Archivio per Manuela Marrone

Il Cenacolo delle Streghe

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 8 aprile 2012 by Sendivogius

Tra le varie esibizioni folkloristiche con le quali il fenomeno Lega ci ha abituato in questi lunghi anni, parallelamente alla passione per le lauree farlocche, un capitolo a parte merita la corte dei miracoli convenuta al cenacolo occulto del “Cerchio Magico” bossiano, fatto di apprendisti stregoni, mitologie celtico-pagane, rituali etenisti tra ampolle fluviali ed alambicchi, insieme a tutto quell’armamentario mistico-esoterico di produzione casereccia che si potrebbe definire come stregoneria della padania.
Se l’elemento mitopoietico, intriso di simbologie magiche, sembra non essere mai stato del tutto estraneo ai movimenti di massa incentrati su un’elite chiusa e sull’indiscutibilità del Capo assoluto, riguardo alla teurgia leghista, sarebbe inutile cercare improbabili analogie con le leggende nere del misticismo nazista.
E non è certo il caso di scomodare gli studi di Carlo Ginzburg, per spiegare le pratiche segrete nel clan allargato dei Bossi dove le pagliacciate negromantiche, più che al substrato di credenze popolari della cultura rurale, attingono a pieno titolo all’amoralità congenita di una cricca strapaesana, approdata alle luci dorate di una ribalta fatta di soldi facili ed esercizio spregiudicato del potere. Si tratta di un’enorme live-fiction sull’avidità familistica e la crassa ignoranza di una realtà tribale, che giustamente ricorre alle superstizioni ed ai riti di una cultura pre-moderna, attingendo dal presente solo il gusto pacchiano del parvenu arricchito per l’esibizione della ‘roba’ e del nuovo status acquisito per clientela.
 È chiaro che nella totale anomalia parassitaria di fortune piovute dal cielo, contro ogni presupposto logico e di merito, tra i diretti miracolati sia forte la convinzione che ciò avvenga per una sorta di intercessione soprannaturale… C’è infatti qualcosa di ‘magico’ (di satanico), che sfugge ad ogni interpretazione razionale su come perfette nullità, quali sono coloro che galleggiano in abbondanza nel verde calderone del sabba leghista, possano aver ottenuto così tanto a dispetto del loro infimo livello umano e morale.
Non stupisce dunque il ricorso alla “magia”, che nella cristianissima Bossi’s Family sembra essere ben più di un hobby spregiudicato. E, come tutti sanno, cos’altro è il famoso “cerchio magico” se non un rituale di protezione e di evocazione?!? Nella fattispecie, sembra coincidere con il cordone sanitario costruito attorno al Capo malato, quasi a sigillarne il carisma nella preservazione di un potere esclusivo e tutto personalizzato, sotto la sorveglianza vigile (e interessata) di intraprendenti megere…
C’è Manuela Marrone, la fattucchiera di Gemonio, che nella villa di famiglia sembrerebbe addirittura aver ricavato una sorta di ‘antro della strega’, con centinaia di libri di magia e testi sull’occulto…
C’è il prediletto figliol prodigo, Renzo il Trota, affidato alle cure di Monica Rizzi: la ragioniera della Valcamonica che si crede psicologa, devota a S.Dorotea ed all’Astrologia; che combatte gli avversari a colpi di malocchio. Per la bisogna, si serve del formidabile aiuto della cartomante e sensitiva Adriana Sossi, in contatto medianico con un extraterrestre della galassia di Orion (!!). Per i suoi preziosi servigi, la maga di Orion ha ottenuto un più concreto impiego in regione Lombardia, come responsabile della rassegna stampa. Se non è magia questa…
Poi vabbé! C’è l’onnipresente Rosy Mauro, nel ruolo di demone domestico; soprannominata “Mamma Ebe”, è la santona laica di Casa Bossi. Semi (?) analfabeta, si compra diploma e laurea in Svizzera, per lei e per l’amante, addebitando le spese al partito. La formazione è importante. Si ignora se insieme al Trota abbia usufruito degli sconti comitiva: prendi tre e paghi due. Il terzo beneficiato dalla pioggia di titoli (e non solo) è Piero Moscagiuro, in arte Pier Mosca: cantante di intrattenimento padano, che può vantare tra i suoi successi discografici l’indimenticabile “Cooly Noody” (leggi: ‘culi nudi’). Moscagiuro, poliziotto in aspettativa con licenza di terza media, è ufficiosamente l’amante di Rosi la Nera… Il nostro eroe è invero un uomo coraggiosissimo con propensione all’orrido. E pur tuttavia la relazione (che parrebbe giustamente pagata a peso d’oro) ha dato i suoi frutti, visto che Pier Mosca è stato assunto come assistente personale al Senato della Repubblica, per poter seguire la sua nera e ingombrante metà anche a Roma.
 C’è da chiedersi se non si tratti forse di un rituale di magia sessuale, in bilico tra gli arcani di Kremmerz e Crowley.
Se noi fossimo degli appassionati cultori del complotto globale in salsa luciferiana (e non lo siamo), dovremmo credere che le sorti stesse della Lega, indissolubilmente legate a quelle dei Bossi, siano condizionate da specifiche congiunzioni astrali e precisi influssi magici.
A volerli proprio cercare, i richiami esoterici neanche mancherebbero…
Oltre alla presenza fisica del “cerchio magico”, lo stesso simbolo del fantomatico ‘Sole delle Alpi’ (inesistente nella tradizione celtica) sembra piuttosto stilizzato sulla falsariga del cosiddetto “Sigillo di Salomone”, dal nome del mitico re stregone dell’Antico Testamento.
Si tratta di una delle infinite varianti del Pentacolo di protezione, contenuti nei formulari di alta magia, dedicati in prevalenza alla pratica delle arti nere (Goetia), e conosciuti come Grimoires. Sono trattati di demonologia composti in gran parte tra il ‘500 ed il ‘600, che comprendono raccolte di formule magiche per evocazioni, elenchi delle gerarchie infernali ed angeliche insieme al modo per assicurarsene i servigi, esorcismi di protezione e preparazione di talismani.
Per puro divertissement, abbiamo fatto un giochino; abbiamo sovrapposto il simbolo tanto caro ai ‘padani’ al mistico “sigillo di Salomone”…. E questo è il risultato:
Sempre per gioco, noterete che il simbolo stilizzato della Lega è con i suoi bracci e le sei punte è riadattabile a molti dei sigilli descritti nel famigerato Lemegeton Clavicula Salomonis (conosciuto anche come “Chiave minore di Salomone”), come il cosiddetto Pentacolo di Lilith:
Bisogna anche dire che rientra nell’ambito dei sigilli di protezione ed incantesimi di evocazione angelica, contenuti nella quarta sezione del Lemegeton e che va sotto il nome di “Almadel” il quale, ad onor del vero (per chi crede a ‘sta roba), riporta pratiche di ‘magia bianca’. Non male comunque per chi si erge a paladino della “Cristianità”, brandendo il crocifisso come una clava.
Tuttavia, conoscendo il livello culturale che contraddistingue simili esemplari da sagra, riesce difficile pensare che Lady Bossi ed il resto dello scalcinato cenacolo possa aver mai letto un grimorio. Ammesso che sappiano cosa sia.
Al massimo, le nuove streghe della padania si dilettano in talismani e amuleti portafortuna, tarocchi e oroscopi, passando per la lettura dei fondi di caffé. Sembra quasi di essere in un film di Lino Banfi: Occhio, Malocchio, prezzemolo e finocchio!

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LEGA LADRONA

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , on 6 aprile 2012 by Sendivogius

L’Italia è una repubblica fondata sulla famiglia. La propria.
In questo, Nord e Sud sono davvero uniti, nella greppia, tutti a tavola insieme appassionatamente!
Pensavamo di averle già viste tutte col tesoriere della Margherita, l’abruzzese Luigi Lusi, il predone dei due mondi che si è fregato più di 20 milioni di euro dalle casse del partito (ma la cifra è per difetto) ad insaputa dei vertici ‘margheriti’. Lusi è uno che accumula immobili come fossero vacche; pasteggia a caviale e si fa pesare l’oro del Volga col bilancino, prima di ingozzarsi a sbafo coi soldi altrui… Uno capace di giustificare gli ammanchi, riportando in bilancio quasi 534 mila euro di spesa per “sito internet, assistenza tecnica e manutenzione sistema informatico”, manco fosse il server della NASA.
Ma certo la saga familistica della Lega Ladrona non ha paragoni!
 D’altronde, la Lega ci aveva già regalato pagine esilaranti di psicopatologia collettiva: con le sue mitologie neo-völkisch, elmi cornuti e spadoni di latta; con le sue prove tecniche di nazismo applicato e le sue milizie verde-camiciate; coi suoi ubriachi da bar posti ai vertici delle Istituzioni nazionali e locali; con l’ignoranza abissale dei suoi massimi dirigenti; con la creazione di una sedicente repubblichetta secessionista della cassoeula, ricalcata sui confini dell’infame Repubblica Sociale di Salò…
Naturalmente, con un simile campionario a disposizione, la Lega si è rivelata un’idea di successo, raggrumando milioni di voti tra i bifolchi delle valli alpine, sparsi per gli infiniti Borgo Citrullo della pedemontana e riuniti in adorazione messianica attorno ad Umberto the Boss, il celebroleso di Pontida che volle farsi re e per la bisogna si inventò un suo reame chiamandolo padania.
Coerentemente, ci hanno regalato alcuni dei peggiori politicanti degli ultimi 100 anni, che rabbiosi e famelici sono calati nelle stanze del potere romano, arraffando e mangiando a più non posso, salvo poi sputare nel piatto della grande abbuffata e starnazzare davanti alle tivvù, con quella parlata stopposa di chi sembra ciancicare le parole, facendo i gargarismi con una pallina da ping pong in bocca.
Che la Lega fosse un dominio personale della famiglia Bossi, e gestito come una proprietà privata nelle disponibilità del Capo, lo avevamo capito da un pezzo.
Che fosse un possedimento feudale a trasmissione ereditaria era evidente, con il Trota travestito da delfino e una valanga di soldi pubblici a tenere in piedi l’intera struttura in cartapesta.
Che fosse anche il bankomat di famiglia e funzionasse come una specie di ‘ndrina calabrese, a conduzione paramafiosa, lo sospettavamo… Ma l’ascesa e caduta del clan Bossi, con la sfilata degli esemplari di famigghia, è uno spettacolo degno di un bestiario medioevale!
È la fiera dei freaks, convenuti nel “Cerchio Magico” dei Ladroni padani di lotta e di governo, con al centro l’Umberto assurto al ruolo di scemo del villaggio: il babbeo che si fa riparare il tetto del villone di Gemonio, naturalmente pure lui a sua insaputa; che si fa coglionare dal figlio scemo, piazzato con un posto in regione Lombardia, che gli frega i soldi dalla cassa per comprarsi il macchinone, mentre falsifica il libretto degli esami universitari.
E quella delle lauree finte sembra essere una vera passione per i verdi padão, per questo branco di volgari cialtroni analfabeti, miracolati contro ogni merito…
Umberto Bossi, che ottiene il diploma come perito per corrispondenza, e per anni millanta alla prima moglie di essere medico, uscendo di casa la mattina con tanto di borsa del dottore per meglio sostenere la finzione e sterzare subito verso il primo bar disponibile girando l’angolo.
Poi ci sono i figlioli prodighi alla casa del padre: Roberto Libertà, ormai noto alle cronache come “er Candeggina”. E soprattutto Renzo Bossi, universalmente conosciuto come Il Trota, e finito sulla griglia per le sue bocciature multiple alla maturità… i sospetti sul diploma (e la patente di guida) comprati… fedele ad una intelligenza davvero ‘ittica’. Avviato alla carriera di consigliere regionale, è stato affidato alle cure di Monica Rizzi, meglio nota come “Monica della Valcamonica”, che tanto per non cambiare si spaccia per psicologa senza aver mai conseguito il titolo.
E tra le matriarche di Casa Bossi come dimenticare mammà? Manuela Marrone, il mastino siciliano addetto alla sistemazione della prole. Nonché Rosi Mauro, la badante pugliese a capo del sedicente ‘sindacato padano’ che colleziona più ville in Sardegna che iscritti.
Una piccola parentesi a parte meritano invece i tesorieri della Lega…
Francesco Belsito, il tesoriere della Lega, ex autista ed ex buttafuori nei locali notturni della riviera ligure, con due lauree farlocche comprate on line a Malta, e in virtù di simili competenze piazzato come vice-presidente di FINCANTIERI che infatti oggi rischia il collasso.
Francesco Belsito è il successore dell’incredibile Maurizio Balocchi, già esperto in acquisizioni di appartamenti Enasarco a canone agevolato a Roma e nell’assunzione clientelare dei famigli alla Presidenza del Consiglio e nella Corte dei Conti. Infatti, la Capitale è dai leghisti disprezzatissima a parole, ma amatissima per i privilegi. Della serie, hic manebimus optime.
Soprattutto, Maurizio Balocchi ha fatto parte del CdA della Credieuronord, la banca della Lega, chiusa per fallimento nel 2006 [QUI] dopo aver dilapidato i risparmi investiti da migliaia di minchioni padani, con la fronte troppo cotta dal Sole delle Alpi. Ma, già nel 2001, Balocchi era  rimasto scottato dal mega-crack (10 miliardi di lire) per realizzazione di un villaggio vacanze in Croazia, pomposamente chiamato “Il Paradiso di Bossi” e rivelatosi un inferno per gli sprovveduti investitori.
D’altra parte, Balocchi era a sua volta succeduto ad Alessandro Patelli che in piena tangentopoli, mentre i leghisti agitano i cappi in Parlamento, si fa pagare una mazzetta da 200 milioni di vecchie lire nell’ambito del maxi-scandalo ENIMONT.
La cosa incredibile è che questa montagna di letame con velleità secessioniste è andata accumulandosi per oltre venti anni, prima di franare addosso a queste fameliche macchiette in affari, travestiti da guerrieri celti.
Di certo (non) ci mancheranno.

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