Archivio per Imperatore

Porci senza le ali

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 10 febbraio 2011 by Sendivogius

Per la fortunata serie “Wild Parties”, prosegue la telenovela sulle calde notti del Sultano di Arcore, mentre dal cilindro impazzito del satiriaco Bagatto, al posto delle conigliette, continuano a spuntare legioni di costose papi-girls a libro paga.
Per un breve riepilogo delle puntate precedenti vi suggeriamo di cliccare QUI  e anche  QUI.
Ora, a leggere atti e circostanze, è chiaro che si tratta di un odioso complotto ordito ai danni del nostro sobrio Presidente del Consiglio il quale, com’è noto, ama organizzare innocenti cene casalinghe con ospiti selezionate, per scambiare opinioni sui temi della politica nazionale, come variante nostrana alle famose chiacchierate al caminettodi Roosevelt.
E nel nostro caso, come tutti sanno, a 74 anni suonati, chiunque tornando a casa la sera non desidera altro che parlare di lavoro con le amichette della propria nipotina. Quando si dice passione
È naturale che tra le partecipanti, rigorosamente femminili, alle rilassanti serate con discorso dello statista, ci siano anche frizzanti peripatetiche carioca ed altre giovanissime signorine di non definita professione, reclutate per l’allestimento coreografico.

Quando io vado a queste cene… c’è solo lui come uomo. E’ unico e solo protagonista esclusivo! Non c’è un altro maschio al di fuori di Lui.
(Immacolata De Vivo)

È cosa assolutamente normale che a tutte le ospiti venga versato una sorta di gettone presenza, con il pagamento di ulteriori provvigioni in denaro per coloro volessero meglio approfondire la conoscenza del generoso presidente durante il dopocena…
Soltanto per un malizioso equivoco si potrebbe pensare al coinvolgimento del premier italiano in un sordido giro di prostituzione minorile, con l’allestimento di festini hard a domicilio.
Solo per interessata malevolenza si poteva ipotizzare l’organizzazione di un servizio di approvvigionamento carni fresche, appaltato ai duumviri Mora-Fede, e prima ancora all’intraprendente Giampaolo Tarantini, con la costituzione di un apposito ufficio di collocamento e pagamenti (gestito da Giuseppe Spinelli) per la sistemazione delle favorite pronto uso, a loro volta affidate alle cure di Nicole Minetti nel ruolo di amministratrice delle ingorde cocottes milanesi. Perché ogni residenza (Villa Certosa in Sardegna; Palazzo Grazioli a Roma..) avrebbe il suo harem annesso alle dotazioni della casa e ognuna con la propria maitresse di competenza.

Galeotta fu la notte del 28/05/2010, animata dalle concitate manovre diplomatiche per il rilascio delle nipote minorenne di Mubarak, improvvidamente arrestata per furto a Milano, scoperchiando il tetto sul Gran Serraglio del rais italico.
A ristabilimento della giusta verità, la Camera dei deputati, con votazione a maggioranza (03/02/2011), ha giustamente negato l’autorizzazione ad acquisire documenti nello studio privato del ragionier Spinelli, provvidenzialmente commutato in ‘segreteria politica’.

Nel contattare la Questura di Milano il Presidente del Consiglio ha voluto tutelare il prestigio internazionale dell’Italia, giacché presso la medesima Questura era detenuta, a quanto poteva legittimamente risultargli, la nipote di un Capo di Stato estero. È quindi del tutto evidente che il Presidente del Consiglio si è preoccupato di tutelare le relazioni internazionali del nostro Paese.

È del tutto evidente che le legittime rimostranze sullo stato di detenzione della nipote di Mubarak siano state comunicate al Presidente del Consiglio da una prostituta brasiliana che, sicuramente per motivi di prestigio, intratteneva solide relazioni con l’entourage del Capo del Governo italiano e che, per la bisogna, sembra fosse in possesso dell’utenza diretta (compreso il fisso della residenza romana) del premier Berlusconi, archiviato in rubrica come “Papi Silvio Berluscone” e notoriamente nelle disponibilità di chiunque voglia telefonargli (anche durante un vertice a Parigi!).
 È altresì prassi comune che, proprio per evitare un incidente diplomatico, non venga contattato il consolato egiziano né informato l’ambasciatore in Italia. La nipote di un “Capo di Stato estero” viene invece affidata all’amorevole tutela di un consigliere regionale che, tempo 5 minuti, la scarica sul marciapiede appioppandola alla signorina Conceicao dos Santos (una parente del presidente Lula?).
L’anomalo rilascio della nipote di Mubarak suscita presto l’interesse della magistratura, non foss’altro perché in Questura la nipotina minorenne ci ritorna prima del previsto, dopo una furiosa lite con la Conceicao che la ospita in casa. A questo punto, tutte le magagne sul mancato ottemperamento dell’affidamento legale, sulla violazione delle disposizioni del tribunale dei minori, sulla reale identità di Karima Keyek El Marough e sulle relazioni pericolose della ragazzina, saltano fuori in tutta la loro evidenza in quanto oggetto di rilevanza penale.
Senza che si conosca l’effettivo rilascio del  consenso da parte dello zio Mubarak, la giovane Karima in arte Ruby Rubacuori è un’assidua frequentatrice delle raffinate serate in casa del premier Berlusconi, che tanto si è prodigato per la buona riuscita delle relazioni italo-egiziane.
Ora, sulla natura delle “visitatrici” ingaggiate dal Pantaleón di Arcore e dai suoi fornitori ufficiali molto si è detto e non è il caso di infierire oltre… o forse sì!

 Progressivo nr 3060 del 25.08.2010 ore 12,00
(Lele Mora – Emilio Fede)

Fede: “ma meno male che le ho viste prima… mamma mia!”
Mora: “ma non ha portato le due delle Miss, ha portato le russe…”
Fede: “Madonna di Dio…”
Mora: “due valchirie… due valchirie…”
Fede: “quando le ho viste qua… come?”
Mora: “due valchirie dico io”
Fede: “no, ma queste due eran transessuali., per carità di Dio, ma non si può portare in giro due persone così…”
Mora: “No!”

Sulla qualità dell’intrattenimento, le fantasie erotiche non vanno oltre i classici stereotipi dell’immaginario di provincia con una riproposizione dei temi cari alla commedia sexy all’italiana dei prolifici anni ’80… E tuttavia molto ci rivelano su come avvengano certe selezioni e improvvisi balzi di carriera…

 Progressivo nr 1824 del 13.08.2010 ore 15,28
 (Lele Mora e Roberta Bonasia)

Mora: “visto che sarai la… l’infermiera ufficiale..”
Bonasia: “si (ride) anche Lui mi ha detto così…”
Mora: “devi fargli uno scherzo… devi prenderti su… quello che si misura la pressione finto e poi prendi su… un camicione quello che si usa…”
Bonasia: “quello, quello da dottoressa… con sotto niente ovviamente…”
Mora: “ce l’hai? ce l’hai quello?…”
Bonasia:(ride) “eh, no, no…”
Mora: “Lo devi andar a comprare oggi…”
Bonasia: “eh, vado a comprarlo .. si perché non ce l’ho… (ride) viene carino però, si.. sì!”
Mora: “ti metti lo stetoscopio…”
Bonasia: “è vero?…”
Mora: “su… la… camicinia da infermiera…”
Bonasia: “e già” (ride)
Mora: “e sotto le autoreggenti bianche…”
Bonasia: “guarda Lele lo faccio, ti giuro che lo faccio… non mi manca il coraggio,
credimi”
Mora: “sorpresa, però devi fare… sono l’infermiera”
Bonasia (ride): “sorpresa… perché poi mi ha detto..”
Mora: “la devo visitare gli dici…”
Bonasia: “una visita… privata… per accertarmi il suo stato di salute..”
Mora: “esatto…”
Bonasia: “che deve essere assolutamente… di alto livello, di buon livello…”
Mora: “esatto… sai quanto si diverte lui per una cosa del genere… da ridere da morire”
Bonasia: “infatti, infatti… per quel poco che l’ho conosciuto ti assicuro che è… sta allo scherzo, infatti eh…”
Mora: “si, si, fa il finto malato, fa il finto malato..”
Bonasia: “si, lo ha già fatto… quindi… proprio ieri sera”
Mora:si prevede un grande futuro per te, amore “

 Esiste un’ampia letteratura sul sesso degli anziani… e notevoli pregiudizi sulla libidine dei “vecchi” (bavosi per antonomasia)… Tuttavia, a casa propria, ognuno invita chi vuole e fa ciò che più gli piace. Purtroppo, le dimore di proprietà del premier sono state convertite per decreto in “residenze istituzionali”, e dunque sono luoghi di rilevanza pubblica, con tutto quel che ne consegue; quindi trasformate in postriboli a luci rosse per gli amori ancillari dell’Imperatore, nell’espletamento delle sue funzioni inguinali.
Naturalmente, simili considerazioni sono solo il frutto di una insanabile invidia nei confronti dell’utilizzatore finale e della sua ineguagliabile carica seduttiva, più bello di un Adone, alla quale nessuna femmina può resistere…

 Progressivo nr 602 del 25.09.2010 ore 17.38
(Imma ed Eleonora De Vivo)

Imma: “l’ho visto un pò ingrassato, capito? Imbruttito, capito?”
Eleonora: “fino all’anno scorso stava più informa adesso sta proprio più di là che di qua…”
Imma: “negli ultimi tempi…”
Eleonora: “eh lo so, ma appunto per questo, è diventato pure brutto deve solo sganciare…”
Imma: “deve solo sganciare, brava!”

 Iris Berardi, baby prostituta dai natali italo-brasiliani e habitue delle feste del presidente, è sicuramente tra le  ammiratrici più incondizionate e affezionate  del “papi Berluscone”, con libero accesso nella novella dimora istituzionale:

“Speriamo che per il compleanno sia generoso, io non gli regalo un cazzo!
…Lo sapeva bene che non mi volevo fermar li per lui per la gloria; cioè…mi fermavo li nella speranza che mi dia qualcosìna…”

È noto infatti che, in caso di bisogno, il generosissimo Silvio non lesina certo il suo aiuto, “senza alcuna correlazione tra denaro e prestazioni sessuali”.
Circostanza confermata dallo stesso Emilio Fede alla Minetti (26/09/2010):

Emilio Fede: “Comunque, comunque guarda è gente sfrontata, lui però.. Roberta gli piace da morire, e va bene! La la slava gli piace da morire e va bene!”
Nicole Minetti: “Chi è la slava? La romena là, l’Anna!”
Emilio Fede: “Si quella bionda lì, quella orrenda lì..”
Nicole Minetti: “Ah la Marianna, ho capito si, si ho capito”
Emilio Fede: “va bé, va bene… poi e., le due gemelline e., però […] io sono venuto, uscito due tre volte con quella ragazza brasiliana lì…. Poi siccome ho saputo che lei aveva detto qualcosa, ieri sera immediatamente l’ho scaricata!
..Capito? Si, no… saputo nel senso che… mi ha detto ah sai mi farebbe piacere la prossima volta, perché sai c’ho dei problemi, magari lui mi può dare una mano. Appena Lui ha sentito problemi e dare una mano… fuori dai coglioni!

Ciò che si chiede in cambio per tanta dedizione è soltanto la dimostrazione di un po’ di gratitudine e di affetto, nel nome sincero dell’amicizia. Sentimenti prevalenti nelle amabili frequentazioni del bunga-bunga…

 Progressivo nr 4441 del 04.09.2010 ore 18,25
(Lele Mora – Emilio Fede)

Emilio Fede: Ma cazzo queste non telefonano, non ti salutano, non ti ringraziano, ho dovuto chiamarla io dico: “Allora come va?”, “Bene, bene”, “Ah” dico “Va bé, allora, così spero che tua sia contenta ” “Si, si”, allora ho chiamato Daniele, ho detto: “Allora lo sai che ti dico, ma di che vada a fanculo!”
E no, ma scusa ma è evidente, no? Ma che so sceme?
Lele Mora: So sceme, so sceme!
[…]
Emilio Fede: …ma sapete dire grazie?!?
Lele Mora: Quando pigliano le minchie e., se ne accorgono della timidezza o no?
Emilio Fede: Eh, eh… appunto!
Lele Mora: Ah ah!
Emilio Fede: Quando pigliano le minchie e poi in cambio i soldi… va bene?? E cazzo!

Infatti, LUI non è certo il tipo che paga le donne per fare sesso… una cosa semplicemente inconcepibile per il suo fascino da consumato latin lover da bordello, esperto in figure di merda da primato mondiale!

 Progressivo nr 210 del 20.09.2010 ore 13,49
(Francesca Cipriani e Barbara Faggioli)

Faggioli: “Ha preso anche per te che ieri sei andata?”
Cipriani: si… va beh … aveva anche delle buste da cinque e da di più eh…allora io sono contenta … praticamente mi ha dato uguale alle altre a Ludovica, ad Elena… pensavo che magari mi distinguesse un attimo dalle altre infatti Ale e Ludovica sono entrate insieme in stanza io sono entrata dopo..da sola., perchè pensavo che lui… si va beh mi ha dato il braccialetto d’oro ..pero’., con il diamante…
…Preferivo i soldi, ma va bene anche quello.”
Faggioli: “questi sono l’inizio, dai.”
Cipriani: “lei è rimasta a dormire è..”
Faggioli: “chi?”
Cipriani: “La FICO”

Del resto, parliamo di intrattenimenti innocenti sui quali non c’è assolutamente nulla da nascondere. Infatti, le simpatiche festicciole istituzionali sono continuate anche dopo l’ufficializzazione delle indagini, come racconta una giovanissima N.T. (21 anni) introdotta nel circolo esclusivo da Arisleida Espinosa, in merito alla serata del 06/01/2011:

«Dopo cena siamo scesi in un’altra sala tipo discoteca, con le luci, il dj, il palo per la lapdance, abbiamo ballato; alcune delle ragazze con vestitini scollati. Quella sera tutte abbiamo ricevuto in dono una borsa di Carpisa e dei gioielli.
[…] Mentre noi ballavamo, il Presidente e Emilio Fede erano seduti e guardavano. Alcune delle ragazze che ballavano si avvicinavano al Presidente, che le toccava e loro toccavano lui; stessa cosa con Emilio Fede. Le ragazze baciavano il presidente, lo accarezzavano; alcune delle ragazze hanno fatto anche degli spogliarelli.
[…] La maggior parte delle ragazze era straniera. Alcune delle ragazze che facevano lo spogliarello e che erano poi nude si avvicinavano al Presidente, che gli toccava il seno o le parti intime o il sedere. Insomma l’atmosfera era quella di un night club, con ragazze che si spogliavano, che mostravano le loro parti intime e che si avvicinavano al Presidente o ad Emilio Fede, lo toccavano nelle parti intime o si facevano toccare. Io non ho avuto il coraggio di fare una cosa del genere perché sono timida e quindi non mi sono spogliata, né mi sono fatta toccare dal Presidente o da Emilio Fede.
[…] Io ritengo che tutti i presenti si siano accorti della mia timidezza, Aris era una di quelle che ballava; io ho trascorso il tempo più seduta che a ballare.
[…] Io con i miei occhi quella sera non ho visto nulla del genere, però avevo saputo da Aris che alle ragazze venivano date delle buste contenenti denaro. Aris mi ha confidato di avere ricevuto molte volte delle buste contenenti denaro dal Presidente, perché Aris mi aveva detto di essere andata a letto col Presidente in più occasioni. Anzi, Aris mi disse che se fossi andata a letto col Presidente avrei ricevuto anch’io denaro.»

 La visione di questo pagliaccio pitturato, in versione nature, deve avere effetti devastanti sulle giovani fanciulle compiacenti che affollano l’alcova di Stato:

«(Ariselida) non mi ha raccontato nel dettaglio che tipo di rapporto sessuale, mi diceva però che andare a letto col Presidente era stressante.
[…] Mi diceva che durava un bel po’ perché il Presidente aveva rapporti sessuali non solo con Aris, ma contestualmente anche con altre donne. Quindi mi si chiede se nel momento in cui ho accettato di andare ad Arcore io sapevo che cosa mi sarebbe potuto capitare, cioé di fare sesso col Cavaliere anche in presenza di altre donne. Rispondo: Sì, lo sapevo, ero preparata psicologicamente, ma quando sono arrivata lì è prevalsa, come dico, la mia timidezza. E poi, vedendolo di persona sinceramente, nonostante il denaro che avrei potuto ricevere dal Presidente, io sinceramente non me la sono sentita.»

 (N.T. – 15/01/2011)

Un’altra notte con Silvio? No, io no, non ce la faccio… Proprio non c’ho voglia. Mi viene il vomito solo a pensarci oggi. Giuro!”

 Barbara Faggioli
(23/10/2011)

Con coerenza, sullo scabroso tema è intervenuto anche il diretto interessato nonché protagonista indiscusso della vicenda: il Papi della Nazione, l’homo novus della Provvidenza vaticana, il feticcio a beneficio confindustriale…

“..A me spiace che queste cose abbiano offeso la dignità del Paese e hanno portato fango all’Italia…. Mi domando chi pagherà per questo schifo e questa vergogna!”

Naturalmente, il Pornocrate si riferisce alla libera stampa che osa informare ciò che ancora resta della pubblica opinione sugli scandali del Re Nudo. Allude ai cittadini puliti che hanno ancora la forza civile di indignarsi. Più di ogni altra cosa, pensa alla magistratura inquirente che, in virtù dell’obbligatorietà dell’azione penale, osa indagare sulle fattispecie di reato:

– Abuso di potere
– Concussione
– Corruzione di minore
– Induzione e favoreggiamento della prostituzione

Per questo, con l’ausilio dei suoi avvocati-deputati ha messo subito in cantiere una serie di aberrazioni legislative, fondamentali per il Paese, che di fatto cancellano la certezza del dirittoin Italia nel nome dell’impunità dell’Unico. Ci riferiamo all’immunità totale; all’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale; alla  responsabilità civile dei magistrati; al divieto delle intercettazioni ambientali; all’azzeramento dei tempi di prescrizione con l’introduzione del cosiddetto “processo breve”, che in realtà ammazza il processo attraverso la sua non celebrazione.
E nella sicumera che lo contraddistingue, ignora di essere la sola e vera “vergogna nazionale”. LUI è marcio in ogni sua singola cellula, ma chi ancora lo sostiene e ne asseconda le pulsioni distruttive non è migliore. È complice e più gravemente colpevole perché si presuppone non affetto dal germe della follia, che ogni giorno devasta sempre più la psiche malata dell’ululante Imperatore impazzito.

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Il Re del Mondo

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , on 13 ottobre 2010 by Sendivogius


Il Cialis nuoce alla salute? L’abuso di Viagra può comportare disturbi psichici?
Un’overdose da Tadalafil incide sul comportamento?
La domanda nasconde molto più di un sospetto. E certo il dubbio si pone, almeno a giudicare dalle priapee giaculatorie del Papi della Patria in costante erezione declamatoria…
Racconta barzellette sugli ebrei, non avendo niente di meglio per intrattenere il codazzo dei paggetti in adorazione. Bestemmia in pubblico. Improvvisa storielle sconce. Millanta amori (mercenari) davanti alle ancelle della corte. Si auto-invita al compleanno di Putin, imbucandosi in ritardo alla festa dello Zar (quanto devono piacergli quelle dacie così discrete, isolate nella tundra…).
Quando lo si riesce a trascinare in Parlamento, almeno una volta all’anno, se non si appisola subito, gareggia con gli aedi di corte nella composizione dei peana da recitare a sua gloria imperitura. È un Narciso allo specchio che non si accorge come i suoi panegirici suggellino l’epitaffio di una mente disturbata, inesorabilmente tarata, nella riedizione perenne delle sue paranoie e delle sue ossessioni, con l’immancabile corollario di promesse…
Consultato dal fido Emilio Fede, l’oracolo vivente ha raccomandato di “lasciare spazio ai giovani”, poiché “di vecchi qui in Italia attivi ne basta uno solo…e sono io”. La sua è una missione che lo costringe a lavorare 11 ore al giorno… E, in effetti, si vede:

A prestare attenzione ai deliri che ne devastano la mente, il botulinato Chevalier du Hardcore, tra un trapianto di capelli ed un festino privato, avrebbe trovato il tempo per porre fine alla Guerra Fredda e garantito la pace mondiale. Esattamente nell’anno 2002 durante lo “storico” vertice di Pratica di Mare dove, nelle vesti di nano da cortile, il Gongolo brianzolo mostrava al mondo un saggio della propria minchioneria con la storiella di Romolo e Remolo.
È merito delle sue provvidenziali telefonate il riavvicinamento tra USA e Russia, di aver risolto la crisi georgiana nel 2008, e di aver convinto Obama a stanziare i 700 miliardi di dollari per il salvataggio delle banche statunitensi.
 Da Imperatore a Re del Mondo! È l’elogio estremo del piazzista che promuove sé stesso come unica merce: un bolso mascherone da museo delle cere, che ormai imbarazzerebbe persino il Circo Barnum.
Naturalmente non perde occasione per negare l’esistenza di una qualsivoglia recessione economica in Italia (una questione di “percezione”) e, di conseguenza, l’inutilità di ogni provvedimento volto al superamento di qualcosa che non esiste. L’economia va benissimo, l’occupazione è in piena espansione, i salari sono ottimi e abbondanti…
Tutto va bene madama la Marchesa, fintanto che dura l’illusione.
E ciononostante, esistono spiriti liberi dalla rara lucidità critica, in grado di percepire il degrado nella sua essenza più deleteria, senza mai lasciarsene contaminare.
È il caso di Alessandra Daniele: la riservatissima autrice degli eccezionali cammei al vetriolo che, dalle pagine di Carmilla, suggellano i frammenti infetti di un’epoca molesta.
Sono racconti brevi, fulminanti nello stile e nel messaggio; ai limiti del parossismo, a tratti surreali… Sono pietrate letterarie lanciate contro lo specchio dei tempi, in nome dell’ironia più dissacrante.
Una piccola selezione tanto per rimanere in tema:

 L’Impero del Sola
 di Alessandra Daniele
 22/03/2010 – Carmilla on line

Vostra Maestà Imperiale, c’è rimasto ancora qualche sparuto gazzettiere che si rifiuta di osannarvi.
– A morte.
– Maestà….non è possibile per il momento…
– Ma mi danno fastidio! – sbuffa l’Imperatore.
Il Ciambellano sembra mortificato.
– Avete ogni ragione, Maestà, ma avete anche un accordo col Pontefice: niente esecuzioni per motivi laici durante la Quaresima. Solo roghi di eretici, e chierichetti chiacchieroni.
– Non posso ancora decapitare i gazzettieri?…Beh, allora mozzategli la lingua.
– Anche alle donne?
– No!…Alle donne mozzate…- l’Imperatore esita – …sto cercando un pezzo del corpo femminile che non mi serve…
– Il cervello – sogghigna il Ciambellano .
– Non dire assurdità, le femmine non hanno il cervello!
Ridono.
– Come prosegue la stesura del Codice Unico delle Leggi Imperiali?
– Benissimo Maestà.
– Ma perché ci vuole tanto? Dev’essere composto d’un solo articolo: ”Sua Maestà Imperiale può fare quel cazzo che vuole, e nessun suddito gli deve rompere i coglioni”. Quanto ci mettono quegli amanuensi pipparoli a miniare questa semplice e incontrovertibile sentenza?
– Non è stato quello a richiedere tempo, bensì la distruzione totale e sistematica di ogni precedente codice, legge, decreto, regolamento, e contratto di convivenza civile. E’ stato un processo elaborato, ma ormai è praticamente concluso.
– Quella parola!…- L’Imperatore contorce il viso in una smorfia – Nessuno deve mai osare pronunciarla al mio cospetto!
– Quale?…Proc…oh, perdonatemi Maestà! – il Ciambellano si inchina fino a terra.
– Alzati – sbuffa l’Imperatore – in quella posizione davanti a me voglio vedere solo femmine, non sono mica il Pontefice!
Ride.
– A proposito, è arrivato il carico di bionde del lunedì?
Il Ciambellano si rialza – Certamente Maestà.
– Allora togliti dai coglioni, e mandamele, che ho altro da farmi leccare, oltre il culo! – Ride.
Il Ciambellano esce camminando all’indietro.
Appena fuori dalla stanza sbuffa, si toglie i paramenti colorati.
Si infila una gicca grigia.
Un uomo in doppiopetto gli si avvicina.
– Come sta il vecchio?
– Completamente andato.
– Bene. E’ esattamente così che ci serve.
L’uomo con la giacca grigia guarda l’orologio.
– Mandagli le solite puttane, io per oggi stacco.- Si infila il cappotto – E vedi che al posto del talk show che chiudiamo stasera, mandino in onda un film della Disney – sorride – voglio guardarlo coi miei figli.

La raccolta completa la trovate QUI.

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AVE DOMINE!

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 7 ottobre 2009 by Sendivogius

00 - Porco - by strange.cosmos.com
TUTTI GLI ANIMALI SONO EGUALI
MA ALCUNI ANIMALI SONO PIÙ EGUALI DEGLI ALTRI

Dopo ciò non parve più strano che i maiali che sorvegliavano i lavori reggessero fruste nelle loro zampe. Non sembrò strano di apprendere che i maiali si erano comperati per loro uso un apparecchio radio.

(George Orwell, La Fattoria degli Animali. Oscar Mondadori; 1995)

Le ironie della Storia sono imprevedibili, ma stranamente cicliche…
Un vecchio sovversivo tedesco che sapeva il fatto suo, tale Karl Marx,  parafrasando il pensiero di Giambattista Vico, una volta ebbe a dire:

«Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.»

01 - stern_berlusconi Il 22 Luglio 2008, come primo atto del governo Berlusconi, le Camere approvano il cosiddetto Lodo Schifani che sancisce per legge l’impunità del premier.
Con incredibile solerzia, il 23 Luglio (non sono trascorse nemmeno 24h) il presidente
Giorgio Napolitano firma subito il provvedimento, ravvisandone “ad un primo esame” i rilievi di costituzionalità.
Il testo approvato, secondo la frettolosa valutazione presidenziale, è talmente ‘ineccepibile’ che diventa subito oggetto di esame da parte della Consulta, a seguito di impugnazione. Capita così di assistere ad una singolare tenzone, che contrappone la Corte costituzionale alle coorti pretorie dell’Imperatore.
Se la Consulta dovesse malauguratamente bocciare il Lodo, ciò implicherebbe una sconfessione dell’operato presidenziale e sancirebbe un’implicita incapacità, da parte di Napolitano, nel valutare correttamente i rilievi posti a suo tempo dalla Consulta stessa.

02 - Presidente Napolitano

Meglio sarebbe stato (per Napolitano) una soluzione terza: approvazione di costituzionalità con la sollevazione di alcune obiezioni formali, ma senza mettere troppo in difficoltà il Presidente della Repubblica che con la sua firma, e ancor di più con la sua improvvida dichiarazione, ha già legittimato il provvedimento. La cosa implica un curioso paradosso: la Corte si troverebbe ‘obbligata’ ad approvare il Lodo Alfano per motivi di opportunità istituzionale, ma al contempo non può ignorare la filosofia che ispira la legge in questione. Filosofia ‘giuridica’ ben esplicata dalle esternazioni degli avvocati-deputati che perorano la causa dell’Unto, ma che molto poco ha a che fare con uno Stato di diritto
I duumviri Ghedini-Pecorella si preparano a scrivere l’epitaffio della democrazia per conto terzi, rilasciando ai posteri dichiarazioni incredibili che si commentano da sole, insieme alle minacce di sollevazione ed altre farneticazioni (queste sì!) eversive da parte del ministerume di contorno (come profeticamente preannunciava, inascoltato, Nanni Moretti nell’inquietante finale del suo film: “Il Caimano”):  

“La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione”
  (Niccolò Ghedini)

“Berlusconi non è primus inter pares ma primus super pares
  (Gaetano Pecorella)

 03 - Liberthalia - Berlusconi Dominus (dettaglio)

In pratica, l’ineffabile Ghedini si ispira direttamente ai capolavori di Orwell: da 1984 a La Fattoria degli Animali! Ormai l’Azzeccagarbugli del Re, dopo anni di fedelissimo servaggio, non è più in grado di distinguere il suo padrone dal maiale Napoleon, tante sono le analogie.
Il sofisticato Pecorella, difensore di camorristi (Clan dei Casalesi) e terroristi (Delfo Zorzi, per la strage di Milano) invece preferisce attingere alla storia romana ed ai suoi ‘modelli costituzionali’ sicuramente più pertinenti all’immaginario di Silvio l’Immortale.
Per seguire l’epopea del Grande Condottiero nel corso dei secoli, visitando la pinacoteca imperiale, vi consigliamo di cliccare qui.
Al caro Pecorella vogliamo sommessamente ricordare che in uno Stato libero il premier non dovrebbe nemmeno essere considerato primus inter pares.
Il Primus inter pares designava infatti il primato di uno solo tra individui (di rango aristocratico) di pari dignità, sancendo una posizione di privilegio. Per questo il primus veniva più spesso chiamato princeps, “Principe”.
Il rispetto delle istituzioni repubblicane era un semplice espediente formale: “Al vertice dello Stato si era ormai insediato un uomo solo che accentrando in sé tutti i poteri che la costituzione prevedeva, di fatto veniva a configurarsi come un vero e proprio monarca.” (Michele De Vivo)
Ad essere chiamato Primus inter pares, nonchè princeps, era il primo imperatore romano, Ottaviano Augusto, il quale spiegava a modo suo il senso del termine,  in linea  con  la propaganda dell’epoca:

«Nel mio sesto e settimo consolato, dopo aver sedato l’insorgere delle guerre civili, assunsi per consenso universale il potere supremo, trasferii dalla mia persona al senato e al popolo romano il governo della repubblica. Per questo mio atto, in segno di riconoscenza, mi fu dato il titolo di Augusto per delibera del senato e la porta della mia casa per ordine dello Stato fu ornata con rami d’alloro, e una corona civica fu affissa alla mia porta, e nella Curia Giulia fu posto uno scudo d’oro, la cui iscrizione attestava che il senato e il popolo romano me lo davano a motivo del mio valore e della mia clemenza, della mia giustizia e della mia pietà. Dopo di che, sovrastai tutti per autorità, ma non ebbi potere più ampio di quelli che mi furono colleghi in ogni magistratura. »
 (Res Gestae Augusti, Cap. 34)

«Quando rivestivo il tredicesimo consolato, il senato, l’ordine equestre e tutto il popolo Romano, mi chiamò Padre della Patria, decretò che questo titolo dovesse venire iscritto sul vestibolo della mia casa, e sulla Curia Iulia e nel Foro di Augusto sotto la quadriga che fu eretta a decisione del Senato, in mio onore. Quando scrissi questo, avevo settantasei anni.»
(Res Gestae Augusti, Cap. 35)

Non è che poi manchino tanti anni…

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ITALIAN TRASH

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 giugno 2009 by Sendivogius

“Pizza, Spaghetti, Mandolino
  …e Berlusconi!”

Silvio e Apicella Agli italiani Silvio Berlusconi piace. Ci si riconoscono come in uno specchio, nel quale vedono la loro immagine riflessa. E se ne compiacciono. Berlusconi è l’uomo che parla alla pancia della nazione. È l’eroe popolare dell’italiano medio nel Paese del qualunque. È colui che ne blandisce i desideri, esaltando gli istinti innominabili.
Gli italiani ne applaudono le velleità, perché in esse scorgono le loro piccole meschinerie finalmente riabilitate. Ne apprezzano l’ambizione. Ne tollerano le magagne, i limiti, perché con essi vedono assolte le proprie mediocrità, elevate a motivo di orgoglio e di pubblico vanto. Popolo di accattoni politici, vivono delle elemosina del sovrano. Attendono la sportula quotidiana, assiepati attorno alla greppia dei potenti, rassicurati dal volto farsesco del potere. Perchè i presunti ‘comunisti’ fanno paura, ma i fascisti reali al governo non destano scandalo alcuno.
Forte nel suo consenso, l’Imperatore si accinge a celebrare in pompa magna il G-8 aquilano all’ombra di una città deserta, chiuso coi suoi ospiti in un recinto militarizzato, mentre gli sfollati assistono in lontananza alla sfilata dei ‘Grandi’. Silenti restano accampati ormai da due mesi nelle tendopoli, come profughi in zona di guerra, in mezzo al fango, stretti dalla morsa dell’afa durante il giorno ed il gelo delle notti abruzzesi.
Intanto alla corte del Re si affollano i cicisbei (così come le cortigiane popolano la sua domaine babylonien). L’ultima arrivata, Daniela Santanché, si è subito allineata ai corifei di regime, rilasciando una goffa intervista a ‘Libero’, il quotidiano padronale, per ridimensionare le intemperanze erotiche del Sultano brianzolo e controbilanciarne le “relazioni pericolose”: Veronica Lario ha un’amante! Si tratterebbe del capo della sicurezza di Villa Macherio; la relazione con la ormai ex consorte di Berlusconi andava avanti da anni. Come la Santanché sia venuta a conoscenza dell’amore galeotto, resta un assoluto mistero. Ciò che conta davvero è che Lui, l’irresistibile seduttore, è in realtà un povero cornuto.
All’estero, Berlusconi scivola via tra l’imbarazzo ed il disgusto del mondo intero. Ed i giornali lo mettono per iscritto, da destra a sinistra, esternando il proprio stupore costernato:
Le Monde e Libération in Francia;
Le Temps e 24 Heures in Svizzera;
El Pais e La Vanguardia in Spagna;
The Irish Times in Irlanda;
NRC Handelsblad e l’Algemeen Dagblad in Olanda.
Il nuovo duce è oggetto di attenzione pure in Germania, dal progressista Tagesspiegel alla Seuddeutsche Zeitung. Lo storico Joachim Fischer ha scritto sul Frankfurter Allgemeine: “In Italia è scoppiato il caos. A Silvio Berlusconi non basta presentarsi come un principe rinascimentale. Ora si prende a modello le divinità dell’antichità. Ad esempio il padre degli dei: Giove. Costui non era conosciuto solo per i fulmini e le saette, ma anche per le sue visite audaci presso le donne”.
Si scandalizzano The Guardian e praticamente tutta la stampa anglosassone: dai conservatori Daily Telegraph e The Times al The Economist ed il Mail on Sunday.
Ne parlano per tutti i continenti: The Sidney Morning Herald in Australia; El Clarin in Argentina; Bharat Chronicle in India…
Berlusconi sbarca negli editoriali degli statunitensi New York Times, Washington Post e Financial Times… e conquista le pagine dell’ambitissimo TIME, che ormai chiama l’Italia: Berlusconistan”.
Per tutti, la parola data è sacra. La menzogna non tollerabile. Nel Belpaese (una volta forse) è una merce ritrattabile, negoziabile, perché la bugia è da sempre l’arma dei cialtroni.
Ma gli italiani lo amano. Sostengono la marcia trionfale del grande ammaliatore, che li guida per mano verso la frontiera dell’amenità. Il trionfo dell’Apparire sull’Essere.
Abbiamo già parlato dell’attenzione che i media stranieri dedicano al nostro Joker nazionale
Ma mai si era assistito ad un simile trionfo come in quest’ultima settimana. Per l’occasione, Liberthalia vi offre una piccola rassegna stampa, offrendovi la sua (non sempre eccelsa) traduzione, affinché possiate rendervi conto personalmente di quale prestigio goda l’Imperatore e quale sia l’opinione che il resto del mondo si è fatta di questa strana Terra dei Cachi…
Se la traduzione non vi convince, per ogni articolo è disponibile il link col testo originale e la fonte di provenienza. Soprattutto, date un’occhiata all’ultimo articolo: un devastante editoriale al vetriolo pubblicato il 2 Giugno sul britannico “Mail on Sunday”. Qualcosa di impensabile da queste parti!

EL PAIS

eL pAIS

ATTRICETTE E BALLERINE SUI VOLI DI STATO
L’Opposizione italiana chiede a Berlusconi di spiegare in Parlamento se portò a bordo dell’aereo presidenziale i suoi invitati alle feste private in Sardegna

 di MIGUEL MORA – 01/06/2009

Silvio Berlusconi utilizza gli aerei ufficiali dello Stato italiano per portare in Sardegna le attrici, le ballerine e le veline che partecipano alle feste di Villa Certosa? Ha fatto un uso improprio dei beni dello Stato? Queste due domande sono state presentate in Parlamento dal Partito Democratico e dall’Italia dei Valori. È l’ultima conseguenza del Noemigate, che ha trasformato l’Italia in un manicomio (il seguito di Berlusconi tira in ballo persino un coinvolgimento della CIA), anche se ha soltanto rivelato un segreto già noto: l’abituale mescolanza di pubblico e privato, affari e politica, da parte di Berlusconi, e la sua abitudine a organizzare feste con amici e amiche della televisione.
Antonello Zappadu, fotografo sardo, è l’ultimo protagonista del caso. Entra in gioco nel 2007, appostandosi con i suoi teleobiettivi su una collina vicino alla lussuosa dimora del primo ministro. In tutto questo tempo, ha scattato “migliaia di foto”, spiega per telefono da Cagliari. Il suo ultimo reportage risale a Gennaio, dopo di ché è stato in Colombia per un servizio sul narcotraffico. Tornato da poco, ha visto il suo archivio sequestrato dalla polizia a seguito di una denuncia di Berlusconi.
Si tratta di “13 reportage per un totale di 250 fotografie”, spiega. Alcune sono piccanti, altre innocenti. Ci sono giovani in bikini, in topless, o coperte con abiti quasi inesistenti, che si bagnano in piscina o scherzano con il Cavaliere; altre ragazze, che a Zappadu sono sembrate “minorenni” (riprese sia nell’estate del 2008 che nelle vacanze dello scorso capodanno); una serie mostra le ragazze vestite per la festa e tra di loro Zappadu crede di vedere Noemi Letizia. E ha un’immagine nella quale si vede un signore nudo che il fotografo non conosce e che risultò essere, perché così ha rivelato Berlusconi, l’ex primo ministro ceco Mirek Topolanek.
Le foto che adesso hanno il maggior valore informativo sono quelle più ordinarie. Sono le fotografie che Zappadu ha scattato all’aeroporto di Olbia. In quelle, afferma il fotografo, si vedono giovani bellezze salire e prendere posto sull’aereo presidenziale. “Gli sbarchi sono continui, si verificano praticamente ogni fine settimana”, afferma Zappadu. “Atterrano il venerdì notte, o il sabato mattina, e ripartono la domenica notte o il lunedì mattina. All’inizio venivano col Falcon privato di Berlusconi, però da quando è primo ministro arrivano coi voli di Stato. Se ne sono sicuro? Sugli aerei è scritto a lettere grandi Repubblica Italiana”.
Zappadu ha immortalato Mariano Apicella, il cantante napoletano che ha inciso due dischi con Berlusconi come autore di alcuni testi delle sue canzoni, sbarcare dall’aereo presidenziale. “Quel nome lo ha reso particolarmente nervoso”, afferma Zappadu “Sicuramente perché lì aveva appuntamento con Noemi Letizia, quando dico che cantava le sue canzoni con Berlusconi”.
Zappadu giura che possiede le foto, però dice che non può mostrarle perché sono state sequestrate. “Oggi (30 Maggio) sono entrati i Carabinieri nella redazione di E-Polis di Cagliari e si sono portati via i miei schedari, oltre ai miei materiali d’archivio e quelli del periodico. Non so perché. Le foto sono state fatte in luoghi pubblici e ovviamente non possono essere tutelata dal diritto alla privacy. Questo dimostra che stiamo di fronte ad una caccia alle streghe”. Afferma.
La storia è emersa la scorsa settimana. La rivista Panorama, che forma parte dell’impero editoriale del Cavaliere, diede appuntamento a Zappadu per negoziare sulle sue foto. Questi portò una selezione di 40 immagini, chiedendo un milione e mezzo di euro per la serie. Il direttore di Panorama, Maurizio Belpietro, si mise in contatto con Miti Simonetto, la responsabile per l’immagine di Silvio Berlusconi. Alcune ore dopo, Berlusconi si rivolgeva al Garante per la Privacy chiedendogli di bloccare la pubblicazione, giacché ledeva la sua intimità. Al rifiuto del Garante, il suo avvocato ha denunciato Zappadu per tentata truffa, e la magistratura romana ha ordinato il sequestro del materiale.
Negli ultimi dieci anni, la villa ha visto un andare e venire di giovani bellezze, politici nazionali e internazionali, invitati VIP. Pertanto costituisce una miniera per i fotografi, anche se questa è considerata zona soggetta a segreto di Stato da almeno quattro anni. Aznar, Putin, Blair e molti altri leaders hanno visitato Villa Certosa. L’ex primo ministro ceco, Mirek Topolanek è stato ospitato, secondo Berlusconi, con i suoi figlioli.
In questi giorni, le foto sono circolate per le redazioni italiane. Secondo L’Unità, le più piccanti mostrano il premier su un dondolo, attorniato da varie veline seminude, e ne ha un’altra nella quale B. con la mano fruga dentro una camicetta. Il Corriere della Sera parla di Berlusconi sorridente, abbracciato a due donne alle quali chiede di togliergli il singhiozzo. Una di loro è vestita con uno striminzito abito nero.
Berlusconi ha dichiarato che le immagini “non valgono nemmeno 10.000 euro”, e che attentano al diritto alla riservatezza. “Con questa intromissione nella vita privata di una persona si è toccato il fondo”. Ha detto.

(L’articolo con il testo in lingua originale lo potete leggere qui)

Indipendent THE INDIPENDENT
Saramago contro Silvio: il premio Nobel attacca dopo che gli editori italiani hanno boicottato la pubblicazione del suo libro

 di Elizabeth Nash – 31/05/09

Jose Saramago ha lanciato un attacco al vetriolo contro Silvio Berlusconi, la cui casa editrice ha rinunciato alla pubblicazione dell’ultimo libro del premio nobel portoghese, poiché descrive il primo ministro italiano come un “delinquente”.
La casa editrice Einaudi, che è parte dell’impero Mondadori, in 20 anni ha pubblicato in Italia tutte le opere di Saramago, ma ha rinunciato a publicare El Cuaderno (Il Quaderno), che raccoglie gli interventi nel blog di Saramago, perché contiene “accuse che verrebbero condannate in qualsiasi tribunale”.
In uno dei passaggi incriminati si legge: “Nella terra della Mafia e la Camorra, quanto incide la prova provata che il primo ministro sia un delinquente?”
Saramago che ha vinto il premio per la Letteratura nel 1998, ha detto ieri (30 Maggio) che non intende contribuire oltre alle fortune di Berlusconi.
L’86enne scrittore sbotta: “Trovo strano che un uomo come lui, che usa i metodi peggiori e ottiene milioni di voti, non abbia prodotto un movimento sociale di repulsione, come protesta per il semplice fatto che ha rovinato il prestigio del suo Paese”, ha detto ad El Pais. “Per quanto ancora dovremo sopportarlo?”
Saramago, per molto tempo una spina nel fianco dell’establishment, si è trasferito in Spagna nel 1991, dopo che le autorità portoghesi hanno provato a censurare le sue opere.
El Cuaderno, che è già stato pubblicato in Portogallo e in Spagna, sferza George W. Bush, Tony Blair, Il Papa, Israele e Wall Street.
Un altro editore italiano ha già comprato l’opera.

(L’articolo originale lo trovate qui)

Financial Times logo FINANCIAL TIMES
Berlusconi: L’onda del gossip lascia cattive notizie sulla sua scia.

 di GUY DINMORE – 01/06/09

Lo stillicidio di rivelazioni piccanti che riguardano Berlusconi e giovani bellezze ha ravvivato una campagna elettorale altrimenti di routine, con il primo ministro italiano che attizza da sé i fuochi dello scandalo.

(L’articolo completo, in lingua originale, lo potete leggere qui)

TheTimes

 THE TIMES – 01/06/09
CADE LA MASCHERA DEL CLOWN
Berlusconi deve rispondere alle accuse di donnaiolo e alle domande sulla sua condotta inappropriata. La qualità del governo non è una questione privata.

berlusconi_6L’aspetto più sconcertante nel comportamento di Berlusconi non è il fatto che egli sia un buffone sciovinista. Né che corra appresso a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti come modelle, assistenti personali o anche, assurdamente, candidature al Parlamento europeo. Ciò che è più scioccante è il totale disprezzo col quale tratta l’opinione pubblica italiana.
L’attempato libertino può trovare divertente, persino spavaldo, agire da playboy vantandosi delle sue conquiste, umiliando sua moglie, e facendo commenti che per molte donne risultano grottescamente inappropriati. Egli non è il primo né l’unico che abbia un comportamento privo di dignità, inappropriato al suo incarico. Ma quando vengono fatte domande legittime su frequentazioni che sfiorano lo scandalo e i giornali lo sfidano a spiegare legami che, come minimo, lasciano perplessi, la maschera del clown cade. Egli minaccia quei giornali e i canali televisivi che controlla; invoca la legge per proteggere la sua privacy, rilascia dichiarazioni evasive e contraddittorie e poi, melodrammaticamente, promette di dimettersi se si scoprisse che mente.
La vita privata di Berlusconi è sicuramente privata. Ma, come ebbe modo di scoprire il presidente Clinton, lo scandalo non si addice alle alte cariche. Ai suoi critici Berlusconi replica che gode ancora di una alto indice di popolarità e soprattutto che è ancora saldamente al governo e non si lascerà intimidire da quelle che chiama calunnie dell’opposizione. Molti potrebbero dire che l’Italia non è l’America. Che l’etica puritana che detta gli standard in USA non ha mai dominato la vita pubblica italiana e che pochi italiani si scandalizzano per gli eccessi dei donnaioli. Questa è una assurdità ai limiti del favoreggiamento. Gli italiani comprendono quanto gli americani cosa è accettabile e cosa invece non lo è. E come gli americani, considerano spregevole l’insabbiamento.
In Italia sono pochi i media che possono fare simili rilievi senza paura di ritorsioni. Ma a suo credito La Repubblica ha sollevato in continuazione la questione sulle relazioni del primo ministro con la 18enne Noemi Letizia. A molte di queste domande, sulle labbra di ogni stupefatto elettore italiano, non ci sono state risposte soddisfacenti. Quando e come ha conosciuto la famiglia della ragazza? Berlusconi ha richiesto le fotografie ad una agenzia di modelle e ha intrapreso i contatti con la signorina Letizia? Cosa c’è di vero nelle voci che parlano di dozzine di ragazze invitate alle sue feste nella villa sarda?
Berlusconi ha promesso di spiegare ogni cosa in Parlamento. Ma egli potrà rassicurare a fatica i suoi critici, dopo l’ingiunzione di questo fine settimana con la quale ha bloccato la pubblicazione di circa 700 fotografie, che avrebbero potuto mostrare quanto accadeva in queste feste. Né gli è stato d’aiuto il suo sfortunato ministro degli esteri, che cercando di difendere il suo capo ha sottolineato che l’età per il consenso sia fissata a 14 anni, come se ciò fosse rilevante.
La faccenda è tutta qui? Alcuni italiani pensano di no. Altri diranno che non sono questioni che riguardano gli stranieri. Ma gli elettori italiani, allo scoccare delle elezioni europee, dovrebbero riflettere su come sia guidato il loro governo, interrogarsi sulla adeguatezza dei loro candidati a Strasburgo e sul livello di sincerità del loro primo ministro in un periodo di inquietudine economica e politica.
Ciò riguarda anche gli altri. L’Italia quest’anno ospita il G-8. In tale incontro ci saranno discussioni importanti, dove i governi dell’Occidente saranno pressati per una maggiore cooperazione nella lotta contro il terrorismo e la criminalità internazionale. Berlusconi reputa sé stesso un amico di Vladimir Putin. Il suo paese è un importante membro della NATO, nonché parte dell’Euro-zona, che è stato provato dalla crisi della finanza globale. Non c’è un solo elettore italiano che si domandi come andrà a finire. Cosa che invece fanno gli imbarazzati alleati dell’Italia.

(L’originale lo potete leggere qui)

The_Mail_on_Sunday MAIL ON SUNDAY
Padrino dello squallore: Westmister potrebbe implodere ma i nostri deputati sono degli angeli se comparati al leader dell’Italia.

 di TOBIAS JONES – 02/06/09

C’è stato molto di cui lagnarsi e indignarsi nelle ultime settimane, a proposito delle assurde richieste di rimborso dei nostri parlamentari. Ma se credete che le cose vadano così male in questo Paese, soffermatevi a riflettere sugli italiani.
Loro hanno un primo ministro al cui confronto i nostri politicanti sembrano angioletti.
Lunedì, un tribunale italiano ha pubblicato le motivazioni della sentenza di condanna contro David Mills, marito di Tessa Jowell ministro del governo laburista.
Mills è stato giudicato colpevole per soppressione di prove di reato e il tribunale ritiene che lo abbia fatto come cortesia in cambio di una mazzetta da 600.000 sterline.
Chi è l’uomo che ha pagato la mazzetta? Nessun altro che Silvio Berlusconi. Egli è stato condannato a quattro anni e mezzo, in attesa del processo di appello, ma Berlusconi non vuole dimettersi né vuole trascorrere un solo minuto dietro le sbarre. Questo perché, essendo primo ministro, si è fatto votare una legge che gli garantisce l’impunità.
Come se ciò non bastasse, Berlusconi è invischiato in uno scandalo sessuale che lo sta facendo apparire un pò meno come sedicente statista e più come un vecchio sporcaccione.

N & S L’immagine riportata è l’originale presente nell’articolo.

Ricapitolando, poche settimane fa, Berlusconi (72 anni), si è presentato al compleanno di una graziosa ragazza bionda di nome Noemi Letizia, donandole una collana d’oro e diamanti dal valore stimato attorno alle 6.000 sterline.
“Come l’ha conosciuta?” Chiedono i curiosi giornalisti. “Oh!” Ha sogghignato Berlusconi “Suo padre era l’autista di Craxi”.
Bettino Craxi è stato primo ministro italiano negli anni ’80 e uno dei migliori amici di Berlusconi. Un amico talmente buono, che Berlusconi una volta gli ha pagato una tangente colossale e, tra le altre cose, in questo periodo ha ottenuto la concessione per tre canali televisivi. Ma questa è un’altra storia.
Per quanto riguarda il presunto autista, il figlio di Craxi si fa avanti e dice che loro non hanno mai sentito parlare della ragazza o del padre di lei. Berlusconi, e non è la prima volta, è stato colto mentre mentiva in pubblico.
E piuttosto semplicemente, nessuno potrebbe comprendere come uno degli uomini più ricchi e potenti d’Europa abbia incontrato questa graziosa ma anonima ragazzina, o come, con una agenda piena di impegni, possa trovare il tempo per partecipare alla festa di una adolescente.
Alcuni hanno insinuato che Berlusconi forse è il padre di Noemi.
Ma questa settimana, la sordida verità ha cominciato ad emergere. Emilio Fede, conduttore su uno dei tre canali televisivi di Berlusconi, stava cercando una nuova “meteorina”.
Le ragazze delle previsioni del tempo scelte da Fede sono sempre giovani, dal seno prosperoso, e carine. Fede andò nella villa di Berlusconi con un album delle potenziali ragazze fornite dalle agenzie di modelle. Fede lasciò l’album nella villa, per farci fantasticare Berlusconi sopra.
Un attimo dopo, Berlusconi ha già fatto la sua scelta dopo averci rimuginato sopra: “Voglio questa!” dice. E fa l’ordinazione come si trattasse di una consumazione a portar via.
E ciò che Berlusconi vuole, Berlusconi ottiene. Specialmente quando si tratta di giovani donne.
Così cerca un modo per conquistarsi l’affetto di Noemi. Cosa che potrebbe essere comica, se non fosse vergognosa per il leader di una nazione che – fatemi ricordare – si suppone sia tra le più importanti nella conduzione delle politiche europee.
Berlusconi ha predisposto l’assedio intorno alla ragazzina. L’ha chiamata, l’ha ricevuta per cerimonie ufficiali e cene informali. L’ha anche convocata per la sua festa di Capodanno in Sardegna, insieme ad altre ragazzine.
Soltanto ieri, il settimanale L’Espresso ha pubblicato in sei pagine la storia intitolata: “L’Harem di Berlusconi”, fornendo dettagli su altre feste simili nella villa del premier durante il 2007.
 (…) Ciò che più lascia attoniti riguardo all’episodio, non è tanto che il premier italiano se ne vada, come minimo, a caccia di gonnelle. È il fatto che ogni volta sembra un personaggio di Walter Mitty, dicendo una bugia appresso all’altra, anche quando tutti sanno ciò che ha fatto.
Dice che ha visto la ragazza solo in presenza dei genitori. Falso.
Dice che il padre è stato l’autista di Craxi. Falso.
(…) Berlusconi mente così tanto, da essere realmente convinto che il nero sia bianco, e il bianco sia nero. Ha nominato un ministro per le Pari Opportunità (sì, ci avete azzeccato: è una ex modella in topless) che non crede alle pari opportunità.
Quando sua moglie ha chiesto il divorzio, a causa delle sue scappatelle, lui si è sentito offeso: “Dovrebbe vergognarsi di se stessa”.
Quando è stato giudicato colpevole in tribunale, si è lamentato per il comportamento “scandaloso” dei giudici.
Con una certa ironia, ha chiamato il suo nuovo partito politico “Popolo delle Libertà”, anche se Freedom House ha declassato l’Italia da paese ‘libero’ a paese ‘parzialmente-libero’.
(…) Per anni la gente ha guardato Berlusconi meramente come una barzelletta. Ha pensato che fosse solo un buffone latino, piccolo di modi e di statura, ma non una minaccia per qualcuno.
Il fatto che sia un plurimiliardario dimostra appunto, come Bob Hope diceva scherzando su J.F.Kennedy, che un uomo ricco ha più chance di chiunque altro.
Tuttavia, la gente ha realizzato in fretta che Berlusconi è una minaccia molto reale, non solo per l’Italia, ma per la tenuta complessiva della democrazia in Europa.
(…) Ha fatto parte della loggia massonica P2: un’organizzazione segreta neo-fascista che si proponeva di sovvertire la democrazia in Italia, tra gli anni ’70 e ’80.
In seguito lui stesso si è alleato con i partiti di estrema destra che ancora credono al manganello e al braccio teso. berlusconi_salutoBerlusconi ha dissolto ogni dubbio nel 2001, durante il summit del G-8 a Genova, dove ha lasciato mano libera alla brutalità poliziesca, come non si vedeva dai tempi  delle camicie nere di Mussolini. Egli ha difeso tale brutalità in ogni occasione.
Il suo istinto è sempre quello di intimidire.
In una recente conferenza stampa, ha risposto ad una domanda che non gli piaceva, puntando il dito contro la giornalista e facendo finta di premere il grilletto.
Poche settimane fa, Berlusconi ha annunciato allegramente che il suo indice di gradimento è il più alto di qualsiasi altro leader democratico. Egli non coglie l’ironia delle sue dichiarazioni: se i tuoi indici di gradimento si avvicinano a quelli di Stalin, evidentemente non sei affatto un leader democratico.
Se possiedi tre canali televisivi (così come i maggiori gruppi editoriali del Paese, un colosso assicurativo, società di produzione e distribuzione cinematografica, una agenzia publicitaria con posizione dominante, e la squadra del Milan) tu non sei eletto tramite votazione, tu sei eletto dalla televisione. Poi c’è l’aspetto inquietante del regime berlusconiano, che è chiamato il “soffio della Mafia”. Non è una coincidenza che dal 2001 vinca il 100% dei seggi disponibili in Sicilia.
I commentatori da tempo sostengono che non si possono vincere 61 collegi su 61 in Sicilia, senza una potente organizzazione di supporto nell’isola. E se scavate nel passato di Berlusconi, avrete modo di vedere modelli scellerati.
Negli anni ’70, ha assunto come stalliere un notorio mafioso di nome Vittorio Mangano, in seguito condannato per traffico di droga, estorsione e omicidio. Molti sospettano che Mangano fosse il tramite tra l’impero affaristico di Berlusconi e Cosa Nostra. L’uomo che ha tenuto i contatti, Marcello Dell’Utri, il miglior amico di Berlusconi, è stato condannato di recente per associazione mafiosa. In attesa di appello, Dell’Utri siede nel Senato italiano insieme ad altri accusati dei suoi stessi reati. La prossimità con il crimine organizzato è stato dimostrata peraltro da uno dei suoi ministri, Pietro Lunardi, ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, che senza fronzoli dichiarò come fosse necessario “convivere con la Mafia”. Non sorprende quindi che una delle più grandi ambizioni di Berlusconi sia quella di costruire un ponte sullo Stretto di Messina, che colleghi la Sicilia con l’Italia continentale. Si vorrebbe coinvolgere Roma e Bruxelles a inviare miliardi di euro per l’impresa, mentre qualche galantuomo siciliano si starà già fregando le mani con gioia per la prospettiva.
Tutto ciò è una tragedia per l’Italia ed i suoi alleati.
Invece di un leader che rifletta tutto ciò che di meglio c’è nel Paese (intelligenza, creatività, generosità, bellezza), gli italiani hanno leaders che riflettono quanto di più veniale, corrotto e vergognoso ci sia nel passato della loro nazione.
Ogni volta che Berlusconi va all’estero, gli italiani si accucciano e si chiedono quale idiozia combinerà stavolta.
(…) Berlusconi ha paragonato se stesso a Gesù ed a Mosè, tali sono (dice) le sue sofferenze ed i suoi sacrifici. Come tutte le persone con troppo potere, sta diventando incredibilmente paranoico, vede comunisti e cospirazioni dappertutto.
(…) Il guaio è che ha disperatamente bisogno di qualcuno che “osi dire la verità al potere”. Avrebbe bisogno di uno di quelli che tradizionalmente rivestivano il ruolo di buffone di corte, di sposa amorevole, di sacerdote devoto.
Ma è Berlusconi stesso ad interpretare il buffone, la sua seconda moglie gli è sempre stata alla larga, e la Chiesa Cattolica sembra non avere influenza nella sua corte. S.Berlusconi  MdCIn altre parole, non c’è nessuno che gli dica la dura verità: come il fatto che i banchi del Parlamento non sono il posto migliore per applicare i make-up che solitamente porta, o tutti quei trapianti di capelli e trattamenti abbronzanti, quegli interventi di chirurgia plastica e quella stupida bandana, che rendono il suo aspetto tanto naturale quanto lo è una figura di cera di Madame Tussauds.
Inoltre, è circondato da sicofanti che ridono alle sue barzellette oscene e gli attribuiscono ridicoli poteri. Umberto Scapagnini, il medico personale di Berlusconi, dice spesso che ha il fisico di un uomo di mezza età e che “tecnicamente è immortale”.
Per questo suo responso scientifico, il dottore è stato ricompensato con un seggio in Parlamento, dove siede tra i banchi della maggioranza al fianco di altre vecchie pecore, ragazze affascinanti, e criminali. Silvio Berlusconi è al suo terzo mandato. Se porterà a termine la legislatura, sarà stato al potere 12 anni sugli ultimi 19. Nessuno ha dominato la scena politica italiana come lui dai tempi di… Benito Mussolini.
Molti sospettano che abbia ambizioni ancora più grandi.
Sostiene di frequente che vuole riformare il ruolo del Presidente della Repubblica, cambiandolo da ruolo cerimoniale a ruolo attivo con una potere simile a quello del presidente USA o francese.
Suggerimenti su chi debba ricoprire l’incarico? Avete indovinato: l’immortale Silvio Berlusconi.
È difficile credere che un uomo così inadeguato guidi l’Italia, che uno così sgradevole sia tra le maggiori forze politiche europee.
Non ha dignità, non ha grazia, non ha stile e, nonostante tutto il suo presunto potere, non ha coglioni. Più a lungo resterà al potere, più in fretta l’Italia diverrà una Repubblica delle Banane. Il cambiamento è già in atto.
Questa non è una commedia, è una tragedia.

(Il testo completo lo trovate qui)

 

L’ambiguo Pigmalione

Posted in A volte ritornano, Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , on 25 maggio 2009 by Sendivogius

lolita  “Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. LO.LI.TA. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita”.
(Vladimir Vladimirovic Nabokov, “Lolita”. Adelphi, Milano 1993)

Su come il Papi nazionale abbia conosciuto la sua Lolita non è dato sapere… 
E questo è strano, visto che papi Silvio è sempre così prodigo di notizie, soprattutto per quel che riguarda la sua vita privata, che si è già premurato di illustrare al popolo, tramite l’invio di book personali con la sua “storia italiana” in carta patinata. Servizio completo: una soap opera dai tempi della prima comunione ad oggi. Ecce HomoAbbiamo le sue foto al mare in versione macho, ma anche la variante chansonnier quando ‘papi’ era l’ugola d’oro da Love Boat. Tuttavia, le nostre preferite sono le immagini edulcorate di Re Silvio, viola mammola nel suo giardino, mentre sceglie i fiori in tenuta da necroforo. Oppure quando, fresco di “Family Day” e nelle vesti candeggiate a freddo del cattolico devoto, papi rende omaggio al papa, riservando al teutonico pontefice il suo miglior baciamano per signore. berlusconi_papa
Ma Silvio, oltre che Re, è innanzitutto ‘uomo’. E come tale non disdegna la carne. Meglio se giovane. Se poi si pensa a quanto papi ami declamare ai quattro venti le sue avventure galanti, una simile reticenza è ancora più insolita. Al riguardo, qualcosa potete leggere su La Repubblica del 24 Maggio, dove si racconta degli strani soggiorni a Villa Certosa, residenza assurta a maison royale dove l’Imperatore consuma i suoi ritiri, sempre attorniato da ninfette che popolano il gineceo sardo e, probabilmente, le fantasie erotiche del padrone.
Nella sua investitura imperiale, papi Silvio rinvigorisce i fasti delle migliori corti, quando pochi autocrati coronati si contendevano il potere assoluto, senza inutili suddivisioni, liberi dai condizionamenti di “assemblee pletoriche e addirittura controproducenti”.
Corpo e sangue della nazione, il sovrano è abnorme negli appetiti come nelle sue ambizioni. La potenza regale vive e si trasfigura nella stessa potenza sessuale dei Re, incontenibile come le pulsioni che ne agitano gli istinti. In questo, Re Silvio non è da meno. Semplicemente, nella sua veste imperiale, ripercorre i passi consumati dei munificenti principi rinascimentali, lungo lo stesso solco tracciato da Enrico VIII d’Inghilterra e da Luigi XIV di Francia. Ogni sovrano ha le sue cortigiane e tra esse sceglie le predilette. E ogni favorita dura quanto i capricci del volubile protettore. Luigi_XIV-Enrico_VIII
Sulla potenza amatoria di padron Silvio costituiscono ‘mistero di Fede’ (Emilio garantendo) le incredibili performance virili, che infuocherebbero le sue notti insonni di monarca in calore. Ambiguo Pigmalione di fresche fanciulle nel fiore degli anni, papi Silvio insegue forse l’antico desiderio del fiore proibito da seguire nella maturazione e cogliere in esclusiva, riservando le sue mature attenzioni a giovani protette da accudire e da guidare nel loro percorso formativo. Un’ossessione tutta provinciale, e molto senile, che si alimenta attorno alle mitologie sulla purezza virginale. Ossessionato dalle minorenni, nella sua satiriasi cerca e vede veline dappertutto: da Giorgia Meloni ad Emma Marcegaglia. Come se non bastasse, le tempeste testosteroniche di primavera devono aver sconvolto la mente del povero papi, a tal punto da non sostenere neanche più la finzione democratica che fin qui aveva (a fatica) mantenuto. In attesa dell’incoronazione finale, l’ultimo Imperatore parla apertamente di stravolgere la Costituzione a suo piacimento, di imbavagliare l’Informazione (almeno quel poco che ne resta), di ridurre il Parlamento in una dependance personale ad uso privato, di eliminare la Magistratura inquirente, di istituire milizie di partito per la ‘sicurezza nazionale’ e chiudere i lavoratori stranieri in campi di concentramento. Sbrodola sondaggi nordcoreani, grida ai brogli se perde le elezioni, e delira di non poter governare, pur avendo la più vasta maggioranza parlamentare mai ottenuta in Italia. E ancor non è felice.
Ciò naturalmente ci preoccupa e ci rattrista, così come le condizioni mentali dell’afflitto latin lover in overdose da Cialis.