Archivio per Parigi

Allah ha rotto il cazzo

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , on 14 novembre 2015 by Sendivogius

Daesh

Alla buonora, l’Europa inizia a sospettare che forse qualche piccolo problemino di compatibilità con certe “risorse” d’importazione c’e l’ha… Specialmente con quelle che della cosiddetta “integrazione culturale” proprio non sanno che farsene, non riconoscendo altra identità se non la propria; sostanzialmente impermeabili alle società d’accoglienza (che usano ma nell’intimo disprezzano), e convinti che il resto del mondo sia solo una propaggine da sottomettere alle proprie pretese.
sharia-for-france-2Nella serata di un nerissimo Venerdì 13 di sangue, l’Europa scopre infine di “essere in guerra”, alla stregua di una pornostar che apprende di aver perduto la verginità..!
In un mondo che sembra dominato dalla prevalenza dei conflitti asimmetrici in assenza di restrizioni, è ovvio che si tratti di una forma (nemmeno tanto nuova) di “guerra”. Non è un concetto difficile da capire, specialmente quando è patente nella sua evidenza.
islamic-radicalsChe poi la Francia fosse in guerra con l’islam radicale (come se ne esistessero altri) è cosa assodata almeno dal 753 d.C. ai tempi della Battaglia di Poitiers, quando i francesi cominciarono ad avere i primi contatti diretti con la religione della pace.
Isl'Amici a LondraCi volevano i 200 morti di Parigi per capirlo. I precedenti infatti non erano bastati a chiarire bene un dato di fatto…
Religione di paceNon i 20 morti dell’attacco alla redazione di Charlie Hebdo (07/01/2015).
Non i fatti di Copenaghen (14/02/2015).
Non l’assalto al museo ebraico di Bruxelles (24/06/2014).
Non la macellazione in diretta del soldato Rigby per i viali londinesi (22/05/2013).
Non gli attentati di Montauban e Tolosa nel Marzo 2012.
Non le stragi di Londra (07/07/2005).
Non il massacro di Madrid (11/02/2004).
Non l’assassinio del regista Theo van Gogh ad Amsterdam (02/11/2004).
Theo van GoghGiusto per parlare degli ultimi attentati più ‘eclatanti’ in ordine di tempo; subito rimossi e prontamente dimenticati, per non mettere in discussione il mito di un certo “multiculturalismo” fallito, che in nome di una distorta idea di “tolleranza” impedisce agli esteti della “società aperta” di vedere i suoi nemici, nella troppo ottimistica illusione che ogni “diversità” costituisca un valore aggiunto. E quindi non comprendere che questa per sopravvivere ha bisogno non solo di valori condivisi, ma anche di una serie di efficaci meccanismi a difesa, onde non incorrere nei pericoli impliciti di quello che Karl Popper chiamava “paradosso della tolleranza”:

«La tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi

Isl'Amici in EuropaAltrimenti, una siffatta società è destinata inesorabilmente ad essere distrutta dal suo interno, nella negazione violenta della stessa, dal momento che si rende liberi i prepotenti di schiavizzare i mansueti.
daesh-girls-slaves-isisPer contro, molte istituzioni comunitarie sembrano piuttosto preoccupatissime di non disturbare una pretenziosa minoranza di fanatici integralisti, convinti di avere il diritto divino di fare quel cazzo che gli pare ovunque abbiano la sventura di trapiantarsi.
Burqa per la FranciaGente che ama il suo profeta, ma sembra odiare il resto dell’umanità.
Isl'Amici in DanimarcaE che per qualche imperscrutabile ragione si deve “accogliere” e sopportare con tollerante rassegnazione, quasi fosse un male necessario o una calamità naturale dalla quale non si può prescindere, invece di denunciare ed estirpare lo sviluppo ed il radicarsi di certe neoplasie tumorali che vengono lasciate crescere indisturbate. Un chirurgo non si interroga mai sulle “ragioni” di un tumore, cercando la legittimità delle sue motivazioni, ma procede quanto prima alla rimozione dello stesso, prima che le metastasi finiscano col compromettere l’intero organismo.
Gli Isl'Amici e la Democrazia (2)Per intenderci, gli attacchi sporadici ad opera di una manciata di psicopatici possono costituire un atto quasi fisiologico, da considerarsi inevitabile nell’eccezionalità di un evento imprevedibile.
Isl'Amici e la Democrazia Al contrario, una lunga serie di attentati prolungati nel tempo, che costanti si susseguono a ritmo regolare seguendo precise modalità di esecuzione, sottende un disegno di fondo delineato secondo una precisa strategia d’insieme. Il fatto che loro esecuzione sia affidata a cellule sparse su un intero continente, collegate da una rete globale, presuppone infatti l’esistenza di organizzazioni con strutture di supporto logistico e di fiancheggiamento attive sul territorio, insieme ad un’attenta opera di pianificazione operativa, complicità diffuse, approvvigionamento di armi, ed una notevole facilità di finanziamento. È la lapalissiana differenza che intercorre dal gesto isolato di un sociopatico con tendenze omicide e un’affiliazione votata al terrore, con migliaia di adepti che agiscono in sinergia di gruppo, accomunati da una medesima matrice ideologica di ispirazione religiosa. Che questa sia poi volta all’instaurazione di un’entità teocratica dominata da una cupola di psicopatici che vivono nel culto della morte e praticano con gusto l’omicidio di massa, in un’orgia di sangue che sembra eccitarli più di ogni altra cosa, tanto sono ansiosi di condividere col mondo l’inferno che si portano dentro, non fa che aggravare ulteriormente il livello complessivo della situazione.
L'uomo che inculava le caprePoi ci sarebbero, specialmente in Francia, gli “atti vandalici” pressoché quotidiani contro sinagoghe e cimiteri ebraici, ma ultimamente anche cattolici, sistematicamente devastati con metodica ferocia. Ma queste di solito vengono derubricate in fretta come goliardate che non fanno notizia, mentre le intimidazioni a giornalisti e scrittori con il lancio di una qualche fatwa per “blasfemia” sembra quasi diventato un insignificante inconveniente del mestiere, finché non degenerano in qualcosa di ben più grave; almeno fino al prossimo attacco di queste capre mannare lasciate libere di scorrazzare impunemente.
Capre mannareForse sarebbe ora di sfilarsi i guanti e restituire il viatico caricato con gli interessi a questi rigagnoli infetti di barbarie medioevale. Perché Allah non è grande, ma in compenso ha davvero rotto il cazzo!

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L’oppio dei popoli

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , on 7 gennaio 2015 by Sendivogius

HEBDO (5)

Per capire come un giornalino illustrato dalla satira irriverente, HEBDO (4)ricercatamente provocatoria, non di rado a sfondo religioso e spesso di cattivo gusto, col tratto stilistico delle vignette volutamente sgradevole, possa scatenare la furia omicida di una banda di psicopatici assassini, bisognerebbe scandagliare i meandri più oscuri di menti pesantemente disturbate, nei gorghi insani del più profondo sonno della ragione, diventato letargo e degenerato alfine in coma irreversibile, nel culto morboso della morte (altrui).
2012-09-18-delucqDi “Charlie Hebdo” tutto si poteva dire, tranne che facesse sconti ad alcuno… Cattolici, musulmani, ebrei, indistintamente e senza eccezioni venivano fatti veil-charlie-hebdooggetto delle sue caricaturali vignette, il cui obiettivo non era dileggiare le religioni in quanto tali, ma ridicolizzare l’integralismo e l’intolleranza religiosa in ogni sua forma, senza troppe sottigliezze, ricorrendo spesso e volentieri alla dissacrazione dei fanatismi, irrisi nei loro simboli più esteriori.
HEBDO - La cena dei cretiniPoi le vignette di “Charlie Hebdo” potevano anche non piacere, essere più o meno discutibili, ma questo tra persone mediamente civilizzate rientra nell’ambito dei gusti personali e della libera scelta, divenendo oggetto di diatriba dialettica e, per i più cavillosi, motivo di citazione in tribunale.
HEBDO (1)Come si sa, i fanatici non brillano certo per il loro senso dell’umorismo. Si prendono maledettamente sul serio e sono terribilmente suscettibili. Ma nessuna religione, nemmeno nelle sue appendici più cupe e apocalittiche, sembra raggiungere le perversioni psicotiche dilatate a nevrosi collettiva di massa, come nel caso del più truce fondamentalismo islamico.

HEBDO (2)

Per dire, col Vaticano e le ossessioni omofobe di molti porporati, “Hebdo” ci andava giù pesantissimo ma nessuno aveva mai sparato addosso ai suoi redattori…

Conclave

È straordinario come una singola religione, più di ogni altro credo confessionale, riesca a catalizzare le ossessioni e le paranoie mistiche di un così gran numero di sociopatici, convogliandole in pulsione omicida da celebrare in olocausti purificatori. Se ogni religione investe a piene mani nella sfera dell’irrazionale, c’è qualcosa di profondamente malato nel culto della morte celebrata e vissuta, che pare pervadere le componente più insana dei devoti seguaci del “profeta”.

Abu Osama Al-Faranci (il Francese)

E basta osservare gli sguardi spiritati, ma inesorabilmente vuoti, in uno stato di allucinazione permanente, dei “foreign fighters” confluiti nell’ISIS…
Foreign fighterIn una nota (e contestatissima) intervista del 2001, lo scrittore Michel Houellebecq aveva affermato:

Charlie HebdoIo dico che il fatto di credere in un unico Dio è il comportamento di un cretino, non riesco a trovare un’altra parola. E la religione più stupida è l’islam. La lettura del Corano lascia prostrati.”

Più semplicemente, come tutti i libri ‘rivelati’, nella sua parte migliore, è una raccolta di prescrizioni elementari e norme di profilassi di base, riservate a tribù barbare di analfabeti pastori semi-nomadi e che hanno bisogno di ammantarsi di volontà divina per essere eseguite. Il successivo corollario di totem e tabù rientra nei condizionamenti posticci, spiegati fin troppo bene dall’opera di Sigmund Freud.

caricature_mahomet_cabu

Se la dobbiamo dire tutta, teologicamente il Corano è di una povertà assoluta: un plagio letterario che reinventa la Bibbia ebraica e attinge abbondantemente dal cristianesimo monofisista dei Ghassanidi. Poi certo c’è sempre un “profeta” autonominatosi tale, che si inventa una nuova fede, ci costruisce una religione sopra, e la usa per conquistare il potere assoluto, eliminando tutti i propri avversari.
HEBDO (1)Che in pieno 2015 ci sia gente disposta ad uccidere per una serie di storielle mitologiche, elette a verità di fede va ben oltre i canoni ordinari della follia.

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