Archivio per Matteo Salvini

TANK BUNKER

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 23 febbraio 2020 by Sendivogius

Proprio ieri si parlava di LVI e delle peregrine qualità che agitano il fenomeno da bar…
 Uno che è convinto di fermare l’avanzata del coronavirus sul bagnasciuga, non appena tenterà di sbarcare, a linea della sabbia dove l’acqua finisce e comincia la terra.
Come diceva il Malanima, innalzato a modello di ispirazione costante, per il gallonato citofonatore notturno col rosario:

“Il dovere dei fascisti è questo: dare questa sensazione e, più che la speranza, la certezza assoluta, dovuta a una decisione ferrea, incrollabile, granitica!”

Benito Mussolini
(05/07/1943)

Ecco, crederci! Perché il punto è tutto lì: una questione di fede.
A corto di idee, ammesso e niente affatto concesso ne abbia mai avuto una, ossessionato dall’invasione di orde di negri che emergono dalle acque torbide del Mediterraneo per infettare la terra dei morti dementi, ancora non ha capito che il virus non viene dal mare a bordo di un barcone (almeno per ora), ma plana direttamente sopra alle nostre teste, viaggiando in business-class, con portafoglio pieno e regolare passaporto nel taschino della giacca griffata.
Ma a questo untore di paranoie diffuse e di allarmismi cronici, che ha fatto della Paura la sua principale fonte di lucro elettorale, poco o nulla importa dell’intera faccenda che, come ogni altra cosa, viene usata unicamente quale moltiplicatore potenziale di consensi per sciacallaggio diffuso.
È che proprio non gli riesce di elevare lo sguardo oltre le sue vergogne, per un’unica fissazione ossessiva e ossessionante.
Basterebbe questo a rendere tutta l’inadeguatezza del personaggio, verso un qualsiasi incarico che non sia l’assaggiatore compulsivo da sagra strapaesana.
Giusto per rimanere sull’argomento e non farci mancare proprio nulla, c’è pure che riesce a fare di peggio; in attesa che dal cosiddetto Ordine dei giornalisti, più imbarazzante che imbarazzato, si levi un sussulto, non dico di dignità ma di minima decenza, dinanzi a cotanta merda sparsa a piene zampe oltre i confini del grottesco…
Il soccorso bruno delle truppe cammellate di Littorio Feltri al suo “Capitano” dalle pagine del suo infame giornaletto di Libero sciacallaggio, al fianco di quell’altro generatore automatico di stronzate a spruzzo continuo che chiamano la “Bestia”, rischia però di rivelarsi più controproducente che altro. Al confronto, per parità di contenuti, i deliri razzisti del Der Stürmer sarebbero sembrate pubblicazioni di qualità, rispetto a simili abnormità affogate in un pozzo nero senza fondo. 
E questi dovrebbero essere l’alternativa per il Paese? Coloro che spezzeranno le reni al coronavirus!?

Confini di Lucro
di Luca Bottura
(23/02/2020)

«L’idea di chiudere porti e frontiere diffusa da Salvini ha un suo senso: siamo il Paese in Europa con più casi di coronavirus, eviteremmo di infettare gli altri. Con lo stesso metro di giudizio, il resto del continente dovrebbe cominciare a evitare le pizzerie e lo stesso caporale andrebbe messo subito in quarantena. A torto, peraltro, perché non risulta che a trasmettere il virus siano gli sciacalli. Resta un confortante dato comunicativo: il Caporale ha perso il tocco magico di trasformare la melma in voto, alzando i toni ad minchiam contro professoroni, politiconi, giornaloni. L’emergenza ha per una volta reso ministri, medici, addirittura giornali, una fonte cui approvvigionarsi per ottenere protezione, cura, informazione, anziché i soliti bersagli ad minchiam dei leoni da tastiera istigati dal primo mitomane social. Cavalcare l’hashtag vincente cercando di lucrare consensi sul pericolo rappresenta perciò l’ennesima deiezione canina su cui l’uomo dei pieni poteri balla il tiptap. E intanto che troviamo il vaccino per il virus, la cura omeopatica per la Lega procede a piccoli, rassicuranti passi

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Con Doglianza!

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 22 febbraio 2020 by Sendivogius

Se già non ci fosse, bisognerebbe inventarlo questa sottospecie di caricatura mussoliniana ad ingozzo libero, per amarcord nostalgici nei bar-sport di Predappio.
 Uno che dinanzi alla (ennesima) strage del solito patriota identitario in pieno trip kalergico da riallocazioni allogene, il suprematista e razzialista (quanti pseudonimi per non chiamare la stessa merda col suo nome!) che voleva ‘ripulire’ la Germania dalle razze aliene, riesce a non pronunciare MAI le paroline magiche, “nazifascismo” e “razzismo”, per non sturbare il nazista della porta accanto (quelli che in genere amano disegnare svastiche sulle case altrui), col quale spesso e più ancora volentieri s’accompagna tra un’abbuffata e l’altra, raccomandandosi alla madonna, dopo essere rimasto orfano di Bibbiano. Ci mancava solo che chiosasse il suo messaggio di cordoglio, vero come le lire padane o i soldi del Monopoli, con un “bacioni!” e allora la quadratura sarebbe stata perfetta.
Perfino la ducia della Garbatella (che pure di coliformi in camicia nera se ne intende!) ha saputo fare di meglio, sconfessando i 4/5 del suo elettorato, interscambiabile per fogne comunicanti con l’altra cloaca verdecamiciata. Ma LVI no: il duce di ghisa, il Codreanu padano, è uno che tira dritto. E boia chi molla!

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(131) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 1 febbraio 2020 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2020″

Con raro acume sociologico, nelle loro analisi post-elettorali, fior di commentatori a tempo pieno hanno ‘scoperto’ che esiste una cesura socio-culturale, tra le grandi aree metropolitane (che in Italia sono limitate ad una mezza dozzina di città) ed i margini periferici di una provincia profonda, culla di un “disagio” radicato che la Sinistra non riuscirebbe più ad intercettare, né interpretare. E non ci riesce, in virtù di una sua spiccata supponenza elitaria e senso di superiorità che ne alimenterebbero atteggiamenti arroganti, rendendola inesorabilmente ‘antipatica’.
Invece, com’è noto, la Destra sprizza simpatia da tutti i pori, nella naturale modestia e delicata sensibilità sociale che da sempre ne contraddistingue ogni sua espressione, volta a sobrietà e moderazione; per non tacere della raffinata ironia, che trasuda dalle sofisticate creazioni delle sue pagine culturali, passando per i propri think-tank di riferimento… Uno a caso:
Ora, senza voler nulla togliere al genio incompreso all’analisi ‘sociologica’ di siffatti pozzi di scienza, volendo essere generosi, che borgo e contado costituiscano da sempre due entità diverse, ma unite dalla reciproca incomprensione, era risaputa fin dai tempi di Romolo e Remo (“Remolo”, per qualcuno), ma forse pure prima…
Se poi per piacere alla “gente” bisogna infilarsi una trombetta nel culo ed ingozzarsi a sbafo come un maiale all’ingrasso, sbaciucchiando rosari tra un rutto e l’altro, perché questo è il “sentimento popolare” diffuso, nonché il meglio che riesce ad esprimere… Be’ allora ci può anche stare che uno si senta orgogliosamente “superiore” per oggettiva constatazione e che no, proprio non voglia scendere al livello di una massa di analfabeti, dal quoziente intellettivo di un babbuino ubriaco, che fuori dal proprio recinto guarda con sospetto ogni “foresto” e addita con malcelato disprezzo chiunque abbia sfogliato almeno un libro (sia pure per sbaglio) negli ultimi 30 anni, in un’Italia sempre più stronza. Almeno a giudicare dai rapporti annuali di Censis ed Eurispes, nella rilevazione dello schifo che siamo diventati; ovvero, che siamo sempre stati, anche se non ce ne rendevamo conto.
Il “disagio” (mentale) lo si riconosce benissimo, ma non per questo uno ha l’obbligo di farsene carico. Non è che il sedicente “popolo” si prende tutto in blocco, a scatola chiusa, merda inclusa.
Perché la Vandea anche no, grazie!

“PARMAGEDDON”
di Alessandra Daniele
(27/01/2020)

«Matteo Salvini ha fatto di tutto per vincere le elezioni in Emilia Romagna.
S’è ingozzato per mesi di prosciutto e parmigiano, e poi ha chiesto ai suoi fans un digiuno di solidarietà.
S’è proclamato martire della giustizia sommaria, e poi è andato a fare il vigilante ai citofoni.
Ha imposto come candidata Lucia Borgonzoni e poi se l’è mangiata, trattandola da valletta di Sanremo.
Ha chiesto il voto ai cittadini di Bibbiano e dintorni dandogli del branco di pedofili.
Matteo Salvini ha fatto di tutto per vincere le elezioni in Emilia Romagna. E soprattutto per questo le ha perse.
Perché ha stufato. E schifato.
Ha rotto i coglioni.
Come Matteo Renzi, ha preteso un referendum ad personam, e come Renzi lo ha perduto.
Ha fallito nell’unica cosa che sapeva fare. È stato sconfitto, in Emilia Romagna dal PD, e in Calabria dal PD e persino da Forza Italia.
Perché come Renzi, Matteo Salvini ha rotto i coglioni.
La pacchia è finita.
È finito l’Anno del Maiale.
Se il PD è riuscito così a schivare il meteorite dell’apocalisse elettorale, il Movimento 5 Stelle invece l’ha preso in pieno.
L’anti-parlamentare M5S è ormai un partitino che esiste soltanto in parlamento.
Fondato da un comico, affondato nel ridicolo, il M5S oggi muore dov’è nato e com’è nato: con un sonoro Vaffanculo, stavolta ricevuto.
Per quanto precipitosa, la fuga pre-elettorale di Luigi Di Maio è stata pateticamente tardiva.
Nel suo discorso delle dimissioni, così renziano nel suo dare tutte le colpe ai “nemici interni” al partito senza riconoscere nessuna delle proprie, Di Maio ha inserito anche il classico “Ho visto cose che voi umani”. In realtà, la citazione di Blade Runner adatta al M5S è un’altra: “I topi abbandonano la nave che affonda. E poi la nave affonda”.
L’Anno del Topo è cominciato.»

Hit Parade del mese:

01. PETO DI FOGNA

[20 Gen.] «Vi colpirò forte politicamente. Vi farò male, molto male. Vi faremo un culo così, segnatevelo. Quando governeremo questa Regione non vi troveremo più, vi nasconderete nei vostri meandri. Per fermarci dovete solo spararci.»
(Nicola “Naomo” Lodi, vicesindaco leghista di Ferrara)

02. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, POTUTO.

[24 Gen.] «Noi domenica le elezioni in Emilia-Romagna non le vinciamo. le STRA-VINCIAMO!.»
(Matteo Salvini, Stra-Perdente)

03. SPEZZEREMO LE RENI ALL’EMILIA

[26 Gen.] «Vincere… e vinceremo!»
(Iva Garibaldi, la Portavoce di Salvini ‘esperta’ in comunicazione)

04. IL BRODO NERO DEI POPULISTI

[28 Gen.] «Bisognerebbe preparare un nuovo contenitore di ambientalismo radicale e populismo pragmatico, per recuperare milioni di astenuti ed ex salviniani.»
(Marco Travaglio, il Cuoco)

05. A CASA TUA PUOI FARLO, NEL SEGRETO DELLA TUA CAMERETTA

[19 Gen.] «Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, nella tua cameretta, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana.»
(Matteo Salvini, una Vergogna twittante)

06. MAGNA PURE TRANQUILLO!

[29 Gen.] «Mi spiace, ma se uno vuole stare in prigione perchè non gradisce che chi lo sta venendo a liberare si fa i selfie con la nutella vuol dire che non ha abbastanza voglia di uscire. Aspetterà.»
(Claudio Borghi, il Liberato)

07. TECNICISMI

[18 Gen.] «Io sono un tecnico prestato alla politica.»
(Laura Castelli, talento a 5 stelle)

08. DOLCE CRIMI (I)

[22 Gen.] «Vito Crimi è una persona pacata, più che ragionevole.»
(Pierluigi Bersani, Dissociato)

09. DOLCE CRIMI (II)

[30 Gen.] «Certe cose più stanno lontano dai politici e meglio è. I dati delle persone e altre informazioni non devono essere a disposizione degli eletti.
Casaleggio non fa politica e quindi non li usa a fini politici.»
(Vito Crimi, il Reggente)

10. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Italia Viva al 4%? Ne riparliamo dopo le elezioni. Io dico che staremo a doppia cifra.»
(Matteo Renzi, il diversamente vivo)

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Brodetto di Capitone

Posted in Masters of Universe, Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , on 27 gennaio 2020 by Sendivogius

Cazzo se è stata una lunga apnea, mentre tutt’attorno volava merda a palate!
Allora… com’è che recitava il mantra, salmodiato fino allo sfinimento, per frantumazione molecolare degli zebedei?!?

Il 26 Gennaio li mandiamo tutti a casa… inviamo l’avviso di sfratto al governo… Ovvero, l’Esecutivo di disperazione che l’Uomo dei Selfie dovrebbe invece tenersi ben stretto, visto che fa talmente schifo da essere uno straordinario moltiplicatore di consensi e dunque suo principale traino elettorale…
E visto che la pantomima sguaiata premia: dimissioni! …ci giochiamo tutto…
Ecco appunto! Esattamente, l’Uomo che magna cos’è che si giocava? Perché in ogni partita c’è chi vince e c’è chi perde. E non è ben chiaro cosa avrebbe perso LVI in caso di sconfitta, ora che l’Emilia Romagna non ha voluto essere ‘liberata’ ed anzi l’ha mandato sonoramente a fare in culo con tutta la tribù di zotici al pascolo, assieme al resto dei suoi manipoli in camicia nera. Tanto che gli è toccato riarrotolare la candidata sockpuppet nel cassetto dei resi e tirare dritto fino alla prossimo buffet; nonostante fosse andato a raccomandarsi alla madonna (una delle tante in circolazione), dopo la visita a parenti e amici sotto sale…

E ovviamente con l’immancabile imitazione della ducia gemella, per plagio elettorale su clonazione digitale…

Entrambi dovranno rimettere in frigo le bottiglie di spumante e magari rivalersi alle prossime elezioni in Toscana, dove potrebbero essere più fortunati… Tuttavia tra porci, prosciutti, madonne, e groupie dagli ardori sovrani, non dubitiamo che il Mussolini di ghisa saprà consolarsi e sollazzarsi a dovere, votandosi ai suoi idoli profani preferiti, in quel di Bibbiano…
Cuius regio, eius religio. E ovviamente continuerà ad ammansire in pubblico il suo enorme faccione da culo, come se nulla fosse. Evidentemente la parabola dell’altro Matteo, con le elezioni trasformate in ordalia su sé stesso, non gli hanno insegnato nulla.

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AMICI SUOI

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , on 23 gennaio 2020 by Sendivogius

Luca Lucci e Matteo Salvini

L’ex ministro della polizia, Matteo Salvini, col suo patriottico amichetto di merende Luca Lucci.

Io stesso sono indagato. Sono un indagato in mezzo ad altri indagati. Io sono per il tifo corretto, colorato e colorito. Episodi di violenza non mi appartengono e non appartengono a nessuno sportivo. Questi tifosi sono persone perbene, pacifiche, tranquille. Loro portano colore con un coro, un tamburo, una bandiera. La violenza è un’altra cosa
Matteo Salvini
(16/12/2018)

Giusto en passant, perché mai uno dovrebbe farsi del male psichico e leggere “Il Giornale”?
Perché ogni tanto, nonostante il certosino controllo della Direzione, vuoi per sabotaggio interno, per ribellione da saturazione, o per scherzo, capita che dalla redazione sfuggano articoli come questo.
Subito rimossi, per carità! Ma sempre recuperabili dalle pieghe del web, che qualche volta si dimostra persino utile… Noi non vi anticipiamo nulla. Voi gustatevelo!

‘Ndrangheta, spaccio e croci nazi Le curve crocevia della criminalità
Luca Fazzo
“Il Giornale”
(28/12/2018)

«Giusto per fare un po’ di nomi e cognomi:
Gennaro De Tommaso detto “Genny a Carogna”, capo dei Mastiffs del Napoli, l’anno scorso è stato arrestato per traffico di stupefacenti.
Luca Lucci, l’ultrà del Milan divenuto famoso per i suoi selfie con il ministro Matteo Salvini, è amico di narcotrafficanti e assassini.
Il suo capo Giancarlo «Sandokan» Lombardi, che da decenni detta legge sulla Sud di San Siro, è un pregiudicato e un fascista. I fratelli Franco e Alessandro Todisco, figure fisse della Curva Nord dell’Inter, sono i fondatori di Cuore Nero, gruppo neonazista. Daniele De Santis, l’ultrà romanista che uccise il napoletano Ciro Esposito, faceva parte dei Boys, fondati da “Marione” Corsi, fascista e membro dei NAR. Il volto nuovo della curva della Juve, Rocco Dominello, è un affiliato alla ‘ndrangheta, cosca Pesce-Bellocco di Rosarno.
Occorre andare avanti? Brandelli di biografe, stralci di schede segnaletiche che raccontano un trend ormai fuori controllo: la mutazione genetica delle curve degli stadi italiani, divenute ormai un crocevia di ideologia e di affari criminali dove il calcio entra veramente poco, e dove due passioni sovrastano tutte le altre: il desiderio di fare soldi e la voglia di menare le mani. L’ideologia fascista conta più che altro come collante interno e per le alleanze nazionali e internazionali: la love story più solida nelle curve italiane, quella tra interisti e laziali, è saldata da svastiche e rune. E lo stesso vale per le alleanze continentali, come l’asse tra la curva del Verona e gli Ultras Sur del Real Madrid, che portano in dote bandiere naziste, o il patto di ferro tra la Sud del Milan e i Grobari (“Becchini”) del Partizan di Belgrado, nazionalisti e omofobi, già protagonisti dell’assalto al gay pride del 2010, e infiltrati in profondità da esponenti del narcotraffico.
La commistione tra curve e politica non è un fenomeno nuovo, nasce insieme ai primi gruppi ultrà negli anni Settanta. Nuova è la conquista delle curve dalla alleanza tra tifo, malavita e politica che poggia su due pilastri: un patto trasversale tra le tifoserie più importanti sancita a partire dal vertice del 3 settembre 2009; e la sudditanza da parte dei club. L’esempio più eclatante, perché l’immagine ha fatto il giro del mondo, è la genuflessione del capitano del Napoli Marek Hamsik davanti a “Genny a’ Carogna”, il 3 maggio 2014 prima della finale di Coppa Italia. Ma che dire dell’Inter che permette agli ultras di salire sul pullman della squadra e minacciare i giocatori? O del Milan che subisce i ricatti a raffica dei capicurva, contro i quali si batte invano (e pagandone le conseguenze) Paolo Maldini? La vergognosa trattativa tra la Juventus e il clan Dominello è solo l’ultima puntata di un serial che si trascina da tempo.
Spaccio di droga, traffico di biglietti, ricatti alla società (e i cori razzisti di mercoledì a San Siro fanno parte di quest’ultima sotto-categoria): questo è il groviglio di interessi che i clan si spartiscono in curva, in un clima di impunità dove tutto diventa possibile, compreso l’assalto ad una caserma dei carabinieri, per «vendicare» il tifoso laziale Gabriele Sandri, compiuto dai tifosi interisti l’11 novembre 2007. In testa al gruppo i fratelli Todisco, quelli di Cuore Nero.
Ma nel corteo c’è anche Franco Caravita, il capo indiscusso della curva nerazzurra: interista duro e puro ma pronto a scendere a scendere a patti con i rivali di sempre in nome degli interessi comuni. C’è anche lui, all’incontro cruciale dei capicurva del 23 settembre 2009. E del suo omologo rossonero Giancarlo Capelli è anche socio in affari

I più interessati potranno trovare una ricca collezione su Luca Lucci ed i suoi camerati.
Non risulta che abbiano mai ricevuto scherzi al citofono di notte, con codazzo di sgherri divertiti e filmino su facebook.

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PAPEETON

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , on 22 gennaio 2020 by Sendivogius

«Se mi arrestano, devono trovare un carcere bello grande per tenerci dentro tutti»
Matteo Salvini
(21/01/2020)

Allora dovrà essere un pozzo nero davvero molto profondo, per poter contenere tanta merda e tutta insieme.
Previdente, per ogni evenienza, il verro all’ingrasso ha finalmente cominciato la dieta, dopo aver ingurgitato qualsiasi pastone gli sia passato sotto il grugno negli ultimi tre anni, insieme a qualche altro migliaio di adepti convertiti al gran digiuno depurativo per spurgo solidale.
In attesa del ritiro pentecostale, sono già aperte le iscrizioni alla Gara di Rutti ed al Torneo di Scorregge, per la serie “le nostre irrinunciabili tradizioni sovrane”.
Primo premio: Capitone ai ferri.
Bacioni!

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Se questo è un uomo…

Posted in A volte ritornano, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 18 gennaio 2020 by Sendivogius

Considerate se questo è un uomo, che rimesta nel fango più nero di una nazione infetta; plasmata a sua immagine e somiglianza, nelle latrine della fogna sovrana. Ci sguazza con gusto, mentre grufola compiaciuto, spargendo in giro i suoi liquami, additando al lurido ludibrio di una plebaglia incanaglita i propri ‘nemici’ da bullizzare in pubblico.

Considerate se questo è un uomo: la tigre da tastiera, che si fa scrivere i tweet da un algoritmo chiamato “La Bestia”, e che usa al posto di manganello ed olio di ricino, mentre si fa forte della più totale impunità, spalleggiato dai suoi bravacci (meglio se attorniato da una gendarmeria ossequiente), come si conviene ad ogni vigliacco che discetta di “onore” e “madonne”, tra bacioni e citazioni mussoliniane, in un’overdose di ‘faccine’ ridenti ed emoticon da bimbominkia fuori tempo massimo.
Considerate se questo è un uomo: un becero gaglioffo in camicia nera, col faccione sformato dai bagordi, strabordante nel ventre sfatto, che si permette di dileggiare un ragazzo dislessico, denigrandone la condizione; come se LVI possedesse il ‘fisico’ per azzardare un qualsivoglia paragone, dal fondo del suo aspetto di bolso grassone perennemente sudaticcio che ne rivela l’afrore sotto la felpa, lì ad evocare un sudiciume rappreso di antico sozzume. Il dramma dei dittatorelli da repubblica bananiera è che si credono di essere belli (!), intanto che tutto declina in farsa. È questa la vera tragedia degli uomini ridicoli.
Considerate se questo è un uomo: il cyberbullo che imperversa nelle cloache a-social, come uno squaletto da basso cabotaggio; uno squallido figuro di quasi 47 anni, che circuisce bambini su TikTok con mossette improbabili. È il fenomeno digitale (a carico pubblico), senatore per caso, che si sente in dovere di dare in pasto ai propri squadristi da tastiera, per il consueto stupro virtuale, chiunque osi contestare le mefitiche sorti progressive del duce di ghisa, stimolando l’orgasmo dei suoi manipoli in deliquio.
Considerate se questo è un uomo: il gran sacerdote, ovvero il Grand Wizard, che officia sacrifici umani in effigie, per solleticare gli umori degli “amici” immaginari di Facebook, ed altri spurghi di fogna molto reali, in un frullato di rancori, odio ed infamità, montati a dismisura come una maionese impazzita, che condisce le orgiastiche abbuffate del Capitone: il piccolo caporale di Pontida, con la passione per i travestimenti e le mostrine finte a gallonare il suo feticismo per la divisa.
Considerate se questo è un uomo: uno stolido citrullo analfabeta, grasso e truce, che si bea dell’ignoranza propria ed altrui, nell’inconsistenza del suo non-essere; un barile di arroganza e cibo spazzatura, ingurgitato con voluttuosa bulimia compulsiva, tra scrosci di selfie ad immortalare il dimenticabile evento. Magno ergo sum, come brand promozionale, tanta è l’identificazione dei fan adoranti con lo sozzo gargarozzone a tempo pieno.
Considerate se questo è un uomo: un tronfio cialtrone intriso di razzismo da bar, attorniato da vecchi arnesi del nazifascismo di ritorno (il nuovo che avanza), mentre abbraccia prosciutti e se ne va a spasso con un sockpuppet per candidata nella tasca, da tirare fuori in una Emilia Romagna prescelta a diventare il suo Alabama personale…

E siccome ogni Fattoria degli Animali (fossilizzata all’anno di grazia 1984) ha il ‘maiale’ che si merita, noi abbiamo questo tracotante grassone in orbace, che tra folle di didimi si erge turgido ed unto ad alfiere della ritrovata “italianità”, ridotta ad una sagra strapeasana di abbacchi a scottadito e coratella. Evidentemente, lo pagano al chilo per mangiare ed ingozzarsi come un’oca al foie gras!
Una volta l’Emilia Romagna era considerata una delle regioni più civili e sviluppate d’Italia… ora pare un frutto troppo maturo (e marcio), pronto per essere trasformato in un luna park sovranista, a consumo dei prepuzietti bianchi dell’italico Ku Klux Klan; sconvolti come sono dall’immaginaria invasione di ferocissimi negri cannibali, per una di quelle ossessioni paranoiche che sempre ricorrono nei deliri senili del popolo che le produce.
E allora ti viene il sospetto che questo stia davvero diventando un Paese di Merda, montante ed oscena nel fetore che emana.

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Natale in plastilina

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , on 24 dicembre 2019 by Sendivogius

Forse un giorno, qualche specialista (uno di quelli bravi) dovrà dedicare uno studio particolare alla propensione tutta italiciana del politicante medio, che per farsi nazionalpopolare, ed ergersi con turgido cipiglio volitivo ad alfiere della “Tradizione” in erezione sovrana, sente l’impellente desiderio si farsi ritrarre abbracciato ad un diorama in cartapesta, mentre gioca coi pupazzetti di madonne e bambinelli tirati su in serie con pasta di resina.
È l’ateo devoto che scambia per spirito devozionale le sue polluzioni paganeggianti; confonde il ‘sacro’ con ‘profano’, e tanto per non sbagliarsi la chiama “cultura”, ovviamente popolare, per la ricorrenza più finta e melensa dell’anno, in tutta la sua stucchevole ipocrisia.
Sempre che il madonnaro in politica (perché la scelta varia a seconda della contingenza del momento) non sia già avvinghiato a culatelle e prosciutti, mentre addenta zamponi e cotechini; quando non è troppo impegnato a ciucciare crocifissi, con voluttuosa ostentazione (manco fossero caramellati!).

Ovvero, lo stesso assaggiatore seriale che si aggira vorace per fiere strapaesane, ingurgitando compulsivamente porcherie assortite di dubbia provenienza, battendo la Penisola in lungo e lardo, da Inculolandia di Sotto a Culonia di Sopra, solleticando il coito sovranista della provincia più profonda e anonima. Rigorosamente accompagnato dal proprio fotografo d’ordinanza, annesso in servizio organico permanente, ad immortalare cotanto evento, nella voyeuristica ostensione del sacro corpo del porco, e per l’eiaculazione masturbatoria dei villici adunati dinanzi a tanta mirabilia per l’Adoremus collettivo.

Be’… che dire?!?
Auguri e Vaffanculo!

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(129) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 1 dicembre 2019 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2019″

Come una pentola a pressione caricata a merda, alla fine la pignatta è esplosa con effetti più che prevedibili… Che la (mala) Bestia non andrebbe mai stuzzicata troppo…
Ora che l’imbecillità è tracimata senza più freni inibitori, né argini in grado di contenerla, come un fiume in piena che si alimenta di un flusso inarrestabile di castronerie a ciclo continuo, festivi inclusi, ricacciarla nell’alveo è praticamente impresa da supereroi.
Perché l’imbecille, in tutta la protervia della sua cialtroneria, è ormai una componente imprescindibile delle nostre esistenze. Fa parte del paesaggio, nella gaglioffa esibizione di sé.
Fare una statistica è difficilissimo, tanta è la materia bruta a disposizione per irrorazione costante. Tenerne una classifica completa è pressoché impossibile, tale è la mole dei ‘contributi’.
Perciò, non parleremo del bulimico gargarozzone che si bulla del bel tempo, mentre mezza Penisola frana sott’acqua, pessimamente consigliato da quel generatore automatico di stronzate, suggestioni razziste e ammiccamenti fascistoidi che chiamano “la Bestia”, tra piatti di coratella ed altri immangiabili paciughi che lordano le ciotole della sua inesauribile mangiatoia da bue delle abbuffate, con promozione pubblicitaria inclusa.
Sorvoleremo (per ora) sulla Banda degli Onesti, adesso che anche l’ultimo tabù (la casa a prezzi stracciati, nel centro di Roma) è caduto: 180 mq a 300 euro al mese tutto incluso, perché la (ex) ministra della difesa fa vita di relazione ed ha bisogno di un appartamento grande. Prendere uno studio privato in affitto infatti costa… e perché mai farlo, quando lo puoi mettere in conto terzi?!? Ma prima c’era già stato il caso di quel De Vito (Marcello, non Danny) già sindaco di Roma mancato, prima che si vedesse scippato della nomina sicura da Calamity Virgy… planato alla presidenza del consiglio comunale, invischiato in un giro di appalti truccati e mazzette a gogò, appena uscito di galera è sempre lì, a fare il presidente degli Onesti che a sfiduciarlo non ci pensano nemmeno.

Non risulta che Andrea Scanzi o un Marco Travaglio abbiano imbastito spettacolini teatrali, con la lettura in pubblico dei testi delle intercettazioni, mentre De Vito e Luca Parnasi si spartivano la città con gli immarcescibili palazzinari romani.
E sempre sulle case cade pure il Bomba di Pontassieve. Quello che la claque dei commentatori mediatici dei rotocalchi da salotto incensava come l’Uomo nuovo della Provvidenza, che sarebbe durato almeno 20 anni, prima di correre ad incensare e raccomandarsi all’Uomo in nero che magna (sempre), folgorati sulla via di Predappio.
Parlare del Renzie bello di poche promesse e nessuna speranza è un po’ come parlare (ancora) del Pornonano di Arcore: due reperti archeologici dalla cui parabola sembrano trascorse svariate ere geologiche. Con la differenza che il vecchio Silvione dispensava la sua prodigalità come un bancomat scassato, mantenendo una corte di lacché e mignotte a proprie spese; mentre al bamboccione rignanese piace vivere a scrocco dei compari di merenda.
Ed è (pure) per questo che il renzismo si può definire come un virus: un agente patogeno totalmente alieno all’organismo infettato (per scelta volontaria), già malato di suo, ma condotto al collasso fino alla sua dissoluzione (leggi alla parola “Sinistra”), dopo averne parassitato le strutture e mutato geneticamente l’identità, distruggendole dall’interno, prima di abbandonare il corpo morente e tentare di riprodursi altrove. Questo perché il virus è innanzitutto un parassita ed una tossina che avvelena il corpo che lo ospita, conducendolo alla distruzione.
Vedere il fu Rottamatore che marcisce per consunzione interna, nella sua Italia Morta Vivente, mentre si fa comprare il villone coi soldi degli altri come uno Scajola qualunque, supera la legge del contrappasso e davvero non ha prezzo!

Hit Parade del mese:

01. NUCLEARIZZARE I BARCONI

[17 Nov.] «Soltanto un Occidente unito e forte, anche nuclearmente forte, con gli arsenali nucleari degli Stati Uniti, di Russia, Inghilterra e Francia, potrebbe costituire un deterrente all’immigrazione di massa da parte degli africani verso l’Europa.»
(Silvio Berlusconi, lo Stranamore )

 

02. NEL NOME DI RABBI YESHUA

[29 Nov.] «Da profondamente cattolico mi sono sentito offeso perchè Liliana Segre ha detto che Gesù era ebreo.»
(Fabio Tuiach, nazi-leghista da Trieste)

03. PIOGGIA DORATA

[14 Nov.] «Cittadini genovesi, fate la prima pipì della giornata in doccia, come avviene in alcune città del Nord Europa.»
(Marco Bucci, Manneken Pis)

04. RAZZISMO PER FINTA

[04 Nov.] «In Italia non c’è razzismo vero, Balotelli è un nero ricco, ha una sua condizione di assoluta impunibilità, e quindi lo puoi punire con le parole, le volgarità, ma il razzismo è un’altra cosa. Mario Balotelli, un nero, è un cittadino del nostro Paese, ma non è italiano»
(Vittorio Sgarbi, lo Sbianchettatore)

05. NO FASCIST NO PARTY

[22 Nov.] «Il problema fascismo in questa Nazione non c’è assolutamente e non c’è stato.»
(Daniela Santanchè, Faccetta Nera)

06. IL MOSTRO A DUE TESTE

[26 Nov.] «In Italia oggi ci sono due grandi politici, Matteo Renzi e Matteo Salvini. Fanno politiche diverse ma sono giovani, hanno qualità indubbie. Sono due persone che meritano grande stima. Renzi è tecnico, intelligente. Salvini sa parlare alla pancia della gente. Non so se potrebbero fare un governo insieme, ma sarebbe una bella combinazione.»
(Flavio Briatore, il Tassidermista)

07. QUOTA SETTECENTOMILA (EURO)

[29 Nov.] «Ho chiesto una mano alla famiglia Maestrelli per stretti rapporti di amicizia. E perché sono persone libere e perbene. Quanto alla nomina di Riccardo Maestrelli in Cassa Depositi e Prestiti immobiliare: si è trattato di un incarico per 400 euro al mese, ottenuto 5 anni fa peraltro.»
(Matteo Renzi, la faccia come il culo)

08. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[29 Nov.] «Crediamo in questo Governo come opportunità di cambiamento del Paese. La manovra finanziaria è l’inizio di un percorso per dare sostanza a questo cambiamento.»
(Nicola Zingaretti, il Tenerone)

09. UNA SOLIDA UNIONE

[25 Nov.] «#sardine operazione di marketing di Repubblica, pilotata dal Pd, che cerca di sviare l’attenzione dai disastri di Zingaretti intortando i giovani e aizzandoli contro Salvini.»
(Davide Barillari, l’alleato di governo)

10. BUONGIORNO CAFFÈ

[29 Nov.] «Posso augurarvi un buongiorno e un buon venerdí? Sarà banale, ma iniziare la giornata con un saluto gentile (e anche con un buon caffè) mette di buon umore.»
(Matteo Salvini, il Buongiornista)

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LEGIONI DI IMBECILLI

Posted in Kulturkampf, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , on 24 novembre 2019 by Sendivogius

Le descrizioni per definire un imbecille sono infinite, esattamente come le sue varianti. Perché l’imbecillità è proteiforme, garrula nelle sue manifestazioni, abitudinaria nelle sue ossessioni, e predilige la coltivazione virale in colonie, se le si offre la possibilità di ‘socializzare’, fornendole una regia.
Che cos’è dunque un imbecille?
 Ernesto Lugaro, che veniva dalla scuola di Lombroso e seguiva un indirizzo organicistico, in un suo contributo del 1933, ne definiva la natura patologica complementare all’idiozia, come…

«Un difetto grave, ma non gravissimo, dello sviluppo psichico, che consente l’uso anche largo della parola (per lo più con qualche difetto d’articolazione: lamdacismo, rotacismo e altre forme di blesità), ma non permette un profitto scolastico tale da riuscire praticamente utile nei rapporti sociali.
Al disotto degl’imbecilli stanno gl’idioti, al disopra e fino ai limiti della normale mediocrità stanno i semplici di spirito. La relativa ricchezza di sviluppo psichico (al paragone con gl’idioti) consente agl’imbecilli una psicologia più complessa e ricca di anormalità intellettuali e morali.
Gl’imbecilli sono spesso fatui, vanitosi, bugiardi, ipocriti, volubili, riottosi, ribelli, crudeli. Possono presentare crisi distimiche, delirî di grandezza o di persecuzione, pervertimenti sessuali, insensibilità morale, tendenze criminali

In pratica, la descrizione sembra adattarsi perfettamente alla fauna di scimmie analfabete ma iperconnesse, che imperversano sugli (anti)social lanciandosi palle di escrementi tra loro, nella prevalenza maggioritaria di un fenomeno non statisticamente rilevabile. Tale è la sua diffusione di massa, per un condensato di disagio più psichico che sociale, piagnonismo parassitario e grettezza amorale; analfabetismo funzionale che si crogiola compiaciuto nella più crassa ignoranza, esibita peraltro a titolo di vanto e scambiata dal tronfio citrullo come compiuta espressione di senso pratico. È qualcosa che trascende il vecchio coglione pre-digitale da cui pure discende… non foss’altro perché quest’ultimo costituiva un caso isolato su interazione ristretta. Soprattutto, non possedeva il velleitarismo ideologico e le ambizioni pseudo-politiche dei troppi coglioni inopportunamente viralizzati, che nel frattempo sono cresciuti e si sono moltiplicati fino a diventare legione, nell’incontinenza declamatoria e nella sicumera assolutoria che l’Unione Anonima Imbecilli infonde ai miserabili di spirito.

Devozione Sovrana

Non possedevano l’illusoria potenza del branco, seppur gregari ad un capo, per una miscela venefica che nulla ha di ‘esplosivo’, a parte il fragore dei peti coi quali ammorba l’etere.
Sono gli avanzi di popolo, compostati in gentismo; pattume delle ragione, percolato nelle discariche virtuali di un non-luogo digitale, dove dare forma ai loro inferni immaginari. Insomma, una scatola vuota da riempire con pulsioni irrazionali, ossessioni paranoiche, rancori ribolliti nell’astio delle proprie distorsioni cognitive, e pensierini minimi mutuati dalla retorica pubblicitaria.
E se l’imbecillità è fenomeno assolutamente trasversale nelle sue espressioni, sarà poi davvero una casualità che le ribollenti cloache del sovranismo si siano rivelate il collettore privilegiato degli umori più fetidi di una nazione infetta?
Nell’Italietta nostalgica e fascistoide, ora appestata dal germe nazi-populista, il terrore dell’Uomo Nero è stato esorcizzato con l’adorazione dell’Uomo in nero, ovviamente riadattato ai gusti pacchiani ed alla volgarità del tempo presente, attraverso l’eucaristia mistica col corpo del sovrano, sogno proibito delle cagne rabbiose del fascioleghismo in calore…

Ecce HomoEcce Homo!

Ovverosia, lo sozzo borraccione, lascivo e pantagruelico, che colleziona divise e crocifissi, tra accessoristica segnaletica su felpa, raccolte di citazioni ducesche, camicie nere, e soprattutto fondi neri dalla Russia con fervore.
Salvini e GattiniÈ l’aspirante reginetta dei social che infesta ogni piattaforma disponibile con la sua muta sbavante di ultrà da tastiera in pieno deliquio orgasmico, contribuendo ad elevare la qualità dei contenuti, tra un’abbuffata e l’altra.
Va da sé, che da una bocca così può uscire davvero di tutto…
Una persona a malapena normodotata, giusto un’unghia sopra la soglia del sottosviluppo mentale, sa benissimo che (TUTTI) gli ospedali sono aperti 7 giorni su 7, per 365 giorni all’anno (festivi inclusi), 24h su 24h. Perciò, per scrivere simili cazzate, vuol dire che non hai alcun argomento a disposizione (plausibilissimo); oppure sai e consideri il tuo elettorato composto da inguaribili cazzoni (in malafede), senza alcuna possibilità di recupero.
Ed in tal caso non c’è ricovero che tenga!
Che poi è solo la punta dell’iceberg di una disinformazione strategica, nella continua manipolazione delle notizie, distorsione dei fatti, e falsificazione costante della Storia fino alla negazione della stessa. Giusto per dimenticare.
E che si autoalimenta di contributi indotti, per spirito di emulazione, da parte di chi non sa nulla e sproloquia su tutto.
È la catechesi di una folla di casi umani implotonati dietro al Mussolini di ghisa, tanto vogliono essere ipnotizzati dalle sue fanfaluche.
Quindi inutile meravigliarsi (ma anche sì!) dell’incredibile livello di minchioneria assortita, dabbenaggine, e vero e proprio ritardo mentale che sembra affliggere una pletora di incontinenti coglioni fuori scala dal commento compulsivo.
Gente incapace di capire ciò che legge, e finanche di vedere, ciò che va commentando senza posa, tanto è incontenibile la smania di correre a cagare la stronzata fumante di turno e fugare ogni dubbio sulla natura testicolare dei commentatori, nonché il (grave) ritardo cognitivo che affligge la loro condizione di disturbo psicopatologico.
Sono i nazi-patrioti italioti, in guerra soprattutto con la lingua italiana, prima ancora che con la ragione…
C’è la cretina (e qualche altro migliaio non da meno) che saluta i ciechi agitando le manine, sicura com’è che possano vederle e commuoversi assieme a lei per tanto entusiasmo.
C’è quella in astinenza da complotti, mentre si produce in interpretazioni cabalistiche sull’avvento dell’Anticristo.
C’è quell’altro ritardato mentale che confonde un quotidiano per l’altro, tanto sono tutti “giornaloni” e lui ha un solo capitone da leccare sempre.
C’è quell’altro ancora che davvero crede che il Presidente della Repubblica si esprima come il suo ubriaco da bar preferito (lo trova normalissimo), convinto che Mattarella faccia serata in discoteca ad Ibiza!

Ci sono pure quelli che scambiano un evidente fotomontaggio, con tanto di gioco di parole, per realtà… Pensano che una roba del genere possa esistere per davvero. La scambiano per vivisezione. E si indignano!! Allora ti rendi conto che il bacino in cui pescare è potenzialmente infinito.
Però ammettiamolo… almeno ci regalano un sorriso. Questa è gente che ha il magico potere di riuscire ancora a stupirci. Quando si pensava fosse stato raggiunto il fondo, questi iniziano a scavare ancora più in basso. Perché la merda sembra non bastare mai, tanto piace loro. La cercano e la gustano con avidità voluttosa…
E allora perché mai negargliela, in tutta la sua bulimica abbondanza?!?

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