Archivio per Opposizione

Il Capolavoro

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 febbraio 2015 by Sendivogius

'Apocalypse Now' by Marie Bergeron

Congratulazioni vivissime! Con tempistiche e metodi indegni persino per una junta especial da caudillo Peronsudamericano, il partito sedicente ‘democratico’ è riuscito in un sol colpo a ricompattare tutte le opposizioni, presenti in un parlamento esautorato da ogni potere e ridotto a caricatura formale di se stesso, approvando la modifica unilaterale della Costituzione a minoranza assoluta in un’aula mezza vuota alle quattro passate del mattino, su testo blindato di un governo a prova di elezione.
Il Parlamento (vuoto) vota la riforma della CostituzioneL’espressione ghignante di un premier abusivo e sempre più grasso, che scruta soddisfatto gli scranni vuoti di un’assemblea deserta, era quantomeno inquietante. Il GallettoSoprattutto se osservato nella tracotanza ducesca con la quale irride alle opposizioni assenti, attorniato dalle sue groupies assonnate e sbadiglianti manipoli di complemento, in un’aula sorda e ancorché silenziata nel sonno della democrazia.
ninna nannaE sorvoliamo sulle provocazioni e sulla scena surreale di un capo di partito, diventato presidente del consiglio senza prendersi il disturbo di essere eletto, che si aggira nel cuore della notte e con aria smargiassa in un Mussoliniparlamento blindato, passando in rassegna le truppe pronte per il voto ad oltranza. Come certi illustri statisti prima di lui, questo è un altro di quelli che tireranno dritto!
SuinoAhh l’odore del “partito della nazione” la mattina presto… profuma come… di fascismo!
Matteo er Bullo by Danilo SantiniIn un sol colpo, si è riusciti a far passare il principio (assai preoccupante) che la Costituzione possa essere cambiata con una risicata maggioranza relativa, a piacimento e discrezione di un solo partito. E per farlo si stabiliscono tempi contingentati al massimo su tappe forzate, con sedute fiume da 20 ore consecutive, maratone notturne e votazioni ad orari improbabili, passando per lo stravolgimento di tutti i regolamenti parlamentari. Il ricorso al cosiddetto canguro, unitamente alla ghigliottina, che imbriglia le prerogative parlamentari, dovrebbe costituire un’eccezione straordinaria, non applicabile nelle revisioni costituzionali. Le deroghe alla norma si spingono persino oltre… attraverso la forzatura delle stesse procedure previste dalla Costituzione. L’Art.138 che ne disciplina le modifiche prevede infatti un doppio iter parlamentare, con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi.
Il Principe by Lupe Ma il Principe a maniche di camicia ha deciso che la ‘riforma’ deve essere varata entro il Sabato del 14/02/15. Ed alle prime luci dell’alba l’avrà, come ordinato, accorpando i tempi di approvazione. Anche per questo la seconda votazione è stata calendarizzata ai primi del mese di Marzo, a distanza di poche settimane ed in palese violazione di quanto per l’appunto previsto dalla stessa Costituzione. E si maneggiano le modifiche con le modalità di un decreto-legge, imposto per volere superiore contro il resto delle Camere.
Con ogni evidenza, fino ad ora, il “sommo garante” non ha avuto alcunché da eccepire: parliamo dell’austero e ancor più silente neo-presidente Mattarella, giudice costituzionalista e profondo conoscitore delle normative parlamentari: l’arbitro che si è prontamente defilato durante la partita, nonostante il crescendo di falli. Attendiamo eventuali segni di vita dall’alto del Colle… E se il buongiorno si vede dal mattino..!
Sergio Mattarella e Matteo Renzi sulla Lancia Flaminia (foto LaPresse)L’ultima volta che la Costituzione è stata cambiata a colpi di maggioranza risale al 2001. Si trattava, oggi come allora, del Titolo V. Ciò avvenne per scelta unilaterale del centro(sinistra?), che a distanza di 14 anni rilancia e raddoppia con qualcosa di ancor più raffazzonato. Quindi, visti i successi, il precedente va replicato in peggio.
TwittarelloLa modifica del 2001 è universalmente riconosciuta come una delle peggiori ‘riforme’ mai approvate, con effetti pessimi (ai limiti della catastrofe) sul contenimento dei costi della spesa regionale e la tenuta del sistema Il Caro Estintosanitario nazionale. Nel 2006 il governo del papi si sentì in dovere di presentare una sua riforma costituzionale, alla quale la cosiddetta bozza Boschi è sovrapponibile come una copia in carta carbone. All’epoca la modifica venne bollata come una deriva autoritaria di stampo fascista e sonoramente bocciata nel conseguente referendum confermativo. Oggi invece si chiama la volta buona! La stessa merda evidentemente cambia odore a seconda dell’appartenenza.
bullshitE rappresenta un precedente pericoloso…

«Tanto più se si intende modificare addirittura la Costituzione, una fonte che è chiamata a disciplinare le nostre istituzioni e quindi a reggere alle tante tensioni che si producono naturalmente intorno ai processi decisionali ed alla gestione dei grandi poteri pubblici: in settori del genere sono assolutamente necessarie un buon livello qualitativo e la piena coerenza delle nuove norme costituzionali, poiché altrimenti i danni possono essere gravissimi, tanto da far dubitare che in tal modo si possa produrre un effettivo miglioramento delle nostre istituzioni

In quanto all’efficienza della sedicente “riforma” da approvare in fretta e furia, nell’immutabilità sacrale di un testo chiuso ad ogni integrazione o correzione:

«Anzitutto non appare affatto probabile che possa diminuire l’attuale pesante contenzioso fra Stato e Regioni malgrado l’enorme espansione dei poteri legislativi dello Stato che ci si ripromette, dal momento che la tecnica elencativa di ciò che spetta allo Stato o, invece, alle Regioni, appare largamente imprecisa ed incompleta. Contemporaneamente i poteri legislativi del nuovo Senato sono così confusamente (ed insufficientemente) configurati, che ne potrebbero derivare dubbi di legittimità costituzionale su molte leggi statali approvate con l’uno o con l’altro procedimento previsto nel progetto di revisione costituzionale (se ne possono distinguere sette od otto).
In secondo luogo, tutta questa profonda riforma del nostro regionalismo in senso fortemente riduttivo, non si applicherebbe, se non in alcuni modestissimi ambiti, alle cinque Regioni ad autonomia speciale (Sicilia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia) e cioè alcune delle Regioni di cui – a ragione o torto – più si discute criticamente. Anzi, queste Regioni non solo manterrebbero i loro poteri attuali, ma conquisterebbero con questa modifica costituzionale il potere di condizionare l’ipotetica futura riforma dei loro Statuti speciali (che sono leggi costituzionali, ma che il Parlamento non potrebbe più approvare autonomamente, perché dovrebbe previamente ottenere l’accordo della Regione interessata). Ma un trattamento così manifestamente diseguale non solo produrrebbe nuove disfunzionalità legislative ed amministrative, ma susciterebbe naturalmente pesanti polemiche politiche

La Stampa
(10/02/15)

Sono le parole del costituzionalista Ugo De Siervio, che il principino di Rignano dovrebbe conoscere bene, visto che è stato suo professore e consigliere di fiducia Meo Pataccanell’inner circle costruito attorno al Bullo di Firenze, che per la bisogna ricorse ai servigi della dott.ssa Lucia De Siervio (non è un’omonimia, è la figlia) come capo-gabinetto al Comune, in virtù del famoso principio meritocratico [QUI].
Tuttavia, in tempo di “eccezioni” di sistema, di retorica futurista incentrata sul mito della velocità, e di bonapartismo strisciante, il vero obiettivo è un plebiscito di massa che possa legittimare il ricorso all’abuso permanente. Ovviamente, noi abbiamo una visione distorta della questione: adesso si chiama “modernità” al passo coi tempi..!

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(69) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , on 27 novembre 2014 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2014”

Omelette

Sistematicamente, con cadenza ciclica regolare, fioccano bollettini dal prudente entusiasmo, che annunciano la “ripresa” prossima e imminente con la fine della ‘crisi’.
Se dovessimo riepilogare tutti gli annunci trionfalistici a cura di anal-(isti) ‘esperti’ sull’uscita dal tunnel, che si sono susseguiti in questi ultimi anni, mentre la contrazione economica si trasformava in recessione e incancreniva a tal punto da diventare depressione, potremmo riempire abbondantemente le pagine di questa rubrica, stilando una classifica a parte.
Tuttavia, ben pochi sono in grado di raggiungere le vette auliche, oltre le quali si proiettano le limpide previsioni del sedicente “centro studi” di Confindustria, con sfoggio di rara piaggeria cortigiana nei confronti del governo più amato dal sindacato corporativo degli industriali. Urne vuote, astensione record e disgusto massimo, ma tavoli della Leopolda pieni coi padroni in coda a staccare assegni per un coperto.

Palafitta  «Nel mare dell’incertezza sgorgato dalla crisi si stagliano alcuni solidi pilastri su cui poggia l’espansione globale destinata a rafforzarsi nei prossimi trimestri.
[…] In Italia l’export è tornato ad aumentare, l’occupazione mostra i primi segnali di recupero, si è arrestata l’emorragia di credito alle imprese e la riduzione dei tassi, di cui hanno molto beneficiato titoli pubblici e bancari inizia a essere trasmessa alle piccole aziende.
[…] Le riforme strutturali danno frutti nel medio termine, ma nell’immediato rispondono alla domanda di cambiamento del Paese e restituiscono così la fiducia necessaria a rilanciare consumi e investimenti

 Centro Studi Confindustria
 (26/11/2014 )

Prossima data di rilancio prevista: Gennaio 2015.
Perciò segnatevelo sul calendario e non mancate all’appuntamento, che la ripresa vi aspetta su solidi pilastri e 80 euri nelle tasche.

Hit Parade del mese:

Coglione del Mese01. LICENZIARE È TUTELARE

[22 Nov.] «Il Jobs Act è la riforma più a sinistra che sia mai stata fatta»
(Matteo Renzi, il Sinistrato)

Galletti02. PENULTIMO CONDONO

[11 Nov.] «In questo Paese non ci saranno mai più condoni edilizi»
(Gian Luca Galletti, Condonato di governo)

 

Il voto è importante03. La democrazia è una delega in bianco contrassegnata da una X

[23 Nov.] «Il voto è l’unico filo che ci lega sistematicamente alla democrazia, quindi uno può essere contento o scontento, ma se rinuncia al voto, rinuncia a qualcosa»
(Romano Prodi, il Tessitore)

Di Battista04. VOCI DALLA FOGNA

[22 Nov.] «Non mi ricandido. L’ho deciso. Se arriviamo al 2018, io non mi ricandido. Non vedo l’ora di uscire di qui, per non avere più a che fare con queste merde»
(Alessandro Di Battista, materia fecale certificata 5 stelle)

Paolo Bernini05. LA CONGIURA DEL SIGNORAGGIO

[14 Nov.] « L’ISIS stampa moneta senza il consenso di USA e FMI. Minare così tanto gli interessi occidentali non è più tollerabile»
(Paolo Bernini, Coglione interstellare)

Berlusconi06. VOTA SILVIO! VOTA SILVIO! VOTA SILVIO!

[19 Set.] «Avrete assistenza medica gratuita: dentiere, operazioni alla cataratta e convenienze varie… cinema al pomeriggio e treno durante la settimana gratuiti, bonus taxi e bonus acquisti, veterinario gratuito una volta al mese per i vostri amici a quattro zampe. Dovete andare a votare, ve lo dice un vostro coetaneo che vi vuole bene»
(Silvio Berlusconi, Riciclatore di patacche)

Pittella07. ABBIAMO UN MARSHALL A BRUXELLES

[26 Nov.] «Il “Piano Juncker” per me è un sette. Segna la fine dell’austerità dell’era Barroso. Ora porte aperte alla flessibilità»
(Gianni Pittella, Calamità europoide)

La donna perfetta08. E ‘STI CAZZI?!?

[18 Nov.] «In politica io voglio avere il mio stile, l’essere sempre a posto, è un quid in più. Rosy Bindi ha avuto il suo stile, il nostro stile è diverso, e per fortuna… Io ad esempio ho deciso di andare dall’estetista ogni settimana. Mi prendo cura di me, mi faccio le meches, mi faccio la tinta. Cosa dovrei andare in giro con i peli ed i capelli bianchi? Ho un ruolo pubblico, rappresento tante persone, e voglio rappresentarle al meglio. Il nostro stile di fare politica è ‘Ladylike’, uno stile che deve piacere»
(Alessandra Moretti, Miss ceretta)

Maurizio Gasparri09. PASTA AI FINOCCHI

[24 Nov.] «Guido Barilla è passato dalla difesa della famiglia alla subalternità a lobby gay. Non compriamo più Barilla.»
(Maurizio Gasparri, culo chiacchierato)

Grillo10. BEATI GLI ULTIMI

[22 Nov.] «Con cinque consiglieri in Emilia Romagna abbiamo vinto»
(Beppe Grillo, dissociato mentale)

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Re di Fuffa

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 settembre 2014 by Sendivogius

poker cards

«Con Propaganda si intende l’intera gamma di attività il cui contenuto è l’informazione o il divertimento e il cui scopo è in questo caso:
a) distrarre l’attenzione dai sacrifici attuali.
b) giustificarli in termini di garantita felicità futura.
Ciò può implicare o no la presentazione del mondo esterno come un mondo la cui situazione è ancora peggiore, ma presenterà senz’altro come di gran lunga inferiore il livello di vita passato.
Uno scopo altrettanto importante della propaganda sarà quello di convincere le masse che l’attuale leadership è il più efficiente veicolo di modernizzazione; ciò può essere ottenuto in termini razionali avvalendosi di immagini statistiche, o in termini irrazionali che presentano la leadership come superumana.
Con Repressione si intende l’intera gamma delle attività politiche della polizia miranti a:
a) Sopprimere l’attività politica individuale, mediante la sorveglianza e l’imprigionamento.
b) Intimidire le masse con l’esibizione della forza.
c) Impedire la circolazione di informazioni rivali, controllando i mezzi di comunicazione di massa e inibendo la discussione pubblica.»

   Edward N. Luttwak
   “Tecnica del Colpo di Stato”
   Longanesi, 1969.

Bandiera di Hong KongPraticamente, è la differenza fondamentale che intercorre tra l’Italia ed il governatorato cinese di Hong Kong, La diversità consiste nel fatto che, mentre la prima ha fatto dell’uso della “propaganda” una felice applicazione di governo, la Cina deve ricorrere alla “repressione” perché, nonostante tutto, una coscienza democratica esiste ancora, laggiù ad Hong Kong, dove in sostanza si protesta per potersi scegliere i propri rappresentanti in libere elezioni, mentre da noi si festeggia la cancellazione del Senato elettivo e dei consigli provinciali (e non delle Province) con l’insediamento di ‘candidati’ nominati dal nuovo partito unico. Strano si voti ancora per il Parlamento.
DC FOREVERIn un mondo impazzito che funziona alla rovescia, l’ironia della storia a volte sa essere beffarda… Capita così che uno degli ex portaborse di Francesco Rutelli, un bolso democristiano col puzzo di sagrestia ancora addosso, nemmeno quarantenne e che da oltre 20 anni campa quasi esclusivamente di “politica” (quella peggiore, consumata negli apparati di partito), venga a spiegare cosa sia di ‘sinistra’ e cosa invece no.
Peccato che dalla guerra alla magistratura, allo scontro senza quartiere contro i sindacati, o meglio contro la CGIL (additata a causa primaria di ogni male e tra poco anche della crisi economica); dall’astio per i “professoroni” all’insofferenza per le regole; dall’abolizione dell’Articolo 18 alla cancellazione dello Statuto del Lavoratori; dalle privatizzazioni selvagge alla depenalizzazione dei reati fiscali… tale idea della ‘sinistra’ sembri una copia carbone della peggiore destra post-berlusconiana, con la quale peraltro governa felicemente e condivide tutto, tanto è ad essa complementare.
Patetica è invece la cosiddetta “Minoranza PD”, vomitevole nella sua ignavia parolaia fatta di ‘tesi’ e mai di ‘antitesi’, alla disperata ricerca di una sintesi impossibile, che dopo essersi allevata in casa un aspirante dittatorello da 80 euro con la sua banda di chierichetti assatanati, adesso si fa meraviglia per essere diventata una costola del berlusconismo di ritorno. Per giunta, dopo la svendita, è pure a rischio sfratto.
Matteo RenziE si capisce perché quel comitato elettorale permanente a servizio esclusivo del Capo, e che si fa chiamare con l’acronimo di una bestemmia, abbia chiuso i suoi giornali d’area, ancor più inutili quando si può contare sulla solida sponda di quotidiani d’eccezione, fedelmente schierati e a costo zero. Parliamo di formidabili baluardi come Il FoglioLiberoIl Giornale (servo di due padroni)… che alternano il consueto fascismo islamofobo, il maccartismo anti-tasse, e le dispense a puntate sulla vita illustrata del duce, con editoriali apologetici sul miglior leader che la destra italiana abbia mai avuto: Matteo Renzi, per l’entusiasmo incontenibile di una Alessandro Sallusti in amore, o di un estasiato Giuliano Ferrara che forse ha ritrovato il simulacro del suo nuovo Craxi.
Le grandi iniziative editoriali di 'Libero'Il dramma vero comincia quando il Mister 41% a colpi di 80 euro, come i peggiori ras democristiani del voto di scambio, dall’alto di un provincialismo desolante ed un’ignoranza devastante (proporzionale solo alla presunzione del personaggio), si cimenta in questioni che non conosce minimamente, se non per sentito dire, discettando di “lavoro” e “occupazione”. Parole quanto Adessomai vuote, se messe in bocca ad uno che non ha mai lavorato un solo giorno in vita sua, a meno che non si voglia davvero prendere sul serio l’assunzione farlocca come “dirigente”, nell’aziendina in fallimento del papà bancarottiere, specializzata nella distribuzione de “La Nazione” e “Il Giornale” per la provincia fiorentina.
Dopo la “Riforma Fornero”, che di fatto ha abolito l’Articolo 18, senza che la “minoranza piddì”, allora maggioranza, avesse nulla da ridire, il reintegro del lavoratore ingiustamente licenziato è previsto solo in caso di conclamata discriminazione.
Discriminazione che potrà essere esercitata senza più alcuna preoccupazione di natura legale, per motivi politici, razziali, religiosi, sindacali, antipatia personale, o mero clientelismo familista
Renzi AdessoMa per lo strafottente Signor Cretinetti transumato da Palazzo Pitti a Palazzo Chigi, gli “imprenditori”, che sarebbe più consono chiamare PADRONI,devono poter licenziareperchéterrorizzatidalla semplice idea di dover riassumere qualcuno cacciato via, senza giusta causa, perché poco gradito alla direzione, per motivi che nulla c’entrano con la “produttività”.
Robot6Sfugge pertanto la correlazione esistente tra la totale libertà (!?) di licenziamento e la stabilizzazione dei lavoratori “precari” che, in quanto licenziabili in qualunque momento e per qualsiasi (non) ragione, continueranno a restare tali ad vitam.
Licenziato Eutelia Non si comprende la relazione tra l’estendere la tutela della maternità, con l’estensione delle prestazioni sociali a tutte le lavoratrici madri, e la cancellazione dell’Art.18 che le salvaguarda del licenziamento discriminatorio.
Né si capisce come dalla cancellazione di un diritto possano scaturire più diritti e garanzie maggiori, per tutti coloro che oggi ne sono sprovvisti.
OmniaÈ l’Articolo 18 che impedisce la stabilizzazione dei precari e l’estensione delle tutele? O la riduzione dei contratti atipici? O l’introduzione di un sussidio universale e maggiori tutele salariali? O una nuova politica della formazione professionale e rientro lavorativo?
TeleperformanceNell’immediato si istituisce il licenziamento per tutti, libero, assoluto, indiscriminato… Gli effetti sul ritorno occupazionale sono tutti da dimostrare. E da spiegare.
Autogrill Per quanto riguarda la riforma degli “ammortizzatori sociali” e le “integrazioni al reddito”, che certo non crescerà se ad ogni scatto di carriera o aumento salariale posso cacciare via, senza troppe spiegazioni, il lavoratore diventato troppo costoso e troppo ‘vecchio’, si possono aspettare tempi migliori. Al momento si ignora tutto, dall’entità, alle modalità di erogazione, al reperimento delle coperture. Ma per queste ultime è facile indovinare… Ci pensa il prof. Yoram Gutgeld, l’inventore della trovata degli 80 euro e primo consigliere economico nel consiglio di guerra di Telemaco. Brutalmente, la linea del professore israeliano può essere condensata così: privatizzare tutto, vendere tutto il vendibile nell’ambito del patrimonio pubblico, tagliare le tasse (ma anche taglio delle detrazioni). Assomiglia a Reagan, ma si legge Renzi.
Festa RenzianaCome tutti i fanfaroni dotati di un ego sconfinato, confonde la pratica con la propaganda in un’overdose mediatica da sovraesposizione auto-esaltatoria su ogni mezzo di comunicazione esistente, per un orgia declamatoria che non conosce confini, né riposo, né imbarazzo.
Ma diventa impudente quando parla di congiura dei “poteri forti” mentre si accompagna a impotenti deboli come Sergio Marchionne, coi vari banchieri, squaletti della speculazione finanziaria, e padroni delle ferriere, confluiti nello stagno del renzismo.
Marchionne e RenziTra l’altro, da profondo conoscitore del mondo del lavoro quale è, non perde occasione per blaterare qualcosa a proposito di milioni di Co.Co.Co. che per inciso sono gli unici contratti atipici a non esistere più nelle imprese private, essendo stati aboliti dalla cosiddetta “Legge Biagi”, ma mantenuti unicamente nella Pubblica Amministrazione. Non si capisce cosa impedisca al premier decisionista di eliminarli una volta per tutte e sostituirli magari con contratti a tempo determinato, insieme a tutte le garanzie del caso.
EatonMeraviglioso è poi quando parla del sindacato, unica impresa che sta sopra i 15 dipendenti e non lo applica. I sindacati, esattamente come i partiti politici, sono “enti di fatto”; Si può discutere a lungo su questa anomalia DOAgiuridica. Ma diventa inutile quando hai a che fare con un piazzista da televendita, intento a rifilare i suoi bidoni ad una platea di cheerleaders in orgasmo. E certo non si può pretendere da un azzerbinato Fabio Fazio, ridotto a scendiletto del premier, quello scatto di reni che manca ad un intero paese che, se proprio deve, intervista i ‘potenti’ in ginocchio ed evita sempre di porre le domande giuste.
fazio-e-renzi-defaultNella prevalenza degli annunci sui fatti, tramite la distorsione permanente della realtà ridisegnata per le esigenze di marketing, la correlazione logica tra premessa e valutazione è del tutto ininfluente. L’arte della propaganda si basa sulle suggestioni ed ha bisogno di immagini ad effetto, per imprimersi nella mente ed innestarsi come cortocircuiti logici sul percorso del pensiero analitico.
Come ben sa il Lettore che abbia avuto la pazienza di seguirci finora, il problema è che il pensiero si nutre di complessità; la propaganda vive di semplificazioni.
Manipolazione e ripetizione, nella reiterazione di paralogismi ad alto contenuto mediatico, sono alla base del suo successo, attraverso un condizionamento studiato dell’immaginario collettivo su archetipi condivisi.
Sostanzialmente, per riuscire al meglio, la propaganda richiede due requisiti fondamentali: una predisposizione naturale alla menzogna e una gran faccia da culo.
Per sua fortuna, proprio come il mentore di Arcore, il Telemaco in camicia bianca dispone in abbondanza di entrambe.

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(65) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 30 luglio 2014 by Sendivogius

Classifica Luglio 2014”

Madre DC  Alla veneranda età di 90 anni, dimenticata nell’ospizio in cui era stata abbandonata, si spegne l’Unità: compianta da tutti, ma da nessuno rimpianta. E di certo non dal PD che infatti gli ha preferito il quotidiano Europa, nella sua osmosi tutta democristiana, ma che continua ad utilizzare il brand delle Feste dell’Unità per autofinanziarsi a nome di un giornale che non esiste più, suscitando i facili entusiasmi degli ex figiciotti che l’hanno condotta al tracollo. In fondo, nel nuovo “partito democratico”, il giornale fondato da Antonio Gramsci per gli ‘operai’ non aveva più ragione di esistere, essendo stato completamente dimenticato il primo e messi in cassa-integrazione i secondi. Restano invece i padroni delle ferriere, più ringalluzziti che mai; e con quelli i “riformisti” si intendono benissimo: da Marchionne ad Elkann; da Colaninno a Gnutti…
Sul fronte interno, il Telemaco della generazione Erasmus sta scoprendo invece a sue spese quanto sia difficile portare a casa le “riforme”, concordate privatamente con il papi che a quanto pare è stato garantito da ogni ‘rottamazione’, in un Senato non sufficientemente addomesticato e convertito al sacro verbo del renzismo. E se davvero basta una mezza dozzina sfilacciata di senatori di “Sinistra e Libertà”, per mettere in crisi il grande disegno accentratore del Bambino Matteo e farne implodere tutte le contraddizioni, nonostante le ritorsioni, le provocazioni, la forzature dei regolamenti e la strategia di annessione, scientificamente posta in essere ai danni di SEL grazie all’utile idiota di turno, quel Gennaro Migliore il cui LED sembra essersi spento prima ancora di accendersi, allora onore e gloria a SEL!
O più semplicemente il governo del chiostro fiorentino nasconde fondamenta di sabbia, se tanto poco basta a provocare una crisi di nervi nel concistoro di zelanti chierichetti stretti attorno al piccolo cesare. Perché il Telemaco alla guerra non si piega e non si spezza, ma se trova chi lo frega prima si piega e poi si spezza. E stavolta non basterà agitare il solito spauracchio a cinque stelle, sempre pronto all’uso, con lo sbavante Capo-Grullo che grida al golpe un giorno sì e l’altro pure, mentre i suoi manipoli fanno ammuina al Senato.

  Hit Parade del mese:

Coglione del Mese
01. INVERSAMENTE PROPORZIONALI

[03 Lug.] «Il numero complessivo dei disoccupati è aumentato anche perchè si sono messi a cercare lavoro molti scoraggiati che avevano smesso di cercarlo.»
 (Giuliano Poletti, lo Scoraggiante)

Matteo Renzi02. I DISCORSI DELL’ASILO

[13 Lug.] «Calcisticamente parlando, qualcuno pensa che io sia un fantasista, cioè quello che inventa il colpo a sorpresa, o il portiere fortunato, che para i rigori perché provoca l’avversario. Non hanno capito che, dal punto di vista amministrativo, io sono un mediano (o in termini non calcistici, accessibili anche a chi non si interessa di pallone, un mulo), che su tutti i palloni si mette lì e “butubum-butubum” studia le carte. Ma è meglio che non lo abbiano compreso: così arrivo a fari spenti lì dove voglio arrivare, con buona pace di tutti i commentatori e dei professionisti della gufata.»
 (Matteo Renzi, Capo-scout)

BEPPE GRILLO? NO GRAZIE!03. CONVERTITEVI AL VERBO DEL PROFETA!

[19 Lug.] «Se avessero ascoltato il M5S forse la tragedia dell’aereo abbattuto non sarebbe accaduta.»
 (Beppe Grillo, immancabile coglione)

Mi scappa la cacca04. COLPI DI STATO (I): Gomblotto internazionale

[19 Lug.] «Berlusconi merita il premio Nobel per la pace: quando un capo del governo viene costretto a dimettersi per un complotto internazionale è roba da guerra civile. Se non c’è stata la guerra civile è perché il presidente Berlusconi ha sempre anteposto gli interessi dell’Italia e degli Italiani a quelli personali.»
 (Elvira Savino, Staffetta partigiana)

Grillo04.bis COLPO DI STATO (II): di-mis-sio-ni!

[25 Lug..] «Si chiama colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore, non le chiamò ‘riforme’. Il regista di questo scempio è Napolitano che dovrebbe per pudore istituzionale dimettersi subito.»
 (Beppe Grillo, il duce a 5 stelle)

Beppe Grillo saluta le sue camicie nere - La solita vecchia merda04.ter COLPO DI STATO (III): Rinviato per ferie

[27 Lug.] «Rimarremo ancora fino a quando sarà possibile cercare di impedire il colpo di Stato»
 (Beppe Grillo, il Vigilante)

Tarcisio Vicario05. PECCATO MORTALE

[01 Lug.] «Chi contrae un matrimonio civile vive in una infedeltà continuativa: non si tratta di un peccato occasionale, che può essere cancellato con un pentimento sincero, come per esempio un omicidio»
 (don Tarcisio Vicario, prete moderno)

Carlo Sibilia06. L’INVASIONE DEGLI ULTRA-DEMENTI (I):
Sibilia forever!

[20 Lug.] «Oggi si festeggia l’anniversario dello sbarco sulla luna. Dopo 43 anni [veramente sono 45!] ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa.»
 (Carlo Sibilia, Ineguagliabile)

Essere o non essere06.bis L’INVASIONE DEGLI ULTRA-DEMENTI (II): A pensarci prima…

[01 Lug.] «Avete mai pensato che molte guerre vengono combattute per il rifornimento idrico fondamentale per l’industria della carne?»
(Alessandro Di Battista, il Tonno)

Albano e Romina06.ter L’INVASIONE DEGLI ULTRA-DEMENTI (III): Il cielo non è più blu!

[20 Lug.] «Dopo 3 giorni di cieli azzurri, hanno iniziato di nuovo con le scie chimiche. Ma io dico, quanto hanno investito in questi veleni destinati a noi? Come mai non hanno soldi per le scuole, ogni anno licenziano maestri, tagliano materie e programmi eppure hanno abbastanza soldi per spruzzare attraverso i cieli questi veleni?»
(Romina Power, Sciatrice chimica)

Big Bang Italia - MATTEO07. SE C’ERA LUI…

[29 Lug.] «L’Unità, il giornale fondato da Gramsci, non può e non deve essere nella disponibilità del PD e di Matteo Renzi. Purtroppo non lo è. Se lo fosse non chiuderebbe.»
 (Matteo Renzi, il Provvidenziale)

Barcone08. RISCHIO EPIDEMIA DI EBOLA

[30 Lug.] «Negli aeroporti e nei luoghi di transito vengono già effettuate visite mediche nei casi che vengono ritenuti necessari. In Italia il pericolo non c’è.»
 (Beatrice Lorenzin, Commissario di sanità)

Sparate sulle ambulanze09. LA GUERRA SANTA

[09 Lug.] «Non esiste guerra più giusta di questa»
  (Benjamin Netanyahu, Nazista con la kippah)

Maria Elena Boschi10. STATISTI E BUGIE

[21 Lug.] «Un grande statista, che è stato anche un grande presidente di questa assemblea, un riferimento per tante donne e uomini della mia terra, compreso mio padre, Amintore Fanfani, ha detto una piccola grande verità, “le bugie in politica non servono”»
  (Maria Elena Boschi, la Madonna del Consiglio)

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La Marianna la va in campagna

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 giugno 2014 by Sendivogius

Auray (environs) - Cortège de trois noces réunies (1908)

Se c’è una cosa di cui bisogna dare atto a Matteo Renzi, è l’aver conferito una dimensione fisica all’eterea Marianna Madia: la maddalena dolente, sottratta al limbo delle diafane presenze che come bandierine votive si agitano tra gli spifferi delle correnti di partito, in cerca di stabile collocazione tra l’inconsistenza della loro inconcludenza.
Insieme a Maria Elena Boschi, la madonnina dell’imprescindibile “bozza”, passata dalle processioni della Beata Vergine direttamente alle riforme costituzionali per intercessione del divo Matteo, l’algida Madia costituisce l’altra statuina parlante, nel presepe vivente di entità ectoplasmatiche elevate a proiezione olografica di Governo.
Maria Elena BoschiNell’altra metà del cielo, raccolti in adorazione dinanzi alla Natività del Bambino Matteo, si distinguono per zelo e coerenza le greggi addomesticate dei Giovani Giovani Turchi (quelli veri)Turchi (o almeno quel che ne resta): gli imbarazzanti polli da batteria, provenienti dagli allevamenti dell’interrata FGCI. Finalmente, sembrano aver trovato il loro pastore, dopo aver sgambettato a lungo nel serraglio delle odalische ribelli, in cerca di una stella cometa capace di guidarli verso la prima poltrona disponibile e a prova di rottamazione.

Orfini e Fassina

Specializzati in affermazioni di principio con smentita incorporata, sono ‘idioti’ meno che utili ma buoni per tutte le stagioni. Non per niente, ogni pinocchietto ha la sua fatina turchina, anche se si chiama Matteo.
Mamma li Turchi!Nella grande rappresentazione governativa, ognuno ha il suo copione da recitare, ruolo istituzionale da interpretare, con riforma dedicata da firmare in calce…
Maria Elena Boschi Alla ministra Boschi, la raffazzonatissima “riforma del Senato”, secondo una bozza pasticciata e incompleta, ma rigorosamente blindata nel dogma dell’immodificabilità.
Andrea Orlando Al ministro Orlando, la prossima “riforma della Giustizia”, da concordare con corrotti e concussori e massimamente con l’Interdetto munito di diritto di veto, dopo la riesumazione dal sarcofago di cerone in cui lo si credeva finalmente tumulato.
Marianna Madia Alla ministra Madia, la “riforma della Pubblica Amministrazione”: aria fritta opportunamente riscaldata, già in circolazione da qualche lustro insieme ad altri pletorici omologhi (ricordate le tre “I”?!? Internet-Industria-Impresa?). Come il Jobs Act, la copia rivista e corretta dello “Statuto dei Lavori” di Maurizio Sacconi, si tratta di un plagio aggiornato dell’altrettanto strombazzata “Riforma Brunetta” (il nano dei tornelli). E, in assenza di decreti attuativi, destinata a rimanere lettera morta come le precedenti.
D’altra parte, per conoscere l’Autrice dell’ennesima riforma epocale, basta leggere la biografia al vetriolo che il prof. Odifreddi racchiuse in un suo perfido cammeo:

«Alle elezioni del 2008, Walter Veltroni usa le prerogative del porcellum per candidare capolista alla Camera per il Pd nella XV circoscrizione del Lazio la sconosciuta ventisettenne Marianna Madia. Alla conferenza stampa di presentazione, agli attoniti giornalisti la signorina dichiara gigionescamente di “portare in dote la propria inesperienza”.
In realtà è una raccomandata di ferro, con un pedigree lungo come il catalogo del Don Giovanni. E’ pronipote di Titta Madia, deputato del Regno con Mussolini, e della Repubblica con Almirante. E’ figlia di un amico di Veltroni, giornalista Rai e attore. E’ fidanzata del figlio di Giorgio Napolitano. E’ stagista al centro studi Arel di Enrico Letta. La sua candidatura è dunque espressione del più antico e squallido nepotismo, mascherato da novità giovanilista e femminista. E fa scandalo per il favoritismo, come dovrebbe.
Matteo RenziIn parlamento la Madia brilla come una delle 22 stelle del Pd che non partecipano, con assenze ingiustificate, al voto sullo scudo fiscale proposto da Berlusconi, che passa per 20 voti: dunque, è direttamente responsabile per la mancata caduta del governo, che aveva posto la fiducia sul decreto legge. Di nuovo fa scandalo, questa volta per l’assenteismo. La sua scusa: stava andando in Brasile per una visita medica, come una qualunque figlia di papà. Invece di essere cacciata a pedate, viene ripresentata col porcellum anche alle elezioni del 2013. Ma poi arriva il grande Rottamatore, e la sua sorte dovrebbe essere segnata. Invece, entra nella segreteria del partito dopo l’elezione a segretario di Renzi, e ora viene addirittura catapultata da lui nel suo governo: ministra della Semplificazione, ovviamente, visto che più semplice la vita per lei non avrebbe potuto essere. Altro che rottamazione: l’era Renzi inizia all’insegna del riciclo dei rottami, nella miglior tradizione democristiana. La riciclata ora rispolvererà l’argomento che aveva già usato fin dalla sua prima discesa paracadutata in campo: “Non preoccupatevi di come sono arrivata qui, giudicatemi per cosa farò”. Ottimo argomento, lo stesso usato dal riciclatore che dice: “Non preoccupatevi di come ho ottenuto i miei capitali, giudicatemi per come li investo”. Se qualcuno ancora sperava di liberarsi dai rottami e dai riciclatori, è servito. L’Italia, nel frattempo, continui ad arrangiarsi

  Piergiorgio Odifreddi
  (22/02/2014)

Nel grande patchwork renziano di stampo moroteo, le competenze non contano. La differenza la fa infatti l’età. La tenera Marianna ed i suoi colleghi all’esecutivo sono più che altro il distintivo cloisonné da apporre ai pacchetti di “riforme” (rigorosamente confezionate da altri), con la loro faccina rassicurante e pulita che fa tanto novità. Perché questo è il requisito di maggior successo nel Paese più reazionario d’Europa, ma costantemente malato di nuovismo: gli potete ammansire manichiniqualsiasi intruglio politico, purché servito a tavola da una corte di giovani mannequin tirati a lucido per l’occasione. E la ricetta è sempre valida a prescindere dalle stagioni e dagli ingredienti. L’infatuazione elettorale viene poi da sé, insieme alla carica congenita di opportunismo e di conformismo, che da sempre contraddistingue gli abitanti della Penisola. Questo è il Paese che è corso in massa ad indossare la camicia nera dopo la vittoria elettorale di Mussolini nel 1924 (vent’anni dopo erano tutti antifascisti); che s’è risvegliato berlusconiano dopo le elezioni del 2001; e che oggi si scopre interamente renziano.
Epperò, se bastasse solo l’età anagrafica a fare la differenza, allora non avremmo all’opposizione una setta di fanatici imbecilli, Giuseppe D'Ambrosioraggrumati attorno alle latrine digitali del Vate® ligure. Nella pratica, questi desolanti babbei sono il miglior alleato possibile dell’attuale governo in carica, e principale sponsor di ogni Laida Intesa presente e futura. Se non ci fossero i nazi-dementi dell’asilo a 5 stelle, bisognerebbe inventarli. La loro minchioneria iperuranica, il complottismo psicotico, il messianismo allucinatorio, il primitivismo irrazionale, l’integralismo rabbioso di un fanatismo in salsa apocalittica, nel discount del dissenso, mercificato, serializzato, ridotto a slogan e obbedienza cieca al capo… sono la giustificazione a qualsiasi cosa, pur di tener lontano simile canea invasata da ogni possibile centro di potere, nella costruzione di un doveroso cordone di contenimento sanitario. Tanto che persino la resurrezione del Pornonano finisce col sembrare funzionale al contenimento dell’orda.

La Horde

«Non è molto diverso da una vecchia manifestazione del Pdl, tutto è studiato secondo le tecniche del marketing, con la differenza che quella era una narrazione dei tempi dell’abbondanza, questa è la narrazione per i tempi di crisi, ma sono due lati dello stesso sfascio culturale. Qui il prodotto non è l’ammirazione, il sogno di successo, ma quello di rivalsa, di onestà e verità come panacea per ogni male. E ovviamente i disonesti sono sempre e solo gli altri. Il Movimento 5 stelle non è il fascismo in senso stretto, è qualcosa di molto più raffinato e innovativo, pur inglobando ampi elementi della tradizione più reazionaria, primo fra tutti il mito infrangibile del capo.
[…] Il M5s non è un partito di militanti, è un partito di voti, l’adunata è la pezza che si mette sulla mancanza di radicamento nel territorio.
Il Movimento 5 stelle con la retorica “è colpa degli altri” è anche il maggior impedimento sulla strada della presa di coscienza dei problemi del Paese e arriva cinicamente nel momento storico in cui ce n’era più bisogno.
[…] Ogni volta che Grillo dice noi abbiamo impedito la violenza, bisognerebbe ricordarsi che più che la violenza, Grillo ha impedito le legittime manifestazioni popolari di dissenso contro l’austerity che si sono avute negli altri paesi. Ha sterilizzato, impacchettato, mercificato e immobilizzato il dissenso, eliminando ogni opposizione reale alle politiche economiche che hanno aggravato la crisi.
[…] Il Movimento 5 stelle in fondo è questo: due anziani che parlano ai giovani rifilandogli la loro versione “villa arzilla” della rete, una commistione terribile di marketing e tv commerciale degli anni ’80, con il narcisismo e l’odio del peggior web.»

Quit the Doner
Nel discount del dissenso
(24/05/2014)

La Setta dei Pentastellati

Per parte nostra, seriamente parlando, il successo di Matteo Renzi si misura anche e soprattutto nella diversità del messaggio veicolato, con l’immagine di un’Italia possibile, costruita sulla voglia di normalità di gran parte degli italiani e speranza, Il delfino del Grulloin contrasto con una distopia totalitaria dilaniata da deliri cospirazionisti, rese dei conti, guerre civili e orge forcaiole.
Peccato però che poi il Bambino Matteo non sappia distinguere la differenza che intercorre tra l’autorevolezza di un leader e l’autoritarismo del Capo, che scambia il partito come una proiezione personale di sua proprietà e vive il dissenso interno come una forma di lesa maestà alla sua incoronazione. Certo non l’aiuta una certa arroganza intrinseca al personaggio e soprattutto le schiere plaudenti di convertiti, che scalpitano per saltare sul carro del vincente di turno, e nell’attesa si esibiscono in sconcertanti claque.
Ecco, non è un bel vedere l’assemblea nazionale di un partito, luogo di confronto per eccellenza, ridotta ad una convention autopromozionale, in simil Publitalia, con i non-ortodossi silenziati e quindi scherniti, la gigantografia del 40,8% magari da brandire come una clava contro gli oppositori interni al PD; come se il risultato fosse eterno e come se i 2/3 degli italiani non se ne fossero rimasti a casa invece di andare a votare, evidentemente non troppo entusiasti dell’offerta elettorale.
AnsaEcco! Se non un po’ di falsa modestia, che non guasta mai.. almeno un minimo di scaramanzia, e di prudenza, invece di chicchiriare tutto impettito come un galletto all’ingrasso, che non teme lo spiedo solo perché ancora non lo conosce. Che in Italia si fa presto a credersi dei, ma ci si dimentica facilmente con quale gusto compiaciuto gli italiani si divertano ad assistere alla caduta degli idoli, urinando poi sui cocci in sfregio al perdente.

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Kill’em All!

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 ottobre 2013 by Sendivogius

Deadly Vipers

L’ironia della storia a volte sa essere beffarda, a tal punto da divenire spietata nella riproposizione macchiettisitica di situazioni e personaggi ridotti al rango di caricature.
Come spiegare diversamente la fulminante parabola di un Mario Monti ed il suo cagnolino Empy, ridotto a fare il paio con Silvione lo Sporcaccione e Dudù, nella deprimente cornice delle Laide Intese?
Mario con Empy È il destino ingeneroso del Cincinnato in loden, che nella pretesa di infallibilità evidentemente si credeva insostituibile. Investito di poteri semi-dittatoriali per intercessione presidenziale, con la modestia e la riconoscenza che da sempre lo contraddistinguono, il Brüning de’noantri tuona ora contro quei partiti che hanno reso possibile (sputtanandosi irrimediabilmente) il suo governo tecnico, con esperti del calibro di Elsa Fornero assegnati alle politiche sociali. La scelta della maestrina sabauda è comparabile alla promozione di Amelia Elizabeth Dyer alla cura dell’infanzia.
Assistere alla dipartita politica di Mario Monti, ricorda altri drammi incompresi… Ad esempio, lo spegnimento di HAL 9000: il supercomputer impazzito in “2001 Odissea nello spazio”.
HAL 9000Ma l’effetto prevalente è quello di un freak da laboratorio, sfuggito al controllo del suo improvvido creatore. Ed è divertente ascoltare i clangori metallici del cyborg Monti (type Napolitan-2011) mentre lancia pezzi di ricambio obsoleti, ribellandosi alla precoce rottamazione, sostituito com’è dal più docile modello Letta jr DC/2000 (type Napolitan-2013).
Re-AnimatorD’altronde, il Professore costituisce un altro degno prodotto della premiata ditta Bocconi, che può vantare altre personalità prestigiose: come i banchieri Passera e Profumo con le loro brillanti operazioni finanziarie (tipo l’Alitalia); solidi imprenditori come Marco Tronchetti Provera a cui si deve l’illuminata amministrazione della Telecom; falchi dell’ultraliberismo neo-monetarista come Giavazzi e Zingales, ma soprattutto un fulmine dell’economia mondiale come Alberto Alesina, molto esperto nello sviluppo dei grafici in excel e nel calcolo equazionale…
Il nostro preferito resta però l’insostituibile Stefano Fassina, immancabilmente accompagnato dal suo Doppelgänger con smentita incorporata. Se la coerenza non è una virtù della politica, Fassina ha fatto della contraddizione un’arte oltre i confini estremi del ridicolo, che lo lascia imperterrito anche quando ne viene travolto. Fassina e doppelgängerUn politico normale, tra una contraddizione ed una smentita, se è furbo, lascia passare almeno 20 giorni: il tempo fisiologico affinché gli italiani non ricordino nulla di niente. Fassina, invece no! Lui dice tutto ed il suo esatto contrario in meno di 20 ore: “mi dimetto; non mi Fuori Serviziodimetto; resto”. A tutt’oggi, costituisce l’intermezzo comico più riuscito nel “Governo di (dis)servizio”, tramite la ripetizione ad oltranza dello sketch più abusato nella nuova palude dorotea: le finte dimissioni.
Per molti “democrats” il PD è al governo e tanto basta: certo non sarà il migliore degli esecutivi possibili, ma poco ci manca. Il tutto nell’appagante illusione di aver fatto ‘risultato’ e tuttavia ben lungi dall’aver vinto il campionato. Nessuna crisi di rigetto (innesto riuscito!) per gli Alfano, i Lupi, i Brunetta… che affollano la plancia di comando imponendo la rotta. A quanto pare, la convivenza forzosa suscita ben pochi imbarazzi nel di per se stesso imbarazzante Partito Democratico. Vengono considerati effetti collaterali in nome della stabilità (dei sacri mercati), nel mito della governabilità alla quale il partito bestemmia ha ormai venduto l’anima e regalato il culo.
ANALMa il più affidabile puntello alle Laide Intese lo offrono alcune tra le sue principali forze di Olindo e Rosa Bazzi‘opposizione’: la miglior legittimazione in cui così pessima compagnia potesse sperare; a meno di non voler considerare una valida alternativa di governo quella succursale padana del Ku Klux Klan, a cui sono ormai ridotti i nazisti della Lega Nord.
Oppure i bimbiminkia del M5S… Qui siamo nel mondo inquietante e disturbato delle psicopatologie; di “virale” c’è solo il susseguirsi di disturbi psicotici e paranoici, più o meno aggravati nella loro evidenza. Ormai, per spiegare le dinamiche interne al moVimento e del suo duce 2.0 serve più che altro un manuale diagnostico dei disturbi mentali.

agenti viraliSindrome di Cassandra. In un susseguirsi di suggestioni collettive, di profezie apocalittiche, e distopie prossime venture, la tensione mitopoietica trova il suo archetipo dominante nel complesso di Cassandra:

«Richiamando l’attenzione sulla propria persona, e distogliendola, in definitiva, dal problema incombente e da una possibile soluzione preventiva, la Cassandra mitizza i contorni del problema stesso celandone le vere dimensioni storiche e politiche. Il complesso esita in una profonda frustrazione per l’incapacità di agire tempestivamente ed efficacemente: Cassandra finisce per distruggere se stessa; mentre trova conferma della propria ideologia di salvezza, provoca, proprio per questo, la catastrofe collettiva annunciata

agenti virali (1)Delirio di onnipotenza. Ovvero, la tendenza costante a sopravvalutare le proprie capacità e risorse, nell’assoluta convinzione di essere investiti di una sorta di missione divina, in quanto detentore di chissà quale talento maliziosamente non riconosciuto dai propri detrattori. Ovviamente invidiosi e timorosi di cotanta grandezza.

agenti virali (2)Effetto Dunning–Kruger. Ovvero, la tendenza che alcuni individui hanno nel sopravvalutare costantemente le loro abilità, sovrastimando le proprie compentenze, nell’incapacità di riconoscere la propria inadeguatezza e dunque di ammettere i loro errori, riconoscere i limiti o la propria ignoranza.

agenti virali (10)Distorsione cognitiva. Ovvero, una serie di errori cognitivi nell’ambito del ragionamento logico. Ciò consiste in una errata elaborazione della realtà, che viene filtrata attraverso una interpretazione negativa e distorta degli eventi. Giudizi e conclusioni vengono polarizzati secondo una rigida semplificazione manichea. la distorsione si alimenta di pensieri catastrofici e di iper-generalizzazioni, tramite la dicotomia di opposti inconciliabili.

agenti virali (11)Sindrome di persecuzione. Ovvero, un disturbo paranoide alimentato dalla convinzione di essere costantemente spiati, al centro di attacchi ingiustificati, complotti e manipolazioni ai propri danni, dietro l’ombra incombente del tradimento.

agenti virali (3)Paranoia. Ovvero, l’insieme di convinzioni e fisime ossessive, che possono degenerare in un disturbo delirante.
I deliri sono pensieri illogici sostenuti con insolita convinzione, la cui assurdità e implausibilità sono evidenti alle altre persone che non ne riescono a condividere il contenuto.

agenti virali (4)Delirio bizzarro. Ovvero, l’adesione ad un sistema di credenze bizzarre o assolutamente inverosimili. Dalle scie chimiche al signoraggio, nel MoVimento il complottismo è un must certificato, un marchio di fabbrica che ne contraddistingue l’identità saliente di moltissimi tra gli “attivisti” (e non solo).

agenti virali (8)Disturbo istrionico. Ovvero, l’irrefrenabile desiderio di essere sempre al centro dell’attenzione, privileggiando rapporti superficiali che non comportano troppe implicazioni emotive, ma che l’istrionico tende comunque a sopravvalutare (facebook ed internet). L’istrione è un abile manipolatore; ama la teatralità, il gusto per l’iperbole ed il linguaggio colorito, drammatizza gli eventi; è superficiale nel ragionamento e predilige le suggestioni delle quali spesso è esso stesso vittima.

agenti virali (9)Disturbo narcisistico. Ovvero, senso grandioso del Sé, con una percezione esagerata della propria importanza fino all’auto-esaltazione. Il disturbo narcisistico di personalità implicherebbe:
1) Senso grandioso del sé ovvero senso esagerato della propria importanza
2) Fantasie di successo illimitato, di potere, effetto sugli altri, bellezza, o di amore ideale
3) Convinzione di essere “speciale” e unico; di poter essere capito solo da persone speciali; o si è eccessivamente preoccupati dal ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto.
4) Desiderio o richiesta di un’ammirazione eccessiva rispetto al normale o al suo reale valore
5) Pretesa irrealistica che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative
6) Approfittare degli altri per raggiungere i propri scopi, e non ne prova rimorso
7) Carenza di empatia
8) Gelosia, nutrita dalla convinzione che gli altri provino invidia per lui/lei.
9) Modalità affettiva di tipo predatorio (rapporti di forza sbilanciati, con scarso impegno personale, desidera ricevere più di quello che dà, che altri siano affettivamente coinvolti più di quanto lui/lei lo sia).

agenti virali (5)Ipotesi del mondo giusto. Ovvero, la credenza che il mondo sia regolato in modo tale che alle persone accada solo ciò che in qualche modo si sono guadagnate, secondo i propri meriti ed azioni. E dunque in un modo perfetto, dove tutto è bianco o è nero, i “buoni” ricevono la loro giusta ricompensa mentre i “cattivi” vengono impietosamente puniti.

agenti virali (6)Dipendenza affettiva. Ovvero, rapporto morboso di fortissima dipendenza col proprio leader, in contrapposizione col resto del mondo. Instaurazione di una tensione permanente, scarsa capacità propositiva del gruppo, aggressività e sospetto tra i membri,
Secondo Eric Fromm, la coesione simbiotica del gruppo attorno al capo comporterebbe “la distorsione della capacità di giudizio, l’assenza di contatti relazionali con l’esterno e la reazione violenta alle critiche”. Gli estranei, i ‘nemici’ non vengono percepiti come “pienamenti umani” (tutt’al più sono zombies).

agenti virali (7)Condizionamento e controllo psicologico degli adepti, attraverso una sistematica supervisione e indirizzamento dell’azione con censure e scomuniche, pressioni psicologiche e marginalizzazione del dissenso interno.

PazziLe tipologie in oggetto sono diffuse un po’ per tutto l’arco istituzionale, ma difficilmente raggiungono un livello di concentrazione tale come nel noto movimento…
Naturalmente scherziamo! Il nostro è un mero divertissement dalle pochissime pretese. È ovvio che si tratti di una forzatura, senza alcun valore clinico o scientifico, nell’estrema semplificazione dei generi. Pertanto, sarà il caso di lasciare la parola ai diretti interessati, onde dimostrare la pretestuosa infondatezza di simili accostamenti:

Alessandro Di Battista “Io prevedo attacchi sempre più mirati, magari a qualcuno di noi un po’ più in vista. Il sistema fa questo. Pezzi di Stato deviati fanno questo. Ti mandano qualche ragazza consenziente che poi ti denuncia per stupro, ti nascondono una dose di cocaina nella giacca che hai lasciato incustodita in una birreria, tirano fuori una storia del tuo passato che nemmeno tu ricordi più. Questo succederà se continuiamo ad andare così bene, perché andiamo bene, perché se non andassimo bene saremmo già tornati alle urne

 Alessandro Di Battista
 (28/09/2013)

I timori del Dibba sembrano più che altro una proiezione dei suoi desideri più o meno inconsci: la “cocaina”… la “ragazza consenziente”…
Excusatio non petita accusatio manifesta.

Batman - Arkham Asylum

Tuttavia, i nostri preferiti restano quei prodotti ruspanti della provincia meridionale, miracolati in Parlamento:

Manlio Di Stafano “Quante volte mi sono chiesto perchè lo faccio, per chi lo faccio? Sto usando molto del mio tempo, quante serate, quanti sabati o domeniche, spesi per cosa? Comandano sempre loro e anche se venissi eletto dovrei sacrificare la mia carriera lavorativa, dovrei sacrificare il mio tempo libero per che cosa? Come fai a continuare a farlo quando poi la gente per strada ti incrocia e ti dice che è colpa tua se Berlusconi è al governo? Quando ti dicono che siamo tutti uguali e che noi non siamo diversi dagli altri? Quando ti dicono “sì hai ragione però sai io ho sempre votato Pd”? Come fai ad andare avanti? Allora avevano ragione, gli italiani non capiscono niente e non capiranno niente, le cose non cambieranno mai e se le cose sono così qualche motivo c’è. Alla fine preferisco darla vinta a loro, rinuncio e mi riprendo la mia vita, forse emigrerò, visto che per il mio stesso lavoro in Germania prenderei 2 volte tanto e in Svizzera 4 volte tanto. Potrei anche andare in California, lì sarei ricercatissimo e guadagnerei 100 mila dollari l’anno. A voi la vostra Bella Italia, è tutta un’illusione.”

 Manlio Di Stefano
 (20/10/2013)

Manlio perché lo fai?!? Forse perché i 14.000 euro netti di stipendio mensile da deputato, più diarie e rimborsi spese, sono un buon incentivo rinunce a parte. Ma certo un simile talento all’Estero sarebbe retribuito molto di più. Stanno tutti aspettando te, Manlio.

Sempre meglio!

Perciò, vista la scelta, comunque vada sarà un disastro..!

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Ordinaria Follia

Posted in Masters of Universe, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 10 luglio 2013 by Sendivogius

WONDERLAND

Nel generale disinteresse degli italiani, sprofondati ormai in uno scoramento catatonico, si consuma l’ennesima sceneggiata all’interno (e all’esterno) delle aule parlamentari, trasformate in lussuoso teatro di rivista per le esibizioni scadenti di figuranti falliti. E davvero non si comprende perché le Lor Signorie (che ancora possono permetterselo) non se ne vadano in ferie anticipate, togliendo il disturbo e risparmiandoci l’imbarazzo di simili miserie.
Appurato come ciò che, nostro malgrado, ci tocca subire trascenda ampiamente i cicli della Storia per farsi farsa nella tragedia, volendo caratterizzare le gesta di questa galleria bukowskiana di parassiti istituzionali, miracolati elettorali, meretrici e vagabondi parlamentari senz’arte né parte, ai tempi della grande crisi, probabilmente non potrebbe esserci titolo più appropriato:

“Storie di ordinaria follia.
Erezioni Eiaculazioni Esibizioni”

Charles Bukowski aggiornato alle larghe intese. E alquanto evocativa risulta essere la trimurti escatologica nell’universo pornocratico della tripla “E” rivista e corretta nella sterile copula della Grande Pacificazione a mezzo Letta…

Trono di Spade- Tyrion dietro lo scudo EREZIONI. L’allusione è talmente evidente, che il pensiero corre subito al Pompetta Pazza ed al gran Serraglio della Sublime Potta nel postribolo delle libertà littorie, tra cortigiani usi a servir piacendo e prostitute variamente assistite, pantegane e falchetti, amazzoni e pitonesse, con tutto il resto del bestiario circense. In un’orgia glandicefala di turgidi membri elevati al cielo in azzurra erezione, si alzano alti gli scudi per la priapea immunità del Pornonano alla disperata ricerca dell’impunità perduta. Si sospendano i lavori, si chiudano i parlamenti, cadano i governi, si brucino i tribunali e aprano le prigioni, pur di non addivenir a sentenza. Piuttosto, muoia il Ladrone con tutti i filistei!
Racconti di riferimento: “Una pioggia di donne”; “Sei pollici”; “La macchina da fottere”; “Una sirena scopareccia”; “Fica a stufo”.

Eiaculatio precox EIACULAZIONI. Rigorosamente precoci! Qui il riferimento è ai coiti interrupti del partito bestemmia, o di ciò che ancora ne rimane, agitato da troppi spifferi d’aria. Trattasi di sommatoria astratta tra correnti feudali, l’una contro l’altra armate, abituate a mutilare la vittoria anche contro i pronostici più favorevoli e disperdere le proprie forze nei mille rivoli della captazione a distanza dei pozzi neri del “voto moderato”. Nell’eterna dilazione di ogni questione, diluita nello squallore referenziale di un onanismo istituzionale, è abbastanza imbarazzante assistere alle mugolanti e continue polluzioni delle anime morte che si agitano nel limbo del partito riformista a vocazione centrista.
Tafazzi-giacomoNel suicidio assistito previa masturbazione compulsiva da sfinimento, votano qualsiasi porcheria si presenti loro, salvo poi dissociarsi un secondo dopo l’approvazione, attraverso contorzionistici avvitamenti, impalati come sono al “senso di responsabilità” che fa digerire loro qualunque oscenità. E dopo aver indulgiato negli atti impuri, carichi di sensi di colpa, corrono subito a lavarsi le mani. Nella migliore delle ipotesi, si astengono. O votano con riserva.
Sono i succubi compiacenti dell’Incubus berlusconiano, tramite il metalogismo dell’eversione legittimata nell’ossessione mitologica della “governabilità”.
Racconti di riferimento: “In galera col nemico pubblico n.1”; “Quattro chiacchiere in pace”; “Rosso come un giaggiolo”… ma anche “Dieci seghe”, “La politica è come cercare di inculare un gatto”, “Appunti di un suicida potenziale”.

Costa Smeralda, Beppe Grillo al mare con la famiglia ESIBIZIONI. Ovvero, agitarsi molto e non combinare nulla; volere il 100% e nell’attesa (campa cavallo!) stare sul cazzo al rimanente 90%. Il fatto che una sgangherata comitiva di geek neo-quarantenni in piena regressione adolescenziale, teleguidati da un direttorio digitale di vecchi barbudos sopravvissuti al settarismo gruppettaro del nazi-maoismo degli anni ’70 e convertiti al fondamentalismo pauperista, sia riuscito a diventare il principale partito di (non) opposizione italiano costituisce l’evidenza più eclatante di una crisi sociale ed una involuzione psicologica irreversibile. E così in un paese come l’Italia, dove oltre 1/3 della popolazione non si è mai connesso alla “rete” e più della metà degli utenti usa il web per fruire di pornografia a buon mercato, ci tocca assistere alle esibizioni infantili di una setta di cretini esaltati che passa il tempo ad insultarsi su f/b e postare filmini autoprodotti su youtube. Ma poi non sanno dove si trova Palazzo Madama; non conoscono le prerogative del Presidente della Repubblica né quelle del Parlamento. E ad ogni scurreggina istituzionale improvvisano sit-in a Piazza Montecitorio, convocando la claque (sempre più esigua) via twitter. Il tutto nell’adorazione messianica di un esagitato, miliardario e analfabeta, che non riesce ad articolare due parole senza sbraitare; sempre più simile ad un predicatore evangelico, affetto da rupofobia partitica, che ogni giorno annuncia la fine del mondo, salvo rinviare ogni volta di qualche mese l’appuntamento con l’apocalisse.
Racconti di riferimento: “La barba bianca”; “I grandi poeti muoiono in pitali di merda fumante”; “Un compagno di sbronze”; “25 barboni cenciosi”; “Polvere di stelle”.

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Le XII Tavole della Legge

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 maggio 2013 by Sendivogius

12-tavole

Nuntio vobis gaudium magnum. Habemus leges!
Finalmente il M5S ha presentato i suoi primi disegnini di legge…
Dodici è infatti il numero totale delle proposte depositate in Senato ed in Parlamento dal MoVimento uno e trino, convinto di essere unico: “Noi” siamo le Parti Sociali, l’Opposizione, il Popolo, nell’esclusività totalizzante (e totalitaria) di chi, in quanto diverso dagli “altri”, si crogiola tra i fumi di un microcosmo perfetto riservato agli eletti della setta dei puri e del loro profeta.
Questa è Gente che lavora: con i suoi 12 disegni di legge il sedicente Primo Partito d’Italia è ultimo in assoluto per attività legislativa, superato persino dal “gruppo misto” (43 ddl) e dal Südtiroler Volkspartei con le sue 52 proposte di legge. Non male per un partito (ops! MoVimento!) che vuole il 100% ed ha una produttività legislativa prossima allo 0%, ma pretendeva di rimettere tutti i poteri all’attività parlamentare e quindi governare in assenza di un esecutivo.
Totale dei DDL presentati alle Camere in data 12-04-2013 (fonte 'Giornalettismo')La discrepanza è talmente evidente, che iniziano ad accorgersene persino [QUI] dalla parti del Père Duchesne di Marco Travaglio: il nuovo Hébert del grillismo militante, a metà del guado tra gli Exagérés del populismo forcaiolo e gli Enragés pentastellati, nel chiassoso teatrino della rivoluzione a 5 stelle.
A dire il vero, ci eravamo ripromessi di non indugiare oltre sul Vate stellato ed i suoi replicanti digitali, ma una simile spremuta di meningi in così istituzionale sede, merita un minimo di attenzione affinché tanto ardore rivoluzionario non vada disperso invano…
DDL presentati al SenatoE dunque vediamoli un po’ più da vicino questi fantastici 12 in gestazione al Senato e di certo destinati a diventare famosi come le XII Tavole dell’antico diritto romano:

S. 8
Sen. Casson Felice, Sen. Filippi Marco
Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente dall’amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto
15 marzo 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 269
Sen. Tomaselli Salvatore, Sen. Latorre Nicola
Abrogazione dell’articolo 35 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi
22 marzo 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 270
Sen. Tomaselli Salvatore ed altri.
Disposizioni per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità del Mare Adriatico
22 marzo 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 391
Sen. Montevecchi Michela ed altri.
Nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia
5 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 392
Sen. Airola Alberto ed altri.
Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso
5 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 393
Sen. Orellana Luis Alberto ed altri.
Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso
5 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 431
Sen. Morra Nicola
Modifiche all’articolo 416-ter del codice penale in materia di scambio elettorale politico-mafioso
10 aprile 2013: Presentato al Senato
15 aprile 2013: Ritirato

S. 451
Sen. Blundo Rosetta Enza ed altri.
Modifica all’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 452
Sen. Crimi Vito Claudio ed altri.
Riforma della disciplina per le elezioni della Camera e del Senato, concernente i criteri di candidabilità ed i casi di revoca e decadenza del mandato nonché l’espressione del voto di preferenza da parte degli elettori
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 453
Sen. Crimi Vito Claudio ed altri.
Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 454
Sen. Crimi Vito Claudio ed altri.
Abrogazione della legge 3 febbraio 1963, n.69, e successive modificazioni, sull’ordinamento della professione di giornalista
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

S. 455
Sen. Molinari Francesco, Sen. Morra Nicola
Disposizioni concernenti il divieto di propaganda elettorale per le persone appartenenti ad associazioni mafiose e sottoposte alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza
10 aprile 2013: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni

Lex In attesa di avere il 100%, qualcuno deve aver spiegato agli onorevoli “cittadini” che nel frattempo qualche leggina devono pur presentarla in parlamento. Peccato che il risultato non sia dei migliori…
Come degli scolaretti svogliati ma furbissimi, sembra infatti che gli ensiferi si siano limitati a scopiazzare i compiti altrui, secondo la specialità che più gli riesce meglio: spacciare per proprio ciò che viene fatto da altri.
Ad essere indulgenti, si potrebbe dire che i “cittadini” abbiano peccato di ingenuità e approssimazione… Nella peggiore delle ipotesi, si può parlare apertamente di plagio. La quasi totalità delle leggi presentate al Senato sono infatti dei doppioni già in discussione alle Camere, su proposta del centrosinistra, e soprattutto dell’Italia dei Valori, nel corso della precedente legislatura.
La riproposizione è talmente sfacciata che i “5 Stelle” non si sono nemmeno preoccupati di cambiare i titoli dei ddl, con l’eccezionale risultato di intasare i lavori parlamentari creando un ingorgo legislativo con leggi doppione, perfettamente sovrapponibili tra loro, con l’unico risultato di dilatare i tempi di approvazione di provvedimenti già in esame presso le commissioni.
Se la maggioranza parlamentare è quello che è (un’immonda latrina di governo), lo stato della principale forza di opposizione è tragico nel suo livello di minchioneria difficilmente raggiungibile da altri cialtroni di più lungo corso!
Diamo uno sguardo in dettaglio:

1Atto Senato n.8
Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente dall’amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto

Presentato al Senato in data 15/03/13, il disegno di legge porta la firma congiunta dei senatori Casson e Marco Filippi.
Peccato però che il primo firmatario, l’ex magistrato Felice Casson, sia un senatore del PD, così come l’atto scaturisce da un’esplicita iniziativa del Partito Democratico, come è facilmente desumibile dall’appartenenza parlamentare dei senatori che hanno controfirmato la relazione del testo [QUI], ad eccezione per l’appunto di Marco Filippi (M5S) che sembra più che altro un “imbucato” per un testo certamente non suo e abusivamente attribuito ai pentastellati.
Tuttavia, vale la pena rilevare come il ddl Casson-Filippi sia in realtà la riproposizione aggiornata (e migliorata) di una precedente proposta di legge, presentata il 23/02/2011 dalla sen. Patrizia Bugnano (IdV) su iniziativa del gruppo IdV al Senato e attualmente in esame di commissione.
Nella fattispecie, si tratta dell’Atto n.2573: Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti all’amianto e dei loro familiari”. Il testo integrale lo trovate QUI e, se siete pignoli come noi, noterete come molti articoli siano equipollenti.

2Atto Senato n.391
Nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia

Presentato al Senato in data 05/04/13, il disegno di legge a firma della senatrice Michela Montevecchi è in realtà la riproposta del DDL C.2802 del 14/10/09 (Norme per la tutela delle vittime di reati per motivi di omofobia e transfobia), su proposta di Antonello Soro (PD) e respinto nel 2011 per presunti vizi di incostituzionalità.
Ma, come si può vedere QUI, gli interessamenti in materia sono tutt’altro che rari e meno che mai una prerogativa ad esclusiva 5 stelle.

3Atto Senato n.392
Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso

Problema di scottante attualità, largamente sentito dagli italiani, su presentazione del sen. Alberto Airola (05/04/13), costituisce una novità assoluta per il nostro ordinamento legislativo, che invero non se n’era mai occupato prima [QUI], finché il lungimirante cittadino Airola non ha scoperto il problema.

4Atto Senato n.393
Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso

Su proposta del sen. Orellana, è un altro plagio conclamato ai danni della IdV.
Nella fattispecie, si tratta del ddl C.5338, presentato da Antonio Di Pietro in data 03/07/12 e assegnato alla Commissione Giustizia in data 19/09/2012. Il titolo del ddl?
Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso
Peraltro, SEL ha presentato una proposta identica alla Camera dei deputati.

5Atto Senato n.431
Modifiche all’articolo 416-ter del codice penale in materia di scambio elettorale politico-mafioso

Presentato dal senatore-cittadino Nicola Morra il 10 Aprile è stato immediatamente ritirato neanche una settimana (15/04/13) dopo la sua presentazione. E non perché le intenzioni fossero sbagliate… A pensar male, il tapino deve essersi accorto che in Senato era già in esame il medesimo provvedimento da almeno due anni:

Modifiche agli articoli 416-bis e 416-ter del codice penale in materia di associazioni di tipo mafioso e di scambio elettorale politico-mafioso

Si tratta dell’Atto S.2199 del 20/05/10, a firma del senatore Luigi Li Gotti (IdV).
A scanso di equivoci, e con largo anticipo sui pentastellati, anche SEL aveva già presentato alla Camere una proposta di legge anticorruzione con la modifica art.416-ter del Codice Penale.

6Atto Senato n.269
Abrogazione dell’articolo 35 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi

Presentato in data 22/03/2013 dal sen. Tomaselli (PD), congiuntamente al controverso senatore Nicola Latorre (PD) al quale il Vate furioso non ha mancato di lanciare i suoi strali.
Provvedimento pentastellato, ma presentato da due senatori del PD… Errore di attribuzione?
Ad ogni modo, trattasi di altra legge fotocopia, risalente all’Agosto dello scorso anno (il ddl S.3437). Questo è il titolo:

“Abrogazione dell’articolo 35 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi”

7Atto Senato n.451
Modifica all’articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi

Su presentazione della senatrice Enza R. Blundo (10/04/13), è uno dei nostri provvedimenti preferiti…
Come si può leggere chiaramente sul sito del Ministero dello Sviluppo economico [QUI], l’articolo in questione della legge in riferimento NON esiste più. Infatti, il comma 17 dell’Art.6 è stato sostituito interamente dall’articolo 35, comma 1 del Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 convertito con modificazioni dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134.
E infatti gli ensiferi, non pienamente consapevoli della contraddizione, si sono dovuti far prestare gli esperti giuridici del PD al Senato per riformulare un nuovo ddl con la giusta richiesta di abrogazione. Per inciso, si tratta dell’atto Atto S.269 (di cui sopra).

8Atto Senato n.452
Riforma della disciplina per le elezioni della Camera e del Senato, concernente i criteri di candidabilità ed i casi di revoca e decadenza del mandato nonché l’espressione del voto di preferenza da parte degli elettori
  (10/04/13)

Qui entriamo nel magico mondo fatato dell’incantevole Crimi che, insieme al resto degli ensiferi al gran completo, si balocca coi cavalli di battaglia del movimento…
Si tratta della revisione aggiornata della famosa “legge di iniziativa popolare”, presentata a suo tempo da Beppe Grillo nel dicembre del 2007 e, a dispetto delle fanfaronate del tribuno, trasposta in ddl (S.1936), quindi presa in esame dalla commissione delegata [QUI].
Sorvoliamo invece sul fatto che l’attuale proposta del M5S contenga profili un tantino incostituzionali (a partire dal limite dei due mandati parlamentari), che il prof. Rodotà potrebbe spiegare loro molto bene…

9Atto Senato n.453
Disposizioni volte alla abolizione del finanziamento pubblico all’editoria
(10/04/13)

A Ciccio Crimi, probabilmente sfugge come i contributi diretti all’editoria su finanziamento pubblico siano stati, di fatto, già aboliti. A percepire i finanziamenti pubblici, sono le testate di partito, le pubblicazioni delle minoranze linguistiche, e (ovviamente!) i giornali ecclesiastici che succhiano la quasi totalità dei 90 milioni di euro (tale è la cifra complessiva) a disposizione.
Nella fattispecie, si tratta del decreto-legge n.201 del 06/12/11 (il cosiddetto “Salva Italia”), convertito nella Legge n.214 del 22/12/11. Il provvedimento, stringato ma eloquente, è contenuto nel comma 3 dell’art.29 (“Acquisizione di beni e servizi attraverso il ricorso alla centrale di committenza nazionale e interventi per l’editoria”):

Allo scopo di contribuire all’obiettivo del pareggio di bilancio entro la fine dell’anno 2013, il sistema di contribuzione diretta di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, cessa alla data del 31 dicembre 2014, con riferimento alla gestione 2013.

Per tutti gli altri quotidiani (come “Il Fatto”) restano invece una serie di agevolazioni fiscali (su IVA e carta) che sono praticamente in vigore ovunque esista la libertà di stampa, universalmente riconosciute in tutte le democrazia occidentali. Concetto molto difficile da capire per chi non riconosce altro organo di informazione oltre al blog del Profeta; parla di chiudere le reti RAI; aborre il confronto ed i media… Oppure, come candidamente confessa lo stesso Crimi (che del ddl è firmatario), “i giornalisti mi stanno sul cazzo”, a parte quelli graditi a Casaleggio e Grillo. S’intende! Messora docet.

10Atto Senato n.454
Abrogazione della legge 3 febbraio 1963, n.69, e successive modificazioni, sull’ordinamento della professione di giornalista
(10/04/13)

Chissà come abbiamo fatto finora, prima che Ciccio-Crimi ed il resto dell’allegra brigata si ponessero il problema?!?
Sono vent’anni ed oltre che si prova ad abolire il famigerato (ed inutile!) Ordine dei Giornalisti, almeno a partire dal dimenticato referendum promosso dal Partito Radicale nel 1997 (che non raggiunse il quorum). Né sono mancate le iniziative legislative negli ultimi anni [QUI].
Ma certo ora che sono arrivati The Others cambia tutto!
Perciò auguri e buona fortuna.

11Atto Senato n.455
Disposizioni concernenti il divieto di propaganda elettorale per le persone appartenenti ad associazioni mafiose e sottoposte alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza

Disegno di legge presentato dai cittadini-senatori Molinari e Morra.
Peccato che in assenza di riferimenti specifici (magari di articoli da modificare), la normativa esista già: Legge n.175 del 13/10/2010 in merito alle “Disposizioni concernenti il divieto di svolgimento di propaganda elettorale per le persone sottoposte a misure di prevenzione”.

«La legge 175/2010 ha introdotto fattispecie di ineleggibilità connesse alla violazione del divieto di svolgimento di attività di propaganda elettorale previste dalla legge 4 aprile 1956, n. 212 (affissione di stampati, giornali murali o manifesti di propaganda, propaganda elettorale luminosa o figurativa, lancio di volantini) per le persone sottoposte a misure di prevenzione: in caso di violazione di tale divieto da parte del sottoposto alla misura o da parte del candidato – che, conoscendo la condizione di sottoposto in via definitiva alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, richiede al medesimo di svolgere attività di propaganda elettorale e se ne avvale concretamente – la condanna che ne consegue comporta l’interdizione dai pubblici uffici alla quale consegue l’ineleggibilità del condannato per la stessa durata della pena detentiva. La sospensione condizionale della pena non ha effetto ai fini dell’interdizione dai pubblici uffici (La misura di prevenzione della sorveglianza speciale già prevista dalla L. 575/1965 è ora disciplinata dal D.Lgs. 159/2011.)»

Nel dubbio, i senatori pentastellati possono scaricare gratuitamente il manuale elettorale per le elezioni politiche, con la disciplina in materia [QUI] e decidere cosa vogliono esattamente cambiare.
Ad ipotesi, si presuppone siano gli stessi punti contemplati nel ddl S.452 (e dunque un’altra legge clone).

12Ci sarebbe anche il ddl n 270, inerente Disposizioni per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità del mare Adriatico. Ma il disegno di legge è stato presentato dal senatore Salvatore Tomaselli (PD) e non si capisce dunque perché l’atto venga ascritto al gruppo del M5S.

XII Tavole

Stesso discorso vale per gli altri provvedimenti apocrifi in materia sanitaria, attribuiti ai pentastellati, ma tutti firmati su presentazione del sen. Ignazio Marino (PD). Un discorso completamente a parte vale invece per il disegno di legge n.578 sull’annoso problema dellasensibilità chimica multipla” (MCS), presentato e poi ritirato e ora (pare) nuovamente ripresentato dal senatore cinque stelle Bartolomeo Pepe. In pratica, si tratta di un copia-incolla assolutamente identico all’originale proposta presentata nel 2010 da Elio Lannutti (IdV), contemplante “disposizioni” su una malattia che NON esiste. E d’altra parte la “sensibilità chimica multipla” è una vecchia fissazione trasversale che viene sistematicamente ripresentata a scadenze regolari, a dimostrazione (se ce n’era bisogno) dell’incredibile massa di citrulli che alberga in entrambe le Camere [QUI].

Il Giorno della Fuffa E questo sarebbe il meglio che la sedicente “opposizione” doc è riuscita a proporre fino ad ora… FUFFA!
D’altronde, i “cittadini” della confraternita ensifera sono in ben altre faccende affaccendati. Infatti, sembrano essere molto più interessati all’occupazione militare delle poltrone nelle commissioni di garanzia e litigarsi le diarie parlamentari col loro capo politico: il predicatore miliardario delle decrescita felice, che vorrebbe gli indennizzi dei pentastellati da gestire tutti per sé in un suo fondo fiduciario, con la disinteressata supervisione di Gianroberto Casaleggio. E’ la variante 2.0 del vecchio esproprio proletario: date a Grillo ciò che è di Cesare.

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(31) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , on 1 ottobre 2011 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2011”

 E di scandalo in scempiaggine siamo alfine arrivati al mese di Ottobre, senza limite alcuno allo spaventoso degrado in corso! Che cosa aggiungere ancora ad un carniere infetto e maleodorante, ricolmo di scarti in piena putrefazione?!?
Ministerucoli di infimo rango e di ignoranze abissali, che discettano di secessioni e popoli immaginari, durante le mascherate in costume tra i verdi prati della padania inesistente…
Analfabeti strapagati, che dal dicastero dell’Istruzione concionano, senza alcun pudore, di tunnel fantasma tra l’Abruzzo e la Svizzera…
Freaks da Circo Barnum, prestati alla funzione pubblica, che inveiscono contro le certificazioni anti-mafia in nome della libera intrapresa (a delinquere) e spendono miliardi per ponti di carta sullo Stretto di Sicilia…
Livorosi maccartisti, fuori tempo massimo, ancora a caccia di kommunisti, con svariate decadi di ritardo dalla fine della “Guerra fredda”…
Pletore di famelici cortigiani e pennivendoli a pubblico carico, serrati in quadrato nella difesa ad oltranza di un vecchio libidinoso, che dispensa prebende in cambio di favori sessuali…
Una devastante crisi economica dapprima negata e ora vissuta come psicodramma, per la consumazione di faide interne e per l’ultimo lotto di lottizzazioni politiche (vedasi la farsa delle nomine alla Banca d’Italia) prima del diluvio finale…
Ultimamente, persino in questo sperduto lido virtuale, capita che approdino anime deluse del post-berlusconismo per esternare il proprio disgusto, lamentando però che alla pornocrazia del satiro brianzolo, nonostante tutto, non esista alcuna “valida alternativa”…
Si parva licet componere magnis, nel 1944 milioni di tedeschi pensavano la stessa cosa del reich di Adolf Hitler. Poi capirono, a loro durissime spese, che un’alternativa non solo era possibile ma doverosa, scoprendo che senza all’allucinato figuro si poteva vivere benissimo e meglio! Infatti, se lo si vuole, le alternative si costruiscono attraverso il difficile e costante esercizio di una democrazia partecipata, da parte di una cittadinanza consapevole.
Tuttavia, su queste latitudini, ci si consuma in una deprimente apatia, coltivando la patetica illusione che prima o poi la nottata passi da sola, nell’attesa servile di un nuovo messia, dell’ennesimo Uomo della Provvidenza a cui affidare sorti e speranze… Aspettando Godot
A scanso di equivoci, sarà forse opportuno spendere anche due parole per la deprimente “opposizione”, che questa ‘alternativa di governo’ stenta a realizzare e persino ad immaginare…
Abbiamo dunque partitucoli radical-casinisti del meretricio politico, concentrati unicamente sul proprio ombelico e la propria sopravvivenza, in vendita al miglior offerente e palla al centro.
Si tratta di entità pleonastiche, inserite in un gioco ad incastri di alleanze variabili, in alternativa a tribunizie peninsule dei valori convinte che una battuta al giorno levi il pornocrate di torno, tra i morbidi effluvi della grande narrazione vendoliana coi suoi acrobatici voli pindarici a rischio avvitamento. Cos’altro dire poi del “principale partito di opposizione”, come ama ripetere la sua frustrante dirigenza in training autogeno, perennemente in cerca di un centro di gravità immanente?

«La diffidenza della politica “classica” nei confronti delle nuove aggregazioni di massa (e di generazione) rimane forte […] La mia paura più profonda che il PD (come tutti i partiti) non considera “vittoria” un processo del quale non abbia l’egemonia o il controllo totale. Che il suo personale politico abbia paura di confrontarsi fino in fondo con nuovi soggetti politici più giovani e più energici. […] Dispiace molto constatare come il quasi miracoloso equilibrio tra società e politici, tra movimenti e partiti che si era materializzato davanti ai nostri occhi increduli la primavera scorsa, sia già un ricordo del passato. Lo dimostra il reticente, balbettante, appoggio dato da Bersani e dal PD alla raccolta di firme per il referendum contro la legge porcata di Calderoli. I cittadini hanno provveduto da soli

  Michele Serra
  (30/09/2011)

Al contrario dell’ottimo Michele Serra, da queste parti, non abbiamo mai nutrito alcuna aspettativa nei confronti del partito bestemmia. E quindi la cosa non ci coglie impreparati.
Il segretario del PD in compenso continua chiedere fino allo sfinimento le dimissioni del premier come in una litania buddista… Rilassati Gigi! Tanto non si dimette.

 P.S. Puntuale come i malanni di stagione, ritorna l’ennesimo tentativo di imporre una legge bavaglio per blog e siti internet di informazione ed opinioni indipendenti…
Pare che buona parte dei diretti interessati non trovi niente di meglio, come forma di protesta, che farsi fotografare in ridicole pose imbarazzanti da inviare quanto prima a Repubblica on line e da postare su Facebook, a riprova di quanto un coglione possa essere universale a prescindere dai colori politici.
È facile immaginare la stupita preoccupazione e l’enorme paura che simili iniziative scatenano tra gli instancabili censori di Stato, i quali certamente ritireranno la normativa incriminata quanto prima, dinanzi ad una così dirompente protesta.
Naturalmente, la cosa non ci preoccupa più di tanto. Basta leggere il ddl presentato a rotazione dai vari Gasparri-Carlucci ed avere un minino di rudimenti giuridici, per capire che la normativa non sta in piedi per patenti vizi di incostituzionalità e per impossibilità pratica di applicazione.
A scanso di equivoci, sarà bene precisare che, in casa propria, decidiamo noi le modalità ed i tempi di rettifica di eventuali “parti offese”: esiste una apposita sezione per i ‘commenti’ (liberi, senza filtro né censure preventive). E che nessun glandicefalo papi-guidato speri di minacciarci, sventolando la leggina ad personam stilata dai due succitati fenomeni da bassa corte.
Ma adesso è tempo di classifica…

Hit Parade del mese:


01. SANTE E MADONNE

[14 Sett.] «È ovvio che la rockstar Madonna ha un ufficio stampa comunista»
 (Gabriella Carlucci, il Nulla che parla)                                                                                                                                                                                                                                                                                            

02. UN VERDE PISELLO PER TESTICOLI DI GOVERNO

[07 Sett.] «Se, oltre ad avere un ministro dell’Interno padano, avessimo anche i magistrati padani, probabilmente in Padania la mafia non esisterebbe, perché la nostra magistratura, che è fatta tutta di ragazzi del sud coi loro burocrati del sud, è un autentico groviera di informazioni: come fa uno a denunciare un mafioso se il mafioso, dopo tre minuti, lo sa perché viene informato da qualcuno, dagli amici? Perché questi sono così: qualcuno sarà codardo, qualcuno sarà venduto, qualcuno semplicemente facilone… Poi il magistrato, quando tornerà dalle ferie, quando avrà voglia, quando penserà che, interverrà, perché questa è la loro cultura, il loro modo di fare. La Lega è fatta di Maroni [Ohh lo sappiamo, eccome! N.d.R.] che ha arrestato tantissimi mafiosi, ma è fatta anche di molti sindaci coraggiosi, come Cesarino Monti e Gentilini, che hanno preso iniziative contro i mafiosi, contro il riciclaggio, contro gli islamici; poi è però intervenuta la Corte Costituzionale che, putacaso, è fatta tutta di ragazzi del sud che, putacaso, vengono da regioni mafiose»
 (Alberto Torazzi, capogruppo leghista in Commissione Attività Produttive)

03. IL BUCO OLTRE LA MENTE

[24 Sett.] «Alla costruzione del tunnel tra il CERN di Ginevra ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con una stanziamento stimabile intorno ai 45 milioni di euro.»
 (Mariastella Gelmini, Beata Ignoranza)                                                                                                                         

04. REPETITA IUVANT

[24 Sett.] «Polemica destituita di fondamento è assolutamente ridicola. E’ ovvio che il tunnel è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso»
 (Mariastella Gelmini, Ovvia Ignoranza)                                                                                                                                                                                                                                                                                           

05. FLUSSI OTTIMI E ABBONDANTI

[12 Sett.] «L’accordo con la Tunisia funziona e l’impegno di Tunisi per la lotta ai clandestini ha dato i suoi frutti (…) Possiamo parlare di un bilancio totalmente positivo della collaborazione bilaterale in termini di sicurezza»
 (Roberto Maroni, altro scarto padano)                                                                                                                                                                                                                                                                                           

06. ANTIMAFIA DI GOVERNO

[23 Sett.] «Combatto la mafia come Maroni»
 (Saverio Romano, l’Intrepido Miracolato)                                                                                                       

07. MODELLO PARMA

[29 Sett.] «Me ne vado via da persona onesta»
 (Pietro Vignali, il Parmacotto)                                                                                                                                                                                                                                                                                                             

08. MERITOCRAZIA PADANA

[28 Sett.] «Come governatore della Banca d’Italia preferisco Grilli perché è padano»
 (Umberto Bossi, il Mentecatto da Pontida)                                                                                                                                                                                                                                                                                    

09. PUTTANIERE DI SICURO…

[26 Sett.] «Berlusconi è un santo puttaniere, ma passerà alla storia come statista.»
 (Gianfranco Rotondi, Mignon di Palazzo)                                                                                                                                                                                                                                                                                       

10. SPIRITO DI SERVIZIO

[27 Sett.] «Offendere Alfano come una persona attaccata al potere è una meschinità»
 (Maurizio Gasparri, il Garante)

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Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 22 novembre 2010 by Sendivogius


Profumo di incenso e odor di sacrestia, direttamente dai salotti vellutati di Casa Caltagirone, comincia la belle epoque del ‘bel Pier’, entreneuse politica d’alto bordo e dalla verginità ricostruita, in cerca di un buon marito di governo.
Il Casini pontifex appartiene a quella divertente schiera di alieni che, appena sbarcata dal pianeta Marte, declina ogni complicità passata per riciclarsi come il nuovo pacchetto costituente: ago perfetto di una bilancia truccata che, dal Centro di galleggiamento permanente, pende sempre nelle direzioni contingenti, là dove il piatto è più ricco, gli interessi sono sempre “nazionali” e mai personali.
Il potere logora chi non ce l’ha. Per consolarsi dalla momentanea astinenza governativa, nel frattempo, il ‘responsabile’ Pierferdy ha compensato l’assenza occupando ovunque fosse possibile poltrone e incarichi nelle amministrazioni locali, dovunque fosse certo della vittoria, con accordi trasversali senza badare troppo al colore dell’alleato di turno. Per spirito di sacrificio, s’intende! Giammai per convenienza!
Emblema di perfezione, il cinguettante canarino da compagnia non lesina lezioni di democrazia e buon governo applicato alla convenienza del momento. Lui coglie l’attimo e di null’altro si duole.
Da bravo democristiano, nato per ‘governare’, fotte a man bassa. I risultati elettorali sono ininfluenti e le maggioranze variabili, in sintonia col suo umore mutabile come le opportunità.
Indipendentemente dalla sua rappresentanza politica, Lui decide il nome del premier, la composizione della maggioranza di governo, il tipo di coalizione, i programmi, quali partiti possono partecipare e chi vada invece escluso. A prescindere dai numeri elettorali e dall’esito delle votazioni. Magnanimo, si preoccupa anche dell’opposizione parlamentare; ne stabilisce i programmi, le politiche di indirizzo, le future alleanze e persino la scelta dei candidati altrui.
È la Democrazia secondo Casini: il voto è una iattura; vinco o perdo decido comunque io; con Spagna o Francia basta che se magna
È l’estensione della formula sulla sostanza: “governo di armistizio”“di solidarietà nazionale” “collaborazione dinamica nella distinzione”… così come vuole la tradizione; perché i tempi cambiano ma certi vizi restano:

 Siamo collaborazionisti rispetto al governo di Mussolini affinché esso arrivi a spostare il pendolo verso il centro equilibratore temperando e regolando il moto iniziale.
In verità osservatori lontani, stupiti da certe esercitazioni verbali di tono dittatoriale e da certe pose gladiatorie, che i minori proconsoli imitano in ogni villaggio riuscendo ad apparire buffi, ma non sempre innocui, possono trovare ragione per dubitare che tale veramente sia il proposito e la meta del fascismo. Ma osservatori più vicini e attenti credono di sapere che Mussolini, pur facendo al periodo rivoluzionario delle concessioni, non dimentica né può trascurare il monito di Giuseppe Mazzini, il quale scriveva che «prima legge di ogni rivoluzione è quella di non creare la necessità di una seconda rivoluzione».
Si proclama anzi di voler dare una disciplina alla nazione. E noi non dovremmo approvare e incoraggiare tale sforzo?
(…)
O possiamo noi come cattolici e come italiani, augurare e favorire il ritorno delle forze negative che il fascismo ha contribuito a bandire, cioè lo spirito di scetticismo e di disgregazione, il senso di sfiducia nelle proprie fortune e lo svalutamento di ogni forza morale?
Ecco quindi, o amici, perché non ha fondamento l’accusa che il nostro collaborazionismo sia inquinato da una riserva mentale che si riferisca ad uno stato d’animo incerto ed equivoco, il quale attenda per rivelarsi un momento favorevole.
No, nessun equivoco nello stato d’animo, nessuna riserva nel nostro pensiero che possa trovare domani un’espressione contraddittoria alle affermazioni di oggi. Il nostro collaborazionismo non ha riserve equivoche, ma incontra dei limiti chiari e precisi e nelle nostre dottrine e nelle condizioni di fatto in cui la collaborazione si svolge.
(…)
Il problema della collaborazione non è quindi un problema della statica, ma è un problema della dinamica; un problema del divenire politico i cui termini si spostano non solo secondo la maggiore o minore convergenza di volontà nei collaboratori, ma anche per modificazioni che subiscono le condizioni di fatto, nelle quali la collaborazione è tentata o attuata.
Ora su quale terreno, in quale misura, entro quali limiti si compie la collaborazione fra popolari e fascisti? Nell’attività amministrativa e legislativa essa è data dalla partecipazione dei nostri amici al governo.
(…)
Dare un giudizio complessivo e definitivo sull’opera legislativa e parlamentare del consiglio dei ministri e giudicare quindi dei risultati della nostra collaborazione per mezzo della partecipazione al governo sarebbe oggi intempestivo.
Vi sono dei provvedimenti buoni come quelli scolastici e la riforma giudiziaria, abolizione degli enti autonomi e parassitari alcune sagge economie di bilancio, alcuni provvedimenti tributari; vi sono delle misure discutibili e dei provvedimenti errati (…) ma non si può ignorare che le riforme principali entro cui si inquadrano tutte le altre, dalle quali anzi dipende la relativa bontà e tollerabilità di provvedimenti già presi, sono quella amministrativa e quella tributaria.
Ora la riforma dell’amministrazione e la sistemazione del bilancio sono in studio o in corso, il che vuol dire che l’esperimento di governo per quanto riguarda la fase ricostruttiva è in atto. Ci pare quindi giusto che il governo possa ottenere un giudizio sospensivo per quei provvedimenti che, non accettabili in sé, non rappresentano però per un governo il definitivo e l’inesorabile.”

 Alcide De Gasperi
 IV Congresso Nazionale del P.P.I.
 (Partito Popolare italiano)
 Torino; 12-14 Aprile 1923

È la saggia lungimiranza democristiana  nell’eterno  ritorno al sempre uguale: se proprio devo scegliere, meglio optare per il peggio purché ci sia in cambio almeno un posto nella greppia.

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