Archivio per Polizia politica

(123) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 9 giugno 2019 by Sendivogius

Classifica MAGGIO 2019”

 Forse un giorno, quando i fumi tossici della grande sbornia nostalgica saranno stati finalmente smaltiti, qualcuno dovrà spiegare agli zelanti questurini di casa nostra di non essere una milizia privata di partito, al di sopra della legge che interpreta a proprio piacimento, o a discrezione dei propri capimanipolo, immaginando se stessi come una ricostituita MVSN agli ordini esclusivi del loro ritrovato füherino.
Forse un giorno qualcuno ricorderà agli adoranti funzionarini della DIGOS di non essere i nuovi moschettieri del duce e che magari non è che siano esattamente pagati (per giunta coi pubblici denari di tutti), per correre in giro a rimuovere gli striscioni non ossequiosi al Nuovo Ordine, “fotosegnalando” e schedando preventivamente i potenziali sovversivi. È evidente la finalità intimidatoria e nemmeno troppo velata, specialmente quando di spediscono interi plotoni a fare irruzione in appartamenti privati, per rimuovere striscioni con scritte del tipo un “restiamo umani”. Oppure, e peggio ancora, si impiegano intere sezioni ‘investigative’ per stilare dossier riservati contro i magistrati sgraditi al Mussolini di ghisa travestito da bargello, salvo far finta di dissociarsi dinanzi agli “eccessi” (?) di zelo.
 O forse anche no. Non cambierà nulla. Ai nostri birri (si può dire birro, se si ha una concezione feudale dell’ordine pubblico?!?) è sempre piaciuto così e nessuno ha mai fatto notare loro il contrario, giacché nelle questure la Costituzione non è mai entrata e probabilmente mai arriverà.
In compenso, in alta sede, non perdono occasione per rilasciare tweet (oggi va di moda così) quanto meno imbarazzanti…

“Questa mattina, personale impiegato nel servizio di ordine pubblico ha esortato alcuni manifestanti, appartenenti al sindacato della UIL, a rimuovere uno striscione posto su una parete di interesse storico culturale nei pressi del Pincio. Nessuna valutazione è stata fatta circa l’aspetto contenutistico ma si è ritenuto che lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico”

Ora, lo striscione (tanto infantile quanto innocuo) è questo…
 Ai facinorosi, scortati e sorvegliati a vista dagli Operatori di PS, non è stato dato nemmeno modo di poterlo srotolare lo striscione sovversivo, onde non incorrere nel reato di lesa maestà nei confronti di un tizio che fino a tre anni fa voleva la secessione della fantomatica repubblica di padania, la separazione dai terroni di merda, mentre all’occorrenza col tricolore ci si puliva il culo. Ma adesso che il grasso suino padano è diventato “istituzione”, è tutto diverso…
Vuoi mettere?! Da quando s’è re-inventato ‘sovranista’, tutti i nazifascisti d’Italia sono confluiti nell’Adoremus del figliol prodigo in camicia nera.
In una città come Roma, che ormai galleggia sopra i suoi stessi rifiuti, si è ritenuto (a insindacabile giudizio di un funzionario di polizia) che “lo striscione fosse lesivo del decoro paesaggistico” (!).
Questi invece possono rimanere esposti per intere giornate (e notti), alla faccia del decoro paesaggistico e ( giusto en passant) in violazione di almeno un paio di leggi sull’apologia di reato.
Ma vabbé! Cancellato di fatto il reato, resta l’apologia e basta.
Nevvero Signor Questore?

Hit Parade del mese:

01. UMILTÀ

[30 Mag.] «Sono appena stati pubblicati i risultati della votazione sulla fiducia a me come capo politico. Con 56.127 voti e l’80% di consensi, su Rousseau abbiamo segnato il RECORD ASSOLUTO di partecipazione a una votazione M5s. Ed è anche il RECORD MONDIALE per una votazione online in un singolo giorno per una forza politica. Vi ringrazio tutti e vi voglio bene! Non mi monto la testa, questo è il momento dell’umiltà»
  (Luigi Di Maio, puttana politica)

02. IL SANTO DEL GIORNO

[19 Mag.] «Ci affidiamo ai sei patroni di questa Europa, a San Benedetto da Norcia, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena, ai Santi Cirillo e Metodio, a Santa Teresa Benedetta della Croce. Affidiamo a loro il destino dei nostri popoli! Io affido l’Italia, la mia e la vostra vita, al cuore immacolato di Maria, che son sicuro ci porterà alla vittoria!.»
 (Matteo Salvini, il Madonnaro)

03. BUONO A SAPERSI

[09 Mag.] «Come segretario generale del SAP Lazio non potevo mancare a questo evento, oramai il connubio tra Lega e Polizia di Stato è diventato indissolubile, anche grazie al ministro Salvini.»
  (Francesco Paolo Russo, Servitore del Partito)

04. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (I)
MA NON CHIAMATELI ‘FASCISTI’

[10 Mag.] «Mussolini è stato un grande statista, l’ha detto Churchill e pure Gandhi, quindi io non faccio che inchinarmi. Poi qualche errore il Duce lo ha commesso, ma resta nel mio cuore.»
(Elena Donazzan, cuore nero)

05. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (II)
ZERO TOLERANCE

[14 Mag.] «Serve rispetto delle istituzioni: questi continui striscioni non sono più tollerabili.»
(Massimiliano Romeo, il Tollerante)

06. ALLARMI SIAM LEGHISTI! (III)
Problema di democrazia o la democrazia è il problema?

[20 Mag.] «Vediamo quanto ci vuole ancora per capire che in un paese dove un PM può decidere di fare quello che vuole, anche contro il volere di un Ministro, e dove la stampa mostra lenzuola invece del più grande comizio di tutta la campagna elettorale, c’è un lieve problema di democrazia.»
(Claudio Borghi, il Democratico)

07. LOL!!!

[17 Mag.] «Stop censure, viva la libertà di espressione!»
(Matteo Salvini, il Magnanimo)

08. PERSECUZIONI

[11 Mag.] «Massimo rispetto per gli scampati ai campi di concentramento, è un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo. Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io»
(Chiara Giannini, l’Agiografa)

09. VUOTI A PERDERE

[17 Mag.] «Noi siamo anche per l’ambiente, non siamo a favore degli assorbenti usa e getta. Ci sono delle possibilità non inquinanti, come le coppette mestruali e i pannolini lavabili.»
(Francesco D’Uva, immancabile coglione a 5 stelle)

10. LA CLASSE NON INVECCHIA

[19 Mag.] «Una volta me ne facevo sei per notte. Adesso non ci crederete, ma dopo la terza mi addormento!»
(Silvio Berlusconi, il Pugnetta)

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INCIDENTI

Posted in Business is Business with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 febbraio 2016 by Sendivogius

Le Pharaon by Laurent Alter

Esistono sei miliardi di fruscianti ragioni quantificate in dollari, per cui l’omicidio di Giulio Regeni resterà probabilmente impunito; magari dopo aver fornito un colpevole di comodo, onde concedere quel minimo di soddisfazione per non far perdere la faccia (o quel che ancora ne resta) al governo italiano, indubbiamente interessato alle golose commesse Abd al-Fattah al-Sisimilitari che il regime egiziano può garantire con reciproca soddisfazione di entrambe i contraenti. E poco importa se l’autocrazia militare del Cairo sia una delle più spietate dittature della regione nordafricana. Archiviato quanto prima l’increscioso incidente, si potrà tornare in fretta al naturale corso degli ‘affari’, così improvvidamente increspati dalla quanto mai inopportuna eliminazione di un giovane dottorando troppo curioso.
Giulio RegeniIn assenza di un vero referto autoptico, le congetture sulla morte di Giulio Regeni si sprecano, così come le indiscrezioni sulle efferatezze subite prima dell’uccisione…

«Dopo essere stato arrestato, non ha più fatto ritorno a casa. Quando sua moglie ha finalmente ritrovato il corpo nove giorni dopo la scomparsa nell’obitorio di un ospedale, la donna ha potuto scoprire orribili segni di tortura che includevano: taglio delle orecchie e tagli sul naso, fratture alla scatola cranica perforata con un trapano, il collo apparentemente spezzato, gambe e braccia rotte, con segni di bruciature di sigarette su tutto il corpo. Il certificato di morte si limitava ad attribuire le ragioni del decesso ad un “attacco di cuore per insufficienza renale”

L’estratto, che riguarda il sequestro e l’uccisione di Khalil Bakhour, preside di un’istituto scolastico, è stato estrapolato dal cosiddetto “Rapporto Lesch” e risale al 1991, redatto a cura della Human Rights Watch (HRW). La denuncia è inerente alle attività degli squadroni della morte in quell’altra solida democrazia che è il Kuwait. Si tratta di speciali unità paramilitari che agiscono indisturbate per conto di quella “Polizia investigativa per la sicurezza dello Stato”, che ha il suo omonimo nel Mabahith Amn al-Dawla egiziano col quale condivide metodi e torture, in un fondamentale scambio di “intelligenze”.
شعار_مباحث_أمن_الدولة (Mabahith Amn ad-Dawla)Il fatto che lo studente friulano sia scomparso (alcuni sostengono ‘prelevato’) in pieno giorno nei pressi della centralissima Piazza Tahrir presidiata da un imponente schieramento di ‘sicurezza’, non depone a favore della polizia egiziana, che prima ha parlato di “delitto a sfondo sessuale”, in virtù del fatto che il cadavere sia stato fatto ritrovare seminudo in un fosso. Eppoi, dinanzi all’incongruenza dei primi rilievi, non si è escogitato niente di meglio che liquidare tutta la faccenda come un “incidente stradale”.
المخابرات_العامه_المصريه Gihāz al-Mukhābarāt al-Āmma Secondo le cosiddette “autorità investigative” egiziane, il volo Metrojet 9268 fatto esplodere sul Sinai, sarebbe precipitato per cause tecniche. Se fosse per il regime cairota, ancora oggi la caduta del charter russo sarebbe dunque da attribuirsi ad un cedimento strutturale. Figuriamoci l’attendibilità che possono avere le presunte indagini sull’assassinio di Regeni.
Se tanto ci dà tanto, presto o tardi gli ‘investigatori’ italiani scopriranno la pista islamica, concentrando tutte le loro attenzioni sull’ipotesi del terrorismo interno, simulando un qualche attrito coi colleghi egiziani (preoccupate unicamente di negare qualunque matrice terroristica per non spaventare i turisti stranieri), secondo una studiata pantomima ad uso mediatico.
E peccato solo per le possibili incongruenze: per i fondamentalisti dell’estremismo salafita le sigarette sono haram quasi quanto il consumo di alcol e nessuno di questi devoti caproni ne aspirerebbe mai i peccaminosi effluvi, neanche se fosse necessario per torturare un kuffar che per giunta sarebbe assai offensivo (per il pudore di Allah) denudare.
MahroomAnche il frettoloso disfacimento del cadavere è in contrasto col voyeurismo necrofilo, con cui ci hanno oramai abituati gli psicopatici tagliateste dello “stato islamico” col loro spaccio organizzato di snuff movies.
daesh executerIl taglio delle orecchie in Egitto non è una consuetudine, ma una rarità. Ed in genere si applica come punizione blanda per castigare i (presunti) magnaccia. Più usato è invece durante gli interrogatori della polizia segreta, che in genere stacca via la cartilagine superiore dei suoi ‘ospiti’ più riottosi, onde stimolarne la “collaborazione”.
Gihāz al-Mukhābarāt al-ĀmmaA pensar male, si potrebbe piuttosto ipotizzare un arresto arbitrario e concluso malissimo di un sospetto attivista (un tempo si sarebbe detto “Delitto di Stato”). Resosi conto di chi avevano sequestrato, come soluzione i torturatori non avrebbero trovato niente di meglio che sopprimere l’imbarazzante prigioniero. Da lì, la fretta di sbarazzarsi del corpo, ad opera di una delle tante agenzie per la Gihāz al-Mukhābarāt al-Āmma (1)“sicurezza interna” che gravitano attorno al Mukhabaràt egiziano, l’onnipresente servizio segreto dal quale si articolano i diversi apparati della polizia militare: dalla Direzione dei servizi militari e d’indagine, dal quale proviene lo stesso generale Abdel Fattah al-Sisi prima di diventare capo di stato maggiore dell’esercito e poi presidente; al famigerato Mabahith Amn al-Dawla (AMN al-Dawla), il dipartimento per la “Sicurezza Nazionale”, pesantemente implicato con le violenze e le provocazioni durante la presunta “rivoluzione egiziana” e quindi integrato nel nuovo Al-Amn al-Watani (EHS).
Al-Amn al-Watani - Egyptian National HomelandCon la sua elefantiaca struttura di oltre 200.000 ‘collaboratori’, la repressione è una delle maggiori industrie del paese.

Abdel Fattah Al-Sissi«Nel periodo che va dal 03/07/2013 all’estromissione del presidente Mohammed Morsi, le unità di sicurezza egiziane hanno fatto ricorso ad un uso eccessivo della forza in numerose occasioni, determinando la peggiore incidenza di uccisioni di massa illegali nella recente storia dell’Egitto. Le autorità giudiziarie hanno emesso condanne a morte su una scala così larga che non ha precedenti, mentre le forze di sicurezza hanno effettuato arresti di massa e torture che riportano indietro ai giorni più oscuri della precedente dittature del presidente Hosni Mubarak.
An Egyptian riot policeman detains a female student of al-Azhar University during a protest[…] In aggiunta alle violenze ed agli arresti di massa, le autorità hanno imposto ampie restrizioni alla libertà di associazione, di espressione, e di riunione, con una drammatica inversione di tendenza rispetto alle conquiste precedentemente ottenute durante l’insurrezione del 21/01/2011. Inoltre, ci sono state violazioni dei diritti dei rifugiati e discriminazioni contro le donne, con una crescente impunità a tutti i livelli, accompagnate da serie violazioni dei diritti umani

egypt2Il rapporto completo della HRW (che a proposito del ‘disciolto’ AMN al-Dawla parla di “pervasiva cultura dell’impunità” insieme all’uso della tortura come “routine”) lo trovate QUI.
AMN AL-DAWLA - مباحث أمن الدولةVisti i precedenti e la natura dell’interlocutore, alla fine, vedrete che tutta la faccenda verrà liquidata come un tentativo finito male di rapimento a scopo di estorsione, per scivolare presto nel dimenticatoio.

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