Archivio per Pierluigi Bersani

(31) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , on 1 ottobre 2011 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2011”

 E di scandalo in scempiaggine siamo alfine arrivati al mese di Ottobre, senza limite alcuno allo spaventoso degrado in corso! Che cosa aggiungere ancora ad un carniere infetto e maleodorante, ricolmo di scarti in piena putrefazione?!?
Ministerucoli di infimo rango e di ignoranze abissali, che discettano di secessioni e popoli immaginari, durante le mascherate in costume tra i verdi prati della padania inesistente…
Analfabeti strapagati, che dal dicastero dell’Istruzione concionano, senza alcun pudore, di tunnel fantasma tra l’Abruzzo e la Svizzera…
Freaks da Circo Barnum, prestati alla funzione pubblica, che inveiscono contro le certificazioni anti-mafia in nome della libera intrapresa (a delinquere) e spendono miliardi per ponti di carta sullo Stretto di Sicilia…
Livorosi maccartisti, fuori tempo massimo, ancora a caccia di kommunisti, con svariate decadi di ritardo dalla fine della “Guerra fredda”…
Pletore di famelici cortigiani e pennivendoli a pubblico carico, serrati in quadrato nella difesa ad oltranza di un vecchio libidinoso, che dispensa prebende in cambio di favori sessuali…
Una devastante crisi economica dapprima negata e ora vissuta come psicodramma, per la consumazione di faide interne e per l’ultimo lotto di lottizzazioni politiche (vedasi la farsa delle nomine alla Banca d’Italia) prima del diluvio finale…
Ultimamente, persino in questo sperduto lido virtuale, capita che approdino anime deluse del post-berlusconismo per esternare il proprio disgusto, lamentando però che alla pornocrazia del satiro brianzolo, nonostante tutto, non esista alcuna “valida alternativa”…
Si parva licet componere magnis, nel 1944 milioni di tedeschi pensavano la stessa cosa del reich di Adolf Hitler. Poi capirono, a loro durissime spese, che un’alternativa non solo era possibile ma doverosa, scoprendo che senza all’allucinato figuro si poteva vivere benissimo e meglio! Infatti, se lo si vuole, le alternative si costruiscono attraverso il difficile e costante esercizio di una democrazia partecipata, da parte di una cittadinanza consapevole.
Tuttavia, su queste latitudini, ci si consuma in una deprimente apatia, coltivando la patetica illusione che prima o poi la nottata passi da sola, nell’attesa servile di un nuovo messia, dell’ennesimo Uomo della Provvidenza a cui affidare sorti e speranze… Aspettando Godot
A scanso di equivoci, sarà forse opportuno spendere anche due parole per la deprimente “opposizione”, che questa ‘alternativa di governo’ stenta a realizzare e persino ad immaginare…
Abbiamo dunque partitucoli radical-casinisti del meretricio politico, concentrati unicamente sul proprio ombelico e la propria sopravvivenza, in vendita al miglior offerente e palla al centro.
Si tratta di entità pleonastiche, inserite in un gioco ad incastri di alleanze variabili, in alternativa a tribunizie peninsule dei valori convinte che una battuta al giorno levi il pornocrate di torno, tra i morbidi effluvi della grande narrazione vendoliana coi suoi acrobatici voli pindarici a rischio avvitamento. Cos’altro dire poi del “principale partito di opposizione”, come ama ripetere la sua frustrante dirigenza in training autogeno, perennemente in cerca di un centro di gravità immanente?

«La diffidenza della politica “classica” nei confronti delle nuove aggregazioni di massa (e di generazione) rimane forte […] La mia paura più profonda che il PD (come tutti i partiti) non considera “vittoria” un processo del quale non abbia l’egemonia o il controllo totale. Che il suo personale politico abbia paura di confrontarsi fino in fondo con nuovi soggetti politici più giovani e più energici. […] Dispiace molto constatare come il quasi miracoloso equilibrio tra società e politici, tra movimenti e partiti che si era materializzato davanti ai nostri occhi increduli la primavera scorsa, sia già un ricordo del passato. Lo dimostra il reticente, balbettante, appoggio dato da Bersani e dal PD alla raccolta di firme per il referendum contro la legge porcata di Calderoli. I cittadini hanno provveduto da soli

  Michele Serra
  (30/09/2011)

Al contrario dell’ottimo Michele Serra, da queste parti, non abbiamo mai nutrito alcuna aspettativa nei confronti del partito bestemmia. E quindi la cosa non ci coglie impreparati.
Il segretario del PD in compenso continua chiedere fino allo sfinimento le dimissioni del premier come in una litania buddista… Rilassati Gigi! Tanto non si dimette.

 P.S. Puntuale come i malanni di stagione, ritorna l’ennesimo tentativo di imporre una legge bavaglio per blog e siti internet di informazione ed opinioni indipendenti…
Pare che buona parte dei diretti interessati non trovi niente di meglio, come forma di protesta, che farsi fotografare in ridicole pose imbarazzanti da inviare quanto prima a Repubblica on line e da postare su Facebook, a riprova di quanto un coglione possa essere universale a prescindere dai colori politici.
È facile immaginare la stupita preoccupazione e l’enorme paura che simili iniziative scatenano tra gli instancabili censori di Stato, i quali certamente ritireranno la normativa incriminata quanto prima, dinanzi ad una così dirompente protesta.
Naturalmente, la cosa non ci preoccupa più di tanto. Basta leggere il ddl presentato a rotazione dai vari Gasparri-Carlucci ed avere un minino di rudimenti giuridici, per capire che la normativa non sta in piedi per patenti vizi di incostituzionalità e per impossibilità pratica di applicazione.
A scanso di equivoci, sarà bene precisare che, in casa propria, decidiamo noi le modalità ed i tempi di rettifica di eventuali “parti offese”: esiste una apposita sezione per i ‘commenti’ (liberi, senza filtro né censure preventive). E che nessun glandicefalo papi-guidato speri di minacciarci, sventolando la leggina ad personam stilata dai due succitati fenomeni da bassa corte.
Ma adesso è tempo di classifica…

Hit Parade del mese:


01. SANTE E MADONNE

[14 Sett.] «È ovvio che la rockstar Madonna ha un ufficio stampa comunista»
 (Gabriella Carlucci, il Nulla che parla)                                                                                                                                                                                                                                                                                            

02. UN VERDE PISELLO PER TESTICOLI DI GOVERNO

[07 Sett.] «Se, oltre ad avere un ministro dell’Interno padano, avessimo anche i magistrati padani, probabilmente in Padania la mafia non esisterebbe, perché la nostra magistratura, che è fatta tutta di ragazzi del sud coi loro burocrati del sud, è un autentico groviera di informazioni: come fa uno a denunciare un mafioso se il mafioso, dopo tre minuti, lo sa perché viene informato da qualcuno, dagli amici? Perché questi sono così: qualcuno sarà codardo, qualcuno sarà venduto, qualcuno semplicemente facilone… Poi il magistrato, quando tornerà dalle ferie, quando avrà voglia, quando penserà che, interverrà, perché questa è la loro cultura, il loro modo di fare. La Lega è fatta di Maroni [Ohh lo sappiamo, eccome! N.d.R.] che ha arrestato tantissimi mafiosi, ma è fatta anche di molti sindaci coraggiosi, come Cesarino Monti e Gentilini, che hanno preso iniziative contro i mafiosi, contro il riciclaggio, contro gli islamici; poi è però intervenuta la Corte Costituzionale che, putacaso, è fatta tutta di ragazzi del sud che, putacaso, vengono da regioni mafiose»
 (Alberto Torazzi, capogruppo leghista in Commissione Attività Produttive)

03. IL BUCO OLTRE LA MENTE

[24 Sett.] «Alla costruzione del tunnel tra il CERN di Ginevra ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con una stanziamento stimabile intorno ai 45 milioni di euro.»
 (Mariastella Gelmini, Beata Ignoranza)                                                                                                                         

04. REPETITA IUVANT

[24 Sett.] «Polemica destituita di fondamento è assolutamente ridicola. E’ ovvio che il tunnel è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso»
 (Mariastella Gelmini, Ovvia Ignoranza)                                                                                                                                                                                                                                                                                           

05. FLUSSI OTTIMI E ABBONDANTI

[12 Sett.] «L’accordo con la Tunisia funziona e l’impegno di Tunisi per la lotta ai clandestini ha dato i suoi frutti (…) Possiamo parlare di un bilancio totalmente positivo della collaborazione bilaterale in termini di sicurezza»
 (Roberto Maroni, altro scarto padano)                                                                                                                                                                                                                                                                                           

06. ANTIMAFIA DI GOVERNO

[23 Sett.] «Combatto la mafia come Maroni»
 (Saverio Romano, l’Intrepido Miracolato)                                                                                                       

07. MODELLO PARMA

[29 Sett.] «Me ne vado via da persona onesta»
 (Pietro Vignali, il Parmacotto)                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

08. MERITOCRAZIA PADANA

[28 Sett.] «Come governatore della Banca d’Italia preferisco Grilli perché è padano»
 (Umberto Bossi, il Mentecatto da Pontida)                                                                                                                                                                                                                                                                                    

09. PUTTANIERE DI SICURO…

[26 Sett.] «Berlusconi è un santo puttaniere, ma passerà alla storia come statista.»
 (Gianfranco Rotondi, Mignon di Palazzo)                                                                                                                                                                                                                                                                                       

10. SPIRITO DI SERVIZIO

[27 Sett.] «Offendere Alfano come una persona attaccata al potere è una meschinità»
 (Maurizio Gasparri, il Garante)

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Personaggi in cerca d’autore…

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 18 aprile 2010 by Sendivogius

Quando in un Paese non esiste più un’opposizione reale, allora in qualche modo bisogna inventarsela per continuare la necessaria finzione democratica.
Attualmente, questo sembra essere il principale problema giunto a scuotere i ranghi del Pretorio delle Libertà: la disfida domestica tra i manipoli dell’eterno delfino, Gianfranco Fini, e la guardia imperiale dell’Unto popolare, Silvio Berlusconi.
Se Atene piange, Sparta non ride. Infatti siamo rimasti molto turbati dall’inaspettata rissa che si è scatenata tra la servitù, all’interno del Partito dell’Amore in apparente crisi coniugale. Poi abbiamo capito… È l’ennesima riedizione di un vecchio trucco, ad uso e consumo per i gonzi in stato di fermo:
poliziotto buono contro poliziotto cattivo. L’unico che ci poteva cascare con tutte e due le scarpe non poteva essere altri se non il Party Dummy democratico, la raffazzonata cuccia dei cani bastonati che ululano alla Luna dopo l’ultima mazzolata elettorale.
Non avendo alcunché da dire, nel PD si improvvisano recite a soggetto, con un segretario in perenne stato confusionale, tanto da esser ancora convinto di aver vinto le regionali. Infatti, da quando è stato eletto, il filosofo prestato all’economia, l’Addormentato Pierluigi Bersani, sembra entrato in coma irreversibile, circondato da troppi nani pronti a staccare il sondino dell’alimentazione artificiale, e nessun principe all’orizzonte disposto a destarlo con un bacio.

A parlare per conto dello smarrito Pierluigi, ci pensa però la sua badante personale: il Quintilio Varo delle elezioni perdute, il Napoleon delle Waterloo elettorali, il Richelieu dell’inciucio perenne… Si tratta dell’inamovibile Massimo D’Alema: lo stratega a maglie larghe delle costituenti fallite.
Per gli emuli progressisti della “Giovinezza al potere” tutto si ridurrebbe ad un fattore anagrafico, legato al mancato ricambio generazionale, come se la Iuventas in quanto tale avesse per sua stessa natura un valore positivo in assoluto, senza tener conto delle capacità individuali e dell’effettivo contributo del singolo.
 A questo proposito, salvo l’immediata raffica di smentite e rettifiche, si sentiva davvero la mancanza di un contributo fondamentale come quello offerto dal quarantenne
Andrea Orlando, sedicente ‘esperto’ del PD (con maturità scientifica) in materia di giustizia, che su “Il Foglio”, in una sostanziale sottoscrizione della riforma giudiziaria di matrice piduista, arriva a mettere in discussione anche l’obbligatorietà dell’azione penale, ignorando evidentemente i motivi storici della sua istituzione:

“…credo sia giusto che il maggior partito dell’opposizione espliciti con chiarezza le proprie intenzioni per tentare di riformare la giustizia italiana in modo il più possibile condiviso. Mi applico dunque a un esercizio da molti consigliato. Facciamo finta, per un attimo, che in Italia il problema sia solo quello di far funzionare appunto la giustizia. Dimentichiamoci almeno per un momento Berlusconi, così come dei suoi processi da aggiustare e delle sue vendette da consumare, e partiamo dalla giustizia civile dove, lontano dai riflettori, si consuma quotidianamente un disastro che potremmo definire ‘muto’.
(…) Siamo disponibili a confrontarci in Parlamento sulle questioni più comunemente evocate dal dibattito corrente che attengono a questioni cruciali per il nostro sistema giudiziario: una verifica concreta dei giusti tempi del processo; una seria riflessione per la ridefinizione dell’obbligatorietà dell’azione penale; una riforma del sistema elettorale del Csm che diluisca il peso delle correnti della magistratura associata, rafforzandone l’autorevolezza; la necessaria distinzione dei ruoli tra magistrati dell’accusa e giudici, e un ragionamento sulla efficacia delle attuali azioni disciplinari nel mondo della magistratura.
(…) Non ci sarebbe invece molto da fare a proposito delle separazione delle carriere, essendo già stata realizzata una sostanziale e sufficientemente rigida distinzione dei ruoli con la riforma ordinamentale, varata soltanto due anni fa. Tuttavia sono ipotizzabili norme che rafforzino il criterio della distinzione dei ruoli, precisino le incompatibilità e i limiti temporali di permanenza nei diversi uffici.
Una specifica disciplina meriterebbe la limitazione all’elettorato passivo dei magistrati, di quelli che hanno svolto funzioni requirenti
in particolare.
Infine si potrebbe affrontare quello che, a mio avviso, è la questione centrale del sistema: l’efficacia dell’azione disciplinare.
(…) Sull’esercizio dell’azione penale, poi, sarebbe matura una riflessione sulla rimodulazione dell’obbligatorietà, attraverso l’individuazione di priorità che non limitino l’indipendenza dei pm. Esistono diverse ipotesi ragionevoli e il Pd ha già depositato una proposta di legge su questo tema. Se la maggioranza dimostrasse di voler discutere su questo argomento con serietà il Partito democratico è pronto a confrontarsi senza pregiudizi.
Tre anni sono sufficienti per fare tutto questo senza necessariamente partire dal presupposto che si debba modificare la Costituzione. Eventualità alla quale ricorrere solo come estrema ratio. Questo approccio consentirebbe di evitare che ciò che si può fare in modo condiviso resti in ostaggio di ciò che divide. Su questo terreno potrebbero incontrarsi una destra che riscoprisse la primazia della legge e una sinistra che rammentasse che tra le sue radici c’è la cultura delle garanzie.”
  (Il testo integrale lo trovate QUI)

Eh sì, Orlando vive in Svezia e finge di ignorare l’anomalia italiana, avendo da un bel pezzo rinunciato a rimuoverla. In compenso, si preoccupa di fornire i suggerimenti normativi e la necessaria collaborazione, per normalizzarla e legittimarla a norma di legge. Probabilmente, l’elaborazione della irrinunciabile “Bozza Violante” non bastava: serviva ancora qualcos’altro di più devastante… Il bello è che Orlando afferma di agire in nome (?!) e nell’interesse della Sinistra italiana. E, di grazia, da quando il PD sarebbe diventato un partito di sinistra?!?

“Proprio la costruzione del progetto politico dell’Ulivo prima e ora del Partito Democratico e dell’unità delle forze del riformismo italiano costituisce il centro del mio impegno politico. Intendo affermare le ragioni di questo progetto, anzitutto nel territorio ligure e nella provincia spezzina; credo che esso possa conquistare nuovi e più vasti consensi se saremo in grado di rafforzare la proposta di mettere l’accento sul tema dell’ innovazione e delle opportunità, in modo da offrire alle giovani generazioni inedite occasioni di crescita civile.”

Eppure, per certi ‘puristi’ dell’età, nemmeno Andrea Orlando a quarantuno anni suonati sarebbe abbastanza giovane… In alternativa, ci sono sempre gli Arrabbiati del Grillo tonante: i trentenni del qualunquismo protestatario, votati alla mistica settaria dell’e_guru telematico. Altrimenti, c’è sempre la mitica LEGA Nord, con le sue giovani promesse… accompagnate dai genitori! In rappresentanza dei ventenni, potete già cominciare a gustare la Trota… Per gli amanti delle listine  griffate dal Grillo, c’è  invece il gauleiter Cota… Peraltro, dei due esemplari leghisti avevamo già parlato QUI.
Di bene in meglio.

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(13) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 30 marzo 2010 by Sendivogius

Classifica MARZO 2010”

  Quale unica rubrica fissa, ritorna il nostro consueto riepilogo a chiusura del mese, in concomitanza con l’ultima, noiosissima, tornata elettorale. E, naturalmente, proprio sulle elezioni sono incentrate la maggior parte delle pubbliche menate, sparate a media unificati. Noi ci limitiamo a riportarne qualcuna, tanto per rimanere in tema, selezionata tra le più gettonate. Non sprecheremo invece altre parole o commenti in merito, giacché nei prossimi giorni (Pasqua inclusa) prevediamo un’overdose di interpretazioni “politiche” e analisi del voto, con l’ennesimo corollario di chiarimenti e “verifiche interne” ai partiti. Quindi, vi risparmiamo le nostre considerazioni che, tra l’altro, avevamo già esternato con largo anticipo, intuendo gli esiti (prevedibilissimi) senza certo essere dei veggenti…

  Hit Parade del mese:

01. AVANTI TUTTA!

[29 Mar.] «Il PD avanza. L’inversione di tendenza c’è, lo si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni»
 (Pierluigi Bersani, Alice in Wonderland)

 

02. CANTA CHE PASSA

[30 Mar.] «Non canto vittoria ma non parlo di sconfitta»
 (Pierluigi Bersani, Uccel di bosco)

 

03. LA SCHIENA DRITTA

[12 Mar.] «Di fronte a una cosa del genere io vado ancora più dritto.
La verità è che mi vogliono sordo e muto, ma non sarò mai un direttore dimezzato (…) Un direttore è innanzitutto un giornalista e parla non solo con il premier, ma con tutti i politici che vogliono interloquire con lui, come hanno fatto, al netto di ipocrisie, quelli che hanno diretto il Tg1 prima di me.»
 (Augusto Minzolini, Direttorissimo)

 

04. DISCO ROTTO

[11 Mar.] «La magistratura di sinistra sta dettando i tempi di questa campagna elettorale, prima inventando una tangentopoli che non c’è, ora inventandosi questa situazione di rigetto delle nostre liste»
 (Silvio Berlusconi, l’Eterno Perseguitato)

 

05. OPERAZIONE VERITÀ

[10 Mar.] «Non c’è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri responsabili al contrario di quello che si è voluto far credere. Ci è stato impedito di presentare le liste, con atti e comportamenti ben precisi. (…) Sono qui per reagire alla assoluta disinformazione che è stata fatta sulla vicenda delle liste e per dare una ricostruzione fedele di quanto è accaduto. Con questa ricostruzione precisa, documentata, certificata noi faremo di nuovo ricorso e io sono sicuro che di fronte a questi fatti non potranno darci torto.»
 (Silvio Berlusconi, The Magician)

 

06. PRETI PEDOFILI – Ego me absolvo

[13 Mar.] «In questo momento si sta facendo una campagna mediatica contro la Chiesa»
 (Severino Poletto, arcivescovo di Torino)

 

07. IL MANICO DELL’OMBRELLO

[20 Mar.] «C’é da spiegare perché questi stessi magistrati non abbiamo fatto altrettanto con i precedenti governi: ricordo che Bertolaso era commissario in Campania anche prima. La differenza sta evidentemente nel manico: il manico di questo governo è un manico che si fa sentire giornalmente nella lotta alla criminalità organizzata»
 (Silvio Berlusconi, il Ripulitore)

 

08. IL DISUBBIDIENTE 

[20 Mar.] «Io ho solo cercato, in maniera corretta, di provocare un intervento doveroso della Autorità delle Comunicazioni. Mi è stato risposto che non era possibile. Perché, al di là di ogni ipocrisia per cui queste sono autorità indipendenti, un membro nominato da un partito e che rispondeva all’Udc non faceva maggioranza con gli altri. Quindi in queste autorità non vince il buon senso ma l’appartenenza politica»
 (Silvio Berlusconi, Resolution Man)

 

09. ALTA MAREA

[20 Mar] «Come voto di coalizione siamo avanti di un punto, e il mio valore aggiunto ci farà vincere al primo turno»
 (Renato Brunetta, il Fantuttone)

 

10. AL POSTO GIUSTO

[4 Mar.] «Il Piemonte a sud confina con la Liguria… poi con la Lombardia ad… ovest.. No! A destra! Poi confina con la Val d’Aosta, poi confina con la Francia e confina con la Svizzera e… a sud-est? L’ho detta! È la Francia!»
 (Roberto Cota, governatore del Piemonte)

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HABEMUS PAPAM!

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , on 26 ottobre 2009 by Sendivogius

3 caballeros tris
 Si concludono finalmente le inesauribili primarie del PD: le votazioni domestiche in Casa Democratica, per l’ennesima nomination nel reality più scalcagnato d’Italia.
“Battaglia dei tre regni” per la corona virtuale di un impero politico in dissoluzione.
Pierluigi Bersani è il nuovo segretario: il III° in soli due anni dalla nascita del partito!
Il neo-eletto eredita un magro carniere a corto di risultati e con parecchi bocconi avvelenati. A sostenerlo c’è un esercito di notabili mercenari, sempre pronti a cannibalizzare una leadership in ostaggio che non convince e soprattutto che non vince. Si tratta di baroni infedeli, insieme per convenienza, dai quali Bersani dovrà guardarsi le spalle  se vuole sopravvivere più a lungo dei suoi predecessori. Forse potrebbe essere un buon inizio cominciare a scaricare via un po’ di zavorra, senza troppi rimpianti…

Ad ogni modo, si spera che dopo 18 mesi di diatribe interne e di guerra ad oltranza tra potentati d’apparato, le infinite correnti del PD cessino di massacrarsi tra di loro e sappiano invece convogliare così tante energie verso l’esterno, in un’opposizione che finora non si è vista.
Impresa ancor più ardua, il PD dovrà trovare un suo spirito combattivo, mostrare risoluzione nella fermezza dell’azione, con obiettivi certi e un’identità ben definita da principi ferrei. Tutti elementi che finora sono vistosamente mancati, dando prova di intrinseca debolezza.
Questo sempre se l’aspirazione del Partito Democratico sia quella di diventare una valida alternativa al berlusconismo imperante e non piuttosto una rissosa combriccola di pederasti intenti a fottersi l’un con l’altro, salvo ritirarsi vergognosi in un cantuccio non appena vengono agitate un paio di mutandine.

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