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PERSISTENZE

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , on 25 aprile 2012 by Sendivogius

«Il fascismo si radica nel sottosuolo italiano, esprime i vizi profondi, le debolezze latenti, le miserie del nostro popolo, del nostro intero popolo.
Non bisogna credere che Mussolini abbia trionfato solo per forza bruta. Se egli ha trionfato è anche perché ha saputo toccare sapientemente certi tasti, ai quali la psicologia media degli italiani era straordinariamente sensibile. In una certa misura il fascismo è stato l’autobiografia di una nazione che rinuncia alla lotta politica, che ha il culto della unanimità, che fugge l’eresia, che sogna il trionfo del facile, della fiducia, dell’entusiasmo. Lottare contro il fascismo non significa dunque lottare solo contro una reazione di classe feroce e cieca, ma anche contro una certa mentalità, una sensibilità, contro delle tradizioni che sono patrimonio, purtroppo inconsapevole, di larghe correnti popolari»

  Carlo Rosselli
Socialismo liberale
Parigi, 1930.

Il fascismo mussoliniano, in tutta la sua specifica complessità, costituisce un’unicità storica non ripetibile; a meno che non si reputi attuale il suo armamentario scenico di gagliardetti, labari e camicie nere. Tuttavia, nella eterogeneità poliedrica del fenomeno, il fascismo è destinato a rimanere immanente nella società, fermentando nelle sue pieghe più profonde, tanto da riproporsi in forme sempre nuove, riadattandosi in funzione del tempo presente. E, nella propria pervasività, costituisce una presenza persistente, paradossalmente deprivata della sua componente più specifica (il corporativismo sociale), ma intatto nella sua essenza.
La Memoria, nella conservazione del ricordo, è il suo peggior nemico.
La pusillanimità delle anime belle e l’indifferenza dei semplici il suo miglior alleato.
Annegata nella stucchevole retorica istituzionale di formalismi celebrativi sempre più svuotati di significato, la ricorrenza del 25 Aprile rischia di sprofondare nella melassa che straborda come non mai dalle stanze del Quirinale consacrate alla nuova Concordia Ordinum, nella rimozione di ogni forma di conflitto. In un clima cloroformizzato, è il trionfo della pax napolitana dove tutto sfuma, ammuffendo in un tempo immobile, sospeso in un limbo immemore per esistenze che vegetano prive di scopo…  Un non-luogo in naftalina dove responsabilità e ricordo vengono diluite nelle ipocrisie rituali della grande conciliazione nazionale ritrovata. E poco importa se l’oblio è il prezzo da pagare.
Lontano dalle stanze del potere, dai palchi delle celebrazioni ufficiali, oggi più che mai serve una nuova resistenza, ferma nell’intransigente vigilanza antifascista. Senza ammiccamenti né indulgenze.
Resistenza contro lo strapotere dei nuovi tecnoburocrati del capitale finanziario; contro i privilegi delle camarille corporative; contro le rinvigorite oligarchie timocratiche e la divinizzazione dei mercati.
Resistenza ad oltranza, senza compromessi né spazio per ipocrisie.

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