Archivio per L’Unità

(65) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , on 30 luglio 2014 by Sendivogius

Classifica Luglio 2014”

Madre DC  Alla veneranda età di 90 anni, dimenticata nell’ospizio in cui era stata abbandonata, si spegne l’Unità: compianta da tutti, ma da nessuno rimpianta. E di certo non dal PD che infatti gli ha preferito il quotidiano Europa, nella sua osmosi tutta democristiana, ma che continua ad utilizzare il brand delle Feste dell’Unità per autofinanziarsi a nome di un giornale che non esiste più, suscitando i facili entusiasmi degli ex figiciotti che l’hanno condotta al tracollo. In fondo, nel nuovo “partito democratico”, il giornale fondato da Antonio Gramsci per gli ‘operai’ non aveva più ragione di esistere, essendo stato completamente dimenticato il primo e messi in cassa-integrazione i secondi. Restano invece i padroni delle ferriere, più ringalluzziti che mai; e con quelli i “riformisti” si intendono benissimo: da Marchionne ad Elkann; da Colaninno a Gnutti…
Sul fronte interno, il Telemaco della generazione Erasmus sta scoprendo invece a sue spese quanto sia difficile portare a casa le “riforme”, concordate privatamente con il papi che a quanto pare è stato garantito da ogni ‘rottamazione’, in un Senato non sufficientemente addomesticato e convertito al sacro verbo del renzismo. E se davvero basta una mezza dozzina sfilacciata di senatori di “Sinistra e Libertà”, per mettere in crisi il grande disegno accentratore del Bambino Matteo e farne implodere tutte le contraddizioni, nonostante le ritorsioni, le provocazioni, la forzature dei regolamenti e la strategia di annessione, scientificamente posta in essere ai danni di SEL grazie all’utile idiota di turno, quel Gennaro Migliore il cui LED sembra essersi spento prima ancora di accendersi, allora onore e gloria a SEL!
O più semplicemente il governo del chiostro fiorentino nasconde fondamenta di sabbia, se tanto poco basta a provocare una crisi di nervi nel concistoro di zelanti chierichetti stretti attorno al piccolo cesare. Perché il Telemaco alla guerra non si piega e non si spezza, ma se trova chi lo frega prima si piega e poi si spezza. E stavolta non basterà agitare il solito spauracchio a cinque stelle, sempre pronto all’uso, con lo sbavante Capo-Grullo che grida al golpe un giorno sì e l’altro pure, mentre i suoi manipoli fanno ammuina al Senato.

  Hit Parade del mese:

Coglione del Mese
01. INVERSAMENTE PROPORZIONALI

[03 Lug.] «Il numero complessivo dei disoccupati è aumentato anche perchè si sono messi a cercare lavoro molti scoraggiati che avevano smesso di cercarlo.»
 (Giuliano Poletti, lo Scoraggiante)

Matteo Renzi02. I DISCORSI DELL’ASILO

[13 Lug.] «Calcisticamente parlando, qualcuno pensa che io sia un fantasista, cioè quello che inventa il colpo a sorpresa, o il portiere fortunato, che para i rigori perché provoca l’avversario. Non hanno capito che, dal punto di vista amministrativo, io sono un mediano (o in termini non calcistici, accessibili anche a chi non si interessa di pallone, un mulo), che su tutti i palloni si mette lì e “butubum-butubum” studia le carte. Ma è meglio che non lo abbiano compreso: così arrivo a fari spenti lì dove voglio arrivare, con buona pace di tutti i commentatori e dei professionisti della gufata.»
 (Matteo Renzi, Capo-scout)

BEPPE GRILLO? NO GRAZIE!03. CONVERTITEVI AL VERBO DEL PROFETA!

[19 Lug.] «Se avessero ascoltato il M5S forse la tragedia dell’aereo abbattuto non sarebbe accaduta.»
 (Beppe Grillo, immancabile coglione)

Mi scappa la cacca04. COLPI DI STATO (I): Gomblotto internazionale

[19 Lug.] «Berlusconi merita il premio Nobel per la pace: quando un capo del governo viene costretto a dimettersi per un complotto internazionale è roba da guerra civile. Se non c’è stata la guerra civile è perché il presidente Berlusconi ha sempre anteposto gli interessi dell’Italia e degli Italiani a quelli personali.»
 (Elvira Savino, Staffetta partigiana)

Grillo04.bis COLPO DI STATO (II): di-mis-sio-ni!

[25 Lug..] «Si chiama colpo di Stato. Mussolini ebbe più pudore, non le chiamò ‘riforme’. Il regista di questo scempio è Napolitano che dovrebbe per pudore istituzionale dimettersi subito.»
 (Beppe Grillo, il duce a 5 stelle)

Beppe Grillo saluta le sue camicie nere - La solita vecchia merda04.ter COLPO DI STATO (III): Rinviato per ferie

[27 Lug.] «Rimarremo ancora fino a quando sarà possibile cercare di impedire il colpo di Stato»
 (Beppe Grillo, il Vigilante)

Tarcisio Vicario05. PECCATO MORTALE

[01 Lug.] «Chi contrae un matrimonio civile vive in una infedeltà continuativa: non si tratta di un peccato occasionale, che può essere cancellato con un pentimento sincero, come per esempio un omicidio»
 (don Tarcisio Vicario, prete moderno)

Carlo Sibilia06. L’INVASIONE DEGLI ULTRA-DEMENTI (I):
Sibilia forever!

[20 Lug.] «Oggi si festeggia l’anniversario dello sbarco sulla luna. Dopo 43 anni [veramente sono 45!] ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa.»
 (Carlo Sibilia, Ineguagliabile)

Essere o non essere06.bis L’INVASIONE DEGLI ULTRA-DEMENTI (II): A pensarci prima…

[01 Lug.] «Avete mai pensato che molte guerre vengono combattute per il rifornimento idrico fondamentale per l’industria della carne?»
(Alessandro Di Battista, il Tonno)

Albano e Romina06.ter L’INVASIONE DEGLI ULTRA-DEMENTI (III): Il cielo non è più blu!

[20 Lug.] «Dopo 3 giorni di cieli azzurri, hanno iniziato di nuovo con le scie chimiche. Ma io dico, quanto hanno investito in questi veleni destinati a noi? Come mai non hanno soldi per le scuole, ogni anno licenziano maestri, tagliano materie e programmi eppure hanno abbastanza soldi per spruzzare attraverso i cieli questi veleni?»
(Romina Power, Sciatrice chimica)

Big Bang Italia - MATTEO07. SE C’ERA LUI…

[29 Lug.] «L’Unità, il giornale fondato da Gramsci, non può e non deve essere nella disponibilità del PD e di Matteo Renzi. Purtroppo non lo è. Se lo fosse non chiuderebbe.»
 (Matteo Renzi, il Provvidenziale)

Barcone08. RISCHIO EPIDEMIA DI EBOLA

[30 Lug.] «Negli aeroporti e nei luoghi di transito vengono già effettuate visite mediche nei casi che vengono ritenuti necessari. In Italia il pericolo non c’è.»
 (Beatrice Lorenzin, Commissario di sanità)

Sparate sulle ambulanze09. LA GUERRA SANTA

[09 Lug.] «Non esiste guerra più giusta di questa»
  (Benjamin Netanyahu, Nazista con la kippah)

Maria Elena Boschi10. STATISTI E BUGIE

[21 Lug.] «Un grande statista, che è stato anche un grande presidente di questa assemblea, un riferimento per tante donne e uomini della mia terra, compreso mio padre, Amintore Fanfani, ha detto una piccola grande verità, “le bugie in politica non servono”»
  (Maria Elena Boschi, la Madonna del Consiglio)

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NECROLOGI

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 12 ottobre 2013 by Sendivogius

darth-vader-ravenCos’hanno in comune la morte di Erich Priebke, l’ennesima strage di migranti eritrei nel Canale di Sicilia, ed il cinquantesimo anniversario del disastro del Vajont?
Alla luce degli eventi presenti, è curioso notare come le tematiche interessate siano passate a loro tempo sotto la lente deformata del “grande” Indro Montanelli, eletto a modello imperituro dell’informazione senza macchia e senza paura; per antonomasia, il Giornalista dalla schiena dritta: impresa quanto mai facile, quando per tutta la vita si è sempre stati schierati ad oltranza, dalla parte del potere dominante in Italia (il regime fascista prima e l’immanenza democristiana poi).
E sarebbe stato altrettanto curioso scoprire quali altri distillati di saggezza avrebbero potuto essere attinti dalla penna ispirata del vecchio trombone reazionario, qualora fosse stato ancora in vita…
Erich Priebke Per Montanelli, il Processo di Priebke costituiva una vergogna della giustizia italiana. Con il glaciale ufficiale delle SS, in servizio presso la Gestapo, il gran millantatore del giornalismo italiano (quello onnipresente ad ogni evento del XX secolo; ci mancava solo che non fosse giù presente sulla Luna al momento dello sbarco di Armstrong!) si sente unito dalla comunanza d’armi ed il senso della giustizia:

Qualunque cosa faccia e dovunque vada, si ricordi che anche tra noi italiani ci sono degli uomini che pensano giusto, che vedono giusto, e che non hanno paura di dirlo anche quando coloro che pensano e vedono ingiusto sono padroni della piazza.
Auguri Signor Capitano!
 (Luglio 1997)

Con uno dei principali boia della Fosse Ardeatine (peraltro mai pentito), l’audace Montanelli, quello che ha sempre scelto la parte giusta (la sua) e la libertà di giudizio, condivide senza ombra di dubbio l’ipocrita dottrina dell’obbedienza debita (e cieca) agli ordini superiori, che ogni bravo nazista esegue e mai discute. E la dice lunga sui trascorsi militari dell’inflessibile Cilindro, che in concreto è stato ufficiale volontario durante l’invasione dell’Etiopia e comandante del XX Battaglione di ascari eritrei.
ASCARIIl tenente Montanelli ha 27 anni; è ormai un uomo bello che fatto e la guerra coloniale non fa altro che eccitare la sua passione per i reportage. A proposito degli Eritrei e gli africani, il nostro scrive:

«Ci sono due razzismi: uno europeo – e questo lo lasciamo in monopolio ai capelbiondi d’oltralpe – e uno africano. E questo è un catechismo che, se non lo sappiamo, bisogna affrettarsi a impararlo e ad adottarlo. Non si sarà mai dei dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Coi negri non si fraternizza. Non si può, non si deve. Almeno finché non si sia data loro una civiltà. […] Niente indulgenze e niente amorazzi

 Indro Montanelli
“Dentro la guerra”
Civiltà Fascista (Gennaio 1936)

Cosa che non impedirà all’inflessibile tenentino di comprarsi anche lui la sua bella madamina eritrea, ovvero una schiava bambina ad uso sessuale.
Bando della RSIDopo l’armistizio dell’8 Settembre, come tanti altri ufficiali galantuomini della medesima schiatta, il coraggiosissimo Indro s’imbosca. Scoperto e arrestato a Milano, tra tutti i suoi 26 compagni di prigionia a Gallarate è l’unico a scampare alla fucilazione. Il miracolo si ripete nel carcere di S.Vittore. C’è da chiedersi se non porti sfiga agli altri prigionieri (o altro…); finché non viene aiutato dall’OVRA, la polizia politica fascista (!), a scappare in Svizzera.
Ad imperitura memoria del fondamentale contributo resistenziale di Montanelli, il nostro eroe chiosa con vibrante ardimento:

Dopo l’8 settembre ho avuto più volte la tentazione di arruolarmi nelle bande, ma vi ho sempre rinunziato: vorrei combattere come soldato; ma, non potendolo, rinunzio a combattervi come bandito.”

E questo la dice lunga su quale sia la visione di Montanelli, riguardo alla Resistenza antifascista.
Montanelli Il fatto di non aver combattuto come soldato, né come “bandito”, non impedisce al nostro eroe di sputare fango e fiele contro chi invece a combattere ci è andato eccome…
Infatti, dopo la guerra, non perderà occasione per dispensare balle sulla Resistenza romana, diffondendo la fortunata favoletta (amatissima da tutti i nazifascisti!) secondo cui la strage delle Fosse Ardeatine non ci sarebbe mai stata se i gappisti dell’attacco a Via Rasella si fossero consegnati alle SS. E proverbiali rimangono i suoi infamanti attacchi al comandante partigiano Rosario Bentivegna.
In compenso, leverà le sue arringhe a difesa di Erich Priebke, scrivendo letterine private al suo nuovo amichetto e solidarizzando col criminale nazista.

Per le sue intemerate, il Grande Indro si avvarrà spesso e volentieri di quel faro delle libertà civili e delle garanzie democratiche che è Il Giornale, del quale è stato fondatore e direttore, dopo essere passato per l’ultragovernativo “Corriere della Sera”.

Disastro del VajontTina Merlin E proprio dalle pagine della “Domenica del Corriere” non mancherà nel 1963 di intervenire sulla catastrofe del Vajont, non certo per denunciare le inadempienze della SADE (con le relative responsabilità del potere democristiano dell’epoca) che culminarono nella strage, ma per attaccare personalmente la tenace e bravissima Tina Merlin (donna, ex staffetta partigiana, e giornalista de l’Unità) che quegli scandali aveva scoperchiato per tempo e invano. Montanelli non perderà occasione per puntare il dito sui veri responsabili ed esibirsi nel suo ennesimo contorcimento di viscerale anticomunismo, sempre utile per tutte le occasioni:

“..qui vengono gli sciacalli che il partito comunista ha sguinzagliato, dei mestatori, dei fomentatori di odio. E sono costoro che additiamo al disgusto, all’abominio, e al disprezzo di tutti i galantuomini italiani.”

Anni dopo, a chi gli farà notare l’ingenerosità gratuita delle sue feroci invettive, Montanelli preciserà, salvo ribadire intatti i suoi convincimenti di allora:

Quando, poche ore dopo la catastrofe – la più rovinosa, fra quelle naturali, che abbia colpito in questo secolo l’Italia dopo il terremoto di Messina – giunsi sul posto, io non sapevo nulla delle sue cause, né della diga né di chi l’avesse costruita.
 Corriere della Sera
 (06/12/1998)

Epperò il “galantuomo italiano” parla, sentendosi quanto mai legittimato a sputare veleno e sentenze!
Del resto è uno che per quasi venti anni ha lavorato pagato a sua insaputa da Silvio Berlusconi

«La gente forse non ci crede quando dico che Silvio Berlusconi è il miglior padrone che potessi desiderare di avere. Sa perché? Perché ha capito immediatamente che non poteva darmi ordini. E non l’ha fatto.»

(Indro Montanelli intervistato da G.Ferrari nel 1990)

Montanelli costituisce a tutt’oggi il miglior esempio di libero giornalismo italiano d’opinione.
Non ne avevamo dubbi!

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