Archivio per Matteo Salvini

(116) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , on 1 novembre 2018 by Sendivogius

Classifica OTTOBRE 2018”

“Il mio nome è Legione, perché noi siamo molti”

L’imbecillità può essere ‘virale’?
A quanto pare, sì! TwitterFacebookInstagram… dirette streaming… È un’apoteosi. Imbecilli di tutto il mondo unitevi! E marciate compatti come legioni. Oramai, ogni demente che abbia a disposizione una connessione ci tiene a far conoscere la sua stolida condizione di disturbato psichico al resto del mondo, nell’insanabile desiderio di condividere la propria irriducibile minchioneria con altri deficienti come lui, che ovviamente accorrono a migliaia. Tale è l’attrazione irresistibile che una simile abbondanza, dispensata a piene mani in ondate di merda ‘social’, esercita tra i webeti coprofili caduti nella rete; tanto non pare loro vero di essersi ritrovati tutti insieme per scoprirsi così numerosi.

Sono quelli che ‘si informano’ soltanto on line, non sfiorano mai un libro (o un quotidiano) nemmeno per sbaglio, neanche se ci sbattono sopra (non sopravviverebbero al crash dei neuroni), tanto sanno già tutto a prescindere per scienza infusa. E probabilmente non capirebbero un accidente di quello che vanno leggendo, perché la Verità si esercita in pensierini da tre righe e non richiede mai più di 300 battute per essere diffusa a colpi di click. L’importante è postare mica pensare, che la riflessione richiede tempi lunghi di meditazione, mentre il mondo va veloce, e tutti vogliono stare al passo di marcia seguendo l’onda…
Ora, in tutta franchezza, tracciare una classifica sta diventando difficile… perché davvero siamo dinanzi ad un vulcano in costante eruzione… un geyser che pompa merda a getto continuo…

Siamo seduti dalla parte giusta della Storia e se avanzeremo insieme compatti anche la vittoria di questa battaglia sarà nostra. Ma dobbiamo essere compatti. Molto compatti. Fusi insieme. Come lo era la testuggine romana, una formazione di fanteria dell’esercito romano che era di grande complessità perché richiedeva un importante coordinamento collettivo. Dava come risultato una massa compatta e protetta in modo impenetrabile e veniva usata in particolare durante gli assedi. Se qualcuno dei soldati si fosse sfilato dalla formazione a testuggine avrebbe condannato i propri compagni e tutte le retrovie alla morte o a finire prigionieri. Avrebbero anche messo a repentaglio l’esistenza stessa dello Stato romano e tutti i soldati erano ben consci delle loro responsabilità, non solo come gruppo, ma anche come individui. Oggi nel nostro esercito alcuni stanno dando segni di cedimento e visto che tra di noi siamo in famiglia è bene che queste cose ce le diciamo. Questi cedimenti non ce li possiamo permettere.”

Luigi Di Maio
(29/10/2018)

Non è solo il vocabolario, che per raccoglierlo tutto basta un abbecedario di trenta parole, ma anche la scelta dell’estetica, l’umorismo da cesso di caserma, ed il senso grandioso del sé nell’assoluta assenza di ridicolo che contraddistingue la banda di mitomani al governo, perché questi sono davvero convinti di “fare la Storia” (!), compatti come una testuggine romana (sic!), tra manine e complotti, condoni e decreti fatti col cuore.
Che dire di sottosegretari che giocano a fare il soldatino (con tanto di travestimento), nei saloni del ministero?!?
Che pensare di un vicepremier dalle studiate pose volitive, giusto per fare il verso alla macchietta originale a cui si ispira, che ama farsi immortalare mentre imbraccia armi che con ogni evidenza non sa nemmeno impugnare, né usare?
Per sottacere di quell’altro fenomeno coltivato in provetta dalla Casaleggio Associati che, tra mitologie primitiviste e decrescite felici di un moVimento il cui modello ispiratore è probabilmente il medioevo, parla di distribuire le terre incolte alle coppie con tre figli?!?

‘Na roba da tribuno delle plebe nella tarda respublica romana… o da Benito Mussolini. Che coi tempi che corrono si raccorda fin troppo bene. A quando la bonifica delle paludi del Sebino?!?

Hit Parade del mese:

01. LA MANINA

[17 Ott.] «È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. Nel testo trasmesso alla Presidenza della Repubblica, ma non accordato al Consiglio dei Ministri, c’è sia lo scudo fiscale che la non punibilità per chi evade [e ci sono ancora! n.d.r]. Noi del M5S in Parlamento non lo votiamo questo testo se rimane così [l’hanno votato]…. Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato!»
  (Luigi Di Maio, il Manomorta)

02. MOLTI NEMICI MOLTO ONORE

[23 Ott.] «Se l’Europa boccia la nostra manovra, siamo sulla strada giusta. Se giornali e talkshow ci attaccano, siamo sulla strada giusta. Se il PD urla e sbraita, siamo sulla strada giusta. La gente è con noi, fieri di essere “populisti”!»
  (Davide Barillari, fenomeno regionale)

03. (IN)DISPONIBILITÀ

[17 Ott.] «Il M5S non è disponibile a votare alcun condono, ma se si stratta di pace fiscale, siamo d’accordo.»
  (Luigi Di Maio, il Pacificatore)

04. VEDO LA GENTE MORTA

[09 Ott.] «Mi sono soffermato su un dossier che ritengo essere molto importante, che è quello del tunnel del Brennero. Sapete quante delle merci italiane, quanti degli imprenditori italiani utilizzano con il trasporto principalmente ancora su gomma il tunnel del Brennero?»
  (Danilo Toninelli, coglione di razza)

05. FATTO COL CU….

[08 Ott.] «Il Decreto Genova non solo è scritto col cuore ma anche con una tecnica giuridica cosi elevata che permetterà al commissario Bucci di lavorare bene senza preoccuparsi dei ricorsi.»
(Danilo Toninelli, l’Entusiasta)

06. Quando c’ero IO

[21 Ott.] «È mai esistito in Italia un premier che come me dice che i prodotti italiani sono i migliori e il Paese migliore dove investire è il nostro?»
(Giuseppe Conte, Mitomane)

07. IL SOTTILISSIMO DUBBIO

[02 Ott.] «Noi siamo qui da soli 4 mesi e ci trattano come degli incompetenti appestati. Perché?»
  (Luigi Di Maio, incompetente appestato)

08. M

[16 Ott.] «Legali al lavoro per verificare il “politically correct” di Facebook e/o frasi offensive nei confronti di Benito Mussolini: monitoraggio e denucia alla polizia postale.»
  (Alessandra Mussolini, la ducia)

09. E INTANTO GIORGINA…

[14 Ott.] «In una scuola di Peschiera Borromeo viene eliminato il maiale per fare posto al cous-cous, alimento tipico nordafricano. Ora sono i figli degli italiani a doversi adeguare alle esigenze alimentari di chi dovrebbe integrarsi? Questa è follia!»
  (Giorgia Meloni, la fasciogastronoma)

10. PRIORITÀ

[14 Ott.] «Io e Padoan vogliamo proporre un aiuto concreto: venerdì offriremo una legge di Bilancio radicalmente alternativa. Lo consideri un gesto di servizio civile. Abbiamo cambiato la scaletta della Leopolda per cominciare con questo.»
  (Matteo Renzi, il premier ombra)

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Letture del tempo presente (I)

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 ottobre 2018 by Sendivogius

Con l’apertura di questa nuova ‘rubrica’, ci accingiamo a pubblicare tutta una serie di articoli che, a nostro sindacabilissimo giudizio, possano fornire una qualche bussola per orientarsi nei marosi del tempo presente ed in qualche modo contribuire ad interpretare la realtà attuale.
 Ovvero, senza troppe pretese, abbiamo deciso di condividere interventi ed estratti, per autori diversi, che semplicemente ci sono piaciuti e che, in un panorama asfittico, meglio di altri aiutano a comprendere la crisi della ‘sinistra’ (non solo italiana) in tutte le sue declinazioni, ma soprattutto i mutamenti antropologici (ed i vizi antichi) di un corpo sociale ripiegato su se stesso, depresso e svuotato dopo la grande recessione economica, alla disperata ricerca di un nuovo senso dell’esistenza.
Insomma, si tratta di una raccolta di idee e spunti di riflessione, per un breviario minimo di sopravvivenza, in tempi cinici di regressioni culturali.

“I totem rovesciati. Marx per Le Pen e Salvini. I Gracchi per Bannon e Meloni. Liberismo UE per Bersani e PD”

Andrea Del Monaco
(14/10/2018)

 «Rivendicare Più Europa quando il neoliberismo UE significa austerità, svalutazione del lavoro e riduzione del welfare è il modo migliore per far vincere le destre neofasciste. Quando un esponente del fu centrosinistra rivendica la costruzione mercatista dell’architettura europea Matteo Salvini e Giorgia Meloni brindano. I risultati delle elezioni europee del 2019 vedranno trionfare le Destre se la Sinistra lascia a Salvini e Meloni il monopolio della critica all’austerità. Una conferma di questo pericolo si è avuta nel dibattito tra Marine Le Pen e Pierluigi Bersani su Rete 4 nella trasmissione “Quarta Repubblica” dell’8 ottobre 2018: Marine Le Pen guarda Bersani, e, con pacatezza, ripete ciò che nella mattinata aveva detto nella conferenza stampa con Matteo Salvini: “si fanno arrivare gli emigrati perché sono un serbatoio infinito di manodopera a basso costo… si accetta questa immigrazione massiccia per avere una manodopera molto malleabile, con poche difese che accetti qualunque cosa. Pensiamo a ciò che ha fatto la Germania con i mini-jobs. Essi hanno fatto sì che si pagassero i lavoratori due euro l’ora. Considero questa una nuova forma di schiavismo, con tutte le conseguenze che comporta per la diminuzione drastica dei salari: se il mercato è pieno di manodopera a buon mercato, ci sarà sempre qualcuno disposto a lavorare a basso costo”.
 Pierluigi Bersani non guarda in faccia Marine Le Pen. L’ex segretario del PD è in difficoltà, quasi alza la voce: “Li conosciamo da 400 anni i difetti dell’Europa che volete voi: Stati Nazione, dogane, frontiere”. Bersani difende la mobilità delle merci nell’Unione Europea. Questo scambio di battute esplicita perché Bersani e il suo ex partito, il PD, sono destinati a perdere. Marine Le Pen, senza nominarlo, cita Karl Marx, in particolare il paragrafo 3 del capitolo 23 del primo libro de “Il Capitale” dal titolo “Produzione progressiva di una sovrappopolazione relativa ossia di un esercito industriale di riserva”. Cosa avrebbe dovuto obiettare Bersani a Le Pen? Molto semplicemente avrebbe potuto dire: “cara Marine Le Pen, i cittadini africani che arrivano in Italia scappano spesso dalle ex colonie francesi come Mali, Repubblica Centro-Africana, Ciad, Niger, Costa d’Avorio, Congo. I migranti fuggono dalla povertà generata dal vostro neocolonialismo e dalle politiche predatorie delle vostre multinazionali: lei, se fosse Presidente della Repubblica francese, rinuncerebbe al colonialismo e ai profitti delle vostre multinazionali?”. Insomma, per aiutare veramente (non come sostengono Salvini e Le Pen) i migranti a casa loro, non costringerli a fuggire per diventare i nuovi schiavi dell’esercito industriale di riserva, non abbassare i salari in Europa è necessario rinunciare ai profitti del neo-colonialismo e investire in Africa. Nessun presidente francese l’ha mai fatto. Al contrario negli ultimi 50 anni, le classi dirigenti delle ex colonie francesi che hanno tentato di sottrarsi alle politiche neocoloniali francesi, sono state spazzate via da colpi di Stato.

Perché Pierluigi Bersani non ha fatto simili obiezioni a Marine Le Pen? Per tre ragioni: ha abbandonato un’analisi di classe sul lavoro; per opporsi al neocolonialismo delle multinazionali francesi dovrebbe opporsi al neocolonialismo dell’ENI in Niger; per contrastare il neoliberismo UE dovrebbe tornare al socialismo. E così il lavoratore, precario dopo lo smantellamento dell’articolo 18 operato dai Governi di Centro-Sinistra, e l’esodato, prodotto dalla riforma Fornero varata da PD e FI, votano sempre più Lega e FdI. La Sinistra, dopo la repressione di Genova nel 2001, ha progressivamente abbandonato l’opposizione alla globalizzazione neoliberista.
Le destre monopolizzano abilmente la critica al neoliberismo e danno ad esso risposte autoritarie, distorcendo categorie patrimonio della sinistra come il marxista “esercito industriale di riserva”. Salvini l’8 ottobre ha fatto un’abile conferenza stampa anti-UE con Marine Le Pen. Giorgia Meloni il 22 settembre ha invitato ad ‘Atreju’ Steve Bannon, lo stratega politico che ha portato alla Casa Bianca il presidente USA Donald Trump. Bannon ha catturato i militanti di Fratelli d’Italia con tale quesito retorico: “Perché sono populista? Perché la mia famiglia è una famiglia della classe operaia. Chi vorrei vedere al Governo? Le prime cento persone di Fratelli d’Italia che sono venute qui oggi o le prime cento persone che vanno a Davos? Io risponderei le prime cento persone di Fratelli d’Italia che sono venute qui”. Bannon ha collocato il suo partito “The Movement” contro il Forum Economico Mondiale: esso è una Fondazione creata da Klaus Schwab, svolge il suo evento invernale ogni anno a Davos in Svizzera, è finanziato da imprese multinazionali con fatturato superiore a 5 miliardi: tali imprese, quando delocalizzano producono nuovi disoccupati potenziali elettori del Governo Conte.
Per la presenza di Bannon, Bloomberg, CNN, Associated Press, Reuters, Cnn, France 24 hanno mandato i loro inviati ad Atreju. Bannon li definisce suoi odiatori, in quanto legati a Davos. Giorgia Meloni (e Matteo Salvini) oggi battono gli avversari su due campi: abilità mediatica ed egemonia culturale. Ciò che rimane della Sinistra e dell’Ulivo di Romano Prodi riflettano su questo. Dopo aver magnificato la globalizzazione neoliberista, imitando Tony Blair e Bill Clinton, accettato l’austerità della UE, oggi Pierluigi Bersani, ex segretario del PD e ora leader di LEU, critica tardivamente “la mucca nel corridoio”. Nel contempo Matteo Richetti, Francesco Boccia, Marco Minniti, Nicola Zingaretti, Dario Corallo, Cesare Damiano, candidati alla segreteria nazionale del PD, accettano l’impianto mercatista dei Trattati UE.

E così, poiché in Italia e in Europa le Sinistre non difendono più il lavoro e il potere di intervento dello Stato, l’uscita dalla globalizzazione neoliberista avviene da destra. Una Destra molto abile nell’appropriarsi di miti della Sinistra. L’esempio lo fornisce Alessandro Giuli intervistando Bannon ad Atreju: citando Tiberio e Caio Gracco ha chiesto a Bannon “I Gracchi sono morti per dare terra e cittadinanza ai loro fratelli d’Italia, il secondo è morto al Gianicolo, il colle di Giano. Oggi il partito di Giorgia Meloni raccoglie l’eredità ideale di quel movimento, che cosa si aspetta da FDI?” La risposta di Bannon è molto chiara: FDI e la Lega, non avranno solo un grande risultato elettorale nella primavera del 2019 ma invieranno un messaggio a Bruxelles: i due partiti rappresentano un’Italia libera e sovrana che non prenderà ordini su cosa fare”.
Direbbe Tonino Di Pietro, che c’azzecca Bannon con i Gracchi? Molto poco. […] Bannon, pur volendo uno Stato leggero e il dominio del mercato, si appropria di un mito della storiografia marxista: nella rivoluzione francese, dopo la sconfitta e la decapitazione nel 1794 del capo giacobino Maximilien de Robespierre, François-Noël Babeuf, detto Gracchus, ultimo dei robespierristi, organizzò nel 1796 la Congiura degli Eguali contro il Governo del Termidoro. Filippo Buonarroti, pronipote di Michelangelo, partecipò agli eventi e ne scrisse la storia nell’opera Cospirazione per l’Eguaglianza detta di Babeuf, considerata il primo esempio di storiografia marxista. Oggi Bannon definisce il suo “The Movement” partito dei patrioti. In realtà, come ricordano Albert Mathiez e Georges Lefebvre nel volume “La rivoluzione francese”, i rivoluzionari giacobini si definirono patrioti in contrapposizione agli agenti controrivoluzionari al servizio del premier inglese William Pitt: egli tentava di restaurare monarchia e ancien Régime nella Francia rivoluzionaria. I patrioti della rivoluzione francese, i giacobini, misero in discussione la proprietà privata con la Costituzione del 1793: Bannon, Salvini, Meloni e Le Pen non avrebbero certamente appoggiato i giacobini

“I totem rovesciati”
Andrea Del Monaco
(14/10/2018)

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ANOMALIE PROCEDURALI

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , on 14 ottobre 2018 by Sendivogius

“Chi sbaglia, paga!
Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici”
Matteo Salvini
(13/10/2018)

Che detto da uno che presiede un partito che si è fregato 49 milioni di euro di rimborsi elettorali, da restituire in comode rate spalmate sui prossimi ottanta anni (e chi vivrà vedrà), e che si prepara a varare un gigantesco condono fiscale fino a 500.000 euro di evasione per premiare i ladri che lo votano (“pace fiscale” la chiamano, per la resa incondizionata degli onesti), non si capisce bene se sia una presa per il culo o se si abbia davvero a che fare con un ministro della malavita, che ha la faccia come il culo, ed al cui confronto Al Capone sembrerebbe quasi un principiante pasticcione.
Ovviamente, per i buffoni a 5 Stelle, quelli dei coretti onestà-onestà (gnè-gnè-gnè!), o altre pagliacciate come il “Restitution Day”, e non ultime le “spese morali”, la cosa non suscita alcun scandalo. Una poltrona al governo val benissimo questo e quant’altro. Decisamente, l’onestà non andrà di moda.

…Però dopo la città veniva disintegrata..!

Va da sé che per questa macchietta ducesca defecata al Viminale i problemi siano altri…
Per esempio, nella primavera del 2016 un misconosciuto sindaco calabrese, Domenico Lucano, scala improvvisamente le classifiche della rivista statunitense “Fortune” che, forse con un pizzico di esagerazione, lo annovera (unico italiano) tra le 50 personalità più eminenti del pianeta, suscitando l’interesse internazionale. Il suo merito? Aver trasformato il piccolo comune ionico di Riace in un modello sperimentale di integrazione culturale, dimostrando che un diverso modo di gestire l’accoglienza è possibile, al posto delle soluzioni concentrazionare, in tempi di crisi migratorie ed emergenze securitarie.
 Alla ‘politica’ il modello del sindaco di Riace non piace: è socialmente eversivo ed a livello elettorale non paga. Pertanto, attorno a Mimmo Lucano viene subito steso un cordone di sicurezza, fatto di diffidenza e malcelata ostilità, onde circoscrivere ogni possibilità di contagio, in attesa si sbarazzarsi della pericolosa anomalia.
In men che non si dica, il Comune di Riace viene subito fatto oggetto di ispezioni prefettizie, volte ad accertare tutta una serie di violazioni procedurali e passare al setaccio “il sistema Riace sotto l’aspetto della regolarità tecnica e della correttezza burocratica-amministrativa degli atti compiuti”. Segnatevi questa parola: “burocratico-amministrativa”, perché nella relazione ritorna come un mantra. E poco importa se gli accertamenti della Prefettura di Reggio Calabria non abbiano avuto seguito, funzionando il “sistema” nel suo complesso. Per il Ministero degli Interni, trattasi sicuramente di un accertamento “traslato sotto un profilo squisitamente sociologico”. E da qui la necessità di una terza ispezione.
Nel Luglio del 2017 mentre in tutta Italia si scatena la caccia al negro da sparare, dopo che il nazi-leghista Luca Traini ha aperto la stagione venatoria a Macerata, e raid fascisti si susseguono in quelle scuole colpevoli di promuovere progetti di accoglienza, una delle principali preoccupazioni del Caccianegri pedemontano nel frattempo diventato ministro di polizia sembra invece essere Riace. È uno scandalo infatti che in questo dimenticato comune della Calabria, i negracci non bighellonino in giro senza scopo, magari a chiedere le elemosina, per essere additati dalla vulgata sovranista come parassiti nullafacenti. Non è spendibile il fatto non facciano casino e non creino problemi di ordine pubblico, che poi non ci si possono scrivere sopra migliaia di tweet razzisti, per raccimolare i “like” degli squadristi da tastiera, nella logorrea che contraddistingue il castratore chimico con la ruspa.
Su richiesta del Ministro dell’Interno, viene pertanto predisposta una nuova ispezione a Riace “per un controllo ferreo di tutte le attività svolte”… che a volerla trovare, una “anomalia” alla fine esce sempre fuori.
Sembra che a fornire gli elementi per l’ennesima ispezione (evidentemente quella giusta), siano state le accorate denunce di tal Pietro Antonio Zucco, ex sindaco di Riace nel frattempo transitato in “Noi con Salvini” e (en passant!) condannato in via definitiva per essere un prestanome vicino alla cosca mafiosa dei Ruga-Metastasio. Tanto basta per farne agli occhi del ministro un “cittadino modello”, di quelli coi quali con ogni evidenza LVI s’accompagna volentieri da tempo.
Comunque sia, questa volta il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione” del Ministero dell’Interno riesce finalmente a rilevare quelle “criticità” che tanto fortissimamente voleva trovare, al fine di “attuare degli opportuni ed immediati mezzi correttivi”. Da notare come nella prosa contorta e burocratica del “Dipartimento per le libertà civili” emerga sempre qualche espressione che ne tradisce la volontà repressiva e punitiva da questurino zelante.

Le irregolarità contestate comunque sono gravissime: ci sono infatti “beneficiari del sistema CAS, che si trovano presenti in alloggi per beneficiari SPRAR”. In pratica, gli immigrati si muovono liberamente per il paese; si frequentano tra loro, senza rimanersene tappati dentro le residenze assegnate. E insomma, se uno è sotto tutela CAS non può mica andarsene a casa di uno SPRAR o viceversa, frammischiandosi pure coi “lungopermanenti” di competenza prefettizia. La situazione è così grave che la commissione prefettizia rivela ben QUATTRO casi di “commistione”. Una cosa inaudita!
Il Comune ha pasticciato nell’assegnazione degli immobili, ne mette a disposizione più del previsto, ritarda nella registrazione dei contratti, sbaglia le rendicontazioni, e soprattutto si dimentica di cacciare via i “lungopermanenti” (dove dovrebbero andare non si sa). In pratica si preoccupa di assicurare un tetto, prima ancora che redigere le fondamentali pratiche “burocratico-amministrative”.
Con raro sprezzo del ridicolo, la commissione chiosa compita:

Ne consegue che la permanenza nello SPRAR, se eccessivamente protratta nel tempo e senza una chiara programmazione sull’uscita dall’assistenza denota l’incapacità del progetto a raggiungere gli scopi suoi proprio, trasformandosi in mero assistenzialismo.”

È noto il successone diffuso di tutti gli altri SPRAR sparsi per l’Italia, che operano con risultati del tutto diversi.
La commissione si preoccupa poi della condizione degli alloggi che sono risultati “essere in condizioni igieniche e di arredamento molto precarie, con promiscuità tra locale da bagna, angolo cottura e letto, tanto da costringere le persone che vi dimorano a soluzioni di fortuna, in condizioni degradanti e di grave abbandono”. In mezzo alla strada è sicuramente meglio.
È altresì notoria la solerzia e la sensibilità ministeriale per le condizioni igieniche, abitative, e sanitarie, nelle quali vivono i braccianti africani nei ‘campi attrezzati’ attorno alla vicina Rosarno, che certo non suscitano lo scandalo, né l’interesse, della Prefettura e del Ministero.
Si contesta l’uso di pocket money invece della contestata paghetta elargita all’immigrato, in quanto “la mancanza di denaro contante non consente ai beneficiari di familiarizzare con la valuta locale (euro) e testare in tal modo il costo della vita”.
Quante spese pazze si possono fare con cinque euro al giorno!
Naturalmente non va bene nemmeno l’avvio di botteghe artigiane e attività di laboratorio autogestite, perché:

Se le attività laboratoriali sono senza dubbio utili e favoriscono la socializzazione e lo scambio tra abitanti di Riace e beneficiari e possono assolvere a funzione propedeutica all’avvio di tirocini extracurriculari, in quanto attività che accrescono competenze di base e trasversali, rispetto al mondo del lavoro, tuttavia tali attività non possono essere assimilati a tirocini extracurriculari propriamente detti, proprio in ragione della loro specifica strutturazione, anche in funzione burocratica-amministrativa.”

Insomma, fatti i debiti rilievi, ce n’era abbastanza per suscitare l’immediato interesse della Procura della Locride che trasforma le “anomalie procedurali”, in truffa aggravata, concussione, abuso d’ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e (giusto per non farsi mancare nulla) traffico illecito di rifiuti, in una regione attraversata dallo scandalo delle “navi dei veleni”.
Non la ‘ndrangheta che prospera in Calabria come un cancro a cielo aperto, non la piaga del lavoro nero e dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina, Riace è la nuova emergenza governativa da contrastare prontamente. Che fosse mai il modello dovesse funzionare!
È come portare l’auto a fare la revisione e vedersi sequestrare il veicolo, con ordine di rottamazione, perché in fase di controllo si scopre un foro sulla marmitta.
Eja! Eja! Alalà!

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(114) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 2 settembre 2018 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2018”

Un ministro (uno non a caso) che impedisce ad una nave militare, italiana, della Guardia Costiera, italiana, lo sbarco in un porto, italiano, violando una mezza dozzina di convenzioni internazionali (che se non funzionano si possono anche cambiare, ma in quel caso spetterebbe a Governo e Parlamento farlo), per mettere un’Europa cinica e bara (ma non ineluttabile come il destino) dinanzi a fatto compiuto e farne implodere le ipocrisie e gli egoismi nella (pessima) gestione della questione migratoria (francamente diventata ben più del prodromo di una “emergenza democratica”). E nel farlo non cerca la prova di forza con una nave straniera, per non creare l’incidente diplomatico, ma lo fa a scanso di ripercussioni internazionali con un pattugliatore d’altura della Marina italiana, come se alla inefficientissima UE potesse fregare qualcosa di una vicenda che in tal modo è stata subito circoscritta ad una bega da cortile, tutta interna alla politica italica. Perché anche il più paludato dei tecnoburocrati europei accetterebbe mai di trattare sotto ricatto. E la farsa è andata avanti per un bel pezzo, fino all’implicita figura di merda dello stesso ministro e (vice)premier che, dinanzi all’evidente e prevedibilissimo fallimento, ha dovuto poi far sbarcare tutti gli immigrati presenti a bordo della nave U.Diciotti, accordandosi con lo Stato Vaticano che ovviamente li ha ‘accolti’ in Italia.
Un vicepremier che conciona unicamente su facebook, ma non lascia nulla per iscritto o in documenti ufficiali del ministero che presiede, in modo da collezionare ad uso elettorale l’inevitabile “avviso di garanzia”, sapendo che non avrà per lui alcuna ripercussione penale essendo il provvedimento “contro ignoti”, essendo le sue direttive a libera interpretazione.
 Un governo che denuncia i patti sulle mancate redistribuzioni dei presunti ‘profughi’, in virtù di quelle non-regole che lo stesso premier fantasma ha sottoscritto nemmeno due mesi prima. Sono gli stessi accordi, su base volontaria, che dagli altri “partners” europei vengono appunto applicati alla lettera, continuando ad essere vantaggiosissimi per loro, ma non per il governo italiano che non riesce ad organizzare neppure un millesimo dei rimpatri millantati in campagna elettorale dal twittante vicepremier e ministro.
Sempre lo stesso vicepremier, che ormai tracima in ogni ambito di competenza non sua, che in aperta rottura con le regole europee ci porta direttamente fuori dalla UE (per quante carenze possa avere), per entrare nel gruppo dei fascisti di Visegrad, passando per l’Ungheria di Orban. Non si sa bene per quale imprescindibile vantaggio economico e diplomatico, a parte l’indubbia appartenenza nazi-populista. Un cambio di alleanze vantaggiosissimo!
Una polemica surreale sui vaccini, con cascami medioevali, innestata da un grumo di esaltati analfabeti, senza alcuna preparazione specifica e che per questo rivendicano con sdegno il “primato della politica sulla scienza”, con tanto di linciaggio in effigie di medici e virologhi, e la profilassi sanitaria da sostituire col collaudato Metodo Taverna.
Un viadotto crollato ed un ministro alle Infrastrutture, che è troppo concentrato a farsi i selfie con la famiglia al mare, senza che minimamente venga sfiorato dall’idea che controlli e autorizzazioni per la messa in sicurezza di ponti e strutture in concessione sia di stretta competenza del ministero che sventuratamente (non) presiede.
 Un garrulo cazzabubbolo napoletano, senz’arte né parte, incidentalmente investito della carica allo Sviluppo economico, Lavoro e Politiche sociali, nonché vicepresidente del consiglio, che ciarla a vuoto da mane a sera, blaterando di complotti, “delitti perfetti”, processi politici, ed altre idiozie assortite, senza mai preoccuparsi di produrre uno straccio di evidenza a supporto delle provocazioni che lancia nel mucchio, giusto per vedere l’effetto mediatico che producono.
Un governo che trasforma un funerale di Stato in una passerella elettorale ad uso della propria tifoseria, perculando gli avversari, tra battute, selfie, e coretti improvvisati da stadio. Una cosa di un’indecenza e di un cattivo gusto mai visto prima!
E si conclude molto peggio di com’era cominciata l’indimenticabile estate sovranista, con contorno di cacce organizzate al negraccio, selve oscure di saluti romani, minacce reiterate alla libertà di stampa (il principale nemico del nuovo direttorio rivoluzionario), e legioni di imbecilli allo sbaraglio.

Hit Parade del mese:

01. BRRR CHE PAURA!!!

[23 Agosto] «Messaggio da parte della Lega Abruzzo: se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa… occhio!!!»
 (Giuseppe Bellachioma, nazi-leghista abruzzese)

02. METODO TAVERNA

[10 Agosto] «È terribile il messaggio che è passato che un bambino non vaccinato è un bambino portatore de che? De che? Io quand’ero piccola, che c’avevo poco a poco un cugino che c’aveva una malattia esantematica facevamo la processione a casa di mio cugino, perché così la zia se sgrugnava tutti e sette i nipoti, così tutti e sette i nipoti c’avevano la patologia e se l’erano levata dalle palle. Funzionava così la vita mia.»
 (Paola Taverna, Immunodeficiente)

03. SCRIMINAZIONI

[24 Agosto] «Se una limitazione della libertà, che in astratto può sembrare un sequestro, viene posta in essere per adempiere un dovere, è come se si scriminasse il reato »
 (Giulia Buongiorno, la Supercazzolara)

04. LOTTA DI POPOLO

[23 Agosto] «Se la vicenda dei migranti continua ad essere in mano a Salvini è giunto il momento di pensare alla lotta di popolo armato.»
 (Guglielmo Allodi, aspirante brigatista)

05. PENSAVAMO “IN… CULO”!

[20 Agosto] «Qualche giorno di mare con la famiglia con l’occhio sempre vigile su ciò che accade in Italia. Ma tutti gli eroi della #guardiacostiera, dai vertici fino all’ultimo dei suoi uomini, come vedete, sono sempre con me. Anzi, li tengo sempre in… testa.»
 (Danilo Toninelli, il Concentrato)

06. LE CROSTE

[21 Agosto] «Di Maio e Salvini sono due persone molto diverse tra di loro ma hanno una nota in comune: sono politicamente molto intelligenti anche perché non agiscono sulla base di umori transeunti o di mere inclinazioni temperamentali. Inoltre non si lasciano condizionare da incrostazioni “relazionali”.»
 (Giuseppe Conte, il Pupazzo parlante)

07. LA SETTA

[17 Agosto] «Fuori dalla paura c’è un sole bellissimo. Noi possiamo aiutarti ad uscirne e a trovare quello che hai sempre desiderato. #coraggio #felicità #amore.»
 (Carlo Sibilia, l’Allucinato)

08. Roma a 5 Stelle: MEI COJONI!

[21 Agosto] «È stato rimosso stamattina il materasso abbandonato in viale Filarete a Tor Pignattara da una coppia colta sul fatto e videoregistrata con il cellulare da un cittadino che, come la maggioranza dei romani, ha a cuore il decoro della città»
 (Virginia Raggi, Calamità innaturale)

09. Roma a 5 Stelle: INFESTAZIONI

[29 Agosto] «Dobbiamo trovare alternative non cruente per contenere la popolazione dei topi a Roma. Penso a un bando per individuare prodotti sterilizzanti da ingerire.»
 (Edgar Meyer, il Pifferaio)

10. MA ANCHE NO!

[17 Agosto] «Se volete restare sempre informati sulla mia attività politica potete farlo anche fuori dai social, usando #Telegram riceverete dei semplici messaggi chat. Nell’immagine trovate come fare per installare tutto e magari farlo anche sui telefoni di amici e parenti consenzienti. #M5S.»
 (Manlio Di Stefano, altro fenomeno a 5 stelle)

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Cicciobello Rock

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , on 16 agosto 2018 by Sendivogius

«Oggi al dolore per quanto accaduto a Genova si è aggiunto un grande sconforto. Perché almeno io ancora mi ostino a credere che di fronte alle tragedie un paese dovrebbe unirsi, che le sentenze le emanano i magistrati, che la propaganda almeno per qualche ora di fronte alla morte dovrebbe fermarsi. Ma evidentemente non è più cosi. Da ieri è iniziato un incredibile susseguirsi di dichiarazioni fatte a casaccio con l’unico obiettivo di indicare colpevoli su cui scaricare odio. Dichiarazioni fatte da chi avrebbe la responsabilità istituzionale di rappresentare il paese tutto, soprattutto in momenti drammatici come questi e invece vuole solo alimentare lo scontro politico. Nello stesso tempo qui sui social è partita la consueta batteria di notizie false, di sistematica e violenta diffamazione.
Foto false, ricostruzioni false, accuse assurde condivise e lette da centinaia di migliaia di persone. Possiamo far finta di credere che si tratti di singoli invasati, ma non è così. È la solita rete di pagine e profili unofficial che sostiene e alimenta la propaganda più becera di alcune forze politiche.
E così anche decidere per 24 ore di rimanere in silenzio per rispetto del dolore di una città e di chi rischiava tutto per salvare vite umane fa pagare un prezzo, perché lascia il campo libero a chi usa questi strumenti indecenti.
Non so, forse la politica sta davvero diventando questo e sono io che sono obsoleto. Forse ormai si può solo puntare sull’odio e sulla rabbia, forse per vincere bisogna inquinare il dibattito pubblico, sporcarlo, avvelenarlo.
O forse no. Forse è ancora possibile ricostruire rifiutando questo schifo; non usando le loro parole, i loro strumenti, la loro meschinità. Non inseguendoli su un terreno che non potrà mai essere il nostro, non accettando di dover diventare come loro.
Proviamoci davvero, farà bene a noi. E un po’ anche alla qualità della nostra democrazia

Matteo Orfini
(15/06/2018)

Tutto molto bello e condivisibile, al netto dei troppi bla-bla-bla. Poi però in meno di dodici ore ci ripensa, e giusto per non “inquinare il dibattito politico” in ossequio allo spirito unitario che segue la tragedia, eccolo che si lancia subito in una polemica gratuita (che tanto va di moda), contro il solito Matteo Salvini, vicepremier e Ministro dell’Interno, colpevole di non cospargersi il capo di cenere e farsi immortalare contrito nel lutto, dopo aver interrotto l’ennesima comparsata elettorale. Perché l’altro Matteo, Orfini, è diverso… Lui è superiore a certe miserie; è “obsoleto” (come un rottame) e a questo “schifo” proprio non vuole essere associato. Mica usa gli stessi strumenti (persino più beceri) e la stessa “meschinità”…

«“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” recita la Costituzione. Le immagini di Salvini che festeggia in ore drammatiche per Genova sono uno schiaffo al dolore del nostro paese e la negazione di quel principio
Matteo Orfini
(16/08/2018)

E manco fosse stato un rituale orgiastico!

Al contrario, immaginiamo che un Matteo Orfini, non appena appresa la notizia del disastro, abbia subito intrapreso un percorso di digiuno e meditazione, per solidarietà con le vittime, chiudendosi in lutto strettissimo, mentre sulla sua pagine facebook ci propone la diretta no-stop della festa della defunta “L’Unità”, nell’atto ludico di necrofilia condivisa. Orfini infatti non fa “propaganda becera”, ed anzi si preoccupa di contrastare l’odio montante sui social, alimentata da “foto false, ricostruzioni false, accuse assurde” (lo sa lui di che va frignando)… se non fosse che i “colpevoli su cui scaricare odio” (?) sarebbero “Autostrade per l’Italia” del Gruppo Atlantia: la famiglia Benetton, per intenderci, quella dei colori uniti, che si è assicurata una concessione praticamente perpetua, a condizioni spesso vantaggiosissime, con una serie di clausole segrete ed emendamenti confezionati ad hoc per garantire la rendita di posizione del cartello dei concessionari, in regime di sostanziale monopolio. Ora, dinanzi a 40 morti, ricercare le responsabilità non è scaricare odio. Se poi uno è pure un po’ incazzato con chi avrebbe dovuto garantire la sicurezza, e con ogni evidenza non l’ha fatto (o il ponte starebbe ancora in piedi), crediamo sia una reazione legittima. Delle ripercussioni in Borsa e del crollo dei dividendi azionari di Atlantia e della Famiglia Benotton, che coi morti ancora da seppellire si preoccupano degli azionisti, mica delle vittime, in tutta franchezza NON ce ne frega una cazzo! Strano invece la cosa sembri interessare al partito bestemmia, sempre così sensibile ai problemi del padronato… Perciò tranquilli, che il regalino i vari Gavio, Toto, Benetton se lo sono fatti da soli [QUI].

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Mala Tempora

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , on 29 luglio 2018 by Sendivogius

Forlì… Vicenza… Napoli… Caserta… Latina… Roma… Firenze… Rosarno…
La stagione venatoria è aperta. Pare infatti che la caccia al negro stia rapidamente diventando lo sport preferito degli sbianchettatori etnici e difensori della razza, che per il momento devono ancora accontentarsi delle pistole ad aria compressa, in attesa di potersi comprare (e possibilmente usare) senza troppe difficoltà un’arma vera.

Forse perché dopo mesi di propaganda terroristica e rancori ampiamente rimestati, il veleno inoculato dagli apprendisti stregoni comincia a fare il suo effetto, nel corpo debilitato di una nazione infettata dal virus del “populismo sovranista”. Un tempo lo si sarebbe chiamato “fascismo”, ma oggi si usa definirlo così, sovranismo, pensando che la merda abbia un odore diverso se la si chiama con altro nome.

Magari perché ‘qualcuno’… per meri interessi di bottega elettorale… ha dato implicitamente ad intendere che ci si potesse togliere certi “sfizi”, per una maggiore comprensione del fenomeno, in considerazione del nuovo corso inaugurato dall’ennesimo “governo del cambiamento”…

E per questo si impegna ad armare con facilità ogni psicotico mentalmente disturbato che ne faccia richiesta e che evidentemente ha inteso il principio della “difesa (preventiva e illimitata) sempre legittima“, col concetto del ti posso sparare quando voglio

Comunque sia, nell’Italietta autarchica e dei crocifissi branditi come martelli, il numero crescente dei negri sparati non fa nemmeno notizia. Certamente non increspa il faccione sorridente del Fouché prestato al Viminale, il quale ancora non ha capito la differenza che intercorre tra un Ministro degli Interni ed un ministro di polizia. E infatti non ha trovato nulla da ridire; non una parola, nella pioggia di commenti, sfottò, provocazioni, e menù del giorno (Gnam! Gnam!), coi quali ingolfa quotidianamente l’etere dal suo profilo twitter. Ma qui parliamo di uno che, totalmente ignaro del proprio ruolo istituzionale, passa il grosso del suo tempo ad insultare e dileggiare i 4/5 degli italiani che non l’hanno votato, come un qualsiasi capo-squadrista miracolato al governo dopo la Marcia su Roma.

D’altronde, Lui è uno che “parla da papà”, rispolverando un certo paternalismo d’antan, che gli spin-doctor ritengono possa fare breccia su un elettorato prevalente di nonni ed anziani, credendo  siano tutti dei vecchi rincoglioniti nostalgici di Benito buonanima.
Fortuna che a mitigarne gli eccessi, fermo nel suo centro di irrilevanza permanente, c’è il cugino trasparente dell’Uomo invisibile: tal Giuseppe Conte, provvisoriamente dimenticato come soprammobile alla Presidenza del Consiglio, che invece si definisce il “pater-familias dello Stato” (sic!). Abbiamo perso per strada il papi della patria, ma ci guadagniamo un “papà” ed un “pater” (due al prezzo di uno!).
 Dall’altra metà dello stesso cielo, abbiamo invece un vecchio riccone 70enne che campa di rendita da una vita, mentre parla di frugalità e si atteggia a S.Francesco, blaterando di “democrazia diretta”: ovvero 20.000 “utenti certificati” che sparano cazzate in un’indistinta cacofonia on line, discettando di leggi, incarichi e nomine, eppoi si limitano ad approvare le decisioni di un fantomatico “Staff” della Casaleggio Associati, in plebisciti bulgari a colpi di clic, su una piattaforma informatica gestita direttamente da una società privata. Per questo è alleato organico di governo con un partito di estrema destra, esplicitamente pervaso da venature neo-naziste che non si preoccupa nemmeno più di nascondere. E se il suo socio in affari, Casaleggio jr, sostiene che il parlamento è inutile (la Camera dei Fasci e delle Corporazioni potrebbe essere un’ottima alternativa), l’e_guru afferma che le elezioni vanno eliminate, o al massimo sostituite dall’estrazione a sorte del primo idiota utile, che non risponde al popolo ma alla “Piattaforma Rousseau” (peggio di Orwell!). Perché la “democrazia è superata”. La dittatura invece è tornata di moda!

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SBADIGLI

Posted in Kulturkampf, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , on 22 luglio 2018 by Sendivogius

A 30 giorni dall’insediamento dell’esecutivo Conte, in concomitanza con l’anniversario, volevamo celebrare degnamente il primo mese di vita del Governo del Nulla
Ma poi ci siamo resi conto che non c’era molto da dire di interessante, al di là degli strilletti isterici di un’opposizione inconsistente, tra La Repubblica (ridotta in buona parte militante ad organo ufficioso di stampa del partito bestemmia) che conta le pulci fuorché in casa propria, cercando scandali che non arrivano e all’occorrenza creandoli in pompate campagne giornalistiche…

Il PD (perché la merda non muore mai) che deposita emendamenti, contro l’aumento dei sussidi per i licenziamenti senza giusta causa…

Le pretese surreali di una Ong spagnola che denuncia la Guardia Costiera italiana, per non presidiare le acque territoriali libiche, e per ripicca se ne va a Palma di Maiorca (un’altra mezza dozzina di sbarchi con consegna a domicilio e possiamo solo immaginare l’entusiasmo degli spagnoli!), pensando di farci chissà quale dispetto…

La stucchevole polemica a distanza tra Saviano e Salvini (che francamente hanno rotto i coglioni tutte e due!), con l’aggravante di far sembrare quasi simpatico l’odioso bullo di Pontida…

La crociata idiota per ottenere le dimissioni di un Tito Boeri dall’INPS, inopportunamente trasformato a martire di regime: una cosa di pessimo gusto (che proprio non si fa per bon-ton istituzionale), come sparare cifre alla cazzo dall’alto del suo seggiolone previdenziale, scodellando dossier tutt’altro che inoppugnabili, su calcolo probabilistico che si vorrebbero scientifici per inferenza statistica, nell’alveo delle ipotesi possibili. E per questo incontestabile per principio di infallibilità del bocconiano organico alla politica, in una sorta di disfida a tre…

La caccia famelica ad ogni poltrona disponibile, dove piazzare scherani e famigli (e questo fa molto democristiano più ancora che regime)…

Infine, ci siamo imbattuti ancora una volta nella lettura dell’ottimo, come sempre, Carlo Clericetti. E per questo confinato praticamente ai titoli di coda. Così abbiamo deciso di proporvelo senza altri filtri, perché le sue analisi non hanno bisogno di altre considerazioni:

Polemica surreale su 8.000 posti ipotetici

Il “Decreto dignità” ridurrà l’occupazione, dice il presidente dell’Inps Tito Boeri, contestarlo è “nagazionismo economico”. Ma quel numero deriva da stime arbitrarie e oltretutto, anche se fosse vero, è una variazione insignificante rispetto al numero di chi lavora. Le modifiche del decreto sono minime, la sua importanza è solo quella di interrompere l’aumento della flessibilizzazione che dura da 21 anni.

«Uno scontro politico in cui qualcuno dei protagonisti – in particolare il presidente dell’Inps Tito Boeri – sbandiera la “scientificità” di previsioni che hanno il valore di tutte le previsioni, ossia sono ipotesi che, come si è visto infinite volte, spesso non si verificano. Ma ciò che rende surreale la polemica è il motivo – apparente – su cui si polemizza, ossia il fatto che il “Decreto dignità” provocherebbe una riduzione di 8.000 occupati. Ottomila? Sui circa 23 milioni e mezzo di occupati significa lo 0,03%, una cosa – anche ammettendo che si realizzi – del tutto insignificante. L’ultimo comunicato Istat relativo al maggio scorso ci dice per esempio che, in quel solo mese, c’è stata una variazione di 114.000 occupati, più di 14 volte tanto. E’ come se un marito accusasse la moglie di mandare in rovina la famiglia perché ha dato una mancia di 10 centesimi a un lavavetri.
Ma cominciamo dallo strumento usato, il decreto. Che non è corretto, perché manca il requisito di “urgenza” che ne sarebbe il presupposto. In questo modo Luigi Di Maio prosegue nella pessima consuetudine dei governi precedenti, che anch’essi hanno ampiamente abusato di questo strumento, che espropria in parte il Parlamento della sua funzione legislativa.
In secondo luogo, il merito del provvedimento. Che di “rivoluzionario” ha una cosa soltanto: è il primo, da 21 anni a questa parte (cioè dal famoso “pacchetto Treu” del 1997), che non si proponga di flessibilizzare ulteriormente l’impiego del lavoro, ma di reintrodurre invece qualche piccolo – piccolissimo – elemento contro la precarietà. Più degli effetti concreti – che saranno, in una direzione o nell’altra, inevitabilmente modesti – conta la “direzione” del provvedimento, che è un primo segnale, tutto da verificare, di inversione di tendenza.
E proprio questo è il vero oggetto della polemica che si è scatenata, che per il caso specifico sarebbe del tutto sproporzionata. Questi non vorranno mica tornare indietro? Smontare le belle “riforme strutturali” varate dai governi da Monti a Renzi? Altolà! Disastro, disastro! Già con questo decreto si perderanno ben ottomila posti! E la competitività? E i mercati? E lo spread?
La Confindustria naturalmente strepita che di posti di lavoro se ne perderanno molti di più. E Di Maio ha gioco facile a ricordare le catastrofiche previsioni in caso di vittoria del “no” al referendum sulle riforme istituzionali che il suo ufficio studi aveva diffuso poco prima della consultazione. Il “no” ha vinto e l’economia è andata addirittura meglio di prima, a riprova che certe “previsioni” sono solo un modo di fare (pessima) politica con altri mezzi.
Boeri, che è uno dei portabandiera delle teorie abbracciate dalla finta sinistra della“terza via”, non si è lasciato sfuggire l’occasione di affermare che questa strada porta a una diminuzione dell’occupazione. Ma per arrivare a quel numero si devono fare stime e ipotesi, ed entrambe hanno un ampio margine di arbitrarietà. Altre stime e ipotesi sarebbero legittime, e darebbero risultati diversi. Parlare, come ha fatto lui, di “negazionismo economico”, come se ci si rifiutasse di prendere atto di una verità assodata, è solo un segno di confusione epistemologica.
Stendiamo poi un velo pietoso su chi prende sul serio, o persino avvalora come ipotesi, una perdita di posti di 8.000 l’anno per dieci anni. E’ vero che nella relazione tecnica c’è una tabellina con questi numeri, ma presuppone condizioni invariate. In altre parole, il mondo dovrebbe fermarsi come accade in qualche favola, non dovrebbe cambiare nulla non solo nella nostra politica economica, ma anche nell’economia globale. Si tratta di un esercizio formale, non di una previsione.
In questa commedia degli errori c’è un altro aspetto di una certa rilevanza. E’ ben possibile che nelle strutture tecniche dello Stato ci sia chi “rema contro”. E’ accaduto in passato, accadrà anche in futuro. Ma chi ha responsabilità politiche, a maggior ragione se di governo, non può gettare discredito su queste strutture – dalla Ragioneria generale all’Inps, in un recente passato la Banca d’Italia – perché in questo modo mina la credibilità del paese. Se sorgono problemi si affrontano con la massima riservatezza, non con dichiarazioni avventate o con frasi ad effetto su qualche social network, che magari si è costretti a rimangiarsi qualche ora dopo a danno anche della propria credibilità. Sarebbe bene cominciare a capire alla svelta che differenza c’è fra la trasparenza e l’incoscienza

Carlo Clericetti
(19/07/2018)

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(112) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , on 30 giugno 2018 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2018″

Ci voleva una boccata di aria fresca, dopo la lunga stagione di fritto misto, ripassato nella padella dorotea. Finalmente risorge un’Italia maschia e virile, dai mascelloni volitivi, le palle quadre, e la trippa al vento, che sa come imporsi all’estero, rivendicando il proprio ruolo in Europa e nel mondo contro le demoplutocrazie del perfido giudeo Soros.
Cosa ha ottenuto dunque il cazzutissimo esecutivo gialloverde nell’ultimo vertice bruxellese, dove si discuteva di questioni migratorie?!? Per riassumere in breve: un par de palle!
Fortunatamente per noi, gli impegni sottoscritti sono tutti al condizionale, nell’aleatorietà degli stessi, e non presuppongono alcun vincolo concreto nel doverli mettere in pratica. Altrimenti, l’Italia non solo diverrebbe l’hotspot d’Europa con l’obbligo di accogliere e trattenere ogni immigrato in arrivo dall’Africa (o qualsiasi altra parte del globo), ma si dovrebbe riprendere anche i “migranti economici” espulsi dal resto della UE, che verrebbero ricondotti al “paese di primo approdo” (cioè l’Italia). In concreto, da oggi il ricollocamento dei profughi avverrà solo su base volontaria. Se prima era obbligatorio e nessuno se li prendeva, figuriamoci adesso!
Per il momento, come unico risultato, ci sarebbe la stretta sulle attività di trasbordo delle ONG (e sarebbe pure ora, che davvero non se ne può più!), anche se non serviva un’autorizzazione europea per questo. Malta il divieto di attracco e rifornimento lo pratica già; il Governo italiano ha tirato fuori l’Art.83 del Codice di navigazione, per bloccare (ottimisticamente) il transito delle navi e limitare l’arrivo di una marea di gente che nessuno vuole né sa come sistemare. Perché la realtà (spiacevole o scomoda che sia) è comunque questa. Allo stesso modo, l’intolleranza nasce dalla mancanza di soluzione per un problema vissuto come oggettivo, ma che viene negato nella sua evidenza. E bisognerebbe prenderne atto, al netto di pietismi strumentali e stronzate che francamente non convincono più nessuno, ma indispettiscono tanto sono irritanti nella loro assurdità semantica.

“Ci pagano le pensioni!”

Poi c’è l’impegno, tutto generico, a stanziare mezzo miliardo di euro per l’Africa onde creare piani di sviluppo e contenere le migrazioni. Quando il problema inerente le ondate di profughi riguardava la Germania, vennero subito sganciati (sull’unghia!) 6 miliardi di euro da versare in tranche regolari alla Turchia, con le quali il sultano Erdogan ha consolidato il suo potere assoluto, affinché venissero bloccati i flussi. Da notare che i miliardi non sono stati pagati dai tedeschi (che avevano il problema in casa), bensì da tutti gli europei. Sottolineiamo: 6 miliardi per la Turchia (con 80 milioni di abitanti), 500 milioni per l’Africa, con oltre un miliardo di abitanti (1,2 mld) ripartiti per 54 nazioni. Nell’intermezzo, c’è Macron che ordina l’apertura dei porti italiani e spagnoli al flusso dei migranti e la realizzazione massiva di centri di accoglienza (sempre al di là delle Alpi). I confini francesi (così come i porti) invece rimarranno sigillati, nell’indisponibilità ad accogliere alcunché. È la solidarietà fatta col culo degli altri. Per il presidente francese pare sia una questione di principio.
La Spagna dell’abusivo Pedro Sanchez (l’ultimo dei camerieri sopravvissuti al Patto del Tortellino) si è subito dichiarata indisponibile; dopo l’accoglienza della nave Aquarius, ha già dato: 2700 operatori e una copertura mediatica di 700 giornalisti, per lo sbarco assisitito di 630 migranti, nelle stesse ore in cui l’Italia (egoista e vomitevole) ne faceva approdare quasi duemila, e senza tanti clamori, dopo averne accolti 650.000 in meno di cinque anni. Poi si lamentano che dilagano i nazionalpopulisti!
Una manna per Matteo Salvini, che parla di successone (immaginario) e può (questa volta a ragione) mettere a nudo la pletorica inutilità di una UE senza vergogna per le sue indecenze, costruendoci sopra una carriera politica. Perché un tweet al giorno leva ogni responsabilità di torno.
Ordunque, basta coi vecchi piazzisti di fuffa! Esaurito il tempo delle chiacchiere e dei compromessi, resta la propaganda, nella roboante magnificazione di sé. Da oggi, le cazzate assurgono ad una nuova dimensione “sovranista”, nel ritrovato orgoglio nazionalpopolare dell’Italietta restituita ai fasti retorici di regime.
A mal vedere, pare che la condizione prevalente della politica italiana sia incarnata nel disagio psichiatrico, tanto che per capire la personalità dei nostri sedicenti ‘statisti’ basterebbe sfogliare una copia del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders). Siamo così passati dal disturbo istrionico di personalità (Silvio Berlusconi), al disturbo narcisistico (Matteo Renzi), e infine col disturbo delirante (Matteo Salvini), mentre la loro interazione prevalente è il bullismo.
Perché è in termini clinici che va preso in considerazione il fenomeno. La Reductio ad Hitlerum non funziona. E non perché il Governo Salvini (Conte e Di Maio sono solo due comprimari di contorno) non abbia connotazioni di chiara impronta fascista.
Non funziona per il semplice motivo che una parte consistente dei suoi entusiastici sostenitori, fascisti lo sono già e se ne fanno apertamente vanto. Di conseguenza, non ne uscirebbero che ulteriormente galvanizzati dalle analogie.
Gli altri vivono in una sorta di esaltazione mistica, che segue sempre l’arrivo dell’omino della provvidenza in cui riporre aspettative spropositate per una dote di promesse illimitate.
Per paradosso, sottolineare i richiami al fascismo di una compagine governativa che tanto eccita i fanclub del grilloleghismo, finirebbe proprio per riabilitarne l’idea e legittimarne l’eredità.
E l’Opposizione allora?!? Sui cadaveri non infieriamo. Il “populismo” l’hanno creato e alimentato loro, quando erano al potere, governando da schifo e gestendo persino peggio la grande recessione economica. Quello che non si perdona loro è la sensazione di aver subito un grande tradimento collettivo, mentre gattonavano felici a braghe calate nei consessi europei a prendere ordini. Diversamente, non avremo avuto l’ascesa del cosiddetto “sovranismo”, che in fondo è una reazione di rigetto verso una classe politica semplicemente indegna, sostituita con un’altra di gran lunga peggiore.

Hit Parade del mese:

01. TRIONFI

[29 Giu.] «A Bruxelles abbiamo ottenuto il 70% delle nostre richieste.»
  (Matteo Salvini, il Diplomatico)

02. ASPETTATIVE

[21 Giu.] «Io mi aspetto già da domenica con i ballottaggi un segnale di ripresa del Pd. Primo perché i nostri candidati sono di gran lunga i migliori, i più affidabili. Secondo perché, forse per la prima volta nella nostra storia, c’è stata una attenuazione delle polemiche interne.
A Pietrasanta, Massa, Pisa con Paolo Gentiloni, piazze piene per i candidati sindaci del Pd in Toscana. Ho buone sensazioni per i ballottaggi del 24 giugno.»
  (Andrea Marcucci, il Renzianissimo)

03. PREVENZIONE

[22 Giu.] «Ritengo che 10 vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi, se non dannosi.»
(Matteo Salvini, il Virologo)

04. GENETICAMENTE COMPATIBILI

[02 Giu.] «Alleanze con la Lega? Fantascienza allo stato puro. I nostri programmi sono inconciliabili. Noi non faremo un’alleanza con la Lega. Sono culturalmente e geneticamente diversi, quindi è impossibile.»
(Roberto Fico, l’Ibridato)

05. ESECUZIONI GENTILI

[18 Mag.] «Cosa farei per questo governo? Mi vedrei bene capo della Polizia. Penso a Fouchet, ci vuole severità. Sì, è vero, tagliava le teste, ma adesso non c’è neanche più la ghigliottina. Mancava il garbo di far rotolare le teste su un tappetino pulito. E poi non disinfettavano mai la mannaia. Adesso bisogna far rotolare qualche testa.»
  (Mario Borghezio, il Boia)

06. IL PUPAZZO

[07 Giu.] «Il premier Conte padroneggia gli argomenti che tratta, è abituato a studiare molto. Lo definirei coraggioso, curioso, intelligente, competente.»
  (Alfonso Bonafede, Scopritore di talenti)

07. MORTO CHE PARLA

[11 Giu.] «Il PD deve cambiare da cima a fondo, ma la notizia della sua morte era fortemente esagerata.»
  (Paolo Gentiloni, il Sopravvissuto)

08. ONESTÀ!

[12 Giu.] «Lo stadio a Tor di Valle è sempre più vicino. Stiamo lavorando senza sosta per accorciare i tempi e realizzare questa grande opera che porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita nel quadrante sud della città»
  (Virginia Raggi, Disastro Capitale)

09. IL SUICIDIO DELLA SINISTRA

[27 Giu.] «Se in Toscana non ci fossero gli stranieri, che sono il 10%, la Toscana sarebbe un deserto di miseria.»
  (Enrico Rossi, Governatore del deserto)

10. ENORMI DISPONIBILITÀ

[29 Giu.] «Io credo in un campo di centrosinistra largo. In italia c’è una disponibilità enorme. E io mi propongo come una delle persone che può contribuire a questa rete.»
  (Paolo Gentiloni, il Disponibile)

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Lo Stato Nuovo

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 6 giugno 2018 by Sendivogius

Lo Stato riprende i suoi diritti, e il suo prestigio, come interprete unico e supremo delle necessità della società nazionale. Il popolo è il corpo dello Stato e lo Stato è Io spirito del popolo. Nel concetto fascista il popolo è Stato e lo Stato è popolo.”

(Discorso pronunciato dal Duce alla Seconda Assemblea Quinquennale del Regime – Roma, 18 Marzo 1934)

Che un Presidente del Consiglio, abusando delle sue prerogative, usi il potere esecutivo come un grimaldello, per accentrare sul governo ogni altra funzione e scardinare il Parlamento, la scatoletta di tonno da aprire e presumibilmente papparsi (e cosa resta poi se non una scatola vuota?!?), non sarebbe certo una novità.
Tuttavia, che un premier appena designato, nel giorno stesso del suo insediamento davanti alle Camere, rivolga minacce larvate ai parlamentari che osano interrompere l’annunciazione del Bengodi venturo, Lui che eletto non è (e che deve la sua nomina ai casting della Casaleggio Associati), è una cosa che in Italia non s’era più vista almeno dai tempi del “Discorso del bivacco” di Benito Mussolini.
Come suo primo esordio al Senato, l’avvocato nonché amico del popolo (l’ultimo prima di lui era finito accoltellato in una tinozza, corroso dalla rogna) preannuncia la nuova concezione della Giustizia riformata a cinque stelle, basata sulla delazione e l’utilizzo massiccio di agenti provocatori (una via di mezzo tra Stalin e la Santa Inquisizione).

Allo scopo, individua nel “conflitto di interessi” il generalissimo concetto sul quale fondare la propria azione inquisitoria, per una definizione talmente vaga da essere onnicomprensiva nella certezza della punizione, attraverso il castigo dei peccatori che non aderiscono al Sacro Verbo…

Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto, fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare inoltre le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interessi“.
(Giuseppe Conte. 05/06/2018)

Ma è rivolgendosi alla Camera dei Deputati che l’onorevole presidente del consiglio, non eletto, e decisamente poco avvezzo alla dialettica parlamentare, supera se stesso:

“Anche i vostri tentativi di interrompermi dimostrano che ognuno ha i suoi conflitti”
(06/06/18)

Per la proprietà transitiva del sillogismo, ne consegue che i parlamentari (e senatori) di minoranza sono tutti colpevoli fino a prova contraria, in quanto apportatori di un peccato originale, estensibile a discrezione del premier (e della maggioranza), e potenzialmente perseguibili su un’ipotesi di reato indefinita.
Graziosamente, l’aspirante Re Travicello in balia dei suoi due ingombranti dioscuri per il momento ha concesso di “rispettare le opinioni dissenzienti e contrarie” che si leveranno dagli scranni di quella che Giggino ‘O Sarracino ha definito la “cosiddetta opposizione”. Così parlò Di Maio, che evidentemente di opposizione ne ha in mente una tutta sua, ora che si è autoproclamato “Stato” (dal Re Sole al re sòla), imbalsamato nella paresi facciale del suo eterno sorriso da pupazzo animato.
È solo un piccolo assaggio in fieri di quello che Danilo Toninelli, più ispirato del solito, ha definito “stato etico”; ovvero, secondo Giovanni Gentile, la forma più compiuta e riuscita dello Stato fascista.

«Lo Stato fascista è Stato popolare; ed in tal senso Stato democratico per eccellenza. Il rapporto tra lo Stato e non questo o quel cittadino, ma ogni cittadino che abbia diritto di dirsi tale, è così intimo che lo Stato esiste in quanto e per quanto lo fa esistere il cittadino

Giovanni Gentile
“Che cosa è il fascismo”
Vallecchi Editore
Firenze, 1925

Ora, qui siamo ben oltre la farsa che segue alla tragedia: paragonare al fascismo un falsificatore curriculare pescato dal cilindro magico della Casaleggio Associati (giusto a proposito di conflitto di interessi)… un Rocco-Tarocco coi capelli laccati col lucido da scarpe, che si perde i fogli durante il discorso di insediamento, e non si ricorda manco il nome di Piersanti Mattarella (quando si dice senso delle Istituzioni)… ed il cui governo probabilmente non arriverà a Dicembre… conferirebbe uno spessore drammatico che il Governo Conte certamente non ha, essendo nient’altro se non l’ennesima parentesi comica che questo Paese ogni tanto si concede, tra una crisi e l’altra, con troppa leggerezza, affidandosi fideisticamente ad imbarazzanti pagliacci senza altro requisito se non la loro garrula inconsistenza.
Figuriamoci un Danilo Toninelli che si fa i selfie per far vedere ai suoi followers quanto è concentrato!
O un Luigi Di Maio che sembra la parodia ignorante di Dentone
O Roberto Fico che assomiglia al gemello elegante di Manuel Fantoni
Per non parlare del “Mussolini di ghisa” ed i suoi camerati in camicia verde: quello che da secessionista per l’indipendenza della padania s’è reinventato sovranista. Ed in qualità di vicepremier (!) nel bel mezzo della presentazione del programma di governo scappa via, perché ha l’ennesimo comizio da fare.
È la “rivoluzione” ai tempi del “governo del cambiamento”, per un’altra bella infornata di nuovo che avanza.

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(108) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 4 marzo 2018 by Sendivogius

Classifica FEBBRAIO 2018”

Facce di tolla… facce di bronzo… facce da culo! Ancora qualche ora di stoica sopportazione e questa girandola di profili lombrosiani dovrebbe fermarsi, insieme alla giostra elettorale con la quale l’inutile farsa usa legittimare se stessa, mentre galleggia nel pozzo nero di una pseudo “politica” priva di qualunque rappresentatività reale, idealità o capacità di visione, dove più che altro a trionfare è l’idiozia veicolata a livello di massa e non certo la Democrazia. Si tratta di un baraccone il quale, prima ancora di essere specchio di un paese che non esiste se non nell’immagine distorta nell’uso disfunzionale che il circo mediatico ne fa, è più che altro la proiezione dell’autoreferenzialità narcisistica di garruli citrulli alla riscossa, che per l’occasione ammiccano da un manifesto elettorale in una galleria degli orrori, con sorrisi più falsi di Giuda nel nulla cosmico che li sovrasta dal fondo della loro grottesca insipienza.
Ogni altra parola sprecata a proposito della campagna elettorale più squallida di sempre, monopolizzata da personaggi terrificanti con velleità di governo, è superflua dal momento che è stato già detto tutto ciò che si doveva. Ed altro non vale proprio la pena aggiungere, dinanzi ad un desolante déjà-vu: tra i rigurgiti fascisti ormai trasformati in conati permanenti (nella sostanziale acquiescenza di un governo assente) ed un Berlusconi totalmente rincoglionito, che ripete gli stessi siparietti davanti a lacchè compiacenti e sbaglia tutte le battute imparate a memoria, cercando di articolare i suoi ultimi rantoli senza perdersi la dentiera, seppellito sotto un metro di cerone, mentre spara cazzate a raffica. Poi vabbé! C’è il Cottolengo a cinque stelle al gran completo ed un Renzi disperato che ormai sembra più vecchio della mummia vivente di Arcore, mentre insegue invano un elettorato ‘giovane’ con la convinzione sia composto da cerebrolesi come i suoi amichetti scemi della parrocchietta. Non sappiamo chi gli curi la propaganda (non che abbia una qualche importanza), ma un fisting anale risulterebbe meno agghiacciante de ‘sta roba qua…!
Comunque vada, sarà un disastro. La fortuna consiste nel fatto che nessuno di questi ambiziosi cialtroni avrà i numeri per decidere alcunché. E sarà un bene per tutti, visto che in tal modo non potranno fare troppi danni.

Hit Parade del mese:

 

01. DELIRIO SENILE

[13 Feb.] «Perché non esce il famoso nero? L’ultimo studio che ho visto dice che sono addirittura il reddito nero, il reddito sommerso, la metà del reddito emerso. Il reddito emerso, pil emerso, 1600 euro; pil sommerso, 800.000 euro. Mettiamo che non venga fuori tutto, io ho portato le pensioni per 1835… per un milione e 835 mila pensionati a 1.000 lire, per arrivare alla fine del mese.»
(Silvio Berlusconi, il Rincoglionito)

02. C’ERA UNA VOLTA (I): la passione per le vacche

[14 Feb.] «Durante la Guerra Mondiale io dovetti lasciare Milano, sfuggii ai bombardamenti e andai per tre anni in un paesino vicino a Como: feci il contadino. Imparai a mungere le vacche a otto anni, mungevo le vacche a otto anni, e venivo pagato con una calderola di caciada, latte rappreso, lo yogurt di allora.»
(Silvio Berlusconi, l’ineguagliabile Contaballe)

03. C’ERA UNA VOLTA (II): l’elisir di eterna giovinezza

[26 Feb.] «Mi sveglio molto presto, leggo i giornali e poi mi dedico alla attività fisica. Faccio ginnastica, cammino e corro almeno per quattro, cinque chilometri e finisco con una bella nuotata di mezz’ora.»
(Silvio Berlusconi, il Risorto)

04. C’ERA UNA VOLTA (III): Cimitero vivente

[14 Feb.] «Ho un patto d’onore con il candidato de cuius»
(Silvio Berlusconi, il Becchino)

05. DELIRIO A 5 STELLE

[18 Feb.] «Guardare vecchi film è come sniffare una giarrettiera. Cos’è infatti se non feticismo, la reiterata proiezione, giorno dopo giorno, di vecchi film che hanno in comune soltanto il fatto di essere famosi?
Personalmente non so rispondere alla domanda di cosa ci sia di così altamente culturale nella riedizione di vecchi film, all’interno di un contesto storico e sociale con una sua storia, una sua identità, un suo vivace vissuto, che solo chi ne è estraneo, e vuole rimanerne tale, può non conoscere né vedere e anzi può soffocare vantando una civilizzazione di stampo colonialista.
Manifestazioni simili sono funzionali alla propaganda del partito politico che le sostiene, in questo caso di quel PD maestro nella manipolazione del consenso, che ormai da decenni utilizza la spettacolarizzazione e la feticizzazione della cultura come arma di distrazione di massa.»
(Gemma Guerrini, Vicepresidente Commissione Cultura di Roma)

06. IL RITORNO DEI MORTI VIVENTI

[10 Feb.] «Il fascismo e il nazismo sono morti per sempre»
(Marco Minniti, il Vigilante)

07. EVANGELION

[25 Feb.] «Mi impegno e giuro di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, giuro di servivi con onestà e coraggio, giuro di applicare la Costituzione italiana, da molti ignorata, e giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti nel sacro Vangelo.»
(Matteo Salvini, il Fascioleghista)

08. FASCISTI D’ITALIA

[24 Feb.] «Quando saremo al governo la priorità sarà data agli Italiani e ai Cristiani. Dal 4 marzo tutto cambierà e finalmente avremo un governo di patrioti.»
(Giorgia Meloni, la Clericofascista)

09. LOL!

[27 Feb.] «Coerenza, onestà, e altruismo saranno i valori portanti del governo Salvini»
(Matteo Salvini, il Premier)

10. DITTATURE DI DIRITTO

[17 Feb.] «La Turchia è uno stato di diritto come la Germania e gli Usa.»
(Binali Yldirim, premier turco aspirante europeo)