Archivio per Merito

Profumo di eccellenze

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 18 marzo 2017 by Sendivogius

Certo che l’Italia è un paese proprio strano…
Può capitare di avere una laurea in neurochirurgia e non riuscire a trovare un posto nemmeno come bidella con contratto a tempo determinato, perché noi dei cervelli (e massimamente di quelli che pensano) non abbiamo assolutamente bisogno. Puoi essere un plurilaureato in discipline economiche, occuparti (ovviamente a titolo gratuito) di gestione contabile e pratiche fiscali per una pletora di “aziende leader” (che fanno il favore di sfruttarti tanto è l’onore), e trascorrere i successivi dieci anni dal conseguimento della laurea in stage non retribuiti, o rimborsati a forfait per la mirabolante cifra di 500 euro al mese (quando va bene). Perché l’esperienza non basta mai; perché la “formazione” è importante (soprattutto per chi organizza i corsi a pagamento); perché il tempo è prezioso e tanto vale buttarlo nei gironi senza sbocco dello sfruttamento legalizzato di “Garanzia Giovani”, per ritrovarti dopo i 32 anni, senza uno straccio di lavoro, senza un reddito, e null’altro che non sia una pila di attestati inutili, meglio se confinato/a in un limbo infinito di precarietà esistenziale, povertà, ed emarginazione sociale; perché esauriti gli sgravi fiscali e gli incentivi in conto pubblico (che le imprese incassano per farti lavorare a gratis) al “mercato” non servi più. Al massimo puoi ingrassare quell’altro business privato dei “corsi di aggiornamento professionale”, utili come una lampada abbronzante nel deserto del Sahara. Magari può capitarti di subire un trapianto di fegato, avere la sfortuna di sopravvivere all’operazione, e vederti licenziare perché l’azienda-leader, a cui hai regalato 30 anni della tua vita, non ti reputa più idoneo neanche come addetto al controllo delle telecamere.
 Però se ti chiami Alessandro Profumo (e sei vicino al partito che conta), puoi entrare in banca a 20 anni, con contratto a tempo indeterminato, essere inserito nell’area esecutiva come “personale non esperenziato” (meglio se con un diploma di maturità classica, quanto meno pertinente all’ambito creditizio), e nel frattempo cercare di sopravvivere con uno stipendio che (date le ultime restrizioni) attualmente si aggira attorno ai 2.188 euro (lordi) al mese e con quei soldi comprarti l’immancabile laurea privata alla Bocconi (ma non prima dei 30 anni), dove conosci la gente che conta, e con gli amici giusti diventare subito responsabile di un qualche “settore strategico” di una blasonata compagnia privata di revisione contabile. E siccome per certe persone è sempre Natale, può capitare di essere chiamati a dirigere una delle prime banche italiane, UniCredit, condurre una fusione catastrofica con la Capitalia di Cesare Geronzi, dedicarsi allo spaccio indiscriminato di titoli tossici, impiccandosi all’albero degli zecchini d’oro della finanza derivata, dove appendere per il collo qualche migliaio di correntisti, e dopo tre anni di oculata gestione (a.a.2007-2010) chiudere il bilancio con perdite da 10 miliardi di euro (negli anni saliti a 16 miliardi). Per concludere in bellezza, puoi percepire un compenso di 9 milioni e mezzo di euro (a cui magari aggiungerne altri 5,5 di bonus), e dopo appena tre anni consolarsi con un buonuscita da 38 milioni di euro per gli ottimi risultati raggiunti. Poi però per risparmiare il nuovo C.d.A. di UniCredit ha pensato bene di licenziare quasi 9.000 dipendenti che certo gli costavano troppo, in considerazione del “depauperamento patrimoniale”.
Siccome le disgrazie non vengono mai da sole, nel 2012 Alessandro Profumo assurge ai vertici del Monte dei Paschi di Siena; non si accorge di nulla o quasi in merito all’associazione a delinquere che di fatto sta rapinando dall’interno la più antica banca del mondo, e riesce a bruciare 8 miliardi di euro in ricapitalizzazioni fallite. Di questi, la metà sono stati messi ‘graziosamente’ a disposizione del Governo Monti e lasciati in conto a tutti gli italiani. Poi però si chiudono ospedali e si smantella lo stato sociale, perché non possiamo più permettercelo essendo vissuti al di sopra delle nostre possibilità (!). Nel 2015, Profumo, o meglio “Mr Arrogance” come è conosciuto nell’ambiente, lascia finalmente l’istituto senese, ma non prima di aver incassato un’altra liquidazione simbolica per una mezza dozzina scarsa di milioni. Spicciolo più, spicciolo meno.
In un paese dove può capitare che uno si veda respinta la sua domanda di assunzione come portiere condominiale, perché servono almeno tre anni di esperienza continuativa nel “settore”, dove la cassiera di un bar può essere licenziata per un ammanco di 5 euro sui resti, avendo causato “grave nocumento all’azienda”, accade che altri siano invece insostituibili e buoni per tutti gli incarichi a prescindere. E per questo vengono pagati ben oltre il loro peso in oro, nel gioco dei quattro cantoni a poltrone girevoli interscambiabili, quando sarebbe più conveniente non farli lavorare affatto. Aerei, cantieri navali, comunicazioni satellitari, automobili, estrazione idrocarburi, ferrovie… Un settore vale l’altro, perché in alcuni casi la competenza è relativa e la conoscenza dell’attività di produzione che si è chiamati a dirigere è del tutto ininfluente. Ed è per questo che Mr Arrogance può amministrare senza battere ciglio la società “Leonardo” (già Finmeccanica), colosso strategico a partecipazione pubblica dell’industria aerospaziale e nei sistemi di difesa.
Non c’è proprio nulla di cui meravigliarsi. In fondo si tratta di nomine di pertinenza governativa e sicuramente non c’è alcuna ragione di dubitare che l’attuale Presidenza del Consiglio abbia preso le decisioni migliori… In un esecutivo dove il ministro degli Esteri non parla una sola parola d’inglese, il ministro per l’Istruzione e l’Università ha il diploma di licenza media e quello della Giustizia la maturità scientifica, è ovvio che la competenza sia di casa!

Alla peggiore delle ipotesi, si può sempre fare il senatore con una condanna di 9 anni per bancarotta fraudolenta; o magari ‘immunizzarsi’ contro una sentenza già passata in giudicato per peculato. Un Minzolini val bene un Lotti sottosegretario.

Homepage

Lo famo strano?

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 23 ottobre 2012 by Sendivogius

Sarà l’esuberanza savoiarda, degna di una guardia regia… sarà la tipica modestia piemontese… sarà l’incontenibile simpatia torinese… ma dopo l’esordio lacrimoso sembra proprio che Ma che cazzo te ridi?l’incontentabile Elsa si sia consolata in fretta… Talmente tanto, che non la si contiene più! Evidentemente, l’aria di Roma (e di governo) deve averle giovato parecchio… Finalmente fuori dai cortili accademici, la Faraona giuliva oramai circola ovunque: straparla; interviene anche quando nessuno l’interpella; si imbuca alle feste degli altri, pure se nessuno l’ha invitata…

Per riconoscere la ministra presenzialista, basta seguire il suo infallibile ditino ammonitore e in perenne rotazione, come le palle di ‘esodati’ e ‘precari’ e ‘disoccupati’. E’ quel Famigerato ditino (put it in your butt!) del quale la Fornero sembra più che altro la protuberanza, mentre brandisce la biro al posto della frusta, come una vera mistress sadomaso. O minacciando eventuali esami prostatici..!

È la ministra-dominatrice che mentre sevizia i suoi ‘schiavetti’ vuole essere ubbidita, ma soprattutto adulata… Non accetta critiche di alcun tipo e adora che le si facciano i complimenti. Li pretende, come parte inclusiva del servizietto! E mentre fa le porcherie, chiusa nel gabinetto di governo, le piace dire cose zozze:

Il lavoro non è un diritto. Bisogna meritarselo”; “Rassegnatevi! Non sarete più proprietari del vostro lavoro”; “I giovani non devono essere troppo choosy (schizzinosi) nella scelta del posto di lavoro”… e i sessantenni rimasti senza impiego ne pensione sono degli scrocconi che non hanno voglia di lavorare..

A quanto pare, la ministra hard si eccita così, mentre agita “paccate di soldi”.
Sinceramente, non è facile capire cosa frulli davvero nella testolina vulcanica della professoressa Fornero … Quando ci si approccia al Governo Monti, ci si rende conto di avere a che fare con delle intelligenze aliene, dalla mente insondabile e lontanissima: si possono riscontrare più sentimenti umani in un registratore di cassa che in questi ibridi umanoidi, provenienti dall’Oltreverso delle multi-banche.
Ma adesso la maestrina sabauda comincia davvero ad esagerare!
Ora vuole pure partecipare agli scioperi della CGIL e saltella in ogni dove, per spiegare quanto è brava e com’è linda la bella belinda al ministero. E guai a contraddirla!
Lei però cerca il ‘dialogo’ che, con ogni evidenza, confonde e identifica con il ricevimento settimanale che il barone universitario concede ai suoi studenti. Della serie: io parlo; voi prendete appunti e poi fate i compitini a casa. Niente di strano per chi ha scambiato il dicastero del Lavoro e delle Politiche sociali per una cattedra accademica distaccata, con esercitazioni pratiche e temi d’esame a cura della professorina e su suo esclusivo giudizio.
Vuoi mettere? Che noia doversi sottoporre a regolari elezioni e dover rendere conto alle Camere. Molto meglio diventare ministro per chiamata diretta (tecnica).
Però le piace il confronto, rigorosamente a senso unico.

“Sono avvilita che venga negato il diritto di parola. Posso sopportare molte cose ma non la prepotenza”

Speriamo solo che non si rimetta a piangere! Difficile immaginare prepotenza più grande di chi cancella di punto in bianco 50 anni di conquiste sociale, azzerando i diritti dei lavoratori, perché “ce lo chiede l’Europa!”.
A be’ allora, quand’è così, ubbidisco subito Milady!
Difficile trovare un’arroganza con una simile prepotenza in chi legifera unicamente per decreto-legge, scavalcando il parlamento. Che fa approvare ‘riforme’ blindate e chiuse ad ogni modifica, con gente che ha scambiato il consiglio dei ministri col consiglio d’amministrazione di una fondazione bancaria. Se qualche tapino, esterno al cenacolo privato dei bocconiani di banca e di governo, osa proporre un emendamento correttivo, questo viene immediatamente bloccato per iniziativa governativa. Una pacchia simile non la si vedeva dai tempi del duce buonanima!
 Però Mistress le Sadik non è ancora soddisfatta… nella sua frigidità istituzionale non si sente abbastanza amata.
Schiettamente parlando, papale-papale, detto da chi viene costantemente chiamato in causa suo malgrado (giovane, precario, e privo di tutele) dall’inappagata ministra:

Erza, ma tu da noi che cazzo vòi ancora?!?
Quando mai avresti ascoltato le nostre parole o, peggio ancora, domandato la nostra opinione in merito alla tua riforma (ovviamente) ‘epocale’? Ma c’hai mai chiesto qualcosa prima?!?
Parli tanto di ‘merito’ e ancora ci vuoi far credere che tua figlia pubblica una trentina di ricerche scientifiche all’anno… manco fosse Marie Curie!
Vuoi il contatto con la gggente? Allora comincia a scendere dalla cattedra; sgrullati via di dosso quella spocchia dottorale, se ti riesce per più di 5 minuti. Vuoi la legittimazione popolare? Inizia col candidarti e farti eleggere, se ti riesce, prima di fare il ministro ed imporre riforme-editto. Perciò, visto che abbiamo pure l’obbligo di doverti ascoltare, almeno la possibilità di mandarti affanculo – se permetti – ce la prendiamo senza il tuo consenso!

Nel famoso “dibattito”, tra le opzioni di scelta, è contemplato anche il NO.
Gli editti sono un’espressione del potere assoluto dei re. E solitamente non si accordano con la democrazia. Generalmente, quando si tira troppo la corda, qualcuno inizia ad inneggiare alla vecchia Louisette
Non lo insegnano questo all’università, professoressa Fornero?

Homepage