Archivio per M5S

(110) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 29 aprile 2018 by Sendivogius

Classifica APRILE 2018”

Fedeli al principio dell’Uno vale l’Altro, nella scelta delle candidature così come delle alleanze, i meravigliosi pupazzi interscambiabili della Casaleggio Associati hanno finalmente stilato il contratto (alla tedesca) per il varo del prossimo governo riVoluzionario, alla ricerca delle democristiane “convergenze parallele” su affinità programmatica, a cura di un apposito “comitato scientifico” presieduto dal prof. Giacinto della Cananea e “composto di esperti indipendenti e di elevata professionalità”: la contessa Pia Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, il Duca Conte Pier Carlo ing. Semenzara, il Professor Guidobaldo Maria Riccardelli… e tante altre eminenti personalità del mondo accademico. Dopo un pippone lungo una mezza dozzina di pagine a fare da preambolo, finalmente il Comitato Scientifico snocciola le convergenze programmatiche:

– Contrasto al bullismo, alla violenza contro le donne, stalking e violenza di genere.
– Servizi per la prima infanzia, creazioni di nuovi asili-nido, e sostegno alle famiglie.
– Conciliazione famiglia-lavoro e sostegno alle donne lavoratrici.
– Servizi per la cura delle persone a carico, con incentivi fiscali e deducibilità delle spese.
– Finanziamento della Ricerca e dell’Università; riforma degli istituti tecnici.
– Contrasto della povertà e della disoccupazione.
– Sicurezza e giustizia per i cittadini.
– Riforma tributaria, tutela del made in Italy, rilancio delle imprese, riforma della pubblica amministrazione…

E grazie al cazzo! Alzi la mano chi non è d’accordo. Soprattutto, trovate un partito che sia disposto a sostenere qualcosa di diverso, da quello che a conti fatti è solo un elenco delle buone intenzioni, che non specifica niente e non va mai oltre il nulla aggregato in fuffa condivisa e assemblata per piacere a tutti. A patto però che il premier sia Giggino ‘O Saracino, in virtù delle sue straordinarie competenze non solo linguistiche…

Non sappiamo dove la corrispondenza di amorosi sensi condurrà i pentastellati, al momento impegnati nel rapporto necrofilo con le spoglie di un Partito Democratico in piena thanatomorfosi, prima di riprendere il flirt mai del tutto interrotto con la Lega salviniana. Tuttavia, anche per le unioni di interesse ci dovrebbe essere un minimo di feeling. E, a giudicare dal livello del corteggiamento, non pare proprio che il PD sia mai stato il partner ideale con cui costruire una solida relazione, fosse anche dettata dalla più cinica convenienza. A meno che non si tratti di uno di quegli amplessi, in cui gli amanti si dicono le cose zozze a letto e si insultano, trovando la cosa particolarmente eccitante…

Luigi Di Maio dixit:

“Il Movimento 5 Stelle è nato in reazione al PD, al loro modo di fare politica. E oggi offre uno stile nuovo”
“Il Pd ha un’idea perversa del concetto di democrazia”.
“Il Pd è un partito di miserabili che vogliono soltanto la poltrona”.
“Il Pd si fa pagare da Mafia Capitale”.
“Il Pd profana la democrazia”.
“Nel Pd sono ladri di democrazia”.
“Il Pd è il simbolo del voto di scambio e del malaffare”.
“Nel Pd ci sono gli assassini politici della mia terra, sono criminali politici”.
“Il Pd fa politiche che favoriscono i mafiosi”.
“Il Pd è da mandare via a calci”.
“Il Pd è il partito dei privilegi, della corruzione e delle ruberie. A casa!”.
“Il Pd sta con le banche e manda sul lastrico i risparmiatori”.
“Le misure economiche del Pd sono infami”.
“Il Pd è responsabile di questo schifo”.
“Il Pd è il male dell’Italia”.
“L’unica cosa che possiamo fare è invitare i cittadini a liberare l’Italia dal Pd”.
“Parlare con il Pd è un suicidio”.
“Escludo categoricamente qualsiasi alleanza col Pd”.

Roberto Fico dixit:

“Il Partito Democratico è il pericolo numero uno per il Paese!
“Il PD è un partito eticamente e moralmente disorientato”.
“Il Pd è un partito distrutto e permeabile a qualsiasi infiltrazione: lobby, gruppi di affaristi, criminalità organizzata”.
“Il PD è devastato dalle indagini, devastato dalle condanne, hanno i condannati nelle liste, come De Luca in Campania e vengono a farci lezioni di democrazia”.
“Sono dei delinquenti”.
“Dove c’e’ PD, c’è marcio”.

Paola Taverna dixit:

“Mafiosi, schifosi, siete delle merde, ve ne dovete andare, dovete morire!”

Quella col PD è più che altro una scappatella, per far ingelosire l’amante in sottana verde ed alzare la posta. Se poi, per astinenza tossica da potere, il partito bestemmia si acconcerà a fare la puttana del M5S non è dato da sapere. Ma in caso, su chi fotterà per primo l’altro, non ci sarebbe da essere troppo sicuri.

  Hit Parade del mese:

01. VENTITRE MILIONI!

[21 Apr.] «Anche l’ISTAT certifica la crescita degli occupati in Italia, che nell’ultimo anno sono aumentati fino ad oltre 23 milioni: una ripresa spinta dai governi sostenuti dal PD. Ora tocca ai vincitori delle elezioni fare un governo e continuare a creare nuovi posti di lavoro»
(Debora Serracchiani, la Disoccupata)

02. “ENRICO STAI SERENO”

[29 Apr.] «Matteo Renzi è una persona d’onore…. ed è uno dei migliori presidenti del consiglio che l’Italia abbia mai avuto»
(Carlo Calenda, il diversamente renziano)

03. VITA DA RENTIER

[04 Apr.] «Chi vive solo per lavorare è un miserabile, chi ozia un rivoluzionario»
(Beppe Grillo, il Fancazzista)

04. DISASTRO CAPITALE

[19 Apr.] «Il Campidoglio si sta dotando di strumenti all’avanguardia per garantire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali. Con il M5S, Roma è capitale della democrazia diretta!»
(Riccardo Fraccaro, altro cazzaro a 5 stelle)

05. DUCI CERONATI

[28 Mar.] «Io spero che Berlusconi sia ancora l’uomo più potente d’Italia, perché non abbiamo più un duce da far tornare per rimettere l’Italia a posto, solo Berlusconi potrebbe.»
(Lele Mora, la checca fascista)

06. INEZIE, MA IRRINUNCIABILI

[08 Apr.] «Quanto prendo di vitalizio dopo tre legislature? Non ne ho idea di preciso. Credo 2mila e rotti euro, poco più o poco meno. Non lo so. Bisognerebbe chiedere alle mie segretarie. Un professionista come me, che ha 40-50 persone a cui badare, non si occupa di queste piccole cose»
(Maurizio Paniz, lo sozzo cammellone)

07. Der früher Führer

[25 Apr.] «Sta succedendo qualcosa di davvero pericoloso in Italia. L’altro giorno ho chiesto ad alcune persone: ‘come vi sentite di fronte al comportamento di questa formazione politica, di questo Movimento che non si può definire democratico?’ Mi hanno risposto che si sentono come gli ebrei al primo apparire di Hitler.»
(Silvio Berlusconi, il Perseguitato)

08. PD 1938

[24 Apr.] «Il PD vive come gli ebrei negli anni delle leggi razziali: braccati, umiliati e senza patria»
(Vincenzo De Luca, l’Ebreo Errante)

09. SOPPRIMIAMOLI

[29 Apr.] «Se in Sicilia non ci fossero stati disabili gravissimi, avremmo avuto più soldi per altri settori»
(Nello Musumeci, governatore virtuoso)

Antonio Razzi e gentile signora10. ESPLORAZIONI

[10 Apr.] «Mattarella dia a me l’incarico esplorativo. In 48 ore ci sarà un Governo!»
(Antonio Razzi, il non-premier)

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(109) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 2 aprile 2018 by Sendivogius

Classifica MARZO 2018”

Un tempo relegata tra i peccati mortali, la “superbia” era considerata il peggiore dei vizi capitali e per questo circonfusa dal biasimo nella deplorazione della stessa. Diretta filiazione dell’Hybris classica nell’escatologia cristiana, non porta con sé nulla di buono, conducendo inesorabilmente alla rovina coloro che eccedono nell’orgoglio smisurato per eccesso di presunzione.
Ma i tempi cambiano… E quando non si ha altro da offrire se non la propria immagine nel culto grandioso del sé, essendo l’apparire di gran lunga più preponderante dell’essere (fermo restando l’avere), la Superbia finisce un po’ col diventare quasi un valore aggiunto nell’ambito di una distorsione persistente elevata a comportamento condiviso. Nelle sue manifestazioni esteriori più eclatanti, lo chiamiamo “disturbo narcisistico della personalità”. A guardare le vacue e querule figure che si agitano negli spazi mediatici, ed in quei teatrini dove si esibiscono i figuri di una politica ridotta a soubrettismo declamatorio, la Superbia (nel narcisismo patologico che ne sottende l’essenza) sembra essere il tratto distintivo che, al di là delle appartenenza di facciata, accomuna tutti i nuovi protagonisti della compagnia di giro per un disturbo universalmente condiviso. E pur tuttavia, dietro ad ogni narcisista ribollito nella sua superbia, c’è sempre un ruffiano che lo fa sentir speciale…

Hit Parade del mese:

01. BLIND GAME

[06 Mar.] «Matteo (Renzi) è tonico, in ottima forma, è alto e ha un bel fisico »
(Stefano Cobolli, Zerbino da tennis)

02. IL DUBBIO E L’OMBRA

[29 Mar.] «Matteo Salvini è il politico più capace degli ultimi 20 anni, ma proprio senza ombra di dubbio »
(Claudio Amendola, Scopritalenti)

03. MA KITTESENCULA!?!

[24 Mar.] «Io credo di essere uno dei giornalisti con più fan d’Italia: non ci sono tanti giornalisti in classifica con dei romanzi, che riempiono i teatri tutti i giorni da sette anni, che hanno 420mila fan sui social pur usandoli molto poco. Io faccio ciò che ho sempre sognato di fare, sono famoso come giornalista, come conduttore televisivo, come scrittore, come uomo di teatro, mi sono pure tolto la soddisfazione di andare a Sanremo, sono stato l’unico in Italia ad aver intervistato Roger Waters nel 2017: quando hai raggiunto questi traguardi, quando hai questa fama, fai qualche soldo e non sei manco un cesso per cui la gente dice Scanzi deve essere uno pieno di donne, ed è vero, sono uno che la vita se la gode ed è ovvio che ci sono tanti che rosicano.»
(Andrea Scanzi, il Modestissimo)

04. IL BACIO DI GIUDA

[17 Mar.] «Renzi e Gentiloni sono tra i migliori premier della storia»
(Carlo Calenda, il Peggiore)

05. DISSONANZE COGNITIVE

[13 Mar.] «La causa della sconfitta del PD non è Matteo Renzi. E la legge elettorale sta avvantaggiando la governabilità.»
(Ettore Rosato, Dissociato mentale)

06. MANCA LA “E” FINALE

[03 Mar.] «Sono il Buffon della politica.»
(Roberto Formigoni, Buffone senza confini)

07. IL NAZISMO DAL VOLTO UMANO

[08 Mar.] «Mussolini? Il tempo è galantuomo. Milioni di italiani spingono in questa direzione, e cioè quella di un sano revisionismo storico. Il nazismo? Ha fatto cose importantissime sul piano della ricerca contro il cancro, ma purtroppo non vengono divulgate. Anche sul piano della legislazione ecologica i nazisti sono stati precursori. Questo non significa esaltazione di quel periodo.»
(Mario Borghezio, Nazileghista)

08. FANCAZZISMO DIGITALE

[14 Mar.] «Siamo davanti ad una nuova era, il lavoro retribuito, e cioè legato alla produzione di qualcosa, non è più necessario »
(Beppe Grillo, l’Elevato)

09. MINCULPOP A 5 STELLE

[11 Mar.] «I giornalisti sono cattivi. Il loro fine è danneggiarci. Non avete bisogno di rapportarvi con loro, partecipano alla campagna elettorale in modo spudorato, non serve a nulla parlare con loro, non abbiamo più bisogno di giornali e tv»
(Rocco Casalino, Ministro della Propaganda)

10. LA KA$TA DEI VACCINI

[18 Mar.] «Perché lo $tato mi obbliga a fare le vaccinazioni, ma invece non mi obbliga a mangiare sano, a fare prevenzione con uno stile di vita equilibrato, a fare attività fisica e sociale?»
(Davide Barillari, altro coglione a 5 stelle)

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La Colazione del Cialtrone

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , on 26 marzo 2018 by Sendivogius

Intendiamoci: la scelta dei presidenti di Camera e Senato è uno di quei momenti di normale ed anonima routine istituzionale, che possono appassionare solo le feticistiche maratone di un Mentana, ed utili unicamente a riempire il palinsesto contenendo le spese. Lungi dal rappresentare figure di “garanzia”, i due presidenti sono in realtà la naturale espressione di compromesso, nella ricerca di un equilibrio precario tra formazioni instabili, che cercano di consolidare il proprio ruolo nell’ambito ristretto dei giochi parlamentari. Insomma, niente che possa suscitare il minimo interesse dei comuni mortali, al di fuori del mondo strettamente connesso agli addetti ai lavori pagati a commento con gettoni presenza.
Tuttavia, vedere la setta dei Napalm51 che vota in massa, compatta come un gregge di pecore al pascolo, per una Maria Elisabetta Alberti Casellati, pasdaran iper-berlusconiana e creatura dello studio Ghedini, genealogista convinta della Ruby nipote di Moubarak, senza avere la più pallida idea di chi sia, o prendersi il disturbo di reperire neanche un piccolo accenno alla sua biografia (bastava un clic!), rende appieno la misura di tutta la pletorica inconsistenza di questi “straordinari ragazzi” che hanno fatto del cervello all’ammasso un unico budino nella dispersione di neuroni funzionanti, più rari della particella di sodio che galleggia in solitaria per una nota acqua minerale (c’è nessunooo?!?). Ed eccoli lì tutti impettiti come piccioni, mentre beccano tra le mani del “capo politico”, sbrodolandosi addosso nella contemplazione meravigliata del proprio ombelico, mentre rivendicano un’alterità presunta che per altri versi ricorda gli elementi di fondo alla base di quella che Andrea Ballarini riscontra nella fenomenologia del cialtrone

«Animale sociale per antonomasia, il cialtrone sa che per essere apprezzato dall’umano consesso è più utile sembrare qualcosa che esserlo veramente e che, ai fini del risultato, apparire è equivalente a essere. Il mondo va di fretta e solo se corri più di lui puoi sperare di riuscire a sopravvivere. Chi ha più il tempo di fermarsi a verificare la prima impressione? Nessuno. Qualunque ragionamento sia più lungo di un titolo cade inesorabilmente nel nulla. Tullio De Mauro sul “Corriere della Sera” scrive con allarmante regolarità che un terzo degli italiani non è in grado di leggere e riassumere un articolo di giornale di difficoltà media. E allora, se si ha a che fare con questa platea, che senso ha leggersi tutto il “Cortegiano” del Castiglione (tanto più che nessuno lo fa da decenni) se per lasciare intendere di averlo fatto basta accennare alla sprezzatura? Il cialtrone sa meglio di chiunque che nella vita di tutti i giorni siamo bombardati da mille, centinaia di migliaia, milioni di stimoli: segni, segnali, semi. Molto più di quanto si sia umanamente capaci di interpretare. Chi domina i segni, domina il mondo, ergo: sembro, quindi sono.
[…] La loro urgenza è quella di esprimersi e chi se ne importa se esprimono cazzate. Dico, quindi sono

Andrea Ballarini
“Fenomenologia del Cialtrone.
Come riconoscere i buoni a nulla capaci di tutto.”
Laterza, 2013

 La categoria, per sua natura flessibile, è estensibile ad una pletora di casi potenzialmente infiniti nell’adattabilità intrinseca del soggetto. Ma, per l’appunto, rende bene la fenomenologia dei protagonisti del momento, nello specchio che riflette l’immagine di una mediocrità congenita del cialtrone: il grande protagonista dei tempi vacui della ‘politica’ contemporanea.

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PUZZETTE

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , on 2 marzo 2018 by Sendivogius

“Tappatevi il naso e votate PD”
Matteo Renzi
(19/02/2018)

A quanto pare, il Cazzaro fiorentino ha esaurito le offerte della televendita. E visto che le ultime aste all’incanto sono andate deserte, non gli resta che aggrapparsi alla salma putribonda di un Montanelli e lanciare appelli disperati al voto (in)utile, con l’effetto di un boomerang destinato a ritornargli indietro su denti.

Peraltro, un segretario che paragona implicitamente il proprio partito ad una latrina, peraltro plasmata a propria immagine e somiglianza, ancora non s’era mai visto. Ed in fondo è un po’ la misura dell’appeal esercitato dal partito-bestemmia sull’elettorato italiano che, nonostante la pioggia (dorata) di mancette elettorali, continua a schifarlo come una merda radioattiva.
Va da sé che il modello di riferimento dell’obeso bamboccione doroteo resta sempre la vecchia DC: lo xenomorfo impiantato per partenogenesi nel corpaccione inerte del sinistrismo riformista, fino alla mutazione finale una volta completata l’incubazione. Coerentemente, il Bullo di Rignano resterà incollato alla poltrona, fintanto che non lo staccheranno a pedate, come l’ultimo dei cacicchi democristiani: il nuovo che avanzava e che ora è solo un tossico disperato in astinenza da potere, che scappa via con la palla, incapace com’è di lasciare la staffetta ad un’altra vagonata di cazzari degni di lui…

“Uomini d’Odore”
di Alessandra Daniela
(25/02/2018)

 «Esaurite le balle (e le ecoballe) il sedicente rottamatore megalomane e arrogante che voleva riscriversi la Costituzione su misura è ormai ridotto a mendicare voti, ammettendo esplicitamente il fetore che emana il suo partito. Il tanfo di corruzione e decomposizione.
Secondo il Daspo urbano, Renzi andrebbe denunciato per accattonaggio.
Il suo fallimento è tale che forse a Berlusconi toccherà addirittura governare coi suoi attuali alleati per un po’, prima di comprarsi i deputati sfusi che mancheranno al PD per il Governissimo.
Come Berlusconi, anche il PD cerca di spacciarsi per improbabile argine al Movimento 5 Stelle, il cosiddetto “Partito del No”, ma a cosa dice “no” davvero il M5S? Non dice più no all’Euro, né alla NATO, né alla TAV, né all’Ilva. E dice sì a Confindustria, alle lobby di Washington, alla City di Londra. Di Maio è proprio andato a dirglielo personalmente. Come anche le giunte Raggi e Appendino hanno dimostrato, il M5S in realtà non è affatto una minaccia per lo status quo. Per quello che la presenza in parlamento dei grillini ha cambiato davvero, lo stipendio avrebbero dovuto restituirlo tutto. Di Maio è solo un altro sedicente rottamatore.
Il capitalismo s’è dimostrato incompatibile con qualsiasi forma di democrazia che non sia solo un inutile Beauty Contest che si limita a sostituire un frontman con un altro. Un Cazzaro con un altro.
Nessun reale cambiamento può più scaturire dall’urna elettorale, perché è una slot machine truccata.
Nessuno dei partitini fuori dalle coalizioni farlocche a parte LeU ha qualche possibilità di superare lo sbarramento al 3% del Cacarellum, che sta lì proprio per questo. L’appello al “voto utile” però non ha senso, perché nessun voto è utile. E l’astensione è altrettanto inutile. Lo sarebbe anche se raggiungesse il 100%.
Il governo uscente resterebbe in carica con una prorogatio d’emergenza, poi si tornerebbe a votare.
E stavolta magicamente dai computer del Viminale salterebbe fuori qualche milione di voti equamente distribuiti per consentire la formazione d’un altro Governissimo di salvezza nazionale. Poi una riforma elettorale bipartisan introdurrebbe il voto elettronico. E il problema sarebbe definitivamente risolto.
Come tutti gli altri. Il fascismo è morto, la mafia non esiste, la crisi è finita. Ce lo assicurano i ministri del PD, e possiamo fidarci. Dopotutto, sono uomini d’odore

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Rilancia e Raddoppia

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , on 25 febbraio 2018 by Sendivogius

Nel corso degli ultimi decenni, complice anche un certo degrado umano prima ancora che morale, si è radicata l’idea che l’elettore-tipo sia un fluttuante coglione in vendita, da comprare a colpi di “bonus” e regalie all’ingrosso. Più che marketing elettorale, è politica marchettara tra “rivoluzioni fiscali” e “tagli epocali” di tasse, ma con un saldo della spesa pubblica invariato, quando non in crescita (e non si capisce bene chi o cosa dovrebbe rifinanziarla), per un profluvio di promesse che valgono come le banconote del monopoli e montagne di fuffa montata. Il tutto insufflato da una pioggia di mancette distribuite qua e là (un po’ alla cazzum canis), tanto per non scontentare nessuno dei potenziali votanti da pescare a strascico in categorie trasversali, in una gara a chi la spara più grossa; dove il banco ci perde sempre, almeno fin quando non arriva il conto da pagare.
Per carità! Niente che non si sia già visto in passato. Negli Anni’ 70 la chiamavano “politica delle mance” ed era una specialità tutta democristiana, portata a livelli estremi da Giulio Andreotti, prima di diventare prassi ordinaria ed indistinta. Eppoi sappiamo com’è finita…
Se il modello dominante è la televendita, e in genere si tratta di una farsa in cui vince chi ha la faccia da culo più sfacciata e non certo chi piazza la merce migliore, la maschera è quella di Cetto La Qualunque, senza dimenticare che dietro ad ogni venditore favoloso si nasconde un bugiardo patologico. Lasciate perdere il “familismo amorale”, il “particolarismo corporativista”, o il clientelismo cronico delle cosche elettorali che prosperano sulla dilatazione del bisogno sospeso. Qui siamo direttamente dalle parti della Respublica romana, quella alle battute finali che precedono l’avvento dei Cesari, nel trionfo (effimero sempre, drammatico a volte) dei demagoghi del momento.
A seguire, una piccola selezione delle promesse più tintinnanti, da parte di chi evidentemente è abituato a pagare i conti coi dobloni di cioccolata avvolti nella stagnola dorata e pensa che sia sufficiente stampare le banconote con la fotocopiatrice di casa per aumentare il gettito fiscale.
Lungimirante, abbiamo il partito-bestemmia finalmente allineato al trend generale, grazie all’inconfondibile tocco del Cazzaro fiorentino, quello con la faccia intelligente, sostanzialmente fedele al numero magico degli ottanta euro (che tanta fortuna gli hanno portato) e dei suoi moltiplicatori:

240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino ai 18 anni.
80 euro per i figli fino a 26 anni, fino a 100 mila euro di reddito.
400 euro al mese per ogni figlio fino ai 3 anni.
80 euro di bonus estesi ai titolari di partite IVA fino a 24.000 euro.
150€ mensili di bonus casa, con detrazione estesa fino a 30.000€ di reddito per agevolare chi decide di uscire di casa prima dei 30 anni.
Tessera gratuita di 6 mesi per i trasporti pubblici, valida nell’arco di 50 km dalla sede di residenza, destinata a tutti i Neet e i disoccupati nei primi 6 mesi dalla dichiarazione di disponibilità al lavoro.
Riduzione del cuneo contributivo di 4 punti in 4 anni (dal 33% al 29%).
Incentivi fiscali alle famiglie che necessitano del sostegno di badanti o di ricovero in case di cura per migliorare la qualità della vita
Pensione contributiva di garanzia, costituita da un livello di reddito pensionistico minimo di 750 euro mensili, garantito alle persone che sono interamente nel sistema contributivo al compimento dell’età di vecchiaia, grazie a un’integrazione a carico dello Stato, fino ad un massimo di 1.000 euro mensili.
Raddoppiare i fondi per il reddito di inclusione.
Cancellare il canone Rai.
Assunzione di 10.000 ricercatori universitari.
Riduzione aliquota IRES, dal 24% al 22%.
Estensione anticipo pensionistico.

Il Bengodi aumenta ancora dalle parti della Setta del Grullo, che per l’occasione ha convocato on line gli adepti di stretta osservanza per redigere il proprio programma elettorale, non bastando i cazzabubboli da 18.000 euro al mese che transitano in Parlamento. In una moltiplicazione dei pani e dei pesci, tra pensierini elementari tipo l’abolizione della guerra e macchinine elettriche per tutti, passando per i ministeri della meritocrazia e dell’onestà, il risultato della spremuta collettiva è questo:

812 euro mensili di reddito di cittadinanza per i single.
1706 euro mensili di reddito di cittadinanza, per una famiglia di 4 persone con minori.
780 euro netti di pensione minima garantita per tutti i pensionati.
1170 euro netti di pensione garantita per ogni coppia di pensionati.
Niente tasse fino a 10.000 euro. Riduzione del cuneo fiscale e taglio drastico dell’IRAP (con la quale viene finanziato il 40% della Sanità pubblica).
Rimborsi per asili nido, baby sitter e pannolini.

Poi vabbè! Abbiamo Lui, l’Ineguagliabile!!
Qui siamo a livelli francamente inarrivabili, che superano la realtà per entrare nella sfera del mitologico, in un’overdose di promesse realistiche come i suoi capelli.
Per questo vincerà le elezioni:

Accrescere l’aspettativa di vita fino a 125 anni.
1000 euro al mese di pensione per tredici mensilità, esteso anche alle casalinghe.
1000 euro di reddito minimo garantito
Raddoppio delle pensioni di invalidità
Azzeramento della Legge Fornero
Veterinario gratis ogni 15 giorni.
Eliminazione dell’IVA sul cibo per cani
Cure odontoiatrice, oculistiche, e trasporti gratuiti per anziani.
Abolizione del bollo auto
Abolizione della tassa di successione
Abolizione dell’IRAP, alla quale si accompagna l’estensione delle prestazioni sanitarie che dall’IRAP vengono finanziate.
Rottamazione delle cartelle esattoriali e chiusura di tutti contenziosi e pendenze fiscali
“Tassa piatta” al 23% per tutti, indipendentemente dal reddito. La Lega rilancia con aliquota unica al 15%.

Per una volta, tutti sono allegramente uniti nella convinzione che gli italiani siano una massa di vecchi rincoglioniti e accattoni analfabeti. Il ché in parte è sicuramente vero. Anche se si spera non fino a questo punto!

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(107) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 3 febbraio 2018 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2018″

Appassionante come la carcassa putrefatta di un cane morto, continua la farsa delle candidature elettorali, nel grande shithole della politica italiana: il pozzo nero con la fuffa intorno, dove ogni minimo di decenza o parvenza di dignità sembra ormai sprofondata in un gorgo indistinto di stronzate surreali, che mai si ricordino a memoria di televendita, tanto che Wanna Marchi al confronto sembra una sobria statista di altri tempi e Cetto La Qualunque un raffinato teorico del realismo politico.
Nell’Era dei Cazzari, il mondo appartiene ai cialtroni: contaballe professionisti e spacciatori industriali di fuffa all’ingrosso, con la loro corte dei miracoli, e soprattutto di miracolati da certa ‘politica’ che fa del cialtronismo una professione; la claque sempre al seguito e pronto impiego, per le esibizioni coreografiche degli abborracciati capetti in grisaglia, alla ricerca di una rendita sicura in parlamento. Tra di loro condividono l’ignoranza abissale e l’incontenibile faccia come il culo. E fin tanto che non otterranno la loro elezione per meglio fottere ancora, ci toccherà subire questa giostrina demente di macchiette caricaturali, che si agitano su cavallucci a dondolo, roteando sciabolette di latta spuntate. Sono i nuovi mostri della politica italiana. E per rintracciare una simile galleria di facce da culo, bisognerebbe ritornare alla commedia grottesca degli Anni ’60, se non fosse che questi sono infinitamente peggio.
In un crescendo mirabolante di promesse impossibili (stronzate per l’appunto!) ed iperboliche elargizioni di massa, di chi ritiene che gli elettori prima ancora che convinti vadano soprattutto comprati, e con le quali i cazzari si inseguono tra loro nella corsa a chi la spara più grossa, il premio alla miglior faccia da culo di sempre spetta indubbiamente a Lui, l’intramontabile Pornonano, campione indiscusso della categoria. E sarebbe destinato e rimanervi ancora a lungo, se solo una faccia ce l’avesse ancora, nascosta com’è da un multistrato di fard e cerone che conferiscono il tipico colorito argilloso al mascherone funebre che ne ricopre il volto, con la tripla passata di vernice per mogano in cima al prepuzietto, per simulare la ricrescita della peluria. Insomma, un barcollante zombie della politica in circolazione da 25 anni (ma che ha in schifo i “professionisti” della suddetta), che caracolla incerto sui tacchi da 12 come un E.T. sodomizzato di fresco, e ciancica mentine cercando di non perdersi per strada la mandibola, mentre parla di detassazione del cibo per animali, tonsura canina, e le immancabili dentiere. Insomma, una roba grottesca!
Alla sua (estrema) destra si agita il porcinesco uomo con la felpa, davvero convinto di fare il premier, ed al cui confronto il canaro di Arcore ci fa un figurone..! Il programma di Salvini è semplice: zero tasse, armi per tutti, giustizia sommaria, “radici cristiane” e zero diritti civili, i dazi (in un paese che vive prevalentemente di esportazioni), niente vaccini, caccia grossa ai negher che minacciano la “razza bianca”, ed i suoi bifolchi della provincia profonda. Insomma, l’Alabama del 1930.
A chi parla di “deriva neo-fascista” della Lega salvinizzata, bisognerebbe far notare che la Lega è sempre stata compiutamente fascista, fin dai tempi della fantomatica “Padania” disegnata sui confini della Repubblica di Salò e ad essa perfettamente sovrapponibile. Con Salvini ha fatto un passo in più: è la formazione politica di un qualche rilievo, che più di ogni altra è prossima al nazismo. Nell’attesa che la mutazione sia completa, non c’è merda fascista o razzista da KKK che Salvini non vada ad omaggiare o legittimare, sciacallando nel frattempo su ogni tragedia che possa lucrargli qualche voto. É la punta ‘moderata’ della coalizione di “centrodestra”.
 Epigono più riuscito della cucciolata pur copiosa del berlusconismo di ritorno, è invece l’aitante Adone di Rignano sull’Arno, quello che se perdeva il referendum costituzionale lasciava la politica e faceva il conferenziere per le università private, convinto che per sentire le sue stronzate lo pagavamo pure!
E’ il trombato di lusso, che da quando è segretario del partito bestemmia è riuscito a perdere ogni elezione possibile, e provocato una scissione, mentre corre baldanzoso incontro ad una debacle epocale che forse ce lo leverà dai coglioni una volta per tutte, nonostante abbia riplasmato il partito a proprio immagine e somiglianza con un’insufflata di “fedelissimi” (che lo tradiranno non appena avranno di meglio a cui raccomandarsi). E che ora pensa di risalire la china con una specie di Lista Beautiful di volti noti mediaticamente spendibili e nulla più. È la variante gggiovane della “rottamazione”, mentre ripropone l’eterna Emma Bonino, ricicla un Pier Ferdinando Casini in un collegio sicuro (o così gli ha fatto credere) a Bologna, forse per l’ottimo lavoro fatto nella commissione per Banca Etruria, e piazza i suoi balilla in listini protetti come i panda per salvarli dalla prossima estinzione.
Come un disco rotto, che si inceppa sempre sulla stessa nota, va ripetendo fino allo sfinimento il mantra degli ottanta euro (che tanta fortuna gli anno portato alle elezioni europee, le uniche vinte) e ancora non ha capito che il prodotto non vende più da tempo. Ora che invece è evidente il bluff dei posti finti e dei diritti azzerati di chi lavora, il Job Act lo sventola assai meno, se non come provocazione per appagare i padroni (ops! Benefattori datori di lavoro!!).
Sulle cazzate di questo coso buffo non vale neanche più la pena di perderci tempo. Ancora un paio di mesi e sarà storia passata e sepolta.
Un occhio di riguardo invece alla fu Setta del Grullo, scippata al sommo W@te® dalla Casaleggio Associati per usucapione, con la proiezione olografica di un Luigi Di Maio, forte del suo formidabile curriculum professionale, a fare da “capo politico” (o prestanome?): l’app aziendale che va in crash ogni volta che si imbatte in un congiuntivo, e che dovrebbe vigilare sulle liste di candidati pescati a strascico sul webbé, insieme a qualche esperto in fuffologia applicata per rassicurare i ‘mercati’. Perché uno vale l’altro, quando il “capo” decide per tutti e le decisioni che contano sono rimesse all’insindacabile giudizio di un fantomatico “Staff”, con un livello occulto che tutto controlla dietro la farsa delle cliccarie.
Che vinca il peggiore!

Hit Parade del mese:

01. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Sono davvero straconvinto che siamo l’unico argine al razzismo. Oramai agli italiani è evidente»
 (Matteo Salvini, l’Anti-razzista)

02. PARLA COME MAGNI!

[20 Gen.] «L’atomistica liberale mira a dissolvere la famiglia nella pluralità nomade e diasporica degli io irrelati o, in modo convergente, a ridefinirla come mero assemblaggio effimero e a tempo determinato, rispondente in via esclusiva al libero e illimitato desiderio.»
(Diego Fusaro, il Sofista)

03. SEMPRE VOLLI

[03 Gen.] «Il Movimento ha sempre detto che noi VOLESSIMO fare un referendum sull’euro »
(Luigi Di Maio, il Coniugatore)

04. RESTAURI

[18 Gen.] «E’ vero che questo non è il tempo della rottamazione, come dice Calenda è bella l’immagine della costruzione. Ma sappiamo che se non ci fosse stata la fase della rottamazione oggi il ceto politico sarebbe quello del passato. Non dobbiamo tornare a schemi del passato. Se c’è un disegno politico non originale e non inedito è restaurazione di quelli che c’erano prima e non la permetteremo»
(Matteo Renzi, il Vecchio che resta)

05. IL PARTITO DEI MODERATI

[26 Gen.] «Vorrei i miei vigili armati di kalashnikov»
(Nicola Fragomeni, il Mitraglietta)

06. MESSAGGIO CULTURALE

[07 Gen.] «Come Presidente del Maggio Musicale sostengo la decisione di cambiare il finale di Carmen, che non muore. Messaggio culturale, sociale ed etico che denuncia la violenza sulle donne, in aumento in Italia.»
(Dario Nardella, Pupazzo fiorentino)

07. SPIRITO DI SACRIFICIO (I)

[26 Gen.] «In tutti i prospetti che girano sulle candidature c’è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti.
[…] Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta. Non corrisponde alla mia storia, alla mia cultura, al mio sentire. […] E allora no. Quel paracadute sarebbe per me un vestito sgualcito e stretto, un trapianto di pelle, un cibo avariato. Non lo voglio.»
(Roberto Giachetti, il Sacrificato)

08. SPIRITO DI SACRIFICIO (II)

[27 Gen.] «Ieri ho scritto chiaramente che rinunciavo alla candidatura sicura nel plurinominale per combattere esclusivamente nel collegio uninominale di Roma 10 dove vivo da sempre. Un collegio difficile, ma che avrei fatto di tutto per portare a casa, con lo stesso spirito con il quale ho lottato per conquistarmi un posto alle parlamentarie del 2013 quando nessuno puntava una lira sul fatto che potessi farcela, con lo stesso spirito con il quale mi sono candidato a Roma, dopo aver vinto le primarie, sapendo perfettamente che era una battaglia persa.
Ho appreso solo nella tarda mattinata di ieri che quel collegio, che nei giorni scorsi sulla stampa era indicato come il collegio destinato a me, era stato inserito nell’accordo con i radicali.
In ragione di questo, per tutto il giorno, insistentemente, mi è stato chiesto di rivedere la mia scelta di rinunciare al paracadute plurinominale.
[…] In nottata mi è stato comunicato che, presumo anche in ragione delle mie responsabilità nazionali, sarei stato candidato in un collegio della Toscana dove peraltro sono stato spessissimo in questi anni a fare iniziative. Certo, so bene che quel collegio è più sicuro di quello dove volevo candidarmi.»
(Roberto Giachetti, il Paracadutato)

09. TI ASPETTIAMO CON ANSIA…

[22 Dic.] «Sono pronto per la campagna elettorale: il mio collegio sarà Firenze. Passo dall’auto blu alla vespa blu: andrò casa per casa.»
(Matteo Renzi, il Maleandante)

10. UN FIORINO!

[28 Gen.] «Se sarò premier metterò i dazi come Trump.»
  (Matteo Salvini, il Trumpista)

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(106) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 1 gennaio 2018 by Sendivogius

Classifica DICEMBRE 2017”

Sempre più devastante… volgare… sconsolante..! Le miserie d’Italia raccontate in tweet. Ed in esso condensate a livello di stupidità crescente, senza più argini che possano contenerla. Evidentemente, la madre dei cretini non conosce crisi di natalità. I piccoli idioti crescono e diventano legione. Inutile contrastarli o farsi illusioni. La sensazione predominante è un disarmante senso di stanchezza, dinanzi al dilagare di una imbecillità galoppante senza più freni. Abbandonate dunque ogni speranza o voi che entrate. Che tutto il resto è noia!

Hit Parade del mese:


01. CHIARIMENTI

[06 Dic.] «Voglio cosi dimostrare che quanto ho fatto in questo anni è stato dettato da sincera convinzione, e non da convenienza. Non sarò né ministro né deputato. Ho sempre detto che se non ci fossimo stati noi a portare sulle nostre gracili spalle di un partito del 4,4% la settima potenza del mondo, questa settima potenza non avrebbe conosciuto la crescita e saremmo ancora in recessione. E tutto sarebbe andato il peggio possibile. Oggi è il momento di dirlo con un gesto e di dirlo con grande chiarezza.»
 (Angelino Alfano, il Sacrificato)

02. CORREVA L’ANNO

[05 Dic.] «Ormai sono tutti consapevoli che nel 2011 c’è stato un colpo di Stato contro di me, uno dei cinque che hanno massacrato la nostra democrazia negli ultimi 25 anni. In più c’è stato un attacco alla mia persona, culminato con una sentenza criminale emessa da un plotone di esecuzione.»
 (Silvio Berlusconi, il Golpizzato)

03. SEMPRE PIÙ MIGLIORE

[20 Dic.] «Servizi sempre più migliori a studenti e studentesse»
(Valeria Fedeli, l’analfabeta all’Istruzione)

04. SESSISMO DEBOLE

[15 Dic.] «Travaglio mi odia, ce l’ha con me, io sono convinta che se fossi stata un uomo non mi avrebbe riservato questo tipo di trattamento»
(Maria Elena Boschi, The Woman)

05. EN PASSANT

[14 Dic.] «Con Vegas abbiamo parlato di tutto il sistema bancario, le banche sono società quotate, ed en passant abbiamo parlato anche dell’ipotesi di aggregazione tra Etruria e Vicenza, siccome la notizia era su tutti i giornali, niente di strano e no pressioni»
 (Maria Elena Boschi, Ministra di passaggio)

06. ROMA A 5 STELLE (lentamente muore):
GOMBODDO DI NATALE

[21 Dic.] «Sto con Spelacchio [l’orrido albero di natale a 5 stelle arrivato già secco per il Natale romano n.d.r.]: secondo me è un mezzo complotto, c’è una regia in corso. Questo nomignolo girava fin dal primo giorno: quando lo hanno scaricato, ma dalle mie foto l’albero risultava essere ancora in forma. Spelacchio a me piace, è come un Picasso: va capito.»
(Pinuccia Monatanari, Assessore all’Ambiente di Roma)

07. ROMA A 5 STELLE (lentamente muore):
NATUROPATIA

[21 Dic.] «Sono naturopata: sto al quarto anno di un corso. Insomma, sono per le medicine naturali da sempre. Applico questo metodo anche alla mia attività di assessore e sto facendo breccia anche in giunta…. Le strade di Roma sono tutte da rifare, perché finora i lavori sono stati eseguiti male e solo in superficie. Il manto stradale invece è composto da tre strati e se non si interviene alla base, dopo poco si deteriora. Occorre guardare gli organismi nel loro insieme. In bilancio abbiamo stanziato i fondi per alcuni interventi. Ma bisogna cambiare metodo: serve la naturopatia, ovvero guardare le cose in maniera globale, come se fosse il corpo umano, solo così si guarirà Roma.»
(Margherita Gatta, Assessore ai Lavori Pubblici)

08. ACQUA E SAPONE

[29 Dic.] «Io Roma la vedo molto più pulita di prima, vedo acqua e vedo sapone.»
(Sabrina Ferilli, la Saponata)

09. TUTORI DELL’ORDINE

[22 Dic.] «Al Quirinale abbiamo consegnato il verbale di arresto di Mattarella nelle mani di un colonnello dei carabinieri, il quale poi lo ha consegnato al presidente della Repubblica.»
(Antonio Pappalardo, ex generale CC)

10. MOLESTIE CRESCENTI

[06 Dic.] «Noi la difesa dei diritti delle donne ce l’abbiamo come fatto prioritario.»
(Silvio Berlusconi, puttaniere seriale)

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(103) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 1 ottobre 2017 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2017”

Ascoltare un Luigi Di Maio, il pupazzo animato della Casaleggio Associati, che dal fondo della sua inconsistenza discetta di lavoro, è come seguire le elucubrazioni di un Renzi che si sforza di parlare in inglese di “meritocrazia” e “competenza”; oppure (peggio ancora!) una Virginia Raggi che ciarla di efficienza e buona amministrazione, o un Carlo Sibilia che si occupa di “Cultura”, contro ogni sprezzo del ridicolo nella tragedia che sovrasta la farsa.
Prototipo realizzato del fancazzista professionista, inopportunamente miracolato proprio da quella ‘politica’ per professione tanto disprezzata a parole, Giggino ‘O Sarracino incarna fin troppo bene il modello prevalente dell’idiota in politica, che nei casi più riusciti può evolvere nel cretino di successo, quale ennesima variante di una imbecillitas ricorrente. Incoronato “capo politico” per successione dinastica, cliccato con un’elezione farsa tra comparse sconosciute a fare da contorno, nell’ambito delle buffonarie a cinque stelle, questo prodotto da laboratorio, ripulito e rivestito a festa con l’abitino della cresima, nelle infinite varianti del fascismo e dei suoi derivati, esprime fin troppo bene il pensiero della Setta del Grullo e soprattutto quello dei suoi programmatori. Ma non lasciatevi ingannare… sostanzialmente si tratta di una applicazione per smartphone. Di originale non c’è nulla, esattamente come dentro il vestito di sartoria, cucito addosso per il casting di gruppo. Sostanzialmente è un megafono, che ripete a caso le frasi registrate del Casaleggio Gianroberto pensiero, incistato sulla sub-cultura (parola grossa!) del grillismo militante: versione zeta del fascismo digitalizzato 2.0, futurismo e retorica giovanilista da corporativismo sansepolcrista, con una spruzzata di culto maoista della personalità e centralismo sovietico di stampo stalinista, che viene scambiato per “democrazia diretta”. Succede, quando non si ha la più pallida idea di cosa sia esattamente il significato della parola ‘democratico’ e si ignora totalmente la suddivisione dei poteri, insieme al valore fondamentale dei corpi sociali intermedi, in una visione sostanzialmente totalitaria. Il contorno di banalità compulsive, in una patchwork di idiozie assemblate a casaccio, completano il profilo di un personaggetto da youtube. Tra i vaghi cenni sull’universo ai quali Di Maio ci ha ormai abituato, spiccano nell’insieme sublimi stronzate come la “Smart Nation”, accompagnate da numeri e statistiche sparate alla cazzo (tanto poi chi va a verificare?!)…

«Internet è la più grande fabbrica di posti di lavoro. Se avessimo aumentato del 35% gli investimenti su Internet avremmo il 5% di disoccupazione giovanile in meno. Se avessimo la diffusione Internet dell’Olanda ora avremmo 270mila nuovi posti di lavoro

Vai così, Giggino! Sei troppo forte!! Una connessione ci salverà!
Perché la vera forza delle minchiate, che l’inesauribile pupazzo a gettoni produce a ripetizione, risiede innanzitutto nell’imperturbabile faccia di tolla frollata, con la quale queste vengono proferite.

«Abbiamo bisogno di una manovra shock, dobbiamo dare possibilità alle imprese e studi professionali di assumere per far riprendere l’economia e ridare gettito allo stato: così si può pagare il debito e si possono fare ulteriori investimenti sull’abbassamento del costo di lavoro.
Investiamo nell’abbassamento del costo del lavoro, investiamo nei settori ad alto moltiplicatore è così rimetteremo in moto l’economia

Innanzitutto smantellando i sindacati ed i diritti dei lavoratori, vero problema del rilancio produttivo del Paese, insieme ai salari troppo alti. E del resto di questo è sempre stato convinto anche l’avatar di Rignano, col quale Giggino si contende il podio del miglior cialtrone imboccato a comando da Confindustria.
Poi certo Di Maio preso dalla foga ci mette un tocco in più di suo:

«È in arrivo la Smart Nation, un nuovo modello di Paese in cui i lavori si trasformano e in cui non dobbiamo aver più paura di perdere il posto

Giggino di queste preoccupazioni sicuramente non ne ha. Innanzitutto perché non ha mai dovuto preoccuparsi di trovarselo un lavoro vero. Eppoi perché per comprenderne il significato, bisognerebbe innanzitutto cominciare a “lavorare”. Qualcosa di completamente sconosciuto all’aspirante premier, e non solo a lui, oramai cliccato politico a tempo pieno. Per tutti gli altri c’è sempre il fantomatico “reddito di cittadinanza”, che tanto una stronzata tira l’altra.

Hit Parade del mese:

01. FASCISTI ALLA RISCOSSA

[16 Sett.] «Io sarò il prossimo Presidente del Consiglio, e quando andremo al Governo daremo mano libera alle forze dell’ordine!»
(Matteo Salvini, l’aspirante duce)

02. LIBERA STAMPA

[24 Sett.] «Adesso scrivete quello che dico io: il Movimento 5 Stelle è il più grande movimento d’Europa. Scrivete così!»
(Beppe Grillo, il duce pentastellato)

03. CLICCARIE A 5 STELLE (I)
CITRULLI & AFFINI

[21 Sett.] «Nell’anguria c’è la citrullina, fa bene al cuore ed è un ottimo viagra naturale. Ho scoperto che le mie buone performance erotiche derivavano da questo: il cocomero fa bene al pisello.»
(Giammarco Novi, il Citrullone)

04. CLICCARIE A 5 STELLE (II)
LOTTA ALL’ULTIMO VOTO

[20 Sett.] «Spero di avere due voti, così non dite che mi sono votato da solo. Mia moglie? No, lei me ne ha dette tante.»
(Vincenzo Cecchetti, l’Avversario X)

05. CLICCARIE A 5 STELLE (III)
L’IMPORTANTE È PARTECIPARE

[20 Sett.] «Non mi interessa vincere, preferisco Luigi, è bravo e sa stare in tv.»
(Andrea Fralliciardi, l’Avversario Y)

06. CLICCARIE A 5 STELLE (IV)
DILEMMI

[20 Sett.] «Che farò da capo politico? Ci penserò da settimana prossima.»
(Marco Zordan, l’Avversario Z)

07. CLICCARIE A 5 STELLE (V)
FACCIAMO CONTORNO

[25 Sett.] «L’ultimo posto mi fa sorridere. Gli estremi della classifica si guardano sempre: di sicuro, non sono passato inosservato. Temevo peggio. La mia candidatura è servita a dimostrare che nel Movimento non c’è solo Di Maio. Se mia moglie ha votato per me? Me l’ha garantito. Io stesso mi sono votato perché non volevo fare la brutta figura di quello che non prendeva nemmeno un voto.»
(Domenico Ispirato, l’Avversario K)

08. RITORNO AL MEDIOEVO

[12 Sett.] «Mi piace pensare che sia una donna a guidare l’Agricoltura perché la terra dà i frutti, la donna fa i figli. Mi sembrava un segnale importante.»
(Gianluca Cancellieri, l’Innovatore)

09. CIONDOLI

[16 Sett.] «Questo è il ciondolo del Signore degli Anelli: da quando sto a Roma lo porto sempre con me, mi ricorda che il potere corrompe e non bisogna farsi corrompere dal potere. È la teoria del M5S. È il mio segreto.»
(Gianni Lemmetti, il Bilancista)

10. MONDO CANE

[17 Sett.] «Io sono stata la prima a portare un cane in Parlamento, ma la vera rivoluzione sarebbe candidare un animale nella nostra lista»
(Michela Vittoria Brambilla, la Canara)

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(100) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 4 luglio 2017 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2017”

«Uno dei tratti salienti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione. Tutti lo sanno. Ciascuno di noi dà il proprio contributo. Tendiamo però a dare per scontata questa situazione. Gran parte delle persone confidano nella propria capacità di riconoscere le stronzate ed evitare di farsi fregare. Così il fenomeno non ha attirato molto interesse, né ha suscitato indagini approfondite. Di conseguenza, non abbiamo una chiara consapevolezza di cosa sono le stronzate, del perché ce ne siano così tante in giro.
[…] Quando caratterizziamo un discorso come una stronzata, implichiamo che dalla bocca di chi parla esca solo vapore. Il suo discorso è vuoto, senza sostanza o contenuto. Di conseguenza, il suo uso del linguaggio non contribuisce allo scopo al quale pretende di servire. Non comunica più informazioni che se il parlante avesse semplicemente espirato. Tra parentesi, ci sono somiglianze tra l’aria (fritta) e gli escrementi ,così da rendere l’aria fritta un equivalente particolarmente appropriato delle stronzate. Proprio come l’aria fritta è un discorso svuotato di qualunque contenuto informativo, così gli escrementi sono materia da cui è stato rimosso qualunque nutrimento. Gli escrementi possono essere considerati il cadavere delle sostanze nutritive, ciò che resta quando gli elementi vitali del cibo sono stati consumati. Da questo punto di vista sono una rappresentazione della morte che noi stessi produciamo e che anzi non possiamo fare a meno di produrre durante il processo stesso di mantenerci vivi. Forse troviamo disgustosi gli escrementi proprio perchè ci rendono così intima la morte. In ogni caso, essi non possono servire allo scopo di alimentarci,proprio come l’aria fritta non può servire alla comunicazione.
[…] L’essenza delle stronzate non sta nell’essere false, ma nell’essere finte….. Sia nel mentire sia nel dire la verità, le persone sono guidate dalle loro credenze sulle cose come sono. Queste credenze le guidano sia che si sforzino di descrivere correttamente il mondo sia che lo facciano in maniera ingannevole. Per questa ragione, dire bugie non inficia la capacità di dire la verità quanto invece il raccontare stronzate. A causa di un eccessivo indulgere a quest’ultima attività, che implica il fare asserzioni senza prestare attenzione ad alcunché, tranne che a ciò che fa comodo al proprio discorso, la normale abitudini di badare a come stanno le cose può attenuarsi o perdersi. Uno che mente e uno che dice la verità giocano in campi opposti, per così dire, ma allo stesso gioco. Ognuno reagisce ai fatti per come li percepisce, anche se la reazione dell’uno è guidata dall’autorità della verità, mentre quella dell’altro sfida quell’autorità e si rifiuta di obbedire alle sue esigenze. Chi racconta stronzate ignora completamente tali esigenze, Non rifiuta l’autorità della verità, come fa il bugiardo, e non si oppone ad essa. Non le presta attenzione alcuna. A causa di ciò, le stronzate sono un nemico più pericoloso delle menzogne.
[…] Le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obbligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa sta parlando. Pertanto la produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi o le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell’argomento. Questa discrepanza è comune nella vita pubblica, in cui le persone sono spesso spinte – vuoi dalle proprie inclinazioni, vuoi dalle richieste altrui – a parlare in lungo e in largo di materie delle quali sono, in grado maggiore o minore, ignoranti

“Stronzate, Un saggio filosofico”
Harry G. Frankfurt
Rizzoli, 2005

 

Hit Parade del mese:

 

01. LA QUALUNQUE DI TUTTA ITALIA UNITEVI!

[06 Giu.] «A Piacenza intendo costruire un vulcano a Borgo Forte, trivellando in profondità e portando il magma in superficie. Diventerà così una montagna molto alta, sulla quale i piacentini potranno sciare o bruciare i loro rifiuti. Inoltre intendo abolire la morte e dare il Viagra gratuito agli over 55.»
  (Stefano Torre, il Cetto piacentino)

 

02. IL MONDO FATATO DI RENZILANDIA

[21 Giu.] «Ci hanno sempre detto che le nostre politiche erano inutile. Oggi l’ISTAT ci dimostra il contrario.»
  (Maria Elena Boschi, la madonnina turchina)

 

03. DIVERSAMENTE PERDENTE

[26 Giu.] «Sconfitto io? Non mi pare proprio»
  (Matteo Renzi, il Manipolatore )

04. EPPUR SI MUOVE

[06 Giu.] «Il paese si muove.»
  (Paolo Gentiloni, il Prestanome)

 

05.  11 MILIONI DI OTTIME RAGIONI

[29 Giu.] «Resto in Rai per ragioni emotive e professionali»
  (Fabio Fazio, The Millionaire)

06. MACEDONIA A 5 STELLE

[20 Giu.] «Il nostro è un movimento post ideologico, c’è chi si rifà ai valori di Berlinguer, chi a quelli di Almirante, chi a quelli della DC»
(Luigi Di Maio, l’uomo che non c’era)

 07. TORINO A 5 STELLE

[05 Giu.] «I dati riportati dai media sui presunti feriti a Torino in piazza San Carlo sono farlocchi. Tutto questo per infangare il buon lavoro dell’amministrazione, prefettura e questura»
  (Alberto Airola, lo Svelatore di gombloddi)

 

08. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[28 Giu.] «Bando alle ciance e all’umiltà, chiamatemi pure ‘futuro premier’.»
  (Matteo Salvini, il Modesto)

 09. GRANDI SODDISFAZIONI

[12 Giu.] «Abbiamo confermato Roberto Castiglion sindaco di Sarego, e facciamo gli auguri al neosindaco 5 Stelle di Parzanica.»
  (Beppe Grillo, il Borgomastro)

 

10. SPARITI NELLE URNE

[11 Giu.] «Il M5S è la forza politica nazionale più presente in questa tornata elettorale.»
  (Beppe Grillo, il Capogrullo)

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AGITATO, NON MESCOLATO

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , on 13 maggio 2017 by Sendivogius

In Italia, le notizie hanno sempre lasciato il posto alle opinioni, nella libera reinterpretazione dei fatti; meglio se opportunisticamente reinterpretati ogni volta pro domo sua, per un processo inverso dove i fatti sono subordinati alle opinioni (facendo da contorno) e mai viceversa.
In tempi di post-verità, anche la “notizia” è superata, specialmente quando questa difetta di una funzionalità d’uso immediatamente fruibile in termini strumentali, nell’aleatorietà dei “fatti” che più che altro costituiscono un intralcio alle “opinioni”, a maggior ragione se implicano un approfondimento più complesso da essere ricompreso nello spazio di un tweet, e vengono usate come arma di lotta politica a dotazione delle rispettive partigianerie.
Rottamato il principio di realtà, oggi domina la non-notizia: un surrogato artificiale della manipolazione mediatica, costruita ad arte e fatta non per informare ma per condizionare; generare commenti nell’auto-alimentazione della stessa, per polemiche programmate su riproposizione ciclica. Per questo le notizie (insieme ai fatti che ne sono all’origine) vanno più che altro agitati e mai mescolati, perché l’amalgama presuppone il tempo naturale della sedimentazione, lascia spazio alla ponderazione e dunque della riflessione ragionata. E non è questo lo scopo per cui viene creata la non-notizia: il cugino buono della fake news.
Istruzioni per l’uso: prendete una serie di non-notizie. La quantità in eccesso da proporre ad un consumatore abulico serve a saturare l’etere con l’abbondanza dell’offerta, catalizzando l’attenzione attraverso una tensione costante. Sovrapponetele tra loro ed agitatele, senza mai mescolarle; perché se non funziona il primo stock, deve esserci sempre pronta un’altra dozzina di non-notizie di riserva, da proporre al pubblico onde sollecitare lo stimolo al consumo. Pertanto, ripetetele ad intervalli regolari, alternandole tra loro, come un carosello pubblicitario inteso a vendere sempre la stessa merce. Create una serie di stimoli ed aspettative. Confezionate per il pubblico un prodotto su misura di input condivisi, tramite un sistema di induzione, provocazione, e reazione. In tal modo innescherete un meccanismo comunicativo di condizionamento strumentale, che per certi versi ricalca l’effetto pavloviano.
Se rapportata allo scontro politico di un’epoca post-ideologica, che stenta a dare un senso a se stessa, in assenza di qualsivoglia programma o idea, la proposta politica è ridotta ad una guerriglia faziosa tra bande, che si consuma a due livelli ironicamente definibili come endogeno: le faide interne ad una medesima compagine. A cui si accompagna un livello esogeno: la contrapposizione totale tra due gruppi distinti, che trovano la loro ragion d’essere nell’irriducibilità dell’ostilità reciproca, come collante galvanizzante per la coesione interna di una tribù, altrimenti divisa dalle lotte intestine tra clan in competizione per la supremazia.
Esempio pratico: prendete il fenomeno eterodiretto su piattaforma digitale, che si fa chiamare M5S. In un condensato desolante di assurdità e paranoie complottiste, contraddizioni e slogan a buon mercato, nel sostanziale vuoto progettuale per eccesso di idee confuse, che si intrecciano attorno alla narrazione fantastica del “capo politico”, il noto movimento non potrebbe sopravvivere alla riprova dei fatti che svelerebbero tutta l’inconsistenza di un prodotto artificiale di web-marketing. Di conseguenza, così come ogni storia ha bisogno di alimentare il proprio pathos con la presenza di un villain convincente, che dia una ragion d’essere al titanismo eroico del protagonista, allo stesso modo il PD costituisce la nemesi perfetta del notorio “moVimento” e viceversa, come due elementi speculari ad una narrazione uguale e contrapposta che in assenza di credibilità si alimenta del mito del Nemico. Il copione è sempre lo stesso: ogni giorno qualcuno dei cloni selezionati nei casting della Casaleggio Associati, pesca a tema la non-notizia del momento da rilanciare a mezzo twitter su ogni agenzia di stampa disponibile, onde denunciare l’ennesimo scandalo vero o presunto della “casta”, di cui il partito bestemmia è ormai assurto ad emblema ed incarnazione data la sua permanenza di governo. Segue indignazione condivisa dei followers della setta. Processo pubblico in contumacia. Immancabile richiesta di dimissioni di questo o quel ministro…
 E la madonna dei Boschi resta indubbiamente il bersaglio ineguagliabile ed insuperato di ogni offensiva. Del resto è come sparare su un elefante a distanza ravvicinata con un fucile di precisione: non puoi sbagliare!
Segue reazione piccata delle cheerleaders del renzismo militante, che solitamente rispondono accendendo le polveri di un’altra non-notizia, da agitare onde galvanizzare la propria tifoseria, con scontro su ‘social’ con prosecuzione su ‘talk’. Non per niente, the show must go on! Si ravviva il fuocherello di paglia per due o tre giorni fino ad esaurimento. E poi si passa ad altro, in attesa di montare una nuova polemica, giusto per guadagnare le prime pagine delle edizioni on line. Da notare che il meccanismo è assolutamente interscambiabile. Noterete che nessuno dei due schieramenti vi risponderà nel merito dei fatti, stando anzi molto bene attenti a non entrare mai nel dettaglio, circostanziandone le fattispecie di riferimento.
L’ennesimo pretesto di scontro, è stata la pubblicazione dell’ultima opera dell’ottimo Ferruccio de Bortoli. Titolo appetitoso, Poteri forti (o quasi), per un librone di trecento pagine e passa che si pone ai lettori come una raccolta di “memorie di oltre quarant’anni di giornalismo”, per usare le stesse parole dell’Autore, dove si parla di tutto (e di niente in dettaglio). Al “renzismo”, De Bortoli dedica solo una manciata di pagine dal titolo eloquente e più che sufficiente a descrivere il fenomeno per ciò che è: Renzi, ovvero la bulimia del potere personale. C’è da dire che l’Autore ha scritto sul personaggio editoriali assai più fulminanti nella sua attività di giornalista. Qui il tono è più defilato, quasi bonario; parte da una recita di scuse che è quasi un atto di contrizione, con il quale Ferruccio de Bortoli finge di fare ammenda, salvo rincarare la dose col piccolo Napoleone di Rignano. Il tutto è intriso di un’ironia sottile, ma affilata, senza mai perdere il senso della misura. Alla fine il ritratto che viene fuori del putto fiorentino, attraverso un serie di aneddoti, è quella di un arrogante signorotto feudale piombato dalla provincia alla ribalta nazionale, un sostanziale cafone senza altra progettualità che non sia il consolidamento personalistico di un potere fine a se stesso. Niente che di Matteo Renzi non si fosse abbondantemente capito, o non si sia già scritto. Alla Maria Elena Boschi, viene dedicata una sola paginetta (pag.209) su 320 pagine, in un discorso più ampio (estrapolato da terzi), dove peraltro De Bortoli si interroga a mo’ di riflessione personale sul ruolo della massoneria (e massimamente quella toscana) nel consolidamento del potere renziano e le sue ramificazioni nel sistema bancario, riagganciandosi ad una tematica peraltro già affrontata in passato…

«Non ho mai scritto e nemmeno pensato che Renzi sia un massone in una regione nella quale un po’ tutta la classe dirigente lo è. Mi chiedevo soltanto se, parlando del Patto del Nazareno…. le vicinanze tra esponenti dei due schieramenti in terra toscana, fossero spiegabili anche con quell’appartenenza. Una domanda legittima. Una richiesta di trasparenza dal momento in cui si metteva mano addirittura alla Costituzione.
Non c’è nulla di male ad essere iscritti. Non nego i meriti storici della massoneria, anche se ho visto da vicino le sue deviazioni…. In altri paesi la massoneria è un soggetto pubblico. Trasparente. Da noi pare non esistere. Misteriosa. Sembrava addirittura scomparsa, dopo il caso P2 di Licio Gelli, al di là delle apparizioni pubbliche dei vari riti che hanno spesso una valenza un po’ caricaturale e folcloristica. Da noi è un tabù. Si sussurra non si dice, si sospetta non si dichiara, si allude. Ho esagerato, forse, ma nulla mi toglie dalla testa che nel dedalo di rapporti di quella che Ernesto Galli della Loggia ha chiamato “consorteria toscana”, le appartenenza massoniche un ruolo lo abbiano giocato e continuino a giocarlo.»

Questa è una non-notizia che nulla aggiunge al dibattito, ma introduce il pezzo più goloso che De Bertoli infila en passant, chiamando in causa la donna di denari nell’intreccio che unisce a doppio filo governo, renzismo, e potere bancario, lasciando sottintendere la presenza di una longa manus massonica, nella fratellanza acquisita all’ombra di grembiulini e compassi. E lo fa in riferimento ad un articolo di “Libero” dove venivano svelati le frequentazioni tra il faccendiere piduista Flavio Carboni con papà Boschi…

 «Il vicepresidente della banca aretina Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena, aveva incontrato il faccendiere sardo in un paio di occasioni durante le quali avrebbe chiesto consigli su chi mettere alla direzione generale dell’istituto. L’allora ministra delle Riforme, nel 2015, non ebbe problemi a rivolgersi direttamente all’amministratore delegato di Unicredit. Maria Elena Boschi chiese quindi a Federico Ghizzoni di valutare una possibile acquisizione della Banca Etruria. La domanda era inusuale da parte di un membro del governo all’amministratore delegato di una banca quotata. Ghizzoni comunque incaricò un suo collaboratore di fare le opportune valutazioni patrimoniali, poi decise di lasciar perdere. L’industriale delle scarpe Rossano Soldini mi ha raccontato di aver avuto molti sospetti sul ruolo della massoneria locale nella gestione dell’istituto. Elio Faralli, che ne fu fu padre-padrone per circa trent’anni, fino al momento in cui fu costretto a lasciare il timone a Giuseppe Fornasari, era notoriamente un massone. Soldini fece molte domande scomode, in particolare sul ruolo del consigliere Alberto Rigotti, il cui voto, probabilmente invalido, fu decisivo per eleggere Fornasari. Rigotti ebbe prestiti dalla banca mai rientrati, e finì in bancarotta col suo gruppo editoriale. I consiglieri dell’Etruria godettero di affidamenti per un totale di 220 milioni di euro. Gli organi statutari erano del tutto ornamentali. Non sarebbe il caso di chiedersi se anche legami massonici o di altra natura non trasparente siano stati all’origine della concessione di troppi crediti facili e della distruzione di molti piccoli risparmi? A maggior ragione ora che alcuni istituti di credito vengono salvati coi soldi dei contribuenti?»

Ferruccio de Bortoli
“Poteri forti (o quasi)”
La nave di Teseo
Milano, 2017

Ecco, queste sono le righe dello scandalo che è buono per l’ennesima polemica strumentale M5S vs PD. E francamente hanno stancato entrambi! Ci si concentra sulle responsabilità (presunte in assenza di conferma o di fonte certa, fintanto che Ghizzoni tace) della Maria Elena Boschi, chiedendosi se abbia travalicato il suo ruolo di ministro, interessandosi in modo assai più che “inusuale” alle sorti di un istituto di credito privato con evidenti interessi familiari. Ma, al di là dell’opportunità, nulla che presupponga una qualche fattispecie concreta di reato (e questo ci si guarda bene dal dirlo). E non si spende una parola per confutare la domanda che si pone circa le ipotetiche influenze di un’organizzazione ‘segreta’ che controlla per filiazione interna l’istituto aretino, con finalità non chiare e ramificazioni consolidate in ambito istituzionale, come si trattasse di una sorta di potere parallelo.
Insomma, una non-notizia che presuppone una seconda non-notizia (siamo nell’ambito delle pure supposizioni), per una non-risposta, visto che tutti gli occhi guardano il dito e non la luna. 
Agitare, non mescolare.

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