Archivio per Legge

Nipoti d’Egitto

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , on 19 luglio 2014 by Sendivogius

Walk like an egyptian

Felicitazioni vivissime per l’Utilizzatore finale, che è stato assolto dall’accusa di “concussione” e favoreggiamento della prostituzione minorile, perché il fatto non costituisce reato.
Dopo tanto patire, finalmente le ‘Laide Intese’ portano i primi risultati concreti, coi loro frutti maturati tra le fronde del ‘Partito Unico’ all’ombra del Colle…
Con lungimirante sensibilità, la Corte di Appello milanese coglie il senso del delicato momento ‘storico’ e implicitamente fa propria l’opportunità di non disturbare la “pacificazione” in corso (sia mai!). Adesso, la grande stagione riformista può continuare col contributo fondamentale del vecchio sporcaccione, nuovamente eretto nel suo turgore di ‘statista’.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Che la sentenza di condanna fosse tutt’altro che ineccepibile e presentasse non poche crepe, dove far leva per smontare l’impianto accusatorio, era cosa abbastanza intuibile per chiunque mastichi qualche nozione elementare di giurisprudenza…
The MummyE se ci siamo arrivati noi a capirlo, è ovvio che un qualunque avvocato degno di questo nome (Franco Coppi) ci avrebbe costruito sopra l’intera strategia difensiva, tutelando il proprio assistito nel processo e non dal processo, al contrario dei due strafottenti e strapagati azzeccagarbugli (Ghedini-Longo), che il don Rodrigo di Arcore ha scagliato come kamikaze nelle procure, durante la sua personale jihad contro la magistratura, ricavandone più danni che vantaggi.
girlLa sentenza di condanna era già viziata all’origine, con una serie di errori che ne indebolivano l’impianto strutturale, a partire dallo stralcio della posizione giudiziaria, circa il comportamento addotto dai funzionari della Questura e l’anomalia nelle procedure di rilascio di Ruby Rubacuori.
Tutte le chiacchiere sulle modifiche apportate dalla c.d. Legge Severino al reato di “concussione” sono invece fuorvianti ed enfatizzano un problema che in realtà non sussiste. La normativa riformata incide infatti sulla determinazione delle pene e non sulla fattispecie di reato, che nella sostanza resta invariato o quasi. Basta leggersi il vecchio articolo del codice penale sul reato di “concussione”, prima dello spacchettamento:

Art.318 c.p.

“Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni.”

Poi certo lo zelo dimostrato dalla Corte d’Appello nello smontare la sentenza di condanna ha qualcosa di provvidenziale…
Di fatto, il tribunale del riesame ‘cassa’ la condanna emessa in primo grado; la demolisce punto per punto e costruisce un proscioglimento inappuntabile per il giudizio definitivo della Cassazione, agendo come se fosse una sua copia.
Non ravvisa alcuna correlazione con altre fattispecie di reato, né mai ne cerca.
Nell’ambito della presunta “concussione” dei questurini, non intravede la costrizione, ma in assenza di riscontri probatori che attestino un qualche tipo di “utilità”, si affretta a scartare anche l’induzione escludendo a prescindere ogni sudditanza gerarchica o condizionamento psicologico. Sorvoliamo come per l’occasione i funzionari della questura milanese si siano comportati alla stregua un Bargello medioevale e la sua sbirraglia al cospetto del signorotto di turno, compiacendo le pretese del potente con servile accondiscendenza. E del resto la Procura non ha trovato nulla di penalmente rilevante in simili comportamenti, degni più di un’autocrazia sudamericana che di un paese democratico. D’altronde, ci sentiamo di escludere noi stessi qualunque forma di ‘induzione’: quella che qualcuno ha definito “polizia cilena”, la sua utilità l’ha già ottenuta con largo anticipo, ai tempi dell’orgia di sangue durante il mattatoio genovese, condividendo con il Pornocrate la medesima presunzione di impunità per sua stessa e ‘graziosa’ concessione. Certe complicità, gli riescono al naturale per corresponsione di amorosi sensi.

Pula in Italia

Ma la Corte d’Appello non coglie neppure l’incongruenza di un presidente del consiglio che telefona in Questura, millantando le improbabili parentele di una ragazzina di strada (peraltro già segnalata ai servizi sociali e debitamente inserita nei database della polizia). Non gli sovviene minimamente che possano ravvisarsi gli estremi del “falso ideologico”. Meno che mai sorge nei magistrati giudicanti il dubbio, e dunque la confutazione, che l’iper-attivismo dell’accoppiata Longo-Ghedini nel produrre certificati, e imboccare testimonianze che attestino la maggior età della nipote d’Egitto, presuppongano la consapevolezza da parte del papi, ovvero “l’utilizzatore finale”, di essersi comprato le attenzioni (sessuali) di una minorenne.
pinterest In quanto ai rapporti mercenari intrattenuti con una prostituta non ancora maggiorenne, entrambe le parti coinvolte hanno sempre negato, e dunque perché mai mettere in dubbio la parola dell’imputato adducendo un eventuale supplemento di prova, visto che in caso di ammissione si rischierebbe l’arresto per il reato di “prostituzione minorile”? Per il tribunale del riesame la cosa costituisce una questione assolutamente privata. Dunque perché occuparsene?!? Sia mai che ci scappi la conferma del reato, ‘consumato’ (nel senso stretto del termine) più che presunto.
In effetti, sette anni di reclusione per una scopata a pagamento erano decisamente troppi anche per “papi Silvio Berluscone”: così era registrato in rubrica dalle sue voraci ospiti alle “cene eleganti”. Semmai la Corte d’Appello avrebbe dovuto ravvisare gli estremi di un’estorsione ai danni del ritrovato Uomo della Provvidenza, tanto amato dalla Curia vaticana e dalle prostitute di mezzo mondo… Pagare 5.000 euro per una marchetta è un furto! Con molto meno, e ancor minori complicazioni, il Pompetta Pazza poteva infatti cavarsi lo sfizio, percorrendo i marciapiedi di un qualsiasi vialone di periferia, invece di farsi spedire a domicilio, per esempio, mandrie di troioni da asporto reclutati negli angiporti di Bari.
Implicitamente, per un processo che verrà ricordato soprattutto per i neo-logismi coniati dall’inventivo avvocato-deputato Ghedini, i togati della Corte d’Appello di Milano attestano che Ruby è la nipote marocchina dell’ex dittatore dell’Egitto (evidentemente a sua insaputa); che è ordinaria pratica diplomatica per un premier ospitare in casa propria e trombarsi le nipoti dei presidenti stranieri, promettendo come regalo l’acquisto di un depilatore laser “affinché non si prostituiscano più” (con altri):

«Ho pagato Ruby perché non si prostituisse. L’ho aiutata e le ho dato perfino la chance di entrare con una sua amica in un centro estetico. Doveva fornire un laser antidepilatorio. Costava, se ricordo bene, 45 mila euro anche se Ruby dice che gli euro erano 60 mila. Così ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla alla prostituzione, ma per portarla nelle direzione contraria»

S.Berlusconi
(11/05/2011)

Indubbiamente, è un modo molto originale di rivoluzionare i rapporti di politica internazionale, gestiti più che mai col ‘cazzo’, nel senso più prosaico e coi risultati che si possono ben vedere circa il proverbiale prestigio dell’Italia all’estero.
Asian girlProvate voi a telefonare in Questura per informare i poliziotti che hanno appena arrestato la vostra “massaggiatrice” thailandese preferita, che in realtà si tratta della figlia dell’imperatore della Cina e che per evitare un incidente diplomatico avete inviato la vostra igienista dentale, ancorché fatta eleggere consigliere regionale (e che grazie alla “riforma” Renzi potrà presto essere nominata ‘senatore della Repubblica’), a ritirare l’illustre principessa in incognito per poi scaricarla subito a casa di un’altra prostituta brasiliana che voi non conoscete assolutamente ma che, chissà perché, ha il vostro numero riservato di cellulare.
LA SALMAPapponi di tutto il mondo unitevi! Il papi è vivo e lotta insieme a voi!

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La terribile “Personalità Giuridica”

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 maggio 2013 by Sendivogius

Hokuto no Ken - Jagger

Istituzione fondamentale del Diritto privato, contemplata da oltre 2.000 anni nel Diritto romano, la “persona giuridica” è più antica della Divina Scuola di Hokuto e assai meno letale…
Fist of the North Star - KenshiroNon presuppone perversioni particolari, né inclinazioni psicotiche. Non prevede comportamenti devianti contrari alla morale ed al buoncostume. Non richiede cure mediche, né trattamenti clinici.
Spiegata in maniera molto semplice [QUI], affinché (si spera) persino gli ensiferi possano intendere:

Le persone giuridiche sono organizzazioni collettive, considerate come soggetti distinti dalle persone fisiche che le compongono ed esse stesse soggetti di diritto, dotate di capacità giuridica e titolari di diritti e doveri. Sono persone giuridiche le associazioni riconosciute, le fondazioni, i comitati riconosciuti, le società di capitali e gli enti pubblici.”

Detto in altri termini, con maggior pedanteria, direttamente dall’Enciclopedia Treccani:

La persona giuridica è quell’organismo unitario, caratterizzato da una pluralità di individui o da un complesso di beni, al quale viene riconosciuta dal diritto capacità di agire in vista di scopi leciti e determinati. Gli elementi costitutivi (o presupposti materiali) per l’esistenza della persona giuridica sono: una pluralità di persone, un patrimonio autonomo, uno scopo lecito e determinato per la realizzazione di interessi scientifici, artistici, commerciali, di beneficenza, ma i primi due elementi non concorrono necessariamente o comunque non si presentano ugualmente importanti: la pluralità di persone può in alcuni tipi di persone giuridiche presentarsi non in primo piano o mancare del tutto, mentre è essenziale in altri tipi di persone giuridiche (come le associazioni). La presenza di questi elementi normalmente deve desumersi dall’atto costitutivo della persona giuridica, nel quale trova manifestazione la volontà di coloro che gettano le basi dell’ente e dallo statuto della medesima.

Ma nella categoria possono essere annoverate pure tutte le “organizzazioni di persone”, che perseguano interessi pubblici ed abbiano una certa autonomia patrimoniale.
Attualmente i partiti politici (come anche i sindacati) non possiedono una personalità giuridica. Sono enti di fatto. E questo, specialmente in riferimento alla loro ingente disponibilità finanziaria ed immobiliare, insieme alla rilevanza della loro incisività decisionale e gestionale, è un male con effetti concreti sulla democrazia di un Paese e sullo stesso bilanciamento di potere.
chessboard wordpressIl problema era chiarissimo fin dagli albori della Repubblica italiana, tanto che i “padri costituenti”, e massimamente il prof. Costantino Mortati, tentarono invano di inserire nella Carta costituzionale l’obbligo della personalità giuridica per le organizzazioni partitiche, nella stesura dell’Art. 49 della Costituzione. La funzionalità esplicita era quella di limitare lo strapotere dei partiti e dei loro apparati burocratici, costringendoli ad una maggiore democrazia interna.
Ovviamente non se ne fece nulla. Ed il problema permase, trascinandosi intatto fino ad oggi… Per chi volesse approfondire l’argomento in ambito giuridico, suggeriamo un ottimo articolo sul tema: La personalità giuridica del partito politico in Italia di Luca Tentoni.
Oggi si fa un gran parlare di “partitocrazia”, ma pochi sanno che il termine (vecchio di oltre mezzo secolo) ha una precisa connotazione polemica, legata al tema della “persona giuridica”, da sempre fuggita come la peste dai partiti. In una pubblicazione del lontano 1952, un altro costituzionalista, il prof Giuseppe Maranini, a cui si deve l’invenzione del fortunato termine, chiosò sull’argomento:

La forma di governo creata dalla nostra Costituzione così come da altre costituzioni continentali, approda ad una forma esplicita di partitocrazia, e non di governo parlamentare. La nostra Costituzione vieta ogni mandato imperativo, che leghi il rappresentante alla volontà degli elettori; ma allo stesso tempo la Costituzione e le leggi elettorali creano i presupposti di un ben più temibile mandato imperativo, il quale subordina gli eletti ai loro veri committenti, i quali non sono più gli elettori bensì le direzioni dei partiti. Il Parlamento controlla il Governo ma le direzioni di partito controllano il Parlamento e, attraverso il Parlamento, il Governo; se poi direzione di partito e governo s’identificano, il controllato diventa controllore, con evidente eversione di ogni schema di governo parlamentare

Ai fini del finanziamento e della gestione dei fondi, l’attribuzione della personalità giuridica costringerebbe poi i partiti politici a rendicontare i propri bilanci attraverso un consolidamento certificato, con elencazione dettagliata e certificata delle spese, delle entrate, degli eventuali investimenti, degli importi e dei finanziatori privati (chiunque essi siano). Cosa che oggi non avviene ed è rimessa alla discrezionalità dei “tesorieri”, che non devono rendere conto a nessuno.
Prima dei vari Lusi e Fiorito e Belsito… la questione dei finanziamenti (e della personalità giuridica) era stata posta in termini accorati già da don Luigi Sturzo, fondatore del Partito Popolare nel 1919 e padre nobile della DC, che fu tra i primi a proporre una legge per introdurre una disciplina in materia tanto delicata (Atto Senato n.124). Il 16/09/1958, l’anziano sacerdote nominato senatore a vita ammonisce:

«Se si parla di moralizzare la vita pubblica, il primo e il più importante provvedimento deve essere quello di togliere la grave accusa diretta ai partiti e ai candidati dell’uso indebito del denaro per la propaganda elettorale. Il problema è più largo di quel che non sia la spesa elettorale; noi abbiamo oramai una struttura partitica le cui spese aumentano di anno in anno in maniera tale da superare ogni immaginazione. Tali somme possono venire da fonti impure; non sono mai libere e spontanee di soci e di simpatizzanti. Non sarò io a dire le vie per il finanziamento dei partiti perché la mia esperienza del 1919-1924 non ha nulla di simile con l’esperienza del 1945-1958. Che i finanziamenti siano dati da stranieri, da industriali italiani, ovvero, ancora peggio, da enti pubblici, senza iscrizione specifica nei registri di entrata e uscita, o derivino da percentuali in affari ben combinati (e non sempre puliti), è il segreto che ne rende sospetta la fonte, anche se non siano state violate le leggi morali e neppure quelle che regolano l’amministrazione pubblica. Il dubbio sui finanziamenti dei partiti si riverbera su quelli dei candidati; e con molta maggiore evidenza se si tratta di persone notoriamente di modesta fortuna, professionisti di provincia, giovani che ancora debbono trovare una sistemazione familiare conveniente, impiegati e così di seguito. Alla fine delle elezioni abbiamo sentito notizie sbalorditive, che fanno variare da dieci a duecento milioni le spese di campagna di singoli candidati.
[…] C’è chi accusa l’apparato dei partiti, il quale, discriminando i candidati della stessa lista, ne determina l’accaparramento di voti a favore degli uni con danno degli altri. Non mancano indizi circa il patrocinio politico che enti statali e privati si assicurano in parlamento favorendo l’elezione di chi possa sostenere e difendere i propri interessi, impegnando a tale scopo somme non lievi nella battaglia delle preferenze. Quando entrate e spese sono circondate dal segreto della loro provenienza e della loro destinazione, la corruzione diviene impunita; manca la sanzione morale della pubblica opinione; manca quella legale del magistrato; si diffonde nel paese il senso di sfiducia nel sistema parlamentare. Ecco i motivi fondamentali che rendono urgenti i provvedimenti da me proposti circa i finanziamenti e le spese dei partiti nel loro funzionamento normale»

Coerentemente alla denuncia non ci fu seguito, mentre le cose degenereranno come sappiamo… Di partiti politici e persona giuridica si torna a parlare insistentemente dopo gli scandali di Tangentopoli. Dal 1997 in poi approdano in Parlamento varie proposte, senza che se ne faccia mai nulla.
È superfluo dire che la personalità giuridica per i partiti politici è esplicitamente prevista e richiesta dalle normative europee e, nella fattispecie, dal Trattato di Nizza del 26/01/2001, a disciplina delle fonti di finanziamento dei partiti, con la deposizione di:

“uno statuto che, oltre alla struttura organizzativa del partito, dimostri il rispetto da parte del partito dei principi di libertà, e di democrazia, i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali. È inoltre richiesto il possesso della personalità giuridica e la pubblicazione annuale di un rendiconto nel quale siano dichiarate le entrate e le uscite e le donazioni ricevute.”

Non si capisce dunque (o forse si capisce benissimo) contro cosa vada tuonando il Capo politico del M5S, che minaccia sfracelli qualora il suo MoVimento sia costretto a costituirsi in “persona giuridica”, ovvero: presentare e registrare un vero statuto a norma di legge; eleggere organi collegiali di rappresentanza; costituire un collegio sindacale; attribuire una sede legale del M5S che non sia il blog personale di Beppe Grillo. E soprattutto nominare un presidente che non sia il nipote di Grillo, insieme ad organi (elettivi) di garanzia e controllo interno che non siano il fantomatico “Staff” della Casaleggio Associati, limitando lo strapotere del “capo politico” ed ogni sua discrezionalità decisionale. 
EquivocandoCosa ancor più terribile, il nuovo disegno di legge in esame (il famigerato ddl Zanda-Finocchiaro) prevede di far consolidare i bilanci da un collegio esterno e certificato di revisori contabili. Il tutto in nome dell’invocata (a parole) e sempre elusa “trasparenza”.
zerospeseNessuno obbliga il MoVimento a “trasformarsi in partito”, che al contrario può essere club, associazione, circolo sportivo, loggia massonica, o setta religiosa, ma DEVE avere personalità giuridica, specialmente se vuole maneggiare i quattrini di quel finanziamento pubblico che pubblicamente aborre ma privatamente percepisce. La norma, qualora fosse approvata (e visti i precedenti crediamo di no), riguarda tutti. A cominciare proprio dai partiti politici.
Sappiamo che è un concetto difficile da comprendere, specialmente per gli amici a 5 stelle che hanno serie difficoltà con gli articoli della Costituzione ed i regolamenti parlamentari. Non parliamo poi della presentazione delle proposte di legge [QUI]!
Beppe Grillo Nonostante i continui latrati del loro Capo (e padrone), i pentastellati non sono ragazzi cattivi… Sono solo un po’ duri di comprendonio: sulle cose ci arrivano sempre in ritardo; tempo di smaltire livori e arroganza. In fondo è già successo in passato [QUI]… È che ragionare, informarsi, STUDIARE, costa fatica e richiede umiltà. Perciò è molto meglio inventarsi complotti e gridare alla cospirazione.

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