Archivio per Inquinamento

TRANSIZIONI

Posted in Masters of Universe, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , on 22 maggio 2021 by Sendivogius

Fortissimamente voluto dalla Setta del Grillo come conditio sine qua non, per il varo del Governo Draghi e soprattutto per fornire una ragion d’essere ai gonzi che ancora ci credono, onde giustificare la partecipazione al governo più anti-grillino dalla creazione del sedicente MoVimento, nell’ingenuità fanciullesca del grulloide medio, il nuovo ministero della Transizione Ecologica” avrebbe dovuto essere una sorta di super-dicastero dell’Ambiente elevato all’ennesima potenza, per dare una qualche polpa ai fumosi cinque punti del non-programma (appunto, mai nome fu più azzeccato).
A scanso di equivoci è stato subito affidato ad un uomo di Finmeccanica (nonché gradito ospite delle convention renziane), un misconosciuto fisico col pallino del “digitale sostenibile”, qualunque cosa voglia dire. E tanto è bastato per scatenare i facili entusiasmi dei bimbiminkia pentastellati, tale è la dabbenaggine dei babbei a cinque stelle; salvo scoprire che affidare la salvaguardia dell’Ambiente a Roberto Cingolani è stato come rimettere ad Attila la difesa dei diritti umani.

Fedele al suo nuovo mandato, il neo-ministro Roberto Cingolani ha subito interpretato la tutela del territorio e del mare in chiave mostruosamente ecologista…
Sì al passaggio delle “grandi navi”, attraverso il Canale della Giudecca, a Venezia…

Sì alle trivellazioni nel Mar Adriatico, con l’apertura sottomarina di ben 11 pozzi per l’estrazione di idrocarburi, tanto per cominciare, e l’esplorazione di un’altra ventina di giacimenti da perforare…
Ovviamente, il prof. Cingolani auspica il ritorno quanto mai prossimo al nucleare…. Infatti, sua è pure l’ideona dell’introduzione di mini reattori a fissione nucleare, perché il professore verde (petrolio) è molto preoccupato per lo smaltimento della plastica, ma assai meno delle scorie radioattive.
Né dubitiamo si applicherà in tal senso, vista la propensione a decidere in splendida solitudine, dal momento che i suoi principali referenti sembrano essere soprattutto Leonardo, ENI e Saipem. E solo a quelli si sente di dover dare conto.
Evidentemente, vista la natura delle sue decisioni, il ministro dell’ambiente non ravvisa l’impatto ambientale.
Al contrario, al professore-ministro non piacciano le auto elettriche; molto meglio i veicoli ad idrogeno, purché sia “verde” è ovvio!

“Fra dieci anni avremo l’idrogeno verde e le automobili che andranno a celle a combustibile. Le batterie le avremo superate, perché hanno un problema di dismissione, e staremo investendo sulla fusione nucleare, che ora sta muovendo i primi passi nei laboratori.”

E chi lo dovrebbe produrre l’idrogeno verde, che ovviamente in natura non esiste?
Ma naturalmente ENI, che infatti ha subito fiutato (o imboccato) l’affarone, che sulla carta vale più di 3 miliardi di sussidi pubblici a fondo perduto, visto che:

“utilizzare combustibile fossile per trasformarlo in idrogeno, e sotterrare la CO2 prodotta, richiede una enorme quantità di energia. Il vantaggio per l’industria però è un altro. Per spremere dai giacimenti fino all’ultima goccia di petrolio, oggi si iniettano liquidi e vari gas (per aumentare la pressione); domani si potrebbe spingere dentro solo la CO2 prodotta facendo idrogeno. Problema: l’anidride carbonica una volta sotterrata diventa liquida, e poiché parliamo di volumi potenzialmente enormi, secondo il CNR occorre valutare attentamente il rischio sismico, che in Italia è quello che è.”
(fonte)

Peraltro, niente esclude che il gas serra imbottigliato nei giacimenti sotterranei esausti, con l’immissione di sostanze altamente inquinanti, pompate direttamente nell’ambiente terrestre e marino, non finisca per essere di nuovo disperso in natura a causa di eventuali sconvolgimenti sismici e geologici.
Ma vuoi mettere la straordinaria opportunità di liberarsi delle emissioni di biossido di carbonio dei propri stabilimenti industriali, interrandole nei pozzi petroliferi oramai spremuti ed inutili, ed essere pure pagati per farlo?!?
Insomma, credevate davvero che la mitica UE sganciava sull’unghia quasi 24 miliardi di euro perché davvero interessata alle “energie rinnovabili”… la “mobilità sostenibile”… ed altre stronzatine buone per intortare qualche citrullo in transizione ecologica?!?
Timeo Danaos et dona ferentes!

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QUESTIONE DI ODORI

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , on 6 novembre 2010 by Sendivogius

 «Ci hanno detto che abbiamo nascosto la cenere sotto il tappeto. Prima avevamo solo Ferrandelle. Ma con la legge del 2008 abbiamo messo a punto un piano che è tuttora valido.
 (…) I controlli sanitari e ambientali stanno dando buonissimi risultati. Non è stato segnalato nessun dato fuori norma.
 (…) L’odore che arriva da Cava Sari è solo al 10% rispetto a quello di alcuni giorni fa e in tre o quattro giorni, entro il limite dei dieci giorni che ci eravamo dati, sparirà completamente.»
 S. Berlusconi 
 (28/10/2010)

  «Non conosco nessuno che sia all’altezza della situazione, quanto lo sia il sig.  Silvio Berlusconi.
(…) Noi abbiamo risolto i problemi di Terzigno, ora tocca alle istituzioni locali e ai cittadini fare la propria parte
 S. Berlusconi 
 (06/11/2010)

Quello che vedete nella foto dovrebbe essere un limone.
Questo genere di mostro mutogeno è il frutto ordinario di una terra avvelenata ed è quanto viene prodotto dai campi nei dintorni della discarica di Terzigno… Buon appetito!

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Houston abbiamo un problema

Posted in Business is Business with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 giugno 2010 by Sendivogius

 «Come un soggetto psicopatico, una corporation non può riconoscere né agire secondo principi etici che le inibiscano di nuocere agli altri. La sua natura giuridica non fissa alcun limite a quello che può fare agli altri nel perseguimento dei suoi scopi egoistici.
(…) La peculiare natura giuridica della corporation è la causa principale dell’illegalità endemica che domina il mondo delle grandi aziende. Il modello societario della corporation è intrinsecamente concepito in modo da sottrarre alla responsabilità legale coloro che ne detengono la proprietà e l’amministrano, facendo diventare la corporation una “persona” caratterizzata da una forma di disprezzo psicopatologico per i vincoli giuridici, il bersaglio principale di una eventuale incriminazione o procedimento penale. Gli azionisti non possono essere chiamati a rispondere dei reati commessi dalla corporation a causa della responsabilità limitata, il cui unico scopo è porli al riparo dalla legge. Gli amministratori a loro volta godono tradizionalmente della protezione derivante dal non essere coinvolti in via diretta nelle decisioni che possono condurre a commettere un reato. I dirigenti sono infine protetti dalla riluttanza della legge a perseguirli  come responsabili delle azioni legali delle loro aziende, tranne i casi in cui si possa dimostrare che siano stati loro le “menti” che hanno guidato tali azioni. Tali prove sono il più delle volte difficili se non impossibili da produrre, poiché le decisioni delle corporation costituiscono in genere l’esito finale di diversi input individuali.
(…) Non avendo “anima da condannare o corpo da castigare”, punire la corporation spesso non produce grandi effetti. Come lo psicopatico cui assomiglia, la corporation non si sente moralmente obbligata ad obbedire alla legge.
(…) Per una corporation l’osservanza della legge è come al solito una questione di costi e benefici.»

  The Corporation
  Joel Bakan
  2004, Fandango Libri

Immaginate cosa potrebbe accadere, qualora il proprietario unico e fondatore di una “corporation” assumesse il controllo diretto di una nazione… Immaginate che al suo management aziendale vengano assegnate le principali funzioni di governo… Immaginate che sia loro demandato il potere di promulgare leggi e deroghe, in pieno conflitto di interessi…
Gli effetti li conoscete già, per esperienza diretta e tuttora in corso d’opera, nell’anomalia tutta italiana.
Di solito, democrazie più mature, con opinioni pubbliche certamente più consapevoli della nostra, sarebbero molto più restie nel trasformarsi nella propaggine diretta di un grande potentato economico, abdicando ai propri diritti di cittadinanza per diventare funzionali agli interessi particolari di gruppi economici privati… In genere, le ‘grandi aziende’ preferiscono influenzare i governi con negoziati sotterranei, tramite la pressione di potenti lobby organizzate. Difficilmente si sostituiscono ad essi, con le debite eccezioni del III° mondo ed in certe dittature.
Per tutte vale però la medesima presunzione d’impunità, l’amoralità sistemica, la logica predatoria di uno sciame di locuste. È il caso della
British Petroleum, responsabile della più grande catastrofe ambientale di tutti i tempi. Il colosso petrolifero, al contrario di quanto va pigolando un inconcludente Barack Obama, probabilmente pagherà poco o nulla per le sue devastazioni nel Golfo del Messico. La dirigenza della BP è così preoccupata delle conseguenze che l’amministratore delegato della compagnia, Tony Hayward, ha pensato bene di partecipare col suo panfilo da 300.000 euro ad una regata velica lungo la costa britannica. La competizione è stata peraltro organizzata dalla JP Morgan, altro mostro bancario pesantemente coinvolto per lo spaccio massificato di CDO e “titoli tossici”, all’origine dell’attuale recessione economica i cui costi sembrano riguardare unicamente i lavoratori salariati ed i ceti più deboli.
Ma la BP sta davvero superando ogni peggiore aspettativa, con una serie di interventi demenziali, tanto inutili quanto perniciosi, mentre il suo buco aperto nel fondo dell’oceano continua a spruzzare spremuta di dinosauro a ciclo continuo, senza che la cosa desti grandi preoccupazioni.
Evidentemente, i top manager della compagnia non devono essere molto dissimili da quelli ferocemente ridicolizzati nel filmato che vi proponiamo. Di certo, le soluzioni adottate sono dello stesso tenore…

Purtroppo, non siamo riusciti a trovare un video sottotitolato; pertanto, per agevolare la comprensione riportiamo di seguito una sorta di bozza di doppiaggio:

Quartier Generale della BP:
Questo è il miglior piano d’intervento che abbiamo…

Non preoccupatevi: Si tratta solo di una piccola perdita su di un tavolo molto grande.

Credo che stiamo sottovalutando la quantità di caffé versata…

B: Sì, è solo un po’ di caffé
C: Però dobbiamo intervenire prima che raggiunga il mio portatile
D: Calma! Mantenete la calma.

Così distruggerà tutto il mio pesce

Oh ragazzi! Okay. Guardate questo.

Oh mio Dio! Sta intaccando la mia mappa della Lousiana!

Attenta! No, no, il pesce!!
 La mappa..! Il portatile..! Il pesce..!

 Aspettate, aspettate, Aspettate! Ho avuto un’idea brillante…

Okay, Jones credo che il pubblico stia incominciando a sospettare qualcosa…

 A: È tutto pronto.

 A: Dannazione! Non ha funzionato.

B: Oh mio Dio! Adesso dovremo davvero pulire tutto..

 A: Guardate: la spazzatura cadendo sui bicchieri di caffé impedirà alla macchia di espandersi.

 B: Adesso abbiamo caffé e spazzatura.

Aspettate! Ho un’idea.

A: Dannazione! Pensavo che avrebbe funzionato!
B: Forse l’effetto non è immediato. Lasciamo trascorrere tre ore e poi faremo le nostre valutazioni.

C: Le tre ore sono trascorse.
D: Per Dio! Era tutto quello che avevamo!

 Il rappresentante della Halliburton è qui

Signori… oh mio Dio!

 A: Voi siete in parte responsabili di questo. Ci avete fornito dei bicchieri in condizioni instabili.
 H: Oh no, no, no! Noi non abbiamo alcuna responsabilità. Halliburton non vuole saperne nulla di tutto questo. Noi ce ne andiamo subito via da qui.

 Ora fatela finita! Ho Kevin Costner al telefono… Lui sicuramente saprà cosa fare.

Costner: Quanto è grande la perdita?
BP: Molto vasta, Sig, Costner.
Costner: Avete una pallina da golf?
BP: Ho una pallina da ping pong
Costner: Bene, ora tiratela sulla macchia… Cosa accade?
BP: NIENTE

Costner: Allora, siete fregati!

La British Petroleum è la seconda compagnia petrolifera mondiale e principale fornitore di petrolio e gas degli Stati Uniti. Il 22 Aprile 1999, l’amministratore il capo della Company, sir John Browne, venne premiato per l’impegno della BP nella salvaguardia ambientale, in occasione della “Giornata mondiale della Terra”, presso il palazzo dell’ONU a New York.
Questo perché la BP ha una lunga tradizione di incidenti che vanno dalle sue installazioni nel Texas agli impianti di Prudhoe Bay, nell’estremo nord dell’Alaska.
Il 16 Luglio del 2001 la BP viene condannata per  “per aver deliberatamente omesso l’immediata notifica del rilascio nell’ambiente di sostanza pericolose”. Inoltre, alla compagnia sono stati più volte contestati programmi di manutenzione inadeguati, insieme alla presenza di valvole difettose e soggette a perdite, in deroga alle normative di sicurezza.
Questo perché:

“Nella visione pratica delle imprese, una sanzione pecuniaria è un costo addizionale. Un’attività vietata dalla legge non è inibita dalla minaccia di una sanzione, nella misura in cui i profitti previsti da quella attività superano l’importo della sanzione, moltiplicato per la possibilità di essere scoperti e giudicati colpevoli. Considerata l’entità media delle sanzioni, l’effetto di deterrenza è improbabile nella maggior parte dei casi. Tale considerazione è ancora più ovvia per ciò che concerne la recidività. La corporation, una volta giudicata colpevole e sanzionata, avrà semplicemente imparato a nascondere meglio le sue impronte”.
  (Prof. Bruce Wellig)

A voler cercare, i precedenti c’erano…
Ma questo è un particolare tipo di “emergenze” che ai politicanti solitamente non interessa.   

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DECISIONI EPOCALI

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , on 12 luglio 2009 by Sendivogius

Ruggisce il vuoto 01 -  La grande abbuffata Ora che si è concluso il fondamentale meeting dei ‘Grandi della Terra’ riuniti al G-8 nella ridente cittadina de L’Aquila, è tempo di bilanci.
Sicuramente è stato un vertice epocale dai risultati epici; un avvenimento storico destinato a cambiare le sorti dell’intera umanità; un’occasione unica dai risultati straordinari; una fabbrica feconda per decisioni ad impatto globale; una generosa porta delle opportunità, spalancata verso il Futuro; un radioso faro di speranza… E un trionfo dell’iperbole!
Si è trattato davvero di un successo internazionale senza eguali, oliato da una perfetta macchina organizzativa, degna di un grande statista, come tengono a sottolineare pur con sobrietà e modestia i promotori: “Questo G-8 entrerà nella Storia, grazie alla sua originalità, al terremoto, a questo luogo. E’ la più bella pagina della storia del nostro Paese“. Parola di Bertolaso.
Il rancio è stato ottimo e abbondante. L’ospitalità impeccabile. Gli alloggi si sono rivelati più che confortevoli, nella loro simpatica e originale variante militaresca. Incantevole la cornice degli Appennini. Indimenticabili sono state le visite guidate nelle ridenti province abruzzesi post-terremoto. Felicissima è stata la popolazione nei camping di governo. Pochissimi i no-global venuti a rompere i coglioni. A tal proposito, benissimo ha funzionato la “repressione preventiva”.
E dopo tante amarezze, finalmente è contento anche l’Imperatore: “i risultati del summit sono estremamente positivi. Ho ricevuto i complimenti da tutti i presenti e alcuni mi hanno detto che è stato il miglior G8 a cui abbiano mai partecipato“.
Ed infatti gli effetti sono strabilianti. All’indimenticabile summit imperiale (NON) si è deciso come affrontare:
La Grande Recessione economica (giacché la crisi è già finita ancor prima di cominciare)
La speculazione sulle materie prime che alimentano la crisi e l’erosione del reddito dei più poveri
La stesura di nuove regole per la finanza internazionale e l’estensione di maggiori poteri di controllo sui cosiddetti paradisi fiscali
Il superamento della centralità del dollaro: una moneta sempre più instabile e più debole rispetto all’euro, che con le sue continue oscillazioni pregiudica la stabilità dei cambi e delle transazioni internazionale alla base della crescita economica mondiale.
E di conseguenza la Lotta alla fame nel mondo, che infatti è tutta colpa dell’ONU (al cui consiglio di sicurezza siedono, per l’appunto, i ‘Grandi’), nonché alla riduzione delle povertà globali, vecchie e nuove.
L’emergenza climatica e la questione ambientale
Ma anche la repressione degli Uighuri nello Xinjiang ed il sanguinoso problema chiamato IRAN.
Questo solo per citare le questioni principali. Per maggior chiarezza, le strabilianti soluzioni messe in atto dagli Otto Grandi sono condensate in un unico prospetto esplicativo che racchiude ottimamente l’insieme dei provvedimenti presi in esame…

IL NULLA
Già a partire dalla prossima settimana, il mondo così come lo conosciamo non sarà più lo stesso!