Archivio per M5S

Il Canto del Cigno

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , on 16 febbraio 2020 by Sendivogius

Il partito aziendale della Casaleggio Associati, sedicente “moVimento”, sta morendo… Finalmente!
Il vero problema è quanto ci mette a farlo.
Sarà una lunga e dolorosa (per loro) agonia; non il travaglio di un parto per dar vita ad una cosa nuova, ma lo strazio di un trapasso che tarda ad arrivare, nel prolungamento della recrudescenza terminale di un decesso annunciato e solo rimandato, attendendo improbabili risvegli.
Sarà una lunga notte, con un Paese nel frattempo tenuto in ostaggio da uno zombie putrescente che proprio non vuole morire, in attesa di sprigionare le sue tossine residuali dopo la grande infezione, per l’implosione dei gas fermentati all’interno di un corpo a-social in decomposizione: un ultimo ributtante schizzo di merda, umori fetidi, marciume purulento e frattaglie sparse, a vivacizzare il set horror per comparse stanche da vecchia politica post-populista.
Street TrashCe ne regaleranno ancora delle brutte, mentre i garruli messia del nulla a 5 stelle, discesi dalle loro auto blu, raschiano i rancori irranciditi, il revanchismo forcaiolo, ed il fanatismo settario, dal fondo del pentolone in cui apprendisti stregoni hanno cucinato a lungo l’immondo pastone, per bimbiminkia arrabbiati in cerca di identità.

Con le auto blu contro i vitalizi

Una gigantesca rimozione avvolge la piazza M5S, uno zoccolo duro rabbioso vuole urlare il suo “non siamo morti. “O-ne-stà o-ne-stà” come litania di un esorcismo, per fugare i demoni di una clamorosa crisi identitaria.

di  Alessandro De Angelis
(15/02/2020)

 «In piazza con le auto blu, per contestare i vitalizi degli altri. Qualcuno che, per non farsi vedere, si fa lasciare nelle vie accanto e arriva a piedi, col vestito che pare ritirato dalla stireria. Luigi Di Maio che, alla fine, attraversa tutta la folla per concedere selfie proprio come fa Matteo Salvini. Ci mette mezz’ora, ma all’angolo con piazza Venezia c’è la macchina che lo aspetta: blu. Simbolo di un potere diventato privilegio, quando si accomodano gli altri. Veicolo per la rivoluzione contro la Casta, quando trasporta le terga pentastellate. Che poi è la stessa logica dei vitalizi, oggetto di questa manifestazione: in verità sono stati già aboliti nel 2011, quando si è passati a un sistema “contributivo” come nel resto del mondo, ma in mancanza di altri argomenti adesso ci si scaglia contro i diritti acquisiti col precedente sistema, tanto riguardano gli altri.
Eccola, Piazza Santi Apostoli, diventata per un pomeriggio la piazza di Nostra Signora dell’Ipocrisia. Piazza piena, nulla a che vedere con le dimensioni di quelle di una volta, tipo San Giovanni e Circo Massimo, riempita non spontaneamente, ma con pullman da tutta Italia, come facevano gli odiati partiti di massa. Piazza del rigurgito identitario, “incazzata”, in un clima da ritorno alle origini. Piazza di uno zoccolo duro rabbioso che vuole urlare il suo “non siamo morti”. Poca musica, assordanti trombette da stadio, “o-ne-stà o-ne-stà”, come litania di un esorcismo per fugare i demoni di una clamorosa crisi identitaria. Pochi giovani, cartelli “non ci arrendiamo”, “no alle alleanze”. Fischi per Salvini, Renzi odiato più di lui, insofferenza per il PD, innominato Conte, l’animal spirit del popolo è “contro”: è la pulsione prepolitica ad aggrapparsi a irrinunciabili bandiere, col manicheismo di chi non vuole vedere ciò che è successo. È il “noi siamo noi”, né di destra né di sinistra, col paradosso che proprio il motivo della crisi diventa zavorra a cui aggrapparsi.
“Colpa degli altri”, sempre e comunque, se ciò che è giusto non è stato compreso dagli italiani. E ritorna la rabbia verso i giornalisti, alcuni in particolare come chi scrive, la collega di Repubblica o l’inviato delle Iene: “pennivendoli” che non scrivono la “verità”, perché così vogliono i loro padroni. Torna la sindrome del complotto, da parte delle televisioni che “oscurano il Movimento”, e poco importa che il servizio pubblico è ancora governato secondo la spartizione attuata dal Governo gialloverde. Anche questa è cultura dell’odio e dell’invidia sociale, per cui non esiste libertà di pensiero o lavoro intellettuale, ma solo privilegi di ben remunerati servi di opachi padroni.
In questa piazza di “resistenza”, che già ha lo spirito della ridotta identitaria, c’è un istinto prepolitico che non è un’idea di paese, e con esso l’illusione, anzi l’autoillusione, che si possa essere “contro” il Sistema una volta che si è diventati Sistema, senza cadere nella trappola di essere contro se stessi, sia pur a propria insaputa.
Guardateli i ministri e i sottosegretari che arrivano da una via laterale, tutti con l’abito blu e la camicia bianca, gli unici senza cravatta Di Maio e Bonafede, imborghesiti dalla Roma del potere che sa rivestire i barbari con le griffe dei padroni. Mentre i ragazzi delle scorte vigilano discreti. Indugiano compiaciuti nella selva di telecamere, ormai avvezzi a parlare senza dire, a giustificare e a giustificarsi in nome dell’imperituro “bene del paese”. Loro tutta questa rabbia non ce l’hanno più, ma hanno la necessità di mobilitare il popolo per arginare una crisi spaventosa. Non è vero che il potere logora chi non ce l’ha. Logora anche chi ce l’ha nella paura di perderlo. I ministri più filo Pd, da Patuanelli a D’Incà, vengono tenuti sotto il palco, Bonafede e Di Maio, in fondo, non forzano neanche più di tanto. Però sventolano con orgoglio le bandiere storiche, contro i vitalizi e a difesa dell’abolizione della prescrizione, il che consente di gonfiare il petto identitario, ma senza scuotere più di tanto il fragile equilibrio governativo.
Parliamoci chiaro: una gigantesca rimozione avvolge il tutto, affogata nella retorica del “siamo una forza che non si può abbattere” e del “si cambia passo dopo passo, dopo 50 anni di politica che ci ha distrutto”. La rimozione della sconfitta, delle scelte fatte e di quelle da fare, degli alleati passati e di quelli presenti, del Conte 1 e del Conte 2, e più in generale di Conte, rimasto pressoché innominato. E, come diceva Peppino, “ho detto tutto”.
A questa piazza e a questo palco, che non ha ancora digerito il “tradimento” di Salvini, si capisce che il nuovo quadro non piace, come non piace la politica delle alleanze. E questa “terza fase” del Movimento, aperta dopo le dimissioni di Di Maio, vissuto ancora come il Capo dal suo popolo a piazza Santi Apostoli, appare come il tentativo di congelare il travaglio, nell’evocazione del grande futuro alle spalle, sotto forma di battaglia contro i vitalizi. Il travaglio di una forza dentro la quale si è aperta una confusa dialettica tra destra e sinistra. Di Maio scravattato che richiama i principi fondamentali, sia pur ammaccato è il simbolo non di una “evoluzione”, ma dell’equivoco costitutivo che si ripropone, il non essere né di destra è di sinistra, che incrocia un sentimento popolare. Di quel popolo.
La piazza racconta questa “connessione sentimentale” conl’ex capo del Movimento. Chi è rimasto si aggrappa all’identità, ai miti della sua non lunga storia, alle sue bandiere. Il Governo viene dopo, non scalda, è vissuto come uno stato di necessità più che come l’incubatore di una prospettiva. Il “noi” c’era, gli “altri” neanche nominati

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(131) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 1 febbraio 2020 by Sendivogius

Classifica GENNAIO 2020″

Con raro acume sociologico, nelle loro analisi post-elettorali, fior di commentatori a tempo pieno hanno ‘scoperto’ che esiste una cesura socio-culturale, tra le grandi aree metropolitane (che in Italia sono limitate ad una mezza dozzina di città) ed i margini periferici di una provincia profonda, culla di un “disagio” radicato che la Sinistra non riuscirebbe più ad intercettare, né interpretare. E non ci riesce, in virtù di una sua spiccata supponenza elitaria e senso di superiorità che ne alimenterebbero atteggiamenti arroganti, rendendola inesorabilmente ‘antipatica’.
Invece, com’è noto, la Destra sprizza simpatia da tutti i pori, nella naturale modestia e delicata sensibilità sociale che da sempre ne contraddistingue ogni sua espressione, volta a sobrietà e moderazione; per non tacere della raffinata ironia, che trasuda dalle sofisticate creazioni delle sue pagine culturali, passando per i propri think-tank di riferimento… Uno a caso:
Ora, senza voler nulla togliere al genio incompreso all’analisi ‘sociologica’ di siffatti pozzi di scienza, volendo essere generosi, che borgo e contado costituiscano da sempre due entità diverse, ma unite dalla reciproca incomprensione, era risaputa fin dai tempi di Romolo e Remo (“Remolo”, per qualcuno), ma forse pure prima…
Se poi per piacere alla “gente” bisogna infilarsi una trombetta nel culo ed ingozzarsi a sbafo come un maiale all’ingrasso, sbaciucchiando rosari tra un rutto e l’altro, perché questo è il “sentimento popolare” diffuso, nonché il meglio che riesce ad esprimere… Be’ allora ci può anche stare che uno si senta orgogliosamente “superiore” per oggettiva constatazione e che no, proprio non voglia scendere al livello di una massa di analfabeti, dal quoziente intellettivo di un babbuino ubriaco, che fuori dal proprio recinto guarda con sospetto ogni “foresto” e addita con malcelato disprezzo chiunque abbia sfogliato almeno un libro (sia pure per sbaglio) negli ultimi 30 anni, in un’Italia sempre più stronza. Almeno a giudicare dai rapporti annuali di Censis ed Eurispes, nella rilevazione dello schifo che siamo diventati; ovvero, che siamo sempre stati, anche se non ce ne rendevamo conto.
Il “disagio” (mentale) lo si riconosce benissimo, ma non per questo uno ha l’obbligo di farsene carico. Non è che il sedicente “popolo” si prende tutto in blocco, a scatola chiusa, merda inclusa.
Perché la Vandea anche no, grazie!

“PARMAGEDDON”
di Alessandra Daniele
(27/01/2020)

«Matteo Salvini ha fatto di tutto per vincere le elezioni in Emilia Romagna.
S’è ingozzato per mesi di prosciutto e parmigiano, e poi ha chiesto ai suoi fans un digiuno di solidarietà.
S’è proclamato martire della giustizia sommaria, e poi è andato a fare il vigilante ai citofoni.
Ha imposto come candidata Lucia Borgonzoni e poi se l’è mangiata, trattandola da valletta di Sanremo.
Ha chiesto il voto ai cittadini di Bibbiano e dintorni dandogli del branco di pedofili.
Matteo Salvini ha fatto di tutto per vincere le elezioni in Emilia Romagna. E soprattutto per questo le ha perse.
Perché ha stufato. E schifato.
Ha rotto i coglioni.
Come Matteo Renzi, ha preteso un referendum ad personam, e come Renzi lo ha perduto.
Ha fallito nell’unica cosa che sapeva fare. È stato sconfitto, in Emilia Romagna dal PD, e in Calabria dal PD e persino da Forza Italia.
Perché come Renzi, Matteo Salvini ha rotto i coglioni.
La pacchia è finita.
È finito l’Anno del Maiale.
Se il PD è riuscito così a schivare il meteorite dell’apocalisse elettorale, il Movimento 5 Stelle invece l’ha preso in pieno.
L’anti-parlamentare M5S è ormai un partitino che esiste soltanto in parlamento.
Fondato da un comico, affondato nel ridicolo, il M5S oggi muore dov’è nato e com’è nato: con un sonoro Vaffanculo, stavolta ricevuto.
Per quanto precipitosa, la fuga pre-elettorale di Luigi Di Maio è stata pateticamente tardiva.
Nel suo discorso delle dimissioni, così renziano nel suo dare tutte le colpe ai “nemici interni” al partito senza riconoscere nessuna delle proprie, Di Maio ha inserito anche il classico “Ho visto cose che voi umani”. In realtà, la citazione di Blade Runner adatta al M5S è un’altra: “I topi abbandonano la nave che affonda. E poi la nave affonda”.
L’Anno del Topo è cominciato.»

Hit Parade del mese:

01. PETO DI FOGNA

[20 Gen.] «Vi colpirò forte politicamente. Vi farò male, molto male. Vi faremo un culo così, segnatevelo. Quando governeremo questa Regione non vi troveremo più, vi nasconderete nei vostri meandri. Per fermarci dovete solo spararci.»
(Nicola “Naomo” Lodi, vicesindaco leghista di Ferrara)

02. Potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, POTUTO.

[24 Gen.] «Noi domenica le elezioni in Emilia-Romagna non le vinciamo. le STRA-VINCIAMO!.»
(Matteo Salvini, Stra-Perdente)

03. SPEZZEREMO LE RENI ALL’EMILIA

[26 Gen.] «Vincere… e vinceremo!»
(Iva Garibaldi, la Portavoce di Salvini ‘esperta’ in comunicazione)

04. IL BRODO NERO DEI POPULISTI

[28 Gen.] «Bisognerebbe preparare un nuovo contenitore di ambientalismo radicale e populismo pragmatico, per recuperare milioni di astenuti ed ex salviniani.»
(Marco Travaglio, il Cuoco)

05. A CASA TUA PUOI FARLO, NEL SEGRETO DELLA TUA CAMERETTA

[19 Gen.] «Mi vergogno di quel cantante che paragona donne come troie, violentate, sequestrate, stuprate e usate come oggetti. Lo fai a casa tua, nella tua cameretta, non in diretta sulla Rai e a nome della musica italiana.»
(Matteo Salvini, una Vergogna twittante)

06. MAGNA PURE TRANQUILLO!

[29 Gen.] «Mi spiace, ma se uno vuole stare in prigione perchè non gradisce che chi lo sta venendo a liberare si fa i selfie con la nutella vuol dire che non ha abbastanza voglia di uscire. Aspetterà.»
(Claudio Borghi, il Liberato)

07. TECNICISMI

[18 Gen.] «Io sono un tecnico prestato alla politica.»
(Laura Castelli, talento a 5 stelle)

08. DOLCE CRIMI (I)

[22 Gen.] «Vito Crimi è una persona pacata, più che ragionevole.»
(Pierluigi Bersani, Dissociato)

09. DOLCE CRIMI (II)

[30 Gen.] «Certe cose più stanno lontano dai politici e meglio è. I dati delle persone e altre informazioni non devono essere a disposizione degli eletti.
Casaleggio non fa politica e quindi non li usa a fini politici.»
(Vito Crimi, il Reggente)

10. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[23 Gen.] «Italia Viva al 4%? Ne riparliamo dopo le elezioni. Io dico che staremo a doppia cifra.»
(Matteo Renzi, il diversamente vivo)

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(129) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 1 dicembre 2019 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2019″

Come una pentola a pressione caricata a merda, alla fine la pignatta è esplosa con effetti più che prevedibili… Che la (mala) Bestia non andrebbe mai stuzzicata troppo…
Ora che l’imbecillità è tracimata senza più freni inibitori, né argini in grado di contenerla, come un fiume in piena che si alimenta di un flusso inarrestabile di castronerie a ciclo continuo, festivi inclusi, ricacciarla nell’alveo è praticamente impresa da supereroi.
Perché l’imbecille, in tutta la protervia della sua cialtroneria, è ormai una componente imprescindibile delle nostre esistenze. Fa parte del paesaggio, nella gaglioffa esibizione di sé.
Fare una statistica è difficilissimo, tanta è la materia bruta a disposizione per irrorazione costante. Tenerne una classifica completa è pressoché impossibile, tale è la mole dei ‘contributi’.
Perciò, non parleremo del bulimico gargarozzone che si bulla del bel tempo, mentre mezza Penisola frana sott’acqua, pessimamente consigliato da quel generatore automatico di stronzate, suggestioni razziste e ammiccamenti fascistoidi che chiamano “la Bestia”, tra piatti di coratella ed altri immangiabili paciughi che lordano le ciotole della sua inesauribile mangiatoia da bue delle abbuffate, con promozione pubblicitaria inclusa.
Sorvoleremo (per ora) sulla Banda degli Onesti, adesso che anche l’ultimo tabù (la casa a prezzi stracciati, nel centro di Roma) è caduto: 180 mq a 300 euro al mese tutto incluso, perché la (ex) ministra della difesa fa vita di relazione ed ha bisogno di un appartamento grande. Prendere uno studio privato in affitto infatti costa… e perché mai farlo, quando lo puoi mettere in conto terzi?!? Ma prima c’era già stato il caso di quel De Vito (Marcello, non Danny) già sindaco di Roma mancato, prima che si vedesse scippato della nomina sicura da Calamity Virgy… planato alla presidenza del consiglio comunale, invischiato in un giro di appalti truccati e mazzette a gogò, appena uscito di galera è sempre lì, a fare il presidente degli Onesti che a sfiduciarlo non ci pensano nemmeno.

Non risulta che Andrea Scanzi o un Marco Travaglio abbiano imbastito spettacolini teatrali, con la lettura in pubblico dei testi delle intercettazioni, mentre De Vito e Luca Parnasi si spartivano la città con gli immarcescibili palazzinari romani.
E sempre sulle case cade pure il Bomba di Pontassieve. Quello che la claque dei commentatori mediatici dei rotocalchi da salotto incensava come l’Uomo nuovo della Provvidenza, che sarebbe durato almeno 20 anni, prima di correre ad incensare e raccomandarsi all’Uomo in nero che magna (sempre), folgorati sulla via di Predappio.
Parlare del Renzie bello di poche promesse e nessuna speranza è un po’ come parlare (ancora) del Pornonano di Arcore: due reperti archeologici dalla cui parabola sembrano trascorse svariate ere geologiche. Con la differenza che il vecchio Silvione dispensava la sua prodigalità come un bancomat scassato, mantenendo una corte di lacché e mignotte a proprie spese; mentre al bamboccione rignanese piace vivere a scrocco dei compari di merenda.
Ed è (pure) per questo che il renzismo si può definire come un virus: un agente patogeno totalmente alieno all’organismo infettato (per scelta volontaria), già malato di suo, ma condotto al collasso fino alla sua dissoluzione (leggi alla parola “Sinistra”), dopo averne parassitato le strutture e mutato geneticamente l’identità, distruggendole dall’interno, prima di abbandonare il corpo morente e tentare di riprodursi altrove. Questo perché il virus è innanzitutto un parassita ed una tossina che avvelena il corpo che lo ospita, conducendolo alla distruzione.
Vedere il fu Rottamatore che marcisce per consunzione interna, nella sua Italia Morta Vivente, mentre si fa comprare il villone coi soldi degli altri come uno Scajola qualunque, supera la legge del contrappasso e davvero non ha prezzo!

Hit Parade del mese:

01. NUCLEARIZZARE I BARCONI

[17 Nov.] «Soltanto un Occidente unito e forte, anche nuclearmente forte, con gli arsenali nucleari degli Stati Uniti, di Russia, Inghilterra e Francia, potrebbe costituire un deterrente all’immigrazione di massa da parte degli africani verso l’Europa.»
(Silvio Berlusconi, lo Stranamore )

 

02. NEL NOME DI RABBI YESHUA

[29 Nov.] «Da profondamente cattolico mi sono sentito offeso perchè Liliana Segre ha detto che Gesù era ebreo.»
(Fabio Tuiach, nazi-leghista da Trieste)

03. PIOGGIA DORATA

[14 Nov.] «Cittadini genovesi, fate la prima pipì della giornata in doccia, come avviene in alcune città del Nord Europa.»
(Marco Bucci, Manneken Pis)

04. RAZZISMO PER FINTA

[04 Nov.] «In Italia non c’è razzismo vero, Balotelli è un nero ricco, ha una sua condizione di assoluta impunibilità, e quindi lo puoi punire con le parole, le volgarità, ma il razzismo è un’altra cosa. Mario Balotelli, un nero, è un cittadino del nostro Paese, ma non è italiano»
(Vittorio Sgarbi, lo Sbianchettatore)

05. NO FASCIST NO PARTY

[22 Nov.] «Il problema fascismo in questa Nazione non c’è assolutamente e non c’è stato.»
(Daniela Santanchè, Faccetta Nera)

06. IL MOSTRO A DUE TESTE

[26 Nov.] «In Italia oggi ci sono due grandi politici, Matteo Renzi e Matteo Salvini. Fanno politiche diverse ma sono giovani, hanno qualità indubbie. Sono due persone che meritano grande stima. Renzi è tecnico, intelligente. Salvini sa parlare alla pancia della gente. Non so se potrebbero fare un governo insieme, ma sarebbe una bella combinazione.»
(Flavio Briatore, il Tassidermista)

07. QUOTA SETTECENTOMILA (EURO)

[29 Nov.] «Ho chiesto una mano alla famiglia Maestrelli per stretti rapporti di amicizia. E perché sono persone libere e perbene. Quanto alla nomina di Riccardo Maestrelli in Cassa Depositi e Prestiti immobiliare: si è trattato di un incarico per 400 euro al mese, ottenuto 5 anni fa peraltro.»
(Matteo Renzi, la faccia come il culo)

08. L’IMPORTANTE È CREDERCI

[29 Nov.] «Crediamo in questo Governo come opportunità di cambiamento del Paese. La manovra finanziaria è l’inizio di un percorso per dare sostanza a questo cambiamento.»
(Nicola Zingaretti, il Tenerone)

09. UNA SOLIDA UNIONE

[25 Nov.] «#sardine operazione di marketing di Repubblica, pilotata dal Pd, che cerca di sviare l’attenzione dai disastri di Zingaretti intortando i giovani e aizzandoli contro Salvini.»
(Davide Barillari, l’alleato di governo)

10. BUONGIORNO CAFFÈ

[29 Nov.] «Posso augurarvi un buongiorno e un buon venerdí? Sarà banale, ma iniziare la giornata con un saluto gentile (e anche con un buon caffè) mette di buon umore.»
(Matteo Salvini, il Buongiornista)

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Il Risolutore

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 16 novembre 2019 by Sendivogius

«Abbiamo risolto la crisi dell’ILVA.
E lo abbiamo fatto meglio di quelli di prima (il PD n.d.r).
Abbiamo raggiunto il miglior accordo sindacale e ambientale possibile. Nessun esubero, nessun licenziamento, tutti assunti con l’Articolo 18 e quindi non con il Jobs Act. Abbiamo installato tecnologie a Taranto che riducono del 20% le emissioni nocive e tutti i termini di realizzazione degli interventi ambientali per garantire la salute dei cittadini di Taranto si sono accorciati.
In tre mesi abbiamo risolto la crisi dell’ILVA, quando quelli di prima in sei anni non erano stati capaci

Luigi Di Maio
(08/09/2018)

AFP PHOTO / Carlo Hermann

Era giusto un anno fa, quando il gongolante ministro del sottosviluppo, prima di emigrare alla Farnesina per gli straordinari meriti conseguiti sul campo, si produceva in una di quelle intemerate via Facebook, da lasciare a futura memoria per gli antropologi.
Uno sbrodolante Fatto Quotidiano, organo ufficioso del non-partito, per celebrare l’evento si produceva allora in uno di quei pezzi memorabili di giornalismo indipendente, quello con la schiena dritta e lingua asciutta, da far tremare di vergogna la casta dei grandi giornaloni asserviti al potere. Tanto è l’entusiasmo che il FQ non riesce a contenere,  tra i contorcimenti dell’estasi in un irrefrenabile orgasmo multiplo, dinanzi alle eccezionali prestazioni di Giggino, statista incompreso, con gli esiti attualmente ben noti quanto lontani dalla vulgata agiografica…

 «Settecento posti in più da subito ed esuberi azzerati, mentre l’accordo proposto dall’ex titolare del ministero di via Veneto prevedeva che a gestirli fosse una società che avrebbe “vissuto” dei lavori assegnati da AmIvestco e, in caso di insuccesso, Invitalia. Sale da 200 a 250 milioni la dote pubblica per indurre circa 2500 dipendenti all’uscita anticipata. Sul fronte ambientale è anticipata al 2019 la copertura dei parchi minerari.
Da una parte 10.700 assunzioni subito in Ilva da parte di AmInvestco, la garanzia di azzerare gli esuberi rimasti nel 2023 senza tagliare gli stipendi e 250 milioni di soldi pubblici, per incentivare gli esodi. Dall’altra 10mila dipendenti diretti subito riassunti più 1.500 posti di lavoro garantiti attraverso la Società per Taranto e Genova a partecipazione statale – attraverso enti locali e Invitalia – con 200 milioni per coprire le uscite volontarie

Un livello di piaggeria tragicamente comica mai raggiunta nemmeno, per dire, dai panegirici del retore Temistio, che celebrava le fantomatiche vittorie dell’imperatore Valente contro gli invasori Goti, poco prima che quest’ultimo venisse spazzato via con la quasi totalità delle legioni orientali dell’esercito romano nella catastrofica disfatta di Adrianopoli.
Oggi come allora, per i secoli a venire, ci chiederemo anche noi in che modo tutto ciò sia stato possibile, senza naturalmente trovare una risposta abbastanza valida per spiegare come questo paese continui a sfoderare personalità geniali (sempre meno) e frotte di incommensurabili coglioni vanagloriosi dalla siderale minchioneria fuori scala, elevata ad espressione metafenomenica, perché decisamente oltre…!

FenomenoloGiggineria

 «Resteranno gli anni di Giggino. L’epopea del bibitaro divenuto principe. Il romanzo del giovane povero (di talenti) proiettato ai vertici del Paese, a capo d’un movimento politico, a discutere di governi e premierati, a dettare condizioni e interloquire col Capo dello Stato. La misteriosa congiunzione astrale, anzi proprio l’allineamento dei pianeti che ha consentito a un giovanotto senza doti, cultura, qualità, competenze, esperienza, carattere di diventare un politico di primo piano senza nemmeno un minimo di gavetta, di apprendiStato, di lettura di bignamini istituzionali. Un’ascesa che solo la letteratura potrà davvero raccontare, come si raccontano le imprese leggendarie e le creature inspiegabili.
Non fraintendete: l’essere bibitaro, in sé, sarebbe persino una qualità. Dopotutto, i padri costituenti sognavano un Parlamento affollato di bibitari, lavandaie, minatori: l’epica della costruzione di sé e del Paese malgrado le condizioni di partenza appartiene non solo alla generazione dei nostri avi, ma proprio allo spirito della Costituzione, all’edificazione corretta della democrazia rappresentativa. Però un passo necessario, in questo percorso luminoso, sarebbero lo studio e l’acquisizione di competenze, unica via di riscatto da condizioni sociali o personali sfavorite. Dai campi e dalle officine, e certamente anche dallo stadio San Paolo, agli scranni più alti, ma studiando. Questo è il passaggio che la storia di Giggino il Miracolato salta a piè pari.

E infatti eccolo lì, a capo d’un movimento che persino teorizza l’uno vale uno, e per cui l’assenza di competenze è un vanto e una garanzia, così come il disprezzo per le prassi, i galatei, le forme, i copioni istituzionali che si ignorano, si vilipendono, si ascrivono, con franca superbia, al mondo dei compromessi e degli “inciuci” che si vuole, legittimamente, sterminare. Salvo non sapere bene dove collocarlo e che aspetto dar loro.
Manco a dirlo, il prode Giggino si trova coinvolto nel momento di maggior confusione, di aperto caos istituzionale: colonna d’un governo e ministro del Lavoro (e già questo avrebbe dovuto toglierci il sonno), capo d’un movimento che in Parlamento ha il 32%, vicepremier d’un premier che ha voluto imporre proprio perché era terzo e non accostabile ad alcuna forza politica, un tecnico ma senza dire la parola “tecnico” (che le folle si turbano e sentono odore di competenza, quindi di corruzione a prescindere, secondo i dettami del Sacro Blogghe), un prestanome e prestafaccia che coprisse la realtà d’un governo di ricatto e squilibrio. E poi membro d’una coppia scoppiata, tradito dal consorte di vicepremierato, colpito e affondato con solo un gemito, uno sguardo ferito nel volto d’eterno ragazzino sbigottito, uno a cui viene voglia di prendere la mano e dire: “Siediti, che ti spiego io cosa sta succedendo”, e dargli un bicchiere di latte con la cannuccia.
Ora dicono sia asserragliato nel bunker, a ripetersi i suoi venti punti per non scordarli, a contare e ricontare i successi di 14 mesi di sgoverno i cui nodi stanno per venire al pettine (ed è forse questo il motivo per cui l’ex sodale e collega di vicepremierato, il Ministro della Giustizia Sommaria, inventore dei porti chiusi e delle libere moto d’acqua in libero Papeete, s’è dato a una fuga scomposta).
Chissà dove finirà l’epopea di Giggino l’Inconsapevole, Giggino l’Immodificabile, Giggino che pure come personaggio da romanzo ha il problema obiettivo di cominciare e finire allo stesso modo, senza che le circostanze riescano a cambiarlo. Chissà dove arriverà – Gigino a Palazzo Chigi? Gigino al Quirinale? Gigino imperatore della Galassia? – e cosa riuscirà a combinare, nel frattempo. Un giorno, forse sarà la fantascienza a raccontare questi momenti, perché non vadano perduti come lacrime nella pioggia

  (01/09/2019 – manginobrioches)

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Le Tragiche Finali

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , on 7 novembre 2019 by Sendivogius

Una sola domanda: ma chi cazzo ve l’ha fatto fare?!?
Che l’esperimento rosso(?)giallo di governo (forse uno dei peggio riusciti nella storia repubblicana) fosse la cronaca di un fallimento annunciato, non ci voleva certo un pozzo di scienza per capirlo. Le evidenze c’erano tutte, già dal suo infelice esordio, dopo il furbesco matrimonio di interessi consumato a freddo tra entità avverse, frettolosamente convolate a nozze riparatrici, e tenute assieme da nient’altro se non l’illusione della detenzione di un potere quanto mai effimero, che sgocciola via dalle loro dita sempre più velocemente, in nemmeno 100 giorni di luna di fiele.
Nato per contenere l’onda nera del sovranismo dilagante (di cui è stato espressione organica fino a neanche 3 mesi fa), il sempre più imbarazzante ConteBis ha finito col diventarne il principale moltiplicatore di consensi elettorali, tramite una prova di governo deprimente, in tutta la miseria della propria inconsistenza, per una compagine priva di amalgama, senza alcuna visione e coesione, alla quale non basta più agitare lo spauracchio del Capitone, peraltro rigenerato dal periodo di quarantena, con effetti opposti a quelli sperati.
Nemmeno il demone del governismo ad oltranza, da cui pure è posseduto il PD a vocazione democristiana (che pure i diccì erano dotati di un fortissimo spirito di autoconservazione), basta a spiegare l’abbraccio mortale con un cadavere in decomposizione, come la Setta del Grullo sbavante e dei suoi casi umani alla deriva; a tal punto per il partito bestemmia da lasciarsi trascinare a fondo con loro, dopo essere stato ampiamente fottuto da ‘sta succursale lisergica del Cottolengo. Non sia mai che vada dispersa l’esperienza di così straordinari talenti incompresi!

Al direttivo PD piace così: lo chiamano “senso di responsabilità, per atto di generosità”. Che poi è una morte lenta, per consunzione interna. È accanimento terapeutico su un corpo in agonia terminale. Ma anche sputtanamento senza ritorno, crocifissione senza redenzione, supplizio per scorticamento, tortura cinese dei mille tagli… 
Una mano pietosa dovrebbe porre fine a tanto scempio. Foss’anche per un ultimo scatto di orgoglio, di dignità residuale, invece di ridursi a tenere il moccolo ad un Guappariello da mezzo soldo, coprendone le stronzate disseminate in giro.
Perché morire impiccati alla parabola di un Di Maio, dovrebbe essere troppo pure per un piddino!

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Il Ritorno dei Grulli Dementi

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , on 19 ottobre 2019 by Sendivogius

Cosa fa un vanesio cialtrone quando si annoia? Cerca attenzione, per coccolare il suo ego frustrato e cavalcare quel reflusso stagnato che scambia per “cresta dell’onda”.
Se poi si aggiunge anche il fattore anagrafico, il nonnetto dovrà pure trovarsi qualcosa da fare, per ammazzare il tempo che passa e ritagliarsi una ragion d’essere. Prendete ad esempio il Beppone nazionale, in cerca d’autore per assenza di ruolo… Al vecchio narciso piace disquisire su sistemi di rappresentanza ‘alternativi’, credendo siano un antidoto alla proliferazione dei troppi coglioni in circolazione; non pago di aver portato nelle fantomatiche stanze dei bottoni una marmellata indigesta di deficienti analfabeti (uno valeva l’altro), coagulati attorno ad un non-programma, interscambiabile nella più trasformistica manovra di palazzo che mai s’era vista dai tempi di Giolitti, e capace di far sembrare dei principianti persino i cacicchi democristiani più scafati.
Padron Grillo ed i suoi magnifici pupazzi animati infatti non hanno ancora capito che il problema non è la quantità (o l’età) degli eletti, ma la loro qualità, che peraltro riflette le scelte dell’elettore medio che li vota; meglio ancora se ridotti entrambi di numero, per difetto di rappresentanza. Perché per gli ostensori dei sondaggi on line, su una piattaforma privata digitale, riservata agli iscritti certificati e che scambiano per “democrazia diretta”, la democrazia reale (quella rappresentativa, poiché non è che ve ne siano altre in giro) costituisce unicamente un problema di costi da tagliare. Uno vale l’altro e il capo politico decide per tutti. Gli altri cliccano, tra un banner pubblicitario e l’altro pure, sottoscrivendo le decisioni altrui con un plebiscito eterodiretto dall’onnipotente “Staff”.
Così, ogni tanto, Beppone sente l’impellente necessità di tirare fuori dal cilindro qualcosa di nuovo, per tentare risalire la china dei like… Dopo l’estrazione a sorteggio di David van Reybrouck, adesso è il turno di Philippe van Parijs che invece propone di togliere il diritto di voto ai vecchi.
Evidentemente in Belgio i ‘filosofi’ non hanno davvero un cazzo da fare!
Sarebbe difficile spiegare a tutti loro che due delle rivoluzioni più famose della Storia, quella americana e francese, siano nate a seguito di un basilare (e assai più prosaico) principio, ben riassumibile in un semplice motto: “No Taxation whitout representation”.
Per i soldi si fanno (anche) le rivoluzioni, perché nessuno accetta di essere spremuto e contribuire ad un sistema fiscale, senza avere nessun diritto di rappresentanza e al contempo di garanzia. E che se il diritto di voto invece di rispondere ad un principio di partecipazione estesa si trasforma a pregiudiziale esclusiva, allora tutti ne possono essere privati per i più svariati motivi e pretestuosi sofismi, discriminati a seconda di categorie più o meno ‘tollerate’, più o meno ‘utili’, da chi di fatto il potere lo detiene. E lo esercita, senza doversi troppo preoccupare di dare conto del proprio operato, su scrematura preventiva: sia essa effettuata per censo, sesso, età, fedina penale, inclinazioni personali del corpo votante.
Ma davvero Beppone ed i suoi accoliti pensano che i giovani siano delle avanguardie rivoluzionarie da aizzare contro i “vecchi” (che di fatto li mantengono con le loro tasse), meglio se teleguidati da altri vegli della montagna, nella convinzione che questi siano del tutto migliori, e quando non più fanatici, più ignoranti, o semplicemente più presuntuosi?!?
E così eccolo là, il V@te® del Vaffa-Pensiero, dopo essersi cacciato due dita negli occhi pesti, il rossetto sbaffato dopo prestazioni innominabili, mentre fresco di Bukkake, alla tenera età di 71 anni si rivolge ai suoi giovani avanguardisti adunati a Napoli per le celebrazioni di rito, annunciando l’avvento del caos creativo.
Voleva travestirsi da Joker e invece sembra reduce da una gang-bang con cum-shower finale, ingaggiato in un circuito di video porno con sesso estremo per anziani. Inquietante!
Ma non è che l’alternativa se la passi poi benissimo…
Sorvolando sui Renzie-Boys della scuola politica fiorentina del Tony Blair di Rignano, che sembrano coltivati in vitro su clonazione del bacillo originario; o sul fenomeno tutto mediatico di Greta Thunberg (diversivo di massa, con cui il “Sistema” assolve se stesso, sterilizzando la critica sociale stornata altrove), con colonne di ragazzini preventivamente ‘autorizzati’ che protestano genericamente, contro un gas ossidante e non sulle cause che stanno all’origine dell’inquinamento globale e del sistema socio-economico che lo produce… Non so… uno pensa ai due bambini mai cresciuti, i quarantenni diversamente giovani della politica italiana, che si stuzzicano e si canzonano in diretta tv come se stessero ancora alla scuola elementare.
E pure a guardarli all’età di 30 anni, flaccidosi coi faccioni imberbi già sformati e la soporosa espressione porcina di chi non ha mai fatto un cazzo nella vita… il cravattone a lenzuolo (che manco mio nonno!)… nonché l’assurdo taglio di capelli da classico nerd sfigato, improponibile anche dieci anni fa… Ecco, dinanzi a gente così, l’unico rimpianto è non averli mai bullizzati abbastanza ai tempi del liceo!
Per non parlare poi del garrulo pulcinella napoletano che gongola e s’agita tutto leccato al ministero degli esteri… o la spiantata platea di scappati di casa, miracolata con un colpo di clic.
E allora uno si chiede se il libero accesso al diritto di voto non vada ristretto per limiti di età, ma per patente imbecillità.

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(126) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 30 agosto 2019 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2019”

“Io ve lo dico davanti a tutti e lo dirò per sempre. Io mi sono stancato, e lo trovo perfino umiliante, di dire che non intendo favorire nessuna alleanza o accordo con il Movimento 5 Stelle. Li ho sconfitti due volte e non governo con loro. Imparassero a sconfiggerli chi mi accusa di questo, non il contrario”.

Nicola Zingaretti
(03/02/2019)

In effetti, sarebbe imbarazzante. E tanto pure! Ma per provare imbarazzo, bisognerebbe innanzitutto avere vergogna. E questi per fortuna (loro) non ne hanno nessuna.
In quanto all’umiliazione… be’ lasciamo perdere: governo di cambio con Giggino ministro, programma invariato (il suo), e stesso premier di prima, il caro “Giuseppi”, che nel ricevere il mandato esplorativo riesce a non pronunciare mai la parola PD, da cui però si aspetta i voti fondamentali per il suo governo bis, purché in sordina. Sai, sempre per quella storia del “Partito di Bibbiano”?!? A proposito, della querela si sa più niente? Bacetto e pace fatta?!
Squadra vincente non si cambia! Giusto en passant, si tratterebbe dei medesimi “parolai, schiavi e buffoni” (ancora il 30 Luglio a proposito dei M5S), con Giuseppe Conte presidente del consiglio, avvocato del popolo e demiurgo del nuovo umanesimo, che poco ci mancava dovessero essere deferiti al tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità.
Era solo il 26 Luglio 2019 per una di quelle calde notti d’estate al gran circo dell’orgoglio piddino, in cui le sue 1500 correnti, ognuna con la sua mozione, si danno convegno con seguito di nani, ballerine, pinocchietti col naso di nocciolina, inossidabili cachicchi democristiani, mandarini dorotei, funzionarini di quarta e quinta fila del Partito che fu, funamboli del trasformismo acrobatico, al tavolo dell’ultima cena per baciare il fratello del Commissario Montalbano, a sottoscriverne compatti la relazione granitica come un’unica linea del Piave, nell’incrollabile certezza di resistenza ad oltranza, contro le inenarrabili nefandezze del Governo Conte (un omonino probabilmente)…

«Il governo è stato protagonista di politiche fragili che su tanti temi non hanno prodotto nulla. Una strategia che alla fine ha isolato l’Italia e ha cancellato dall’agenda paese il mezzogiorno d’Italia. La fase attuale è caratterizzata da totale incertezza. Io credo che sicuramente in questa ultima crisi abbiano influito i risultati catastrofici prodotti in 13 mesi di governo. A cominciare dal dato drammatico del blocco della crescita, di fatturati di imprese che calano, dell’aumento della cig che ogni giorno fa annunciare drammatiche crisi aziendali. Prevale rispetto a questo complesso di questioni una percezione di fuga del governo dalle proprie responsabilità.
[…] Noi non perseguiamo un’alleanza con i 5 stelle, non è nelle intenzioni né è mai stato un nostro obiettivo, non lavoriamo a una crisi parlamentare per fare un governo con loro. Fra l’altro, questa discussione inizia ad essere vecchia, superata dalla storia. Si sta verificando quello che ho sempre creduto: Lega e M5S non sono un monolite, hanno aggregato forze sociali e approcci diversi e questa affermazione non è l’anticipazione di accordi di governo.
Il M5S sta deflagrando sotto il peso della responsabilità di governo e anche per la nostra offerta politica, il loro elettorato, come abbiamo visto nelle elezioni amministrative, non si somma più automaticamente all’elettorato della Lega. Dobbiamo disarticolare il blocco gialloverde per un’alleanza nuova, di centrosinistra civico da costruire nel Paese. La nostra è una missione fondativa

Nicola Zingaretti
(26/07/19)

Ancora il 9 Agosto, lo Zinga tuonava:

«Conte, Salvini e Di Maio hanno fallito e messo l’Italia in ginocchio. Ora scappano per paura della manovra finanziaria, perché non sanno cosa fare. Avevano promesso una rivoluzione hanno combinato un disastro: l’Italia ha crescita zero, è esplosa la cassa integrazione, la produzione industriale cala e il debito pubblico è esploso. L’Italia nel mondo è isolata come non mai e non contiamo più niente. Non ci sono i soldi per fare la manovra economica. Il rischio è fare nuovi debiti o nuovi tagli o nuove tasse. Hanno paura di ammettere i loro errori e scappano.
Non è solo la fine di un governo è la sconfitta del populismo al governo. La cultura dell’odio e del rancore ha fallito, non è la soluzione.
Ora bisogna ridare la parola agli italiani. Occorre una nuova visione e un nuovo programma. Per salvare e cambiare l’Italia: investimenti per le infrastrutture verdi, scuola e sanità per creare lavoro.
L’Italia è più bella e più forte di quello che abbiamo visto in questi mesi e noi abbiamo il compito e il dovere di farla vincere

Poi per fortuna è arrivato il soccorso rosso, con tutto il carrozzone al seguito per tenere in piedi la baracca. Fosse mai che un tale patrimonio potesse andare disperso!
Sono bastate nemmeno due settimane per cambiare idea.
In realtà il Piccolo Fratello del Commissario Montalbano non voleva… è che l’hanno costretto, poverino. Lui la visione ce l’aveva pure, ma è anche il segretario per caso di una grande comunità: il partito dei responsabili, e per questo sempre pronti a sacrificarsi per una poltrona. È questione di serietà e soprattutto coerenza.
Insomma, loro avevano pure votato in massa la “Relazione del Segretario” (tanto vale come coriandoli al vento), ma poi ci si è messa l’Europa, la CEI, il Vaticano tutto, il Presidente della Repubblica, e persino Donaldo Trump, i Mercati, lo Spread, i padri ig-nobili del partito bestemmia, Nembo Kid, l’Uomo Ragno e pure Topo Gigio… E insomma, a uno puoi anche dir di no, ma se te lo chiedono tutti insieme e così insistentemente vuoi forse negare loro di dar via il culo?!? Qualcuno poteva rimanerci male, in caso di rifiuto.
È una questione di credibilità istituzionale. Ne va del buon nome del partito!
“Lo abbiamo fatto perché sennò le destre neo-fasciste vincevano le elezioni.”
Invece dopo, eh?! Dopo un simile tuffo nel vuoto, una marcia trionfale del rinato Fronte Popolare!?!
“Lo abbiamo fatto perché, sennò nel 2022 (fra tre anni!) le destre neo-fasciste eleggevano il nuovo presidente della repubblica”.
Perché davvero c’è qualcuno convinto che ‘sto indicibile accrocco senza capo né coda durerà più di tre mesi?!? Ammesso e niente affatto concesso che veda mai la luce…

Hit Parade del mese:

01. SENSO DI RESPONSABILITÀ

[28 Ago.] «Abbiamo scelto la via della responsabilità. Abbiamo messo prima gli interessi ed i bisogni degli italiani.»
(Nicola Zingaretti, ennesimo responsabile)

02. ATTO DI SERVIZIO

[28 Ago.] « Questo governo è un atto di servizio al Paese, innanzitutto»
(Matteo Renzi, il Disinteressato)

03. LE PORCHE MADONNE!

[20 Ago.] «Per il popolo Italiano chiederò la protezione del Cuore Immacolato della Vergine Maria finché campo! Ne sono ultimo e umile testimone, l’ultimo degli ultimi!»
(Matteo Salvini, il Madonnaro)

04. CAZZATE AL VENTO

[18 Ago.] «Mancano solo quattro giorni e finalmente taglieremo 345 parlamentari. Grazie a questo taglio faremo risparmiare MEZZO MILIARDO di euro ai cittadini, 100 milioni di euro all’anno e 300 mila euro al giorno. Soldi da spendere in servizi per gli italiani, in nuovi cantieri, scuole moderne e trasporti pubblici.»
(Luigi Di Maio, il Capoccetta politicante)

05. LO SPIRITO PIÙ ELEVATO

[23 Ago.] «Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità persa di fronte al mondo intero.
Ha reso possibili delle riforme che questo paese aspettava dai tempi dell’Antica Roma. Ci ha ricordato il senso e l’importanza delle parole (quando hanno importanza e senso) e allora?
Se dimostreremo la capacità di perdonare le sue virtù sarà un passo in avanti per il paese, qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia. Ora ha pure un valore aggiunto… l’esperienza di avere governato questo strano paese… benvenuto tra gli Elevati.»
(Beppe Grillo, l’Elevatore)

06. LA VOCE DELL’OSPIZIO

[28 Ago.] «L’Italia ha urgentemente bisogno di una svolta liberale e liberista, basata su una riforma della Giustizia in senso giustizialista.»
(Silvio Berlusconi, Essere mitologico)

07. BOIA CHI MOLLA!

[27 Ago.] «Onore e Libertà valgono più di 1.000 ministeri. Non si molla, mai!»
(Matteo Salvini, il duce di ghisa)

08. MAGNA CHE TI PASSA

[24 Ago.] «Zabaione! Con tanti saluti alle diete»
(Matteo Salvini, l’Obeso)

09. QUANTO SEI MASCHIO!!

[14 Ago.] «Non mi sono mai piaciute quelle persone che fanno gli amici di tutti. Per me l’amicizia è una cosa seria. È una cosa fondamentale nella vita. I veri amici sono sempre leali. D’ora in poi chiamiamoci con nome e cognome.»
(Luigi Di Maio, puttana politica)

10. LE ULTIME PAROLE FAMOSE

[28 Ago.] «Oggi Salvini esce politicamente di scena»
(Matteo Renzi, il Profeta)

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SLIDING DOORS

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 24 agosto 2019 by Sendivogius

Come tutti i moti ciclici, più o meno perpetui, anche la rivoluzione del sedicente “governo del cambiamento” (o di cambio?) volge al termine della sua rotazione, dopo aver fatto moVimento (o ammuina?!), per ritornare al punto di partenza nell’eterno ritorno al sempre uguale, salvo il continuo giramento di palle che questo produce.

Va da sé che presto assisteremo alla fine di questa miserabile pantomima trasformista; francamente troppo, persino per gli standard pure infimi della ‘politica’ italiana…

 Il duce di ghisa che sbaglia clamorosamente tempi e modi per aprire la crisi di governo, inseguendo il vento volubile (e mutabile) dei sondaggi, misurati a colpi di like su facebook, mentre rivendica i “pieni poteri”. In realtà, chiagne e fotte, perché mentre usa il governo come fosse roba sua, al contempo si lagna di avere le mani legate dai troppi veti di quello che è stato il suo principale alleato, ed inseparabile compare, che si è acconciato fin da subito a fare da zerbino. È singolare che ad aprire la crisi sia stato proprio LVI che si comportava già come fosse il vero capo del governo, travalicando ruoli e competenze ministeriali, praticamente incontrastato, imponendo l’agenda leghista ad un esecutivo ben meno che remissivo, salvo ritrovarsi tra l’incudine ed il martello non sapendo bene che cosa fare una volta rotto il giocattolo per azzardo. E naturalmente è tuttora abbarbicato agli scranni ministeriali, che non ha alcuna intenzione di mollare.

 Un partito bestemmia che si acconcia a prendere il posto dei nazisti della padania, neanche un’ora dopo l’apertura informale della crisi, dopo aver rivendicato per mesi l’assoluta ed irriducibile indisponibilità ad ogni forma di accordo. Lo fa ovviamente “per senso di responsabilità”, mica per altro. Tanto per non smentirsi mai, la circostanza si è subito tradotta nell’ennesima occasione per scatenare le faide intestine e le ripicche personali all’interno di un partito nato morto, con una desolante resa dei conti da guerra feudale tra cacicchi, tutti contro tutti, dopo il catastrofico matrimonio di interessi tra post-democristiani ed ex-PCI, in una luna di fiele che sembra non finire mai, tra lo squallore generale.

Massimo sponsor dell’operazione di intesa, e ritrovata ‘intelligenza’ col nemico di sempre, è quel Matteo Renzi che, esauriti evidentemente i pop-corn, ha colto l’occasione per logorare l’evanescente leadership del partito (se Zingaretti dice bianco, Renzi dice nero; se Zingaretti dice nero, Renzi dice bianco), riciclandosi nel ruolo di guastatore a tempo pieno e intanto prendersi tutti i mesi necessari per completare una scissione imminente, ma non ancora pronta, in vista di una campagna elettorale giunta troppo in anticipo.

A mal vedere, quale migliore occasione, per avvelenare i pozzi e fare terra bruciata dentro al devastato PD, onde eliminare ogni possibile concorrenza futura? Oppure, in alternativa, può sempre comandare sulle macerie del partito, dopo essersi ripreso la leadership di ciò che ancora resterà di questo aborto doroteo.

Ed in vista dell’obiettivo, conduce un dilaniato PD allo sputtanamento finale: un governo di rottura con Giggino Di Maio premier (!!), insieme allo stesso partito (ops! MoVimento!) che ha sostenuto e votato senza colpo ferire praticamente tutto ciò che l’Altro Matteo ha imposto in un anno di governo, assicurandosi la golden share dell’esecutivo. Notare l’incredibile acume politico di chi vuole stabilire un’alleanza organica insieme a quanti, con compiacente collaborazionismo e complicità, hanno tirato la volata ad un partitucolo neo-nazista, portandolo alla soglia del 35% dei consensi potenziali e ingenerando nel paese un clima da guerra civile, diventando l’Hugenberg del nazi-leghismo.

Nessuna revisione critica, nessun riconoscimento reciproco, nessuna reale intesa di sostanza, solo un mero patto di potere redistributivo, nel cupio dissolvi dell’ennesima manovra di palazzo, dove uno vale l’altro.

Quando si dice “discontinuità”.

 Eppoi vabbé! Ci sono appunto Loro: i duri e lindi, i meravigliosi pupazzi animati della Setta del Grullo, gli invasati fanatici dal vaffanculo facile e dell’incontaminata purezza, venuti a mondare la Ka$ta dai suoi peccati, per diffondere il Verbo del V@te® e portare la penitenza tra i reprobi indegni della salvazione, in un grande autodafé collettivo. Peccato però che in un anno di governo abbiano svenduto culo e anima (più il primo a ben vedere) per un pugno di poltrone, col “capo politico” ridotto a fare lo scaldaletto dell’unico vero padrone dell’esecutivo: esempio compiuto di prostituzione politica senza protezioni per disperazione, nel terrore di doversi poi cercare un lavoro.

E persa da tempo ogni verginità, ora la Setta sarebbe disposta ad allearsi con chiunque, pur di non perderle quelle poltrone e restituire finalmente all’anonimato quell’imbarazzante pletora di falliti, spiantati vari, e spocchiosi incompetenti, spezzando l’incantesimo irripetibile che ha portato simili incredibili casi umani in ruoli apicali con una manciata di clic.

Alla fine del giro, dopo la scappatella col morto, è abbastanza scontato che le puttanelle a cinque stelle torneranno presto al vecchio talamo coniugale ed all’usato sicuro, rimesso collare e guinzaglio, nel connubio riuscito con chi è sempre stato a Loro più affine, magari ridimensionando gli eccessi testosteronici di un LVI rimasto frastornato dall’avventatezza delle scelte e ridotto ultimamente a pomiciare con un crocifisso, in ostentata fregola da madonne.

E tutto riprenderà a girare come prima, in un’edizione rivista e corretta del precedente governo, tra i ritrovati amanti ed urne un po’ più lontane.

Che la farsa continui!

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Casa Ursula

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , on 18 agosto 2019 by Sendivogius

Non bastava l’appoggio incondizionato al mortifero Governo Monti, con le carcasse della sua macelleria sociale, che ancora marciscono sotto il sole, ed i suoi miasmi che nel frattempo hanno infettato un’intera nazione con qualcosa di peggio, montando nel paese un clima da guerra civile e dando l’ultima stura ai liquami che già fermentavano da tempo, nella pancia profonda dell’italiano medio…
Nella sua inarrestabile corsa verso l’estinzione, il partito bestemmia ed i cocci sparsi di ciò che ancora resta della fu sinistra italiana si preparano all’ennesimo salto carpiato con triplo avvitamento per saltare sopra la barchetta di carta dei Grulloidi, per una magnifica crociera sulla nave dei folli a 5 stelle, lungo le rotte impervie del mare ignoto.
Sarebbe inutile (perché ad Agosto si ha sicuramente di meglio da fare) riportare in un blob indigesto le dichiarazioni, le contumelie, le polemiche, lo scambio di offese ed invettive al calor bianco che solo negli ultimi 24 mesi hanno segnato le distanze abissali tra PD e M5S, nell’incompatibilità che si credeva inconciliabile, dopo essersi sparati addosso di tutto.

E se è vero che in ‘politica’ la coerenza è merce rarissima nella totale assenza di onore, abbiamo continuato a sottovalutare quanto irresistibile fosse il richiamo del potere, nell’orgia che segue ad ogni ammucchiata. Ovviamente lo chiamano “senso di responsabilità”, nell’ansia di preservazione, col tentativo di prolungare ancora di qualche mese la loro sopravvivenza (o colliquazione?) prima dell’apocalisse elettorale.

Oggi, in tutta la sua freschezza, s’è levato dalla cripta pure il redivivo Romano Prodi a benedire la ferale unione tra morti viventi, alla casa della ritrovata tolleranza.
“Contratto alla Ursula” lo chiama… e più che altro fa venire in mente uno di quegli attempati troioni avvizziti dagli anni, che ancora battono ai margini delle tangenziali. O il nome della madama di un vecchio bordello da Anni ’30 dove darsi osceno convegno, tutti insieme spassionatamente…
È evidente che una botta di governo sia l’unica cura per ravvivare queste esangui cariatidi in disfacimento, perché comandare (o la sua l’illusione) è meglio che fottere.
Rino Formica diceva che la politica fosse sangue, merda, e passione. Oggi resta solo la merda.

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(125) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 3 agosto 2019 by Sendivogius

Classifica LUGLIO 2019”

Interdetta alla balneazione parte della riviera romagnola, per contaminazione da Escherichia coli
Troppi stronzi in acqua!

Hit Parade del mese:

01. UNO VALE ZERO

[22 Lug.] «Per i consiglieri comunali abbiamo deciso di introdurre il cosiddetto “Mandato Zero”. Che cos’è il mandato zero? È un mandato, il primo, che non si conta nella regola dei due mandati. Un mandato che non vale»
(Luigi Di Maio, meno di zero)

02. COME COZZE SUGLI SCOGLI

[24 Lug.] «Avevo promesso che mi sarei dimesso se la Tav fosse passata. Non era un ricatto, l’avevo detto d’impeto… Qualcuno poi mi ha fatto notare che se mi dimettessi ora non conterei più nulla, invece bisogna restare in Parlamento per continuare a osteggiare quest’opera inutile e dannosa. E, in fondo, a dimettersi dovrebbero essere tutti gli altri 5 Stelle, non io che sono rimasto coerente.»
(Alberto Airola, il Coerente)

03. LA NOTTE DELLO SCIACALLO

[18 Lug.] «Io con il Partito di Bibbiano non voglio avere nulla a che fare, con il partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettrochock per venderseli non voglio avere nulla a che fare.»
(Luigi Di Maio, una miserabile merda)

04. LA SAMARITANA

[29 Lug.] «Ho chiesto più volte ai partiti di smetterla di alimentare odio, che poi si ripercuote nelle strade.»
(Paola Taverna, la Pacificatrice)

05. L’IGNORANZA AL POTERE

[05 Lug.] «L’Italia può e deve essere protagonista di una nuova stagione di multilateralismo sincero e concreto. Possiamo esserlo perché non abbiamo scheletri nell’armadio, Non abbiamo una tradizione coloniale, non abbiamo sganciato bombe su nessuno, e non abbiamo messo il cappio al collo di nessuna economia.»
(Manlio Di Stefano, Scimmia nuda)

06. CERTEZZE METAFISICHE

[16 Lug.] «La Russia non ha dato nessun finanziamento alla Lega, ne sono sicuro. Mi è stato assicurato direttamente dal presidente Vladimir Putin.»
(Silvio Berlusconi, il Garante)

07. FUMO DI PIPPA

[02 Lug.] «Si può continuare a vivere in una dimensione politica in cui c’è il record di occupati, merito del Jobs Act, e il governo della propaganda nasconde il grande risultato della nostra riforma?»
(Matteo Renzi, imbarazzante cazzaro)

08. FACILITATORS

[12 Lug.] «La chiave per coinvolgere più persone nel Movimento è nell’organizzazione, che non sia fatta di decisori del Movimento ma di facilitatori.
Tante persone si occupano di alcuni temi, ma chi è che coordina le azioni di tutti? Non ci sono persone dedicate. Con la nascita di un’organizzazione nazionale mettiamo mano a problema per rendere più efficace il Movimento sul territorio. Il ruolo dei facilitatori sarà quello di occuparsi di temi specifici in un nuovo gruppo nazionale del Movimento che si chiamerà ‘Team del futuro‘: sarà composto da 12 persone e si occuperà di progettare e organizzare il futuro del Movimento nei prossimi 10-20 anni»
(Luigi Di Maio, Supercazzolaro)

09. UNA CAGATA PAZZESCA!

[21 Lug.] «Questa sera, alle 21.15, su Sky Atlantic andrà in onda “L’Altro Mondo”, il film-documentario sul viaggio che ho fatto con la mia famiglia in Centro America. È un documentario che non ha nulla a che vedere con la politica, semmai spiega le ragioni delle mie scelte. È un racconto di vita, sociale direi, su un pezzo di mondo meraviglioso, un mondo esplorato e raccontato viaggiando con un bimbo di pochi mesi. Buona visione, poi ditemi cosa ne pensate.»
(Alessandro Di Battista, Fancazzista a tempo pieno)

10. FALLIMENTO PARTECIPATO

[18 Lug.] «Per la prima volta a Roma stiamo sperimentando un bilancio partecipativo che coinvolge l’intera città e i suoi Municipi.»
(Virginia Raggi, la Madonnina dolente)

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