonda. E poi la nave affonda”.
L’Anno del Topo è cominciato.»

Hit Parade del mese:

01. PETO DI FOGNA

[20 Gen.] «Vi colpirò forte politicamente. Vi farò male, molto male. Vi faremo un culo così, segnatevelo. Quando governeremo questa Regione non vi troveremo più, vi nasconderete nei vostri meandri. Per fermarci dovete solo spararci.»
(Nicola “Naomo” Lodi, vicesindaco leghista di Ferrara)

02. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, POTUTO.

[24 Gen.] «Noi domenica le elezioni in Emilia-Romagna non le vinciamo. le STRA-VINCIAMO!.»
(Matteo Salvini, Stra-Perdente)

03. SPEZZEREMO LE RENI ALL’EMILIA

[26 Gen.] «Vincere… e vinceremo!»
(Iva Garibaldi, la Portavoce di Salvini ‘esperta’ in comunicazione)

04. IL BRODO NERO DEI POPULISTI

[28 Gen.] «Bisognerebbe preparare un nuovo contenitore di ambientalismo radicale e populismo pragmatico, per recuperare milioni di astenuti ed ex salviniani.»
(Marco Travaglio, il Cuoco)

05. A CASA TUA PUOI FARLO, NEL SEGRETO DELLA TUA CAMERETTA

[19 Gen.] «Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, nella tua cameretta, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana.»
(Matteo Salvini, una Vergogna twittante)

06. MAGNA PURE TRANQUILLO!

[29 Gen.] «Mi spiace, ma se uno vuole stare in prigione perchè non gradisce che chi lo sta venendo a liberare si fa i selfie con la nutella vuol dire che non ha abbastanza voglia di uscire. Aspetterà.»
(Claudio Borghi, il Liberato)

07. TECNICISMI

[18 Gen.] «Io sono un tecnico prestato alla politica.»
(Laura Castelli, talento a 5 stelle)

08. DOLCE CRIMI (I)

[22 Gen.] «Vito Crimi è una persona pacata, più che ragionevole.»
(Pierluigi Bersani, Dissociato)

09. DOLCE CRIMI (II)

[30 Gen.] «Certe cose più stanno lontano dai politici e meglio è. I dati delle persone e altre informazioni non devono essere a disposizione degli eletti.
Casaleggio non fa politica e quindi non li usa a fini politici.»
(Vito Crimi, il Reggente)

10. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Italia Viva al 4%? Ne riparliamo dopo le elezioni. Io dico che staremo a doppia cifra.»
(Matteo Renzi, il diversamente vivo)

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Brodetto di Capitone

Posted in Masters of Universe, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , on 27 gennaio 2020 by Sendivogius

Cazzo se è stata una lunga apnea, mentre tutt’attorno volava merda a palate!
Allora… com’è che recitava il mantra, salmodiato fino allo sfinimento, per frantumazione molecolare degli zebedei?!?

Il 26 Gennaio li mandiamo tutti a casa… inviamo l’avviso di sfratto al governo… Ovvero, l’Esecutivo di disperazione che l’Uomo dei Selfie dovrebbe invece tenersi ben stretto, visto che fa talmente schifo da essere uno straordinario moltiplicatore di consensi e dunque suo principale traino elettorale…
E visto che la pantomima sguaiata premia: dimissioni! …ci giochiamo tutto…
Ecco appunto! Esattamente, l’Uomo che magna cos’è che si giocava? Perché in ogni partita c’è chi vince e c’è chi perde. E non è ben chiaro cosa avrebbe perso LVI in caso di sconfitta, ora che l’Emilia Romagna non ha voluto essere ‘liberata’ ed anzi l’ha mandato sonoramente a fare in culo con tutta la tribù di zotici al pascolo, assieme al resto dei suoi manipoli in camicia nera. Tanto che gli è toccato riarrotolare la candidata sockpuppet nel cassetto dei resi e tirare dritto fino alla prossimo buffet; nonostante fosse andato a raccomandarsi alla madonna (una delle tante in circolazione), dopo la visita a parenti e amici sotto sale…

E ovviamente con l’immancabile imitazione della ducia gemella, per plagio elettorale su clonazione digitale…

Entrambi dovranno rimettere in frigo le bottiglie di spumante e magari rivalersi alle prossime elezioni in Toscana, dove potrebbero essere più fortunati… Tuttavia tra porci, prosciutti, madonne, e groupie dagli ardori sovrani, non dubitiamo che il Mussolini di ghisa saprà consolarsi e sollazzarsi a dovere, votandosi ai suoi idoli profani preferiti, in quel di Bibbiano…
Cuius regio, eius religio. E ovviamente continuerà ad ammansire in pubblico il suo enorme faccione da culo, come se nulla fosse. Evidentemente la parabola dell’altro Matteo, con le elezioni trasformate in ordalia su sé stesso, non gli hanno insegnato nulla.

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PAPEETON

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , on 22 gennaio 2020 by Sendivogius

«Se mi arrestano, devono trovare un carcere bello grande per tenerci dentro tutti»
Matteo Salvini
(21/01/2020)

Allora dovrà essere un pozzo nero davvero molto profondo, per poter contenere tanta merda e tutta insieme.
Previdente, per ogni evenienza, il verro all’ingrasso ha finalmente cominciato la dieta, dopo aver ingurgitato qualsiasi pastone gli sia passato sotto il grugno negli ultimi tre anni, insieme a qualche altro migliaio di adepti convertiti al gran digiuno depurativo per spurgo solidale.
In attesa del ritiro pentecostale, sono già aperte le iscrizioni alla Gara di Rutti ed al Torneo di Scorregge, per la serie “le nostre irrinunciabili tradizioni sovrane”.
Primo premio: Capitone ai ferri.
Bacioni!

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(130) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , on 3 gennaio 2020 by Sendivogius

Classifica DICEMBRE 2019”

 Renzi… Salvini… Meloni… Berlusconi… Di Maio… twitterfacebookinstagram… e ora pure TikTokdirette streaming… Nutella… Gattini… Cagnolini… Santini… Mussolini… Madonne e pompini..!
Anno nuovo, stessa merda di sempre.
Data la produzione incontrollata su peristalsi intenstinale di stronzate compulsive, che eruttano senza sosta come un geyser pompato a merda, urge inderogabile opera di profilassi per smaltimento rifiuti solidi organici.
Questa è roba da trattare coi guanti. Di lattice!

Hit Parade del mese:

01. MA ANCORA PARLI?!?!

[22 Dic.] «Blair ha governato a lungo, portando diritti e crescita. Corbyn lo ha attaccato spalancando le porte alla destra di Johnson. Anche in Italia chi ha contestato la nostra stagione riformista ci ha consegnato al populismo, non alla rivoluzione proletaria.»
(Matteo Renzi, morto che parla)

02. POLIZIA PONTIFICIA

[08 Dic.] «Diffido di chi non fa presepi o non espone simboli del proprio credo, perché potrebbe suscitare qualche reazione di altri cittadini.»
(Franco Gabrielli, pulotto sovrano)

03. PER DIO E PER LA MADONNA!

[31 Dic.] «Farò tutto quello che è umanamente possibile, con l’aiuto di Dio e del Cuore Immacolato di Maria, per restituire agli Italiani lavoro, serenità e sicurezza, alle famiglie speranza e futuro, ai giovani certezze e diritti»
(Matteo Salvini, il Madonnaro)

04. IL POPOLO HA SEMPRE RAGIONE

[13 Dic.] «My strong belief is that people are always right. Friendship between Italy and the UK is and will remain solid. Congratulations to Boris Johnson.»
(Luigi Di Maio, il Poliglotta)

05. E ‘STI CAZZI?!?

[19 Dic.] «È appena uscito “L’altro mondo – In viaggio con Alessandro di Battista”, il documentario sul nostro viaggio in Centro America. Se ne avete voglia dategli uno sguardo e poi scrivetemi cose ne pensate. È il racconto di 8 mesi vissuti percorrendo le strade d’America con un bimbo piccolissimo che sta crescendo alla grande. È un documentario che, in parte, spiega le ragioni delle mie scelte passate e anticipa quelle future.»
(Alessandro Di Battista, il Vacanziere)

06. COMICHE D’ITALIA

[29 Dic.] «Fratelli d’Italia è pronto a dare il suo contributo. C’è anche una nostra mozione di condanna a ogni forma di antisemitismo.»
(Giorgia Meloni, la Contribuente)

07. LA FORZA DELLA COERENZA

[22 Dic.] «No alle furbizie o il Paese diventa inaffidabile.»
(Teresa Bellanova, fedele alla linea)

08. RIVOLUZIONE LIBERALE

[07 Dic.] «Guardo con interesse alle Sardine, vi ritrovo elementi e quella libertà che furono propri della rivoluzione liberale di Berlusconi.»
(Francesca Pascale, la first lady)

09. A VOLTE RITORNANO

[16 Dic.] «Per me le sardine sono un movimento che replica le varie articolazioni comuniste che hanno generato le brigate rosse.»
(Carlo Taormina, l’avvocato delle cause perse)

10. UNA GARANZIA!

[02 Dic.] «Scusate, ma devo andare a puttane.»
(Silvio Berlusconi, il nobil signore)

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Ultimatum alla Terra

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , on 5 dicembre 2019 by Sendivogius

Dopo tre settimane di traversata oceanica in catamarano, Greta Thunberg attracca finalmente tra gli yacht di lusso nel porto turistico di Lisbona, per continuare la sua interminabile vacanza attorno al mondo. L’eco-fenomeno, a cui sono stati rubati i sogni e l’infanzia, proseguirà il gran tour alla sfilata ecologica di Madrid, dove presenterà regolare denuncia per furto.
Si attendono clamorosi sviluppi…

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(125) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 3 agosto 2019 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2019”

Interdetta alla balneazione parte della riviera romagnola, per contaminazione da Escherichia coli
Troppi stronzi in acqua!

Hit Parade del mese:

01. UNO VALE ZERO

[22 Lug.] «Per i consiglieri comunali abbiamo deciso di introdurre il cosiddetto “Mandato Zero”. Che cos’è il mandato zero? È un mandato, il primo, che non si conta nella regola dei due mandati. Un mandato che non vale»
(Luigi Di Maio, meno di zero)

02. COME COZZE SUGLI SCOGLI

[24 Lug.] «Avevo promesso che mi sarei dimesso se la Tav fosse passata. Non era un ricatto, l’avevo detto d’impeto… Qualcuno poi mi ha fatto notare che se mi dimettessi ora non conterei più nulla, invece bisogna restare in Parlamento per continuare a osteggiare quest’opera inutile e dannosa. E, in fondo, a dimettersi dovrebbero essere tutti gli altri 5 Stelle, non io che sono rimasto coerente.»
(Alberto Airola, il Coerente)

03. LA NOTTE DELLO SCIACALLO

[18 Lug.] «Io con il Partito di Bibbiano non voglio avere nulla a che fare, con il partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettrochock per venderseli non voglio avere nulla a che fare.»
(Luigi Di Maio, una miserabile merda)

04. LA SAMARITANA

[29 Lug.] «Ho chiesto più volte ai partiti di smetterla di alimentare odio, che poi si ripercuote nelle strade.»
(Paola Taverna, la Pacificatrice)

05. L’IGNORANZA AL POTERE

[05 Lug.] «L’Italia può e deve essere protagonista di una nuova stagione di multilateralismo sincero e concreto. Possiamo esserlo perché non abbiamo scheletri nell’armadio, Non abbiamo una tradizione coloniale, non abbiamo sganciato bombe su nessuno, e non abbiamo messo il cappio al collo di nessuna economia.»
(Manlio Di Stefano, Scimmia nuda)

06. CERTEZZE METAFISICHE

[16 Lug.] «La Russia non ha dato nessun finanziamento alla Lega, ne sono sicuro. Mi è stato assicurato direttamente dal presidente Vladimir Putin.»
(Silvio Berlusconi, il Garante)

07. FUMO DI PIPPA

[02 Lug.] «Si può continuare a vivere in una dimensione politica in cui c’è il record di occupati, merito del Jobs Act, e il governo della propaganda nasconde il grande risultato della nostra riforma?»
(Matteo Renzi, imbarazzante cazzaro)

08. FACILITATORS

[12 Lug.] «La chiave per coinvolgere più persone nel Movimento è nell’organizzazione, che non sia fatta di decisori del Movimento ma di facilitatori.
Tante persone si occupano di alcuni temi, ma chi è che coordina le azioni di tutti? Non ci sono persone dedicate. Con la nascita di un’organizzazione nazionale mettiamo mano a problema per rendere più efficace il Movimento sul territorio. Il ruolo dei facilitatori sarà quello di occuparsi di temi specifici in un nuovo gruppo nazionale del Movimento che si chiamerà ‘Team del futuro‘: sarà composto da 12 persone e si occuperà di progettare e organizzare il futuro del Movimento nei prossimi 10-20 anni»
(Luigi Di Maio, Supercazzolaro)

09. UNA CAGATA PAZZESCA!

[21 Lug.] «Questa sera, alle 21.15, su Sky Atlantic andrà in onda “L’Altro Mondo”, il film-documentario sul viaggio che ho fatto con la mia famiglia in Centro America. È un documentario che non ha nulla a che vedere con la politica, semmai spiega le ragioni delle mie scelte. È un racconto di vita, sociale direi, su un pezzo di mondo meraviglioso, un mondo esplorato e raccontato viaggiando con un bimbo di pochi mesi. Buona visione, poi ditemi cosa ne pensate.»
(Alessandro Di Battista, Fancazzista a tempo pieno)

10. FALLIMENTO PARTECIPATO

[18 Lug.] «Per la prima volta a Roma stiamo sperimentando un bilancio partecipativo che coinvolge l’intera città e i suoi Municipi.»
(Virginia Raggi, la Madonnina dolente)

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Vlad The Immortal

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , on 21 luglio 2019 by Sendivogius

Idolatrato dai sovranisti di tutto il mondo, uniti nelle fantasticherie nazistoidi di un mondo intruppato dietro ad una ritrovata tradizione neo-völkisch e sanificato dalla presenza di allogeni contaminanti, il compagno Vladimir Vladimirovič Putin, in arte “zar”, è assurto ormai ad icona pop della metafisica nazionalpopulista consacrata al Führerprinzip, massimamente venerato nel pantheon profano del nazileghismo.
Di fatto, è un personaggio dai tratti mitologici, sapientemente costruiti tramite un imbarazzante culto della personalità (come si conviene ad ogni dittatore travestito da antico romano), che trascende la realtà per farsi mitopoiesi, e con risultati peraltro grotteschi…
E che per giunta si presta ad ogni presa per il culo possibile, da parte di chi è immune a cotanto fascino marziale.
La verità è che lo zar Putin è soprattutto un brand commerciale, con un discreto ritorno politico tra gli affezionati cultori del genere nazi-fetish a prevalenza omoerotica, nel diafano machismo asessuato di una figura dai contorni quasi impersonali, nella glabra glacialità dello stesso, da alieno infiltrato con sembianze umanoidi…
O tanto da rasentare inquietanti somiglianze con l’immaginario vampirico di celebri serie come The Strain (vedasi Mr. Quinlan), o con perfidi villain come Eli Damaskinos in Blade II”.
A questo punto ci si chiede se non si tratti davvero di una sorta di ibrido surgelato in soluzione criogenica, custodito nei sotterranei del KGB e clonato a ripetizione su matrice genetica.
Sai?!? ‘Na roba ‘virale’ tipo the agent Smith
Ovvero un cyborg corazzato in grado di viaggiare a ritroso nel tempo… il soviet terminator delle glorie perdute.
Che sia vampiro, alieno, o androide, il compagno Vlad è in realtà un immortale.
Come il Conte di Saint-GermainNicolas FlamelAasvero l’ebreo errante… l’ombra di Vladimir Vladimirovič aleggia su di noi, aggirandosi nel nostro mondo da almeno mezzo millennio, anche se le tracce si perdono invero nella notte dei tempi.
Narra la leggenda che lo stesso Leonardo da Vinci si sia ispirato ad uno dei suoi molti avatar, il Giocondo, onde cercare di catturarne l’enigmatico sorriso nell’imperscrutabilità dei lineamenti…
Ma tracce della sua presenza si trovano un po’ in tutte le epoche per ogni dove in Europa, fino a tempi più recenti…
Dal generale Athanasios (Thanassoulas) Valtinos, eroe della guerra di indipendenza greca…
Fino al più tenebroso agente bolscevico Mordechai Blinchikov
Vlad l’Immortale è eterno e cammina in mezzo a noi.
E, come ogni “Maestro” che si rispetti, ha anch’esso i suoi fedeli Renfield

Basta stare loro alla larga.

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MAN IN BLACK

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 11 marzo 2019 by Sendivogius

Il Capitano ha fatto il bucato. E al contempo ha ritrovato pure chi gli stira di nuovo le camicie.
Esaurito il guardaroba di divise riassemblate in un patchwork di mostrine, stellette, alamari, distintivi, gradi finti e patacche varie, tutte spillate assieme dall’Arlecchino padano che cambia uniformi con più frequenza delle mutande, dopo le orripilanti felpe con segnaletica stradale aggiunta, il ministro più travestito d’Italia, messo da parte il cop-fetish, declina verso il sobrio e sceglie finalmente la tenuta originale che più gli si addice, per la sua sfilata all’eterno carnevale. Poteva mancare dunque la mitica camicia nera, a suggellare la sua personalissima parodia mussoliniana, onde eccitare i nostalgici in polluzione necrofila per quell’altro attore consumato che era il Benito in orbace?!?
È che gli riesce proprio naturale, anche se deve ancora esercitarsi sulla mimica facciale e protendere meglio il mascellone volitivo,
affilando la faccia da deficiente spiritato, meglio se in pose fantozziane per cartoline ricordo con annessi “Bacioni!” e sditazzate di ‘Nduja. Di questo passo, ce lo ritroveremo presto a torso nudo sopra una trebbiatrice, o in canotta e pantaloni ascellari in groppa ad un cavallo bianco; meglio ancora se con uno scolapasta in testa, mentre inarca il grugno in avanti e fa la faccia cattiva, scattando selfie di profilo per le masturbazioni di gruppo al fan-club ‘sovranista’ dei suoi squadristi da tastiera.

Libidine pazzesca, per il nuovo sex symbol a mano armata, che tanto agita le fantasie erotiche delle leggendarie casalinghe di Voghera.
Non avrà lo stesso fascino della divisa, ma al ppoppolo piace! Eppoi è risaputo che il nero sfina gli obesi.

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