Archivio per Lavagna

Io speriamo che me la cavo

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , on 14 Maggio 2015 by Sendivogius

La lavagnetta

Durante una delle sue pausa-merenda nei giardinetti di Villa San Martino, ‘qualcuno’ deve aver spiegato al Bambino Matteo che dietro ogni potenziale elettore (il “cliente”) si nasconde un sempliciotto dall’intelligenza limitata. Poi, come al solito, fatta propria la lezione, l’allievo zelante tende a strafare, mettendoci molto del suo e pur tuttavia sottovalutando un aspetto fondamentale: qualsiasi ‘pubblico’, foss’anche il più citrullo, non ama essere trattato alla stregua di un deficiente. Quando ciò accade, quasi sempre s’inkazza.
shake.idiotiAccantonate dunque le slides e stirata di fresco la camicetta d’ordinanza da piazzista ambulante, il piccolo venditore porta a Er Cecatoporta ha imbastito subito il suo siparietto comico, per vendere l’ennesima “riforma” a domicilio. Lui però lo chiama “dialogo”. Per questo monta un monologo autoreferenziale di 20 minuti e diserta tutti i luoghi delegati al confronto.
Er TrippaI gessetti colorati dell’asilo, la lavagnetta allestita nella biblioteca (rigorosamente sotto chiave) di Palazzo Chigi, circondato da volumi che con ogni probabilità il Maestrino con le maniche arrotolate non ha mai sfogliato neanche per sbaglio, va in onda il “Renzi’s Show” a minchiate unificate.
DajéBisogna dire che nell’insieme l’effetto era abbastanza estraniante: un incrocio tra Il Mondo di Quark (per i risvolti antropologici ed i toni suadenti), affidata al Pierino descamisado, e una televendita sottotono con l’abborracciato imbonitore da salotto, che elucubra cifre in profusione e dispensa le banalità col buono sconto. Tuttavia, l’impressione prevalente è quella di una parodia di Roberto Giacobbo in Matteo Renzi“Voyager”. Il mistero buffo semmai è come questo bambolotto porcelloso, con lo sguardo perso di un tonno bollito mentre gigioneggia nelle sue elucubrazioni sulla buona squola, possa essere diventato presidente del consiglio.
D’altronde la “Scuola” ha davvero bisogno di essere ‘riformata’, se poi sforna simili babbei in carriera. Per questo affidiamo la stesura dei provvedimenti ad uno che gorgheggia qualcosa a proposito della cultura umanista (si tratta dell’omonino partito?!?), non avendo ancora ben chiara la differenza che intercorre tra aggettivo, attributo e sostantivo. Perché ci vorrebbero più ore dedicate all’insegnamento del Latino ed al contempo una maggiore attenzione al mondo del lavoro, così magari si riesce a declinare correttamente la parola “curriculum” ed il relativo plurale (curricula), invece di incartarsi come un ripetente qualunque all’esame di riparazione sulla..sul..curricula.

Clap and Jump per RenziLa #buona-scuola (saluto al duce!): Il testo musicato e assegnato ai piccoli balilla della scuola elementare  “Salvatore Raiti” di Siracusa, per celebrare la visita di S.E. il Presidente Renzi [QUI]

Ma dinanzi a cotanto squallore, che di “umanistico” ha ben poco e molto del caso umano, i media al gran completo già parlano di nuovo “miracolo comunicativo”, tale è il livello culturale di una simile performance ad uso elettorale, nel generale sdilinquimento cortigiano a mezzo stampa.
Io speriamo che me la cavo Le “riforme” nel Principato di Renzilandia sono così: la raffazzonata esecuzione di direttive altrui, affidate ad un’arrogante pletora di dilettanti allo sbaraglio, per svolgimento con bignani di un temino dalle tracce scritte altrove, meglio se in tedesco tradotto in italiano (con google-translate). L’improvvisazione è d’obbligo, perché nelle tecnostrutture brussellesi apprezzano soprattutto la buona volontà e lo zelo nell’eseguire prontamente gli ordini. In fondo il pupazzetto buffo è stato messo lì per questo e rendere maggiormente sopportabile la pillola lassativa, confezionata in combinato disposto. Che poi è svendita sotto costo del patrimonio pubblico; smantellamento dei servizi e delle politiche sociali, affidati in sussidiarità al “mercato” con costi quadruplicati; cancellazione dei diritti, surrogati con una monetarizzazione crescente rivista al ribasso; rinnovo dei contratti di lavoro fermo a dieci anni fa; mancata indicizzazione dei salari e taglio orizzontale delle pensioni, da cui però si possono ricavare 80 euri da dispensare a pioggia su cadenza elettorale; disoccupati abbandonati in mezzo ad una strada e lì dimenticati. La concentrazione monocratica di tutti i poteri istituzionali, con svuotamento degli organi di garanzia, è indispensabile; così si può procedere più in fretta e portare a termine simili “riforme” senza intoppi.
Perché lui ci mette la faccia… e tutti gli altri il culo!

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