Archivio per Moralismo

Il governo dei giudici

Posted in Roma mon amour with tags , , , , , , , , , , , , , on 13 agosto 2016 by Sendivogius

VESPE

La Morticia surrogata della Famiglia Addams pentastellata Virginia Raggiinizia a scoprire a sue spese che non basta riunire quaranta citrulli perdigiorno in una piazza a scandire o-ne-stà! per amministrare una città, affidandone poi la gestione e gli assessorati ad un pugno di magistrati contabili (superpagati al netto della retorica pauperista) e commercialisti, quasi tutti in trasferta retribuita da Milano. In pratica una prosecuzione 2.0 dell’amministrazione commissariata del prefetto F.P.Tronca, ma sotto l’immancabile supervisione della Casaleggio Associati. E non vanno sottovalutati gli sconcertanti apporti della catastrofica giunta Alemanno, alla quale il “Sistema Raggi” è assai più collaterale di quanto non si voglia ammettere… Meglio se pescati in quello straordinario parco di talenti, transitati per la ricca greppia dell’UNIRE di Franco Panzironi, a partire dallo “spermatozoo che fecondò il movimento” (sic!).
Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso...Che poi, esaurite le boutade e le fanfaronate (ultimo della serie è quell’Alessandro Di Battista che si crede Che Guevara e pensa di interpretare la parodia italica dei Diari della motocicletta), è solo la riprova di come questo Asilo Cretinetti a 5 stelle non sappia dove mettere le mani, ogni volta che viene chiamato a governare qualcosa. Per questo, vuoi per praticità.. vuoi per disperazione, ricorre subito ad una pletora di sedicenti esperti ed intriganti figuri in carriera, anche per le normali mansioni di ordinaria amministrazione. E per la risoluzione di qualunque HebertistsOrderExecutionproblema si affida fideisticamente all’apporto risolutore di un ideale governo dei giudici riuniti in sessione permanente, che a lungo andare non porta fortuna alle democrazie né garantisce maggiore efficienza, ma che nei casi più gravi denota un atteggiamento infantile che rasenta la devozione per una categoria professionale sopravvalutata ai limiti della deificazione. In proposito, uomini ben più smaliziati come Ambrose BierceAmbrose Bierce avevano le idee chiarissime: “Venerazione é l’atteggiamento spirituale di un uomo verso Dio e di un cane verso un uomo”. Che come tale non gode dell’infallibilità.
Questa supplenza aggiuntiva della magistratura (non sempre disinteressata) alle deficienze evidente della ‘politica’, esasperate dalle incompetenze manifeste dei professionisti dell’anti-ka$ta coi suoi onesti (?) imbecilli, che si fa strutturale e alla fine si confonde nella commistione degli incarichi a scapito della rappresentatività, in una versione giudiziaria anziché economica delle tecnocrazie post-democratiche, solitamente finisce col conformarsi al ‘sistema’ che tanto si contesta per divenirne parte organica quale strumento di potere. Figuriamoci che di certe commistioni, spesso strumentali alla lotta tra fazioni, con tutte le Aristofaneconseguenze che ne derivavano, parlava già Aristofane nel V° secolo a.C. ovviamente sotto forma di satira, ne “Le Vespe” dove il commediografo ateniese denunciava come l’apparato giudiziario, se opportunamente cooptato, poteva trasformarsi in un meccanismo di supporto per il potere dei demagoghi, attraverso l’uso pletorico e maniacale degli esposti e dei ricorsi in procura, nonché col coinvolgimento politico dei giudici in un nuovo mondo parallelo dove qualunque sia l’accusa, grande o piccola, tutto è tirannide, tutto è cospirazione.
Quell’attitudine all’ipocrisia che vive della sua indignata esibizione e che generalmente va sotto il nome di “moralismo” solitamente non giova ai moralizzatori. Esaurita la ferocia dei moralisti, spesso rimane infatti solo la loro profonda stupidità.
Altrimenti, non si spiega il masochismo con la quale Virginia Raggi, l’esangue Morticia diventata “sindaca” di Roma, continua a scegliere i suoi improbabilissimi collaboratori di fiducia. L’ultima pescata dal mazzo è la fenomenale Carla Romana Raineri, magistrato in aspettativa (ereditata dal commissario Tronca) che intervistata dal Corriere della Sera, a proposito del suo miserabile stipendio da 200.000 euro, esordisce così:

Carla Romana Raineri «Io sono un magistrato. Guadagnavo 170 mila euro, ora sono 21 mila in più, al netto la metà, ovvero circa mille euro al mese con cui pago anche l’alloggio a Roma.
Io lavoro dalle 7 alle 24 tutti i giorni, non vedo la mia famiglia, faccio una vita complicata: se fossi rimasta a Milano, nella mia casa a cento metri dal palazzo di Giustizia, starei meglio…. Io non raccolgo margherite, a fare il mio lavoro non ci può essere chiunque. Certo possono risparmiare, vanno alla stazione Termini e prendono una persona qualsiasi.
Ma secondo lei a tre anni dalla pensione mi trasferisco a Roma per rimetterci? Così i contributi si abbassano. Se uno vuole prendere un capo di gabinetto che costa meno può prendere mio figlio: guadagna 1.500 euro al mese. Vogliamo parlare delle ferie?. Quest’anno non ho fatto vacanze, mi prenderò il giusto il giorno di Ferragosto. E vorrebbero pure che ci rimettessi? Siamo matti?
La Raggi ha scelto me e Minenna: lavoravamo entrambi con il commissario Tronca. Io ero il suo braccio armato. Se la Raggi ha preso noi invece che due grillini della prima o dell’ultima ora questo dovrebbe essere salutato come un gesto buono e di rottura con il passato

Ecco, a volte dinanzi a certi usati usuratissimi, che vengono rivenduti all’incanto delle illusioni come il nuovo che avanza, si rimane quantomeno perplessi… Specialmente quando sotto la pellicola della superficie si scoprono in realtà vizi antichissimi e una prosopopea (questa sì, molto di casta) che richiama direttamente al feudalesimo, tanto è grottesca l’arroganza (per non dire il cattivo gusto) di chi si ritiene indispensabile; finanche il disprezzo per i “grillini dell’ultima ora” (che pure l’hanno chiamata), nonché la supponenza di certi “servitori dello stato” dalla vita complicata e per questo monetarizzata fino all’ultimo spicciolo. Alla faccia del tanto sbandierato taglio degli stipendi, che evidentemente non vale per tutti.
Francamente, riconosciuta l’indubbia complessità dell’incarico e le responsabilità che esso comporta, di personaggi così possiamo farne volentieri a meno. Non foss’altro per evitare una vita di stenti e sacrifici, all’austera signora che già lavora 18 ore al giorno, guadagna una miseria, deve affrontare tutti i giorni il dramma del pendolarismo, e non sa come pagarsi il soggiorno in albergo! Siamo matti?!?
Keep the calm e magna tranquillaRimanga pure a casa Sua Grazia Eccellentissima. Il suo spirito di servizio non ne risentirà e potrà finalmente godersi le meritatissime ferie, in attesa dell’imminente pensione che confidiamo arrivi presto e possibilmente senza i soliti incarichi aggiuntivi ad integrare il magrissimo reddito.

IL GRANDE BOTTO

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 25 ottobre 2009 by Sendivogius

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A quanto pare, il significato che certi spiriti laici e progressisti conferiscono alla cosiddetta ‘questione morale’ si riduce alla ristretta (ed ipocrita) ottica del moralismo sessuofobico di derivazione religiosa… Come se gli scandali si riducessero unicamente alle inclinazioni sessuali ed alle abitudini private di un pubblico amministratore.
Piero Marrazzo Il famigerato fardello del sesso sembra costituire per molti l’oggetto di una tormentata convivenza, di inconfessabili ‘vizietti’, di cose che si fanno ma che non si dicono. E soprattutto non si devono sapere. Sorvoliamo sulle “debolezze private” che hanno travolto (e rovinato ad aeternum) lo sventurato Piero Marrazzo, il governatore del Lazio, vittima in primo luogo della sua incredibile leggerezza. Se al presidente piace frequentare transettoni a cottimo, questi sono ‘affari’ (e soprattutto caxxi) suoi.
Tuttavia, per tutta una serie di motivi che ben distinguono il ‘caso Marrazzo’ da certi utilizzatori finali, precisiamo a scanso di equivoci:

1) Il governatore non circuiva minorenni.
2) Il governatore non ripagava le prestazioni con candidature politiche ed incarichi pubblici, tant’è che nessuno dei trans è mai stato nominato consigliere o assessore regionale. Meno che mai ministro a pareggiare le opportunità.
3) Gli incontri avvenivano in appartamenti privati e non all’interno di sedi istituzionali, tipo Palazzo Grazioli.
4) Il governatore non si faceva portare le sue ‘amiche’ coi voli di Stato, a domicilio nel villone sardo.
5) Il governatore non ha certo potuto contare sulla compiacente discrezione dei Carabinieri, intenti a scortare le ‘signore’ nelle stanze private, riservate all’amplesso galeotto.

Ma quel che appare grave nel suo comportamento è quel che non dice, non ha detto e sembraSesso e Videotape di non voler dire. Il governatore del Lazio non ha detto di essere stato ricattato né tanto meno ha denunciato l’estorsione, come avrebbe dovuto fare. Non ha detto di aver firmato – ai carabinieri che lo minacciavano – degli assegni per evitare che scoppiasse uno scandalo.”

Di conseguenza, il governatore Marrazzo si è auto-sospeso in attesa delle inevitabili dimissioni. Dimissioni sollecitate con insolita determinazione da Dario Franceschini, Pierluigi Bersani, e tutto il gruppo dirigente del PD, che invece trovano assolutamente normale la permanenza del plurinquisito Antonio Bassolino alla guida della regione Campania. Evidentemente la disastrosa amministrazione del ras partenopeo, con la dilapidazione di milioni di euro e le torbide collusioni di stampo camorrista, non hanno la stessa gravità ‘morale’.
Al contrario, siamo preoccupati per il reiterato silenzio del solitamente loquace Francesco Rutelli: pare che al Cicoria si sia seccata la lingua.
rattoLe intemerate di Maurizio Gasparri (che non si capisce a quale titolo parli) non valgono invece alcuna considerazione… dalle fogne sovralimentate possono venir fuori solamente due cose: grasse pantegane e grossi “pezzi informi di materia organica anfibia comunemente chiamata merda!
Tutta roba dalla quale è consigliabile tenersi alla larga.  
È incredibile invece come Marrazzo, pur nella sua misera sprovvedutezza, si sia rapidamente trasformato da vittima di un’estorsione a bersaglio ambulante. Illuminante è poi la discrezionalità e la sensibilità con la quale l’intera faccenda è stata trattata dal magistrato inquirente e soprattutto dall’Arma dei Carabinieri. Al benemerito servigio, del quale molti (troppi) erano a conoscenza, ha contribuito la partecipazione straordinaria dei ROS, operativi in zona Trionfale…
Quattro i carabinieri arrestati, mai abbastanza pubblicizzati:
Luciano Simeone (30 anni),
Carlo Tagliente (29 anni),
Antonio Tamburrino (28 anni),
Nicola Testini (37 anni)
Tutti beneficiati da encomi solenni, pare che i sottufficiali si fossero specializzati nel taglieggiamento dei viados, traffico di stupefacenti, estorsione e ricatti. E forse anche altro…
Quando l’esempio viene dall’alto…
[qui].

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