Archivio per Maurizio Balocchi

LEGA LADRONA

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , on 6 aprile 2012 by Sendivogius

L’Italia è una repubblica fondata sulla famiglia. La propria.
In questo, Nord e Sud sono davvero uniti, nella greppia, tutti a tavola insieme appassionatamente!
Pensavamo di averle già viste tutte col tesoriere della Margherita, l’abruzzese Luigi Lusi, il predone dei due mondi che si è fregato più di 20 milioni di euro dalle casse del partito (ma la cifra è per difetto) ad insaputa dei vertici ‘margheriti’. Lusi è uno che accumula immobili come fossero vacche; pasteggia a caviale e si fa pesare l’oro del Volga col bilancino, prima di ingozzarsi a sbafo coi soldi altrui… Uno capace di giustificare gli ammanchi, riportando in bilancio quasi 534 mila euro di spesa per “sito internet, assistenza tecnica e manutenzione sistema informatico”, manco fosse il server della NASA.
Ma certo la saga familistica della Lega Ladrona non ha paragoni!
 D’altronde, la Lega ci aveva già regalato pagine esilaranti di psicopatologia collettiva: con le sue mitologie neo-völkisch, elmi cornuti e spadoni di latta; con le sue prove tecniche di nazismo applicato e le sue milizie verde-camiciate; coi suoi ubriachi da bar posti ai vertici delle Istituzioni nazionali e locali; con l’ignoranza abissale dei suoi massimi dirigenti; con la creazione di una sedicente repubblichetta secessionista della cassoeula, ricalcata sui confini dell’infame Repubblica Sociale di Salò…
Naturalmente, con un simile campionario a disposizione, la Lega si è rivelata un’idea di successo, raggrumando milioni di voti tra i bifolchi delle valli alpine, sparsi per gli infiniti Borgo Citrullo della pedemontana e riuniti in adorazione messianica attorno ad Umberto the Boss, il celebroleso di Pontida che volle farsi re e per la bisogna si inventò un suo reame chiamandolo padania.
Coerentemente, ci hanno regalato alcuni dei peggiori politicanti degli ultimi 100 anni, che rabbiosi e famelici sono calati nelle stanze del potere romano, arraffando e mangiando a più non posso, salvo poi sputare nel piatto della grande abbuffata e starnazzare davanti alle tivvù, con quella parlata stopposa di chi sembra ciancicare le parole, facendo i gargarismi con una pallina da ping pong in bocca.
Che la Lega fosse un dominio personale della famiglia Bossi, e gestito come una proprietà privata nelle disponibilità del Capo, lo avevamo capito da un pezzo.
Che fosse un possedimento feudale a trasmissione ereditaria era evidente, con il Trota travestito da delfino e una valanga di soldi pubblici a tenere in piedi l’intera struttura in cartapesta.
Che fosse anche il bankomat di famiglia e funzionasse come una specie di ‘ndrina calabrese, a conduzione paramafiosa, lo sospettavamo… Ma l’ascesa e caduta del clan Bossi, con la sfilata degli esemplari di famigghia, è uno spettacolo degno di un bestiario medioevale!
È la fiera dei freaks, convenuti nel “Cerchio Magico” dei Ladroni padani di lotta e di governo, con al centro l’Umberto assurto al ruolo di scemo del villaggio: il babbeo che si fa riparare il tetto del villone di Gemonio, naturalmente pure lui a sua insaputa; che si fa coglionare dal figlio scemo, piazzato con un posto in regione Lombardia, che gli frega i soldi dalla cassa per comprarsi il macchinone, mentre falsifica il libretto degli esami universitari.
E quella delle lauree finte sembra essere una vera passione per i verdi padão, per questo branco di volgari cialtroni analfabeti, miracolati contro ogni merito…
Umberto Bossi, che ottiene il diploma come perito per corrispondenza, e per anni millanta alla prima moglie di essere medico, uscendo di casa la mattina con tanto di borsa del dottore per meglio sostenere la finzione e sterzare subito verso il primo bar disponibile girando l’angolo.
Poi ci sono i figlioli prodighi alla casa del padre: Roberto Libertà, ormai noto alle cronache come “er Candeggina”. E soprattutto Renzo Bossi, universalmente conosciuto come Il Trota, e finito sulla griglia per le sue bocciature multiple alla maturità… i sospetti sul diploma (e la patente di guida) comprati… fedele ad una intelligenza davvero ‘ittica’. Avviato alla carriera di consigliere regionale, è stato affidato alle cure di Monica Rizzi, meglio nota come “Monica della Valcamonica”, che tanto per non cambiare si spaccia per psicologa senza aver mai conseguito il titolo.
E tra le matriarche di Casa Bossi come dimenticare mammà? Manuela Marrone, il mastino siciliano addetto alla sistemazione della prole. Nonché Rosi Mauro, la badante pugliese a capo del sedicente ‘sindacato padano’ che colleziona più ville in Sardegna che iscritti.
Una piccola parentesi a parte meritano invece i tesorieri della Lega…
Francesco Belsito, il tesoriere della Lega, ex autista ed ex buttafuori nei locali notturni della riviera ligure, con due lauree farlocche comprate on line a Malta, e in virtù di simili competenze piazzato come vice-presidente di FINCANTIERI che infatti oggi rischia il collasso.
Francesco Belsito è il successore dell’incredibile Maurizio Balocchi, già esperto in acquisizioni di appartamenti Enasarco a canone agevolato a Roma e nell’assunzione clientelare dei famigli alla Presidenza del Consiglio e nella Corte dei Conti. Infatti, la Capitale è dai leghisti disprezzatissima a parole, ma amatissima per i privilegi. Della serie, hic manebimus optime.
Soprattutto, Maurizio Balocchi ha fatto parte del CdA della Credieuronord, la banca della Lega, chiusa per fallimento nel 2006 [QUI] dopo aver dilapidato i risparmi investiti da migliaia di minchioni padani, con la fronte troppo cotta dal Sole delle Alpi. Ma, già nel 2001, Balocchi era  rimasto scottato dal mega-crack (10 miliardi di lire) per realizzazione di un villaggio vacanze in Croazia, pomposamente chiamato “Il Paradiso di Bossi” e rivelatosi un inferno per gli sprovveduti investitori.
D’altra parte, Balocchi era a sua volta succeduto ad Alessandro Patelli che in piena tangentopoli, mentre i leghisti agitano i cappi in Parlamento, si fa pagare una mazzetta da 200 milioni di vecchie lire nell’ambito del maxi-scandalo ENIMONT.
La cosa incredibile è che questa montagna di letame con velleità secessioniste è andata accumulandosi per oltre venti anni, prima di franare addosso a queste fameliche macchiette in affari, travestiti da guerrieri celti.
Di certo (non) ci mancheranno.

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