Archivio per Regressione culturale

C’è Post@ per te…

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , on 11 aprile 2013 by Sendivogius

Vecche lettere

Gli scherzi telefonici esistono fin da quando Alexander Bell fregò il brevetto a Meucci e si mise a produrre il fortunato aggeggio su scala industriale.
TelephoneConsiderati irresistibili da chi li fa, sono assai meno apprezzati da chi li riceve. E di solito vengono ricordati per quel che sono: un momento condiviso di umana stupidità. Se ne esistono di particolarmente sofisticati, nella maggioranza dei casi non si elevano oltre il livello di minchioneria congenita agli improvvisati autori, che spesso sono burloni troppo cresciuti nella convinzione di essere incredibilmente spiritosi.
Con simili presupposti, gli scherzi al telefono costituiscono da sempre un successo garantito, esteso ormai a trasmissioni radiofoniche e televisive che considerano la pratica come un facile espediente di intrattenimento dal sicuro ritorno di pubblico…
Molto prima di Teo Mammucari e Giuseppe Cruciani, la telefonata a sorpresa con sberleffo incorporato ha costituito a lungo il pezzo forte degli spettacoli teatrali di Beppe Grillo, senza peraltro mai eguagliare la complessità burlesca dei primi due. Con la raffinata comicità che da sempre ne contraddistingue le esibizioni, il Beppone nazionale, all’epoca poco più che quarantenne (era il 1992), era solito telefonare in diretta dal palco a qualche personaggio famoso, per farlo mandare graziosamente a quel paese dal pubblico in ludibrio non appena lo sventurato (o chi per lui) avesse sollevato la cornetta. Quindi il guitto riccioluto riattacava subito, sghignazzando compiaciuto con la sua degna platea a comando, insieme alla quale condividere l’eccitazione momentanea della trasgressione anonima a buon mercato, nella comune soddisfazione infantile di quei bimbetti che hanno bisogno di dire le parolacce per sentirsi grandi.
Andrea Barbato All’epoca (25/02/92), Andrea Barbato, un signore di un genere ormai estinto, dedicò al personaggio una delle sue cartoline (lettere aperte a personaggi più o meno celebri), esponendo tutte le sue perplessità con un pudore pressoché scomparso, accompagnato da un’ironia sottilissima, e la lungimiranza profetica di chi, con ogni evidenza, del fenomeno incipiente aveva già capito tutto con largo anticipo sui tempi…

Caro Beppe Grillo,
  Avevo pensato dapprima di formare il numero verde del suo telefonino e di collegarmi con lei, come lei stesso invita a fare, durante lo spettacolo. Poi ho preferito che ciascuno resti a casa propria, lei sul palcoscenico davanti a platee entusiaste, io nello studio di “Cartolina”. Lei è bravissimo, esilarante, inarrivabile. Devo spendere subito gli aggettivi più lusinghieri di cui dispongo per due motivi. Il primo è che lei li merita davvero, con una comicità mai inutile, sempre in sintonia con quello che accade. Il secondo motivo è difensivo: spero di evitare la telefonata corale, che lei dedica a qualche personaggio della Tv o della cronaca, e durante la quale la platea, in coro, magistralmente diretta dal suo gesto, rivolge all’ignaro che ha risposto un invito molto esplicito e brusco. Una parola, un imperativo, che nella televisione di oggi appare persino blando, se si ascolta quello che viene detto da mattina a sera, ma che chi le parla, per quell’ipocrisia borghese che un tempo si chiamava educazione, non vuole ripetere in Tv davanti a due milioni di persone.
Abbiamo accolto con piacere il suo ritorno a teatro dopo qualche tempo di silenzio e sappiamo che ogni serata è trionfale. Anche perché lei ha avuto la trovata di applicare al teatro, grazie all’esistenza dei telefonini cellulari, una ricetta di successo della Tv. Cioé quello della telefonata dal vivo, in diretta. Ma qui non è il pubblico a telefonare a lei, o non quello soltanto. È più spesso lei, trascinandosi dietro la platea come il pifferaio magico, a telefonare a persone celebri, che in quel momento riscuotono l’unanime dissenso del suo pubblico. Sicché in case lontane, dentro apparecchi ai quali spesso risponde una segreteria, una governante o una mamma ignara, risuona il corale giudizio della platea, oggi di quella milanese, domani di altre città d’Italia. Divertente, no? Anzi, da torcersi dal ridere. Finalmente: uno sfogo comune, un levarsi la voglia, una cura contro la passività televisiva, contro tante cose ascoltate alle quali non si può replicare. Si levi alto il grido dunque, e pazienza se l’interlocutore non c’è, è assente, dorme, è fuori a cena, ha cambiato casa.
Rischiando di entrare nell’elenco di coloro che riceveranno questo messaggio corale, vorrei azzardarmi a muovere a un uomo libero e intelligente come lei, caro Grillo, qualche obiezione. Forse, se non altro, degna d’essere discussa. E la prima è questa: come fa lei ad assomigliare ogni sera alle sue platee, pur nel cambio di pubblico, di città, di società? Ci riesce centrando dei bersagli molto ovvi e inutili. Una specie di minimo comune denominatore delle antipatie, peraltro finte, degli italiani. Perché dovremmo castigare Sgarbi, Costanzo, Ferrara, o la Raffai? Siamo sicuri che siano loro i più degni, per dirla con un eufemismo, di essere mandati a quel paese? Non ci saranno personaggi più potenti, più pericolosi, sui quali magari il suo coro rischia di dividersi, e di non essere così unanime? Tanto più che quelle sono, come dicevo, delle finte antipatie, come dimostra il fatto che quegli eroi sono stati creati proprio dal pubblico e non da altri. E ora per liberarsi, per sentirsi intelligenti, partecipano al woodoo collettivo contro di loro.
Seconda obiezione. Non nego il valore comico, liberatorio, una tantum, di una bella imprecazione lanciata all’indirizzo giusto. Ma lei crede davvero che la sacrosanta rabbia, la furia contro i poteri, le corruzioni, le meschinità, le inefficienze, le arroganze, vengano soddisfatte, sanate, da una trasgressione verbale? Da un grido insultante da curva calcistica? Trasformando per un solo istante il professionista, il funzionario, e le loro signore in esseri urlanti e vituperanti? A scopi terapeutici, dice un giornale, ma io ne dubito. Che terapia è questa? È la strada maestra dell’illusione qualunquistica, dello sberleffo fine a se stesso, della vendetta anonima pronunciata da una poltrona in penombra: l’unico che si espone, che fa il suo mestiere, è lei.
E poi, siamo sicuri che questo lavacro di insulti a persone assenti, che per di più non rappresentano coloro che hanno mandato il nostro Paese in pezzi, non finiscano per benedire proprio quelle persone? Si sa che nulla è più ambito di ricevere una vignetta, una parodia, un’imitazione. E ora magari un insulto. Le telefoneranno per chiederli. Servono molto, specie in campagna elettorale.
Caro Grillo, le platee hanno di buono che cambiano ogni giorno, ma l’Italia è sempre lì, eterna nei suoi errori, a prova di insulto.
  Un saluto da Andrea Barbato
  (25 febbraio 1992)

 Andrea Barbato
 “Altre Cartoline”*
Nuova Eri – S&K; 1992

In seguito (e siamo nel 2000), Beppe Grillo passerà a distruggere a martellate i computer sul palcoscenico (“come un bambino ci voglio guardare dentro”), prima che Casaleggio gli insegnasse come usarli per far quattrini…
Venti anni dopo il 1992, imparata la lezione e messa a profitto l’arte, ripropone lo stesso sketch con rinnovato successo (ma senza il telefono), a consumo di un pubblico ancor più istupidito e docilmente ubbidiente di allora, e la medesima confusione mentale. In merito, potete trovare QUI una piccola antologia sull’involuzione illogica del Grillo-pensiero, nell’assoluta assenza di senso. Ad ogni modo, la semina ha dato i suoi frutti… Attualmente, le sue degne protuberanze animate in Parlamento delirano, nella piena regressione adolescenziale di chi crede di essere tornato all’okkupazione della scuola, con assemblea autogestita permanente e “argomenti a piacere”.

Altre Cartoline «*L’Italia ritratta nelle “Cartoline” è abitata da un ceto politico mediocre e furbesco, parolaio e incolto. Forse è un quadro troppo fosco, anche perché bisogna aggiungervi un paesaggio inquinato, monumenti frananti, istituzioni fragili, mafie e clientele aggressive. Ma mi auguro che si senta la presenza, come un grande coro silenzioso, di una popolazione che continua a sperare nel meglio sia pure per strade sempre incerte e tortuose. A mia discolpa, potrei concludere così: se continuo a vivere in questo paese, a emozionarmi e indignarmi davanti alle sue cronache, a spedire messaggi e pianificare altre serie di Cartoline, è perché credo che ci sia modo di fabbricare un futuro meno sconsolante del presente.»

 A.Barbato
(1992)

L’Italia è un paese che non invecchia. Al massimo peggiora.

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(49) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 30 marzo 2013 by Sendivogius

Classifica MARZO 2013

 Finalmente una ventata di fresche novità!
Contro ogni aspettativa, il parlamento della sedicente Terza Repubblica rischia di surclassare in peggio i suoi predecessori, battendo un record che francamente sembrava irraggiungibile.
Ignoranza, incompetenza, arroganza, analfabetismo istituzionale… davvero non ci facciamo mancare nulla nell’organismo sovrano, che più di ogni altro è lo specchio di un paese sostanzialmente marcio.
In effetti, dopo gli sketch di successo della pornocrazia berlusconiana, bisognava svecchiare un poco il campionario che ha consacrato per l’eternità il sublime barzellettiere di Arcore e le sue intraprendenti spalle comiche.
E infatti chi meglio di un cabarettista fallito dalle velleità messianiche, convertito al turpiloquio politico, poteva meglio riuscire nella difficile intrapresa, come interludio comico prima del ritorno del Grande Mattatore?!? Perché è chiaro che il protagonista indiscusso del momento è il ragionier Giuseppe Grillo, in arte profeta, a tener banco insieme alle sue schiere di imbecilli adoranti riuniti in bellicose tribù digitali.
La copiosità del materiale a disposizione è tale, da dover quasi considerare l’ipotesi di inaugurare una rubrica parallela dinanzi a così tanta abbondanza…
Nel magico mondo di Gaia, premonizzato dalle visioni di Casaleggio (il Frate Indovino della confraternita pentastellata) la follia regna sovrana:
In America impiantano segretamente chip sottocutanei per il controllo a distanza delle persone.. Bisogna istituire una commissione d’inchiesta sulla minaccia occulta della scie chimiche..
L’euro è un complotto massonico delle banche.. E pertanto la soluzione è un referendum on line (senza quorum), ovviamente sul blog di Beppe Grillo!
L’AIDS non esiste in quanto invenzione delle multinazionali per vendere farmaci inutili..
Ed i vaccini fanno diventare gay!
Ne abbiamo fatti di balzi in ‘avanti’, nel profondo del sonno della ragione, dai tempi dell’auto alimentata ad idrogeno, che le case automobilistiche terrebbero segreta, e la pallina al posto del detersivo per fare il bucato.
A livello politico, il nuovo che è avanzato si innesta più che altro sul settarismo gruppettaro dei vecchi Nazi-Maoisti anni ’70 dei quali sembra un’evoluzione dilatata a fenomeno di massa, in un ritorno di fanatismo post-ideologico, con inquietanti richiami alla cultura dell’irrazionale che ha nel cospirazionismo la sua espressione più evidente.
Altro che novità! La setta dei pentastellati ha in realtà radici vecchissime, che vengono vivificate ad ogni crisi di sistema. E le pulsioni totalitarie sono sempre le stesse sotto diverse spoglie: disprezzo assoluto per chiunque non sia organico al movimento; fedeltà incondizionata al Capo; la pretesa di sciogliere tutti i partiti e dare il 100% dei poteri al MoVimento che in quanto non-partito ha la pretesa di rappresentare il “popolo” nella sua totalità. Al contempo, è prevista l’eliminazione dei sindacati e la chiusura di tutti i giornali.
C’è già stato in passato un signore che sosteneva cose simili: si chiamava Adolf; era convinto di “essere in guerra” e coerentemente chiamava il suo programma ‘Mein Kampf’ (la mia battaglia).
Sorvoliamo invece sulle personali interpretazioni della Costituzione repubblicana, dalla pretesa che che il potere legislativo possa esistere senza esecutivo, alla reiterazione ad interim di un governo tecnico dimissionario senza passare per la legittimazione parlamentare, fino alla favoletta graziosa del capo del governo scelto tra personalità della società civile… giacché è ovvio che, chiunque sia il potenziale candidato (fosse anche Gesù Cristo risorto!), il giorno dopo verrà bocciato dal Grullo come “foglia di fico dei partiti”. Ormai il giochetto è chiaro.
In riferimento ai sedicenti esperti costituzionali del M5S, la compresenza di fenomeni (da baraccone) come il prof. Paolo Becchi la dice lunga sullo stato delle università italiane
Ad ogni modo, cercare una coerenza logica nei deliri continui del ‘capo-politico’, auto-nominatosi “presidente”, è un esercizio inutile… E noi, per ragioni di profilassi, ci teniamo a debita distanza da quella fogna infetta a cui si abbeverano invece i devoti della setta! Nel suo splendido isolamento auto-referenziale il Vate del M5S è obnubilato dai suoi latrati rabbiosi contro tutto e tutti. In piena fase fecale, spalma ormai i propri escrementi sulle pareti della propria cameretta virtuale, incapace com’è di articolare un pensiero che non sia rigonfio di minacce, fatwa, anatemi, scomuniche, e volgarità di ogni tipo. Di questo passo, tra poco si esprimerà tramite grugniti.
Land of the BlindPer paradosso, la situazione attuale ed i suoi protagonisti ricordano un (brutto) film come The Land of Blind: un perverso dittatorello, incredibilmente basso e dedito alle orge, in un Paese bananiero dove i vecchi partiti di maggioranza e opposizione sono sostanzialmente identici e si elidono a vicenda, viene rovesciato e sostituito da un guru barbuto che instaura un regime rivoluzionario a metà tra un setta ed una dittatura maoista-polpottiana, in un crescendo di deliri sempre più assurdi.
Alla fine, verrà restaurato il vecchio regime.

Hit Parade del mese:

01. BEVETE IL VOSTO PISCIO

[21 Mar.] «C’è la possibilità che i vaccini facciano diventare gay. Dopo un vaccino la personalità potrebbe non svilupparsi nel modo adatto. L’omosessualità è una malattia di ordine psichico: poi la lobby gay è diventata così potente che l’Oms è stata costretta a toglierla dalle malattie… E vogliamo parlare dell’urinoterapia? Va fatta per qualche anno, in certi casi è risolutiva, e può anche aiutare contro il cancro.»
 (Gian Paolo Vanoli, esperto scientifico a 5 stelle)

Sogni d'oro bel suino02. LETARGIE CONTAGIOSE

[21 Mar.] «Beppe è riuscito a tenere Napolitano abbastanza sveglio. Beppe ha cercato di fargli capire come sta cambiando il mondo.»
(Vito Crimi, Morfeo 5 stelle)

03 - Scilipoti03. STATISTI AL CONFRONTO

[12 Mar.] «Mi dichiaro sin d’ora disponibile a un confronto con Beppe Grillo sulle proposte che servirebbero al nostro Paese per uscire dalla crisi, e su quello che realmente significa avere senso dello Stato»
  (Domenico Scilipoti, la risorsa segreta)

04 - Biancofiore04. PERSEVERATIO DIABOLICA

[11 Mar.] «Manifestiamo per l’amore sincero che abbiamo per Berlusconi… che poi ne sapete voi se Ruby era o non era la nipote di Mubarak?»
(Micaela Biancofiore, caso clinico)

05 - Caprone05. ODORE DI SANTITÀ

[28 Mar.] «Siate pastori con l’odore di pecora»
  (Papa Bergoglio, il pastorello)

06 - Cieco di Arcore06. LA GRANDE COSPIRAZIONE

[17 Mar.] «Magistatura Democratica svolge un’attività eversiva di cui ho le prove: ecco perché serve una pre-commissione per verificare questi fatti»
(Silvio Berlusconi, il Barabba)

07 - Giovanni Burtone07. PRIORITÀ

[20 Mar.] «Vogliamo l’attribuzione della denominazione di ‘Città nazionale del presepe’ al Comune di Grassano!»
(Giovanni Burtone, statuina PD)

08 - Renata Polverini08. SPIRITO DI SERVIZIO

[03 Mar.] «Il posto blindato alla Camera? Fu Berlusconi a chiedermi se avessi voglia di fare la parlamentare, ed io, in maniera un po’ svogliata, accettai»
(Renata Polverini, la Camionista)

09 - Marta Grande09. MERITOCRAZIA INDIRETTA

[15 Mar.] «Qui in Italia la mia laurea non viene riconosciuta, perché gli Stati Uniti non sono in Schengen. Per questo non c’è un riconoscimento diretto»
  (Marta Grande, eccellenza 5 stelle)

Pizzarotti10. MEDVEDEV, CHI ERA COSTUI?

[24 Mar.] «Medvedev? Credo faccia parte della Commissione Europea, ma il ruolo preciso non saprei dirlo.»
(Federico Pizzarotti, sindaco a 5 stelle)

Pizzarotti 210.bis PREPARAZIONE PENTASTELLATA

[23 Mar.] «Kabul si trova in Iraq»
(Federico Pizzarotti, il Geografo)

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