Archivio per Papa Bergoglio

In Nome del Papa Re

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on 23 giugno 2021 by Sendivogius

Era il 2013 ed il gesuita furbo travestito da francescano si esibiva in un’altra delle sue performance mediatiche, che tanto incantano i gonzi alla sinistra del papa. Ve la ricordate?!?

“Chi sono io per giudicare un gay?”

Poi, nel frattempo, oltre al (pre)giudizio, è arrivato pure l’anatema, con tanto di interdizione pontificia, contro una legge che vorrebbe porre un limite al pestaggio dei froci come sport nazionale.
Pare che qualche spirito laico, sbagliando, si sia risentito per (l’ennesima) indebita intromissione in faccende altrui, da parte del pontefice massimo e la sua ingombrante ecclesia. Mai infatti tanta indignazione contro l’ingerenza vaticana fu più malriposta.
Per un’associazione a delinquere fondata sullo sfruttamento della credulità popolare e sulla circonvenzione di incapace, finalizzata all’appropriazione indebita di risorse pubbliche, nonché all’accantonamento e riciclaggio internazionale di fondi neri, dove gli affiliati nel tempo libero si inculano i bambini o peggio (ma se lo stupratore è un prete, non è “peccato”), in regime di impunità permanente, una nota di protesta formale contro la Repubblica Italiana (succursale vaticana) per un disegno di legge parlamentare, che qualora fosse malauguratamente approvato renderebbe più complicato discriminare froci e affini, additandoli al pubblico disprezzo come stigma liturgico, costituisce veramente l’ultimo dei problemi. Visto che un tempo, nemmeno troppo remoto, la Chiesa gli omosessuali era solita mandarli a meditare a fuoco lento, direttamente sul rogo, lanciando finocchi (da lì il simpatico nomignolo) sulla pira ardente, onde coprire il lezzo della carne bruciata, parliamo proprio di quisquiglie. Si tratta di un niente, per chi nel suo ordinamento giuridico, attraverso il sistematico ricorso alla pena capitale, prevedeva l’esecuzione per squartamento, estesa ai delitti di lesa maestà, e generosamente dispensata fino alll’anno di grazia 1828.
E adesso si vorrebbe sollevare un caso, destinato a sgonfiarsi nelle prossime 24h tra la supina accondiscenza cortigiana al primato del papa-re, su ingerenza clericale, col solito codazzo di atei-devoti e sovranisti col rosario, perché alle ultime metastasi di questa teocrazia medioevale (dove peraltro la pederastia è di casa) non piace l’approvazione di una legge che, in linea puramente teorica, dovrebbe introdurre qualche blanda e del tutto simbolica “misura di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenzaper motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”?!? Ma suvvià, signora mia!
Per inciso, la Chiesa è ferocemente contro il divorzio, la contraccezione, l’aborto, e perfino contro le coppie di fatto e la convivenza extramatrimoniale. Fino al 1970 pregava anche contro “i perfidi giudei” (nel frattempo c’era stato anche un tentativo di genocidio, ma vabbé certe tradizioni sono dure da cambiare)… e c’è chi si scandalizza perché si scaglia tanto contro i sodomiti?!? Le pratiche dei quali sono peraltro apprezzatissime nelle sacre stanze del Vaticano.

Ci si meraviglia pure se da 2000 anni la Chiesa ce l’ha ossessivamente coi froci… ma anche coi miscredenti… con gli atei… gli eretici… gli apostati… L’elenco completo lo trovate QUI, si chiama “Sillabo” e non risulta sia stato mai abolito.
Contro qualcuno i papi dovranno pur lanciare anatemi, mentre sculettano sul pulpito indossando una gonna.
Con ogni evidenza, rientra nel “modo di vivere cristiano”.

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Il verbo dei signori

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on 29 Maggio 2017 by Sendivogius

Di parole, quando se ne hanno di così fulminanti, non ne servono altre…

“BASTA LA PAROLA”
di Alessandra Daniele
(28/05/17)

«Dopo essersi scagliato varie volte contro i mercanti d’armi, Papa Bergoglio la settimana scorsa ha ricevuto in pompa magna il più grosso mercante d’armi del mondo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il quale, dopo aver piazzato 110 miliardi di dollari di armi ai principi sauditi, maggiori sponsor del terrorismo islamista, ha loro raccomandato con un solenne discorso ufficiale di combattere il terrorismo islamista.
Basta la parola.
Quello che s’è svolto in Vaticano è stato dal punto di vista mediatico una specie d’incontro fra materia e antimateria. Se Donald Trump è unanimemente disprezzato dai media mainstream, che tifano per il suo impeachment con una furia da ultras, Papa Bergoglio gode d’una estasiata idolatria indiscussa. Persino fra gli opinionisti atei solitamente mangiapreti è considerato un imprescindibile obbligo sociale adorarlo, e dichiararlo l’unico leader credibile del pianeta, l’unica speranza di riscatto per i poveri e i perseguitati.
Se Wojtyla era famoso ma controverso come una rockstar, Bergoglio in arte Francesco non è nemmeno in discussione. È santo subito. A prescindere.
Ma perché i media mainstream ci tengono tanto a santificare qualcuno che dice cose apparentemente così contrarie all’establishment? Perché le dice, ma non le fa.
Al netto di slogan e gadget tipo la Misericordina, quali sostanziali cambiamenti concreti il suo pontificato ha davvero portato finora?
La Chiesa ha rinunciato alle sue ricchezze terrene per devolverle ai poveri, aprendo i propri palazzi a profughi e rifugiati?
No.
Non ha nemmeno rinunciato all’otto per mille, né alle detrazioni fiscali.
La Chiesa ha abolito il malsano celibato obbligatorio per i consacrati, ha aperto al sacerdozio femminile, ha smesso di definire l’aborto un infanticidio?
Macché.
Non ha nemmeno smesso di fare pressioni indebite sul parlamento italiano, cercando di soffocare le poche già esili leggi sui diritti civili.
Forse però aspettarsi mutamenti così radicali è troppo. Bisogna accontentarsi d’un repulisti, una Mani Pulite oltretevere. Almeno quella c’è stata?
Figuriamoci.
La narrazione, come sempre in questi casi, è che Papa Bergoglio ci stia provando, ma non ci riesca perché bloccato dalle gerarchie, dalle burocrazie, dalle consorterie. Dal TAR. Dal CNEL.
Benché nessun autentico rinnovamento stia avvenendo, Bergoglio è quindi considerato comunque un grande rinnovatore, per quello che dice.
Basta la parola.
E così, con la sua fotogenia ruffiana, il gesuita Bergoglio restaura la maschera benevola del potere che Trump con la sua spudorata mostruosità ogni giorno distrugge.
In un mondo nel quale ormai le élite sono giustamente considerate il Nemico, un leader, anzi un sovrano assoluto che riesca a dare l’impressione che il potere non sia un male in sé, purché si trovi nelle mani “giuste”, è in realtà una benedizione per ‘tutti’ i potenti

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