Archivio per Razzismo

FISCHIA IL VENTO

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , on 7 agosto 2019 by Sendivogius

 Prove di ordinario fascismo quotidiano…
Sindaci come podestà: c’è quella che istituisce un ufficio politico per la schedatura delle “terribili professoresse di sinistra che infestano le scuole”, su delazione anonima, senza che il ministro preposto abbia nulla da eccepire, dopo che lo stesso ha abolito l’insegnamento della Storia: perché se non la si può cambiare o negare, la si cancella. E c’è quell’altro che, a proposito di un convegno sulle leggi razziali del 1938, pretende la rimozione del termine “razzismo”, perché divisivo.
Una docente di diritto (!) che teorizza esecuzioni sommarie, con un colpo di pistola alla nuca e niente processo, perché così fanno in ogni altro paese: la polizia come gli squadroni della morte brasiliani.
Un ministro della Repubblica che parla di “zingaracce” da piallare con “ruspe democratiche”, mentre promette una “pulizia etnica controllata e finanziata”. E intanto usa la Polizia di Stato come fosse il suo giocattolo personale, peraltro benissimo disposta a trastullare LVI ed i suoi rampolli. È lo stesso ministro che dinanzi alla richiesta di una madre per avere maggiori tutele per sé ed il proprio figlio, ingiuriato ed umiliato perché “negro”, risponde: “la signora rispetti le richieste di sicurezza degli italiani”. Non si comprende cosa c’entri con la “sicurezza degli italiani”, ma moltissimo si capisce che per il ministro non esistono negri italiani e che i razzisti troveranno sempre in LVI una sponda amica, coperture politiche, ed un alibi pronto all’uso.
Un assessore comunale che propone di sterminare tutti i gay e le lesbiche. E la chiamano goliardia, perché alla gente piace, mentre un popolo infame ammicca, si diverte, o accondiscendente tace.

«Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.»

Primo Levi
“Un passato che credevamo non dovesse tornare più”
(8 Maggio 1974)

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Due Americani a Roma

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , , on 27 luglio 2019 by Sendivogius

Un carabiniere viene ammazzato in servizio, durante quella che avrebbe dovuto essere una semplice operazione di routine, e subito si scatena la canea sovranista alla quale, con ogni evidenza, della sventurata sorte del povero ragazzone campano in divisa NON frega assolutamente nulla. Se non fosse che l’occasione era davvero troppo ghiotta, per non scatenare gli umori biliari dei nazisti di casa nostra e liberarne i furenti spiriti, nel consueto esercizio di razzismo quotidiano (perché quello è), con tutto l’odio che gli rode dentro, da sversare nelle accoglienti cloache ‘social’.
Perché una vicenda vale l’altra, nell’ansia da linciaggio che fa vibrare l’amigdala degli squadristi da tastiera, purché ricorrano sempre gli stessi ingredienti fondamentali, atti a scatenarne i conati on line: africano, negro, straniero, clandestino, extracomunitario, immigrato… assurte a parole dell’odio virale, veicolato per le vie digitali. Così come nulla fregava loro della terribile fine di Pamela Mastropietro e Desirée Mariottini, che in altri tempi avrebbero subito liquidato (col migliore degli epiteti possibili) come due “tossiche” (e sui tossici di merda si può trovare un ricco campionario apologetico, al pari di quello dedicato ai negri), finché non ne hanno capito quanto fosse spendibile il potenziale evocativo nella campagna propagandistica di quel revanchismo nazistoide che si fa chiamare “sovranismo”.
Per questi, la morte (altrui) non è una tragedia, non è un lutto da rispettare (possibilmente in silenzio), ma costituisce una straordinaria opportunità da sfruttare e strumentalizzare, nell’indegna necrofilia che ne smuove gli umori più torbidi giocando sulla curiosità morbosa della “gente” (di merda); ovvero: quella plebe amorfa e dalle pulsioni ripugnanti, che scambiano per “popolo” e con cui si riempiono la bocca da mane a sera, continuando a spargere liquami e veleni.
Quindi, in concomitanza con la tragica morte di Mario Cerciello Rega, figuriamoci se poteva mancare il solito cicciare di post rabbiosi, in un’orgia forcaiola a chi la spara più grossa alla destra del Ku Klux Klan, per una sbavante colata di odio strumentale, col quale il nazista legittima se stesso, insieme all’irrinunciabile sfilata di sedicenti “patrioti” con l’immancabile bandierina tricolore accanto all’avatar, a sottolinearne l’italianità (mai Patria ne uscì più umiliata!). Tutti in-opportunamente aizzati dai soliti noti in camicia nera, che pensano di cavalcare l’ondata di merda montante, per racimolare qualche like in più sui loro squallidi profili e pompare la fogna a fini elettorali, ricorrendo al consueto campionario… 

…salvo cancellare immediatamente i loro post così grondanti di gravissimo sdegno, una volta scoperto che non di due immigrati nordafricani si trattava, bensì di arianissimi giovanotti WASP della middle-class americana, dalle spiagge della California in vacanza di lusso a Roma (dalle bestie straniere ai beach boys!) che hanno pensato bene di accoltellare a morte il carabiniere, per un pugno di euro di cui nemmeno avevano bisogno, nella loro notte brava da leoni.
Dopo tanto sbraitare a vuoto, dopo gli immancabili attacchi gratuiti ai “giornaloni” (che della vicenda hanno scritto tutto) ed alla sinistra radical-chic da salotto che difende gli immigrati (che per l’occasione non c’entrava un cazzo, ma ci sta sempre benissimo come un Catone con Cartagine), e che esiste solo nella fantasia degli analfabeti bifolchi arricchiti che altro non possono vantare se non la propria ignoranza, agli sciacalli s’è improvvisamente asciugata la bava, almeno fino al prossimo cadavere sul quale pasteggiare. Esaurita l’indignazione posticcia a comando, perché mica puoi invocare forche e torture per i simpaticissimi amici americani, adesso è tempo del pietismo piagnone da show domenicale dell’intrattenimento nazionalpopolare, cullato tra le tette della D’Urso, e delle lacrime condivise da coccodrillo. Insomma, qualcosa da alternare al pane e nutella o alla foto del menù del giorno su twitter, per il medesimo ed immutabile squallore.

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STUPID WHITE MAN

Posted in Kulturkampf, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 marzo 2019 by Sendivogius

Un coglione semianalfabeta che se ne va in giro con una telecamera piantata sopra la sua turgida testa di cazzo intrisa di merda nazista, talmente dissociato dalla realtà da vivere in un videogioco sparatutto in live-action; imprigionato in una dimensione parallela di paranoie kalergiche e deliri lisergici; armato fino ai denti e le armi scarabocchiate coi nomi di altri psicopatici come lui, frammischiati a personaggi ed eventi storici, pescati a casaccio dalle guerre balcaniche…
E ci sarebbe quasi da ridere se il Brenton Tarrant di turno non avesse fatto una strage, ammazzando 50 persone inermi riunite in preghiera. Questo degno esemplare di pura razza ariana, un impotente ossessionato dalla denatalità, deve aver trovato particolarmente eroico il tiro a segno contro le donne, che nella sua lotta contro lo straniero invasore devono essergli apparse come delle incubatrici ambulanti di alieni, da eliminare all’origine del concepimento con un attacco preventivo. E lo dice senza reticenze, mentre si intervista da solo..!

Per uno che rivendica le sue radici ango-scoto-gallesi è curioso come non si renda minimamente conto che, a parità di prospettive, lui stesso è un fottuto immigrato (che c’azzecca un gallese in Oceania?). E questo ne fa automaticamente un ‘invasore’, nel momento in cui i suoi avi hanno colonizzato l’Australia sterminandone le popolazioni aborigene.
Lui non è razzista, ma razzialista. E lotta solitario in mezzo a noi, per la difesa dei “popoli bianchi” e per il ripristino della perduta età dell’oro, quando questi si sbudellavano allegramente tra di loro senza contaminazioni allogene. Qualcuno lo chiamerebbe ‘folklore’. Il tizio più semplicemente si definisce “fascista”.
Di questi rabbiosi cazzoni inzuppati d’odio, il web è pieno. Praticamente, il profilo coincide coi 2/3 dell’elettorato salviniano e ricomprende la quasi totalità dei suprematisti identitari etnonazionalisti sovranisti che affollano le peggiori latrine internet, mentre inondano i social-network col loro shit-storm quotidiano, lasciando schizzi delle loro deiezioni ovunque capiti. E lo fanno insieme ai loro derivati in rosso-bruno, che affollano la cosiddetta “Terza Via”, in un ingorgo di sigle che cicciano come pustole infette: strasseriani, nazional-bolscevichi, neo-comunitaristi, nazionalpopolari, socialnazionalisti… È sempre la stessa merda nazista, che si nutre di mitismi e simbologie condivise, a disposizione dell’armamentario ideologico dell’internazionale nera. Da noi, al massimo, le si chiamano goliardate.
I nazisti della porta a fianco in questa fogna a cielo aperto ci si abbeverano con gusto, in un cocktail micidiale di “nazionalismo bianco”, richiami al misticismo nazista, e paranoie cospirazioniste che ruotano attorno ad un demenziale complotto di genocidio razziale per sostituzione etnica.
E sono vezzeggiati, coccolati, blanditi (e protetti), fino ai massimi livelli ‘istituzionali’…
Passando per le mezzeseghe locali…
Più che altro, è inquietante notare la saldatura su contaminazione attualmente in atto tra quell’enorme laboratorio neo-nazista che è diventata l’Europa orientale ed i gruppuscoli della cosiddetta alternative-right, prettamente di matrice anglosassone. A suo modo, un coglione pluriomicida come Brenton Tarrant ne è un condensato perfetto: infarcisce le sue armi con scritte in cirillico ricopiate chissà dove e simboli runici, tra cui spicca la runa di Odal, che già faceva bella mostra di sé nel Rassemblement national populaire di Marcel Deat, prima di diventare l’emblema dell’italiana “Avanguardia Nazionale” di Stefano delle Chiaie, oltre ad essere stato lo stemma distintivo di una delle più feroci divisioni delle Waffen SS. Guarda caso, operativa propria in Montenegro, patria di quel Novak Milosev Vujosevic, che il nazi-killer non manca di citare sui suoi caricatori.
È singolare notare come il titolo del testamento ideale del terrorista sia l’esatta trasposizione in inglese della teoria della “Grande Sostituzione” (Le Grand Remplacement): fortunata invenzione dello scrittore francese Renaud Camus, politicamente schierato col suo movimento politico a fianco del Fronte Nazionale di Marine Le Pen. A titolo informativo, per i difensori della razza pura, Renaud Camus è dichiaratamente omosessuale.
Ma a fare bella mostra di sé sulle dotazioni tattiche del macellaio di Christchurch è soprattutto il sonnenrad, ovvero il Sole Nero tanto caro alle SS di H.Himmler, accompagnato anche in questo caso dalla sua variante slava: il Kolovrat (che poi è anche il nome di uno dei principali eroi dell’epica russa, Evpaty Kolovrat, nella lotta contro l’invasione mongola).
Entrambe i simboli sono collegati al neo-pagenesimo di ispirazione etenista ed alla Rodnoveria panslava. Per le organizzazioni skinhead e suprematiste, si tratta di una valida alternativa al cristianesimo con le sue insopportabili contaminazioni giudaiche. Ma il Kolovrat ricorre anche negli stemmi di gruppi paramilitari russi di matrice neo-nazista che combattono nel Donbass.
E che a loro volta si scannano con gli altri gruppi neo-nazisti ucraini, tra cui spicca il famigerato Battaglione Azov che nel suo stemma usa invece il sonnenrad.

Ovviamente, non mancano gli scambi culturali con le organizzazioni italiane…

Peraltro, il Sole Nero delle SS è presente anche negli stemmi della cosiddetta Antipodean-Resistance, una delle principali formazioni australiane della destra neo-nazista e vicina ai gruppi skinhead legati al suprematismo bianco (su tutti gli AtomWaffen Division ed i SonnenKrieg), con le loro trucide rappresentazioni artistiche
Poi va da sé che le ossessioni sono quelle di sempre: i froci, gli ebrei, i negri, i cinesi, gli stranieri in generale, con l’aggiunta dell’odio verso gli aborigeni (siamo pur sempre in Australia), nel terrore del meticciato.

Cosa più interessante, è l’organizzazione delle “Lads Society”, ovvero una variante nazi-sovranista di Fight Club per scazzottate identitarie, nelle preparazione dei futuri guerrieri senza sonno della “white revolution”.
L’Antipodean-Resistance è in realtà una confederazione di sigle, filiate attorno alla web community del sito IronMarch; forum fascista, lo definisce il suo stesso fondatore: un uzbeko, tal Alisher “Genghis” Mukhitdinov, che in rete si spaccia per russo e si fa chiamare Alexander Slavros…

Si tratta di un ‘burlone’ specializzato nell’autopromozione e nella produzione compulsiva di meme nazisti, che parla di guerre razziali di sterminio (evidentemente gli piacciono i “Diari di Turner”) e… feticismo (!), in un miscuglio di strasserismo revisionato in salsa nazional-bolscevica: Alexander Dugin per intenderci, già protagonista di agiografici servizi sul TG2 di Gennaro Sangiuliano, nella RAI 2 a conduzione del ritrovato Carlo Freccero, dopo la conversione sovranista.
Slavros (o Mukhitdinov, che dir si voglia) è molto attivo anche sul portale Daily Stormer (che si ispira apertamente al Der Stürmer di Julius Streicher), specializzato in antisemitismo esasperato (è costantemente in guerra con gli altri gruppi dell’Alt-Right per non essere abbastanza anti-semiti), campagne di trollaggio organizzato, e una venerazione per Donald Trump.
C’è da dire che l’ideatore e fondatore del portale, Andrew Anglin, dalle nostre parti è di casa… 
Non per niente, del The Daily Stormer esiste anche un’edizione italiana, tanto per non farci mancare nulla.
In realtà si tratta di recinti chiusi, letamai infetti dove nazifascisti di ogni latitudine possono masturbarsi a vicenda in nome della causa comune, fomentarsi ed armarsi virtualmente in attesa dello scontro finale. Ogni tanto qualcuna di queste bestie scappa dalle gabbie e mette semplicemente in pratica ciò che va predicando da mane a sera. Ma per ogni invasato in circolazione, c’è sempre una mente che li fomenta ed una mano che li arma…

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(120) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 3 marzo 2019 by Sendivogius

Classifica FEBBRAIO 2019”

 Cosa ricorderemo dell’Italietta nazi-populista dei grilloleghisti, al momento surgelata in frigorifero in attesa delle elezioni europee, una volta smaltita la grande sbornia sovranista, tra rutti etilici e flatulenze identitarie?!? Perché tutti i giochi di ruolo prima o poi giungono a loro naturale conclusione… e questo revival pecoreccio del Ventennio non fa certo eccezione.
Diciamo che l’immaginario collettivo si nutre di simboli, ovvero di singoli fotogrammi di una pellicola sbiadita, che la memoria degli italiani è come quella dei pesci rossi: non è vero che sia limitata a pochi secondi (al massimo dura un paio di settimane), conservando una qualche labile e confusa reminescenza degli avvenimenti più recenti, senza riuscire a ricordare esattamente in cosa consistano.
E quindi resteranno le sfilate in divisa di un ministro prêt-à-porter… le twittate varie del menù del giorno: pane e nutella, bucatini alla merda, fagioli alla scurreggiona, rigatoni alla zozzona, spaghetti alla puttanesca, tranci giganti di pizza dal Sudicio… con un vicepremier perennemente travestito da sbirro, che si ingozza di porcherie che farebbero rivoltare i porci, e ‘parla’ con gli amici immaginari di internet, chiedendo loro se gli vogliono bene. Insomma un caso clinico da manuale: single in crisi di mezza età, ossessionato dall’uomo nero; feticista compulsivo dalla sudorazione intensa, che surroga nella divisa la ricerca di ruolo e di rassicurazioni (l’invidia penis di un personaggio ridicolo mai giunto a maturità), ascolta Radio Balilla, e compensa le sue insicurezze croniche con le abbuffate bulimiche di cibo spazzatura, che secondo lui fanno tanto “ppopppolo”.
Eppoi un pupazzo del presepio napoletano, che sembra una caricatura di Elio, quello delle Storie tese, in gita al Cottolengo con tutto l’Asilo Cretinetti a 5 stelle e la galleria di casi umani rivestiti a festa per l’occasione, ad inseguire le scie chimiche che corrono sopra la terra piatta ed i complotti tutt’attorno.

Gente a cui “non viene mai in mente che la vita è una cosa seria e che c’è chi cerca di ricavarne qualcosa di decente invece di fare il coglione a tempo pieno” (Jack Kerouac).

Hit Parade del mese:

01. DEMOCRAZIA DIRETTA (I): Tu sei Rete

[22 Feb.] «Una formica non deve sapere come funziona il formicaio, altrimenti, tutte le formiche ambirebbero a ricoprire i ruoli migliori e meno faticosi, creando un problema di coordinamento.»
(Davide Casaleggio, il Pescatore)

02. DEMOCRAZIA DIRETTA (II): Certificazioni

[18 Feb.] «Il sito è sicuro e tutte le votazioni di Rousseau sono certificate da un ente esterno.»
(Danilo Toninelli, formaggino soresino)

03. DEMOCRAZIA DIRETTA (III): Cliccami!

[17 Feb.] «Chi parteciperà domani alla votazione su #Rousseau si sentirà per un attimo senatore della sua Repubblica. Si sentirà Stato, si sentirà elettore ed eletto, parte delle Istituzioni e ne avvertirà tutto il peso e l’emozione. Domani scriveremo insieme un’altra pagina di democrazia.»
(Ettore Licheri, il Romanziere)

04. IL RENZUSCONI (I): Coupe de theatre

[18 Feb.] «Prima un vero e proprio colpo di stato per farlo fuori da Palazzo Chigi. Ora, addirittura, vengono arrestati i suoi genitori. Vicende che fanno paura, indegne di un paese civile. Ha provato a cambiare davvero le cose, vogliono fermarlo ad ogni costo. #siamotuttiMatteoRenzi”.»
(Luciano Nobili, il Replicante)

05. IL RENZUSCONI (II): Balle catenate

[20 Feb.] «Non mi sembra una esagerazione cominciare a fare un parallelo fra #affaireDreyfus e quello che si può ormai definire #AffareRenzi. E forse si può sperare che ci sia anche oggi un #EmileZola che scriva un #Jaccuse.»
(Claudio Petruccioli, l’Esagerato)

06. KU KLUX KLAN CHIAMA ITALIA (I):
Impicchiamolo a casa sua

[17 Feb.] «La vittoria di Mahmood a Sanremo dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica. Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro paese.»
(Matteo Salvini, Grand Imperial Wizard)

06.bis KU KLUX KLAN CHIAMA ITALIA (II):
l’Elite radical-chic (e la fogna sovranista)

[10 Feb.] «La giuria, composta da critici musicali del ‘calibro’ di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic. E qual è la novità? Questi sono quelli sempre più distanti dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo. Ringrazio Sanremo perché quest’anno ha fatto conoscere a milioni di italiani la distanza abissale che c’è tra popolo ed élite. Tra le sensibilità dei cittadini comuni e quelle dei radical-chic. Per l’anno prossimo, magari il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi facciamolo contare!»
(Luigi Di Maio, la Puttana di Salvini)

06.ter KU KLUX KLAN CHIAMA ITALIA (III):
Meticciato islamico

[10 Feb.] «Un vincitore molto annunciato. Si chiama Maometto, la frasetta in arabo c’è, c’è anche il Ramadan e il narghilè, e il meticciato è assicurato. La canzone importa poco, Avete guardato le facce della giuria d’onore?»
(Maria Giovanna Maglie, la nazi-pasionaria)

07. MANICOMIO ITALIA (I): Pericolo Giallo

[15 Feb.] «Mi candido per il mio senso di responsabilità, si sta profilando un progetto di egemonia dell’impero cinese che è pericoloso per il mondo»
(Silvio Berlusconi, Salvator Mundi)

08. MANICOMIO ITALIA (II): Pacchi Napoletani

[18 Feb.] «Entro l’anno faremo un referendum per l’autonomia totale di Napoli, e a breve entrerà a regime la criptomoneta partenopea.»
(Luigi De Magistris, Pataccaro)

09. A LAVURA’ TERUN!

[03 Feb.] «Come recuperare il gap con le scuole del Nord? Ci vuole l’impegno del Sud, vi dovete impegnare forte… questo ci vuole. Più fondi? No! Impegno, sacrificio, impegno, lavoro e sacrificio.»
(Marco Bussetti, Ministro dell’Ignoranza)

10. MILIONI!

[10 Feb.] «In milioni sono pronti a mobilitarsi sul mio manifesto europeista.»
(Carlo Calenda, la Risorsa)

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RUSPA!

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , on 16 febbraio 2019 by Sendivogius

Che grande che è il Capitano!
Tra una foto dei compitini della prima elementare (pure sbagliati) e l’immancabile primo piano dell’inquietante piatto del giorno (che pare uno sformato di emorroidi fritte alla merda)… 

..dal balcone littorio di twitter, il Ministro della Polizia annuncia lo sgombero dei baraccati ammassati nella bidonville di S.Ferdinando, in quelle lande calabresi dell’ex Terronia che hanno condotto in trionfo il duce di ghisa per sopraggiunta sindrome di Stoccolma.
Salvini di oggi e di ieriNon una parola di cordoglio, fosse anche di circostanza, per il ragazzo senegalese bruciato vivo nella sua catapecchia, mentre cercava di ripararsi dal freddo della notte. Molta più empatia e considerazione ha trovato invece il puccelloso cagnolino di Bologna, scampato miracolosamente all’incendio del suo appartamento. E Onore ai Vigili del Fuoco (!).
I braccianti africani tante attenzioni non le meritano di certo. Sono negri, a loro piace vivere così. Meno che selvaggi. Portano “degrado ed illegalità”, che detto nella Calabria dominata delle ‘ndrine e sfregiata dall’abusivismo edilizio, è un po’ come dire che lo scioglimento della calotta artica è causata dalle scorregge degli orsi polari.
Il lavoro nero, lo sfruttamento, la criminalità organizzata… quelle vanno benissimo, non suscitano le apprensioni del Capitano, e meno che mai le inquietudini di quei bravi cittadini che sbavano adoranti per questo sudaticcio gargarozzone padano travestito da gendarme.
Cancellato, negato, spianato, ogni aspetto che abbia anche lontanamente una dimensione “sociale”, deprivato il fenomeno di ogni valenza “umana”, tutto è ridotto a problema securitario di ordine pubblico in funzione repressiva, a dimostrazione muscolare, per sorvegliare e possibilmente punire.

JIN-ROH

Ad ogni modo, ‘sti negri (di merda, per definizione) vanno cacciati via… deportati (e possibilmente tenuti nascosti là dove non possono essere visti)… SGOMBERATI!! twittato tutto in maiuscolo, con punto esclamativo brandito come manganello.
Perché Loro sono il Male e LVI è la cura.
Peccato però che senza i negracci ridotti alla miseria più nera e sfruttati nei campi con paghe da fame (quando e se vengono pagati), ai calabresi i pomodori, le olive e tutto il resto, toccherà raccoglierseli da soli.
È lo stesso paradosso che già affliggeva i redneck del Ku Klux Klan ai tempi belli della grande caccia al negro: come disporre di un bacino potenzialmente immenso di docile manodopera schiava a costo zero e al contempo tenere a bada una simile massa di scimmioni, tanto utili da sfruttare a morte quanto brutti a vedersi? Sempre per quella storia del “degrado”… meglio se unita alla minaccia strisciante dell’invasione aliena. Funziona sempre.

Lo sapevano anche i nazisti che costringevano gli ebrei a vivere in condizioni disumane, salvo poi additarli alla folla e dire: “Vedete? Sono parassiti, vivono nel sudiciume come ratti di fogna”.
Se il giochetto riusciva con gli ebrei, figuriamoci coi negri.
Che forza che è il Capitano!

 

Podestà di patria

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 17 settembre 2018 by Sendivogius

Grande scandalo ha suscitato a Trieste l’iniziativa didattica (le scuole a volte lo fanno!) del Liceo Classico “Petrarca”, per ricordare gli 80 anni dalla promulgazione delle famigerate Leggi razziali in Italia, ad opera del regime fascista.
 Sai quella roba strana tipo “Cultura”… preservazione della memoria storica… che fa subito correre la mano alla pistola nel cinturone degli sceriffi nostrani, che scambiano il ruolo di sindaco con quello di podestà?!?
Al sindaco della città, Carlo Dipiazza, uno che in campagna elettorale protendeva il braccino gridando A Noi! (è goliardia) nei raduni di Forza Nuova, la locandina utilizzata per l’esposizione non piace; giacché deve per certo trattarsi della subdola provocazione di qualche sinistro radical-chic. La reputa “eccessiva”. Evidentemente contiene messaggi “troppo forti” e violenti, per la sua sensibilità democratica. Sì, in effetti, a ben vedere, l’immagine è di una violenza inaudita: tre ragazze, presumibilmente ebree, e il titolo de “Il Piccolo” di Trieste che in prima pagina annuncia enfaticamente la loro epurazione da tutte le scuole del Regno d’Italia: provvedimento necessario, in difesa della pura razza italica. Peraltro in copiosa compagnia…

Ogni volta che si ricorda loro di quali aberrazioni fu capace il ventennio mussoliniano, i fascisti si offendono. Trovano la cosa “divisiva”. Non in sintonia con il processo di piena riabilitazione del nazifascismo, peraltro ampiamente sdoganato nell’Italietta littoria del sovranismo nazionalpopulista: erede diretta del prodotto originale, rielaborato al passo coi tempi in versione 2.0.
Pare che il sindaco, e ancor di più la sua giunta di diversamente fascisti raggrumati nel “centrodestra” italiano, non abbiano gradito l’uso della dicitura “razzismo in cattedra”. La loro non è censura, bensì un atto responsabile per “evitare polemiche”. E non si capisce bene se il problema sia il razzismo in quanto tale, o il suo uso discriminatorio in funzione anti-semita. Oggi infatti il razzismo va di gran moda (e a manovrarlo bene porta pure un sacco di voti!) anche se lo si preferisce chiamare “difesa dell’identità”, che non è valorizzazione delle diversità nelle loro peculiarità ma reazione “contro”, nella continua costruzione di un Nemico (vero o presunto che sia), contro il quale coagulare i (ri)sentimenti comuni di microidentità deboli per una coesione che non c’è in un tessuto sociale frantumato. E Dipiazza è uno che i negri li prende per il bavero.
Allora, caro (e)Lettore, capisci bene che certe mostre non s’hanno da fare, con buona pace degli incauti studenti del Liceo Petrarca.

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Mala Tempora

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 29 luglio 2018 by Sendivogius

Forlì… Vicenza… Napoli… Caserta… Latina… Roma… Firenze… Rosarno…
La stagione venatoria è aperta. Pare infatti che la caccia al negro stia rapidamente diventando lo sport preferito degli sbianchettatori etnici e difensori della razza, che per il momento devono ancora accontentarsi delle pistole ad aria compressa, in attesa di potersi comprare (e possibilmente usare) senza troppe difficoltà un’arma vera.

Forse perché dopo mesi di propaganda terroristica e rancori ampiamente rimestati, il veleno inoculato dagli apprendisti stregoni comincia a fare il suo effetto, nel corpo debilitato di una nazione infettata dal virus del “populismo sovranista”. Un tempo lo si sarebbe chiamato “fascismo”, ma oggi si usa definirlo così, sovranismo, pensando che la merda abbia un odore diverso se la si chiama con altro nome.

Magari perché ‘qualcuno’… per meri interessi di bottega elettorale… ha dato implicitamente ad intendere che ci si potesse togliere certi “sfizi”, per una maggiore comprensione del fenomeno, in considerazione del nuovo corso inaugurato dall’ennesimo “governo del cambiamento”…

E per questo si impegna ad armare con facilità ogni psicotico mentalmente disturbato che ne faccia richiesta e che evidentemente ha inteso il principio della “difesa (preventiva e illimitata) sempre legittima“, col concetto del ti posso sparare quando voglio

Comunque sia, nell’Italietta autarchica e dei crocifissi branditi come martelli, il numero crescente dei negri sparati non fa nemmeno notizia. Certamente non increspa il faccione sorridente del Fouché prestato al Viminale, il quale ancora non ha capito la differenza che intercorre tra un Ministro degli Interni ed un ministro di polizia. E infatti non ha trovato nulla da ridire; non una parola, nella pioggia di commenti, sfottò, provocazioni, e menù del giorno (Gnam! Gnam!), coi quali ingolfa quotidianamente l’etere dal suo profilo twitter. Ma qui parliamo di uno che, totalmente ignaro del proprio ruolo istituzionale, passa il grosso del suo tempo ad insultare e dileggiare i 4/5 degli italiani che non l’hanno votato, come un qualsiasi capo-squadrista miracolato al governo dopo la Marcia su Roma.

D’altronde, Lui è uno che “parla da papà”, rispolverando un certo paternalismo d’antan, che gli spin-doctor ritengono possa fare breccia su un elettorato prevalente di nonni ed anziani, credendo  siano tutti dei vecchi rincoglioniti nostalgici di Benito buonanima.
Fortuna che a mitigarne gli eccessi, fermo nel suo centro di irrilevanza permanente, c’è il cugino trasparente dell’Uomo invisibile: tal Giuseppe Conte, provvisoriamente dimenticato come soprammobile alla Presidenza del Consiglio, che invece si definisce il “pater-familias dello Stato” (sic!). Abbiamo perso per strada il papi della patria, ma ci guadagniamo un “papà” ed un “pater” (due al prezzo di uno!).
 Dall’altra metà dello stesso cielo, abbiamo invece un vecchio riccone 70enne che campa di rendita da una vita, mentre parla di frugalità e si atteggia a S.Francesco, blaterando di “democrazia diretta”: ovvero 20.000 “utenti certificati” che sparano cazzate in un’indistinta cacofonia on line, discettando di leggi, incarichi e nomine, eppoi si limitano ad approvare le decisioni di un fantomatico “Staff” della Casaleggio Associati, in plebisciti bulgari a colpi di clic, su una piattaforma informatica gestita direttamente da una società privata. Per questo è alleato organico di governo con un partito di estrema destra, esplicitamente pervaso da venature neo-naziste che non si preoccupa nemmeno più di nascondere. E se il suo socio in affari, Casaleggio jr, sostiene che il parlamento è inutile (la Camera dei Fasci e delle Corporazioni potrebbe essere un’ottima alternativa), l’e_guru afferma che le elezioni vanno eliminate, o al massimo sostituite dall’estrazione a sorte del primo idiota utile, che non risponde al popolo ma alla “Piattaforma Rousseau” (peggio di Orwell!). Perché la “democrazia è superata”. La dittatura invece è tornata di moda!

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CANNIBAL MEDIA

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , on 12 febbraio 2018 by Sendivogius

Chissà come farebbe un Matteo Salvini, se non ci fossero i negri.
Senza lo spauracchio dell’uomo nero da agitare a tambur battente, al passo (dell’oca) della grancassa mediatica, starebbe ancora lì a giocare con le ampolle di vetro del dio Po, con elmi cornuti, mutande verdi, e coretti da stadio sui “napoletani colerosi”, fantasticando l’esistenza di una immaginaria repubblica della padania. Fortuna che ci sono i negri! Altrimenti gli toccherebbe parlare di roba noiosa come Lavoro, Reddito, Economia, Relazioni internazionali… Cose un tantino più complicate rispetto a stronzate assortite come la flat-tax (con aliquota al 15% e invariati capitoli di spesa), referendum sull’euro, ruspe e più fucili per tutti. Quando un Salvini, a proposito di precarietà e tutele, se ne esce con menate del tipo “aboliremo i contratti interinali a progetto”, ignorando il fondamentale particolare che i contratti interinali escludono quelli a progetto e viceversa, ti rendi conto che come tutti i cialtroni analfabeti miracolati dalla politica, Salvini di dinamiche occupazionali non sa assolutamente un cazzo (e come potrebbe?!? non avendo mai lavorato nemmeno mezz’ora in tutta la sua parassitaria esistenza), come del resto su ogni altra cosa sulla quale va blaterando a vanvera senza posa.
Molto meglio pescare a piene mani in sordidi fattacci di cronaca nera, con contorno di negracci assassini. Funzionano sempre, quando si tratta di raggrumare attorno a sé tutto il peggio della fascisteria nostrana, aspirando a diventare il nuovo sole (nero) della galassia neo-fascista, lievitata nelle curve degli ultrà e confluita nel nazi-leghismo d’accatto. E farlo in concorrenza coi Fascisti d’Italia dell’appallata Giorgia Meloni, che nel delirio oramai quotidiano di epurazioni e malcelato desiderio di pulizie etniche, non manca anche lei di golose figure di merda, nella gara al più nazi del regime.
Perché è ovvio che ad un Salvini ed ai suoi degni camerati, della povera Pamela Mastropietro e della sua orribile fine, non è mai interessato nulla, a parte la cinica strumentalizzazione del delitto per miserabili finalità di bottega elettorale.

«Sappiamo benissimo che se Pamela Mastropietro fosse stata vittima d’un italiano, a nessuno sciacallo sarebbe fregato niente di lei. Si sarebbe parlato di “Cultura dello sballo”, e quegli stessi bollettini di propaganda, che adesso la sfruttano come giustificazione per il terrorismo neofascista, l’avrebbero incolpata della sua stessa sorte

Alessandra Daniela
(11/02/2018)

Ma vuoi mettere?!? L’occasione era troppo ghiotta per non essere sfruttata ed eccitare le fantasie morbose dei troppi sciacalli, che reclamavano la loro libbra di carne fresca: il pasto nudo da servire crudo e ben al sangue, aizzando gli animi e parlando di pronta scarcerazione dei colpevoli, o farneticando di rituali voodoo per la fabricazioni di amuleti e culto del Palo Mayombe (ignorando con ogni evidenza i sapientoni, che quest’ultimo è diffuso nei Caraibi e non in Africa). E si capisce bene che alcuni delitti sono mediaticamente meglio spendibili di altri; altrimenti, se proprio dobbiamo rimestare nel torbido (e non ci piace farlo!) avrebbe fatto notizia anche il rinvenimento delle dieci buste di plastica disseminate nelle campagne di Valeggio sul Mincio, nel veronese, e contenenti i resti di una donna fatta a pezzi con una motosega. O la morte di Jessica Faoro, sfregiata e sventrata con più di quaranta coltellate, per non aver ceduto alle avances sessuali dell’italianissimo porco che ne sfruttava la situazione di bisogno. Ma lì mancava appunto il pezzo forte della narrazione horror: niente negri a dare un tocco di colore!
Perciò, adesso è tempo di richiudere il razzismo nazifascista nelle sue cloache, ricacciandone i rigurgiti in culo ai troppi imprenditori della paura in cerca di lucro elettorale a buon mercato, e destarsi in fretta dal trip lisergico degli apprendisti stregoni in camicia nera. Che questo Paese merita infinitamente di meglio di un Matteo Salvini e dei suoi emuli da Ku Klux Klan, nella più squallida campagna elettorale come non si vedeva dai tempi di Catilina.

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(107) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 3 febbraio 2018 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2018″

Appassionante come la carcassa putrefatta di un cane morto, continua la farsa delle candidature elettorali, nel grande shithole della politica italiana: il pozzo nero con la fuffa intorno, dove ogni minimo di decenza o parvenza di dignità sembra ormai sprofondata in un gorgo indistinto di stronzate surreali, che mai si ricordino a memoria di televendita, tanto che Wanna Marchi al confronto sembra una sobria statista di altri tempi e Cetto La Qualunque un raffinato teorico del realismo politico.
Nell’Era dei Cazzari, il mondo appartiene ai cialtroni: contaballe professionisti e spacciatori industriali di fuffa all’ingrosso, con la loro corte dei miracoli, e soprattutto di miracolati da certa ‘politica’ che fa del cialtronismo una professione; la claque sempre al seguito e pronto impiego, per le esibizioni coreografiche degli abborracciati capetti in grisaglia, alla ricerca di una rendita sicura in parlamento. Tra di loro condividono l’ignoranza abissale e l’incontenibile faccia come il culo. E fin tanto che non otterranno la loro elezione per meglio fottere ancora, ci toccherà subire questa giostrina demente di macchiette caricaturali, che si agitano su cavallucci a dondolo, roteando sciabolette di latta spuntate. Sono i nuovi mostri della politica italiana. E per rintracciare una simile galleria di facce da culo, bisognerebbe ritornare alla commedia grottesca degli Anni ’60, se non fosse che questi sono infinitamente peggio.
In un crescendo mirabolante di promesse impossibili (stronzate per l’appunto!) ed iperboliche elargizioni di massa, di chi ritiene che gli elettori prima ancora che convinti vadano soprattutto comprati, e con le quali i cazzari si inseguono tra loro nella corsa a chi la spara più grossa, il premio alla miglior faccia da culo di sempre spetta indubbiamente a Lui, l’intramontabile Pornonano, campione indiscusso della categoria. E sarebbe destinato e rimanervi ancora a lungo, se solo una faccia ce l’avesse ancora, nascosta com’è da un multistrato di fard e cerone che conferiscono il tipico colorito argilloso al mascherone funebre che ne ricopre il volto, con la tripla passata di vernice per mogano in cima al prepuzietto, per simulare la ricrescita della peluria. Insomma, un barcollante zombie della politica in circolazione da 25 anni (ma che ha in schifo i “professionisti” della suddetta), che caracolla incerto sui tacchi da 12 come un E.T. sodomizzato di fresco, e ciancica mentine cercando di non perdersi per strada la mandibola, mentre parla di detassazione del cibo per animali, tonsura canina, e le immancabili dentiere. Insomma, una roba grottesca!
Alla sua (estrema) destra si agita il porcinesco uomo con la felpa, davvero convinto di fare il premier, ed al cui confronto il canaro di Arcore ci fa un figurone..! Il programma di Salvini è semplice: zero tasse, armi per tutti, giustizia sommaria, “radici cristiane” e zero diritti civili, i dazi (in un paese che vive prevalentemente di esportazioni), niente vaccini, caccia grossa ai negher che minacciano la “razza bianca”, ed i suoi bifolchi della provincia profonda. Insomma, l’Alabama del 1930.
A chi parla di “deriva neo-fascista” della Lega salvinizzata, bisognerebbe far notare che la Lega è sempre stata compiutamente fascista, fin dai tempi della fantomatica “Padania” disegnata sui confini della Repubblica di Salò e ad essa perfettamente sovrapponibile. Con Salvini ha fatto un passo in più: è la formazione politica di un qualche rilievo, che più di ogni altra è prossima al nazismo. Nell’attesa che la mutazione sia completa, non c’è merda fascista o razzista da KKK che Salvini non vada ad omaggiare o legittimare, sciacallando nel frattempo su ogni tragedia che possa lucrargli qualche voto. É la punta ‘moderata’ della coalizione di “centrodestra”.
 Epigono più riuscito della cucciolata pur copiosa del berlusconismo di ritorno, è invece l’aitante Adone di Rignano sull’Arno, quello che se perdeva il referendum costituzionale lasciava la politica e faceva il conferenziere per le università private, convinto che per sentire le sue stronzate lo pagavamo pure!
E’ il trombato di lusso, che da quando è segretario del partito bestemmia è riuscito a perdere ogni elezione possibile, e provocato una scissione, mentre corre baldanzoso incontro ad una debacle epocale che forse ce lo leverà dai coglioni una volta per tutte, nonostante abbia riplasmato il partito a proprio immagine e somiglianza con un’insufflata di “fedelissimi” (che lo tradiranno non appena avranno di meglio a cui raccomandarsi). E che ora pensa di risalire la china con una specie di Lista Beautiful di volti noti mediaticamente spendibili e nulla più. È la variante gggiovane della “rottamazione”, mentre ripropone l’eterna Emma Bonino, ricicla un Pier Ferdinando Casini in un collegio sicuro (o così gli ha fatto credere) a Bologna, forse per l’ottimo lavoro fatto nella commissione per Banca Etruria, e piazza i suoi balilla in listini protetti come i panda per salvarli dalla prossima estinzione.
Come un disco rotto, che si inceppa sempre sulla stessa nota, va ripetendo fino allo sfinimento il mantra degli ottanta euro (che tanta fortuna gli anno portato alle elezioni europee, le uniche vinte) e ancora non ha capito che il prodotto non vende più da tempo. Ora che invece è evidente il bluff dei posti finti e dei diritti azzerati di chi lavora, il Job Act lo sventola assai meno, se non come provocazione per appagare i padroni (ops! Benefattori datori di lavoro!!).
Sulle cazzate di questo coso buffo non vale neanche più la pena di perderci tempo. Ancora un paio di mesi e sarà storia passata e sepolta.
Un occhio di riguardo invece alla fu Setta del Grullo, scippata al sommo W@te® dalla Casaleggio Associati per usucapione, con la proiezione olografica di un Luigi Di Maio, forte del suo formidabile curriculum professionale, a fare da “capo politico” (o prestanome?): l’app aziendale che va in crash ogni volta che si imbatte in un congiuntivo, e che dovrebbe vigilare sulle liste di candidati pescati a strascico sul webbé, insieme a qualche esperto in fuffologia applicata per rassicurare i ‘mercati’. Perché uno vale l’altro, quando il “capo” decide per tutti e le decisioni che contano sono rimesse all’insindacabile giudizio di un fantomatico “Staff”, con un livello occulto che tutto controlla dietro la farsa delle cliccarie.
Che vinca il peggiore!

Hit Parade del mese:

01. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Sono davvero straconvinto che siamo l’unico argine al razzismo. Oramai agli italiani è evidente»
 (Matteo Salvini, l’Anti-razzista)

02. PARLA COME MAGNI!

[20 Gen.] «L’atomistica liberale mira a dissolvere la famiglia nella pluralità nomade e diasporica degli io irrelati o, in modo convergente, a ridefinirla come mero assemblaggio effimero e a tempo determinato, rispondente in via esclusiva al libero e illimitato desiderio.»
(Diego Fusaro, il Sofista)

03. SEMPRE VOLLI

[03 Gen.] «Il Movimento ha sempre detto che noi VOLESSIMO fare un referendum sull’euro »
(Luigi Di Maio, il Coniugatore)

04. RESTAURI

[18 Gen.] «E’ vero che questo non è il tempo della rottamazione, come dice Calenda è bella l’immagine della costruzione. Ma sappiamo che se non ci fosse stata la fase della rottamazione oggi il ceto politico sarebbe quello del passato. Non dobbiamo tornare a schemi del passato. Se c’è un disegno politico non originale e non inedito è restaurazione di quelli che c’erano prima e non la permetteremo»
(Matteo Renzi, il Vecchio che resta)

05. IL PARTITO DEI MODERATI

[26 Gen.] «Vorrei i miei vigili armati di kalashnikov»
(Nicola Fragomeni, il Mitraglietta)

06. MESSAGGIO CULTURALE

[07 Gen.] «Come Presidente del Maggio Musicale sostengo la decisione di cambiare il finale di Carmen, che non muore. Messaggio culturale, sociale ed etico che denuncia la violenza sulle donne, in aumento in Italia.»
(Dario Nardella, Pupazzo fiorentino)

07. SPIRITO DI SACRIFICIO (I)

[26 Gen.] «In tutti i prospetti che girano sulle candidature c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti.
[…] Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. […] E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio.»
(Roberto Giachetti, il Sacrificato)

08. SPIRITO DI SACRIFICIO (II)

[27 Gen.] «Ieri ho scritto chiaramente che rinunciavo alla candidatura sicura nel plurinominale per combattere esclusivamente nel collegio uninominale di Roma 10 dove vivo da sempre. Un collegio difficile, ma che avrei fatto di tutto per portare a casa, con lo stesso spirito con il quale ho lottato per conquistarmi un posto alle parlamentarie del 2013 quando nessuno puntava una lira sul fatto che potessi farcela, con lo stesso spirito con il quale mi sono candidato a Roma, dopo aver vinto le primarie, sapendo perfettamente che era una battaglia persa.
Ho appreso solo nella tarda mattinata di ieri che quel collegio, che nei giorni scorsi sulla stampa era indicato come il collegio destinato a me, era stato inserito nell’accordo con i radicali.
In ragione di questo, per tutto il giorno, insistentemente, mi è stato chiesto di rivedere la mia scelta di rinunciare al paracadute plurinominale.
[…] In nottata mi è stato comunicato che, presumo anche in ragione delle mie responsabilità nazionali, sarei stato candidato in un collegio della Toscana dove peraltro sono stato spessissimo in questi anni a fare iniziative. Certo, so bene che quel collegio è più sicuro di quello dove volevo candidarmi.»
(Roberto Giachetti, il Paracadutato)

09. TI ASPETTIAMO CON ANSIA…

[22 Dic.] «Sono pronto per la campagna elettorale: il mio collegio sarà Firenze. Passo dall’auto blu alla vespa blu: andrò casa per casa.»
(Matteo Renzi, il Maleandante)

10. UN FIORINO!

[28 Gen.] «Se sarò premier metterò i dazi come Trump.»
  (Matteo Salvini, il Trumpista)

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QUOTE NAZI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 13 settembre 2017 by Sendivogius

In una delle sue consuete manifestazioni di razzismo applicato, a cui ci ha ormai abituato da tempo quella sottospecie di succursale padana del KKK che va sotto il nome di Lega, la giunta nazista in quell’anomico buco di culo pedemontano che si fa chiamare “Pontida”, per null’altro famoso se non per un giuramento di 850 anni fa e le pagliacciate neo-völkisch che tanto piacciono ai camerati padani in camicia verde, è riuscita a trasformare la normativa per l’istituzione di un normalissimo parcheggio riservato alle donne incinte, in un surreale manifesto anti-gender. Tanta deve essere l’ossessione di questi puttanieri professionisti, autopromossi a difensori della famiglia “naturale” (come se ne esistessero di innaturali), per una specifica della quale proprio si sentiva il bisogno e con la quale le potenziali aventi diritto vengono discriminate in base all’orientamento sessuale e la provenienza ‘etnica’.

1. Ai fini del presente regolamento per ‘nucleo familiare naturale’ si intende una famiglia composta dall’unione di un uomo ed una donna a fini procreativi.
2. Ai fini del presente regolamento per ‘donna’ si intende un individuo umano con sesso femminile risultante dai registri anagrafici della Città di Pontida.
3. Ai fini del presente regolamento per ‘fase di gestazione’ si intende il periodo temporale in cui una donna presenta uno stato di gravidanza clinicamente accertato.
4. Ai fini del presente regolamento per ‘fase di puerperio’ si intende il periodo temporale di durata annuale decorrente dalla data di nascita anagrafica della prole di un nucleo familiare naturale.

Con pignoleria certosina, il legislatore pontidese ha sentito altresì l’imprescindibile dovere di specificare cosa si intenda per “donna” ed in che modo vada riconosciuto lo stato di gravidanza, onde evitare eventuali errori nell’attribuzione dello stesso. Evidentemente, dalle parti di Pontida (che coi suoi 3.000 abitanti scarsi si autodefinisce “città”, nel medioevo forse) e dei troppi villaggi di Borgo Citrullo, votati al nazismo leghista, dopo secoli di copule endogamighe tra consanguinei, devono avere serie difficoltà a distinguere un “individuo umano con sesso femminile”, in aggiunta all’evidente convinzione che un uomo possa rimanere incinto. Così come, pare siano altrettanto convinti che la “fase di puerperio” sia impossibile al di fuori di un contesto che prescinda, per i più svariati motivi, dal “nucleo familiare naturale”.
Ora, immaginate di istituire parcheggi per disabili (perché il principio è lo stesso) con la sosta interdetta a tutti quei portatori di handicap, in base alle appartenenze di genere e di razza, con tanto di ‘polizia politica’ chiamata a verificare non l’effettiva disabilità, ma le eventuali pratiche sessuali, meglio se previa schedatura preventiva per riconoscere lesbiche e busoni, per giunta non residenti, che dovessero usurpare l’esclusivo diritto di parcheggio alla nazi-car dell’oriundo padano…
Da una serie di norme e di divieti si possono desumere gustosi bozzetti di vita quotidiana e lo spirito che uniforma una comunità, ancorché affetta da seri disturbi mentali. Soprattutto se ne ricava che un leghista, ancorché nazista, resta sempre un inguaribile coglione.

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