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La Noia

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , on 25 giugno 2014 by Sendivogius

A Clockwork Orange artwork

Capita. Che si tratti delle polemiche più che pletoriche, ancorché inutili, sui “mondiali” e la Nazionale prandelliana, con le prestazioni più che miserrime del simpaticissimo Balotelli… O delle desolanti chiacchiere da bar: lo specchio dell’intelligenza media di una ‘nazione’…
O delle “riforme” parcellizzate a cadenza settimanale, dal capo del governo più amato dai tempi di Benito buonanima… O delle vibranti difese d’ufficio pro domo sua (nonché ad culum parandi) del papi costituente: l’interdetto part-time, temporaneamente prestato ai servizi sociali… O delle consuete scariche diarroiche del Grullo latrante e dei suoi manipoli parastellati…
Che si tratti di indennità, impunità, indennità, ka$te e stipendi, insieme a tutti gli –ismi tramite i quali viene declinata la stupidità applicata all’idiozia in politica, come nella vita quotidiana, a volte capita di annoiarsi.
Per questo esistono i libri…

Moravia - LA NOIA «Penso che, a questo punto, sarà forse opportuno che si spenda qualche parola sulla noia…. Dunque, per quanto io mi spinga indietro negli anni con la memoria, ricordo sempre di aver sofferto della noia. Ma bisogna intenderci su questa parola. Per molti la noia è il contrario del divertimento; e divertimento è distrazione, dimenticanza. Per me, invece, la noia non è il contrario del divertimento; potrei dire, anzi, addirittura, che per certi aspetti essa rassomiglia al divertimento in quanto, appunto, provoca distrazione e dimenticanza, sia pure di un genere molto particolare. La noia, per me, è propriamente una specie di insufficienza o inadeguatezza o scarsità della realtà. Per adoperare una metafora, la realtà, quando mi annoio, mi ha sempre fatto l’effetto sconcertante che fa una coperta troppo corta, ad un dormiente, in una notte d’inverno: la tira sui piedi e ha freddo al petto, la tira sul petto e ha freddo ai piedi; e così non riesce mai a prender sonno veramente. Oppure, altro paragone, la mia noia rassomiglia all’interruzione frequente e misteriosa della corrente elettrica in una casa: un momento tutto è chiaro ed evidente, qui sono le poltrone, lì i divani, più in là gli armadi, le consolle, i quadri, i tendaggi, i tappeti, le finestre, le porte; un momento dopo non c’è più che buio e vuoto. Oppure, terzo paragone, la mia noia potrebbe essere definita una malattia degli oggetti, consistente in un avvizzimento o perdita di vitalità quasi repentina; come a vedere in pochi secondi, per trasformazioni successive e rapidissime, un fiore passare dal boccio all’appassimento e alla Polvere.
Alberto Moravia (1934)Il sentimento della noia nasce in me da quello dell’assurdità di una realtà, come ho detto, insufficiente ossia incapace di persuadermi della propria effettiva esistenza. Per esempio, può accadermi di guardare con una certa attenzione un bicchiere. Finché mi dico che questo bicchiere è un recipiente di cristallo o di metallo fabbricato per metterci un liquido e portarlo alle labbra senza che si spanda, finché, cioè, sono in grado di rappresentarmi con convinzione il bicchiere, mi sembrerà di avere con esso un rapporto qualsiasi, sufficiente a farmi credere alla sua esistenza e, in linea subordinata, anche alla mia. Ma fate che il bicchiere avvizzisca e perda la sua vitalità al modo che ho detto, ossia che mi si palesi come qualche cosa di estraneo, col quale non ho alcun rapporto, cioè, in una parola, mi appaia come un oggetto assurdo, e allora da questa assurdità scaturirà la noia la quale, in fin dei conti, è giunto il momento di dirlo, non è che incomunicabilità e incapacità di uscirne. Ma questa noia, a sua volta, non mi farebbe soffrire tanto se non sapessi che, pur non avendo rapporti con il bicchiere, potrei forse averne, cioè che il bicchiere esiste in qualche paradiso sconosciuto nel quale gli oggetti non cessano un solo istante di essere oggetti. Dunque la noia, oltre alla incapacità di uscire da me stesso, è la consapevolezza teorica che potrei forse uscirne, grazie a non so quale miracolo.
Ho detto che mi sono annoiato sempre; aggiungo che soltanto in tempi abbastanza recenti sono riuscito a capire con sufficiente chiarezza che cosa sia realmente la noia

  Alberto Moravia
  “La noia”
   Bompiani (1960)

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