Archivio per Ostia

Er CECIO

Posted in Roma mon amour with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 dicembre 2014 by Sendivogius

ceci

Carminati: “C’hai parlato? Ma sta tranquillo, si?”
Pucci: “Per me non ci sta col cervello… non ci sta, non ci sta con la capoccia!”
Carminati: “Ce la fa? Ce la fa a tenersi il cecio al culo secondo te? No! Non ce la fa…”
Pucci: “Lo so, lo so, lo so, lo so”
Carminati: “Eh, è quello il problema”
Pucci: “È quella la fregatura”
Carminati: “Allora tocca fa’ il male minore, amico mio, perché se io fossi sicuro di quello, ma che pensi che stiamo ancora a parla’ di questa cosa?”

 Massimo Carminati e Carlo Pucci, ex dirigente EUR SpA
 (30/01/2013)

Il Porcone Il convitato di lardo di cui l’Amici si danno tanto pena è Riccardo Mancini (detto Er Porcone), l’ex camerata di Avanguardia Nazionale catapultato da Gianni Alemanno ai vertici della EUR S.p.A. (la società pubblica che si occupa della valorizzazione del patrimonio immobiliare della Capitale), sotto inchiesta per un tangente da 700.000 euro e forse più, versati nel 2009 dalla Breda-Menarini, Gruppo Finmeccanica, per la consegna di 45 filobus (peraltro mai entrati in servizio) al Comune di Roma, al costo di 37 milioni di euro. Ne avevamo già parlato in dettaglio [QUI].
FilobusMa ad interessarsi dell’acquisto è un po’ tutta la dirigenza Finmeccanica, che più che altro considera la commessa come una testa di ponte, per entrare nei ben più lucrosi appalti per la costruzione della nuova metropolitana di Roma.
Per l’operazione si mobilitano l’allora sindaco Alemanno; Pierfrancesco Guarguaglini, amministratore delegato di Finmeccanica; Lorenzo Borgogni, capo delle relazioni esterne di Finmeccanica; Vincenzo Piso, coordinatore regionale del PdL, e Vincenzo Pisotrascorsi politici spesi tra Terza Posizione ed Ordine Nuovo, prima di approdare al NCD di Angelino Alfano. Soprannominato il Federale, è considerato da Borgogni il “referente politico di Mancini”, presso il quale ha raccomandato il suo assistente personale di fiducia. Ovvero, quel Carlo Pucci, promosso a dirigente commerciale e responsabile dei servizi generali presso l’EUR S.p.A, nonché esponente di spicco del sodalizio criminale Buzzi-Carminati, nell’ambito della cupola fascio-mafiosa.
Lorenzo Cola Ad occuparsi della fornitura per conto di Finmeccanica, c’è Lorenzo Cola, il consulente economico dell’ex presidente Pierfrancesco Guarguaglini, che per la transazione si accompagna a Marco Iannilli commercialista e uomo di fiducia di Massimo Carminati. Insieme a Lorenzo Cola, il commercialista Iannilli gestisce la società ArcTrade, tramite la quale si sono ritagliati una quota consistente degli appalti ENAV (società nazionale per l’assistenza al volo), presieduta da Luigi Martini (diploma da perito tecnico e soprattutto ex deputato di AN, in quota Matteoli); commesse nell’ambito della TechnoSky (Logistica e supporti informatici), con presidente Fabrizio Testa (ex AN pure lui, in quota Alemanno, e considerato il “facilitatore” dei rapporti di Carminati con la P.A.); e ulteriori lavori per conto della SELEX (sistemi integrati), amministrata direttamente dalla moglie di Guarguaglini. Tuttavia, il commercialista Iannilli è in affari anche col gruppo di Gennaro Mokbel, per il quale cura l’ingresso in Finmeccanica, attraverso la DIGINT che è il loro cavallo di troia per entrare nel giro di commesse della holding pubblica. Per la Carmine Fascianibisogna, Gennaro Mokbel, che è in solidi rapporti con Carmine Fasciani (ex Banda della Magliana e ras indiscusso del Litorale Pugliese e Mokbelromano, con la gestione esclusiva dello spaccio) e con le ‘ndrine calabresi dei Nicoscia-Pugliese-Arena, affida a Iannilli la cifra di 8 milioni di euro per il buon fine dell’intrapresa. E dovrà intervenire Massimo Carminati in persona, e metterci tutto il suo peso, per salvare Noi TPIannilli dalle ire di Mokbel, una volta sfumata l’intrapresa e spariti i soldi dell’Affaire Digint. Carminati, Iannilli, Mokbel, Cola, Piso, Mancini… sono tutti accomunati dalla medesima militanza nell’estrema destra eversiva e, a quanto pare, godono di un accesso libero e riverito nelle stanze del potere.
Faber BeachDella maxi-tangente ritagliata attorno all’acquisto dei nuovi filobus che dovrebbero collegare le nuove unità residenziali di Tor Pagnotta alla Laurentina, Mancini trattiene per sé il 10% mentre il resto della somma sembrerebbe perdersi nei rigagnoli che colano fuori dal “gabinetto di Alemanno”, come dichiarerà alla magistratura uno degli imprenditori (Edoardo D’Inca Levis) Gianni Alemannocoinvolti per la liquidazione della pratica. È curioso notare come fiumi di denaro continuino a sgorgare direttamente sotto il naso di Alemanno, scorrendo a sua insaputa in tasche fidatissime dei camerati a lui più vicini. È davvero il colmo per un uomo che ad ogni circostanza mantiene sempre la stessa faccia, ogni volta pronto a “cadere dalla nuvole” (QUI una lettura molto istruttiva sui pagamenti Enav).
fave di fucaPer il gigantesco danno alle casse comunali ed a quelle della EUR SpA, che sotto l’oculata gestione Mancini chiude, per la prima volta dalla sua fondazione, presenta bilanci pesantemente in perdita, l’allora sindaco Alemanno si costituisce parte civile contro il manager che lui stesso ha nominato. E che per inciso ha gestito per suo  conto, tanto i fondi della campagnia elettorale, tanto la tesoreria della sua fondazione “Nuova Italia”.
Mancini ed AlemannoLa cosa risulta così sfacciata, da far sussultare pure Massimo Carminati, che pure è uomo con ben più di un pelo sullo stomaco:

“A tutto c’è un limite… Alemanno che ieri sul giornale ha scritto che …la merda!…che si costituirà parte civile contro Mancini…ma Mancini è un uomo tuo! Ma che sia o non sia una merda…ma quello è uomo tuo…tu non ti puoi comportà così!”

 Massimo Carminati
 (20/03/2013)

In data 25 marzo 2013, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma, Riccardo Mancini viene arrestato per i reati di concussione, corruzione ed emissione di fatturazioni per operazioni inesistenti, ed estorsione, suscitando più di qualche preoccupazione nel mondo di mezzo

“Questo se deve tappà la bocca. Aspettare che passi…se facesse la cosa…stattene tranquillo zitto muto tanto fino a quando ce stanno le elezioni”

 Massimo Carminati al telefono con l’avv. Dell’Anno
 (25/03/2013)

A Mancini viene affiancato l’avv. Pierpaolo Dell’Anno, che tra i suoi assistiti, oltre all’immancabile Carminati, annovera anche Ernesto Diotallevi: ex usuraio, in passato legato al ‘faccendiere’ Flavio Carboni ed agli ambienti piduisti, ex tesoriere del Clan dei Testaccini di Enrico De Pedis e referente di Cosa nostra a Roma.
Omicidio di Roberto CalviEvidentemente la strategia difensiva funziona, perché l’ex manager esce dalla galera a velocità della luce, ottenendo quasi subito gli arresti domiciliari.

“Mancini è stato arrestato per una cazzata! E poi i soldi non se l’è presi lui, lui veramente i soldi non se l’è presi lui, l’ha dati ad un deputato noi lo sappiamo a chi l’ha dati.. sa tutta Roma a chi l’ha dati però hanno arrestato a lui. E vedemo se ce lo dice.”

 Salvatore Buzzi
 (25/03/2013)

fave-di-fucaEbbene, chi mai sarà il misterioso cecio al culo da tenersi stretto? L’Onorevole al quale il Porcone avrebbe rigirato la sostanziosa mazzetta della Breda-Menarini e la cui identità tutta Roma conoscerebbe?!?
In proposito, noi una mezza ideuccia ce l’avremmo pure…

Homepage

Il Sindaco delle Meraviglie ( II )

Posted in Roma mon amour, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , on 4 ottobre 2008 by Sendivogius

 

“C’era a Roma un cinese in coma”

 

Per fortuna il sig. Tong Hongshen in coma non è mai entrato, a dispetto del titolo parafrasato dal cinema di Verdone. Il muso giallo è stato eletto a provvisorio compagno di giochi da una banda di ragazzini di Tor Bella Monaca, quartiere della periferia sud-est di Roma. Un simpatico diversivo per scacciare la noia dei giovani razzisti in erba (14-17 anni), in cerca di emozioni a buon mercato.

Tong Hongshen è un immigrato cinese di 36 anni, con regolare permesso di soggiorno. Il 2 Ottobre, Tong era fermo alla fermata in attesa del bus, in pieno giorno. Ad inchiodare la baby gang alle sue responsabilità è stata la testimonianza di Fernando Vendetti, consigliere di AN per l’VIII Municipio di Roma. Il sindaco Gianni Alemanno ha tuonato contro l’aggressione con parole di fuoco, invocando la massima severità e pene esemplari qualora “dovesse essere confermato il movente di natura razzista”. Il giorno dopo l’aggressione, nonostante le roboanti dichiarazioni degli alfieri tricolore della zero tolerance, la faccenda sembra destinata a concludersi velocemente a tarallucci e vino con tanto di ricevimento in Campidoglio: lacrime e moccoloni dei teppisti ritornati bimbi (un pò troppo vivaci), un buffetto da parte dei Vigili Urbani, cipiglio severo di facciata ed un pizzico di bonarietà. Siate comprensivi… so’ regazzetti de borgata! Coattate da pischelli.

Durante la campagna elettorale, agitando lo spettro della paura, Alemanno si è presentato ai suoi elettori nei panni del liberatore venuto a redimere la città, schiacciata sotto il peso dell’insicurezza diffusa frutto del degrado e di una criminalità incontrollata che ci raggiunge fin dentro la pace delle nostre abitazioni . Toni apocalittici da invasioni barbariche. In pratica, l’arrivo di Wyatt Earp a Dodge City: gli mancava solo lo spolverino sulle spalle e la colt nel cinturone.

I professionisti della paura, i cultori di Phobos, hanno lucrato sulla sua coltivazione strumentale. Con cura, ne hanno concimato i semi su terreno già fertilissimo… La creazione dell’emergenza come strumento di legittimazione e rendita elettorale per politicanti senza scrupoli. L’insicurezza come ossessione di massa. Il crimine deformato da fenomeno sociale a infezione virale da contagio xenobio. Lo straniero come untore e veicolo di infezione. La repressione usata come strumento propagandistico per la raccolta dei consensi. È stata un’ottima mietitura. Ma la paura si autoalimenta della sua stessa percezione, rinsaldando le radici dell’odio nella mala pianta dell’intolleranza, i cui frutti maturano sempre più precoci e rigogliosi. Tuttavia si tratta sempre di frutti avvelenati.

Ritornando a Roma, ora che Alemanno è diventato sindaco, naturalmente, la città è ritornata ad essere prospera e sicura. Ed ha un bello sbracciarsi il povero Gianni nel richiamare all’ordine i suoi camerati, che si sentono investiti della stessa missione salvifica, e ricacciare nello stomaco i gas mefitici di una sottocultura razzista e reazionaria cinicamente utili ai fini dell’elezioni ma pessimi per l’amministrazione della città. Certe tossine, una volta sprigionate, sono difficili da neutralizzare.

Gli assalti ai negozi cingalesi dei giustizieri del Pigneto.

Il raid squadrista dei picchiatori di Forza Nuova all’università La Sapienza, che dopo essere stati ignominosamente respinti dagli studenti dei Collettivi, andavano a frignare su tutte le TV per bocca dell’immarcescibile Roberto Fiore, (ex) terrorista di Terza Posizione.

Le continue lezioni di machismo impartite agli irriducibili frocetti che si ostinano a frequentare il “Coming out”, locale gay della Capitale.

L’accoltellamento di tre militanti di sinistra di ritorno da un concerto in ricordo di Renato Biagetti, a sua volta ammazzato a Focene, sempre dopo una manifestazione musicale, dalle solite rasate teste di cazzo.

Il pestaggio di un venditore di bibite (l’ennesimo negro di merda) sulla spiaggia di Ostia, nella più totale indifferenza dei bagnanti.

I continui sfregi sulle lapidi dei trucidati alle Fosse Ardeatine.

Ultime di una lunga serie, le scritte antisemite che al quartiere Prenestino sembrano aver trovato un nuovo bersaglio: Anna Frank. Non c’è limite all’infamia!

Questo è solo un piccolo elenco tanto per citare i fatti più eclatanti.

Alemanno condanna, strepita, si indigna, ma al contempo nicchia a Salò, precisa e si distingue. La realtà è che intanto a Talenti, quartiere di Roma nord-est, da giorni campeggia un grande striscione, con tanto di picchetto d’onore, con la scritta: “Talenti Fascista”. Anche se ricordarlo non è più molto di moda, l’esaltazione del fascismo è (ancora) apologia di reato, ma l’applicazione della legge non sembra riguardare minimamente i nostri osannati tutori dell’ordine, nè mi risulta che la cosa abbia mai turbato i sonni di quegli amministratori e politici, i quali (a parole) si professano tutti “antifascisti” ortodossi. Alemanno non si dissocia, non condanna, non esterna. Tace. Fino al prossimo pestaggio o peggio.

 

  P.S.  È stato oggi reso pubblico un’altro simpatico eventi avvenuto all’areoporto di Ciampino, dove una donna somala di 51 anni, Amina Sheikh Said, sposata con un italiano, al suo ritorno da Londra è stata dapprima fermata con l’accusa di rapimento di minori (viaggiava coi nipoti), poi sospettata di traffico internazionale di stupefacenti. “Invitata” (immaginiamo con grande cortesia) a denudarsi dagli agenti per sottoporsi ad ispezione ispezione anale e vaginale, la solita negra si è rifiutata di sottostare al controllo corporalle e pare che, con condivisibile gesto di stizza, abbia tirato i propri vestiti contro gli agenti addetti alla perlustrazione interna. Naturalmente la signora è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale. Condotta nuda in ospedale, dopo essere stata imballata col cellophane, per controlli radiologici, la negra è risultata pulita. Nel senso che non era un corriere della droga s’intende! È ormai opinione assodata che “sporchi” i negri lo siano per principio.

Ah! Naturalmente Alemanno condanna “l’atto scellerato”.