Archivio per Media

E adesso sono KATZ!!!

Posted in Business is Business, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , on 25 agosto 2017 by Sendivogius

Ad ogni cacatina improvvidamente rilasciata nelle pieghe profonde del web dallo psicopatico barbuto di turno, ecco che puntuale giunge il fondamentale supporto mediatico della signora Katz, la quale con il suo “SITE” assicura ogni volta la massima rilevanza possibile anche al più insignificante rigurgito della propaganda “jihadista”, offrendo canali di diffusioni altrimenti impensabili persino ai messaggi più scalcagnati del salafismo militante. Specializzata nella ricerca delle entità terroristiche internazionali (da cui l’acronimo del suo “Istituto”), la signora Katz non agisce certo per disinteressato spirito di servizio, visto che si fa profumatamente retribuire per il disturbo. Come una pseudo agenzia di intelligence privata possa poi offrire performance e standard operativi migliori di un qualsiasi ente governativo preposto ai servizi di sicurezza, e farlo meglio della CIA o della NSA per dire, è cosa tutta da dimostrare. Né si capisce perché dati sensibili per l’attività anti-terroristica debbano essere monitorati da una società privata a scopo di lucro, che certo tra le sue finalità ha tutto l’interesse (perché remunerato sulla quantità) a ‘pompare’ la rilevanza mediatica della minaccia presunta ed ingigantirne l’eventuale portata. Ed in tal modo finisce col diventare la migliore cassa di risonanza, per la propaganda e la veicolazione dei messaggi proprio di quei gruppi che dice di voler combattere…

Ora, siccome per una serie di fortunate circostanze, l’Italia è stata risparmiata dalla follia del terrorismo di matrice islamista (guarda le coincidenze!?), dal magico cilindro della signora Katz ecco che spunta fuori la minaccia fresca di giornata, contro l’Italia ed il Vaticano (giusto per non farsi mancare nulla). A pensar male, si direbbe che il suo “SITE”, in piena campagna promozionale, sia alla ricerca di nuovi clienti ai quali proporre il prodotto delle proprie ‘ricerche’, pescate a strascico sulla rete e riconfenzionate per la vendita. E questo può costituire per paradosso un ulteriore problema, perché poi le informazioni di SITE finiscono col condizionare l’agenda politica dei governi e (peggio ancora) l’attività dei veri servizi di intelligence, senza che nessuno scorga l’anomalia insita in un meccanismo, che in fin dei conti mira al profitto e non alla reale prevenzione…

Ad accorgersi dell’anomalia, iniziano ad essere in parecchi. Per la bisogna riportiamo la più anonima e forse tra le più azzeccate delle critiche:

«Durante gli anni di piombo, in Italia, i comunicati delle BR venivano giustamente censurati dalle autorità di polizia, che ne proibivano la pubblicazione.  Lo scopo era evidente: evitare che le minacce del gruppo terroristico creassero inutilmente allarme nell’opinione pubblica: uno degli scopi principali della pratica terroristica è esattamente quello di creare allarme; che tramite i mass media i comunicati servissero a trasmettere indicazioni organizzative tra le cellule sparse sul territorio; che i comunicati stimolassero comportamenti emulativi e arruolamenti.  Con l’ISIS questa banale e doverosa pratica di polizia non viene attuata: i comunicati dell’organizzazione che incitano ad atti di terrorismo vengono scrupolosamente tradotti in varie lingue e diffusi integralmente su tutti i mass media mondiali; i filmati con le atrocità dimostrative e le minacce, peraltro realizzati con una competenza professionale inusitata per una organizzazione di quel genere, arrivano direttamente sui canali video dei TG di tutto il mondo a inorridire l’opinione pubblica; alle indicazioni programmatiche del centro di comando dell’ISIS viene fatto fare il giro del mondo.

Il “merito” di tutto questo va attribuito al SITE di Rita Katz, società notoriamente collaterale al Mossad, che costantemente monitora i canali comunicativi dell’ISIS, ne carica i contenuti, li prepara e li trasmette debitamente tradotti alle redazioni dei mezzi di informazione affinché siano diffusi.  Tornando agli anni di piombo: se una organizzazione avesse svolto questa funzione di servizio per le BR sarebbe stata sicuramente oggetto delle “attenzioni” di polizia e servizi di intelligence: i suoi membri sarebbero stati indagati, e certamente denunciati per complicità con le Brigare Rosse; i comunicati sarebbero stati censurati e i mezzi di comunicazione sarebbero stati invitati a non diffonderli.  Niente di tutto questo avviene nei confronti del SITE, che di fatto agisce come efficace megafono dell’ISIS. Al contrario: al SITE viene espressa la stima e l’apprezzamento delle autorità e dei mass media per l’opera di diffusione di messaggi e contenuti che da una parte creano raccapriccio, paura, ansia, nell’opinione pubblica e dall’altra vanno ad infiammare gli integralismi in tutto il mondo islamico e a fornire indicazioni organizzative e programmatiche alle cellule jihadiste nei cinque continenti.  Il “mistero” è che nessuna autorità statale e nessuno dei mass media mondiali rileva la necessità di contenere l’attività del SITE (e del Mossad dietro di esso) e di approfondire le finalità di questa agenzia. Il mistero si infittisce ulteriormente se si pensa che il SITE preleva i contenuti che diffonde da canali accessibili anche alla più scalcinata delle agenzie di intelligence, a qualunque privato cittadino minimamente preparato, a qualsiasi redazione di giornale o TG.  Ora l’agenzia di Rita Katz sta diffondendo ai jihadisti di tutto il mondo, e specificamente a quelli che si presume risiedono nel nostro Paese, l’invito a colpire l’Italia. E poiché anche gli integralisti seguono i TG e leggono i giornali, c’è da aspettarsi che l’invito giunga forte e chiaro a tutti e a ciascuno di essi. E se qualcuno di essi dovesse ritenere suo dovere aderirvi: ad esempio accoltellando in strada passanti a caso; scagliandosi con l’automobile contro le persone a passeggio; preparando qualche bomba artigianale da far esplodere in un centro commerciale affollato, sappiamo chi dovremo ringraziare: il SITE di Rita Katz; l’ignavia delle nostre autorità di polizia e di intelligence; la supina e acritica complicità dei mass media; la subordinazione della nostra diplomazia, incapace di esercitare pressioni sugli sponsor del SITE

“Persio Flacco”

Diceva qualcuno che a pensar male si commetteva peccato… Però spesso si aveva ragione nel farlo…

 

 

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La tragedia di un uomo ridicolo

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , on 18 giugno 2017 by Sendivogius

Fa cose… vede gente… twitta… scatta selfie con la compulsività ossessiva di una ragazzina adolescente; a dispetto di una prossemica, e nonostante l’espressione non proprio intelligentissima, che certo richiederebbero maggior prudenza nell’esibizione di sé, insieme ad un physique du rôle che francamente manca. Neanche a fare una liposuzione! E tuttavia persiste, ben consapevole che l’ostentazione del corpo del sovrano (mancato) è tutto, nell’involucro vuoto della sua autopromozione pubblicitaria, quando è tutto il resto a mancare… tanta è l’ansia famelica di tornare ad occupare quanto prima il seggiolone di governo. Niente terrorizza i parvenu più del ritorno all’anonimato di esistenze insignificanti. E questo tracagnotto sbruffone della provincia profonda non fa eccezione, con le sue pretese da D’Artagnan alla riscossa ed un aspetto che al massimo può ricordare Sancho Panza, ma dalle ambizioni smisurate.Oramai sembra un tossico in astinenza da potere, spaventato dalla sua stessa ombra; così piccolo che una qualsiasi insignificante nullità in disarmo (sia un Pisapia, un Prodi, un Letta) è sufficiente per preoccuparlo, tanto basta poco a mettere in evidenza la mediocrità siderale di questo bolso arrivista senz’arte né parte. Uno che si agita da mane a sera, per ricordare di esistere più a se stesso che al mondo, nell’ansia patologica di appagare un ego gigantesco dai piedi d’argilla, mentre puntella un potere personale sempre più friabile. Oramaio è ridotto a parodia di se stesso, mentre interpreta sempre la stessa parte stanca del rottame che si crede “rottamatore”, tra compagni di merende e gli amichetti della parrocchietta.Certo questo fenomeno da oratorio ci ha messo molto del suo, ma moltissimo hanno contribuito i media del circuito mainstream, facendone la loro faccia da cover preferita, nel tentativo di costruire un mito di cartapesta (di quella riciclata dalle toilette). Raramente, politicante è stato tanto incensato, costruito, fotografato, pompato dai media, per essere altrettanto velocemente scaricato come un ferro vecchio, una volta esaurito in fretta l’appeal tutto artificiale di questo venditore di fuffa a domicilio…

«Si dice che la stampa debba essere il “cane da guardia” che sorveglia il potere. In Italia, è il suo cane da grembo. E non gli lecca solo la faccia
(Alessandra Daniele. 06/12/2016)

Ambrose Bierce, in un di quei fulminanti aforismi che compongono il suo Dizionario del Diavolo, definiva l’Ambizione come il “desiderio irresistibile di essere vilipeso in vita dai nemici e deriso dopo la morte dagli amici”.

Mollato perfino dai giornali meno ostili, chiusa per fallimento quella sottospecie di Ufficio Propaganda per il culto del leader, a cui era stata ridotta l’Unità, ormai è una macchietta che insegue se stessa…

Alla buon’ora, ci si accorge pure come il figuro altro non sia che un ibrido democristiano su innesto fanfaniano (e doroteo). La cosa era talmente evidente fin dalle prime esibizioni pubbliche del pinocchietto fiorentino, che noi ne avevamo già colto a suo tempo l’essenza (QUI per un riepilogo completo), sottolineando l’analogia soprattutto QUI con un titolo più che appropriato alla circostanza.  Ma all’epoca il prodotto tirava e nulla doveva disturbare la splendida narrazione. Non dubitate che ce lo riproporranno ancora, cambiando semplicemente l’etichetta di scadenza…

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Il verbo dei signori

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on 29 maggio 2017 by Sendivogius

Di parole, quando se ne hanno di così fulminanti, non ne servono altre…

“BASTA LA PAROLA”
di Alessandra Daniele
(28/05/17)

«Dopo essersi scagliato varie volte contro i mercanti d’armi, Papa Bergoglio la settimana scorsa ha ricevuto in pompa magna il più grosso mercante d’armi del mondo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il quale, dopo aver piazzato 110 miliardi di dollari di armi ai principi sauditi, maggiori sponsor del terrorismo islamista, ha loro raccomandato con un solenne discorso ufficiale di combattere il terrorismo islamista.
Basta la parola.
Quello che s’è svolto in Vaticano è stato dal punto di vista mediatico una specie d’incontro fra materia e antimateria. Se Donald Trump è unanimemente disprezzato dai media mainstream, che tifano per il suo impeachment con una furia da ultras, Papa Bergoglio gode d’una estasiata idolatria indiscussa. Persino fra gli opinionisti atei solitamente mangiapreti è considerato un imprescindibile obbligo sociale adorarlo, e dichiararlo l’unico leader credibile del pianeta, l’unica speranza di riscatto per i poveri e i perseguitati.
Se Wojtyla era famoso ma controverso come una rockstar, Bergoglio in arte Francesco non è nemmeno in discussione. È santo subito. A prescindere.
Ma perché i media mainstream ci tengono tanto a santificare qualcuno che dice cose apparentemente così contrarie all’establishment? Perché le dice, ma non le fa.
Al netto di slogan e gadget tipo la Misericordina, quali sostanziali cambiamenti concreti il suo pontificato ha davvero portato finora?
La Chiesa ha rinunciato alle sue ricchezze terrene per devolverle ai poveri, aprendo i propri palazzi a profughi e rifugiati?
No.
Non ha nemmeno rinunciato all’otto per mille, né alle detrazioni fiscali.
La Chiesa ha abolito il malsano celibato obbligatorio per i consacrati, ha aperto al sacerdozio femminile, ha smesso di definire l’aborto un infanticidio?
Macché.
Non ha nemmeno smesso di fare pressioni indebite sul parlamento italiano, cercando di soffocare le poche già esili leggi sui diritti civili.
Forse però aspettarsi mutamenti così radicali è troppo. Bisogna accontentarsi d’un repulisti, una Mani Pulite oltretevere. Almeno quella c’è stata?
Figuriamoci.
La narrazione, come sempre in questi casi, è che Papa Bergoglio ci stia provando, ma non ci riesca perché bloccato dalle gerarchie, dalle burocrazie, dalle consorterie. Dal TAR. Dal CNEL.
Benché nessun autentico rinnovamento stia avvenendo, Bergoglio è quindi considerato comunque un grande rinnovatore, per quello che dice.
Basta la parola.
E così, con la sua fotogenia ruffiana, il gesuita Bergoglio restaura la maschera benevola del potere che Trump con la sua spudorata mostruosità ogni giorno distrugge.
In un mondo nel quale ormai le élite sono giustamente considerate il Nemico, un leader, anzi un sovrano assoluto che riesca a dare l’impressione che il potere non sia un male in sé, purché si trovi nelle mani “giuste”, è in realtà una benedizione per ‘tutti’ i potenti

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Articolo 21

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 maggio 2017 by Sendivogius

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure

(Art.21, comma 1-2, della Costituzione della Repubblica Italiana)

Oggi si celebra la “Giornata mondiale della libertà di stampa”. Un bene prezioso, almeno finché tale libertà viene esercitata a discrezione dei potenti, o degli aspiranti tali nelle loro pretese egemoniche, e che la stampa non disturbi troppo i manovratori in carriera…
Fintanto che la ‘stampa’, ed estensivamente i ‘media’, servono la ‘causa’ con compiacenti interviste in ginocchio, facendo da grancassa agli interminabili monologhi del leaderino di turno, senza che alcun contraddittorio o quesito indiscreto giunga a disturbare la narrazione fantastica; fintanto che l’intervistato fornisce domande e risposte dinanzi ad un microfono muto; fino a che il giornalismo da watchdog del potere si acconcerà a farne il cagnolino da salotto… allora la “libertà di stampa” sarà sacra ed inviolabile. In caso contrario, nella migliore delle ipotesi, sentirete parlare di “regole più stringenti per il settore”. E nell’opzione peggiore sarà un exploit crescente di minacce ed intimidazioni più o meno esplicite, con allusioni continue a “tribunali speciali” ed al “giudizio” di un improbabile “popolo” autoconvocato, col quale da sempre i personaggetti autoritari confondono le loro claque plaudenti; nell’autoreferenzialità di chi non ammette critiche, ma legge i media come strumenti per la costruzione del consenso personale, o una minaccia per la realizzazione dello stesso.
Vi ricordate quanto ce l’hanno menata Grillo ed i replicanti della sua setta digitale con la (discutibile) classifica annuale, stilata da Reporters sans frontières, eletta a verità di fede e quindi elevata a monito assoluto dello stato drammatico (falso!) della libertà di stampa in Italia, salvo poi scoprire che una delle cause di questo decadimento civile e culturale ancor prima che reale sarebbe proprio il V@te® a cinque stelle e la canea di invasati che lappa in quella specie di centrale dello spaccio organizzato di fake-news, bufale, panzane surreali, anatemi ed indignazione telecomandata, che a tutt’oggi costituisce l’unico strumento di consultazione e di informazione dei followers della setta e che si vorrebbe universale nella sua visione totalitaria?!?
Succede, quando si producono continue liste di proscrizione coi nomi dei giornalisti che “danno loro fastidio”; quando un Vice-presidente della Camera dei deputati arriva a scrivere una lettera a metà tra l’intimidazione e l’intimazione, in cui chiede provvedimenti contro quei giornalisti che a suo insindacabile giudizio “diffamano” il notorio movimento, per non aver declamato con entusiastico ardore i grandi successi ottenuti nelle città sotto amministrazione pentastellata.

Peraltro, i trionfi di Roma sono sotto gli occhi di tutti i suoi cittadini, che quotidianamente possono apprezzare l’eccezionalità della Giunta Raggi.

Succede, quando la canea rabbiosa del Grullo è il gruppo parlamentare che in due anni è riuscito a produrre il più alto numero di querele a scopo intimidatorio contro singoli giornalisti, piuttosto che rispondere alle domande.

Succede, quando il “Capo Politico”, non perde occasione di attaccare ed offendere i giornalisti, ovunque li incontri lanciando minacce nemmeno troppo larvate ed aizzando gli invasati della setta contro di loro, tra vittimismo costruito sul mito persecutorio ed intimidazione costante nella prassi.
Oggi è il turno del New York Times, fino a ieri autorevolissimo giornale ed oggi declassato a fogliaccio della “casta”, per aver pronunciato invano il nome dell’e_guru, a proposito di un altro tema assai caro ai devoti della setta, dopo i chip sottocutanei per il controllo a distanza e le teorie del complotto mondiale…

«In Italia, il populista Movimento Cinque Stelle (M5S), guidato dal comico Beppe Grillo ha fatto campagna attiva su una piattaforma anti-vaccinazioni, ripetendo i falsi legami tra vaccinazioni ed autismo. A questi ed altri scettici, l’epidemia di morbillo in Italia dovrebbe suonare come un campanello d’allarme.
[…] Il M5S potrebbe non essere del tutto responsabile dell’epidemia dal momento che lo scetticismo nei confronti delle vaccinazioni precede l’ascesa del partito. Tuttavia, negli ultimi anni la percentuale delle vaccinazioni dei bambini sotto i due anni è costantemente diminuita, passando dagli 88 percento del 2013 all’86 per cento nel 2014 e all’85 per cento nel 2015.
[…] La lotta contro lo scetticismo del vaccino non è facile, perché nonostante gli innumerevoli studi condotti da innumerevoli gruppi sanitari che affermano che non esiste alcun legame tra i vaccini e l’autismo non si è riusciti a penetrare nella nebbia diffusa dal signor Grillo e dai suoi omologhi

Con ogni evidenza, il NYT sbaglia. Perché in realtà il sedicente MoVimento non è (solo) contro il vaccino del morbillo, ma diffida un po’ di tutte le vaccinazioni (senza particolari distinzioni), in quanto altro grande complotto ordito dalle cause farmaceutiche. E quindi fenomeno (non profilassi) da contrastare, in nome di una generica “libertà di scelta vaccinale”, con tanto di “esperti” alternativi ad illustrare le doti miracolose delle noci e di potentissimi antitumorali come il bicarbonato, per una guarigione naturale e non invasiva (farmaco-free). Un tempo era la cura Di Bella (di cui Beppone fu uno dei massimi sponsor), ora ci si affida direttamente agli stregoni. O ai gruppi di facebook, come l’emiliano “Vaccipiano” assurto agli onori del consiglio regionale. Perché il M5S non è contro i vaccini, ma contro l’uso degli stessi. Loro si informano altrove… Su internet c’è tutto. E una volta in Parlamento producono capolavori come questo:

“Norme sull’informazione e sull’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione”

E’ la proposta di legge n° 2077 depositata alla Camera (12/02/2014) su iniziativa della “cittadina-deputata” Emanuela Corda, e che peraltro riguarda la salute del personale civile e militare sottoposto a vaccinazione, dei cui rischi la “cittadina” Corda è preoccupatissima poiché:

«Il Ministero della difesa chiede la copertura obbligatoria dei vaccini da parte del personale militare giustificandola con l’assolvimento dei compiti di difesa della Patria e di intervento nei teatri operativi. Questa legittima richiesta del Ministero della difesa si scontra però con una forte limitazione della libertà di pensiero della singola persona, che, pur essendo un militare, gode sempre dei diritti costituzionali. Il Ministero della difesa sostiene da sempre di rispettare tutte le cautele necessarie alla salvaguardia della salute del personale militare e che i vaccini non comportano invalidità o conseguenze per la stessa. Recenti studi hanno però messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie

“Studi” che, ovviamente, la Corda e gli altri firmatari della legge si guardano bene dal presentare, o quanto meno citare.
Altri tempi quando il Beppone nazionale tuonava contro le mammografie, muovendo squallide insinuazione contro Umberto Veronesi, o dando della “vecchia puttana” a Rita Levi Montalcini, nella sua ossessione tutta personale per le aziende farmaceutiche, dopo aver giocato per troppo tempo a Resident Evil sulla playstation!
I virus, sai com’è?!? compaiono e si estinguono da soli, per grazia ricevuta o per castigo divino. Come per la difterite. E sarebbe così anche per l’epatite, se non fosse per le solite multinazionali…

  «La difterite stava scomparendo per i cazzi suoi. La poliomelite stava scomparendo per i cazzi suoi. Savi, un grande scienziato, un Di Bella, uno che si inoculava, uno che non ha venduto niente a nessuno, è morto col dubbio sul suo vaccino!!! Là dove hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse, là dove non hanno fatto le vaccinazioni le malattie sono scomparse lo stesso. Sono cicliche… Nel medioevo ci si ammalava, si moriva, non si vedeva il microbo perché non c’era il microscopio… era Dio!!! Per lo meno era Dio, che ti faceva ammalare! Non una multinazionale del cazzo! Era Dio. DIO! La gente viveva e non aveva idea dell’igiene. L’igiene è una idea, eh!?»

Certo, come no?!? Era il 1998. Stesso coglione, identici deliri, ma con 20 anni di meno. Oggi non è cambiato nulla, il messaggio è sempre lo stesso…
La scienza è il male. Beppe è la cura. E un blog ci salverà.
È la non-democrazia diretta da Grillo e dalla Casaleggio Associati.

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The Young POOP

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , on 28 ottobre 2016 by Sendivogius

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Ci voleva il guru d’importazione, Jim Pessina, e pagarlo 400 mila euro per cotanto disturbo (com’era quella storia della riduzione dei costi della politica?), per fare la scoperta dell’acqua calda e così svelare ciò che qualsiasi anonimo passante avrebbe potuto rivelargli al costo di un caffè… No, Matteo Renzi non gode di grandi consensi tra quei ‘giovani’, che pure si è autoconvinto di rappresentare. Per questo ha come principale protettore politico un ex presidente quasi centenario.
renzi-napolitanoPiù prosaicamente, a volerla dire proprio tutta, il Bomba sta insopportabilmente sul cazzo a chiunque abbia meno di 45 anni. E, se per questo, pure tra gli over 50 non è che sia proprio gettonatissimo!
Ma davvero questo strafottente provincialotto ripulito crede che per risollevare il morale di un Paese schiantato basti la visione raccapricciante di se stesso che, strizzato nell’abitino buono delle grandi occasioni, scondinzola tutto giulivo dietro ad un O’Banana al capolinea, strofinandoglisi addosso come un cane in calore, e che intanto ammicca compiaciuto, ululando il suo piacere ai propri paparazzi di fiducia affinché immortalino la scena, tanto si crede fotogenico?!? 
renzi-e-obamaVeramente questa specie di fossile pensa di rilanciare la propria immagine, riproponendoci ad oltranza fino alla nausea il suo faccione sformato, costruendo intorno a sé un culto della personalità da regime nordcoreano?
poopMa guardatelo ‘sto disperato dalle ambizioni napoleoniche! Aitante come una merda tirata a lucido, mentre straborda da ogni pertugio mediatico che possa dare sfogo al suo narcisismo patologico, sfoggiando il sex-appeal di una porchetta riscaldata in padella, mentre cerca di accalappiare il “voto giovanile” che nella realtà lo schifa peggio di un lebbroso!
We Want RenziStudiatevelo nei movimenti e nelle pose, perché molto rivelano di un ego malato, mentre con risultati patetici cerca di accreditarsi come “volto giovane” e spingersi oltre le corsie di casi umani, dell’orda di quarantenni resi assatanati dall’orgia di potere, e dei vecchi cacicchi democristiani variamente riciclati, che infestano il partito bestemmia, funzionando da repellente elettorale.
Selfie_Renzi_Twitter Con le sue mancette, le sue smorfiette da cartone animato, i suoi sorrisi falsi come Giuda, al massimo può ricordare quei pervertiti con l’impermeabile che distribuiscono caramelle fuori dalle scuole, cercando di adescare i bambini. Forse può funzionare coi vecchi accattoni del parassitismo italico, rotto ad ogni clientelismo. Ma a 20 anni, a meno che non si abbiano seri problemi di personalità, difficilmente ci si può identificare con uno che, a dispetto dell’età anagrafica, è più vecchio del trisavolo trapassato e sepolto. E che per giunta va fanfaroneggiando in giro con un arroganza da bullo che proprio non può permettersi, visto il fisico da omino della Michelin, per giunta facendosi forte (come tutti i codardi) dietro le cariche della polizia inviata a razzolare i contestatori.
la-gente-mi-amaGuardatevelo ‘sto flaccido spacciatore di banconote da 80 vanity-faireuro, mentre si atteggia a gran fico (ci crede! Ne è davvero convinto..!) da “Vanity Fair” (o era vomit?) alle pagine della rivista “Rolling Stone”, che un tempo era un periodico musicale serio prima di fare da scendiletto a questa sottospecie di venditore ambulante, infarcito di retorica parrocchiale, con un campionario da Anni ’50… È il primo esempio veramente realizzato di Cazzaro POP che parla come il vostro bisnonno e cerca di accattivarsi la benevolenza degli antenati, rivolgendosi ad un’altra era…
renzi-napolitano - Isituto LupejpgTra i suoi pezzi forti c’è l’immancabile retorica senile sui “nostri figli”, riservata all’elettorato in pensione: “la cosa migliore è fare una chiacchierata con i miei figli, più che ascoltare rap”. Ma può fare di meglio: “Sono l’anti-rockstar per eccellenza”… “Mi ritengo quanto di più lontano dalla rockstar… Sono un ragazzo semplice, di periferia, un boy scout”… Per questo si fa intervistare da una (azzerbinata) rivista di musica rock. Quando si dice “centrare il target”..! Infatti stiamo ancora fermi alla canzoncina dei “Due Liocorni”, che certo non raggiunge i livelli spinti e la trasgressività di Cacca al diavolo..!
E poi ci sono altre perle inestimabili come questa: “quello che più si avvicina a Dylan (Bob) è Walter Veltroni, per il suo amore per l’America”
Dopo una simile intervista, ridare una qualche dignità alla rivista “Rolling Stone” è come restituire la verginità a Cicciolina..!
il-cazzaro-popA proposito del premier che si crede giovane tra i giovani, Una sola domanda sorge spontanea tra tanta desolazione: ma uno come cazzo fa a ridursi così?!?
Prossemica renzianaCi è nato (il sospetto è forte), oppure ha frequentato un corso speciale per raggiungere simili livelli di minchioneria stellare???
E questo sarebbe il politico gggiovane che si contrappone a “tutti quei politici che vivono nel culto di se stessi”? Da che pulpito!?! È proprio vero che con la faccia giusta, certa gente può dire quello che vuole… Aspettavamo giusto l’arrivo di ‘sti avanzi di nuovo..!

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(90) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 4 settembre 2016 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2016”

vibratoriLeggere i dati della crescita economica, ovvero la ri-presa (per il culo) al centro della grande narrazione renziana sulle magnifiche sorti progressive del “governo del cambiamento”, per giunta dopo cinque anni di “riforme” su trattamento prolungato, è impegno di per se stesso assai semplice.

bdsm

Abituati ad equazioni chilometriche, scostamenti quadratici medi, ed altre dispersioni statistiche per gli specialisti di settore, il calcolo della straordinaria crescita italiana è un’operazione alla portata di chiunque tanto è facile tirare le somme: a diversità di fattori, il saldo è sempre ZERO. E costituisce l’unità di misura ideale per quantificare i risultati Il Bombache questa parodia toscana di Giggi Er Bullo va menando in giro, assieme alla sua burrosa ministra delle controriforme che sembra lo scarto di un provino fallito per un dentifricio white-dent.
Renzi-Boschi e Wanna MarchiMa gli “esperti” che sponsorizzano il governo degli amichetti belli della parrocchietta, e degli altri compagni di merende, folgorati a ridosso degli scoli della Leopolda, sulla falsariga di dati imprescindibili che trascendono la ragione e valgono come il mistero della fede, si affrettano a specificare che la crescita sarà anche zero, ma gli stipendi aumentano (80 euri!) e la ripresa c’è (e sappiamo come). La crisi è finita; è la sua percezione che persiste. Ma si tratta soltanto di un’impressione sbagliata.
Danny De Vito giovaneSei alto 147 cm e pesi 110 kg?!? Sembri la brutta copia di Danny De Vito, ma hai la simpatia di una pantegana in calore e puzzi ancora peggio?!? Al netto della masturbazione compulsiva, le tue più vivaci esperienze sessuali risalgano a quando ti hanno beccato a palpeggiare i cadaveri conservati nella cella echinocactusfrigorifera dell’istituto di Medicina legale?!? La gente ti schifa e preferirebbe una serie di penetrazioni multiple con un echinocactus gigante, piuttosto che sfiorarti anche solo per sbaglio?!?
Non preoccuparti; il tuo è solo un problema di percezione nella visione altrui. Non sei un cesso calzato e vestito. Sei una variabile da interpretare.

P.S. È incredibile la varietà di coglioni fuori scala che il terremoto di Amatrice sembra aver risvegliato, addormentanti nelle catacombe del sanfedismo integralista, laggiù dove il sonno della ragione è più profondo.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. PAR CONDICIO IDIOTORUM

[03 Ago.] «Roma Capitale è portatrice di una visione biocentrica che si oppone all’antropocentrismo specista che nella cultura occidentale ha trovato la sua massima espressione»
(Virginia Raggi, la Sindaca)

Gestapo02. FORZE DI PULIZIA

[15 Ago.] «Quando arriveremo al governo, Polizia e Carabinieri avranno mano libera per ripulire le nostre città. Sarà fatta una sorta di pulizia etnica controllata e finanziata, come stanno facendo ora con gli italiani costretti a subire l’oppressione dei clandestini»
(Matteo Salvini, l’Inesauribile)

Amatrice03. UNA BOTTA DI VITA

[27 Ago.] «Il Friuli era povero e col terremoto è diventato ricco. Per me questo è un esempio meraviglioso… Io incontrai un industriale davanti alle macerie della sua fabbrica, felice. Ma scusi, le è crollata la fabbrica? La rifaccio più bella. Intanto questa sarebbe una botta di vita per l’economia. Pensi all’edilizia che cosa potrebbe fare.»
(Bruno Vespa, il Super-cinico TV)

pilu04. PIÙ PILU PER TUTTI!

[27 Ago.] «Adesso l’Aquila è il più grande cantiere d’Europa, e anche l’Emilia è un grandissimo cantiere in crescita. Farà Pil»
(Graziano Del Rio, il Capocantiere)

sodoma e gomorra05. CASTIGO DIVINO

[25 Ago.] «La tragedia del terremoto ci interroghi sui nostri peccati e sull’abominio delle unioni civili»
(Militia Christi, l’Abominevole)

Costanza Miriano06. Ma… PORCODDIO!!

[25 Ago.] «Con un’amica che era ad Amatrice stiamo cercando di recuperare l’elenco delle vittime. Non so quanto ci vorrà, ma appena possibile lo metteremo sul mio blog, e ognuno potrà “assegnarsi” una vittima per cui chiedere l’indulgenza. Io per la mia, una signora anziana che forse, almeno apparentemente, era lontana dalla fede, vado domani a passare una Porta Santa»
(Costanza Miriano, giornalista RAI)

BERTOLASO07. AUGURI VIVISSIMI ALLA SIERRA LEONE

[24 Ago.] «Attualmente sono in Sierra Leone al lavoro per creare il sistema delle emergenze»
(Guido Bertolaso, Calamità mobile)

Mereu08. STRONZATE SINCRONICHE

[24 Ago.] «Esiste un possibile messaggio sincronico riferito ai paesi maggiormente colpiti dal terremoto di Amatrice e Accumuli»
(Gabriella Stefania Mereu, Terapista verbale)

vittadini09. COMUNIONE E LOTTIZZAZIONE

[23 Ago.] «La politica di Formigoni è stata il più importante fattore di novità positiva degli ultimi anni»
(Giorgio Vittadini, il Cassiere)

petrocelli10. SQUADRISTI ALLO SBARAGLIO

[02 Ago.] «Chi ancora sostiene il PD è come chi nel 1925 ancora non era diventato antifascista: un fiancheggiatore del regime»
(Vito Petrocelli, il Fasciostellato)

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EMBEDDED

Posted in Kulturkampf, Risiko! with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 agosto 2016 by Sendivogius

Titoli

In Siria i “ribelli moderati” stanno perdendo la guerra. O quantomeno le cose non vanno esattamente secondo le aspettative dei principali sponsor di questi fieri guerrieri della libertà, che giocano al medioevo in una pletora di formazioni monotematiche: da Jaysh al-Islam (“Esercito dell’Islam”) a Jaysh al-Jihad (“Esercito della Jihad”); dalla “Armata dei Mujahedeen” alla “Unione islamica dei combattenti del Levante” (Islami Ajnad al-Sham); da Fatah al Islam a Jabhat Ansar al-Islam; dal “Fronte islamico” a Sham al-Islam… convenuti in Siria (al-Sham appunto) sotto i bandieroni neri della sharia, finalmente ripristinata quale unica legge dello stato (islamico) e tutti generosamente finanziati da indefessi campioni della democrazia votati alla laicità, come le monarchie del Golfo arabico e la sempre prodiga Turchia di Erdogan che negli anni non ha certo lesinato le armi e la fornitura di ordigni chimici (a tutt’oggi gli unici ad essere stati usati). Ovviamente, tra i compagni di merende beneficiati da patenti democratiche, dispensate con estrema prodigalità, non vanno dimenticati i galantuomini di Jabhat Fatah al-Sham (“Fronte per la conquista del Levante”), meglio conosciuto come Fronte (Jabhat) al-Nusra, e già costola siriana di al-Qaeda, nella giostra di formazioni salafite che entrano ed escono dalla porta girevole del sedicente “califfato”, tramite il gioco trasversale delle alleanze di comodo. Evidentemente, il cambio di nome è funzionale alla ritrovata verginità “moderata” [QUI], nella fiducia di poter avere insospettabili protezioni sotto cui agire.

A sinistra, miliziano di Jabhat al-Nusra. Al centro, miliziano Isis. A destra, miliziano del Fronte IslamicoLa nuova Siria democratica:
A sinistra, miliziano di Jabhat al-Nusra.
Al centro, miliziano dell’Isis.
A destra, miliziano del Fronte Islamico.
Trova le differenze…

Trattasi di quella sincera opposizione democratica, mediaticamente impresentabile, e che quindi bisogna rilanciare in qualche modo presso il grande pubblico che giustamente ne diffida con ragioni più che fondate.

La libera opposizione siriana si batte per la democrazia, per i diritti delle donne, per la libertà e una società più laica.

Questo perché fortunatamente tra le opinioni occidentali esiste ancora una sana repulsione verso chi taglia teste, come neanche nella Francia di Robespierre, distrugge i monumenti islamicamente non conformi e devasta con gusto gli antichissimi monasteri cristiani; imburqa le donne nei territori ‘liberati’ e ostenta i cadaveri dei nemici maciullati in compiaciuta esibizione di sé.

ALERT

L’arrivo dell’ISIS nella città curda di Kobane

Pertanto, bisognava assolutamente rilanciare l’appeal di simili La libera la città di Idlibfiguri in seria crisi di immagine, confezionando per loro un qualche pedigree accettabile… operazione già disperata di suo… infine ammansire gli scettici che ne biasimano le gesta e magari giustificare la prossima “ingerenza umanitaria” (a suon di bombe) nel conflitto siriano, per sostituire il regime nazionalsocialista di Assad con uno persino peggiore, purché sia in funzione anti-russa, secondo le linee guida della nuova guerra fredda e che ha in quella Hillary Clinton in corsa alla Casa Bianca il suo alfiere più convinto.
Nell’attesa, c’è già chi parla di “intervento umanitario” come in Bosnia o in Kosovo… E peccato solo per il fatto che i due staterelli artificiali precocemente falliti si siano trasformati in campi di addestramento terroristici a cielo aperto, per la penetrazione salafita in Europa; ampiamente conosciuti e tollerati, nella sostanziale acquiescenza della NATO che pure dovrebbe presidiarne il territorio.
NATOChe l’ISIS non sia mai stato un vero problema dell’Amministrazione USA è reso evidente dalla leggerezza con cui il fenomeno è stato ampiamente sottovalutato e lasciato crescere a dismisura, fintanto che poteva tornare utile nel great game mediorientale e ridisegnare le sfere geopolitiche di influenza. Adesso che il Dipartimento di Stato sta approntando i preparativi per la prossima guerra, bisogna predisporre il terreno emotivo per rendere più digeribile il nuovo conflitto, presso un’opinione pubblica quanto mai perplessa, data la natura dei nuovi “alleati”.
CucùE quindi cosa c’è di meglio dell’uso strumentale dell’ennesimo infante flagellato dagli orrori della guerra?!?
Omran DaqneeshPerché va da sé che i bombardamenti non sono tutti uguali. Per esempio, quelli perpetrati sullo Yemen, meglio se contro scuole e ospedali eletti ad obiettivi privilegiati dell’aviazione saudita, opportunamente rifornita di bombe dalle grandi democrazie occidentali (Italia in primis), non fanno assolutamente notizia. bombe-sardegna-arabiaLo Yemen è lontano; scarseggiano le coperture mediatiche; non produce flussi di profughi a getto continuo (e dove mai potrebbero fuggire, chiusi come sono tra il deserto arabico e l’Oceano Indiano?). La sua popolazione poi è scarsamente fotogenica (forse) e non interessa agli specialisti del pietismo telecomandato.
YEMENL’attacco sistematico delle strutture sanitarie costituisce d’altronde l’ultima grande novità delle guerre asimmetriche del nuovo millennio. A tutt’oggi resta insuperata la distruzione dell’ospedale di Kunduz in Afghanistan, gestito da “Medici senza frontiere”, e spazzato via dalle bombe intelligenti della USAF che, compiuta la missione, ha subito assolto se stessa, salvo preoccuparsi dei raid russi in Siria e non perdendo mai occasione di denunciare i crimini di guerra (degli altri).
Edward LuttwakAl netto delle ipocrisie, l’ineffabile Edward Luttwak, con tutta la consueta simpatia che ne contraddistingue le apparizioni pubbliche, ha sciolto ogni equivoco ribadendo come un ospedale che cura tutti i feriti senza distinzioni di fronte si configura come un legittimo obiettivo militare, con buona pace degli ultimi duecento anni di convenzioni belliche comunemente accettate, che mai avevano messo in discussione il ruolo universale delle strutture sanitarie in zona di guerra.
Anno 1904. Il corpo medico militare della Croce Rossa giapponese soccorre i feriti russi dopo la battaglia di Port ArthurIl dio biblico degli eserciti benedica dunque quest’uomo, che ha la capacità di dire le più ciniche abnormità, senza che nulla sfiori mai la sua spietata imperturbabilità!
LuttwakPertanto, il cannoneggiamento degli ospedali si configura come crimine variabile, a seconda di chi distrugge cosa, della latitudine, e degli schieramenti di appartenenza, nell’ambito assai flessibile dei “danni collaterali”.
Anche l’uso di bombarde improvvisate da parte del “libero esercito siriano”, che sparano a casaccio bomboloni caricati a mitraglia nei quartieri alawiti (e cristiani) delle città siriane, rientra nell’alveo delle operazioni militari moralmente corrette e strategicamente ineccepibili.
syrian-rebels-fire-mortarCi sono inoltre immagini ‘crude’ che possono essere mostrate, sbattute in prima pagina su tutti i quotidiani, ed altre invece no. Altrimenti bisognerebbe gettare nel pastone mediatico anche i neonati seppelliti vivi sotto le macerie di Gaza, i bambini devastati dalle schegge, durante i “bombardamenti chirurgici” dell’esercito israeliano. Ma non sarebbe opportuno…

Palestinian Children killed by Israeli raids (1)

Luglio 2014. Operazione “Margine di protezione”.
Israele bombarda i ‘terroristi’ di Hamas.

ALERT  ALERT

ALERT  ALERT

Se volete vedere una vera galleria degli orrori, disgustarvi sarebbe fin troppo facile…

ALERT   ALERT

Ma è assai sconveniente per i media embedded proporre immagini non compatibili con le loro narrazioni funzionali.
In fondo, la strategia di propaganda aveva già ripagato nel caso del piccolo Aylan: il bimbo curdo adagiato cadavere tra i flutti del bagnasciuga dai solerti gendarmi turchi ad usum fotografi, appositamente fatti convenire sul luogo dello scempio.

ALERT

Il corpicino di Aylan sulla spiaggia di Bodrum

L’immagine, una volta introiettata in ‘Occidente’ e oltre, è stata subito trasformata da tragedia in farsa, che gli istrionici coglioni non mancano proprio mai…
coglionidatemi un bulldozer!A Moroccan man adopts the position of the lifeless body of Syrian three-year-old Aylan Kurdi, who drowned while fleeing the Syrian war, during a rally to pay tribute to the tiny boy on September 7, 2015 on a beach in the capital Rabat. Aylan's body was photographed lying face down in the sand with red and blue clothing on a Turkish beach, in a bleak image that rapidly went viral on social media. AFP PHOTO / FADEL SENNA

Datemi un cazzo di bulldozer!!

In compenso, accesi i riflettori sul caso, la cosa ha permesso al sultano di Ankara, tra le altre, di intascare a fondo perduto i miliardi di una UE supina ai ricatti di un infame dittatorello asiatico, che ormai usa la Germania come il suo personale parco giochi, mentre nei distretti orientali dell’Anatolia (gli stessi che un secolo fa videro il genocidio degli Armeni e degli Assiro-Caldei) continua indisturbata la spietata repressione delle popolazioni curde (come il piccolo Aylan e la sua famiglia).
Al contempo, notizie come questa QUI non conquistano la prima pagina dei giornali, sempre per quella questione di opportunità, alleanze, e presentabilità.
È la stampa bellezza. E tu puoi fare molto più di niente…

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SQUILIBRI

Posted in Kulturkampf, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , on 27 luglio 2016 by Sendivogius

funamboloSe un tempo c’era l’intellettuale organico, adesso abbiamo il giornalista pedagogico… 
Ieri come oggi, il loro compito non è informare, ma ‘formare’; non è divulgare, ma ‘educare’. Il risultato risiede in una brodaglia insulsa di patetismi riscaldati, caramellosi luoghi comuni, pensierini buoni e rifritti in padella, per una informazione equilibrata dove le cose non vengono mai chiamate con il loro vero nome.
Fu così che il terrorismo “islamico” cessò di essere tale, per diventare islamista (come se le due definizioni fossero distinte e separate); mentre la propaganda salafita che viene apertamente salmodiata in molte moschee dell’islam moderato, nelle quali costituisce la predicazione ordinaria, diventa jihadismo. E si continua via di questo passo, fino a raggiungere il capolavoro finale… gli assassini di massa, che al fondamentalismo islamico attingono a piene mani, diventano “squilibrati” finché la prova dei fatti non inchioda all’evidenza delle sue radici ‘culturali’ il fenomeno stragista.
Agi.itÈ successo a Nizza, quando in un primo momento s’era cercato di far passare il massacratore della Promenade per un folle dalle tendenze suicide, con disturbi mentali aggravati da problemi familiari, salvo poi fare la scoperta dell’acqua calda… E, anche dopo la strage, i media erano tutti preoccupati di spiegarci quanto il soggetto fosse ‘laico’ e promiscuo; senza capire che se davvero bastasse una settimana per “radicalizzarsi”, allora il problema sarebbe molto più grave di quanto già non sembri.

epa04331994 A protestor talks with riot police to try to calm the situation during clashes following a protest in support of Palestinians in Gaza, at Place de la Republique in Paris, France, 26 July 2014. The rally was banned by the government and police were deployed in order to prevent any trouble. EPA/ETIENNE LAURENT

Il copione si è ripetuto ad Ansbach, in Baviera, dove l’attentatore suicida era stato dapprima presentato come un povero depresso. E nessuno si è preoccupato di chiedersi come sia possibile introdurre taniche di benzina e tutto l’occorrente per confezionarsi in proprio un ordigno esplosivo, dentro un ostello per richiedenti asilo, senza che peraltro nessuno degli altri ospiti si sia dato la minima premura di denunciare la cosa al personale di servizio. Quando il buongiorno si vede dal mattino…
Moderate MuslimE si è provato a riproporlo anche nel caso di Saint-Etienne du Rouvray, dove le due capre mannare di turno, piombate in una chiesetta di provincia durante la consueta celebrazione liturgica, per sgozzare l’anziano curato quasi 90enne in quanto “cattolico” e quindi colpire gli “infedeli” nei loro luoghi più sacri, sono subito state accreditate dai media come “folli”. In realtà si trattava di promettenti baby terroristi in erba… 
Adel KermicheLa palma d’oro spetta sicuramente a RaiNews24 che per tutta la mattinata ha parlato di “due squilibrati”. Il fatto che questi agissero in coppia, con zucchetto islamico calcato sulla testa, e parlassero in arabo, non ha fatto sorgere nei solerti cronisti il benché minimo sospetto. Sopire, troncare… troncare, sopire.
Ovvio che si tratti di psicopatici, ma mai che si denunci senza reticenze l’ideologia di morte che ne sottende e ne ispira le azioni. E che ha connotati religiosi ben precisi, per quanto l’ammissione possa essere spiacevole. Alla lunga, questa reticenza diventa irritante. E l’eccesso di prudenza rischia di trasformarsi in pusillanimità.
ErdoganNiente infatti deve disturbare la splendida narrazione in corso che costruisce i suoi miti sulla favoletta bella di una sopravvalutata convivenza con un fantomatico islam aperto e tollerante, tanto sbandierata a sproposito nei salottini parolai dell’intrattenimento mediatico, che nella migliore delle ipotesi si traduce nell’applicazione dei principi del Tabligh e nell’auto-segregazione delle pie comunità, le quali certo non vogliono essere contaminate oltre lo stretto necessario dall’impuro contatto coi miscredenti. Ogni riferimento al fenomeno integralista, che non deve essere necessariamente violento o stragista, ma che c’è, esiste, ed è diffuso più di quanto non si voglia ammettere, va possibilmente diluito in una serie di circonlocuzioni dalle funamboliche pruderie semantiche, onde negare ogni possibile correlazione tra jihad, radicalismo fondamentalista, e islam. E lo si fa nella rimozione costante del problema che va edulcorato, depotenziato, nella sua dirompente e pervasiva pericolosità, ampiamente sottovalutata, per non urtare la suscettibilità degli Isl’Amici che altrimenti potrebbero offendersi. E per carità sia mai che qualcuno li sturbi!
Capre MannarePertanto, i fatti vengono sminuzzati, ritagliati, confezionati, onde disinnescare preventivamente l’effetto dirompente di sgradevolissime evidenze, troppo lontane da certe narrazioni glassate e così politicamente scorrette. Poi si possono fare tutti sociologismi che si vuole, ma il dato di fondo rimane, senza che ciò infici la realtà dei fatti.
Sono sempre gli stessi media che ci tengono a precisare come gli assassini di Saint-Etienne du Rouvray siano “francesi originari di Rouen”, come se bastasse il possesso di un passaporto a fare un “francese”, non più di quanto noi si possa essere scambiati per giapponesi. E parliamo di quegli stessi francesi che per inciso i maghrebini di Francia chiamano spregiativamente céfran onde ribadire la propria ostentata alterità, sempre per quella divertente storiellina dell’integrazione riuscita e adesione ai valori democratici della Republique.
Sharia per la FranciaParliamo dei medesimi media che sono capaci di rendicontare la violenza omicida contro le donne, sotto il termine osceno di “femminicidio” e promuovere l’obbrobrioso neologismo di loro invenzione in stucchevoli filippiche di accorata ipocrisia. Salvo relegare la notizia in un trafiletto di cronaca nera quando il maschio assassino e violento non è di pura razza italica: QUI o anche QUI giusto per limitarci agli ultimi tre giorni. E per non farci mancare proprio nulla, ora (così sembrerebbe..) abbiamo pure il primo serial killer di importazione.
hebdo-diversitySi tratta di quegli stessi media capaci di ingigantire ogni episodio di insofferenza più o meno xenofoba ad abnorme atto di razzismo (manco fossimo nel Mississipi degli Anni ’60!) e menarcela per settimane fino allo sfinimento, salvo poi liquidare in fretta le notizie non conformi alla linea.
Fu così che una ragazza incinta di 22 anni (se fossimo razzisti, specificheremmo “bianca”) viene trucidata a colpi di mannaia da un siriano infoiato, e la cosa viene derubricata a “lite sul lavoro… delitto passionale”, con la vittima genericamente definita “donna”; altrimenti potrebbe risentirne la percezione pubblica che dei “profughi” si ha.
Perché appunto c’è femminicidio e femminicidio.
E ancora sono sempre i medesimi media che hanno prontamente rimosso la notizia di una donna accoltellata insieme alle sue tre figlie in un villaggio vacanze delle Hautes Alpes, da un marocchino che i conoscenti descrivono come molto religioso, indignato per l’abbigliamento ritenuto assai sconveniente di bambine e signora. Se è vero che la malizia risiede nell’occhio di chi guarda, c’è da chiedersi cosa questo schifoso avrà mai trovato di così sconcio e provocatorio in una bambina di nove anni!
Burqa-womenSe una religione diventa il concentrato di psicosi violente, calamitando a sé disadattati cronici, monomaniaci ossessivi e sociopatici con pulsioni omicide, e al contempo sembra alimentare le nevrosi di gente in cortocircuito culturale su abbacinamento mistico, allora quella religione ha qualcosa che non va…

Enrico Mentana

Se poi quella religione rivendica una precisa dimensione temporale, assurgendo ad ideologia totalitaria, rivendicando una propria irriducibile estraneità ad un sistema di valori civili che non riconosce ed ai quali intende sovrapporsi e sostituirsi, allora ci troviamo di fronte ad un problema oggettivo. Prima se ne prende atto e meglio sarà per tutti.
GodBlessHitlerSe si vuole combattere l’integralismo, il fanatismo, il salafismo, l’islamismo… allora bisognerebbe cominciare intanto a chiamare le minacce col nome giusto e contrastarle come tali.

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John Bull è uscito dal gruppo

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 26 giugno 2016 by Sendivogius

John Bull

UK è uscita dalla UE.  Fine dei giochi!
Di conseguenza, in questi giorni il principale esercizio giornalistico per le contrite schiere in livrea di opinionisti da salotto, dove dispensare lacrime di inchiostro pagato a litri, consiste nel rilascio di abbondanti spremute di reni in pensoso raccoglimento, tale è l’incapacità di controllare la propria peristalsi in pubblico. Sempre fedeli alla linea, nell’ansia di compiacere l’azionista di riferimento che detiene la proprietà delle singole testate editoriali di provenienza, assomigliano ad avvoltoi impagliati sui trespoli televisivi. E artigliati al proprio ramoscello di rendita sono intenti a beccarsi tra loro in intervista permanente, specializzati nelle deiezione compulsiva di opinioni non richieste da nessuno, sbrodolanti nel loro splendido isolamento dall’alto delle cataste di libri invenduti.
pensatore-al-cessoPerciò non è davvero il caso di sprecare il proprio tempo (e salute) nella lettura di questi pennivendoli professionisti pagati a battuta, e dei loro correttori di bozze in vendita per un tesserino da pubblicista, tanta è l’isteria collettiva che la Brexit sembra aver scatenato negli allevamenti mediatici di questi polli da batteria, terrorizzati che si possa rompere il giocattolo dei ricchi e togliere così ai loro padroni il balocco preferito. Per esemplificare il concetto già di per sé chiarissimo, e sopravvivere allo straripamento di pensierini scatologici che esondano dalle cloache del pensiero unico, basterà citare alcune delle profonde riflessioni che un (misconosciuto ai più) Alessandro Orsini, professore di “sociologia del terrorismo” (!?) alla LUISS (manco a dirlo!), fa sulle pagine de “Il Messaggero”. Si tratta dello stesso quotidiano che i romani soprannominano evocativamente “Il Menzognero”; ovvero l’house organ della Famiglia Caltagirone, la dinastia dei palazzinari siculo-romani che controlla la Capitale…

«La città liberale è un ampio recinto politico che consente di elaborare strategie anti-democratiche, nel rispetto delle regole democratiche. Il caso Brexit, e l’omicidio della parlamentare Jo Cox, dimostrano che, in tempi eccezionali di crisi, tali strategie sono necessarie. Ma, per comprendere l’importanza delle strategie anti-democratiche nei periodi di crisi acuta, è necessario avere ben chiare due caratteristiche immutabili della vita politica nelle società complesse.
[…] Nell’aprire la porta al referendum, Cameron ha aperto il vaso di Pandora, da cui è uscito l’assassino di Joe Cox. Quel vaso, in tempi di crisi, colmi di rabbia e di paure irrazionali, deve rimanere chiuso attraverso l’uso di opportune strategie anti-democratiche che, nel rispetto rigoroso delle regole democratiche, sollevino gli elettori dalla responsabilità di determinare il corso della politica internazionale

Alessandro Orsini
La consultazione è stata un errore
(24/06/2016)

Al prof. Orsini non sfugge che la “città liberale” è ormai assediata dalle masse di esclusi storditi dagli effetti delle crisi, che non credono più nelle capacità di rinnovamento di un sistema percepito come intrinsecamente corrotto e irrecuperabile, da abbattere e non da cambiare. Masse non più amorfe, ma tangibilmente incazzate e mosse dal rancore per un benessere inteso come perduto per sempre, immolato ai privilegi  non più tollerabili di pochi, mentre le elite ed i loro servi zelanti restano trincerati nelle cittadelle sempre più isolate, separate perfino fisicamente dal resto della popolazione, nella preservazione di un potere oligarchico.
Land-of-the-DeadDinanzi al problema, la strategia del ‘sociologo’ Orsini, con un ossimoro in termini, è preservare le “regole democratiche” (la Democrazia invece è interpretabile a soggetto) attraverso l’uso di opportune strategie anti-democratiche. Come?!? Be’ innanzitutto impedendo ai cittadini (o meglio, alla ‘gente’) di potersi esprimere in libere consultazioni, qualora il risultato possa essere non conforme alle aspettative dell’elite al potere.
Mark TwainLa valutazione di Alessandro Orsini è peraltro in perfetta sintonia col pensiero di Mario Monti (il referendum è un abuso di democrazia… da logica del dopolavoro provinciale… perché lui sì che è un internazionalista!) e Carlo Cottarelli, il fu revisore della spesa pubblica (in sede di consiglio europeo i governi dovrebbero impegnarsi a non tenere più tali consultazioni.. perché bisogna dare ottimismo ai mercati… e in culo ai cittadini!). 

quote-by-the-power-elite-we-refer-to-those-political-economic-and-military-circles-which-as-c-wright-mills

E se questa è la ‘destra’ seria e ponderata del pensiero liberale, poi ci sono i riformisti responsabili della ‘sinistra’ cuvée e tutta bollicine, affogata nei rituali dementi del politicamente corretto più estremo a cui si accompagna un curioso disprezzo aristocratico per la plebe. Filtrato il rosso e ripulito il beverone imbevibile da ogni solfito scarlatto dopo la decantazione al centro, adesso i “riformisti” pasteggiano tartine nei rinfreschi di Confindustria a Cernobbio, mentre se la prendono con gli “ignoranti”, gli zoticoni delle campagne, gli “analfabeti”, i “vecchi rincoglioniti contro giovani cosmopoliti”, per i quali sarebbe opportuno introdurre un esame di cittadinanza prima di concedere (a discrezione) il diritto di voto, molto meglio se su base censitaria (come nell’800!). 

INTERNAZIONALE.IT

Per inciso, sono gli stessi “vecchi” e “ignoranti” e “ottusi” che nel 2014 decretarono il trionfo renziano alle elezioni europee, alla modica cifra di 80 euro a voto, e non risulta che all’interno della nomenklatura del partito-bestemmia qualcuno ebbe a schifarsi dell’operazione di compravendita. Sono sempre gli stessi elettori che ad Ottobre 2016 verranno chiamati ad approvare la nuova costituzione. E per la bisogna sono stati tutti promossi d’ufficio a professori emeriti di diritto, ma se dovessero bocciare il nuovo testo costituzionale allora… A maggior ragione, se il ‘mercato’ lo chiede, il nuovo “centrosinistra” riformato si scaglia pure contro quei buzzurri di operai che ha rinunciato già da tempo a rappresentare, astiosamente ricambiato peraltro nelle intenzioni di voto. Poi ci si lamenta dell’avanzata dei movimenti populisti!
franklin-roosevelt-quotes-we-must-lay-hold-of-the-fact-that-economic-laws-are-not-made-by-nature-they-are-made-by-human-beingsCampione in materia è il giovanissimo Beppe Severgnini. Il peter pan di 60 anni con la chioma moonlight non si smentisce e ci regala un pezzo magistrale sul tema…

Beppe Severgnini«La Decrepita Alleanza ha vinto. Ha preferito il passato al futuro, i ricordi ai sogni, l’illusione al buon senso. Ne fanno parte i “little Englanders” di provincia e di campagna; i cittadini meno istruiti, su cui le informazioni scivolano come l’acqua sulle piume dei pellicani di St James’s Park; i nostalgici di ogni età, incapaci di rassegnarsi a un’evidenza.
[…] I nonni hanno deciso il futuro dei nipoti. Cosa gli accadrà? Cosa accadrà ai loro coetanei sul Continente, ormai di casa a Londra? I ragazzi inglesi — per capire le proprie possibilità di studio, lavoro e movimento — dovranno capire quali condizioni verranno imposte al Regno (dis)Unito dall’Unione Europea. Se il danno non è ancora quantificabile, l’incertezza e l’ansia sono già certe. I giovani, in questo Paese, sono abituati a viaggiare, vivere e lavorare dovunque: grazie all’inglese, ai percorsi accademici, a una lodevole predisposizione all’esplorazione. Per loro tutto diventerà più difficile, se non impossibile (pensate al programma Erasmus)

Beppe Severgnini
(24/06/2016)

Quella per l’Erasmus è una vecchia fissazione di Severgnini, che continua così per altre dozzine di righe nello sprezzo di ogni ridicolo, concionando in allegria una miriade di corbellerie spumeggianti che inanella senza eguali, come se in Gran Bretagna fosse calata una cortina di ferro con i vopos alle frontiere sigillate ed Alan Moore a scrivere la sceneggiatura di un fumetto distopico.
Adam Susan - V for VendettaFortunatamente, moltissimi dei ragazzi (e delle ragazze) che scelgono di partecipare al Programma Erasmus hanno le idee infinitamente più chiare di un Severgnini e degli altri elecubratori professionisti di melassa riscaldata.
Se questo è il tenore generale della stampa italiana, la principale notizia che da 48h a questa parte campeggia a tambur battente su quasi tutti i media mainstream sarebbe la presunta raccolta di tre crescenti milioni di firme, da parte dei cittadini britannici in pentimento tardivo per contrizione. Il fine sarebbe quello di indire quanto prima un nuovo referendum e ribaltare il risultato sulla Brexit, onde non dover rinunciare a mirabili opportunità come i parametri di Maastricht (una roba che scalda il cuore!). Insomma, si tratta di un successone strepitoso, capace di scatenare gli orgasmi in diretta dei nostri premi pulitzer da cortile.
Malcom XPeccato solo che i nostri Cinegiornali Luce abbiano omesso di specificare un piccolo particolare fondamentale, ovvero che la petizione in questione è on line: può firmare chiunque e per più volte! Basta un semplice clic per partecipare.
Ula Badula L’abbiamo fatto anche noi! E per l’adesione abbiamo scelto l’eloquente nome di Ula Badula (e no, il riferimento non è alla pianta delle Primulaceae); nato e residente a Tuvalu, ma rigorosamente suddito di Sua Maestà britannica. Non servono certificazioni; basta la parola! Ma potete benissimo registrarvi come Winston Churchill.. la Regina Vittoria… o anche Jack The Ripper se preferite. Tutto quello che ci è stato richiesto per rendere valida la nostra signature è stato un indirizzo e_mail totalmente anonimo. Non serviva altro. E questo è il nostro clic.. Ops! Volevamo dire la “firma”, per richiedere il nuovo referendum…
PETITION UEQuesta invece è la verifica del Petition Team of UK and Parliament (ma andate a cagare!), che opera su tanto di sito istituzionale del Parlamento britannico…
Petition confirmAl confronto il fantomatico Staff di Beppe Grillo, con le minchionarie on line della Casaleggio Associati, pare un capolavoro di serietà!
Se ancora serviva una riprova dello stato catastrofico dell’informazione italiana, questa è la dimostrazione ultima, la pietra tombale di un giornalismo da regime del conformismo.

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Lacrime di coccodrillo

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , on 17 giugno 2016 by Sendivogius

lacrime-coccodrillo

Non sono trascorse neanche 24h dal brutale omicidio della deputata laburista Jo Cox, che dell’omicida fino a ieri totalmente sconosciuto si sa praticamente tutto, come se organi di stampa ed agenzie di monitoraggio non si siano mai occupati d’altro.
E alla fine anche l’Inghilterra ha scoperto di avere il suo Casseri in versione sottoproletaria…
Thomas MairTrattasi dell’ennesimo psicopatico paranoico, che nell’anomia della sua esistenza da disadattato monomaniacale alimentava le proprie fobie ossessive nelle fogne del “suprematismo identitario e razzialista”. Oggi le frange più oltranziste del razzismo di impronta neo-nazista amano farsi chiamare così.
National Alliance HandbookCome un anonimo coglione, mentalmente disturbato, sia assurto a simbolo demoniaco della cosiddetta “Brexit”, vista l’inefficacia degli altri spauracchi agitati finora, lo sanno solamente i vocianti soloni dell’intrattenimento televisivo, incidentalmente sempre in perfetta sintonia coi ‘poteri deboli’ che condizionano l’agenda globale, e prontamente seguiti da tutto il cucuzzaro dei media mainstream al gran completo, in una di quelle acrobatiche operazioni di manipolazione con le quali gli eventi vengono distorti e reinterpretati secondo convenienza. La strumentalizzazione del cordoglio è fin troppo esplicita, nell’assai interessato tentativo di costruire un qualche collegamento con l’esecrato referendum britannico (un abuso di democrazia per chi con ogni evidenza non è uso al suo esercizio), mentre i mercati festeggiano al gran completo quello che nelle sue implicazioni deve essersi rivelato un felicissimo evento (l’omicidio), per altrettante fortunate circostanze. Il volto buono dell’Europa ‘unita’.
Dell’assassino si conosce ogni aspetto della sua vita sostanzialmente virtuale, tra i siti di nicchia del “suprematismo bianco”. Spuntano frequentazioni on line, acquisti, donazioni, preferenze…

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E la cosa interessante è che a fornire le informazioni con gran dovizia di particolari dispensati ai media non sono i soliti “servizi di intelligence”, l’FBI o l’Mi6 britannico, ma l’intraprendente Southern Poverty Law Center specializzato nella produzione compulsiva delle liste dei brutti, nazi e cattivi, nonché straordinaria macchina macina-soldi dietro il nobilissimo principio dei diritti civili…
legal-case-costsDomandina semplice, per piccole curiosità inappagate: come fa un’americanissima associazione privata senza fini di lucro (che però gestisce la bellezza 300 milioni di dollari e passa, in investimenti e fondi immobiliari) ad essere in possesso di vecchi scontrini d’acquisto risalenti addirittura al Marzo del 1999 (e finora gelosamente conservati nonché ottimamente archiviati), con sopra impresso il dettaglio delle spese on line di quello che avrebbe dovuto essere un anonimo acquirente britannico di insignificante paccottaglia nazistoide, peraltro in libera vendita?!?

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