Archivio per M5S

(117) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 1 dicembre 2018 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2018”

Per essere stupido, è stupido. E tanto pure. Però poi il personaggio ci mette del suo e tende a strafare. Per esempio, secondo un distorto (quanto ipocrita) concetto di “trasparenza”, i membri di governo sono ‘obbligati’ (Legge n.441 del 05/07/1982) a rendere pubblici i propri redditi; nonché quelli dei propri parenti fino al secondo grado di parentela (d.lgs n.33 del 2013), ma solo su base volontaria. Va da sé che la norma, ancorché non vincolante, per ovvi motivi, è ampiamente disattesa (quis custodiet ipsos custodes?). Ma Giggino è differente da ogni suo altro collega e ci tiene a pubblicare la situazione patrimoniale di tutti i suoi congiunti, in bella vista sul sito della Presidenza del Consiglio, affinché chiunque possa prenderne atto. Salvo farsi tanta meraviglia, se poi i soliti “giornaloni” gli fanno le pulci, facendo notare come papà Di Maio dichiari un reddito annuo di 88 euro (!), sudatissimo frutto delle rendite catastali di nove terreni e quattro immobili di sua proprietà, mentre (de facto) conduce una società edile dall’attività trentennale, la ARDIMA srl, registrata a nome della madre (che per legge non potrebbe, essendo dipendente pubblico), amministrata dal fratello 18enne, Giuseppe, che per il disturbo percepisce reddito zero (in altri tempi lo si sarebbe chiamato “prestanome”), divisa in quote paritarie tra la sorella Rosalba, architetto d’interni (che non arriva a guadagnare 12.000 euro lordi all’anno), e lo stesso Giggino che ne detiene il restante 50%. Se poi l’azienda di famiglia impiega operai al nero, se gli incidenti sul lavoro non vengono denunciati, Giggino, come associato agli utili di impresa, non è tenuto a saperne assolutamente nulla, poiché di queste cose se ne è sempre occupato papà, che pure non avrebbe alcun titolo per farlo, stando almeno alle dichiarazioni dei redditi, insieme all’amministratore unico, ovvero il giovane Peppe di professione studente, che però per il fisco è un fantasma.
Se qualcuno gli fa notare la discutibile anomalia, in virtù del suo ruolo di Ministro del Lavoro (che per inciso si occupa anche della “previdenza sociale”), è ovvio che l’è tutto un complotto della Ka$ta! E che lui insomma non si occupa degli affari dell’azienda di famiglia di cui pure è socio, almeno nominalmente, e della quale però si interessa il papà disoccupato ed il fratellino nullatenente.
En passant, è interessante notare come i 2/3 della famiglia Di Maio, con simili requisiti, e visto il grave stato di deprivazione materiale dovuta ad un reddito insussistente, avrebbero diritto a pieno titolo al “reddito di cittadinanza”, insieme a tutti i loro lavoratori in nero. E del resto, così non fan tutti?!? Sempre a proposito di quella storiella bella sull’onestà. Sulla competenza invece… lasciamo proprio perdere!

Hit Parade del mese:

01. QUESTO LO DICE LEI

[20 Nov.] «Come sapete, lo spread è legato anche alla Germania e non c’entra nulla con i mutui. Lo sanno tutti. Basta leggere che cosa significa spread.»
 (Laura Castelli, sottosegretario all’economia)

02. CINQUE O SEI MILIONI

[10 Nov.] «Ho già dato mandato di stampare le prime cinque o sei milioni di tessere elettroniche, per il reddito di cittadinanza.»
 (Luigi Di Maio, il Decisionista)

03. LA CREAZIONE…

[21 Nov.] «In 3 GIORNI Dio creò il mondo»
 (Carlo Sibilia, coglione fuori scala)

04. …E I GRADI

[09 Nov.] «Vogliamo dare tutte le versioni possibili di un determinato argomento, e a nostro avviso è bene informare il cittadino a 370 GRADI.»
 (Barbara Lezzi, altro fenomeno a 5 stelle)

05. LA COSTITUZIONE QUESTA SCONOSCIUTA

[16 Nov.] «Il senatore Renzi ha nominato Monti senatore a vita.»
(Agostino Santillo, ennesimo coXXXne a 5 stelle)

06. PROPAGANDA CONTINUA

[30 Nov.] «85 milioni di euro di privilegi della casta tagliati per i terremotati.»
 (Luigi Di Maio, Bellu Guaglione)

07. SOBRIETÀ

[09 Nov.] «Credo di svolgere il mio ruolo con la massima competenza e professionalità. L’unico modo vergognoso che hanno per attaccarmi è con degli audio rubati o con un video di 15 anni fa in cui recito chiaramente un personaggio. Quello che sto subendo io credo sia la peggior macchina del fango di sempre.»
(Rocco Casalino, l’Impeccabile)

08. CLAMOROSO AL CIMBALI!

[11 Nov.] «In cinque mesi abbiamo ottenuto risultati mai ottenuti negli ultimi 30 anni.»
  (Il Blog delle Stelle, ufficio propaganda)

09. MA ANCHE NO

[01 Nov.] «Vi posso confessare cosa guardo quando devo rilassarmi?»
 (Matteo Salvini, il Fascista social)

10. FORSE… FORSE…

[28 Nov.] «Dobbiamo chiedere scusa a Silvio Berlusconi.»
 (Matteo Renzi, Disastro ambulante)

Homepage

Annunci

L V I

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , on 29 novembre 2018 by Sendivogius

«L’effetto è a valanga, il fascismo si diffonde con la progressione di un contagio. È gente nuova, gente ignota, gente che con Lui fino a un anno prima non avrebbe preso nemmeno un caffé, una folla di impiegati e bottegai che assisteva indifferente alla politica, né di destra né di sinistra, e nemmeno di centro, né rossi né neri, gente che si muove sempre e per sempre nella zona grigia.
[…] Che cosa meravigliosa il panico, questa levatrice della Storia! Proprio questo potrà essere il loro meraviglioso baratto: odio in cambio di paura. I nuovi fascisti sono tutta gente che fino a ieri tremava per la paura della rivoluzione socialista, gente che viveva di paura, mangiava paura, beveva paura. Uomini che frignavano nel sonno come bambini…. Adesso alla borsa valori dei pezzenti stanno scambiando il metallo pesante dell’angoscia con la valuta pregiata dell’odio mortale.
Dei piccolo-borghesi odiatori: di questa gente sarà formato il loro esercito. I ceti medi declassati a causa della speculazione del grande capitale, gli ufficialetti che non si rassegnano a perdere un comando per tornare alla mediocrità della vita quotidiana, i travet che più di ogni altra cosa si sentono insultati dalle scarpe nuove della figlia del contadino, i mezzadri che hanno comprato un pezzetto di terra e adesso sono pronti a uccidere pur di mantenerla; tutte brave persone prese dal panico, cadute in ansietà. Tutta gente scossa nella propria fibra più intima da un desiderio incontenibile di sottomissione a un uomo forte e, al tempo stesso, di dominio sugli inermi. Sono pronti a baciare le scarpe di qualsiasi nuovo padrone, purché venga dato anche a loro qualcuno da calpestare.
[…] Ma chi è davvero questa gente? Dov’erano rintanati fino a ieri? Non è possibile che sia stato lui a far nascere questa folla di pantofolai che all’improvviso impugnano il bastone. E nemmeno la guerra…. Il virus deve essere stato incubato in tempo di pace. Non può essere altrimenti. Nella guerra non sono rinati, la guerra li ha soltanto restituiti a se stessi, li ha fatti diventare ciò che già erano. Il fascismo, forse, non è l’ospite di questo virus che si propaga, ma l’ospitato

Antonio Scurati
“M il figlio del secolo”
Bompiani, 2018

La Repubblica degli Onesti

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , on 16 novembre 2018 by Sendivogius

Com’era quella storia delle cinque stelle del MoVimento, tra cui spiccava in bella vista lo stellone dell’Ambiente?!? Ah, sì! Era una roba del tipo:

“Le liste a 5 Stelle seguono il valore del rispetto dell’ambiente in ogni sua forma, come bene unico e fondamentale per la vita. Anche per le generazioni future.”

Non per niente, l’Ambiente è un tema da sempre caro al M5S, che ne ha fatto uno dei punti salienti del proprio programma, in una selva di principi che si accavallano tra di loro con un groviglio di rizomi, schiantati come la Foresta degli Stradivari ad Asiago, non appena si è avuta la possibilità di metterli in pratica al netto delle chiacchiere.

«Il primo principio introdotto è quello della SEPARAZIONE della TUTELA predisposta in favore delle RISORSE NATURALI dalla tutela della SALUTE UMANA e della qualità della vita, rendendo giuridicamente rilevante qualsiasi pregiudizio recato alle risorse naturali, indipendentemente da un danno, o da un grave rischio diretto di danno, alla salute dell’uomo, in linea con la nuova formulazione europea del danno ambientale; troppe volte il danno alla salute è stato misconosciuto e non è stato riconosciuto il valore intrinseco e strumentale delle risorse e si è consentito di proseguire a danneggiare l’ambiente, la salute e le filiere produttive con la scusante che non è ancora dimostrato il danno alla salute umana (con frequenti dimostrazioni a distanza di molti anni, durante i quali si è perpetrato il danno ambientale e alla salute umana stessa).
[…] Il secondo principio è quello di INNALZARE gli STANDARD di TUTELA e non il contrario.
[…] Una maggiore chiarezza nella programmazione e nella realizzazione degli interventi eviterà che il made in Italy alimentare prodotto in aree di grande pregio del nostro Paese possa esser messo in pericolo da contaminazioni importanti e possa compromettere la fiducia del consumatore sia italiano che estero

 (Dal “Programma ambientale” del M5S)

 Sarà per questo che con un emendamento presentato dai parlamentari Flavio Di Muro (Lega) e Gianluca Rospi (M5S), ed inserito nell’Art.41 del cosidetto “Decreto Genova” (quello che l’esultante ministro Toninelli ha scritto col cuore), viene decuplicata la soglia prevista per la presenza di idrocarburi nello sversamento di fanghi industriali, da utilizzare come “fertilizzante” nei terreni agricoli, che potranno essere concimati con una massiccia irrorazione di benzodiossine, idrocarburi policlinici aromatici, Toluene, Selenio, Berillio, cadmio, diossina… Si tratta di preziosi ingredienti che col loro importante apporto proteico contribuiranno ad arricchire la nostra dieta, contribuendo a migliorare la nostra salute. Giusto per innalzare gli standard di tutela del consumatore sia italiano che estero, senza danneggiare l’ambiente e le filiere produttive. Non per niente, il vero problema sono le scie chimiche nei cieli psichedelici del grillismo militante! 

“Il suolo è un bene comune, è il principale patrimonio naturale su cui l’Italia e l’Europa possono fare affidamento per il proprio futuro. Non possiamo più permetterci di perdere terreno. Il suolo è un laboratorio biologico straordinariamente diversificato composto da una immensa quantità di organismi dalla cui attività dipendono la produzione di biomassa, la catena alimentare e la biodiversità terrestre. Tramite le proprie capacità fisiche di filtrazione, di tamponamento e di trasformazione, agisce come barriera alla propagazione delle sostanze inquinanti nelle risorse idriche mentre assorbendo grandi quantitativi delle acque piovane funge da regolatore dei flussi idrici superficiali e di controllo degli eventi alluvionali. Il suolo è una parte integrante e insostituibile del capitale naturale del pianeta Terra e svolge un ruolo strategico per il mantenimento dell’equilibro dell’intero ecosistema. Un suolo di buona qualità è in grado di esplicare correttamente le proprie funzioni ecologiche, economiche, sociali garantendo la fornitura di peculiari servizi ecosistemici, ovvero i benefici che l’uomo ottiene, direttamente o indirettamente, dagli ecosistemi e necessari al proprio sostentamento.”

Poi si sa, la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni… Il Governo del Popolo non sapeva in quale modo smaltire i fanghi di depurazione (e sgravare le aziende che li producono da ogni onere), che tanto valeva rivenderli come concime e disseminarli nei campi, reimmettendoli nella catena alimentare con una bella spruzzata di pregiata eau de fogneSai quella storia sulla “qualità della vita”?!?

“Quella contro i fanghi di depurazione è una battaglia nella quale sono personalmente impegnato sin dai miei primi anni da attivista del M5S.”
Danilo Toninelli
(14/10/2018)

E pensa te cosa di peggio avrebbe potuto fare il Concentrato, se non si fosse interessato al problema per tempo…
Per fortuna (sua) adesso Danilo Toninelli è ministro (eppoi dicono che i miracoli non esistono) e siede stabilmente al governo di altrettanti miracolati. Con tutto l’acume che lo contraddistingue, scambia la merda per cioccolata e vuole pure convincerci di quanto è buona dopo averla assaggiata.

Che c’azzecca poi lo spandimento dei fanghi col “Decreto Genova”?!? Si tratta di una di quelle questioni che è meglio non indagare, se non ci si vuole avventurare nel mondo dissociato del bispensiero grulloide. Non contenti, per arruffianarsi le cosche elettorali di Giggino ‘O Sarracino (e tutelare al meglio gli interessi di famiglia), gli ensiferi riescono ad infilare sempre nel decreto, che per tutto è pensato tranne che per Genova, un incredibile maxi-condono per Ischia che prevede la ricostruzione delle case abusive a spese dello Stato, salvo essere condonate dopo la riedificazione. Il surrealismo applicato alle categorie del cialtrone in politica.
Non per niente al contrasto dell’abusivismo edilizio il programma ambientale del M5S dedicava un intero paragrafo, in un pippone di vibrante indignazione legalitaria:

«Dal primissimo abusivismo di “necessità”, quello di un paese povero che faticava a diventare moderno, siamo passati attraverso tre condoni di Stato a “premiare” chi ha infranto qualunque regola, distrutto il paesaggio, devastato il territorio e un settore economico, fino ad arrivare all’abuso di stato nel 2009 il governo Berlusconi annuncia infatti il “Piano Casa” con cui si possono aumentare i volumi degli edifici a prescindere da qualsiasi regola urbanistica. Secondo i più recenti dati Istat, la dimensione del fenomeno dell’abusivismo edilizio in Italia raggiunge, anche proprio grazie alle manovre legislative del condono edilizio, dimensioni che non hanno riscontro nelle altre economie avanzate: fino a 60 edifici su 100 in alcune regioni del Sud. La crisi delle costruzioni non ha in alcun modo fermato lo sviluppo dell’edilizia illegale, anzi, ne ha accresciuto il peso.
[…] L’aggiramento delle regole urbanistiche, sostanzialmente un’altra faccia del sommerso, raggiunge l’apice al Sud. Tanto che l’Istat si spinge fino a denunciare “una deriva pericolosa verso situazioni di sostanziale irrilevanza della pianificazione urbanistica”.
[…] L’abusivismo oltre ad una piaga per il territorio significa anche minore sicurezza per i cittadini ed economia in nero: l’abusivismo edilizio si incrocia con il ciclo del cemento illegale e con la malavita organizzata, ed è favorito dalla crisi economica. Le demolizioni, a differenza dei condoni edilizi, sono la più efficace forma di prevenzione e dissuasione del fenomeno

Poi per fortuna a ripristinare la legalità è arrivato il “Governo del cambiamento”, che più che altro sembra una brutta copia in camicia nera degli esecutivi democristiani di Mariano Rumor, ed ha il suo punto di forza sul matrimonio di interessi col più vecchio partito della politica italiana, che abbandonate le velleità secessioniste adesso ammicca apertamente ai nostalgici mussoliniani, dopo l’alleanza organica con gli amici sansepolcristi di Casa Pound.

Ma all’occorrenza può contare in Parlamento sulla benevola astensione di Forza Italia coi suoi ultimi papiminkia e l’appoggio supplementare dei Fascisti d’Italia intruppati dietro Giorgetta Meloni, la pancetta nera della Garbatella. Li chiamano “sovranisti” e sono l’ennesima porzione di nuovo che avanza.

Homepage

PROSTITUTI

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , on 12 novembre 2018 by Sendivogius

Nella sua monumentale opera dedicata alla propaganda del regime fascista durante il ventennio (“La fabbrica del consenso: fascismo e mass media”), Philip V. Cannistraro distingue tra propaganda di agitazione e propaganda di integrazione, intese come due fasi strettamente interconnesse per la costruzione del consenso, attraverso l’allineamento dei mezzi di informazione, nella progressiva fascistizzazione degli organi di stampa e conseguente compressione di ogni dissenso critico.
Integrazione ed Agitazione non seguono un percorso ordinario, ma sono interscambiabili e con una struttura dinamica. Quest’ultima varia a seconda della necessità cogente del momento ai fini della propaganda, che per essere davvero efficace deve essere innanzitutto ‘fluida’.
 La sbracata odierna di un Alessandro Di Battista (si parva licet) contro i soliti “giornalisti”, amabilmente chiamati “pennivendole puttane”, con tutta l’eleganza che contraddistingue l’eloquio gentile del personaggio in questione, potrebbe sembrare una forma di propaganda di agitazione, volta più che altro a fomentare la base fidelizzata di riferimento, particolarmente sensibile alle facili eccitazioni…
Tuttavia, a ben vedere, l’ennesima intemerata contro la stampa in generale (antica ossessione della setta a cinque stelle che li disprezza da sempre, parimente ricambiata) nasconde in realtà il senso di frustrazione di una propaganda che, al di fuori degli adepti di stretta osservanza, non buca; non raggiunge l’obiettivo prefissato, mancando sistematicamente il bersaglio. Si tratta del fallimento più evidente in termini mediatici di un movimento che è diventato ‘sistema’, ma che non riesce ad assorbire nella propaganda di integrazione le espressioni non allineate al nuovo assetto di potere di cui è espressione. E tanto meno riesce a modellare le coscienze, nella costruzione di un consenso allargato che penetri nella società, per riplasmarla dall’interno a propria immagine e somiglianza. Perciò, dove non funziona l’integrazione ritorna l’agitazione, che poi è rimestaggio torbido di livori e rancori di chi davvero crede che l’opinione pubblica si formi e possa essere eterodiretta da una piattaforma web. E per questo si rivolge ad un pubblico sempre più ristretto di analfabeti funzionali, nella spoliticizzazione crescente delle grandi masse del tutto indifferenti alla propaganda di agitazione.
Perché come ben sintetizzava il sociologo anarchico Jacques Ellul in un suo lontano studio sulla propaganda, già alla fine degli Anni ’60:

«Gli individui attivi nell’ambito della propaganda, sono nello stesso tempo soggetti e oggetti di propaganda e, costituendo quasi un circuito chiuso, non raggiungono la massa della popolazione e rinforzano in vitro opinioni estreme. La propaganda diventa allora una forma di autoconsumo. Si scelgono le notizie che possono alimentare la convinzione; le si elabora in modo che possano effettivamente servire per la propaganda; le si consuma nel gruppo venendo così fortificati nelle proprie convinzioni, mentre ci si distacca progressivamente da una massa che si vorrebbe raggiungere e convincere ma che si allontana sempre più, proprio nella misura in cui questa propaganda diventa più intensa.
Esiste tuttavia un modo attraverso cui il contatto avviene o dovrebbe avvenire: stabiliscono la relazione alcuni mezzi di comunicazione di massa, come quei giornali di larga informazione che prestano un’attenzione continua a questi movimenti e gruppi e riprendono questo tipo di propaganda; in effetti è solo in questo modo che accade qualcosa. Così, non può verificarsi una manifestazione di gruppi estremisti, per quanto ridotta, senza che immediatamente la grande stampa la riprenda e la ponga in primo piano, e lo stesso dicasi per certe emittenti radiotelevisive

In altri termini, i propagandisti come Di Battista (e tutta l’esaltata combriccola coltivata in provetta nei laboratori della Casaleggio Associati) hanno bisogno dei mass media per veicolare i propri messaggi (le idee sono un’altra cosa), attraverso i meccanismi di comunicazione mainstream; ben consapevoli che un messaggio, per essere davvero “virale” in assenza di reali contenuti, ha bisogno di essere propagato attraverso canali ufficiali più accessibili al grande pubblico. La polemica si traduce in realtà in un espediente per assicurarsi la visibilità. E per questo si autoalimenta in una escalation di provocazioni crescenti ed inversamente proporzionali ad ogni coerenza.
Parlare della doppia morale di questa setta di esaltati è assolutamente superfluo; sono gli stessi che ad ogni tintinnar di manette si presentavano in massa a conferenze di stampa autoconvocate, con tanto di arance in bella vista “in onore agli arrestati”, per reclamare le dimissioni coatte e l’arresto dei reprobi.

I parlamentari del M5s durante la conferenza in Campidoglio sugli arresti avvenuti al comune di Roma, 03 dicembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

Quando un Di Battista, che davvero è convinto di essere un giornalista, mentre cerca di vendere un tanto al chilo i patetici reportage della sua lunghissima vacanza sudamericana nelle vesti di voyeur della misera altrui, parla di “pennivendoli” (facendo il verso a Giovanni Papini che il termine lo inventò) e di “prostituzione”, dal fondo del guazzabuglio di incoerenze e contraddizioni che ne contraddistinguono l’agire, sostanzialmente descrive se stesso nello specchio della propria inconsistenza.
Finora l’eccezionale risultato raggiunto è stato quello di essere scaricato persino dall’unico giornale ‘amico’ che ancora offriva il beneficio di una qualche credibilità a questa oscena banda di pagliacci, tanto da finire folgorati in un fulminante editoriale di Ferruccio Sansa, giornalista, che finalmente ha capito di quali umori sia fatto il fetido impasto da cui trae linfa la Setta del Grullo ed i suoi fanatici accoliti:

“Cari Di Maio e Di Battista, chi sono le puttane?”

«C’è soprattutto disprezzo in quella parola, “puttane”, usata da Di Battista. Per i giornalisti, ma anche per le prostitute. Per le persone in generale. Un modo di esprimersi misero e inadeguato. Prima ancora che grave. Non voglio difendere i giornalisti. Abbiamo le nostre colpe. Tanti sono stati servili in questi anni, invece che vigili. Hanno preferito la dipendenza alla libertà. Come gli italiani, del resto, che hanno osannato prima Berlusconi, poi Monti, poi Renzi e ora Salvini e Di Maio. Come la nostra classe politica peraltro. E qui verrebbe da fare qualche domanda al duo di statisti Di Maio-Di Battista.
Sono puttane solo i giornalisti o anche quelli che per anni hanno soltanto detto “sì”, piegando il capo agli ordini del grande capo?
Sono puttane solo i giornalisti oppure anche i politici che per tenersi una poltrona sotto le chiappe tacciono di fronte alle dichiarazioni razziste del loro alleato?
Sono puttane soltanto i giornalisti oppure anche chi dopo aver difeso a parole l’ambiente propone condoni per prendersi quattro voti?
Sono puttane solo i giornalisti oppure anche quelli che approfittano perfino delle tragedie come il ponte di Genova per cercare voti e consenso?
Sono puttane solo i giornalisti oppure anche quelli che dopo aver criticato per anni un politico vanno a scrivere libri per le sue case editrici?
Povere puttane, in fondo, usate per esprimere disprezzo. Almeno loro si sporcano le mani. Fanno un lavoro. Non stanno a pontificare dal Guatemala. Non governano un Paese con un curriculum che alla gente comune magari non basta per fare il corriere

Ferruccio Sansa
(11/11/18)

Il dramma (per noi) è che ora tocca loro pure governare… E non sanno nemmeno da che parte cominciare.

Homepage

 

(116) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , on 1 novembre 2018 by Sendivogius

Classifica OTTOBRE 2018”

“Il mio nome è Legione, perché noi siamo molti”

L’imbecillità può essere ‘virale’?
A quanto pare, sì! TwitterFacebookInstagram… dirette streaming… È un’apoteosi. Imbecilli di tutto il mondo unitevi! E marciate compatti come legioni. Oramai, ogni demente che abbia a disposizione una connessione ci tiene a far conoscere la sua stolida condizione di disturbato psichico al resto del mondo, nell’insanabile desiderio di condividere la propria irriducibile minchioneria con altri deficienti come lui, che ovviamente accorrono a migliaia. Tale è l’attrazione irresistibile che una simile abbondanza, dispensata a piene mani in ondate di merda ‘social’, esercita tra i webeti coprofili caduti nella rete; tanto non pare loro vero di essersi ritrovati tutti insieme per scoprirsi così numerosi.

Sono quelli che ‘si informano’ soltanto on line, non sfiorano mai un libro (o un quotidiano) nemmeno per sbaglio, neanche se ci sbattono sopra (non sopravviverebbero al crash dei neuroni), tanto sanno già tutto a prescindere per scienza infusa. E probabilmente non capirebbero un accidente di quello che vanno leggendo, perché la Verità si esercita in pensierini da tre righe e non richiede mai più di 300 battute per essere diffusa a colpi di click. L’importante è postare mica pensare, che la riflessione richiede tempi lunghi di meditazione, mentre il mondo va veloce, e tutti vogliono stare al passo di marcia seguendo l’onda…
Ora, in tutta franchezza, tracciare una classifica sta diventando difficile… perché davvero siamo dinanzi ad un vulcano in costante eruzione… un geyser che pompa merda a getto continuo…

Siamo seduti dalla parte giusta della Storia e se avanzeremo insieme compatti anche la vittoria di questa battaglia sarà nostra. Ma dobbiamo essere compatti. Molto compatti. Fusi insieme. Come lo era la testuggine romana, una formazione di fanteria dell’esercito romano che era di grande complessità perché richiedeva un importante coordinamento collettivo. Dava come risultato una massa compatta e protetta in modo impenetrabile e veniva usata in particolare durante gli assedi. Se qualcuno dei soldati si fosse sfilato dalla formazione a testuggine avrebbe condannato i propri compagni e tutte le retrovie alla morte o a finire prigionieri. Avrebbero anche messo a repentaglio l’esistenza stessa dello Stato romano e tutti i soldati erano ben consci delle loro responsabilità, non solo come gruppo, ma anche come individui. Oggi nel nostro esercito alcuni stanno dando segni di cedimento e visto che tra di noi siamo in famiglia è bene che queste cose ce le diciamo. Questi cedimenti non ce li possiamo permettere.”

Luigi Di Maio
(29/10/2018)

Non è solo il vocabolario, che per raccoglierlo tutto basta un abbecedario di trenta parole, ma anche la scelta dell’estetica, l’umorismo da cesso di caserma, ed il senso grandioso del sé nell’assoluta assenza di ridicolo che contraddistingue la banda di mitomani al governo, perché questi sono davvero convinti di “fare la Storia” (!), compatti come una testuggine romana (sic!), tra manine e complotti, condoni e decreti fatti col cuore.
Che dire di sottosegretari che giocano a fare il soldatino (con tanto di travestimento), nei saloni del ministero?!?
Che pensare di un vicepremier dalle studiate pose volitive, giusto per fare il verso alla macchietta originale a cui si ispira, che ama farsi immortalare mentre imbraccia armi che con ogni evidenza non sa nemmeno impugnare, né usare?
Per sottacere di quell’altro fenomeno coltivato in provetta dalla Casaleggio Associati che, tra mitologie primitiviste e decrescite felici di un moVimento il cui modello ispiratore è probabilmente il medioevo, parla di distribuire le terre incolte alle coppie con tre figli?!?

‘Na roba da tribuno delle plebe nella tarda respublica romana… o da Benito Mussolini. Che coi tempi che corrono si raccorda fin troppo bene. A quando la bonifica delle paludi del Sebino?!?

Hit Parade del mese:

01. LA MANINA

[17 Ott.] «È accaduto un fatto gravissimo! Il testo sulla pace fiscale che è arrivato al Quirinale è stato manipolato. Nel testo trasmesso alla Presidenza della Repubblica, ma non accordato al Consiglio dei Ministri, c’è sia lo scudo fiscale che la non punibilità per chi evade [e ci sono ancora! n.d.r]. Noi del M5S in Parlamento non lo votiamo questo testo se rimane così [l’hanno votato]…. Non so se una manina politica o una manina tecnica, in ogni caso domattina si deposita subito una denuncia alla Procura della Repubblica perché non è possibile che vada al Quirinale un testo manipolato!»
  (Luigi Di Maio, il Manomorta)

02. MOLTI NEMICI MOLTO ONORE

[23 Ott.] «Se l’Europa boccia la nostra manovra, siamo sulla strada giusta. Se giornali e talkshow ci attaccano, siamo sulla strada giusta. Se il PD urla e sbraita, siamo sulla strada giusta. La gente è con noi, fieri di essere “populisti”!»
  (Davide Barillari, fenomeno regionale)

03. (IN)DISPONIBILITÀ

[17 Ott.] «Il M5S non è disponibile a votare alcun condono, ma se si stratta di pace fiscale, siamo d’accordo.»
  (Luigi Di Maio, il Pacificatore)

04. VEDO LA GENTE MORTA

[09 Ott.] «Mi sono soffermato su un dossier che ritengo essere molto importante, che è quello del tunnel del Brennero. Sapete quante delle merci italiane, quanti degli imprenditori italiani utilizzano con il trasporto principalmente ancora su gomma il tunnel del Brennero?»
  (Danilo Toninelli, coglione di razza)

05. FATTO COL CU….

[08 Ott.] «Il Decreto Genova non solo è scritto col cuore ma anche con una tecnica giuridica cosi elevata che permetterà al commissario Bucci di lavorare bene senza preoccuparsi dei ricorsi.»
(Danilo Toninelli, l’Entusiasta)

06. Quando c’ero IO

[21 Ott.] «È mai esistito in Italia un premier che come me dice che i prodotti italiani sono i migliori e il Paese migliore dove investire è il nostro?»
(Giuseppe Conte, Mitomane)

07. IL SOTTILISSIMO DUBBIO

[02 Ott.] «Noi siamo qui da soli 4 mesi e ci trattano come degli incompetenti appestati. Perché?»
  (Luigi Di Maio, incompetente appestato)

08. M

[16 Ott.] «Legali al lavoro per verificare il “politically correct” di Facebook e/o frasi offensive nei confronti di Benito Mussolini: monitoraggio e denucia alla polizia postale.»
  (Alessandra Mussolini, la ducia)

09. E INTANTO GIORGINA…

[14 Ott.] «In una scuola di Peschiera Borromeo viene eliminato il maiale per fare posto al cous-cous, alimento tipico nordafricano. Ora sono i figli degli italiani a doversi adeguare alle esigenze alimentari di chi dovrebbe integrarsi? Questa è follia!»
  (Giorgia Meloni, la fasciogastronoma)

10. PRIORITÀ

[14 Ott.] «Io e Padoan vogliamo proporre un aiuto concreto: venerdì offriremo una legge di Bilancio radicalmente alternativa. Lo consideri un gesto di servizio civile. Abbiamo cambiato la scaletta della Leopolda per cominciare con questo.»
  (Matteo Renzi, il premier ombra)

Homepage

 

ANOMALIE PROCEDURALI

Posted in Ossessioni Securitarie with tags , , , , , , , , , , , on 14 ottobre 2018 by Sendivogius

“Chi sbaglia, paga!
Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici”
Matteo Salvini
(13/10/2018)

Che detto da uno che presiede un partito che si è fregato 49 milioni di euro di rimborsi elettorali, da restituire in comode rate spalmate sui prossimi ottanta anni (e chi vivrà vedrà), e che si prepara a varare un gigantesco condono fiscale fino a 500.000 euro di evasione per premiare i ladri che lo votano (“pace fiscale” la chiamano, per la resa incondizionata degli onesti), non si capisce bene se sia una presa per il culo o se si abbia davvero a che fare con un ministro della malavita, che ha la faccia come il culo, ed al cui confronto Al Capone sembrerebbe quasi un principiante pasticcione.
Ovviamente, per i buffoni a 5 Stelle, quelli dei coretti onestà-onestà (gnè-gnè-gnè!), o altre pagliacciate come il “Restitution Day”, e non ultime le “spese morali”, la cosa non suscita alcun scandalo. Una poltrona al governo val benissimo questo e quant’altro. Decisamente, l’onestà non andrà di moda.

…Però dopo la città veniva disintegrata..!

Va da sé che per questa macchietta ducesca defecata al Viminale i problemi siano altri…
Per esempio, nella primavera del 2016 un misconosciuto sindaco calabrese, Domenico Lucano, scala improvvisamente le classifiche della rivista statunitense “Fortune” che, forse con un pizzico di esagerazione, lo annovera (unico italiano) tra le 50 personalità più eminenti del pianeta, suscitando l’interesse internazionale. Il suo merito? Aver trasformato il piccolo comune ionico di Riace in un modello sperimentale di integrazione culturale, dimostrando che un diverso modo di gestire l’accoglienza è possibile, al posto delle soluzioni concentrazionare, in tempi di crisi migratorie ed emergenze securitarie.
 Alla ‘politica’ il modello del sindaco di Riace non piace: è socialmente eversivo ed a livello elettorale non paga. Pertanto, attorno a Mimmo Lucano viene subito steso un cordone di sicurezza, fatto di diffidenza e malcelata ostilità, onde circoscrivere ogni possibilità di contagio, in attesa si sbarazzarsi della pericolosa anomalia.
In men che non si dica, il Comune di Riace viene subito fatto oggetto di ispezioni prefettizie, volte ad accertare tutta una serie di violazioni procedurali e passare al setaccio “il sistema Riace sotto l’aspetto della regolarità tecnica e della correttezza burocratica-amministrativa degli atti compiuti”. Segnatevi questa parola: “burocratico-amministrativa”, perché nella relazione ritorna come un mantra. E poco importa se gli accertamenti della Prefettura di Reggio Calabria non abbiano avuto seguito, funzionando il “sistema” nel suo complesso. Per il Ministero degli Interni, trattasi sicuramente di un accertamento “traslato sotto un profilo squisitamente sociologico”. E da qui la necessità di una terza ispezione.
Nel Luglio del 2017 mentre in tutta Italia si scatena la caccia al negro da sparare, dopo che il nazi-leghista Luca Traini ha aperto la stagione venatoria a Macerata, e raid fascisti si susseguono in quelle scuole colpevoli di promuovere progetti di accoglienza, una delle principali preoccupazioni del Caccianegri pedemontano nel frattempo diventato ministro di polizia sembra invece essere Riace. È uno scandalo infatti che in questo dimenticato comune della Calabria, i negracci non bighellonino in giro senza scopo, magari a chiedere le elemosina, per essere additati dalla vulgata sovranista come parassiti nullafacenti. Non è spendibile il fatto non facciano casino e non creino problemi di ordine pubblico, che poi non ci si possono scrivere sopra migliaia di tweet razzisti, per raccimolare i “like” degli squadristi da tastiera, nella logorrea che contraddistingue il castratore chimico con la ruspa.
Su richiesta del Ministro dell’Interno, viene pertanto predisposta una nuova ispezione a Riace “per un controllo ferreo di tutte le attività svolte”… che a volerla trovare, una “anomalia” alla fine esce sempre fuori.
Sembra che a fornire gli elementi per l’ennesima ispezione (evidentemente quella giusta), siano state le accorate denunce di tal Pietro Antonio Zucco, ex sindaco di Riace nel frattempo transitato in “Noi con Salvini” e (en passant!) condannato in via definitiva per essere un prestanome vicino alla cosca mafiosa dei Ruga-Metastasio. Tanto basta per farne agli occhi del ministro un “cittadino modello”, di quelli coi quali con ogni evidenza LVI s’accompagna volentieri da tempo.
Comunque sia, questa volta il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione” del Ministero dell’Interno riesce finalmente a rilevare quelle “criticità” che tanto fortissimamente voleva trovare, al fine di “attuare degli opportuni ed immediati mezzi correttivi”. Da notare come nella prosa contorta e burocratica del “Dipartimento per le libertà civili” emerga sempre qualche espressione che ne tradisce la volontà repressiva e punitiva da questurino zelante.

Le irregolarità contestate comunque sono gravissime: ci sono infatti “beneficiari del sistema CAS, che si trovano presenti in alloggi per beneficiari SPRAR”. In pratica, gli immigrati si muovono liberamente per il paese; si frequentano tra loro, senza rimanersene tappati dentro le residenze assegnate. E insomma, se uno è sotto tutela CAS non può mica andarsene a casa di uno SPRAR o viceversa, frammischiandosi pure coi “lungopermanenti” di competenza prefettizia. La situazione è così grave che la commissione prefettizia rivela ben QUATTRO casi di “commistione”. Una cosa inaudita!
Il Comune ha pasticciato nell’assegnazione degli immobili, ne mette a disposizione più del previsto, ritarda nella registrazione dei contratti, sbaglia le rendicontazioni, e soprattutto si dimentica di cacciare via i “lungopermanenti” (dove dovrebbero andare non si sa). In pratica si preoccupa di assicurare un tetto, prima ancora che redigere le fondamentali pratiche “burocratico-amministrative”.
Con raro sprezzo del ridicolo, la commissione chiosa compita:

Ne consegue che la permanenza nello SPRAR, se eccessivamente protratta nel tempo e senza una chiara programmazione sull’uscita dall’assistenza denota l’incapacità del progetto a raggiungere gli scopi suoi proprio, trasformandosi in mero assistenzialismo.”

È noto il successone diffuso di tutti gli altri SPRAR sparsi per l’Italia, che operano con risultati del tutto diversi.
La commissione si preoccupa poi della condizione degli alloggi che sono risultati “essere in condizioni igieniche e di arredamento molto precarie, con promiscuità tra locale da bagna, angolo cottura e letto, tanto da costringere le persone che vi dimorano a soluzioni di fortuna, in condizioni degradanti e di grave abbandono”. In mezzo alla strada è sicuramente meglio.
È altresì notoria la solerzia e la sensibilità ministeriale per le condizioni igieniche, abitative, e sanitarie, nelle quali vivono i braccianti africani nei ‘campi attrezzati’ attorno alla vicina Rosarno, che certo non suscitano lo scandalo, né l’interesse, della Prefettura e del Ministero.
Si contesta l’uso di pocket money invece della contestata paghetta elargita all’immigrato, in quanto “la mancanza di denaro contante non consente ai beneficiari di familiarizzare con la valuta locale (euro) e testare in tal modo il costo della vita”.
Quante spese pazze si possono fare con cinque euro al giorno!
Naturalmente non va bene nemmeno l’avvio di botteghe artigiane e attività di laboratorio autogestite, perché:

Se le attività laboratoriali sono senza dubbio utili e favoriscono la socializzazione e lo scambio tra abitanti di Riace e beneficiari e possono assolvere a funzione propedeutica all’avvio di tirocini extracurriculari, in quanto attività che accrescono competenze di base e trasversali, rispetto al mondo del lavoro, tuttavia tali attività non possono essere assimilati a tirocini extracurriculari propriamente detti, proprio in ragione della loro specifica strutturazione, anche in funzione burocratica-amministrativa.”

Insomma, fatti i debiti rilievi, ce n’era abbastanza per suscitare l’immediato interesse della Procura della Locride che trasforma le “anomalie procedurali”, in truffa aggravata, concussione, abuso d’ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e (giusto per non farsi mancare nulla) traffico illecito di rifiuti, in una regione attraversata dallo scandalo delle “navi dei veleni”.
Non la ‘ndrangheta che prospera in Calabria come un cancro a cielo aperto, non la piaga del lavoro nero e dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina, Riace è la nuova emergenza governativa da contrastare prontamente. Che fosse mai il modello dovesse funzionare!
È come portare l’auto a fare la revisione e vedersi sequestrare il veicolo, con ordine di rottamazione, perché in fase di controllo si scopre un foro sulla marmitta.
Eja! Eja! Alalà!

Homepage

(115) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , on 30 settembre 2018 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2018”

Non che non ci avesse provato pure l’Unto… quello originale, non la caricatura catramata!
A suo tempo, circa duemila anni fa, un altro cazzaro di successo aveva moltiplicato i pani ed i pesci… trasmutato l’acqua in vino… Persino resuscitare i morti gli era sembrato più facile… ma di eliminare la povertà proprio non c’era stato verso.
Alla fine, dove non era riuscito neanche Gesù Cristo, ha potuto Giggino ‘O Sarracino, stabilendo l’abolizione della povertà per decreto. E non sappiamo se siano previste severe sanzioni, per i trasgressori che dovessero ostinarsi a restare poveri; certo per boicottare la benemerita opera del Governo del Popolo. Da oggi dunque è stabilito a norma di legge che la povertà non esiste più. E se lo annuncia Giggino, l’Evita affacciata al balcone insieme allo stato maggiore del Popolo Sovrano, se ne può star pur certi.
Poi vabbé! Le parole, come la scelta dei simboli, sarebbero anche importanti… E pare che al “governo del cambiamento” non gli riesca proprio di affrancarsi da questa parodia del ventennio mussoliniano: con quello che gira in felpa declamando i motti del duce malanima (molti nemici, molto onorenoi tireremo drittome ne frego!) e quest’altro affacciato al balcone, con la claque autoconvocata dei meravigliosi pupazzi a 5 stelle (non esattamente la folla dei grandi eventi), per l’occasione adunati in notturna sotto al balconcino di Palazzo Chigi (quello di Piazza Venezia non era disponibile), in una di quelle carnevalate destinate a fare storia attraverso la sgangherata sceneggiata fascio-peronista.
Bene, ora che è stata abolita la povertà (ed alzi la mano chi negli ultimi dieci anni ha trovato un posto di lavoro rivolgendosi ai “centri per l’impiego”), adesso che tutti avranno garantito un “reddito di cittadinanza” (todos caballeros!) comodamente a domicilio, ci sarebbe pure quell’annosa questione sul reperimento dei fondi e delle coperture (roba da congiura dei tecnocrati), in attesa di saccheggiare la Cassa Depositi e Prestiti, come è probabile che avverrà in assenza di liquidità…
In genere, durante le “rivoluzioni”, benché questa ne sia solo una farsa, quando non si hanno i soldi per finanziare la spesa corrente al netto delle promesse mirabolanti, di solito li si inventa. O più semplicemente li si stampa. A questo serve la “sovranità monetaria” rimessa nelle mani dei cialtroni, peggio ancora se pescati tra falliti e casi umani.

Nel 1789 l’allora governo del popolo della Francia rivoluzionaria, non potendo finanziare il proprio debito coi prestiti esteri ed avendo un disperato bisogno di rimpinguare le casse dello Stato, ricorse alla massiccia emissione di buoni del tesoro che ben presto assunsero la forma di moneta cartacea a corso forzoso, per gli scambi correnti su valore nominale. Li chiamarono assegnati ed ebbero effetti catastrofici sull’economia francese. Quando le emissioni superarono di gran lunga le garanzie sui prestiti, il governo rivoluzionario trovò più semplice chiudere la Borsa e la pubblicazione dei tassi di cambio, piuttosto che sospendere l’emissione di nuovi bigliettoni senza valore.
 Nel 1913, i rivoluzionari messicani si finanziarono iniziando a stampare a dismisura banconote senza alcuna copertura legale su valore fiduciario, per far fronte alle esigenze amministrative e non incorrere nei rigori del credito internazionale. L’idea ebbe così tanto successo che Pancho Villa per rifornirsi di liquidità arriva a stampare un milione di banconote al giorno, le “lenzuola di Villa” (las sabanas de Villa), tanto che nel 1915 circolano oltre 400 milioni di pesos in biglietti di piccolo taglio. In pratica, durante la rivoluzione costituzionalista, ogni regione stampava la sua cartamoneta (la moneda revolucionaria) che il popolino inondato da tanta abbondanza chiama dinero villista, o anche “bilimbique” perché ai peones ricordava i buoni acquisto che un certo William Weeks (da lì la deformazione del nome) pagava ai minatori della Cananea Company al posto dei salari.
E fu così che tutti ebbero più banconote nelle tasche e meno denaro reale da spendere. Oggi ci sarebbe l’euro ed il giochino non è tanto riproponibile. Ma dalla moneta unica si può sempre uscire… Perché qui siamo un bel passo oltre le vecchie “svalutazioni competitive” e l’assistenzialismo clientelare di stampo democristiano, nel Bengodi ritrovato della munifica Manovra del Popolo

  Hit Parade del mese:

01. ABOLITA LA POVERTÀ

[25 Set.] «Con la pensione di cittadinanza e il reddito di cittadinanza che introdurremo in questa legge di bilancio avremo abolito la povertà.»
(Luigi Di Maio, l’Elemosiniere)

02. MORANDI A 5 STELLE

[21 Set.] «L’obiettivo non è solo quello di rifare bene e velocemente il ponte Morandi, ma di renderlo un luogo vivibile, un luogo di incontro in cui le persone si ritrovano, in cui le persone possono vivere, possono giocate, possono mangiare.»
(Danilo Toninelli, sempre più concentrato)

03. NEMICI DEL POPOLO

[30 Set.] «PD e Forza Italia nemici dell’Italia. Fanno terrorismo mediatico. Vogliono far schizzare lo spread sperando in un colpo di stato finanziario.»
(Luigi Di Maio, il Popolo incarnato)

04. LA DITTATURA DEI VACCINI

[05 Set.] «Vaccinazioni coatte. Ecco il nuovo programma biopolitico voluto dall’aristocrazia finanziaria turbocapitalistica. La quale tratta i popoli precarizzati alla stregua di armenti senza dignità, con patrizio disprezzo e metodi sempre più totalitari»
(Diego Fusaro, il Turbocazzaro)

05. POLVEROSI LIBRI

[09 Set.] «Sono figlio della contestazione globale, erano tempi in cui ci si opponeva. Ho un padre insegnante e un fratello professore, quindi ho sempre respirato scuola e per questo sono preparatissimo. Non mi sono diplomato per ribellione. Quello che c’è da sapere non si impara sui polverosi libri»
(Mario Pittoni, il leghista presidente della commissione istruzione al Senato)

06. MODERNITAS

[11 Set.] «Voglio introdurre in Italia il ‘convenant marriage’ americano, una forma di matrimonio indissolubile»
(Simone Pillon, Torquemada leghista)

07. MA ANCHE NO!

[29 Set.] «Ancora una volta siamo noi a dover salvare il paese che amiamo»
(Silvio Berlusconi, il morto che parla)

08. CONTRIZIONI

[20 Set.] «Sono sei mesi che faccio autocritica»
(Matteo Renzi, il Modestissimo)

09. INCUBI

[29 Set.] «Non dobbiamo salvaguardare l’occupazione, ma i sogni delle persone»
(Davide Casaleggio, il Milton Friedman de noantri)

10. TI HA FATTO MALE, PICCOLO?!?

[24 Sett.] «Asia Argento mi ha violentato»
(Jimmy Bennett, il Violato)

Homepage

IO PRETENDO!

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 23 settembre 2018 by Sendivogius

Non si capisce bene perché gli 80 euri di Renzie erano una mancetta elettorale, mentre 800 euro distribuiti a pioggia ad una pletora di fancazzisti professionisti, non residenti inclusi, siano invece un fondamentale principio di civiltà e non la più grossa compravendita elettorale che si ricordi dai tempi della congiura di Catilina. Se poi mancano le coperture fiscali, se non ci sono i soldi, che problema c’è? Basta fabbricarli la notte, magari con la stampante 3D di Beppe Grillo; oppure invocare la moltiplicazione dei pani e dei pesci, aspettando il miracolo.
A ben vedere, Cetto La Qualunque è stato un precursore…

Pretendo che il ministro dell’Economia di un governo del cambiamento trovi i soldi per gli italiani che momentaneamente sono in grande difficoltà.”
Luigi Di Maio
(18/09/18)

In fondo si tratta solo di dieci miliardi, giusto l’importo di una manovra finanziaria. Che vuoi che siano mai?!? I ministri dell’economia che si sono succeduti negli ultimi 30 anni erano tutti coglioni. Pensa te! Sempre lì con quelle facce da funerale, a tirar di conto col pallottoliere, tagli su tagli, a far incazzare gli italiani, coi partiti politici impiccati all’albero del rigore, e perdendo milioni di voti, quando la soluzione era proprio dietro l’angolo, a portata di click.

Bastava “pretendere”. Perché se Giggino pretende, un “ministro serio” i soldi li trova. Anzi, ‘DEVE’ trovarli! E che ci vuole a mettere insieme un po’ di cucuzzoni, per comprarsi il voto degli Sdraiati?!? Cosa saranno poi mai dieci e passa miliardi?

“Facemo mille petecchioni, e contenti li sapienti e li minchioni!”

Ora, non sappiamo se il ministro Tria si sia armato di vanga e se ne vada in giro a scavare buche, insieme ai tecnici ed ai dirigenti del suo dicastero, sperando di trovare il Pozzo di San Patrizio, per una grande caccia organizzata al tesoro. Sennò Rocco Casalino li caccia via lui i “pezzi di merda” (giusto a proposito di equilibrio dei poteri e rispetto istituzionale). Poco importa se questi possiedono una laurea (vera) ed hanno superato un regolare concorso pubblico, al contrario del palestrato frocione venuto dal “Grande Fratello” (omen nomen).

Alludiamo al puparo della Casaleggio Associati inviato a controllare ed imboccare il pupazzo Conte: primo caso italiano di sockpuppet diventato premier (fantoccio) in un governo di portavoci.

Questo avviene quando Casalino non è troppo impegnato a lanciare messaggi di intimidazione para-mafiosa alla libera stampa. Intendiamoci: non c’è niente di fascista in tutto questo. Il fascismo storico i giornali non li chiuse mai del tutto; si “limitò” ad azzittirne le voci critiche, a censurarne gli articoli sgraditi, sequestrarne le copie, e devastare le tipografie. Quello che voleva era in realtà un coro ossequioso che declamasse all’unisono i peana di regime, intravedendo i vantaggi di un’orchestra allineata agli ukase di governo. Il M5S è oltre. Per la Setta digitale infatti non c’è spazio per i media: i giornali (tutti) devono sparire, preferibilmente entro il 2027 secondo le profezie dei Casaleggio. Bastano i meme sparsi in giro dagli AttiVisti (fate girare!) e le notizie filtrate dall’ufficio propaganda di una nota agenzia privata di Milano (no, non è la Stefani), per fare “informazione”… di regime.
Eppoi, se Giggino O’Sarracino pretende… allora pretendete pure voi. Non è forse sacra la volontà del popolo?!?
Io pretendo di avere diecimila euro al mese e starmene a casa a non fare un cazzo, invece di alzarmi alle 5,00 del mattino smazzandomi per una manciata di euro. In fondo, se un Rocco Casalino ne guadagna 170.000 all’anno per dire cazzate, non vedo perché non possano averne tutti.
Pretendo di trombarmi le più belle donne del pianeta. Mi sembra una richiesta legittima ed una giusta rivendicazione contro la discriminazione sessista.
Pretendo di rimanere sempre giovane e bello. Perché infatti uno dovrebbe accettare passivamente la tirannia del tempo che passa?
Pretendo che sia natale tutto l’anno. E dovete farmi il regalo. Lo pretendo!
Pretendo che il sole giri attorno alla Terra.
E non so… qualsiasi altra cosa mi passi per la testa… Io la PRETENDO!!!
Altrimenti l’è tutta una cospirazione della Ka$ta!!1!.
Un bambino viziato pretende. Batti i piedini. E strepita finché non ottiene per sfinimento ciò che sarebbe impossibile avere. Poi per fortuna si cresce, con l’eccezione di qualche egocentrico deficiente che crede davvero il mondo funzioni così e che tutto gli sia dovuto per grazia ricevuta.
A volte, la soluzione è rimanersene defilati, starsene dietro, aspettando pazientemente che il fiume faccia il suo corso…
Di solito certe attese non vanno mai deluse.

Homepage

La Ragnatela

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 10 settembre 2018 by Sendivogius

«La Lombardia è una regione intrappolata nella ragnatela leghista, una fitta rete di contatti e uomini di fiducia agli ordini di Salvini e Maroni. Una sorta di cupola che ricorda quella del PD romano che usa risorse pubbliche per finanziare il proprio sistema di potere. Ultimo caso in ordine di tempo scoperto dal M5S quello dell’ASST della Franciacorta (ex azienda ospedaliera di Chiari), che ha dato in affidamento diretto per 35 mila euro il lavoro di restyling del sito web dell’ospedale a Luca Morisi, lo spin doctor di Matteo Salvini. Ma non solo. La Direzione Generale ha deciso di assegnare alla società Se.Co.Ges. un appalto del valore di 71 mila 500 euro per la gestione del servizio di aggiornamento del manuale di gestione aziendale. Peccato che chi detiene il 68% della società sia l’ex sindaco leghista di Monte Isola Angelo Colosio, attualmente militante a Brescia, che secondo le intercettazioni telefoniche dell’inchiesta Smile sarebbe stato contattato per questioni di affari dall’ex presidente leghista della Commissione sanità al Pirellone Fabio Rizzi e dal suo stretto collaboratore Mario Longo, poi arrestati per tangenti nello “scandalo dentiere”. Il tutto con il benestare degli alti dirigenti dell’Asst: Mauro Borelli, direttore generale ed esponente di spicco della Lega Nord bresciana, famoso per inviare mail agli altri manager in quota Lega invitandoli a versare l’obolo nelle casse del Carroccio, Matteo Rinaldi,segretario della Lega Nord a Brescia, e Luigi Faccincani, militante leghista di Desenzano del Garda. Questo è il meccanismo di funzionamento del “sistema Lega” in Lombardia: piazzare “yes man” che possano, quando serve, aprire porte e stendere tappeti rossi. Iscritti al partito ma anche parenti e amici, basti pensare all’ex-compagna di Matteo Salvini che nel 2014 aveva ottenuto un posto all’assessorato al welfare della giunta regionale. Stessa impronta anche per le liste civiche collegate alla lega che di “civico” hanno evidentemente solo il nome. Daniela Maroni, consigliere regionale della lista civica Maroni Presidente, ha assunto a settembre 2013 nello staff della sua segreteria quella che sarebbe diventata la sua futura nuora, partendo da un contratto con categoria B1 da circa 22 mila euro lordi annui, passando per la successiva modifica in C4 nel 2015 da quasi 30 mila euro, per arrivare alla definitiva modifica in D6, un part time da oltre 30 mila euro annui. Un salto triplo di quasi 10 mila euro in due anni a fronte di una riduzione delle ore di lavoro. Inoltre nell’ultima commissione Attività Produttive è passato un provvedimento riguardante l’ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti che ha come relatrice proprio Daniela Maroni, gestore di una pompa di benzina ad Alzano Lombardo. Il M5S vuole smantellare questo sistema marcio che sta infettando le istituzioni in Lombardia e che brucia i soldi dei lombardi. Noi siamo gli occhi dei cittadini nelle istituzioni, perché ogni “favore” ad un amico è un opportunità in meno per un cittadino onesto. Da quando siamo stati eletti combattiamo per fermare il propagarsi della ragnatela leghista, e anche in questo caso presenteremo un’interrogazione che chiede di far luce sulle sconsiderate assegnazioni di appalti nell’ASST della Franciacorta. Il vento è cambiato. Prima facevano i comodi loro, ora c’è una forza politica che fa realmente opposizione ed è pronta a governare per tutelare solo gli interessi dei cittadini, premiando il merito e la competenza, non il colore della tessera di partito

 29/06/2016. Stefano Buffagni Portavoce Regionale del M5S Lombardia
(Smantelliamo il “sistema Lega” che brucia i soldi dei cittadini)


Ancora nel 2018, nel suo curriculum pubblicato sulla Piattaforma Rousseau, Buffagni dichiara con orgoglio:

“Ho scoperchiato diverse malefatte, come gli sprechi in Ferrovie Nord Milano, in FinLombarda, Pedemontana.
Senza dimenticare le denunce sugli appalti presi dallo spin-doctor di Salvini, che mi sono valsi una querela dallo stesso Salvini e dalla Lega di cui vado fiero.
Per me è una medaglia: non ci facciamo di certo spaventare davanti alle irregolarità!”

Poi però il cittadino-portavoce-consigliere Stefano Buffagni è diventato sottosegretario per il Ministero degli Affari regionali, presieduto dalla leghista Erika Stefani, e con ogni evidenza ha cambiato idea.

Homepage

CORSI & RICICLI

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , on 6 settembre 2018 by Sendivogius

“…Non ho commesso reati, non ho genitori indagati per fatture false, non ho fatto crollare ponti…”
Dino Giarrusso
(06/09/2018)

Come il 92% di tutti gli altri italiani, che non per questo vengono prontamente riciclati con un posto (e relativo stipendio) da dirigente pubblico al Ministero dell’Università, Istruzione e Ricerca, una volta rimasti disoccupati, solo perché andavano dicendo stronzate ‘social’ in tivvù.
D’altra parte, lo spacciatore professionista di bufale anti-scientifiche è un perfetto testimonial del nuovo bispensiero nazi-populista. Dopo una sottosegretaria alla Cultura che si vanta di non leggere un libro da tre anni, il cisposo Giarrusso ci sta come la quadratura del cerchio. E se a prendere per il culo l’iper-trombato cacciaballe fallito di bubbole mediatiche che non hanno altro merito se non quello di essere ‘virali’, ci si mette pure il Fatto Quotidiano (giornalino di certo non ostile al nuovo corso), allora vuol dire che la situazione è grave ma non è seria.

Homepage