Archivio per Potere Assoluto

Prostatite di regime

Posted in A volte ritornano, Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 11 dicembre 2009 by Sendivogius


 Sbirciare nelle stanze della politica italiana è un po’ come entrare in una camera del tempo, coi suoi afrori medioevali, le sue atmosfere da ancien regime, la sua Vandea longobarda… tra emuli del Re Sole, croci, spadoni, servetti e paggetti…
Una grande corte imperiale dove tra le infinite schiere di lacché puoi incontrare un Gasparri o un Capezzone in livrea, che giovano felici con le loro feci.
Una via di mezzo tra un bordello ed un reparto geriatrico, pieno di vecchietti viziosi e bizzosi che si scambiano allusioni sessuali, ammiccamenti leziosi, esibizioni virtuali in requiem di avvizzite propaggini genitali ormai inservibili.
Il Bossi da Giussano che lo tien dur; il super Silvio dalle palle grandi così
Controllano gli antichi arnesi del mestiere, da passare in revisione oncologica per il tagliando prostatico, nell’evocazione collettiva di mitologici priapismi, a ricordo delle loro povere minchie infiammate da bollenti ardori mai sopiti e consumate dal tempo che (forse) fu…
Patetici  vegliardi che funestano un paese dall’orlo dell’ospizio.

Il potere logora; il potere assoluto logora assolutamente.
 L’uscita di scena di un despota non è mai indolore. La senilità avanzata è spesso un’aggravante. Con l’avanzare dell’età, il gusto per il potere diventa ossessione. Ogni ossessione si nutre di paranoie, alimentate dai fantasmi della cattiva coscienza.
Il tramonto dei grandi dittatori è sempre stato contraddistinto da manie di persecuzione: Stalin… Mao Tse-Tung… Hitler… nella loro vecchiaia erano tutti ossessionati dal costante sospetto di complotti, dalla presenza di traditori e nemici nascosti ovunque.
Nei suoi deliri di onnipotenza, il ducetto di Arcore non fa eccezione. Ad aggravare la prognosi, le sue psicosi sono esasperate da una concezione proprietaria delle istituzioni, secondo un’ottica padronale mutuata direttamente dai consigli aziendali.
Nella sua logica distorta, Berlusconi si reputa “l’imprenditore (padrone) dell’azienda Italia” di cui controlla la maggioranza del pacchetto azionario (voti elettorali). Il ‘Consiglio dei Ministri’ è solo la variante di un ‘Consiglio d’Amministrazione’ aziendale.
Il mandato elettorale non è un servizio pubblico, ma una proprietà privata, cedibile soltanto attraverso un’OPA ostile e senza nulla concedere, perché chi possiede la maggioranza nel controllo dell’Azienda, detiene il potere assoluto senza contrappesi, senza i “lacci e laccioli” che limitino la libera intrapresa. Né è concepibile l’esistenza di altri poteri al di fuori dell’Esecutivo, che raggruppa in sé il Legislativo ed imprime l’indirizzo del Giudiziario, ridimensionato ad ‘ordine professionale’ e dipendente.
Perciò, in tale prospettiva mercantilistica, non possono esistere organismi di controllo esterni né istituzioni ‘terze’ o di ‘garanzia’ (CSM; Corte Costituzionale) che vengono dunque intese come aziende minori e fuori concorrenza, quasi si trattasse di sussidiarie partecipate e gerarchicamente sotto il controllo del Presidente della Repubblica, che viene considerato alla stregua di amministratore delegato di una specie di holding rivale ma in posizione subalterna. Pertanto, Napolitano tenga sott’occhio i suoi dipendenti e che taccia!
In termini di impresa, non esiste qualcosa di equivalente ad un ‘Parlamento’ giacché la cultura di impresa è totalmente estranea all’esercizio democratico.
Coerentemente e nei fatti, il Parlamento ha cessato di esistere: non produce più leggi, ma si limita ad approvare i decreti emanati dal governo tramite voto di fiducia su testi blindati, senza alcuna possibilità di discussione o di modifica (emendamenti). Esautorato di ogni funzione sostanziale e della sua stessa natura dibattimentale, il Parlamento è una scatola vuota ridotta ad un ruolo puramente formale: protocollare gli atti del governo (il CdA del Presidente) e in questo non dissimile dalla “Camera dei Fasci e delle Corporazioni” di mussoliniana memoria.
Così come avviene nelle imprese, al massimo può esserci un assemblea dei soci di maggioranza, degli azionisti, insomma di gente che detiene una fetta di interessi e partecipazione di capitale nell’organigramma aziendale. E infatti Berlusconi risponde solo al suo popolo (che chiama PdL) ed ai suoi sodali, in una visione assolutamente parziaria del suo operato. Gli incontri però non avvengono attraverso dibattiti o congressi. La forma scelta è la convention (mutuata dal marketing pubblicitario) e, in misura maggiore, l’adunata (prossima a ben altre memorie). Tutto il resto, nella migliore delle ipotesi, non esiste. Diversamente, raccoglie “tutto il male possibile”.
Già l’ora s’avvicina, a prescindere da Berlusconi, l’Italia è pronta per avere un altro duce e un altro re. Prendi uno e trovi due!

Post Scriptum
 Domani (12 Dicembre) ricorre il 40° anniversario dell’eccidio di P.za Fontana a Milano: la prima strage di Stato ed il principio di una lunga serie…
La bomba alla Banca dell’Agricoltura milanese (e gli attentati collegati a Roma) costituisce l’inaugurazione di un articolato corollario di depistaggi, insabbiamenti, coperture politiche, funzionale ad un meccanismo di potere ben oliato e pronto a scattare per principio di conservazione.
Poliziotti compiacenti; prove fondamentali che vengono distrutte; Anarchici che volano dalle finestre della Questura per “malore attivo”; testimoni che spariscono in sfortunati ‘incidenti’; pesanti intromissioni nelle indagini da parte governativa; processi trasferiti da un tribunale all’altro, su e giù per la Penisola; indiziati che vengono fatti espatriare ed altri che diventano onorevoli… Inconfessabili complicità, molti colpevoli, impunità per tutti!
La strage di Milano è l’evento di rottura democratica che segna l’inizio della cosiddetta “strategia della tensione” in Italia, a favore di una svolta autoritaria.
Si tratta di un copione che gli italiani hanno imparato a conoscere bene nel corso degli anni… Alcuni lo hanno osteggiato. Altri si sono lasciati trascinare dagli eventi. Molti lo hanno infine avvallato col loro voto. Il percorso è stato lungo e travagliato, ma dopo tanto penare i risultati stanno superando le migliori aspettative dei vecchi ‘Maestri’, venerabili o meno che siano…

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Nel nome del Popolo Sovrano

Posted in A volte ritornano, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , on 11 ottobre 2009 by Sendivogius

“Se c’è un governo legittimato dal sostegno degli elettori è il nostro. E’ chiaro che siamo maggioranza.
Sono stato scelto dal popolo. Non credo che si possano consentire improperi e insulti a chi è eletto direttamente dal popolo.
Abbiamo il consenso del 68% degli italiani e abbiamo il Popolo delle Libertà”
  (Silvio Berlusconi – 11 Ottobre 2009)

01 - benito mussolini BENITO MUSSOLINI. Il 16 Novembre 1922, dopo due settimane dalla “Marcia su Roma”, Mussolini diventa ‘presidente del consiglio’.
Il leader del PNF non aveva i 300.000 bergamaschi in armi, millantati da Bossi, ma troppi ‘comunisti’ ad insultarlo e nessuno che per consolarlo gli cantasse: “fortuna che Benito c’è!” nonostante l’abbondanza di imbecilli in estasi. Però dichiara:
“Con trecentomila giovani armati di tutto punto, decisi a tutto e quasi misticamente pronti ad un mio ordine, io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di infangare il Fascismo. Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto”. Ci ripenserà presto…
Alle elezioni politiche del 6 aprile 1924, la Lista Nazionale (il Listone) che accorpa Fascisti, Nazionalisti e Liberali, insieme alle liste collegate, ottiene la maggioranza assoluta con il 64,9% dei voti. Il successo elettorale gli permetterà di rivendicare la supremazia del potere esecutivo con l’accorpamento nelle sue mani di tutti gli altri poteri dello Stato.

02 - hitler ADOLF HITLER.  Alle elezioni politiche del 31 Luglio 1932 per il rinnovo del Parlamento tedesco (Reichstag), i nazionalsocialisti dello NSDAP ottengono il 37,4% dei voti divenendo il partito più importante della Germania (ancora) democratica. 
Il 30 gennaio 1933 Hitler viene nominato Cancelliere. Il leader, democraticamente eletto dal popolo sovrano, forma un governo di coalizione con nazionalisti e conservatori di centrodestra. Il ministro Goering, fedelissimo di Hitler e presidente del Reichstag, annuncia trionfante: “Oggi inizia una nuova era fondata sulla Libertà”.
Lamentando di non avere la maggioranza necessaria per poter governare ed attuare così le sue riforme, il cancelliere A. Hitler indice nuove elezioni denunciando un tentativo di golpe da parte dei soliti comunisti e delle Sinistre.
La campagna elettorale è violentissima, caratterizzata da abusi ed intimidazioni costanti dei nazisti. Hitler ed i nazisti si impongono con una campagna martellante attraverso un sapiente uso dei media dei quali detengono il monopolio. 
Alle elezioni del 15 Marzo 1933 lo NSDAP ottiene il 43,9% dei consensi. Insieme agli alleati del Partito Nazionale del Popolo tedesco (DNVP), i nazisti hanno la maggioranza parlamentare col 51,8% dei voti e possono così modificare la Costituzione repubblicana, attribuendo ad Hitler i pieni poteri.

03 - Hitler e Mussolini

Importante poi è la costruzione del consenso popolare; la sua esibizione scenica a supporto del potere… 04 - Norimberga 1934

05 - Piazza Venezia - RomaL’unzione popolare tramite immersione nel corpo sacro della Nazione, a sottolineare l’empatia con le masse e l’identificazione dell’Unto, dell’Uomo della Provvidenza, col suo popolo giubilante, contro i complotti dei demo-pluto-massonici ed i poteri forti06 - Dortmund1933

07 - Piazza Venezia - Roma (1)Sono cose che un Cicchitto e un La Russa sanno bene:

Il Pdl sta intanto pensando a una propria manifestazione di sostegno al premier Berlusconi e al governo. È evidente che l’attacco al presidente del Consiglio di precisi settori politici e finanziari è concentrico e lungo più direttrici
  (Maurizio Cicchitto – 5 Ottobre 2009)

È urgente organizzare una grande manifestazione popolare con l’obiettivo di difendere la democrazia e la libertà nel nostro paese
  (Ignazio La Russa – 5 Ottobre 2009)

Ma il fascismo dobbiamo riviverlo proprio tutto, prima che gli anglo-americani si decidano a invaderci?!?

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