Archivio per Niccolò Ghedini

LA GUERRA DI PAPI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 agosto 2013 by Sendivogius

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Nella canicola agostana di una Roma rovente, circondati dall’indifferenza più totale, i papiminkia vanno alla guerra.
Dal palco abusivo, montato davanti al portone di casa segando la segnaletica stradale, il Pierrot nero arringa la truppa assai raccogliticcia, arruolata sotto le bandiere del farsesco Esercito di Silvio: tragicomica galleria di profili lombrosiani in fuga da una gara di burlesque.

Pierrot Nero

“Al mio segnale scatenate il bunga-bunga!”

 Sotto il balconcino di Palazzo Grazioli, sfilano gli scalcagnati reggimenti dai ranghi ridotti al minino, dinanzi allo sguardo sorcino del tristo ducetto in disgrazia con la badante platinata al seguito. In sudaticcia adunata, boccheggiano le comitive di suoi coetanei, reclutati negli ospizi della provincia italica in cambio di un panino al prosciutto. Ansimano le comparse di quart’ordine, strappate ai casting di Media shopping. Ridono a comando, coi loro sorrisi di gomma, gli azzimati pupazzi rosolati in solarium, in cerca di raccomandazione per stabile occupazione e uno stage mediaset nella tasca del gessato. 

Non mancano le vessillazioni di veterani missini, cosparsi di naftalina a coprire il puzzo della fogna; né una pattuglia ossigenata di vecchi troioni d’assalto, improvvidamente richiamati in servizio effettivo dalla pensione anticipata.

Il Pornonano dopo la sentenza che lo ha interdetto dai pubblici uffici

Prematuramente dato per bruciato a livello politico, il Reuccio detronizzato, trincerato nel bunker della cancelleria, si prepara a lanciare l’offensiva finale con gli scarti dell’ultima riserva, sotto il comando di uno stato maggiore d’eccezione. Come il führer degli ultimi giorni, può infatti contare su un arsenale di “armi segrete” dall’indicibile potenza, per giunta sotto l’abile direzione strategica della sua variopinta Corte dei Miracoli

Viareggio 1979

ARRIVANO I MOSTRI!
Frutto proibito di audaci manipolazioni genetiche, condotte segretamente nei laboratori sotterranei di Arcore, sono gli X-Men della rivincita berlusconiana, tra i quali si ricordano:

Lurch-GhediniLurch-Ghedini. L’uomo che sussurrava ai testimoni.
Specializzato in cause perse, simpatico come un ratto in un sacco a pelo d’estate, è l’Azzeccagarbugli del cavillo giuridico, attentissimo a difendersi dai processi piuttosto che nei processi. Come avvocato si preoccupa unicamente di rinviare le udienze e impedirne la celebrazione; come deputato è perennemente occupato a riscrivere le leggi, per ottenere l’assoluzione del suo principale cliente. I suoi super-poteri si attivano solo grazie all’influsso dell’utilizzatore finale e di solito hanno un’efficacia limitata.
La sua arma segreta si chiama “prescrizione”.
Abilità speciali: “legittimo impedimento”.

Marshmallow ManL’Omino di Burro.
Sandro BondiPosseduto dallo spirito di Arcore, prima di ogni trasmutazione, si cela dietro il faccione pacioso e dolente di Sandro Bondi. Gran cerimoniere di corte e scendiletto personale del pornocrate, si agita in improvvise fiammate vibrando di sacro furore ogniqualvolta venga pronunciato invano il nome del suo padrone, tediando i malcapitati fino allo sfinimento.
La sua arma segreta consiste in una terrificante produzione poetica, con cui cerca di stroncare gli avversari per eccesso di risate.
Abilità speciali: “fuoco fatuo”.

gasparri-carletto (by GOSSIPARIO)La Cicala alias il Moschettiere del Re
Sguardo penetrante, intelligenza sopraffina, fascino vichingo, è l’Uomo dei peti. Affetto da logorrea compulsiva, è incapace di stare zitto per più di 30 secondi, che di solito impiega per riprendere fiato. Con la sua inesauribile foga oratoria, in un susseguirsi di grugniti scoordinati e sempre più gutturali, scambia spesso un orifizio per un altro, tanto da non riuscire più a distinguere se a parlare sia la bocca o piuttosto il deretano.
Maestro di provocazioni, che sforna a getto continuo con inesauribile inventiva, in circolazione da varie decadi a fronte di una straordinaria mediocrità, è la dimostrazione provata di come nella politica italiana le opportunità per gli imbecilli siano praticamente illimitate.
La sua arma segreta consiste nell’esibire senza pudori una stupidità esagerata, assolutamente fuori dal comune, che ne fa sottovalutare le potenzialità distruttive, allentando le difese dei suoi nemici.
Abilità speciali: “parlare per ore di cose su cui non sa assolutamente nulla”

 Energumeno tascabile.
A proposito di nani, Fabrizio De André cantava: un metro e mezzo di statura […] un nano è una carogna di sicuro perché ha il cuore toppo, troppo vicino al buco del culo.”
Com’è come non è. Il nostro è super-dotato (si fa per dire) di un ego smisurato, inversamente proporzionale all’altezza, per una statura politica inesistente.
Del Brunetta Ferox avevamo già parlato QUI… Coriaceo, apparentemente indistruttibile, non può vivere troppo a lungo lontano dal potere e dalla ribalta, senza le quali avvizzisce in fretta. Ha la stazza di un chihuahua ed i modi gentili di un Sarcophilus incazzato. Famoso per la sua proverbiale modestia, si contraddistingue per i toni sempre pacati ed il rispetto nei confronti di chiunque sia più alto di lui. Specializzato nella caccia ai “fannulloni”, non saprebbe riconoscerli nemmeno allo specchio. Come tutti i predicatori d’accatto, fa l’esatto contrario di ciò che va sbraitando in giro:

Renato BRUNETTA

“Brunetta ha detto che i precari sono la parte peggiore d’Italia.
Ma Brunetta chi? Quello che è diventato professore associato senza concorso tramite il giudizio di idoneità previsto dall’art. 49 del DPR 382/80 (una specie di sanatoria per gli universitari precari dell’epoca)?
Sì, quello.
Quello che ha al suo attivo ben 7, diconsi SETTE, pubblicazioni scientifiche con h-index pari a 0, e due sole pubblicazioni in peer review (secondo i parametri dell’Institute for Scientific Information che valuta la qualità scientifica di uno studio secondo le citazioni che altri studiosi ne fanno), e lo hanno fatto pure ordinario?
Sì, quello.
Quello che ha preso in affitto a Roma una casa dell’Inpdai a 350 euro e poi l’ha potuta comprare per 113.000 euro (4 vani con verandina in zona parco Appia antica) senza averne diritto per legge?
Sì, quello.
Quello che ha comprato due ruderi a Ravello per due lire trasformandoli in un supervillone da milioni grazie a opportune modifiche catastali?
Sì, quello.
Quello che sia come eurodeputato che come consigliere comunale ha sempre avuto le medie di presenza più basse fra i suoi colleghi, giusto appena sopra la soglia che permette di beccarsi per intero i rimborsi spese?
Sì, quello.
Quello che è andato in pensione dall’università nel 2009 alla veneranda età di 59 anni?
Sì, quello.
Quello che da piccolo era talmente povero che ha giurato a se stesso che avrebbe fatto di tutto pur di riscattarsi socialmente e così infatti ha fatto, tramite l’amicizia di uomini onorevoli come Craxi prima e Berlusconi poi?
Sì, sì, quello lì”

  (dal blog dei KAI ZEN)

La sua arma segreta consiste nel rivendere da almeno 30 anni le medesime panzane e trovare sempre qualcuno disposto a portarselo al governo, dopo ogni fallimento.
Abilità speciale: “si auto-rigenera ogni volta, ancora più piccolo e indisponente”.

Io Ingoio La Pitonessa e le Amazzoni
Generalissima delle Amazzoni, l’unità d’elite delle valchirie del Papi, è la donna di plastica al comando delle barbie cotonate che avvolgono il corpo del re in una spirale protettiva. Come una pitonessa, Lei avvolge le proprie vittime con implacabile costanza, le stritola lentamente, e soprattutto (ipse dixit!) INGOIA.
La sua arma segreta prevede forme di autocombustione, con sprigionamento di miasmi tossici da diossina.
Abilità speciali: “respingimento dei nemici a colpi di botox e lancio di tette al silicone”.

E tuttavia il resto del Bestiario è potenzialmente infinito…
Angelino Alfano Come non rimanere ammaliati dall’intelligenza folgorante di un Angelino Alfano, ministro dell’interno a sua insaputa e (quel che è peggio!) vicepremier, nonché delfino spiaggiato del berlusconismo al tramonto?!?
Mariangela Lupimariangela-lupiCome resistere al fascino della nostra tenera Mariangela di Chiesa e di Governo, col suo ingenuo candore da verginella in politica?
Giuliano Ferrara Senza contare, tra i molti, i vari Cicciopotamo… i Sallusti Erectus… e tutto il fiero campionario dello zoo al gran completo con tutta la nutrita compagnia dei freaks.

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AVE DOMINE!

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 ottobre 2009 by Sendivogius

00 - Porco - by strange.cosmos.com
TUTTI GLI ANIMALI SONO EGUALI
MA ALCUNI ANIMALI SONO PIÙ EGUALI DEGLI ALTRI

Dopo ciò non parve più strano che i maiali che sorvegliavano i lavori reggessero fruste nelle loro zampe. Non sembrò strano di apprendere che i maiali si erano comperati per loro uso un apparecchio radio.

(George Orwell, La Fattoria degli Animali. Oscar Mondadori; 1995)

Le ironie della Storia sono imprevedibili, ma stranamente cicliche…
Un vecchio sovversivo tedesco che sapeva il fatto suo, tale Karl Marx,  parafrasando il pensiero di Giambattista Vico, una volta ebbe a dire:

«Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.»

01 - stern_berlusconi Il 22 Luglio 2008, come primo atto del governo Berlusconi, le Camere approvano il cosiddetto Lodo Schifani che sancisce per legge l’impunità del premier.
Con incredibile solerzia, il 23 Luglio (non sono trascorse nemmeno 24h) il presidente
Giorgio Napolitano firma subito il provvedimento, ravvisandone “ad un primo esame” i rilievi di costituzionalità.
Il testo approvato, secondo la frettolosa valutazione presidenziale, è talmente ‘ineccepibile’ che diventa subito oggetto di esame da parte della Consulta, a seguito di impugnazione. Capita così di assistere ad una singolare tenzone, che contrappone la Corte costituzionale alle coorti pretorie dell’Imperatore.
Se la Consulta dovesse malauguratamente bocciare il Lodo, ciò implicherebbe una sconfessione dell’operato presidenziale e sancirebbe un’implicita incapacità, da parte di Napolitano, nel valutare correttamente i rilievi posti a suo tempo dalla Consulta stessa.

02 - Presidente Napolitano

Meglio sarebbe stato (per Napolitano) una soluzione terza: approvazione di costituzionalità con la sollevazione di alcune obiezioni formali, ma senza mettere troppo in difficoltà il Presidente della Repubblica che con la sua firma, e ancor di più con la sua improvvida dichiarazione, ha già legittimato il provvedimento. La cosa implica un curioso paradosso: la Corte si troverebbe ‘obbligata’ ad approvare il Lodo Alfano per motivi di opportunità istituzionale, ma al contempo non può ignorare la filosofia che ispira la legge in questione. Filosofia ‘giuridica’ ben esplicata dalle esternazioni degli avvocati-deputati che perorano la causa dell’Unto, ma che molto poco ha a che fare con uno Stato di diritto
I duumviri Ghedini-Pecorella si preparano a scrivere l’epitaffio della democrazia per conto terzi, rilasciando ai posteri dichiarazioni incredibili che si commentano da sole, insieme alle minacce di sollevazione ed altre farneticazioni (queste sì!) eversive da parte del ministerume di contorno (come profeticamente preannunciava, inascoltato, Nanni Moretti nell’inquietante finale del suo film: “Il Caimano”):  

“La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione”
  (Niccolò Ghedini)

“Berlusconi non è primus inter pares ma primus super pares
  (Gaetano Pecorella)

 03 - Liberthalia - Berlusconi Dominus (dettaglio)

In pratica, l’ineffabile Ghedini si ispira direttamente ai capolavori di Orwell: da 1984 a La Fattoria degli Animali! Ormai l’Azzeccagarbugli del Re, dopo anni di fedelissimo servaggio, non è più in grado di distinguere il suo padrone dal maiale Napoleon, tante sono le analogie.
Il sofisticato Pecorella, difensore di camorristi (Clan dei Casalesi) e terroristi (Delfo Zorzi, per la strage di Milano) invece preferisce attingere alla storia romana ed ai suoi ‘modelli costituzionali’ sicuramente più pertinenti all’immaginario di Silvio l’Immortale.
Per seguire l’epopea del Grande Condottiero nel corso dei secoli, visitando la pinacoteca imperiale, vi consigliamo di cliccare qui.
Al caro Pecorella vogliamo sommessamente ricordare che in uno Stato libero il premier non dovrebbe nemmeno essere considerato primus inter pares.
Il Primus inter pares designava infatti il primato di uno solo tra individui (di rango aristocratico) di pari dignità, sancendo una posizione di privilegio. Per questo il primus veniva più spesso chiamato princeps, “Principe”.
Il rispetto delle istituzioni repubblicane era un semplice espediente formale: “Al vertice dello Stato si era ormai insediato un uomo solo che accentrando in sé tutti i poteri che la costituzione prevedeva, di fatto veniva a configurarsi come un vero e proprio monarca.” (Michele De Vivo)
Ad essere chiamato Primus inter pares, nonchè princeps, era il primo imperatore romano, Ottaviano Augusto, il quale spiegava a modo suo il senso del termine,  in linea  con  la propaganda dell’epoca:

«Nel mio sesto e settimo consolato, dopo aver sedato l’insorgere delle guerre civili, assunsi per consenso universale il potere supremo, trasferii dalla mia persona al senato e al popolo romano il governo della repubblica. Per questo mio atto, in segno di riconoscenza, mi fu dato il titolo di Augusto per delibera del senato e la porta della mia casa per ordine dello Stato fu ornata con rami d’alloro, e una corona civica fu affissa alla mia porta, e nella Curia Giulia fu posto uno scudo d’oro, la cui iscrizione attestava che il senato e il popolo romano me lo davano a motivo del mio valore e della mia clemenza, della mia giustizia e della mia pietà. Dopo di che, sovrastai tutti per autorità, ma non ebbi potere più ampio di quelli che mi furono colleghi in ogni magistratura. »
 (Res Gestae Augusti, Cap. 34)

«Quando rivestivo il tredicesimo consolato, il senato, l’ordine equestre e tutto il popolo Romano, mi chiamò Padre della Patria, decretò che questo titolo dovesse venire iscritto sul vestibolo della mia casa, e sulla Curia Iulia e nel Foro di Augusto sotto la quadriga che fu eretta a decisione del Senato, in mio onore. Quando scrissi questo, avevo settantasei anni.»
(Res Gestae Augusti, Cap. 35)

Non è che poi manchino tanti anni…

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