Archivio per Intolleranza

Vous êtes des CONS!

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 27 giugno 2015 by Sendivogius

Je suis 'sto cazzo!Quando ci si approccia alle gesta sanguinarie dei sedicenti “martiri” dell’ISIS, si ha come l’impressione che si stia parlando di una sorta di agente patogeno sconosciuto, che contagia a loro insaputa degli ingenui sempliciotti che passano troppo tempo a pregare a culo per aria, sbattendo a ripetizione la testa sul pavimento (e gli effetti si vedono!).
zombie-apocalypseTutt’al più, vengono in mente quelle zombie apocalypse che tanto hanno fatto la fortuna di un certo filone cinematografico, tutto frattaglie estreme e niente sostanza per trame Abu Hamza al Masristereotipate, quasi si trattasse di una misteriosa contaminazione virale che infetta innocui cittadini, trasformandoli in rabbiosi psicopatici omicidi, con addosso almeno 5 paia di mutande, sottana bianca, e ciabattoni d’ordinanza ai piedi.

ragheads

E si finge di ignorare invece che lungi dall’essere un’epidemia occasionale, il fenomeno si muove su precise direttive d’onda; matura in uno specifico brodo di coltivazione, all’interno di un contesto socio-culturale ben definito e fin troppo esplicito nella sua matrice religiosa e fondamentalista, che ipocritamente si finge di ignorare per una distorta visione falsamente inclusiva.
Ban Democracy Implement islam In confronto, un “occidente” spaurito e fatalista non ha niente di meglio che esprimere il suo messaggino pronto selfie da rimbalzare in un tweet; auto-compiacersi di una sì grande capacità di mobilitazione e coesione al suo interno, con sfilate mediatiche che servano più a rassicurare le masse che a fornire soluzioni reali. Quindi ritornare in letargo, continuando ad ignorare l’evidenza del problema fino alla prossima ricaduta; ovvero, quei “gesti isolati”, che però si ripetono con cadenza ciclica regolare e tutta in crescendo, come se costituissero ormai una specie di ricorrenza fissa.
je suis hypocriteAd un anno dalla proclamazione dello “stato islamico in Iraq e Levante”, gli aspiranti seguaci del califfo hanno deciso a modo loro di festeggiare il lieto anniversario, in un corollario di stragi ed attentati su scala mondiale che fanno vibrare la libido di questi macellai in franchising. Evidentemente, il mese di ramadan non giova alla salute degli “infetti” ai quali il digiuno prolungato non fa che incrementare l’eccesso di tossine accumulate in cervelli già malati e devastati dalla sindrome psicotica che ne divora l’anima oscura.
Religione di paceSe c’è una cosa che questi ultimi attentati ci dovrebbero insegnare, è che concetti come “democrazia”, “libertà”, “tolleranza” non sono conquiste acquisite per sempre né intangibili, ma richiedono una vigilanza costante nella difesa delle stesse. A meno che non si voglia rimanere nell’ambito delle pure astrazioni intellettuali e con esse baloccarsi, nell’illusione che la Storia sia un’evoluzione lineare col progresso dei popoli e che nulla possa intaccare tali conquiste di civiltà, ridotte nei fatti a parole vuote.
Probabilmente, nell’accentramento sempre più oligarchico dei poteri e lo svuotamento della rappresentanza, le democrazie europee (o quel che ne rimane) stanno attraversano il loro periodo più buio dalla fine della seconda guerra mondiale, schiacciate come sono dalle nuove tecnostrutture burocratiche e l’insorgere dei populismi revanchisti, in un affastellarsi di problematiche che i governi non sembrano assolutamente attrezzati ad affrontare.
Ἐκβλόγγηθι Σεαυτόν Asocial NetworkPer la bisogna, rispolveriamo Karl Popper, filosofo tra i meno conosciuti ma tra i più citati, con estimatori ideologicamente trasversali, il quale nella sua lunga carriera non s’è occupato solo di televisione..! E, a proposito della società aperta e dei suoi nemici (1945), lo facciamo onde ribadire un concetto che dovrebbe essere lapalissiano tanto è elementare, ma che troppo spesso viene smarrito tra le pantomime di un potere sempre più autoreferenziale, nella pletorica esibizione di piccoli regoli repubblicani allo sbaraglio…

La società aperta «Sono le istituzioni democratiche e solo queste a costituire una società democratica. E le regole della democrazia possono venir fissate nei seguenti punti:
a) La democrazia non può compiutamente caratterizzarsi come governo della maggioranza, benché l’istituzione delle elezioni generali sia della massima importanza. Infatti una maggioranza può governare in maniera tirannica. La maggioranza di coloro che hanno una statura inferiore a 6 piedi può decidere che sia la minoranza di coloro che hanno statura superiore a 6 piedi a pagare le tasse. In una democrazia, i poteri dei governanti devono essere limitati ed il criterio di una democrazia è questo: in una democrazia i governanti – cioè il governo – possono essere licenziati dai governati senza spargimenti di sangue. Quindi se gli uomini al potere non salvaguardano quelle istituzioni che assicurano alla minoranza la possibilità di lavorare per un cambiamento pacifico il loro governo è una tirannia.
E io fò le orecchie da mercanteb) Dobbiamo distinguere soltanto fra due forme di governo, cioè quello che possiede istituzioni di questo genere e tutti gli altri; vale a dire fra democrazia e tirannide.
c) Una costituzione democratica consistente deve escludere soltanto un tipo di cambiamento nel sistema legale, cioè quel tipo di cambiamento che può mettere in pericolo il suo carattere democratico.
d) In una democrazia, l’integrale protezione delle minoranze non deve estendersi a coloro che violano la legge e specialmente a coloro che incitano gli altri al rovesciamento violento della democrazia.
Anjem-Choudarye) Una linea politica volta all’instaurazione di istituzioni intese alla salvaguardia della democrazia deve sempre operare in base al presupposto che ci possono essere tendenze antidemocratiche latenti sia fra i governati che fra i governanti.
Patriot Actf) Se la democrazia è distrutta, tutti i diritti sono distrutti, anche se fossero mantenuti certi vantaggi economici goduti dai governati, essi lo sarebbero solo sulla base della rassegnazione.
g) La democrazia offre un prezioso campo di battaglia per qualsiasi riforma ragionevole dato che essa permette l’attuazione di riforme senza violenza. Ma se la prevenzione della democrazia non diventa la preoccupazione preminente in ogni battaglia particolare condotta su questo campo di battaglia, le tendenze antidemocratiche latenti che sono sempre presenti […] possono provocare il crollo della democrazia. Se la comprensione di questi principi non è ancora sufficientemente sviluppata, bisogna promuoverla. La linea politica opposta può riuscire fatale; essa può comportare la perdita della battaglia più importante, che è la battaglia per la stessa democrazia
[…]
«Il cosiddetto “paradosso della libertà” è l’argomento per cui la libertà, nel senso dell’assenza di qualsiasi controllo restrittivo, deve portare ad un’enorme restrizione, perché rende i prepotenti liberi di schiavizzare i mansueti…..
radical-islamists-in-londonMeno noto è invece il “paradosso della tolleranza”: la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi. In questa formulazione, io non implico che si debbano sopprimere le manifestazioni delle filosofie intolleranti; finché possiamo contrastarle con argomentazioni razionali e farle tenere sotto controllo dall’opinione pubblica, la soppressione sarebbe certamente la meno saggia delle fascismdecisioni. Ma dobbiamo proclamare il “diritto” di sopprimerle, se necessario, anche con la forza; perché più facilmente può avvenire che esse non siano disposte ad incontrarci a livello dell’argomentazione razionale, ma pretendano di ripudiare ogni argomentazione. […] Noi dovremmo quindi proclamare, in nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti. Dovremmo insomma proclamare che ogni movimento che predica l’intolleranza si pone fuori legge e dovremmo considerare come crimini l’incitamento all’intolleranza e alla violenza

Karl R. Popper
La società aperta e i suoi nemici
Armando Editore (2002)

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Posted in Roma mon amour with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 2 settembre 2009 by Sendivogius

Movida & Basurasaluto di Alemanno
 Nella Roma Città Sicura, lo sport più diffuso sembra essere diventato la caccia all’asiatico (Pigneto; Trullo; Monteverde; Villa Gordiani; Tor Bella…) E quando non si trovano stranieri isolati da linciare, per fortuna c’è sempre qualche frocio da pestare. 
È
la “Roma che cambia” del sindaco Alemanno. Biasimo in pubblico, compiacimento in privato. A propria discolpa, si può sempre ostentare una finta tolleranza, grazie all’istituzione ufficiale di ghetti dove poter colpire impunemente. In sintonia col nuovo corso politico, la scialba Estate romana si chiude degnamente, in un crescendo omofobo da record:
 22 Agosto, EUR. Accoltellamento di due omosessuali all’uscita del Gay-Village.
 26 Agosto, Portonaccio. Incendio del Qube, locale solito organizzare serate omosex.
 01 Settembre, S.Giovanni. Bombe carta lanciate tra i passanti (presumibilmente gay) in prossimità della cosiddetta gay-street.
Vaporizzata ogni opposizione, contro la risorgenza squadrista deve essere sembrata una risposta forte la recente promozione di
Stefano Andrini ai vertici dell’AMA.
Stefano Andrini Stefano Andrini è un estremista di destra, con trascorsi giovanili piuttosto burrascosi nella galassia neofascista.
Nel 1988, invece del solito pellegrinaggio alla tomba del duce, previsto nella liturgia missina, Stefano Andrini, insieme al fratello Germano, va in gita a Wunsiedel in cameratesco omaggio a Rudolf Hess, gerarca nazista.
Il 10 Giugno 1989, i gemelli Andrini massacrano con tubi di ferro due ragazzi fuori il cinema Capranica. Uno degli aggrediti,
Andrea Sesti, entra in coma con frattura della scatola cranica, riportando lesioni permanenti. Il raid costa ai due nazistelli in erba, che nel frattempo sono scappati in Svezia, una condanna per tentato omicidio e lesioni aggravate (4 anni e 8 mesi).
Negli anni successivi, secondo le informative della DIGOS romana, Stefano Andrini intensifica i suoi contatti coi gruppi skinheads, bazzicando il
“Movimento Politico Occidentale” di Maurizio Boccacci. Soprattutto frequenta gli ambienti di “Alternativa Nazional-Popolare”, formazione fondata dall’ex ordinovista Stefano Delle Chiaie: l’allucinato Caccola con la passione per i golpe militari. E proprio grazie all’immarcescibile Caccola, il giovane Andrini avvia un’utile carriera da pubblicista.
Nel Febbraio 1994, tanto per tenersi in allenamento, Andrini viene arrestato insieme ad altri skins con tanto di elmo vichingo calato sulla testa, dopo una nuova spedizione punitiva alla facoltà di Giurisprudenza nell’Università ‘La Sapienza’ di Roma. Durante una perquisizione domiciliare, ad Andrini viene contestato anche il possesso di una pistola calibro 22 e di un tirapugni.
La notizia la potete leggere qui. 
Naturalmente sono tutte “becere strumentalizzazioni” da parte di malevoli detrattori.
Sul finire degli anni ’90 si iscrive ad AN e si ritaglia una nuova veste istituzionale al fianco di
Mirko Tremaglia, col quale scazza di brutto, pare, per questioni di denaro e gestione fondi. Tant’è che l’ex repubblichino lo caccia via in malo modo e senza troppi complimenti.

Andrini dietro Tremaglia

Poco male, perché nel 2007 Stefano Andrini si ricicla al fianco di Luigi Pallaro (nel frattempo passato a destra), aderendo al suo movimento “Associazioni italiane in Sud America”.
Andrini si candida alla Camera, ma senza successo. Tant’è che la parabola dell’ex squadrista sembrerebbe avviata ad un rapido tramonto. In apparenza. 
Nell’Ottobre del 2008, a 39 anni Stefano Andrini viene assunto per chiamata diretta all’AMA come “dirigente”. Si tratta infatti dell’uomo giusto nel posto giusto: l’AMA è l’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta rifiuti.
Il ragazzo deve avere delle doti inaspettate quanto nascoste, perché già a Maggio del 2009 si parla di una sua possibile promozione,
“per le competenze dimostrate ed il possesso dei requisiti professionali adeguati e per il suo precedente curriculum lavorativo”. Infatti è prossima la sua nomina ad Amministratore delegato dell’AMA Ambiente: la branca aziendale responsabile dei servizi ambientali. Una carriera lampo!
Quali siano queste straordinarie competenze però non è dato sapere. La direzione dell’AMA si è concessa due giorni, prima di riuscire a presentare un curriculum accettabile del nuovo supermanager comunale, profumatamente stipendiato coi pubblici quattrini.
Sappiamo, per esempio, che dal 1997 al 2000 è stato amministratore unico della fantomatica
Ikonaut software AB. Si tratta di un’azienda informatica che non ha un sito internet (!) Da nostre ricerche (incomplete) pare che abbia sede in Svezia, dalle parti di Malmö, e in passato si sarebbe occupata dello sviluppo di applicativi per la comunicazione mobile (probabile trasmissione dati in GSM). Ma sono solo supposizioni, perché sulle attuali (e passate) attività della Ikonaut, sui suoi profili gestionali, nulla di certo si conosce. Strano, perché Andrini in compenso pare abbia curato il sito web per gli Irriducibili della Lazio.
In altre parole, fuffa!
Dal 2002 al 2004 ha cumulato vari contratti di collaborazione in giro per patronati sindacali: UGL (Enas; Fast-Confsal) e CISL (Fit-Cisl). Cosa faceva il giovane Andrini? Compilava i CUD per i pensionati? Stava allo sportello utenti del CAF? Boh?!?
Ancora fuffa!
Dal 2003 al 2006 (sono gli anni fortunati trascorsi dietro all’on. Tremaglia) lavora come “esperto” presso il “Ministero degli Italiani nel mondo”.
Sempre fuffa!
Anni 2005-2006 collabora alla realizzazione di un “progetto per la classificazione dell’intermodalità del sistema trasporti presso la Fit-Cisl Trasporto Aereo”.
Ha per caso a che fare con la ricezione bagagli all’aeroporto di Fiumicino, che tanto ha fatto infuriare Alemanno di ritorno dalle vacanze? Non si sa! Perché ulteriori dettagli al momento scarseggiano.
Soprattutto è stato membro del “Dipartimento Esteri” di Alleanza Nazionale.
Altra fuffa.
Resta invece sconosciuto il titolo di studio di Andrini, evidentemente non considerato fondamentale.

Blocco StudentescoTeam Building a P.za Navona. Futuri manager?!?

Visti gli straordinari requisiti che hanno determinato l’assunzione per chiamata all’AMA, direttamente come “funzionario”, riportiamo anche gli eccezionali meriti per una carriera tanto fulminea. Leggiamo da Libero:

“Attualmente coordina il gruppo Affari europei e finanziamenti comunitari dell’azienda e si è distinto, in questi mesi, per aver condotto a buon fine in via stragiudiziale un contenzioso tra Ama spa e Fao che durava da 15 anni, permettendo all’azienda di recuperare 2,5 milioni di euro di mancato pagamento della Tariffa rifiuti e la ripresa del servizio”.

È arrivato Pensace! La causa giudiziaria che opponeva l’AMA alla FAO, in evidente morosità, si è finalmente conclusa dopo un quindicennio di pendenze legali ed il merito è tutto di Andrini, assunto in concomitanza con la sentenza definitiva.

“Andrini, inoltre ha guidato due commissioni straordinarie: una sugli impianti di lavaggio dei mezzi Ama, l’altra sulle aree destinate al deposito dei cassonetti le cui conclusioni hanno consentito all’azienda un risparmio di oltre mezzo milione di euro”.

Stronzata o Cazzata?!?
Commissione-straordinaria-impianto-lavaggi-veicoli… aree destinate al deposito dei cassonetti… risparmio mezzo milione di euri…
Vabbé che c’è gente che nella vita non ha mai fatto un beneamato cazzo e queste possono sembrare imprese epocali… però non scherziamo, suvvia!

Grande sponsor di Andrini risulta essere l’ingegner Franco Panzironi, amministratore generale dell’AMA.
Perciò sono assolutamente fuoriluogo gli appelli ed i richiami al povero sindaco Alemanno (alias Retromanno) che, dopo aver categoricamente smentito ogni promozione per Andrini (è un’invenzione totale), di fronte all’evidenza dei fatti ha rimesso il merito della scelta all’ad Panzironi, ed alla sua esclusiva autonomia gestionale.
Infatti, in virtù del noto principio di competenza ed autonomia, l’ingegnere Franco Panzironi è stato messo al comando dell’AMA proprio da Alemanno, del quale Panzironi è per l’appunto un fedelissimo. Prima di arrivare all’AMA, Panzironi presiedeva l’UNIRE, l’Ente che gestisce le agenzie ed i giochi ippici, guadagnandosi l’evocativo soprannome di Terminator.

“All’Unire Panzironi è riuscito a produrre in pochi anni un rosso di bilancio da far intervenire la Corte dei conti, ad affossare un settore vitale e produttivo come quello dei cavalli, a guadagnarsi un rinvio a giudizio, a sospendere per privacy (forse dei cavalli) la pubblicazione dei casi di doping”
 (Economy – 2 Ottobre 2008)

La gestione Panzironi ha comportato il commissariamento dell’ente in seguito ad un pesante disavanzo patrimoniale, dissesti di bilancio, aggravati da sfortunate scelte gestionali relativi a diritti TV non pagati e canoni di concessione evasi.

“Gestione pessima, con bubboni come un grave disavanzo patrimoniale, l’antidoping da rifondare, un tentativo di scontare anche retroattivamente decine di milioni di euro alle agenzie ippiche per canoni relativi all’uso del segnale della Tv ippica non pagati ecc. Ebbene, tutti gli elementi con risvolti di carattere penale sono stati trasmessi sia alla Procura della Corte dei Conti, sia alla Procura delle Repubblica che ha fatto scattare il procedimento sfociato in un processo. Forse non l’unico. Dovrebbero infatti esistere altri atti trasmessi al vaglio della la giustizia. Quello relativo al prossimo giudizio riguarda la consulenza esterna assegnata, dal 2003 sino al marzo 2004, all’allora onorevole di An Alessandro Galeazzi presso l’area tecnica della Sella. Consulenza ritenuta illegittima, come sostenuto anche dalla Corte dei Conti per il Lazio, che aveva già notificato a Panzironi una citazione e una richiesta di risarcimento danni per oltre 155.000 euro. IMPROROGABILE Sulla stessa lunghezza d’onda anche Guido Melzi, che ha dedicato alla vicenda un capitolo della sua delibera di licenziamento, la cui applicazione dovrebbe diventare improrogabile anche per il ministro De Castro, che ha mostrato verso Panzironi atteggiamenti apparentemente più morbidi. * * * COSA RISCHIA Fino a sei anni di detenzione Franco Panzironi verrà processato in base a due articoli del codice penale. Il n° 323 riguarda l’abuso d’ufficio (chi procura intenzionalmente a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale) e prevede una pena da 6 mesi a 3 anni. L’altro è il 479, riguarda il falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico: da 1 a 6 anni.” 

Gazzetta dello Sport – 25 Gennaio 2007.
Per leggere l’articolo completo clicca qui

Come si può notare, si tratta di ottimi precedenti per una gestione ottimale dell’azienda. Da ciò si capiscono i presupposti alla base dell’irresistibile ascesa di Andrini.
Ai malevoli che gli rinfacciano i suoi trascorsi, il neo-amministratore risponde con sdegno:
“Querelerò per diffamazione e citerò per danni chiunque osi definirmi naziskin”.
Stefano Andrini ha assolutamente ragione!
Il vero naziskin è spesso uno sfigato sottoproletario, tirato sù a birra e steroidi. Come una latrina otturata, ha il cranio infarcito di stronzate che ama sbraitare in giro col braccino teso. Molti muscoli e pochissimo cervello, giacché la testa è solo una protuberanza genitale: una semplice estensione di natura “glandicefala”.
Quando non intrattiene traffichetti malsani sotto al muretto di casa, il naziskin, coerentemente col suo status di “uomo di merda”, svolge lavori della medesima natura, vive in quartieri di identica consistenza e, al colmo di una legittima insoddisfazione, sfoga le sue frustrazioni quasi sempre contro le persone sbagliate. Tuttavia, nella sua dignità primitiva mai si sognerebbe di accodarsi ai ruffiani della politica, riciclandosi come “portaborse” tout court. Addomesticato nel suo onore di cane fedele, trincerato nel suo orgoglio verace da Uruk-Hai della Curva, difficilmente potrebbe unirsi alla prolifica genia dei “Sempreverdi”, convinti che il culo del padrone sia il posto più morbido dove mettere la lingua.

Nazi_Uruk-hai

Perciò, quando parlate di Stefano Andrini, per favore, non chiamatelo “naziskin”.
Lui è un cervello fino che cura la propria immagine. Si preoccupa di sé stesso e dunque di ciò che gli è più congeniale: la “monnezza”.