Archivio per Merda

DEIEZIONI PADANE

Posted in Muro del Pianto, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , on 23 ottobre 2015 by Sendivogius

KKK

Oggi parliamo di merda. E lo facciamo senza eufemismi né fronzoli, ritraendo l’informe materia nella cruda essenza che meglio di ogni altra immagine ricorda l’originale… 
Gianluca BuonannoGli esemplari che sguazzano infami e festosi nelle latrine leghiste sono molti e raggrumati in un indistinguibile solido fecale, ma un’eccezione di rilievo vogliamo dedicarla a Gianluca Buonanno, profondo conoscitore della materia in oggetto, a tal punto da rendersi indistinguibile dalla stessa.
Puro Stronzo ariano Si tratta di un altro di quei vitelli tonnati della provincia piemontese, che dal nazifascismo militante sono scivolati per confluenza naturale in quel disgustoso concentrato di liquami tossici, sotto i vessilli verde-ramarro della Lega Nord.
Tra gli allucinati nazisti della padania, Gianluca Buonannno è oramai noto per le sue continue esibizioni scatologiche, che va schizzando in giro con un profluvio diarroico dall’inarrestabile crescendo. Tipico esemplare ariano di razza sub-alpina, dal basso della sua altezza (sarà alto mezzo cazzo e un barattolo), è un immigrato pugliese con la passione per le armi, che con ogni evidenza non sa nemmeno impugnare.
BuonannoSi noti lo sguardo lubrico da borghese piccolo-piccolo, con cui il botolo ringhioso dai tratti anfibi stringe il giocattolo nelle mani cicciose e levigate di nullafacente professionista. Inutile cercare un barlume di intelligenza nell’espressione catatonica di questi profili lombrosiani, che sembrano trovare in un’arma la protuberanza surrogata a complemento di défaillance di ben altra natura.
Girl with gunsE nell’ansia di assomigliare sempre più ai villici che rappresenta, ne solletica compiaciuto gli istinti più fetidi e ripugnanti. Non si tratta di folklore.. boutade.. provocazione goliardica… ma proprio di merda!
Gianluca Buonanno in missione LibiaQuando non è troppo occupato a giocare con le pistole in diretta televisiva, questo idiota matricolato a pubblico mantenimento dedica ogni altra attenzione alle immonde congiure della “lobby omosessuale”, ossessionato com’è dalle orde di ‘froci’ che funestano la sua esistenza tormentata di paranoico compulsivo, visto che non parla d’altro, con continue evocazioni sodomitiche che tanto stuzzicano il suo immaginario perverso. In Buonanno al parlamento europeoalternativa, questo energumeno da esportazione, che nel frattempo è diventato pure europarlamentare, non nasconde il suo amore per le forche che invece eccitano le fantasie malate delle anonime Dogville pedemontane, dove improvvisati pistoleri dai ventri sfatti fantasticano di linciaggi e tornei di caccia ai negri camuffati da leprotti.
Buonanno in mimetica Per spiegare come un simile spurgo di fogna affetto da dissenteria cronica e la passione per il travestitismo (marziale come può esserlo un rospo imbalsamato!), abbia potuto conquistare gli scranni della ribalta nazionale dalle risaie del vercellese, non basta il cielo plumbeo delle Vandee valligiane sperdute nell’anomia psicotica delle “aree tristi” che puntellano la provincia più oscura del profondo nord, coi suoi analfabeti bifolchi di campagna alla destra del Ku Klux Klan e dalle passioni coprofile che ogni volta vengono appagate in ricche abbuffate di merda, ai banchetti elettorali di quella cloaca a cielo aperto che chiamano Lega per la raccolta indifferenziata di escrementi solidi suburbani. Qui siamo ben oltre le parafilie più estreme. E infatti bisognerebbe avventurarsi piuttosto negli abissi delle psicopatologie di massa.
Il coglione Buonanno Un reazionario coi contrifiocchi dagli allegri trascorsi fascisti, Leo Longanesi, parlava dell’unione di diecimila idioti come una “forza storica”. Noi, a forza di abituarci all’immanenza abnorme di un numero spropositato di coglioni a briglia sciolta, rischiamo invece di sottovalutarne la pericolosa carica eversiva di troppi imbecilli allo stato brado.

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Re Merda

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , on 24 novembre 2013 by Sendivogius

La Catramata

Quivi venimmo; e quindi giù nel fosso
vidi gente attuffata in uno sterco
che da li uman privadi parea mosso.

E mentre ch’io là giù con l’occhio cerco,
vidi un col capo sì di merda lordo,
che non parëa s’era laico o cherco.

 Dante Alighieri
 “Inferno(XVIII; 112-117)

Una tanica di cerone si aggira per le chiaviche d’Italia, come un bidone di rifiuti tossici impossibile da smaltire!
Solo un girone dantesco può descrivere l’inferno personale di questo botolo catramato, che flatuleggia qualcosa a (s)proposito di “dignità”, Stormshit trooperdavanti a platee plastificate di residuati catodici anni’80 e aspiranti yuppies in ritardo (mentale) di 30 anni sui tempi, dalle improbabili acconciature cotonate ed i profili lombrosiani, che sembrano le comparse di scarto di un film dei Vanzina per l’armageddon dei papiminkia.
A certa gente davvero non basta mai…

I'm waiting for...

È un Re Ubu scatenato, nel trionfo coprofilo dell’Italia più ‘stronza’ mai Zombie-Ass - Toilet of the Deaddefecata prima, per un’apoteosi del trash più estremo: in una landa post-apocalittica, gruppi di sopravvissuti si rifugiano in orride latrine infette, prese d’assalto da orde di lobotomizzati, teleguidati da un infingardo puttaniere in disarmo prostatico.
È un geyser caricato a liquami, che in pieno delirio eversivo elogia mafiosi e delinquenti conclamati (i suoi sodali preferiti), mentre pretende l’impunità a salvaguardia della propria onorabilità, che deve essere roba forte per questa sottospecie di sozza barzelletta animata da esportazione!
SHITSTORMIn un tripudio kitsch, va in onda l’ultimo atto della farsa patafisica di Re Merda giunto alla sua eclisse postribolare, con la sua nuova corte di azzimati bambocci, arsenico e vecchi bordelli, raccattati a strascico tra il peggio che la provincia italiana spruzza fuori nella propria incontenibile scarica diarroica.

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MONTI SILENCE

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 4 gennaio 2013 by Sendivogius

Hitman 2007Se le parole sono importanti, il prof. Monti dimostra di farne un pessimo uso…
Del resto, sembra molto più a suo agio coi numeri e con le formulette in inglese (seed capital, project bounds, fiscal compact, due diligence..), buone per impressionare i salottini europei delle lobby riunite a banchetto.
L’Hitman della finanza globalizzata, il Goldman dell’onnipotenza bancaria, il miglior sicario dell’ultraliberismo d’assalto, suggerisce (ordina) di “silenziare” ogni voce critica al Verbo incarnato nei testi ecumenici della Sacra Agenda.
Hitman - Blood MoneyOra, se c’è qualcuno che dovrebbe avere la decenza di silenziarsi, questo è proprio il prof. Mario Monti: premier ‘tecnico’ di un governo uscente di non-eletti che, nonostante una maggioranza parlamentare e trasversale del 90%, ha impostato l’intera azione dell’esecutivo sul ricorso abnorme alla decretazione d’urgenza. E di fatto ha silenziato il Parlamento, cassandone l’attività con la bellezza di 52 voti di fiducia.
Non ci sono precedenti nella storia dell’Italia repubblicana!
Attualmente è presidente del consiglio, ancorché dimissionario; improvvidamente nominato senatore a vita, senza mai essere stato legittimato da un solo voto democratico in tutta la sua carriera. Come aspirante premier, è il principale sponsor di sé medesimo, senza però candidarsi. Pretende di succedere a sé stesso con poteri assoluti, senza nemmeno la briga di farsi eleggere.
Dopo l’Unto del Signore, abbiamo Iddio stesso!
E tra i requisiti divini, si contende con la mummia di Arcore il dono dell’onnipresenza mediatica imponendo ad una Paese, che ha condotto per mano alla stagflazione con pervicace determinazione, il suo deprimente faccione sfatto, in tutto il suo grigiore penitenziale, possibilmente durante le festività natalizie, per rendere ancor più gramo un inizio 2013 che si preannuncia pessimo.
Goffo e impacciato in ogni manifestazione che presupponga una qualche forma di interazione umana col suo prossimo, l’apostolo dell’eterna quaresima venuto ad annunciare la salvazione per Agendam, a vederlo armeggiare con le cuffie mentre prova ad articolare i clangori metallici su Radio Anch’io, più che altro presenta un’inquietante somiglianza con Bub: lo zombie addomesticato, già visto in “Day of the Dead” di G.Romero

Liberthalia - Mario Monti e lo zombie BubHAL 9000Come un computer impazzito, è l’emulo bionico di Hal 9000: il superprocessore che si reputa perfetto ma poi sbaglia le coordinate di calcolo; si ribella ai suoi creatori, che osano correggerlo; cerca di eliminarli e non riuscendo nel tentativo, subdolamente, si raccomanda a loro per garantirsi la sopravvivenza. Alla stessa stregua di HAL9000, il biodroide tecnico si considera insostituibile, prima ancora che infallibile. Ma, al contrario dell’originale, non si riesce a trovare l’interruttore per spegnere la macchina infernale.
Sembra il protagonista meccanico di un remake di serie zeta: 2013 Odissea verso il Centro. Ovvero, trattasi del più grande ingorgo di economisti falliti, spudorate facce da culo, rottami vetero-democristiani, intriganti porporati coi loro fedeli chierichetti brizzolati, come non si vedevano dai tempi dell’implosione della vecchia 1962-2012 - Sempre la solita vecchia merdaBalena Bianca, spiaggiata sulle coste transgeniche della corruzione istituzionalizzata e delle commistioni paramafiose. Più che altro, è un riciclaggio di rottami dorotei, con l’innesto di rampanti professorini neo-quarantenni, reclutati negli atenei privati e nei think tank ultra-liberisti a finanziamento padronale, per la rianimazione dell’homunculus democristiano.
Largamente minoritario, su vuole sopravvivere, il Montismo ha bisogno di un Hitman - Silent Assassincorpo estraneo da infettare, che lo ospiti suo malgrado e al quale poter impartire ordini. Si reputa una ‘risorsa’, ma funziona come un organismo parassitario. L’importante è silenziare preventivamente gli eventuali anticorpi…

Liberthalia - MONTI-BUB Ogni volta che una di queste larve della reazione clericale (rigorosamente over 65) ciancia di “giovani generazioni”, un brivido gelido ci percorre la schiena e d’istinto la mano non corre a cercare la rivoltella, ma a stringere i didimi in improbabili riti propiziatori per scongiurare il pericolo incombente!

 È quasi “educativo” constatare che tra i vessilliferi del ‘cambiamento’, coagulati attorno all’Agenda del Professore, ci sia un cospicuo pattuglione di onorevoli che a suo tempo spergiurarono su “Ruby nipote di Mubarak”, capitanti dall’intramontabile Pier Ferdinando Casini: più che un uomo una tenia intestinale, pronta ad occupare il colon di chiunque sia disposto ad ospitarlo, mantenendolo a sbafo nel lucro dei consensi elettorali altrui.
Se il Berlusconismo è la malattia infantile del Montismo, quest’ultimo ne è la versione “sobria”; la metabolizzazione post-prandiale a digestione lenta, depurata dall’elemento più fascistoide.
È il circolo ufficiali che elucubra formidabili piani di battaglia, sorseggiando cognac. E manda i soldati al macello in offensive catastrofiche, mentre i signori generali seguono le operazioni col binocolo al sicuro nelle retrovie, biasimando la scarsa tempra delle truppe.
Orizzonti di GloriaÈ il ritorno al tradizionalismo confessionale, ai rituali austeri del conformismo alto-borghese, purgato dalle sconcezze da caserma e dall’arroganza plebea dei nuovi arricchiti, ai quali antepone il primato dell’aristocrazia di censo e di rango nelle forme di un nuovo Elitismo tecnocratico.
Per spiegare il fenomeno Monti nella sua insanabile alterità, rispetto al normale funzionamento di un sistema democratico, bisogna ricorrere direttamente a Mosca e Pareto!
Ne avevamo già parlato in passato [QUI]… Sarà il caso di riportare nuovamente l’estratto di un’ottima analisi che a suo tempo il prof. Claudio Martinelli dedicò al pensiero di Gaetano Mosca, passando in disamina la Teorica dei governi e del governo parlamentare (1884):

“La scelta di un deputato non dipende affatto dalla libera manifestazione di una preferenza elettorale da parte del singolo elettore, ma dalla capacità organizzativa con cui una forza politica o un comitato elettorale sono in grado di imporsi sul mercato del voto. E inutile farsi illusioni sulla sovranità politica dell’elettore: la sua libertà di scelta è limitata al ristretto campo di gioco preparato da minoranze organizzate che selezionano le candidature non sulla base di criteri attenti alla maggiore capacità rappresentativa dell’eligendo, bensì in ragione delle garanzie che egli offre riguardo al consolidamento del potere in capo alla minoranza stessa che lo ha proposto. Vi è un celebre brano, apparentemente paradossale, che rende perfettamente il pensiero di Mosca su questo punto: «Chiunque abbia assistito ad un’elezione sa benissimo che non sono gli elettori che eleggono il deputato, ma ordinariamente è il deputato che si fa eleggere dagli elettori: se questa dizione non piacesse, potremmo surrogarla con l’altra che sono i suoi amici che lo fanno eleggere. Ad ogni modo questo è sicuro che una candidatura è sempre l’opera di un gruppo di persone riunite per un intento comune, di una minoranza organizzata che, come sempre, fatalmente e necessariamente si impone alle maggioranze disorganizzate
Ora, poiché tutta la catena ascendente del sistema è fondata su di un’illusione utopica che non tiene conto del ruolo decisivo di alcune costanti delle classi politiche in tutti i regimi politici, la bontà dell’intera costruzione democratica non può che risultare inficiata e soffrire di irrimediabili difetti. Da una parte, il Governo sara impegnato in una continua ed estenuante opera di mediazione tra le forze parlamentari che lo sorreggono. I componenti del Governo, per rispondere a queste sollecitazioni e mantenersi in carica sono portati a cedere al favoritismo e all’arbitrio, a tutto vantaggio dei gruppi sociali più influenti e a scapito di coloro che non possono contare sui necessari appoggi e protezioni. E sottolinea che queste storture non dipendono dal grado di moralità personale di chi occupa una determinata carica, come quella di ministro, bensì dal modo in cui è congegnato il sistema politico. Dall’altra parte, se il Governo, gestendo sapientemente questi equilibri, riesce a dotarsi di una solida stabilità, inevitabilmente riesce a concentrare nelle proprie mani una notevole quantità di potere (definito addirittura come un indeterminato e mostruoso accumulo di poteri), dando vita ad uno sbilanciamento a cui il sistema tenta di porre rimedio con la possibilità per il Parlamento di determinare la fine della vita del Governo, magari con un solo voto di maggioranza: una misura che giudica troppo drastica e arbitraria (tanto da paragonare il voto di sfiducia come freno all’onnipotenza dell’Esecutivo al regicidio contro quella del Sovrano: rimedi peggiori dei mali che intendono combattere).”

Claudio Martinelli
 “L’Organizzazione del potere nel pensiero di Gaetano Mosca”
Giornale di storia costituzionale (n.17 – Anno 2009)

A perderci, in ogni caso, è la Democrazia estromessa ai margini estremi del pensiero unico economico.

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