Archivio per La Ditta

(85) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 aprile 2016 by Sendivogius

Classifica MARZO 2016”

compo guanoAnche la merda ha una sua utilità d’uso. La “minoranza piddì”, NO.
Avete presente quei comitati affaristico massonici che promanano il loro potere, infettando le Istituzioni e piegando le regole comuni a vantaggio dei propri particolarissimi interessi, tramite l’infiltrazione costante degli organismi pubblici e grazie alle clientele elettorali che reggono loro il moccolo più o meno a propria (colpevole) insaputa?!?
Ecco, quello è il PD: l’acronimo di una bestemmia, nato su imprint doroteo per clonazione berlusconiana.
concime organicoAvete presente quelle spregiudicate lobby industriali (meglio se petrolifere), non tutte ma molte, che si avvalgono di faccendieri senza scrupoli per il disbrigo delle faccende meno limpide? Quelle che non esitano a falsificare i controlli ambientali, a manipolare i dati sulle emissioni inquinanti, truccare i rapporti sullo smaltimento dei rifiuti?!?
Se non ci fosse una bassa manovalanza di gregari prezzolati disposti a coprirne le illegalità, interrando i bidoni tossici in mezzo ai terreni agricoli, svuotando fusti velenosi nelle falde acquifere.. perché “bisogna contenere i costi” a tutto vantaggio dei profitti (e perché “tengo una famiglia da mantenere”).. certe nefandezze non potrebbero essere messe in pratica.
Ecco, quando parliamo di gregari, più o meno complici ma sempre disponibili, questa è la “minoranza piddì” in dissociazione schizofrenica per sdoppiamento di personalità, nell’insanabile contraddizione tra il pensiero ed i fatti. È la premiata “Ditta” (in somministrazione d’opera in subappalto) di concilianti revisori di tagliando, senza la cui compiacente acquiescenza questa riedizione 2.0 del “governo del fare” alla destra del papi semplicemente non sarebbe possibile.
Il governo del fareSono quelli del “fuori Verdini dal mio giardino”… quelli del “conflitto di interessi” a targhe alterne e delle leggi ad personam intercambiabili (perché mutatis mutandis)… Sono quelli che facevano i girotondi contro “l’emergenza democratica” e che ora sono un po’ confusi
OrgoglioniDa lì, come risposta, la sfrontatezza e l’arrogante sicumera di chi, con simili detrattori, ha la certezza di essere intoccabile e quindi può con giusta protervia affermare che il suo è un esecutivo diverso da tutti i suoi predecessori. Verissimo: anche in passato abbiamo avuto una quota fisiologica di ladri, profittatori, voltagabbana, incompetenti.. elevati a cariche fondamentali di governo. Ma tutti si erano presi quanto meno il disturbo di essere legittimati, almeno nella forma, presentando la loro candidatura in regolari elezioni. Oggi a quanto pare, secondo il nuovo corso, la pratica è superata e non si usa più: si viene direttamente nominati d’ufficio a ministro senza passare dall’urna, così per chiamata diretta su capriccio di un premier allo stesso modo non eletto da nessuno.
matteo-renziPoi ogni tanto capita che qualcuno sia costretto alle dimissioni per una telefonata inopportuna che non presuppone alcun Federica Guidi - vicepresidente Confindustriaillecito… È il caso di Federica Guidi, beccata ad inzeppare emendamenti notturni scritti su misura, pro domo sua direbbero gli ‘antichi’, per assicurare appalti e prebende all’intraprendente convivente. Il tutto in cambio di una manciata di assunzioni clientelari ed una valanga di milioni nelle tasche di gruppi petroliferi privati: gli stessi che considerano un loro precipuo diritto poter trivellare a proprio piacimento con concessioni eterne a canone invariato nel corso dei secoli, tra una pletora di reati ambientali prontamente derubricati ad altro.

20090613 - SANTA MARGHERITA LIGURE - GENOVA - POL - CRISI: BERLUSCONI A IMPRENDITORI, NON DATE VOCE A DISFATTISTI. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi tra il presidente dei Giovani industriali Federica Guidi (D) ed il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, durante il Congresso dei giovani imprenditori oggi 13 giugno 2009 a Santa Margherita Ligure (Genova). ANSA/LUCA ZENNARO/DRN-li

La Guidi, presunto “ministro tecnico” (su designazione di Silvio Berlusconi ma posta in carico al “centrosinistra” o sedicente tale), ennesima figlia di papà transumata al governo per tutelare meglio gli interessi di famiglia e categoria, ovviamente imprenditrice nell’azienda di famiglia, è l’erede di Guidalberto Guidi: il ras di Confindustria con fama di ‘falco’ e il culo col dono dell’ubiquità, visto che riesce a sedere contemporaneamente in 31 diversi consigli di amministrazione. E dove poteva essere nominata la Guidi-figlia, contro ogni opportunità e prudenza, se non al ministero dello Sviluppo economico, come presenza ‘tecnica’, naturalmente mai eletta, che nel Governo Renzi la legittimazione democratica si usa poco e meglio ancora se per niente, dal momento che le centrali del consenso non risiedono certo nel voto popolare.
BIANI 2014Certe cambiali vanno ottemperate. E ciò è massimamente valido per un governo che non ha alcuna legittimazione elettorale, ma si regge unicamente sull’appoggio più che interessato delle consorterie che ne hanno reso possibile la nascita. La meritocrazia ai tempi del renzismo
L’arrogante bombarda fiorentina forse dovrebbe consultarsi con un esperto giuridico (che certo non sia il guardasigilli Orlando), il quale magari potrebbe fargli notare come la “telefonata inopportuna”, più che qualche “illecito”, presuppone una mezza dozzina di reati nell’ambito dei “Delitti contro la Pubblica Amministrazione”: Abuso d’ufficio (Art.323 c.p.), Traffico di influenze illecite (Art.346bis c.p.) e, ad essere malevoli, Corruzione per l’esercizio della funzione (Art.318 c.p.), induzione indebita e concussione.
Ma questo è un governo diverso da tutti gli altri…

Priapo Longoni - Buona Domenica

P.S. A proposito di farse, apprendiamo con divertimento che l’onorevole Francesco BonifaziFrancesco Bonifazi (40anni tremendamente portati), su mandato del Piccolo Principe, ha querelato il Grullo parlante per questo post QUI.
I nostri Lettori più affezionati conoscono bene quanta e quale considerazione nutriamo per il V@ter a 5 stelle, ma raramente c’era capitato di veder querelare un articolo che si limita essenzialmente a riportare il virgolettato di un intervento parlamentare.
Comprendiamo l’esigenza di compiacere il Giovin Signore di Rignano, da parte della sua corte fiorentina di paggetti specializzati nel cambio di livrea, ma s’avverte sempre qualcosa di disperato quando la piaggeria tracima nella pratica piuttosto squalificante delle denunce usate a scopo intimidatorio nell’insussistenza della querela.
Evidentemente lo schifo si fa, eventualmente lo si codifica in appositi decreti-legge, ma non s’ha da nominare. In caso contrario, scatta immancabile la denuncia.

Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. POLETTI E ALTRI SINISTRI

[16 Mar.] «Questo è il governo più a sinistra della storia»
(Giuliano Poletti, il grasso che cola)

Vauro02. PIETÀ L’È MORTA

[26 Mar.] «Questi kamikaze sono ragazzetti di 20 anni, io provo pietà umana per loro»
(Vauro Senesi, il Misericordioso)

magna tranquillo03. MARCHETTE

[04 Mar.] «Violerò la mia verginità anale in cambio di 200 mila euro!»
(Giuseppe Cruciani, l’Inviolato)

Pepe04. LA FARSA DOPO LA TRAGEDIA

[22 Mar.] «Bruxelles oggi è l’ennesima #FalsaFlag: ultimo passo per accelerare i tempi verso un Corpo di Polizia Europea con poteri illimitati…. Siamo di fronte ad un’altra sceneggiata come negli attentati di Parigi?»
(Bartolomeo Pepe, Minchione a 5 stelle)

renzusconi-renzi-berlusconi205. PERSEVERARE DIABOLICUM EST

[28 Mar.] «Città italiane a Pasqua piene di turisti nonostante il tempo»
(Matteo Renzi, Twitterman)

Lusi06. EX TESORIERE MARGHERITA CONDANNATO PER PECULATO

[31 Mar.] «Accolgo con gioia la piena vittoria anche in Corte d’Appello: essa riafferma l’onore della Margherita. un Partito importante, formato da persone perbene; dà a me nuovo riconoscimento della totale onestà di tutta la mia vita pubblica»
(Francesco Rutelli, Cicciobello rock)

Dreyfus07. PERSECUZIONI

[09 Mar.] «Nicola Cosentino come Enzo Tortora? È un paragone niente affatto esagerato. Per me ricorda il caso Dreyfus, di cui scrisse Émile Zola. Lui fu carcerato e condannato perché ebreo, Cosentino è stato carcerato perché politico.»
(Vincenzo D’Anna, Alleato di Governo)

Bertolaso Guido08. CALAMITÀ SURROGATE

[30 Mar.] «Se divento Sindaco di Roma renderò il Tevere balneabile entro 5 anni»
(Guido Bertolaso, il Depuratore)

storace09. A VOLTE RITORNANO

[06 Mar.] «Prometto che, se sarò sindaco, convocherò l’ambasciatore dell’India per dirgli che se i marò non tornano subito in Italia… chiuderemo tutti i ristoranti e i negozi indiani di Roma!»
(Francesco Storace, Masterchef)

Salvini10. BUTTATI CHE È MORBIDO!

[27 Mar.] «Che dite, lo faccio il lancio col parapendio?»
(Matteo Salvini, l’Onnipresente)

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I DESIGNATI

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , on 24 settembre 2015 by Sendivogius

rome-puppets

Niente è per sempre. Le circostanze mutano e con esse le opinioni…
J.R.Lowell, in un suo famoso quanto abusato aforisma, sosteneva che solo gli stupidi non cambiano mai le loro idee; anche se non risulta che lui abbia mai revisionato le proprie. Tuttavia, alla riprova, non è nemmeno dimostrato che cambiare opinione costituisca poi chissà quale esibizione di intelligenza sopraffina; specialmente quando lo si fa in continuazione, senza mai preoccuparsi delle contraddizioni nell’assenza di una logica apparente.
la coerenza di Renzi e MarchionneSe ci si trova davanti ad argomentazioni convincenti, nel corso dell’esistenza cambiare parere è cosa più che lecita e giusta.
Cambiarlo invece a seconda delle convenienze del momento, e per null’altro che non sia mero tornaconto personale, tramite l’uso strumentale della menzogna e nel perseguimento dell’utile immediato, denota solo la disonestà intellettuale (per non dire la doppiezza morale), nonché il cinismo di una spregiudicata volontà di potere, alla quale di solito si agganciano a rimorchio gli opportunisti ed i voltagabbana dei quali l’Italia storicamente abbonda per vocazione nazionale.
Il lupo e le pecorePoi certo, in fondo alla categoria, ci sono gli imbecilli che, almeno in apparenza, difettano della malafede dei primi. Sono quelli del “vorrei ma non posso”, che non condividono ma alla fine si allineano (sempre!). E ovviamente lo fanno nel raggiungimento di un ‘bene’ più alto, che nella sua astrazione ipotetica non è mai dato sapere con certezza. Poi al limite ci ripensano ed in tal caso rettificano a danno ormai compiuto.
Illusion of choicePer sua incontrovertibile natura, il posto migliore ove dar prova della sublime intelligenza della propria incoerenza, elevata a sistema di valori in conto svendita, è certamente quell’alveo ‘politico’ che non per niente raccoglie da sempre gli scarti diversamente ricollocabili di una società incivile in sovrapproduzione da scorie. In questo, certa “politica” rappresenta la palestra d’elezione per un simile esercizio, specialmente se la finalità ultima è il conseguimento del “potere” (più o meno assoluto), nell’occupazione scientifica dei meccanismi istituzionali.
La solita faccia da pirlaSecondo tale prospettiva, l’aspirante “partito della nazione” a dimensione personalizzata su trazione renziana, nell’immanenza fanfarona del ducesco, costituisce a suo modo una delle espressioni più compiute, in un panorama già inflazionato di suo per abbondanza di fenomeni a disposizione.
baraldi-grillo-renziPoi certo il partito bestemmia, convertito in coreografia scenica per la farsa decisionista del suo ducetto d’accatto, sta riuscendo nella missione più che impossibile di rendere la setta degli invasati a 5 stelle un’opzione quasi credibile, se non addirittura desiderabile, in confronto a questa famelica banda di marchettari plurinquisiti, innesti padronali e accrocchi confindustriali, capeggiati da un narciso patologico in bulimia da potere.
I PORCIPer fortuna, esiste pur sempre la mitologica minoranza interna del PD: la più pletorica, inutile e irritante congrega di petulanti quaquaraquà agitati in ordine sparso, che con le loro continue peristalsi scuotono l’intestino crasso del partito, in costipazione da espulsione alle sue propaggini terminali.
Pet Cemetary Costantemente ad un centimetro dalla “sintesi”, incapaci di ogni “antitesi”, per “tesi” negoziabili ad oltranza e ogni volta removibili su pressione senza eccezione. Sono quelli degli aggiustamenti semantici, della variazioni di forma e mai di sostanza, in cambio di quel poco o niente che possa illuderli di non aver perso la faccia, dopo aver dato ben altro nell’incapacità di distinguere le due cose…

CUORE

Il suicidio della minoranza Pd
di Francesco Marchianò
(24/09/2015)

L'uomo che non c'era «Gli esponenti della minoranza Pd sono contenti dopo l’accordo raggiunto sulla riforma costituzionale. Bontà loro. Vanno rispettati: c’è tanta gente che muore serena, persino felice. Hanno scelto la via del suicidio politicamente assistito; Renzi e i suoi, increduli, si sono limitati ad esaudire l’ultimo desiderio.
Le opposizioni interne avrebbero dovuto tenere il fiato sul collo del gruppo dirigente renziano e mostrare i denti in ogni occasione. Hanno preferito, invece, fare i bravi agnellini che si portano in dono alla tana del lupo. Avrebbero dovuto imparare da Renzi e BINDIrispondere con la stessa moneta. Quando era in minoranza nel partito, l’allora sindaco di Firenze aveva messo in piedi una lotta a Bersani e ai suoi, fatta di polemiche, offese, attacchi frontali e imboscate parlamentari, come accadde durante l’elezione del presidente della Repubblica nel 2013.
No Bersani In questo caso, però, non si tratta di sola vendetta e spirito di fazione. Di mezzo ci sono i principi fondamentali della costituzione di fronte ai quali si sarebbero dovute alzare barricate. In quale paese democratico il capo dell’esecutivo si fa promotore di una riforma costituzionale? Forse de Gaulle, ma questi era almeno legittimato. In quale paese, il parlamento più delegittimato dalla storia si autoproclama riformatore? In quale paese una riforma costituzionale viene imposta a colpi di maggioranza da partiti la cui somma di voti è inferiore al 50% e che solo una legge elettorale bocciata dalla Consulta ha consentito di avere i numeri in Parlamento? In quale paese il partito più grande nel paese alle ultime elezioni politiche, cioè il Movimento 5 stelle, viene escluso dalle riforme e accusato di ogni male?
Juan Domingo PeronCi troviamo di fonte a una degenerazione tipicamente sudamericana. A chi ha a cuore un’idea diversa della democrazia politica e sociale non resta che il referendum. Il presidente Renzi, pochi giorni fa, in una delle sue innumerevoli battute, sosteneva chenon c’è più tempo da perdere poiché quando si tentò per la prima volta un riforma costituzionale senza mai approvarla lui faceva ancora le scuole elementari. Non è vero.
L’ultima riforma costituzionale fu approvata a maggioranza semplice nel 2005, la fece Berlusconi e Renzi era presidente della provincia di Firenze. Stupisce che un politico a capo di un’istituzione non ne fosse a conoscenza.
Allora, l’attivismo di partiti, politici, cittadini e costituzionalisti contribuì alla vittoria del No al referendum costituzionale. Oggi, invece, le voci di chi si oppone si affievoliscono fino a scomparire dentro lo starnazzare dei neocostituzionalisti. Mentre anonimi diventano sempre più i membri della minoranza Pd che appaiono come dei turisti della lotta politica

Agenda Renzi

Al massimo, si astengono. Oppure imboccano l’uscita di servizio, per rientrare dalla porta girevole dell’eterno ritorno. Basta un nulla nell’impresa di ricondurre le pecorelle all’ovile: un nichelino, una virgola, un comma, una promessa di emendamento… che ben valgono una delega in bianco, in acrobatico spregio di ogni senso del ridicolo.
Voto tuttoDopo mesi di pantomima costituzionale sull’elettività del nuovo senato, ridotto a buen ritiro di lusso per consiglieri regionali, la vecchia “ditta”, in pieno disturbo bipolare, sbraga su tutta la linea ed incassa l’epica concessione, in quella specie di seduta del gran consiglio che chiamano “riunione di direzione”: non sarà più un senato di nominati, bensì di designati con modalità ancora tutte da definire e scrivere. Tanto basta all’ineffabile minoranza piddì, per cedere soddisfatti e felici ad una umiliante resa incondizionata; almeno fino alla prossima battaglia e successiva capitolazione, che inesorabile e puntuale avverrà come da tradizione. E lo fanno al netto dei propri tormenti interiori, emozionanti come una colica renale, per fedeltà alla “ditta” (s’intende!): contenitore vuoto in bubble_steven_soderberghrottamazione, dove si consuma la lenta decomposizione delle anime morte che popolano la casa di bambole del partito bestemmia, che nella sua essenza costituisce più che altro la metafora realizzata di una grande vasca di decantazione per l’affluenza liquami.
Da una parte, la materia solida e organica (la minoranza della “ditta”) in disfacimento; dall’altra, la componente fluida e maggioritaria del partito liquido.
A prodotto inverso, la sostanza non cambia.

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Amici Miei – Atto I

Posted in Business is Business, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 giugno 2015 by Sendivogius

The Sopranos Wallpaper by Millsy96

“C’avrei da parlare di Mineo, dottore, però Mineo non è competenza vostra. Mineo è competenza di Catania. Mi ci dovete far pensare un attimo perché su Mineo casca il governo.”

Salvatore Buzzi
(31/03/2014)

Renzi il bidone

“Mineo”, che prende il nome dall’omonima località siciliana nella provincia di Catania, sarebbe l’ex complesso residenziale per i militari statunitensi della base di Sigonella, e trasformato in C.A.R.A. (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo), per fronteggiare l’emergenza immigrazione sotto il Governo Berlusconi.
Berlusconi - Bunga-Bunga Per la gestione della struttura d’accoglienza, e dei fondi regionali per l’amministrazione coordinata, derogando a quella che è la procedura ordinaria, viene costituita un’aggregazione tra i comuni del comprensorio, riuniti nel Consorzio calatino terre di accoglienza che per la bisogna si avvale degli offici di Anna Aloisio (NCD), sindaco di Mineo e presidente del Consorzio calatino, Giovanni Ferrera (direttore generale), Marco Sinatra (sindaco di Vizzini). Come “soggetto attuatore” per l’affidamento dei servizi di assistenza in appalto, nel Giugno 2011 viene nominato Giuseppe Castiglione (su indicazione di Roberto Maroni, allora ministro degli Interni): ex presidente della Provincia di Catania e attualmente sottosegretario all’Agricoltura per il Governo Renzi in quota NCD. Tutti sono indagati per turbativa d’asta e reati correlati.
Giuseppe CastiglioneMa della partita fanno parte pure Paolo Ragusa (NCD), in qualità di presidente del Consorzio Sol Calatino che raggruppa un cartello di cooperative della zona, interessate alle commesse del CARA, e Paolo Limoli (NCD) che si occupa delle assunzioni Un contadino al Senatoin pianta clientelare. Entrambi sono considerati dai malevoli, come gli spicciafaccende isolani di Giuseppe Castiglione e prima di lui legati a Pino Firrarello, democristiano ed ex senatore PDL, sospettato di legami con la cosca mafiosa dei Santapaola e già condannato per corruzione e turbativa d’asta.
Giuseppe FirrarelloIn qualità di “soggetto attuatore”, il sottosegretario Castiglione nomina Luca Odevaine, già vicegabinetto di Veltroni a Roma e capo della polizia provinciale, prima consulente al CARA di Mineo e poi lo raccomanda per un posto al tavolo nazionale Luca Odevainesull’immigrazione. Per il disturbo, Odevaine, che è parte organica del patto criminale di Buzzi e Carminati, ai vertici della cupola fascio-mafiosa che ha spolpato la Capitale, si ritaglia una stecca personale da diecimila euro al mese e col resto del Consorzio calatino costruisce un bando pubblico per l’assegnazione dei fondi di gestione, ritagliato su misura delle cooperative ‘amiche’ che partecipano alla spartizione.
Del resto, su quale sia la natura di quello che viene chiamato il “Sistema Odevaine” la Procura di Roma non ha dubbi:

Il panorama economico e istituzionale che caratterizza la commissione di tali fatti è quello consueto in simili casi, costellato da conflitti di interesse, da connivenze istituzionali, dall’esistenza di cartelli d’imprese, che gestiscono il settore dei lavori pubblici impedendo la crescita di altri soggetti economici, dall’utilizzazione dello strumento classico delle frodi fiscali, dalla curvatura eminentemente criminale che assume l’attività d’impresa, dettata dalla possibilità di trarre immensi, illeciti profitti.
Conflitti d’interesse come quelli espressi da Odevaine, che siede al “Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale”, in virtù della sua carica quale rappresentante dell’Unione delle Province Italiane, e al contempo è «esperto del presidente del C.d.A. per il Consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza”», ente che soprintende alla gestione del C.A.R.A. di Mineo, nelle materie dell’immigrazione e nel settore della protezione civile. Cartelli d’imprese, come quello che emerge evidente da una serie di conversazioni telefoniche, che evidenziano come il “sistema Odevaine”, in questo settore, si fondi su una attribuzione di favori a imprese amiche, che si dividono il mercato.
Schema che viene riproposto intatto, a Roma come in Sicilia, ovunque la banda è operativa.

Ad aggiudicarsi l’appalto per 100 milioni di euro è un’ATI (associazione temporanea d’imprese), in cui confluisce la cordata delle cooperative che in parte già gestiva i servizi d’accoglienza.
Ne fanno parte il “Consorzio Sol Calatino”, giocattolo politico a trazione NCD; la lucana Senis Hospes con sede amministrativa a Bari; il consorzio “Sisifo” che invece fa riferimento alla Lega Coop.
Dio Ma ad assicurarsi il grosso delle assegnazioni sono soprattutto “La Cascina” (considerata un’emanazione di Comunione e Liberazione) a cui è strettamente collegata la Casa della solidarietà dell’Arciconfraternita di San Trifone di Tiziano Zuccolo che insieme alla cooperativa ERICHES 29 di Salvatore Buzzi si spartisce i fondi sociali di Roma Capitale e gestisce quasi in esclusiva le attività correlate allo S.P.R.A.R. (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Regione Lazio.
CLLuca Odevaine spiega così la strategia della cosca romana dei Buzzi-Carminati venuti ad importare la mafia in Sicilia:

“Noi dobbiamo creare un gruppo, poi facciamo la gara, però certo favoriamo le condizioni per cui ci sia un gruppo forte che sta roba qua vince, per cui gli presento questi dell’Arciconfraternita a Roma… e poi è nato questo, peraltro è nato e si è sviluppato poi per altri aspetti, perché Castiglione si è avvicinato molto a Comunione e Liberazione, insieme ad Alfano e adesso Comunione e Liberazione di fatto sostiene strutturalmente tutta questa roba di Alfano e del Centro Destra e Castiglione è il loro principale referente in Sicilia, cioè quello che poi gli porta i voti.”

Comunione e Liberazione

A sentire l’intraprendente Odevaine, il Nuovo Centro Destra viene descritto come una specie di associazione a delinquere, organizzata in cosca clientelare ad uso elettorale, che ha il suo baricentro politico nel Meridione più profondo, dove buona amministrazione e virtuosità contabile si alternano alla comprovata efficienza asburgica, di cui da la Sicilia è da sempre lo specchiato modello da esportare su scala nazionale.
angelinoSoprattutto, lo NCD di Angelino Alfano, coi suoi capibastone e le sue baronie feudali, è il principale alleato del Governo Renzi (il governo del cambiamento!) che permette al suo esecutivo di galleggiare tra decreti e voti di fiducia a oltranza.
Angelino Alfano al truccoPertanto, dinanzi alla scelta di rimuovere un Ignazio Marino, attuale sindaco di Roma, che delle commistioni diffuse tra PD romano e il sodalizio criminale di Buzzi-Carminati non s’è mai reso complice, denunciandone al contrario l’aberrazione, ed un Giuseppe Castiglione che del “sistema” parrebbe essere parte integrante, indiziato com’è di responsabilità più che sospette, il ‘Partito di Renzi’ scarica il pur onesto Marino (perché incompetente) e salva invece Castiglione che nella fattispecie sembra difettare anche in onestà.
CambiamoDetto fatto: il sottosegretario non si tocca e rimane al suo posto, per continuare la sua fondamentale opera nell’ambito delle “riforme strutturali”.
Notizia ovviamente passata in sordina dalla maggior parte dei Il volto del deficientemedia mainstream, tutti o quasi preoccupati di non disturbare il piccolo Manovratore in caduta libera nei consensi e non mettere troppo in imbarazzo la “Ditta” a sinistra del partito bestemmia, liquidata ormai da tempo per fallimento strutturale e ridotta a deposito per scarti post-ideologici in rottamazione. Un contenitore vuoto, frequentato dalle meretrici stanche delle minoranza interna; di solito così garrule nella loro pavidità e che sul caso Castiglione improvvisamente restano mute, pensando che basti il silenzio per nascondere l’imbarazzo.
la DittaAlla fine, nella reiterazione estrema della pratica che ogni volta sposta un po’ più in alto l’asticella della decenza, questo continuo riallinearsi al sempre peggio è come spalmare merda al posto della Nutella, perché tanto il colore è uguale, su una fetta di pane raffermo. E perché grattate via le croste di muffa, in fondo è la stessa pagnotta che si è sempre mangiato. Peccato che ormai non sia più buona nemmeno per i porci.

Pane e merda

Ma qui ci avventuriamo nel mondo oscuro delle perversioni coprofile che, al pari della necrofilia, si credevano a torto una prerogativa distintiva dei papiminkia raccolti al capezzale dall’Unto dal Cerone, mentre si tratta piuttosto di una pratica diffusa e condivisa a dimensione trasversale.

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NONNIHIL

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 11 marzo 2015 by Sendivogius

Accretion-disk-of-a-stellar-mass-black-hole

Oggi parliamo del “Nulla”, inteso come assenza di senso, nel non-essere di una qualsiasi consistenza. Epicuro sosteneva che “nulla si genera da ciò che non è”. Per paradosso, ignorava la vacuità che permea i mondi trascendenti della “politica”, da cui la cosiddetta minoranza piddì, il vuoto alla ‘sinistra’ del partito bestemmia, trae i suoi processi di reificazione nell’inconsistenza ciarlona ed inconcludente, che ne contraddistingue il nonnihil (il non niente) della sua inessenza.
minoranza piddìSeguire le evoluzioni cognitive coi contorcimenti sofistici ed i volteggi rasoterra di un Gianni Cuperlo (“Io penso”), di uno Stefano Fassina (il Doppelgänger), insieme a tutti gli altri patetici compagnucci della ‘Ditta’, nella disarmata aleatorietà dei loro rigurgiti volitivi, significa addentrarsi nell’insieme vuoto che ha nello zero la misura della propria astrazione.
Bisognerebbe scomodare il genio letterario e sprezzante di Sciascia, applicato alle categorie del politico, per trarne una catalogazione tutta al ribasso:

Ted the movie«Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre

 Leonardo Sciascia
Il giorno della civetta
Einaudi, 1961

TEDA metà strada tra i “pigliainculo” ed i “quaquaraquà”, sono i comprimari falliti di una congrega parrocchiale di “ominicchi”. Nel piccolo gioco della politica consumata nella sacrestia di partito, costituiscono le spalle tragicomiche di una vecchia pantomima di successo: poliziotto buono vs poliziotto cattivo.

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Sono quelli che si sono fatti scippare il partito da un pugno di giovani portaborse democristiani senza colpo ferire. Sono gli Essere o non Essereamleti dell’eterno distinguo, irresoluti su tutto, perennemente indecisi sul da farsi. Quelli che non sono d’accordo su nulla; minacciano fronde e fracassi, ma al momento decisivo si ritrovano sempre allineati e coperti nel nome di una “ditta” in liquidazione fallimentare. Sono quelli che al momento del voto, dopo aver agitato fuoco e fiamme di vibrante sdegno, nella migliore delle ipotesi, si astengono.. escono dall’aula.. si fanno spedire in missione. Sono quelli che daremo battaglia alla camera… eppoi al senato… eppoi in commissione (salvo chiedere di essere sostituiti per non dover decidere)… e poi correggeremo la norma coi decreti Cazzaroattuativi… Ma alla fine approvano tutto, perché ogni volta è la (pen)ultima volta. E un istante dopo corrono ad esternare tutto il proprio dissenso dinanzi alla prima telecamera disponibile, ansiosi più che mai di rendere partecipe l’etere dell’incredibile livello di minchioneria esibito a più e pubbliche riprese, in dissociazione permanente tra il dire ed il fare. Perché l’ipocrisia costituisce da sempre la prudenza dei pusillanimi.

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