Archivio per Medicina

Letture del tempo presente (IX)

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , on 18 settembre 2021 by Sendivogius

MALATESTA: GLI ANARCHICI GENUINI E QUELLI FASULLI
  di Andrea Caputo
  (31/07/2021)

A proposito di “no vax” o “no mask” in versione pseudo libertaria o iperindividualista o anche in abito “cacciarone” (neologismo da Cacciari). Ecco il pensiero di chi, di libertarismo anarchico, se ne intendeva (molto).

L’anarchico Errico Malatesta nel 1924 a proposito della medicina e dei sistemi curativi:

«Riceviamo degli inviti a far la propaganda a favore di questo o quel sistema curativo, fregiato degli aggettivi “razionale”, “naturale”, ecc., accompagnati da critiche, giuste o ingiuste, contro “la scienza ufficiale”.
Noi non ne faremo nulla, perché non crediamo che l’essere anarchici dia a noi o ad altri il dono soprannaturale di sapere quello che non si è studiato.
Comprendiamo tutto il male che l’attuale organizzazione sociale, fondata sull’egoismo e sul contrasto degli interessi, fa allo sviluppo della scienza ed alla sincerità degli scienziati. Sappiamo che molti medici, spinti dall’avidità e spesso forzati dal bisogno, prostituiscono quella che dovrebbe essere una delle più nobili missioni umane, e ne fanno un vile mercimonio. Ma tutto questo non ci impedisce di comprendere che la medicina è una scienza ed un’arte difficilissima che richiede lungo ed arduo tirocinio e non si apprende per intuizione – e per conto nostro, quando fosse il caso, preferiremmo ancora affidare la nostra salute ad un medico disonesto, piuttosto che ad un onestissimo ignorante il quale credesse che il fegato si trova nella punta dei piedi.
Secondo noi hanno torto quei compagni che prendono partito per un dato sistema terapeutico solo perché l’inventore professa, più o meno sinceramente, idee anarchiche e si dà l’aria del ribelle e tuona contro “la scienza ufficiale”. Noi, al contrario, ci mettiamo subito in guardia se vediamo che uno vuole avvalersi delle sue idee politiche per far accettare le sue idee scientifiche e ne fa una questione di partito. Del resto, conosciamo qualcuno che, trovando comodo di guadagnarsi la vita facendo il medico senza esserlo, ha inventato un qualsiasi sistema di “medicina naturale” ed ha molto sbraitato contro i medici; ma poi, quando si è indotto a studiare ed ha potuto ottenere i diplomi, si è messo a fare il medico come gli altri.
[…] Vi è tra noi la tendenza a trovare vero, bello e buono tutto ciò che si presenta sotto il simpatico manto della rivolta contro “le verità” ammesse, specie se è sostenuto da chi è, o si dice, anarchico. Il che dimostra una deficienza di quello spirito di esame e di critica che dovrebbe essere sviluppatissimo negli anarchici.
Sta bene il non considerare come definitiva nessuna delle conquiste dell’intelligenza umana ed aspirare sempre a nuove scoperte, a nuovi progressi, ma bisogna badare che non sempre il nuovo è migliore del vecchio, e che la qualità di anarchico non porta con sé il dono della scienza infusa. (…) Non ci pare troppo il pretendere che chi vuole criticare e combattere i metodi vecchi sappia quali essi sono e quali sono i fatti accertati in favore o contro di essi. In altri termini, noi domandiamo semplicemente che chi vuole parlare di una cosa si prenda prima la briga di studiarla. Se vi sono dunque dei compagni che si sentono la competenza di discutere di materie sanitarie lo facciano pure, ma non domandino a noi di parlare di quello che noi non sappiamo.
Del resto, noi conosciamo dei valenti medici che professano le idee anarchiche; ma essi non parlano di anarchia quando fanno della scienza, o ne parlano solo quando la questione scientifica diventa questione sociale, cioè quando constatano che l’attuale organizzazione sociale inceppa i progressi della medicina ed impedisce che essi siano applicati a beneficio di tutta l’umanità
».

[Errico Malatesta, “Pensiero e Volontà”. 1924]

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DOCTA IGNORANTIA

Posted in Kulturkampf, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , on 12 agosto 2018 by Sendivogius

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli!»
  Umberto Eco
  (10/06/2015)

Quando nella Spagna del lontano 1930 il filosofo José Ortega y Gasset coniò per la prima volta il termine “iperdemocrazia”, parlando della ribellione delle masse, e di quanto minchiona potesse essere la ‘massa’ in questione, con la vanitosa presunzione della sua ignoranza, le “legioni di imbecilli” erano per lo più intruppate dietro ai gagliardetti littori, prima di convertirsi alla “democrazia diretta” dei cittadini informati (dalla Casaleggio Associati) e dismettere la camicia nera, o bruna, con quella verde, per un nuovo squadrismo in formato 2.0 che fosse più ‘social’ ma non per questo più accettabile.
Quello che, nonostante ne sia un tratto distintivo, continua a stupire è la tronfia sicumera del Cretino, che scambia l’imperturbabilità sfinterica con cui rilascia le sue stronzate per pensosa riflessione critica, e proprio non gli riesce di tacere, impermeabile com’è al senso del ridicolo nella spudorata esibizione di sé. Nei casi più gravi, ciancia a vanvera di Democrazia e ne bestemmia il nome. Perché il Cretino, quando per accidente ‘democratico’ acquisisce una qualche posizione pubblica, possiede anche lo sventurato potere di farti dubitare del fatto che la democrazia sia veramente il migliore dei sistemi possibili. E allora uno comincia chiedersi se dopotutto una qualche ragione non ce l’avessero pure quei fieri conservatori, che diffidavano della democrazia poiché non tenuti a tollerare gli imbecilli…

La democrazia arriverà all’assurdo, rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell’uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze.”

Henri Fréderic Amiel
(12/06/1871)

 Fruttero & Lucentini nella loro edotta disamina del cretino sostenevano che sconfiggere i cretini contemporanei è qualcosa di sostanzialmente impossibile: innanzitutto per il numero sconfinato degli stessi e poi per inclinazione naturale all’auto-assoluzione che questi hanno, nella totale incapacità di riconoscersi tali.
Oggi si può dire a pieno titolo che la guerra è persa, avendo avuto a disposizione una formidabile arma di distruzione di massa: la digitalizzazione del cretino è stata come l’atomica su Hiroshima (ogni difesa è vana). Oggi il cretino sdoganato e vincente (si potrebbe dire che si ‘evolve’… come i virus!) è assurto ad un nuovo livello: l’imbecille ispirato, variante dell’antico fanatico medioevale che da Borgo Citrullo è transumato sugli scranni dei Palazzi della Signoria, più per caso che non per merito, ed ora rifulge nella stolida eccitazione spiritata di chi ha visto la luce e crede di essere in missione per conto di Dio.
Che un cretino non fosse affatto innocuo lo sapevamo già. Ma la polemica surreale contro i vaccini, innescata da questi (pericolosi) dementi, supera di gran lunga le vette già raggiunte finora dalla pur prolifica categoria. In effetti la democrazia è superata. L’Idiocrazia è sicuramente più confacente allo spirito dei tempi, nella nuova weltanschauung nazi-populista. Allo stesso modo, ogni epoca ha i suoi predicatori dall’indignazione soppressata.
 In prospettiva, non è per niente salutare soffermarsi sul lezzo delle scorreggine a 5 stelle, ma a proposito del meneghino Davide Barillari, milanese de Roma, cittadino-consigliere alla Regione Lazio e già candidato alla medesima, sarebbe stato un peccato lasciar evaporare nella più totale indifferenza tanto flatulenta indignazione, a proposito della nefasta pratica di vaccinare i bambini contro le malattie esantematiche e non, onde prevenire l’infezione, insieme al ritrovato “primato della politica” che in mano a certi individui diventa distorsione cognitiva e psicosi paranoide…

«Scienziati intelligenti contro politici ignoranti?
Quando si è deciso che la scienza fosse più importante della politica? Chi l’ha deciso e perché?
A questo siamo arrivati!»

Già chi l’avrà mai deciso?!? Uno scandalo!! Tu guarda se un politico analfabeta debba essere meno importante di uno scienziato! È la scienza che si deve sottomettere alla politica. Se domani un Barillari, o chi per lui, si sveglia e decide che l’AIDS non esiste e che è tutta un’invenzione delle case farmaceutiche per vendere medicine inutili, è ovvio che la “scienza” deve piegarsi dinanzi a così pregnante rivelazione. Ma Barillari può scendere ancora più in fondo… fino al medioevo se gli riesce, preferibilmente ai tempi delle crociate o ai roghi di libri.

«Perché gli scienziati dello stampo di Burioni, cioè legati a doppio filo sia alle multinazionali del farmaco che ai partiti del passato bocciati alle urne dagli italiani, sono davvero convinti di detenere l”unica verità possibile, eterna ed inconfutabile….e sono davvero convinti che la politica si debba inchinare supinamente a loro

Il dottor Roberto Burioni è un virologo di fama internazionale, esperto nello studio delle immunoglobine monoclonali (i no-vax non sanno neanche di che cazzo parliamo!). E per questa sua attività è stato insultato e minacciato da gruppi organizzati di invasate furiose, alla stregua di un untore manzoniano. Nella crociata si distingue tal Alessandra Piastra Calise, variante furente delle inquietanti mamme pancine, che dirige il coro degli insulti delle Erinni scatenate.  A certa gente la maternità fa male, fottendo anche l’ultimo neurone ancora attivo, se mai ne hanno avuti, per esaurimento da stress post-traumatico.

Ovviamente, anche il dottor Burioni vota. Ed il sospetto che le simpatie politiche dell’immunologo propendano per l’esecrato PD (l’ossessione paranoica di ogni nazista a cinque stelle) bastano per fare di Burioni un nemico del popolo per crimini politici. E questo la dice lunga sulla concezione che della Costituzione hanno gli ostensori della “democrazia diretta”.
Ovviamente, Roberto Burioni, nel mondo distorto e paranoico dei grulloidi, non poteva che essere un ricco profittatore prezzolato dalle bieche multinazionali farmaceutiche, le quali nell’ottica complottara del grulloide tipo sono praticamente una diretta derivazione dell’Umbrella Corporation che agita i loro incubi da segaioli della Playstation cresciuti sparacchiando agli zombies di Resident Evil.

«Cospargendosi il capo di cenere per ammettere la loro incompetenza di fronte a siffatta intelligenza suprema. Senza più valutare, senza più fare scelte per definire quale sia la direzione giusta, senza pianificare. BISOGNA CREDERE. Nei dogmi dell’ oms, dell’iss, della fimmg, della fimp….ma soprattutto nei “consigli” di quelli che producono, (testano?), e vendono i farmaci “per il nostro bene”. E intanto si mettono un sacco di soldi in tasca

No, infatti è molto meglio credere nella fantomatica “Cura Di Bella”, della quale un certo Beppe Grillo fu il massimo sponsor, sottacendo i morti che fece. Oppure al gratuito ed economico “Metodo Stamina” promosso a suon di parcelle dal filantropo Davide Vannoni, scienziato della comunicazione (e truffatore). In un mondo al contrario, dove i ciarlatani hanno credito, perché “social”, ed i ricercatori scientifici no. E se invece parliamo di soldi, il consigliere onorevole cittadino Barillari nella sua assoluta inutilità ne intasca circa 8000 di euro al mese, per la sua attività di POLITICO a tempo pieno e per sparare di simili cazzate! Ovviamente pagato da noi tutti. Anche da chi non l’ha votato, visto che per i grulloidi il libero esercizio di scelta elettorale è innanzitutto una discriminante politica e non un diritto democratico. Sempre per quella storia della democrazia diretta.

«A tutti loro noi “comuni cittadini” dobbiamo credere ciecamente. Senza mai porre domande. Senza mai dubitare della loro scienza perfetta e sicura. Altrimenti, come ci ha simpaticamente definito l’assessore alla sanità del Lazio, siamo “antiscientifici e di stampo oscurantista”. Parole forti.»

E pensiero debole, debolissimo, di un ‘politico’ straparlante!
Segue pippone delirante sulla presunta a-scientificità della scienza che in realtà segue “SCELTE POLITICHE” non rimesse al vaglio del popolo, visto che tutti noi politici siamo inesperti, ignoranti, e non possiamo permetterci di parlare di sanità, per l’appunto e per fortuna!

«Allora ve lo dico chiaramente: La politica viene prima della scienza. I politici devono ascoltare la scienza, collaborare, non farsi ordinare dalla scienza cosa è giusto e cosa è sbagliato, accettando le parole della scienza mainstream come dogmi religiosi. Perché la scienza DEVE ESSERE DEMOCRATICA, e quindi deve ascoltare tutti… compresi ricercatori e scienziati, che con dati alla mano, contestano il dogma ufficiale

Davide Barillari non ha ancora scoperto l’esistenza del Siero Bonifacio, perché altrimenti ci proporrebbe pure quello in alternativa all’odiata scienza mainstream” (ma vi rendete conto di come parla questo?!?). Per Barillari evidentemente hanno valore scientifico anche le pozioni magiche e gli amuleti, purché prescritti da scienziati e ricercatori “indipendenti” (come il suddetto Vannoni). Se poi vengono radiati ed esposti al pubblico ludibrio (perché le persone sane di mente sono ancora la maggioranza), si tratta sicuramente di un complotto rettiliano della Ka$ta e della lobby farmaceutica, il braccio chimico del Nuovo Ordine Mondiale.

Per fortuna la scienza NON è democratica: deve produrre dati e ricerche, che devono essere ripetibili e confutabili, con risultati certi (non come le balle di un politicante). E soprattutto la “scienza” non deve rispondere alle credenze mitologiche di qualche coglione analfabeta, solo perché eletto da altri coglioni più ignoranti di lui, che concionano di tutto senza sapere nulla di niente. Perché come ebbe a dire a suo tempo Galileo Galilei:

“In questioni di scienza, l’autorità di un migliaio di persone non vale tanto quanto la scintilla di ragione di un singolo individuo.”

La scienza è meritocratica e selettiva. Per questo, in caso di cure cliniche, ci si rivolge allo specialista più bravo e competente (che ovviamente si fa pagare) e non al primo che capita. E tanto meno ad un ex sistemista di rete, come l’onorevole cittadino Barillari che pretende di spiegare ad un medico come fare il suo lavoro.
E’ anche sussiegoso lo “scienziato”. Se lo può permettere, non foss’altro perché ha dedicato decenni della propria vita a studiare e specializzarsi su materie difficilissime. E capirete se poi non ha tanta voglia di confrontarsi con un presuntuoso imbecille, che si informa sul webbé, leggendo opuscoletti di scienza alternativa pescati su twitter e scritti da gente che non ha nemmeno il diploma.

Ma forse Barillari è uno di quelli convinti che chiunque possa effettuare un intervento di necrosectomia, seguendo le istruzioni su you-tube. Perché uno vale l’altro.
E si meraviglia pure se lo prendono per il culo!!

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Articolo 21

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 Maggio 2017 by Sendivogius

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

(Art.21, comma 1-2, della Costituzione della Repubblica Italiana)

Oggi si celebra la “Giornata mondiale della libertà di stampa”. Un bene prezioso, almeno finché tale libertà viene esercitata a discrezione dei potenti, o degli aspiranti tali nelle loro pretese egemoniche, e che la stampa non disturbi troppo i manovratori in carriera…
Fintanto che la ‘stampa’, ed estensivamente i ‘media’, servono la ‘causa’ con compiacenti interviste in ginocchio, facendo da grancassa agli interminabili monologhi del leaderino di turno, senza che alcun contraddittorio o quesito indiscreto giunga a disturbare la narrazione fantastica; fintanto che l’intervistato fornisce domande e risposte dinanzi ad un microfono muto; fino a che il giornalismo da watchdog del potere si acconcerà a farne il cagnolino da salotto… allora la “libertà di stampa” sarà sacra ed inviolabile. In caso contrario, nella migliore delle ipotesi, sentirete parlare di “regole più stringenti per il settore”. E nell’opzione peggiore sarà un exploit crescente di minacce ed intimidazioni più o meno esplicite, con allusioni continue a “tribunali speciali” ed al “giudizio” di un improbabile “popolo” autoconvocato, col quale da sempre i personaggetti autoritari confondono le loro claque plaudenti; nell’autoreferenzialità di chi non ammette critiche, ma legge i media come strumenti per la costruzione del consenso personale, o una minaccia per la realizzazione dello stesso.
Vi ricordate quanto ce l’hanno menata Grillo ed i replicanti della sua setta digitale con la (discutibile) classifica annuale, stilata da Reporters sans frontières, eletta a verità di fede e quindi elevata a monito assoluto dello stato drammatico (falso!) della libertà di stampa in Italia, salvo poi scoprire che una delle cause di questo decadimento civile e culturale ancor prima che reale sarebbe proprio il V@te® a cinque stelle e la canea di invasati che lappa in quella specie di centrale dello spaccio organizzato di fake-news, bufale, panzane surreali, anatemi ed indignazione telecomandata, che a tutt’oggi costituisce l’unico strumento di consultazione e di informazione dei followers della setta e che si vorrebbe universale nella sua visione totalitaria?!?
Succede, quando si producono continue liste di proscrizione coi nomi dei giornalisti che “danno loro fastidio”; quando un Vice-presidente della Camera dei deputati arriva a scrivere una lettera a metà tra l’intimidazione e l’intimazione, in cui chiede provvedimenti contro quei giornalisti che a suo insindacabile giudizio “diffamano” il notorio movimento, per non aver declamato con entusiastico ardore i grandi successi ottenuti nelle città sotto amministrazione pentastellata.

Peraltro, i trionfi di Roma sono sotto gli occhi di tutti i suoi cittadini, che quotidianamente possono apprezzare l’eccezionalità della Giunta Raggi.

Succede, quando la canea rabbiosa del Grullo è il gruppo parlamentare che in due anni è riuscito a produrre il più alto numero di querele a scopo intimidatorio contro singoli giornalisti, piuttosto che rispondere alle domande.

Succede, quando il “Capo Politico”, non perde occasione di attaccare ed offendere i giornalisti, ovunque li incontri lanciando minacce nemmeno troppo larvate ed aizzando gli invasati della setta contro di loro, tra vittimismo costruito sul mito persecutorio ed intimidazione costante nella prassi.
Oggi è il turno del New York Times, fino a ieri autorevolissimo giornale ed oggi declassato a fogliaccio della “casta”, per aver pronunciato invano il nome dell’e_guru, a proposito di un altro tema assai caro ai devoti della setta, dopo i chip sottocutanei per il controllo a distanza e le teorie del complotto mondiale…

«In Italia, il populista Movimento Cinque Stelle (M5S), guidato dal comico Beppe Grillo ha fatto campagna attiva su una piattaforma anti-vaccinazioni, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo. A questi ed altri scettici, l’epidemia di morbillo in Italia dovrebbe suonare come un campanello d’allarme.
[…] Il M5S potrebbe non essere del tutto responsabile dell’epidemia dal momento che lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni precede l’ascesa del partito. Tuttavia, negli ultimi anni la percentuale delle vaccinazioni dei bambini sotto i due anni è costantemente diminuita, passando dagli 88 percento del 2013 all’86 per cento nel 2014 e all’85 per cento nel 2015.
[…] La lotta contro lo scetticismo del vaccino non è facile, perché nonostante gli innumerevoli studi condotti da innumerevoli gruppi sanitari che affermano che non esiste alcun legame tra i vaccini e l’autismo non si è riusciti a penetrare nella nebbia diffusa dal signor Grillo e dai suoi omologhi

Con ogni evidenza, il NYT sbaglia. Perché in realtà il sedicente MoVimento non è (solo) contro il vaccino del morbillo, ma diffida un po’ di tutte le vaccinazioni (senza particolari distinzioni), in quanto altro grande complotto ordito dalle cause farmaceutiche. E quindi fenomeno (non profilassi) da contrastare, in nome di una generica “libertà di scelta vaccinale”, con tanto di “esperti” alternativi ad illustrare le doti miracolose delle noci e di potentissimi antitumorali come il bicarbonato, per una guarigione naturale e non invasiva (farmaco-free). Un tempo era la cura Di Bella (di cui Beppone fu uno dei massimi sponsor), ora ci si affida direttamente agli stregoni. O ai gruppi di facebook, come l’emiliano “Vaccipiano” assurto agli onori del consiglio regionale. Perché il M5S non è contro i vaccini, ma contro l’uso degli stessi. Loro si informano altrove… Su internet c’è tutto. E una volta in Parlamento producono capolavori come questo:

“Norme sull’informazione e sull’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione”

E’ la proposta di legge n° 2077 depositata alla Camera (12/02/2014) su iniziativa della “cittadina-deputata” Emanuela Corda, e che peraltro riguarda la salute del personale civile e militare sottoposto a vaccinazione, dei cui rischi la “cittadina” Corda è preoccupatissima poiché:

«Il Ministero della difesa chiede la copertura obbligatoria dei vaccini da parte del personale militare giustificandola con l’assolvimento dei compiti di difesa della Patria e di intervento nei teatri operativi. Questa legittima richiesta del Ministero della difesa si scontra però con una forte limitazione della libertà di pensiero della singola persona, che, pur essendo un militare, gode sempre dei diritti costituzionali. Il Ministero della difesa sostiene da sempre di rispettare tutte le cautele necessarie alla salvaguardia della salute del personale militare e che i vaccini non comportano invalidità o conseguenze per la stessa. Recenti studi hanno però messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie

“Studi” che, ovviamente, la Corda e gli altri firmatari della legge si guardano bene dal presentare, o quanto meno citare.
Altri tempi quando il Beppone nazionale tuonava contro le mammografie, muovendo squallide insinuazione contro Umberto Veronesi, o dando della “vecchia puttana” a Rita Levi Montalcini, nella sua ossessione tutta personale per le aziende farmaceutiche, dopo aver giocato per troppo tempo a Resident Evil sulla playstation!
I virus, sai com’è?!? compaiono e si estinguono da soli, per grazia ricevuta o per castigo divino. Come per la difterite. E sarebbe così anche per l’epatite, se non fosse per le solite multinazionali…

  «La difterite stava scomparendo per i cazzi suoi. La poliomelite stava scomparendo per i cazzi suoi. Savi, un grande scienziato, un Di Bella, uno che si inoculava, uno che non ha venduto niente a nessuno, è morto col dubbio sul suo vaccino!!! Là dove hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse, là dove non hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse lo stesso. Sono cicliche… Nel medioevo ci si ammalava, si moriva, non si vedeva il microbo perché non c’era il microscopio… era Dio!!! Per lo meno era Dio, che ti faceva ammalare! Non una multinazionale del cazzo! Era Dio. DIO! La gente viveva e non aveva idea dell’igiene. L’igiene è una idea, eh!?»

Certo, come no?!? Era il 1998. Stesso coglione, identici deliri, ma con 20 anni di meno. Oggi non è cambiato nulla, il messaggio è sempre lo stesso…
La scienza è il male. Beppe è la cura. E un blog ci salverà.
È la non-democrazia diretta da Grillo e dalla Casaleggio Associati.

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