Archivio per Messa in stato d’accusa

IMPICCI & SOLLAZZI

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 febbraio 2014 by Sendivogius

Charlie Sheen - hot-shots

Come volevasi dimostrare, alla prova dei fatti, il presidenziale impicciamento, artificiosamente gonfiato per mesi dal meteorismo a cinque stelle, si è alfine sgonfiato con la velocità di un peto, lasciando gli ensiferi che già pregustavano la ghiotta merenda, assieme ai compagnucci della parrocchietta leghista ed i ritrovati amichetti di “Forza Italia”, con un pugno di briciole.
Igumox Esaurite le minzioni del momento, ai cagnetti del Capo-Grullo non resta che abbaiare alla luna, nell’inconsistenza assoluta della loro irrilevanza.
Sollevati dall’incombenza costituzionale, potranno finalmente tornare ad occuparsi di argomenti a loro più consoni quale la terribile minaccia delle scie chimiche, i misteri del Bilderberg, le sirene… dedicandosi a ciò che meglio gli riesce: i soldi degli altri, gli insulti ai soliti giornalisti, il turpiloquio sessista, la caccia alla Boldrini, guerra permanente al pd-meno-elle, che ormai costituiscono un’ossessione personale. boldrini-insulti-1Naturalmente, non vanno dimenticate le amatissime liste di proscrizione: oggi (ri)tocca a Paolo Becchi, già ideologo (a giorni alterni) del MoVimento, reo di intervista non autorizzata. O almeno così si suppone, perché delle scomuniche del Vate® non è mai dato conoscere le ragioni. Mistero della Fede.
Sulla messa in stato d’accusa “per alto tradimento” del Presidente della Repubblica, non vale nemmeno la pena di soffermarsi. Anche perché ne avevamo parlato più che abbastanza in passato.
Tra le formidabili motivazioni dell’iniziativa, basti ricordare:
“Improprio esercizio del potere di grazia” (?), in aperto contrasto con l’Art.87 della Costituzione che laconicamente recita: Il Presidente della Repubblica può concedere grazia e commutare le pene.
La fantomatica “Trattativa Stato-mafia”: una mitopoiesi mitologica tutta da dimostrare e dove chiunque è colpevole fino a prova contraria.
La “Seconda elezione del Presidente della Repubblica” perché, ai sensi dell’Art.85 della Costituzione (Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni), secondo la raffinata interpretazione pentastellata “è evidente che il testo costituzionale non contempla la possibilità dello svolgimento del doppio mandato da parte del Capo dello Stato” (?!?). E peccato invece che, come ogni matricola di Giurisprudenza impara già al primo anno di corso, ciò che la legge non esclude esplicitamente è lecito.
Il “Mancato esercizio del potere di rinvio presidenziale”, questo perché il PdR non solo può ma ‘deve’ rinviare le leggi al “mittente” (parlano del Parlamento), qualora questa non sia gradita al Grullo e la sua canea analfabeta. Ovviamente ai sensi dell’Art.74 della Costituzione:

«Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.»

Secondo l’interpretazione ensifera, ‘potere’ è sinonimo di ‘dovere’, giacché “il rinvio presidenziale costituisce una funzione di controllo preventivo”. E non sanno che la legge può essere ripresentata praticamente identica, senza che il Presidente si possa rifiutare di firmarla.
Ma cercare un filo logico nella lucida follia di questa setta di invasati è impresa che spetta alla psicanalisi e dalla quale una persona sana di Gasparrimente dovrebbe astenersi per motivi di igiene mentale. D’altronde, a sostegno della loro richiesta di impicciamento, i pentastellati possono contare su un costituzionalista d’eccezione, l’acuto Maurizio Gasparri, improvvisamente elevato a mentore, dal cui raffinato pensiero traggono ispirazione.

conspiracyMORPHEUSE siccome ogni pretesto è buono per far casino, giacché nella zuppa rancida del grillismo tutto fa brodo, nel carniere (vuoto) del Grullo non poteva certo mancare il grande “Complotto di Saint-Moritz”, in perfetto stile berlusconiano. Nemmeno la ferale coppia Sallusti-Santanché avrebbe potuto far di meglio…

«Berlusconi era allora un presidente del Consiglio regolarmente eletto, non era ancora stato condannato e fatto decadere. Fu sostituito con un tecnocrate scelto da Napolitano senza che il Parlamento sfiduciasse il governo in carica. Oggi, dopo due anni e mezzo, sappiamo che lo spread non ha (né aveva) nulla a che fare con l’economia reale. Infatti lo spread è sceso mentre l’Italia è in profonda recessione, stiamo molto peggio del 2011. Sappiamo anche che un Presidente della Repubblica ha svolto funzioni che non gli sono attribuite dal suo incarico senza che gli italiani ne fossero informati. Sappiamo inoltre che De Benedetti, un privato cittadino italiano diventato svizzero, può condizionare la politica italiana dalla sua villa di Saint Moritz e lo dice pure. E infine sappiamo che i cittadini italiani sono espropriati da qualunque decisione e che il loro voto non conta nulla. per i registi dei cinepanettoni della democrazia. Impeachment, e così sia!»

  (10/02/2014)

È infatti notorio a chiunque non abbia la memoria di un pesce rosso, quale livello di crescita economica, di stabilità politica e credibilità internazionale godesse allora l’Italia, e massimamente il Governo Berlusconi, nella ‘lontana’ estate del 2011… quando tra un bunga-bunga ed una nipote di Moubarak, con un esecutivo da tutti giudicato finito ed impresentabile, il Paese si stava avviando pericolosamente verso il commissariamento UE, avvitandosi in una recessione economica ed una crisi finanziaria che puntuale esplose qualche mese dopo.

All’epoca ci fu chi, nel bene o nel male, e che di errori ne commise non pochi, cercò di correre ai ripari per provare a salvare il salvabile (tra cui per l’appunto il Presidente Napolitano) e chi invece tra le pagine del suo blog giocava al massimo sfascio, annunciando (e invocando) il default dell’Italia.
Invero, prima di levare appelli alla sollevazione delle Forze Armate, con le sue solite “lettere aperte”, al Capo politico piaceva rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica, coi toni accorati di un Cicerone che si rivolge con supponenza al compagnetto di banco, durante le esercitazioni di retorica:

«Spettabile presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
quasi tutto ci divide, tranne il fatto di essere italiani e la preoccupazione per il futuro della nostra Nazione. L’Italia è vicina al default, i titoli di Stato, l’ossigeno (meglio sarebbe dire l’anidride carbonica) che mantiene in vita la nostra economia, che permette di pagare pensioni e stipendi pubblici e di garantire i servizi essenziali, richiedono un interesse sempre più alto per essere venduti sui mercati. Interesse che non saremo in grado di pagare senza aumentare le tasse, già molto elevate, tagliare la spesa sociale falcidiata da anni e avviare nuove privatizzazioni. Un’impresa impossibile senza una rivolta sociale. La Deutsche Bank ha venduto nel 2011 sette miliardi di euro dei nostri titoli. E’ più di un segnale: è una campana a martello che ha risvegliato persino Romano Prodi dal suo torpore. Il Governo è squalificato, ha perso ogni credibilità internazionale, non è in grado di affrontare la crisi che ha prima creato e poi negato fino alla prova dell’evidenza. Le banche italiane sono a rischio, hanno 200 miliardi di euro di titoli pubblici e 85 miliardi di sofferenze, spesso crediti inesigibili. Non sono più in grado di salvare il Tesoro con l’acquisto di altri miliardi di titoli, a iniziare dalla prossima asta di fine agosto. Ora devono pensare a salvare sé stesse.
In questa situazione lei non può restare inerte. Lei ha il diritto-dovere di nominare un nuovo presidente del Consiglio al posto di quello attuale. Una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti, con un l’unico mandato di evitare la catastrofe economica e di incidere sulla carne viva degli sprechi. Ricordo, tra i tanti, l’abolizione delle Province, i finanziamenti pubblici ai partiti e all’editoria e le grandi opere inutili finanziate dai contribuenti, come la Tav in Val di Susa di 22 miliardi di euro. Gli italiani, io credo, sono pronti ad affrontare grandi sacrifici per uscire dal periodo che purtroppo li aspetta, ma solo a condizione che siano ripartiti con equità e che l’esempio sia dato per primi da coloro che li governano. Oggi non esiste purtroppo nessuna di queste due condizioni.
In un altro mese di luglio, nel 1943, i fascisti del Gran Consiglio, ebbero il coraggio di sfiduciare il cavaliere Benito Mussolini, l’attuale cavaliere nessuno lo sfiducerà in questo Parlamento trasformato in un suk, né i suoi sodali, né i suoi falsi oppositori. Credo che lei concordi con me che con questo governo l’Italia è avviata al fallimento economico e sociale e non può aspettare le elezioni del 2013 per sperare in un cambiamento. In particolare con questa legge elettorale incostituzionale che impedisce al cittadino la scelta del candidato e la delega invece ai partiti. Queste cose le conosce meglio di me. Lei ha una grande responsabilità a cui non può più sottrarsi, ma anche un grande potere. L’articolo 88 della Costituzione le consente di sciogliere le Camere. Lo usi se necessario per imporre le sue scelte prima che sia troppo tardi. Saluti.»

  Beppe Grillo (30/07/2011)

Se il messaggio non fosse chiaro, il soggetto di cui si parla nella missiva è Berlusconi ed il suo governo.
Il destinatario è il presidente Giorgio Napolitano, al quale si chiede (quasi si ordina) di:
a) Nominare un nuovo presidente del consiglio;
b) Scegliere allo scopo “una figura di profilo istituzionale, non legata ai partiti”, che incida sulla “carne viva”. Il convitato di pietra a cui si allude ma che ancora non si nomina è Mario Monti.
c) Fare tutto quanto è nel potere del PdR, “per imporre le sue scelte”.

E per chiudere in bellezza, solito riferimento al duce buonanima ed ai fascisti che devono piacergli davvero tanto:

“In un altro mese di luglio, nel 1943, i fascisti del Gran Consiglio, ebbero il coraggio di sfiduciare il cavaliere Benito Mussolini, l’attuale cavaliere nessuno lo sfiducerà in questo Parlamento trasformato in un suk, né i suoi sodali, né i suoi falsi oppositori.”

razzi 3Improvvisamente, oggi, quello che un tempo era lo “Psiconano” è diventato un “Presidente del Consiglio democraticamente eletto” da un parlamento evidentemente ritenuto legittimo e non più composto di “nominati”, per un governo sorretto dal sostegno in vendita dei vari Razzi e Scilipoti. Trattasi delle primizie scelte di un altro moralista della politica, caduto in disgrazia. All’epoca il Grullo la pensava diversamente, ma è inutile cercare coerenza logica nella schizofrenia politica del capo politico ed i suoi dilettanti allo sbaraglio…
Con simili cialtroni l’Italia si deve confrontare.

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(56) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 ottobre 2013 by Sendivogius

Classifica OTTOBRE 2013”

Darth Vader e Kroenen

ITALIA, frontiera meridionale dell’Impero. Niente di nuovo da segnalare nella No Man’s Land che si estende oltre la Grande Palude dorotea.
In ambito ‘politico’, le novità più rilevanti del momento sono:
a) il ritorno di Umberto Bossi alla guida della Lega Nord;
b) la (ri)nascita di “Forza Italia” con Silvio Berlusconi presidente;
c) Beppe Grillo che, tanto per cambiare, pretende le dimissioni di Giorgio Napolitano e intanto lo insulta, ansioso com’è di vincere una bella denuncia per vilipendio del Presidente della Repubblica.

Umberto Bossi Sulla riesumazione di Umberto Bossi, il Grand Wizard del Ku Klux Klan padano, c’è poco da dire.
Per spiegare questo rapporto insano e necrofilo tra le destre neo-naziste ed i loro leader decrepiti, servirebbe una sceneggiatura di Ed Wood, per una nuova versione di “Necromania: A Tale of Weird Love”.

…e ne conserva la medesima fragranza, in tutta la sua ritrovata freschezza. Tale è la sensazione epidermica dinanzi al disseppellimento di “Forza Italia”, con le stesse identiche facce di m…!oderati vecchie di venti anni.
Qualcosa preme da dietro A proposito dell’interdizione del Papi della Patria, della revisione processuale inerente la condanna per “concussione”, e delle pessime sorti progressive di un’Italia alla deriva, in un confronto ben più ampio su queste pagine [QUI], quattro mesi orsono si era avuto modo di osservare come:

«A logica, il papi, come un satrapo ferito, manderà avanti i suoi bastonatori in livrea, sfoderando tutto il campionario già visto e sentito negli ultimi anni… Ovviamente i deputati e senatori PdL NON si dimetteranno in massa, come minacciato. E il governissimo Letta tirerà a campare fino al prossimo varo della “legge di stabilità” (diciamo Ott-Nov), quando sarà evidente la necessità di una “manovra correttiva” e probabilmente gli faranno mancare numeri e fiducia.
Giuridicamente, i legali del papi punteranno tutto sul processo d’Appello, mirando ad un ridimensionamento delle condanne e ad una successiva revisione processuale in Cassazione.
Ed in quel lasso di tempo cercare di introdurre in parlamento una modifica inerente l’interdizione dai pubblici uffici, riservata solo alle pene detentive superiori ai 5 anni.
D’altra parte, la sentenza di condanna a carico di B. ha un vulnus naturale…
Al papi è stata ascritta la “concussione per costrizione” con l’aggravante di induzione alla prostituzione minorile: condanna che prevede pene ben più severe dei 7 anni decisi dalla corte. Un simile reato, che contempla atti sessuali con un minore (artt. 600 e 609 c.p.) prevede condanne che arrivano fino ai 12 anni. Stessa cosa dicasi per il reato di concussione per costrizione (art.317).
E proprio l’entità della pena costituisce la prima anomalia, in quanto non congrua alla gravità del reato configurato nella condanna.
Nella fattispecie concreta, io ravviso piuttosto gli estremi della“concussione per induzione” (come peraltro era stato inizialmente ipotizzato dai pm). Mi sfugge infatti in una prestazione mercenaria e consensuale con una minorenne che si prostituisce abitualmente dove sia la “costrizione”, ovvero la coercizione con violenza o minacce fisiche e psicologiche.
Se la difesa di B. (depurata da quell’indisponente azzeccagarbugli di Ghedini) insisterà sull’anomalia, rassegnandosi ad una condanna ma insistendo sulla “induzione” (che prevede pene max di 3 anni) atta a stralciare la “costrizione”, B. potrebbe vedersi ridimensionate tutte le imputazioni, compresa l’interdizione ai pubblici uffici.
E in tal caso una leggina ad hoc sull’interdizione, come quella accennata sopra, lo garantirebbe dall’estromissione dai pubblici uffici…»

A breve, vedremo gli sviluppi con l’epilogo di questa farsa.
Cane rabbioso Invece, rimanendo sempre nell’ambito dei duci e dei capi politici, qualche osservazione merita la richiesta di messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica da parte del privato cittadino Beppe Grillo, che ha incaricato i suoi avvocati di fiducia per l’impeachment, secondo il noto principio democratico che ispira le scelte del suo M5S, al motto di “uno vale uno”:

Chiederò l’impeachment per Napolitano perché non rappresenta più il popolo italiano, è di parte.
E su questo decido io.
(28/10/13)

Che è quasi meglio del già notevole: “chi pensa che io non sia democratico va fuori dalle palle”.
Pesano sulla richiesta di destituzione presidenziale, il mancato scioglimento delle Camere e licenziamento del Governo Letta (che ha appena incassato la fiducia ancorché precaria), e la deprecabile età del Presidente Napolitano. Sono tutti atti in aperto contrasto con quanto prevede la Costituzione:

Art. 94.

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.

Totalmente fuori dalla legalità costituzionale è poi il messaggio che il Presidente della Repubblica ha rivolto al Parlamento sulla questione dell’indulto, in evidente violazione dell’Art.87 (il PdR può inviare messaggi alle Camere).
Per non parlare della convocazione dei capi-gruppo parlamentari della maggioranza e poi di quelli delle opposizioni (declinazione plurale).
Si tratta di atti dalla straordinaria gravità eversiva. In proposito, l’Art.90 della Costituzione è chiarissimo:

Art. 90

Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri.

Cioè, la procedura di decadenza, con relativa messa in stato d’accusa per “alto tradimento”, viene istruita in Parlamento, con richiesta formale tramite la presentazione di una mozione su iniziativa parlamentare (ovvero presentata e controfirmata da deputati della Repubblica), e quindi vagliata dall’apposito comitato di controllo (trattasi della “Commissione parlamentare per i procedimenti di accusa”).
Ricapitolando, a richiedere lo stato d’accusa del Presidente devono essere deputati regolarmente eletti, su istanza parlamentare previa presentazione di apposita mozione motivata alla Camere.
E NON gli “avvocati di Beppe”, che a quanto pare si guardano bene dallo spiegare al loro facoltoso cliente concetti facilmente comprensibili da ogni matricola di giurisprudenza, ma non agli sciami degli ensiferi con tutti i precedenti del caso [QUI e QUI]. 
Forse, prima di salire sui tetti, la Costituzione bisognerebbe anche leggerla! Ma il Grullo evidentemente deve avvalersi dei consigli di quel formidabile giurista che è Paolo Becchi… Auguri!

Hit Parade del mese:

01. BESTIARIO

[22 Ott.] «Mi appello alla Convenzione sugli animali, ho presentato un’interrogazione alla Commissione Europea perché voglio capire che fine abbia fatto il cane di Monti. La Commissione Europea deve verificare il caso di Empy!»
(Sergio Silvestris, papiminkia in Europa)

Intelligenza leghista da AlterPensiero02. NAZISTI DELLA PADANIA (I): Cadorago (CO)

[19 Ott.] «Mettete la Kyenge su un barcone e assicuratevi che non affondi. Deve tornare in Africa da dove è venuta. Poi saranno gli oranghi e le scimmie a stabilire se la riprendono o meno a casa loro»
 (Paolo Pagani, assessore allo Sport)

Renato Brino02.bis NAZISTI DELLA PADANIA (II): Bardonecchia (TO)

[15 Ott.] «Arriva il ministro Kyenge? Tutto bene, l’unica cosa è che spiace un po’ per chi dopo deve fare la disinfestazione del Palazzo delle Feste»
 (Renato Brino, merdone alpino)

Cazzone nazi-leghista02.ter NAZISTI DELLA PADANIA (III): Resana (TV)

[21 Ott.] «Mi trovo obbligato a eseguire crimini di Stato esattamente come è successo a Erich Priebke: ha fatto ciò che ha fatto per rispondere a un ordine che doveva eseguire. Non so se sono più colpevole io a eseguire certe imposizioni o se sia stato più colpevole Priebke. Io lo condanno per ciò che ha fatto ma, ribadisco, ha solo eseguito degli ordini. I problemi sono altri, e stanno a monte»
 (Loris Mazzorato, il Sindaco)

Merdone pedemontano02.quater NAZISTI DELLA PADANIA (IV): Soluzione finale

[22 Ott.] «Nei prossimi giorni parlerò con il Ministro dell’Interno per sapere se non ritenga opportuno censire e schedare tutti i rom, gli zingari, i nomadi.»
 (Gianluca Buonanno, kapò pedemontano)

FN e rifiuti nostrani03. FASCISTI D’ITALIA (I): E allora le foibbeee!?!

[15 Ott.] «Se Priebke mi fa schifo? Magari non farei lo stesso mestiere. E gli americani allora? Vogliamo parlare di chi ha sganciato le bombe atomiche su Hiroshima? Non è normale neppure mettere una bomba sotto la spazzatura in Via Rasella. Priebke ha fatto quello che doveva fare e ha eseguito degli ordini»
 (Francesco Storace, Er Bofilone)

Iannone O'Merdone03.bis FASCISTI D’ITALIA (II): Rutti dalla fogna

[14 Ott.] «Ernesto Che Guevara è stato un macellaio peggiore di Priebke»
 (Antonio Iannone, presidente della Provincia di Salerno)

Antonella Sglavo03.ter FASCISTI D’ITALIA (III): Quando c’era Lui…

[19 Ott.] «Credo che la peggiore umanità sia al centro Italia. Vivo nelle Marche e qui hanno difetti sia del nord che del sud… Non voterò mai più a sinistra… Benito lo diceva, molti nemici molto onore, aveva ragione. Ci vorrebbe!»
 (Antonella Sglavo, assessora piddì)

Nella testa il nulla04. L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (I):
Lo sciopero retribuito dallo Stato

[22 Ott.] «I sindacati che decidono di fare 4 ore di sciopero, sciopero pagato ricordiamolo ai cittadini che ci seguono da casa, non è uno sciopero volontario, è uno sciopero pagato con i soldi pubblici.»
 (Laura Castelli, Questore alla Camera!)

Risum abundat in ore stultorum04.bis L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (II):
Articolo 94 della Costituzione della Repubblica

[23 Ott.] «Se avessimo ancora un Presidente della Repubblica veramente super partes, l’avrebbe già destituita dal suo incarico [in riferimento a Letta]»
 (Carlo Sibilia, Sciatore chimico)

Fatte n'artro sonno!04.ter L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (III):
Vogliamo una banca

[23 Ott.] «La Trise? Mai sentita. Sarà sicuramente un’inculata. Fosse per me abolirei le tasse e farei una banca centrale tutta mia»
 (Bartolomeo Pepe, U Senaturi)

Mattia Villarosa04.quater L’OPPOSIZIONE A 5 STELLE – COMPETENZA AL POTERE (IV):
Bossi-Fini, chi erano costoro?

[06 Ott.] «La legge Bossi-Fini? Io non conosco mica tutti i temi del mondo. Io faccio parte di un’altra Commissione; non è cosa di mia competenza. Se volete chiamo qualche mio collega e vi faccio spiegare qual è la posizione del Movimento»
 (Alessio Mattia Villarosa, Capogruppo alla Camera)

Epifani05. SE QUESTO È UN SINDACALISTA (I)

[17 Ott.] «Troppo poco il taglio del cuneo fiscale? Se mi restituiscono 5 euro non lo trovo risibile!»
 (Guglielmo Epifani, Segretario risibile)

Cazzola05.bis SE QUESTO È UN SINDACALISTA (II)

[22 Ott.] «L’Italia è il Paese meglio governato degli ultimi 20 anni»
 (Giuliano Cazzola, Sciolta civica)

Piccione06. LA PICCIONAIA

[04 Ott.] «Noi colombe non ci fermeremo, Angelino Alfano è il nostro Papa Bergoglio»
 (Carlo Giovanardi, Colombaceo)

Brunetta07. TE PIACEREBBE!?!

[22 Ott.] «Volevo dirvi che prima di rilasciare questa intervista sono stato violentato da una gentile giornalista»
 (Renato Brunetta, Nano da taschino)

Bonino08. DATAGATE

[25 Ott.] «Dalle informazioni che abbiamo non risulta un coinvolgimento italiano»
 (Emma Bonino, Informatissima)

Giampiero D'Alia09. CLIENTELE PRECARIE

[13 Ott.] «Stiamo provando a scrivere la parola fine sul mondo del precariato, una spirale che ha fatto comodo alla politica che per vent’anni ha alimentato una clientela attraverso il bisogno dei lavoratori. Abbiamo individuato un percorso che non solo prevede la stabilizzazione, ma inasprisce le sanzioni per gli amministratori che torneranno a far leva sui contratti flessibili»
 (Giampiero D’Alia, Disfunzione Pubblica)

Biancofiore10. DULCIS IN FUNDO

[16 Ott.] «Io non ho nessun padrino se non Silvio Berlusconi, che dovrebbe essere l’unico padrino di tutti noi»
 (Michaela Biancofiore, Immancabile)

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