Archivio per Pornocrate

COSE TURCHE!

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , on 11 settembre 2013 by Sendivogius

Berlusconi contro l'Italia

Con le sue anomalie elevate a pratica sistemica normalizzata nel tempo, l’Italia ci ha abituato ad ogni assurdità (im)possibile…
Tuttavia, se si ha ancora un barlume di coscienza, fa un certo effetto assistere alle convulsioni di un noto pregiudicato disperatamente aggrappato al suo seggiolone da Senatore della Repubblica, già quattro volte Presidente del Consiglio, ricorrere in sede europea (dove è considerato poco più di un delinquente) contro l’Italia, che pretende di dominare (e fottere!) come una delle sue puttane.
Per il Sardanapalo di Arcore, ed i suoi compiacenti ruffiani di corte che pretendo di plasmare le istituzioni ad uso ed abuso del flaccido corpo del pornocrate, nell’assolutizzante fusione dei poteri, qualora servisse a qualcosa, nell’ambiguità dell’insieme, bisognerebbe suggerire la lettura di un Montesquieu…

Esistono tre specie di governi: il REPUBBLICANO, il MONARCHICO e il DISPOTICO. Per scoprirne la natura, basta l’idea degli uomini meno istruiti. Io presuppongo tre definizioni, o meglio tre fatti: che il governo repubblicano è quello nel quale tutto il popolo o soltanto una parte di esso detiene il potere sovrano; il governo monarchico è quello nel quale uno solo governa, ma tramite leggi fisse e stabilite; nel governo dispotico invece uno solo, senza leggi e senza regole, trascina tutto con la sua volontà ed i suoi capricci.

 Charles-Louis de Montesquieu
 “Lo spirito delle leggi” (II, 1)

Pattume'10 (Roberto Carte - zonamorta.com) Per uno che ha fatto della coazione a delinquere un requisito comportamentale, convinto che la misura delle cose sia funzionale all’appagamento di un ego smisurato, la presunzione d’impunità è l’etica stessa del suo potere personale. È una convinzione intangibile ed immanente come la sua pretesa di immunità nell’assolutezza dell’arbitrio, fondato sull’istituzionalizzazione dell’abuso reiterato nell’essere ‘oltre’ e al di sopra delle leggi, dal rispetto delle quali ritiene con ogni evidenza di essere dispensato per una sorta di diritto divino.

Quando in una stessa persona, o nello stesso corpo di magistrati, il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non c’è piú libertà; perché sussiste il legittimo sospetto che lo stesso monarca o lo stesso senato possa fare leggi tiranniche per poi tirannicamente farle eseguire.
Cosí non c’è piú libertà se il potere di giudicare non è separato dal potere legislativo e dall’esecutivo. Infatti se fosse unito al potere legislativo, ci sarebbe una potestà arbitraria sulla vita e la libertà dei cittadini, in quanto il giudice sarebbe legislatore. Se poi fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza d’un oppressore.
Tutto sarebbe perduto infine, se lo stesso uomo o lo stesso corpo dei governanti, dei nobili o del popolo, esercitasse insieme i tre poteri: quello di fare leggi, quello di eseguire le pubbliche risoluzioni e quello di giudicare i delitti o le cause fra privati.
Nella maggior parte dei regni europei, il governo è moderato perché il principe, che detiene i due primi poteri, lascia ai suoi sudditi l’esercizio del terzo. Presso i Turchi, dove i tre poteri sono riuniti nelle mani del sultano, il regno è uno spaventoso dispotismo.

 Charles-Louis de Montesquieu
 “Lo spirito delle leggi” (XI, 6)

Homepage

L’Autunno del Patriarca

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , on 16 settembre 2011 by Sendivogius

Un fantasma si aggira per l’Europa…
Non sventola i drappi scarlatti che tanto terrorizzavano i gretti bourgeois di inizio ‘900, coi loro modi affettati, gli abiti di sartoria, e le fucilerie ben oliate, pronte a stroncare ogni rivendicazione sociale a passo di marcia.
È questo un fantasma a loro molto più familiare… viene da vicino… nasce in casa… lontanissimo da quella società civile, irrisa e sacrificata in nome del denaro e delle sue divinità a consumo.
È il frutto nefasto di una gravidanza ‘surrogata’ a livello finanziario tramite ‘derivati’, dopo essere stato incubato a lungo per via artificiale, nel ventre sterile ma famelico di mercati asfittici in eccesso di liquidità, ridotti a centrali organizzate per lo spaccio ‘collaterale’ lungo la voragine dei debiti sovrani.
Di “rosso” ha i bilanci in perdita di un capitalismo assistito ma arrogante, i saldi di bilancio prosciugati dagli sprechi, i listini azionari in caduta libera…
Come la “Maschera della Morte Rossa”, col suo tocco letale prosciuga enormi fortune attraverso emorragie irrefrenabili di capitali in evaporazione; strangola intere economie; distrugge redditi e risparmi; cancella i diritti in nome dei privilegi.
Nel mondo fatato del papi nazionale si è alfine affacciato, implacabile e funesto, lo spettro della “crisi”, a lungo evocata ed esorcizzata nelle percezioni di una psicologia distorta, tra i sogni di piaceri proibiti e rituali goderecci. Ha raggiunto le alcove dorate del satiro ceronato, che evidentemente si credeva immune al contagio globale mentre si baloccava nel suo magico reame di cartapesta, espugnando il salone delle feste con grande orrore dell’Imperatore e della sua corte di famelici lacché prezzolati.
È desolante notare, nel cupio dissolvi degli ultimi atti di una farsa indegna, come la fine del padrino di Arcore, nella sua immunodeficienza acquisita, coincida non col collasso di un intero sistema economico e sociale ma con l’esibizione pubblica dei suoi vizi privati dei quali è succube indecente, trascinato nel gorgo oscuro delle proprie perversioni sessuali, in una oscena quanto inesauribile sequela di scandali e squallidi figuri da basso impero in dissoluzione.
Nel disfacimento senile e materiale di un pornocrate che ha fatto della gestione totalizzante del potere una pratica mercenaria di amoralità assoluta, all’insegna di un erotismo malato e compulsivo, il peggior nemico del reuccio brianzolo che si credeva onnipotente non è la drammatica congiuntura internazionale; non è l’esangue opposizione parlamentare; non sono le infime eccezioni di una informazione tutt’altro che libera e indipendente; non è certo il dinamismo giudiziario di una magistratura umiliata e imbavagliata dalle pandette di una legislazione mutuata ad personam; meno che mai il risveglio civico di una società che, lungi dall’essere civile, sbatte la ciotola contro le proprie catene, reclamando un nuovo e più munifico padrone.
A quanto pare, a travolgere il papi (e si spera una volta per tutte!) saranno probabilmente gli eccessi smodati di una “esistenza disordinata” e miserabilissima nello squallore del suo privato a pagamento.

Per una strana legge del contrappasso, l’uomo che ha fottuto con gusto (e con successo) un intero paese per oltre sei lustri, nell’evidente compiacimento di chi gli prestava le terga, finirà dunque con l’essere fottuto lui stesso, a causa delle ossessioni perverse di un irrefrenabile spirito animale, votato al perenne sollazzo nell’imbarazzo del mondo che assiste esterrefatto.

Homepage