Archivio per Piero Ostellino

NARCISA e BOCCADORO

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , on 14 aprile 2012 by Sendivogius

Incapace di chiudere la bocca per un solo istante, Danielona Santanchè non riesce proprio a tenere a freno la lingua, che sguiscia più veloce dei suoi pensieri (in realtà pochini).
Sarà l’abitudine… sarà una deformazione professionale… ma la favella della nera pasionaria è sempre in attività. Instancabile, è la narcisa dalla bocca d’oro; la stagionata professionista dell’intrattenimento politico a buon mercato.
Il vero fascista, ruspante e impunito, si riconosce dalla sua specialità preferita: l’offesa postuma alla memoria, come si conviene per tutti i vigliacchi matricolati. Diffidate delle imitazioni. Fedele al prototipo standardizzato, la Santanchè non fa eccezioni e conferma la regola. In evidente astinenza da prestazioni, non trova niente di meglio che prendersela con la defunta Nilde Iotti. E nell’intrapresa, della quale deve essere molto orgogliosa, fornisce un saggio formidabile (se ancora ce n’era bisogno) della sua incredibile stupidità, esibendosi in un raffazzonato elogio del meretricio di Stato, a sostegno della donna consapevole di sedere sulla propria fortuna e che ne faccia compartecipe chi può concretizzarla (cos’è?!? Un pussy-bond?), come ebbe a scrivere il raffinato Piero Ostellino in un suo indimenticabile editoriale ai tempi felici del bunga-bunga. D’altronde, la Danielona è la stessa che nell’ormai lontano Marzo del 2008 vantava le sue insospettabili virtù virginali, rivelando di “non averla mai data” e men che mai al Papi. Evidentemente, non gliela aveva mai chiesta.
È strano, a 13 anni dalla scomparsa, ritrovarsi a parlare di Nilde Iotti accostata alla miseria dei personaggi del tempo presente… C’è piuttosto da chiedersi chi mai tra un paio d’anni si rammenterà ancora della dimenticabilissima Santanchè e a cosa mai potrà venire associato il suo ricordo….

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RISVEGLI

Posted in Kulturkampf, Roma mon amour with tags , , , , , , , on 13 febbraio 2011 by Sendivogius

 «Fin dall’infanzia si insegna loro che la bellezza è lo scettro della donna e la mente quindi si modella sul corpo e si aggira nella sua gabbia dorata, contenta di adorarne la prigione.
[…] Ma se il loro intelletto si emancipasse dalla schiavitù a cui le hanno ridotte l’orgoglio e la sensualità degli uomini, insieme al loro miope desiderio di potere immediato, simile a quello di dominio da parte dei tiranni, allora ci dovremmo sorprendere delle loro debolezze.
È vero, le donne che ottengono il potere per vie traverse, praticando o favorendo il vizio, perdono evidentemente il posto che assegnerebbe loro la ragione e diventano o schiave abiette o tiranne capricciose.
Nel momento in cui acquisiscono quel potere, perdono ogni semplicità e dignità mentale, e agiscono come si vedono agire gli uomini che sono saliti al potere con gli stessi mezzi.
È giunto il momento per una rivoluzione nel comportamento delle donne; è il momento di restituire la loro dignità perduta, e di fare in modo che esse, in quanto parte della specie umana, si adoperino a trasformare il mondo, iniziando da sé stesse.
[…] Per diventare rispettabili è necessario l’esercizio dell’intelligenza, che è elemento essenziale per l’indipendenza del carattere: intendo dire in forma esplicita che esse devono chinarsi solo all’autorità della ragione, non più modeste schiave dell’opinione.»

 Mary Wollstonecraft 
 (A Vindication of the Rights of Woman – London 1792)
 “I diritti delle donne”
 (a cura di F.Ruggeri)
  Editori Riuniti
  Roma, 1977.

Fa piacere vedere (anche se con 20 anni di colpevole silenzio) quanto siano numerose le donne fieramente inconsapevoli “di sedere sulla propria fortuna”, convinte invece che identità e valore risiedano molto più in alto, irriducibili ai palpeggiamenti mercenari dei troppi utilizzatori finali. Un’Italia al femminile che non è disponibile e soprattutto non in vendita, costretta a rivendicare la propria dignità contro le mercificazioni e le strumentalizzazioni sessuali del corpo delle donne.
È stata una dimostrazione di orgoglio, drammaticamente necessaria, e soprattutto riuscita, a dispetto degli accomodanti liberali della Corona alla Piero Ostellino… dei consiglieri del Principe alla G.Ferrara e dei suoi mutandari da riporto… delle vaporose Santanché transgeniche e dei suoi sgherri prezzolati, reclutati tra gli ospizi e le platee pomeridane di Mediaset.
E pazienza se prestissimo ricomincerà il solito carosello di dichiarazioni, a cura della Fogna delle Libertà, con le sue garrule giostre di sguatteri e servi, domestiche e famule di corte, in raccoglimento attorno alle alcove del Grande Puttaniere.

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