Archivio per Immigrazione

(112) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , on 30 giugno 2018 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2018″

Ci voleva una boccata di aria fresca, dopo la lunga stagione di fritto misto, ripassato nella padella dorotea. Finalmente risorge un’Italia maschia e virile, dai mascelloni volitivi, le palle quadre, e la trippa al vento, che sa come imporsi all’estero, rivendicando il proprio ruolo in Europa e nel mondo contro le demoplutocrazie del perfido giudeo Soros.
Cosa ha ottenuto dunque il cazzutissimo esecutivo gialloverde nell’ultimo vertice bruxellese, dove si discuteva di questioni migratorie?!? Per riassumere in breve: un par de palle!
Fortunatamente per noi, gli impegni sottoscritti sono tutti al condizionale, nell’aleatorietà degli stessi, e non presuppongono alcun vincolo concreto nel doverli mettere in pratica. Altrimenti, l’Italia non solo diverrebbe l’hotspot d’Europa con l’obbligo di accogliere e trattenere ogni immigrato in arrivo dall’Africa (o qualsiasi altra parte del globo), ma si dovrebbe riprendere anche i “migranti economici” espulsi dal resto della UE, che verrebbero ricondotti al “paese di primo approdo” (cioè l’Italia). In concreto, da oggi il ricollocamento dei profughi avverrà solo su base volontaria. Se prima era obbligatorio e nessuno se li prendeva, figuriamoci adesso!
Per il momento, come unico risultato, ci sarebbe la stretta sulle attività di trasbordo delle ONG (e sarebbe pure ora, che davvero non se ne può più!), anche se non serviva un’autorizzazione europea per questo. Malta il divieto di attracco e rifornimento lo pratica già; il Governo italiano ha tirato fuori l’Art.83 del Codice di navigazione, per bloccare (ottimisticamente) il transito delle navi e limitare l’arrivo di una marea di gente che nessuno vuole né sa come sistemare. Perché la realtà (spiacevole o scomoda che sia) è comunque questa. Allo stesso modo, l’intolleranza nasce dalla mancanza di soluzione per un problema vissuto come oggettivo, ma che viene negato nella sua evidenza. E bisognerebbe prenderne atto, al netto di pietismi strumentali e stronzate che francamente non convincono più nessuno, ma indispettiscono tanto sono irritanti nella loro assurdità semantica.

“Ci pagano le pensioni!”

Poi c’è l’impegno, tutto generico, a stanziare mezzo miliardo di euro per l’Africa onde creare piani di sviluppo e contenere le migrazioni. Quando il problema inerente le ondate di profughi riguardava la Germania, vennero subito sganciati (sull’unghia!) 6 miliardi di euro da versare in tranche regolari alla Turchia, con le quali il sultano Erdogan ha consolidato il suo potere assoluto, affinché venissero bloccati i flussi. Da notare che i miliardi non sono stati pagati dai tedeschi (che avevano il problema in casa), bensì da tutti gli europei. Sottolineiamo: 6 miliardi per la Turchia (con 80 milioni di abitanti), 500 milioni per l’Africa, con oltre un miliardo di abitanti (1,2 mld) ripartiti per 54 nazioni. Nell’intermezzo, c’è Macron che ordina l’apertura dei porti italiani e spagnoli al flusso dei migranti e la realizzazione massiva di centri di accoglienza (sempre al di là delle Alpi). I confini francesi (così come i porti) invece rimarranno sigillati, nell’indisponibilità ad accogliere alcunché. È la solidarietà fatta col culo degli altri. Per il presidente francese pare sia una questione di principio.
La Spagna dell’abusivo Pedro Sanchez (l’ultimo dei camerieri sopravvissuti al Patto del Tortellino) si è subito dichiarata indisponibile; dopo l’accoglienza della nave Aquarius, ha già dato: 2700 operatori e una copertura mediatica di 700 giornalisti, per lo sbarco assisitito di 630 migranti, nelle stesse ore in cui l’Italia (egoista e vomitevole) ne faceva approdare quasi duemila, e senza tanti clamori, dopo averne accolti 650.000 in meno di cinque anni. Poi si lamentano che dilagano i nazionalpopulisti!
Una manna per Matteo Salvini, che parla di successone (immaginario) e può (questa volta a ragione) mettere a nudo la pletorica inutilità di una UE senza vergogna per le sue indecenze, costruendoci sopra una carriera politica. Perché un tweet al giorno leva ogni responsabilità di torno.
Ordunque, basta coi vecchi piazzisti di fuffa! Esaurito il tempo delle chiacchiere e dei compromessi, resta la propaganda, nella roboante magnificazione di sé. Da oggi, le cazzate assurgono ad una nuova dimensione “sovranista”, nel ritrovato orgoglio nazionalpopolare dell’Italietta restituita ai fasti retorici di regime.
A mal vedere, pare che la condizione prevalente della politica italiana sia incarnata nel disagio psichiatrico, tanto che per capire la personalità dei nostri sedicenti ‘statisti’ basterebbe sfogliare una copia del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders). Siamo così passati dal disturbo istrionico di personalità (Silvio Berlusconi), al disturbo narcisistico (Matteo Renzi), e infine col disturbo delirante (Matteo Salvini), mentre la loro interazione prevalente è il bullismo.
Perché è in termini clinici che va preso in considerazione il fenomeno. La Reductio ad Hitlerum non funziona. E non perché il Governo Salvini (Conte e Di Maio sono solo due comprimari di contorno) non abbia connotazioni di chiara impronta fascista.
Non funziona per il semplice motivo che una parte consistente dei suoi entusiastici sostenitori, fascisti lo sono già e se ne fanno apertamente vanto. Di conseguenza, non ne uscirebbero che ulteriormente galvanizzati dalle analogie.
Gli altri vivono in una sorta di esaltazione mistica, che segue sempre l’arrivo dell’omino della provvidenza in cui riporre aspettative spropositate per una dote di promesse illimitate.
Per paradosso, sottolineare i richiami al fascismo di una compagine governativa che tanto eccita i fanclub del grilloleghismo, finirebbe proprio per riabilitarne l’idea e legittimarne l’eredità.
E l’Opposizione allora?!? Sui cadaveri non infieriamo. Il “populismo” l’hanno creato e alimentato loro, quando erano al potere, governando da schifo e gestendo persino peggio la grande recessione economica. Quello che non si perdona loro è la sensazione di aver subito un grande tradimento collettivo, mentre gattonavano felici a braghe calate nei consessi europei a prendere ordini. Diversamente, non avremo avuto l’ascesa del cosiddetto “sovranismo”, che in fondo è una reazione di rigetto verso una classe politica semplicemente indegna, sostituita con un’altra di gran lunga peggiore.

Hit Parade del mese:

01. TRIONFI

[29 Giu.] «A Bruxelles abbiamo ottenuto il 70% delle nostre richieste.»
  (Matteo Salvini, il Diplomatico)

02. ASPETTATIVE

[21 Giu.] «Io mi aspetto già da domenica con i ballottaggi un segnale di ripresa del Pd. Primo perché i nostri candidati sono di gran lunga i migliori, i più affidabili. Secondo perché, forse per la prima volta nella nostra storia, c’è stata una attenuazione delle polemiche interne.
A Pietrasanta, Massa, Pisa con Paolo Gentiloni, piazze piene per i candidati sindaci del Pd in Toscana. Ho buone sensazioni per i ballottaggi del 24 giugno.»
  (Andrea Marcucci, il Renzianissimo)

03. PREVENZIONE

[22 Giu.] «Ritengo che 10 vaccini obbligatori siano inutili e in parecchi casi pericolosi, se non dannosi.»
(Matteo Salvini, il Virologo)

04. GENETICAMENTE COMPATIBILI

[02 Giu.] «Alleanze con la Lega? Fantascienza allo stato puro. I nostri programmi sono inconciliabili. Noi non faremo un’alleanza con la Lega. Sono culturalmente e geneticamente diversi, quindi è impossibile.»
(Roberto Fico, l’Ibridato)

05. ESECUZIONI GENTILI

[18 Mag.] «Cosa farei per questo governo? Mi vedrei bene capo della Polizia. Penso a Fouchet, ci vuole severità. Sì, è vero, tagliava le teste, ma adesso non c’è neanche più la ghigliottina. Mancava il garbo di far rotolare le teste su un tappetino pulito. E poi non disinfettavano mai la mannaia. Adesso bisogna far rotolare qualche testa.»
  (Mario Borghezio, il Boia)

06. IL PUPAZZO

[07 Giu.] «Il premier Conte padroneggia gli argomenti che tratta, è abituato a studiare molto. Lo definirei coraggioso, curioso, intelligente, competente.»
  (Alfonso Bonafede, Scopritore di talenti)

07. MORTO CHE PARLA

[11 Giu.] «Il PD deve cambiare da cima a fondo, ma la notizia della sua morte era fortemente esagerata.»
  (Paolo Gentiloni, il Sopravvissuto)

08. ONESTÀ!

[12 Giu.] «Lo stadio a Tor di Valle è sempre più vicino. Stiamo lavorando senza sosta per accorciare i tempi e realizzare questa grande opera che porterà nuovi posti di lavoro e migliorerà la vita nel quadrante sud della città»
  (Virginia Raggi, Disastro Capitale)

09. IL SUICIDIO DELLA SINISTRA

[27 Giu.] «Se in Toscana non ci fossero gli stranieri, che sono il 10%, la Toscana sarebbe un deserto di miseria.»
  (Enrico Rossi, Governatore del deserto)

10. ENORMI DISPONIBILITÀ

[29 Giu.] «Io credo in un campo di centrosinistra largo. In italia c’è una disponibilità enorme. E io mi propongo come una delle persone che può contribuire a questa rete.»
  (Paolo Gentiloni, il Disponibile)

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EXCURSUS

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , on 23 giugno 2018 by Sendivogius

Quando la “Sinistra”, esaurita ogni spinta propositiva, sembra non avere più niente da dire e si riduce a citare i tweet papali, invece di attingere al proprio patrimonio culturale, in un impasto melenso di pietismi mediatici (che spesso tracimano nel piagnonismo retorico) su fermentazione saccarotica nelle pozze del politicamente corretto, (non meno insopportabile dei luoghi comuni e dei cliché che alimentano le ‘certezze’ delle destre populiste e sempre più apertamente fascistoidi), allora bisogna volgere lo sguardo anche a “Destra”, considerata nella sua componente più eterodossa ed intellettuale (da Marco Tarchi ad Alain de Benoist) che forse, per contiguità ideologica e per capacità sincretica, è meglio attrezzata nell’interpretare l’esprit du temps che condiziona la psicologia della folla (il sedicente “popolo”), in attesa che si diradino i fumi tossici della grande sbornia sovranista, nell’evidenza delle cause alla sua origine e nella diversità delle prospettive, in assenza di soluzioni facili.
Quella che vi proponiamo è un intervista ad Alain de Benoist, riportata nell’opera di Alessio Mannino (“Mare monstrum”). La tesi dell’Autore (Alessio Mannino) è semplice: introietta la critica marxiana (ma non marxista) al Capitale, facendola propria e reinterpretandola in chiave “comunitarista” (un tempo si chiamava così), per approdare ad una sintesi squisitamente di destra e quanto mai contigua al pensiero della nouvelle droite (con relative suggestioni nietzschiane), nella sua componente anti-imperialista e nel superamento dicotomico tra destra/sinistra (salvo scegliere implicitamente la prima), per un’analisi solo in apparenza trasversale.
L’intervista a Benoist però qualche spunto può offrirlo, lontana da ogni idealizzazione (o demonizzazione) del fenomeno migratorio, per un ritorno alle opinioni (il fatto che noi si possa condividerle o meno è in questo caso del tutto irrilevante) che non siano solo strumenti funzionali alla propaganda 2.0 in tempi di post-democrazia.

«L’immigrazione non è un fenomeno nuovo, ma qualcosa che è sempre esistito.
[…] Parlare di immigrazione in sé non ha quindi molto senso, a meno che non si conosca chi è che emigra, verso quale paese e qual’è il volume di questa immigrazione. Un milione di cinesi negli Stati Uniti rappresentano una simpatica comunità asiatica; se invece saranno 600 milioni di cinesi a trasferirsi oltre Atlantico, gli americani potranno dire di non abitare più in America, ma in Cina!
L’immigrazione che si riversa oggigiorno nei Paesi europei è caratterizzata dal fatto di essere allo stesso tempo sia incredibilmente veloce, sia estremamente massiva e di concernere popolazioni le cui personalità etnoculturali, come anche i costumi stessi, si distinguono profondamente da quelle delle popolazioni che le accolgono.
[…] L’immigrazione massiva, le cui motivazioni sono prevalentemente economiche, è uno sradicamento irriducibile. Che questo sradicamento prenda le forme di un’autodeportazione non cambia nulla alla questione. Eppure, il desiderio di “rifarsi una vita in Europa” (desiderio che spesso sfocia in una profonda disillusione), non spiega ogni cosa. L’immigrazione cui oggi assistiamo è indissociabile in primo luogo dalla globalizzazione, che privilegia a tal punto la nozione di “mobilità” da esaltare in permanenza la figura del nomade rispetto a quella del sedentario, e in secondo luogo da un clima ideologico globale, che tende alla delegittimazione del radicamento, del desiderio di vivere all’interno di un quadro familiare, in cui le persone possono riferirsi a un modo di vita specifico e a dei valori condivisi. Sono tre le scuole di pensiero, molto diverse tra loro, che concorrono a mantenere questo clima: innanzitutto vi sono le Chiese cristiane, che si prodigano per spirito di carità a considerare lo straniero come “fratello”; poi quella frazione della sinistra progressista che pone l’uomo come “cittadino del mondo” (dimenticando che si può essere cittadini solo di un’entità politica e che il “mondo” non ne ha una sola); infine gli ambienti aderenti al capitalismo liberale, che sono favorevoli all’eliminazione delle frontiere in quanto limitano l’espansione planetaria del mercato, e utilizzano gli immigrati come strumenti che permettono di esercitare una pressione al ribasso sui salari dei lavoratori dei Paesi di accoglienza.[…] È innegabile il fatto che attualmente nella maggior parte dei Paesi europei si sia sviluppato un razzismo popolare, la cui causa principale risiede nell’immigrazione massiva e ancor di più nelle patologie sociali che ne risultano. Sto pensando, in particolare, all’aumento della criminalità e all’aggravarsi dell’insicurezza, al crollo della qualità scolastica, alle innumerevoli “inciviltà” che sono la trama quotidiana dei fatti di cronaca. Questo razzismo non ha nulla di ideologico, è puramente sociologico (è il frutto non di una teoria o di una convinzione argomentata, ma di un’attitudine reattiva e spontanea). È diffuso soprattutto nelle classi popolari, che sono le prime a soffrire delle patologie sociali generate dall’immigrazione. Ciò spiega anche perché le classi popolari, le quali in passato votavano a sinistra o per l’estrema sinistra, riversano il voto sui partiti populisti che sono all’oggi in pieno sviluppo.
Posso comprendere intellettualmente queste reazioni, ma non le approvo in alcun modo. Non è attraverso il razzismo, né con la xenofobia che verrà risolto il problema dell’immigrazione, ma con un’analisi ragionevole di quello che è concretamente possibile fare per risolvere le difficoltà, o anche le impossibilità, delle coabitazioni attuali. Se non ci si riuscirà, assisteremo all’aumento di fantasmi micidiali, che portano al nulla

Alessio Mannino
“Mare Monstrum: Immigrazione: Bugie e Tabù”
Arianna Editrice
(Bologna, 2014)

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METAFENOMENI

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 7 luglio 2017 by Sendivogius

A Roma (ma non solo) esiste una categoria che, unitamente a quella del “cazzaro”, definisce al dettaglio il vanesio narcisismo dell’infingardo, senza altre qualità se non l’evanescente apparire del suo non-essere; declinata a misura di cialtrone, nell’universalità dell’elemento dominante, trova la sua forma più compiuta nel bullismo istituzionale. Trattasi dello “sborone”: millantatore professionista di prestazioni inesistenti, che nella sua putulante inconsistenza, nell’incontinenza del proprio spirito irrequieto, non ha altro modo di dar prova della sua presenza infestante, quando invece sarebbe assai più d’uopo un pudico silenzio, se solo avesse una qualche vergogna di sé (cosa che lo “sborone” assolutamente non conosce). In tutto e per tutto speculare al cazzaro, lo sborone lo completa nella sua funzionalità declamatoria. Entrambi sono quasi sempre inseparabili, come due chiappe dello stesso culo. Pertanto, la “stronzata”, meglio se prodotta su scala industriale, ne costituisce la misura prevalente.

Per i culturi dell’antropologia sub-culturale, ne abbiamo (e ne abbiamo avuti e sempre ne avremo) fulgidi esemplari di fuffa e di governo, come il glabro pagliaccio flippato al Ministero degli Interni, al posto di quell’altra calamità innaturale di un Angelino Alfano (collezionista compulsivo di poltrone e figure di merda associate), nel frattempo transumato agli Esteri, ed illuminante esempio di “meritocrazia” applicata ai tempi infausti della Rottamazione su riciclo. Marco Minniti è quello che preso atto dell’esistenza di una “emergenza migranti”, sperticatamente negata fino al giorno prima, molla tutto e rientra precipitosamente in Italia dagli USA (dove è andato a fare non si sa bene cosa) per sbattere i pugnetti rachitici in “Europa”, dopo che le ineffabili ONG (di Olanda e Germania e Francia, che tengono ben serrati i loro porti e cordoni della borsa) gli hanno appena traghettato in un sol giorno (ma dopo le elezioni amministrative) qualche decina di migliaia di preziose “risorse”, da mantenere ad libitum finché non potranno pagarci la pensione, e mettendo l’assente ministro a fatto compiuto. “Chiudiamo i porti! Inchiodiamo i partners europei alle loro responsabilità (?), chiediamo un incontro urgente e pretendiamo più risorse!” Blatera roboante il tapino a mezzo stampa.
E alla fine dell’ennesimo vertice inconcludente, dove ha incassato uno schiaffone micidiale, subito rimbalzato sulla faccia di tolla, si capisce che gli unici porti a rimanere spalancati saranno quelli italiani. Che alla fine della sceneggiata, le ONG continueranno a fare quel che pare loro, senza dover rendere conto a nessuno e meno che mai alle “autorità” italiane. Che i soldi stanziati sono la miseria di 280 milioni di euro (però quando l’emergenza riguardava la generosa Germania i miliardi furono cinque), opportunamente da dividere con Tunisia e Libia. Che gli accordi internazionali vanno fatti col fantomatico governo libico (che non controlla nemmeno la capitale) e all’atto pratico con le oltre 250 formazioni armate che di fatto si spartiscono il territorio di uno stato fallito, gestendo il traffico umano. Ma Minniti parla di “grande successo” della diplomazia italiana. Poteva andare peggio?!? NO. 

 Il Bomba, quello che prima firma l’accordo (le cui clausole peraltro restano segrete) in cui si accolla tutti gli oneri della “accoglienza”, in cambio di qualche deroga sulla tenuta dei conti di bilancio, per poter meglio distribuire le sue mancette elettorali su liquidità indotta, adesso va fanfaroneggiando che non pagherà le quote di iscrizione annuale all’esclusivo club UE, dove peraltro l’Italia è trattata peggio di una sguattera del Guatemala… Oppure, se preferite, come la prostituta d’Europa, pronta a vendersi per un pugno di marchette. Ma la missione non era stata rivenduta come un successo?!?
D’altronde, quel concentrato di adipe e boria che chiamano “il Bomba”, ed a cui dobbiamo questo ed altri trionfi, è quello in conflitto permanente con la realtà, dalla quale si dissocia ogni volta non è funzionale alla sua narrazione dalle magnifiche sorti progressive, come le “riforme” con le quali ci ammorba da mane a sera nei cinegiornali di regime. Insomma, è uno che convoca la direzione del suo partito personalizzato, che si definisce “democratico” ma poi nega il diritto di intervento alle ‘minoranze’ interne. È lo stesso che dopo quattro batoste elettorali di fila, ancora si balocca col risultato delle Europee del 2014 (quando la metà degli elettori non andò a votare). E ovviamente sta sempre lì, che non schioda.

“Non sono interessato né alla mia né alla vostra carriera, ma a portare il PD in altro. Lo dico senza polemica e con tutto il rispetto: non mi interessa cosa farete voi nella prossima legislatura.”

In pratica, dopo aver dimezzato i voti e annichilito la sinistra interna, adesso pretende di spazzare via anche i cacicchi democristiani che pure ne hanno sostenuto e favorito l’ascesa, per sostituirli coi suoi ubbidienti balilla reclutati direttamente all’asilo, e poter meglio copulare col Pornonano resuscitato. “Senza polemica e con tutto il rispetto”. S’intende! E per tutti l’augurio di utilizzare il PD “come una finestra”. All’ultimo piano sarebbe meglio… Buttati, che è morbido!

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LO SPOSO TURCO

Posted in Kulturkampf, Risiko! with tags , , , , , , on 7 maggio 2016 by Sendivogius

turchia-erdogan-

Modifica unilaterale della Costituzione, stravolgimento delle regole parlamentari, concentrazione abnorme dei poteri istituzionali, nepotismo esteso oltre ogni familismo amorale, asservimento dei media e bavaglio alla libera stampa… No, non è l’Italietta bonapartista di Renzimandias, ma la Turchia del sultano Erdogan: il nuovo amichetto di fräulein Merkel, auto-assunta ad arcigna governante di un’Europa ridotta a dépendance tedesca, ed ora tutta preoccupata su come puntellare i sacri confini germanici salvaguardandoli dalla pressione migratoria, senza però pregiudicare il transito delle merci in uscita a tutela delle proprie esportazioni.
Per questo c’è bisogno di Recep Tayyip Erdogan: l’inquietante padiscià imbucato a Berlino, che tanto ama giocare all’impero ottomano, credendosi evidentemente l’incarnazione in formato tascabile di Solimano redivivo. Uno che nel suo tetro palazzo presidenziale di Ankara, agli incontri ufficiali, si presenta così…
Recep Tayyip Erdogan nel palazzo presidenziale di AnkaraIl fatto che un simile dittatore da operetta venga fatto imboccare a forza in quel circolo degli orrori a cui sempre più assomiglia la UE, e dalla quale oramai troppi scalpitano per uscire, costituirà per i secoli a venire il marchio d’infamia di un continente sempre più allo sbando, nella drammatica assenza di una qualunque classe dirigente.
L’adesione di Istanbul a questo club dei suicidi impiccati al rigore contabile era in cantiere da tempo… Ce lo chiede Washington che ha bisogno della base aerea di Incirlik (a be’ allora..) e naturalmente il “Mercato”.
spiegel Da qui, e dalle esigenze di politica interna per un’Angelona prossima alla frutta, scaturisce la sottoscrizione di un accordo vergognoso con la Turchia di Erdogan, che non ferma i flussi migratori, ma semplicemente li storna verso le coste italiane del Mediterraneo. E giacché non sarebbe vantaggioso provocare il collasso della Grecia, fintanto il governo ellenico non avrà saldato gli interessi a strozzo sul debito, chiude provvisoriamente la tratta balcanica nonostante questa possa essere riaperta in ogni momento, secondo i capricci e soprattutto i ricatti dell’ingombrante “alleato” turco.
Erdogan e i giannizzeriPer ogni “migrante” rimpatriato, i cittadini europei se ne prenderanno subito a carico un altro, per un saldo zero sui rimpatri e un aggravio progressivo sui bilanci pubblici che in qualche modo dovranno essere finanziati. Vengono sbloccati i visti per la libera circolazione di tutti i cittadini turchi (solo 75 milioni) all’interno della UE, per un’altra massiccia immissione di imprescindibili “risorse” da ricollocare in qualche modo, che si andranno ad aggiungere agli altri milioni di disperati proveniente da ogni bidonville del pianeta: i “doni” (assolutamente non richiesti) come ama chiamarli il Gran Muftì di Roma, al secolo “papa Bergoglio”.

Turkey Pope

Sarebbe il sommo pontefice di romana chiesa (santa?), che di tutto sembra occuparsi eccetto di ‘cristiani’, mentre sollecita il ritorno ad uno “spirito umanistico” dell’Europa (Dio non voglia!) che a suo tempo tanti bei papi ci ha dato come quell’Enea Silvio Piccolomini fissato con le crociate contro i turchi.
soldatini turchiPer intenderci, Angelona era quella che soltanto otto mesi fa era pronta ad accogliere mezzo milione di “profughi” all’anno o anche più, in un flusso ininterrotto per i prossimi lustri a venire; salvo poi fare precipitosamente marcia indietro quando questi “doni” della globalizzazione hanno cominciato a reclamare il loro diritto di preda nella notte brava di capodanno, con lo stalking di massa contro le ‘femmine’ degli infedeli, per una riedizione ‘goliardica’ delle vecchie marocchinate (troppo politicamente scorrette per essere ricordate).
A suo tempo, sulla questione considerata nella sua dimensione generale [QUI] eravamo stati fin troppo facili profeti:

“…c’è da chiedersi, quando tra qualche settimana sarà nuovamente mutata la percezione mediatica, quanti di quei tedeschi ed austriaci che ora corrono ad accogliere festanti l’arrivo dei migranti alle loro frontiere orientali risponderanno con lo stesso entusiasmo, non appena si renderanno conto che l’ondata non si esaurirà in poche decine di migliaia di profughi. Soprattutto, sarà interessante confrontarne le reazioni quando prenderanno atto che l’intera operazione non è a costo zero, specialmente nel momento in cui verranno contabilizzati gli oneri che una simile ‘riallocazione’ su vasta scala comporta; nonché l’impatto che questa avrà sui sistemi di welfare e di pubblica assistenza, con la distribuzione delle risorse interne e le priorità di spesa ad essa connessa. Perché è evidente che gli stati europei, nella loro apparente opulenza, hanno pur sempre un limite fisiologico…”

  (06/09/2015)

Per il ricostituito Reich germanico senza le panzer-divisionen, i vantaggi del matrimonio combinato con l’imbarazzante sposo turco sono pochini e tutti di breve periodo. Per il resto d’Europa, che supinamente ha subito il trattato su imposizione tedesca, non andando oltre qualche mugugno, i benefici assommano a zero con costi alla lunga insostenibili.
FESTA IN MASCHERA  In compenso, vengono assecondate le velleità neo-ottomane della Turchia di Erdogan e tutte le sue destabilizzanti ambiguità nello scacchiere mediorientale, sollevando una cortina di silenzio sulle continue violazioni dei diritti civili con cui un regime sempre più autoritario reprime con durezza il dissenso interno.
rte-hitlerFortunatamente, da noi non vengono (ancora) ammazzati i giornalisti o prese d’assalto dalla polizia le sedi dei giornali. Al massimo, si mettono sotto processo i comici per delitto di lesa maestà delle loro sacralità imperiali, tanto per compiacere il permaloso dittatorello di turno…
MERKEL-ERDOGANAl contempo, si tace interamente sul terrorismo di Stato (che in Turchia sembra essere pratica ordinaria ed elettoralmente vincente), sugli omicidi politici, nonché sulla repressione delle minoranze (non solo curde) e sul ruolo fondamentale che il governo turco ha giocato nel creare e foraggiare le bande di psicopatici in ciabatte che imperversano in Siria.
is-e-soldati-turchi Fu così che l’islamofascismo del sultano di Ankara diventò improvvisamente presentabile e congruo agli standard europei; così inflessibili sui conti, ma sempre molto elastici quando investono la sfera dei diritti e le tutele della cittadinanza. Per questo, nella nuova Turchia erdoganizzata, ridotta ad una satrapia personale a feudalizzazione familiare, non si può assolutamente parlare di sterminio degli armeni: è un delitto di stato (usare la parola “genocidio”, mica il delitto!). In compenso si può tranquillamente concionare di “razza turanide”, di genetica e “panturanesimo” delle stirpi uralo-altaiche. Se riguardasse noi “occidentali” bianchi e cattivi, si parlerebbe apertamente di razzismo… Ma in questo caso si tratta di una diversa sensibilità culturale nella ‘relativizzazione’ dei costumi locali. A parti inverse, immaginatevi soltanto un presidente tedesco che oggi si mettesse a parlare di “razza ariana”, negando la shoah degli ebrei.
Per contro, la Turchia è da sempre parte integrante della storia europea…
Vienna 1683Dalla conquista di Costantinopoli nel 1453 all’ultimo assedio di Vienna nel 1683, non si contano i suoi contributi alla pace ed alla stabilità dell’Europa, lasciando un indelebile ricordo in quei popoli balcanici che hanno avuto la mirabile fortuna di essere amministrati da così illuminato dominatore come certamente fu l’Impero ottomano. È il motivo per cui le popolazioni dell’Europa orientale guardano alle fiumane umane di immigrati, aspiranti profughi, con la stessa apprensione e timori che i loro antenati della Moesia e dell’Illyricum devono aver provato all’arrivo dei Goti nella regione balcanica, nonostante l’ammorbante vulgata pietista che ad ogni ora del giorno e della notte trabocca dai nostri Cinegiornali Luce, tanto per cercare di ammorbidire la gigantesca supposta in arrivo, finendo invece per provocare l’effetto opposto con l’inevitabile crisi di rigetto che di solito ne consegue.

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No More Tears

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 23 marzo 2016 by Sendivogius

tintin

Niente lacrime, per favore. Soltanto le esibizioni melense dei bimbi buoni del politicamente corrotto, meglio se insufflato nello zucchero filato del sentimentalismo all’ingrosso, nella loro indigesta ipocrisia, riescono a risultare più insopportabili degli sciacallaggi mediatici di un Matteo Salvini.
Matteo SalviniPer contro, onde non turbare le animelle belle del buonismo militante ed i loro pendants testicolari, che tanto s’erano risentiti per l’assenza di peli nel trattare la precedente tournée parigina degli Isl’Amici in trasferta europea, non pronunceremo mai la parola “guerra”… Che altrimenti finirebbe col turbare una certa “Generazione Erasmus”, come ebbe a chiamarla una volta il più improbabile dei Telemaco improvvisati.

Scusa al cazzo!SCUSA AL CAZZO!

Ed eviteremo ogni riferimento esplicito ai boia in nero; come in un cluedo dove tutti sanno benissimo le modalità di azione, così come si conoscono altrettanto bene identità e substrato ideologico (e complicità) dei principali ‘indiziati’.

Intervallo - paesaggio con capreIntervallo: Paesaggio belga con capre

Molto meglio le faccine colorate ed impersonali da usare per il Paris-Bruxellesprossimo hashtag in condivisione ‘virale’, oppure un Tintin piagnucoloso (siamo in Belgio!) da utilizzare per i cordogli di facciata, inutili quanto e più dei precedenti.

Je suis BruxellesJe suis Bruxelles

E peccato solo per il fatto che i personaggi di Hergé avessero un approccio molto più concreto con i diretti interessati…

Le Avventure di TinTin

A proposito di retorica applicata alle domande, bisognerebbe chiedersi piuttosto come interi quartieri di una (bellissima) capitale europea siano potute diventare enclaves al di fuori della legge nazionale (legibus solutae), E ci si chiede altresì come simili enclaves abbiano potuto trasformarsi in qasbah Fouad Belkacemsottratte ad ogni controllo, diventando il recinto per l’allevamento di repellenti caproni che hanno fatto del parassitismo sociale a carico della comunità ospitante per pubblico scrocco una vocazione professionale, magari sostituendosi alle autorità legittime. Per spirito d’integrazione, s’intende!

La Shariah Police a Wuppertal in GermaniaLa Shariah Police a Wuppertal in Germania

«Bruxelles è la capitale islamica d’Europa. E’ da decenni la sede logistica per la rete degli attentatori e per lo smistamento degli imam salafiti nel resto del continente. E’ il centro di reclutamento e di finanziamento delle “cellule dormienti” e dei “lupi solitari”.

Sono anni che i dati statistici documentano che nell’area francofona della capitale, enclave della regione fiamminga, il 30% circa della popolazione su un milione e 200 mila abitanti è arabo-islamica: tra i 250 mila e i 350 mila, in maggioranza di origine Sharia 4 Belgiummarocchina (70%) e turca (20%). Quasi tutti hanno utilizzato le leggi che favoriscono la riunificazione familiare, facendo arrivare mogli e figli. Per quanto riguarda i celibi, oltre il 60% dei giovani marocchini e turchi si sposano esclusivamente con persone della loro stessa origine. Un’ottantina tra moschee e minareti, Bruxelles è anche la capitale europea per la presenza massiccia di donne velate, frequenti in burqa o in niqab. E’ qui che si svolgono le manifestazioni più numerose e anche violente a favore dei palestinesi, quando Israele attacca per ritorsione i territori occupati dagli integralisti di Hamas. Una nota di “colore” è il record raggiunto dal 2008 dei nomi dei neonati di qualsiasi religione: il più diffuso è Mohammed. Secondo alcune fonti, opererebbero 200 organizzazioni di assistenza e indottrinamento, per lo più rifacentesi al fondamentalismo salafita, oggi ritenuto il più violento e predominante tra gli adepti dell’ISIS.

Fouad Belkacem a spasso coi suoi amichetti per le vie di BruxellesFouad Belkacem, creatore di “Sharia 4 Belgium”, a spasso coi suoi amichetti per le vie di Bruxelles.

La generosa politica di accoglienza e l’inclusività del welfare ha incrementato l’arrivo degli islamici arabi a Bruxelles. Arrivano prima i maschi celibi o da poco ammogliati, che si rifugiano nei quartieri a preponderanza islamica e vengono subito edotti sul sistema di assistenza belga, permettendo così di usufruire per molti anni dello “chomage”, il sussidio di disoccupazione, sui 600/800 euro nette al mese, compresa la sanità quasi gratuita. Molti si danno al lavoro nero (anche se vietato per chi si trova in “chomage”) per incrementare lo “stipendio sociale”. A Bruxelles, che ultimamente i media hanno ribattezzato Charlie Hebdola capitale del Belgistan, sono quasi del tutto intrivabili le normali macellerie, mentre pullulano quelle “Halal” secondo la macellazione tradizionale araba. Le pescherie sono in mano a marocchini e algerini, i negozi di alimentari-frutta e verdura al dettaglio sono quasi tutti gestiti da arabi. Sono scomparse le boulangeries e il pane è di fattezze turche (per quello tradizionale belga ci si deve rivolgere ai supermercati). Solo i mercati rionali settimanali custodiscono ancora cibi e bevande di tradizione belga, francese e fiamminga.
New kids on the block[…] Su un nostro blog del 20 gennaio scorso mettevamo in guardia dall’affrontare il problema con gli occhi e i comportamenti dettati dal “politically correct”, in quanto così si alimentava lo “scontro di civiltà”, anziché diminuirne l’estensione e scaraventarci inesorabilmente verso una “guerra spezzettata” su più fronti: quello interno, in Europa, e quello al di là del Mediterraneo, tra Siria, Turchia curda, Iraq e Maghreb, Libia compresa. Non sono in discussione concetti come accoglienza, inclusione, generosità, scambio culturale. In discussione è l’arrendevolezza nella difesa dei nostri valori, dei nostri stili di vita in nome di un “melting pot”, di un concetto di globalizzazione acriticamente solo positiva e innovativa.
Sharia controlled zone[…] Durante e dopo l’arresto della “primula nera” Salah Abdeslam, le forze dell’ordine belghe sono state fatte oggetto di rimostranze e contestazioni plateali da parte degli abitanti arabi di Moellebeck, sintomo dell’odio antieuropeo e della frustrazione sociale e religiosa che lì vi albergano. Ma è stato anche un fenomeno di lotta “resistenziale” contro le “forze di occupazione”, come se si fosse in un territorio occupato palestinese.
Isl'Amiche[…] Occorre un’opera di dissuasione presso la popolazione islamica e anche di persuasione affinché escano allo scoperto, si ribellino allo stato di soggezione e di falsa identità comune da “nazione panaraba”, per tutelare le origini, i costumi e la fede in Maometto. Non basta più che alcuni rappresentanti religiosi e civili delle loro comunità partecipino alle rituali manifestazioni di solidarietà e alle onoranze funebri. L’Occidente, gli stati europei, devono affrontare questa emergenza con tutti i mezzi di intelligence e di polizia, senza sconfinare nella repressione selvaggia. E difendendo i nostri valori secolari, senza paura di sentirsi definire “neocolonialisti” o “razzisti”. Ma le comunità islamiche devono, da parte loro, anche “liberarsi da sole”: scendendo in piazza, magari togliendosi i veli; manifestando contro i loro stessi “cattivi maestri” e gli imam ultraortodossi; facendo “terra bruciata” ai terroristi nei loro stessi quartieri; non respingendo un’integrazione che in alcuni settori della borghesia e dell’intellighenzia arabe già si va facendo strada. Ne va della nostra esistenza pacifica di Europei (cristiani, ebrei e islamici). Altrimenti, ci si avviterà nel tunnel dello scontro militare fine a se stesso, foriero di fantasmi del passato razzista, antisemita, reazionario, dittatoriale e oscurantista: la fine stessa del grande sogno di un continente libero e inclusivo come l’Unione Europea

Gianni Rossi
(22/03/2016)

Marsiglia - Un tempo FranciaSempre che nel frattempo le “risorse” non decidano di castigare un po’ di kuffars, i quali per giunta hanno il gravissimo torto di non volersi proprio sottomettere ai rigori della “religione della pace”, nonostante le invitanti rassicurazioni…
kenya_islam_is_coming_to_denmarkMa noi avanti tutta come Lemmings, su per la collina dei conigli..!

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Prospettive

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , on 26 gennaio 2016 by Sendivogius

Two Face

Ci sono molti modi per cercare di interpretare quei fenomeni aleatori, che nella loro valenza pratica abbiano una qualche implicazione sociale… Se parliamo di “immigrazione”, le modalità possono essere diverse, ma due sono le variabili che non mancheranno mai, nella certezza di non pervenire ad alcun risultato utile, specialmente se riferite al contesto italiano: l’imbecillità permanente di un Salvini (e di tutto il cucuzzaro fascista a rimorchio), contrapposta al cretinismo pervasivo che una certa tipologia di sinistrato (la definizione è di Edmondo Berselli) non può fare a meno di esibire nella sua minchioneria prevalente (con dinamiche pressoché universali), per una medesima idiozia polarizzata in forme complementari. Semplificate nel loro insieme, le dinamiche destra-sinistra restano però semplicissime e sempre prevedibilissime.
La ‘destra’ è più al passo coi tempi; ha revisionato i suoi miti nostalgici, aggiornando le fonti di ispirazione. E segna le novità più interessanti, nella sua nuova variante “identitaria” e “nazionalista”, in sostituzione eticamente presentabile rispetto ai vecchi sinonimi “razzista” e “nazista”. Pertanto, l’afflusso di immigrati indesiderati diventa un’arma non convenzionale di distruzione etnica e costituisce l’attacco concentrico di un’invasione organizzata su vasta scala da un’entità occulta e onnipotente, non meglio precisata. Un tempo, dietro ad un simile complotto globale ci sarebbero stati sicuramente gli ‘ebrei’ ed i ‘massoni’. I più dotti avrebbero bisbigliato qualcosa a proposito della Sinarchia, facendovi credere di saperla lunga sull’argomento… Oggi il ventaglio delle opzioni possibili si è allargato e potete scegliere a vostro piacimento, secondo i gusti di ciascuno: “Rettiliani” (o in alternativa i “Reticuliani”), Illuminati, New World Order”, il “Gruppo Bilderberg”, la “Trilateral”, l’Anticristo, o qualsiasi altro spauracchio in grado di eccitare l’amigdala di questi fobici compulsivi..! 
La strategia risponderebbe ad un programma di ibridazione e ripopolamento globale su iniezione “allogena”, per la creazione di una nuova razza di sub-umani da poter meglio schiavizzare, secondo le linee guida contenute nel fantomatico Piano Kalergi e poco importa che si tratti di un’impostura scaturita dalle mistificazioni di un neo-nazista austriaco.

Austrian Holocaust denier Gerd Honsik arrives in court on the third day of his trial in Vienna April 27, 2009. REUTERS/Heinz-Peter Bader

Dietro ogni nuovo arrivato si nasconde dunque una minaccia esogena, da neutralizzare prima che sia troppo tardi; un alieno potenzialmente ostile con intenzioni ambigue; insomma, un nemico dal potere terrifico.
Arrivano i mostriLa ‘sinistra’ invece è assai meno fantasiosa. Ha schemi interpretativi più rigidi ed è affezionata ai suoi vecchi miti, che fa fatica a cambiare. Quando si trova davanti ad un problema che non può essere catalogato secondo il vecchio inventario ideologico, che sfugge alle classificazioni di riferimento, che si rivela ben più ingestibile del previsto e quanto mai refrattario dall’essere socialmente integrato, rivelandosi un po’ più complicato di un cucciolo da accudire a tempo perso, allora una fetta consistente di quella ‘sinistra’ rimuoverà il problema, semplicemente dimenticandolo. Oppure, se la cosa non è possibile data l’ingombrante evidenza dello stesso, lo negherà seppellendolo sotto uno spesso strato di vacui eufemismi verbali. Se il caso, si lancerà in una serie di divagazioni da usare come cortina fumogena, che poco c’azzeccano ma molto servono per nascondere la questione iniziale, rivolgendo l’attenzione ad altro da sé con risultati più o meno riusciti.
Di conseguenza, se ad uno sguardo smaliziato la ‘destra’ fa sorridere per la demenza paranoica e la sua monomaniacalità psicotica, per contro capita che la ‘sinistra’ (o quel che ne rimane) faccia cascare le palle!
Durante una di quelle maratone notturne che il Governo Renzi usa per far passare qualsiasi porcata in un parlamento addormentato, Laura Boldrini (santa donna!) è stata capace di sollevare una polemica surreale alle 2,00 del mattino per un problema di declinazione di genere, quale intollerabile atto di sessismo istituzionale, salvo poi parlare di possibili atti di mancanza di rispetto in riferimento alle molestie sessuali di massa durante la notte di Capodanno nelle città di mezza Europa.
Hailù ChebbedèUn noto collettivo ‘antagonista’ dinanzi alle macellazioni dell’ISIS non trova niente di meglio che tirare fuori i crimini di guerra perpetrati più di 80 anni fa dall’Italia fascista in Africa, non come legittima denuncia (fuori tempo massimo) ma come fosse un attualissimo e assai pertinente termine di paragone; perché decapitare il cadavere di un capo-guerrigliero è la stessa cosa che sgozzare e decollare (da vivi) 21 immigrati egiziani in quanto cristiani (rituale ripetuto con profughi etiopi).
Cristiani copti decapitati in LibiaPerché ciò che viene ritenuto un crimine intollerabile se riferito alla realtà ‘occidentale’, in quanto portatrice di un senso di colpa inespiabile, diventa al contrario concetto relativo, e più che mai “interpretabile”, da rapportare a diverse sensibilità etiche se spostato di contesto ‘culturale’.
Beheaded Christians in SyriaIn prospettiva, ogni nuovo arrivato diventa quindi una “risorsa”, a prescindere, che reca con sé una “opportunità”, da gestire secondo le due componenti ricorrenti che un tempo sarebbero state spregiativamente riassunte nel termine “cattocomunista” dai suoi denigratori (i mazzieri della reazione fascio-clericale, per intenderci).
Pertanto, il “migrante”, termine politicamente più corretto, prima ancora di essere un individuo con le sue specificità (e incompatibilità) culturali è innanzitutto un oggetto da compatire, assistere, “civilizzare”, eventualmente recuperare ad uso politico, per esibizioni caritatevoli. È l’approccio Robinson_Crusoe_and_Man_Friday_Offterdingerboyscout. Insomma, viene considerato un incrocio a metà strada tra Venerdì ed un animaletto da compagnia, che ci si aspetta si metta a scodinzolare per tanta grazia ricevuta. In alternativa, è una avanguardia rivoluzionaria, in marcia contro la società capitalistica di un Occidente decadente. È l’approccio leninista.
In entrambe i casi lo scollamento dalla realtà finisce con l’essere evidente nella sua persistenza. Poi non ci si lamenti, se per riempire certi vuoti, in assenza di meglio, ci si affida alle interpretazioni di Checco Zalone.

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Marocchinate

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , on 6 gennaio 2016 by Sendivogius

GOUMIERS

Incappando in un vecchio cliché di sicuro successo a cui i Simplicissimustedeschi (e non solo loro..) sono parecchio sensibili, con conseguenze quasi sempre nefaste (che poi certe cose si sa come vanno a finire..), c’è da scommettere che l’assalto sessuale di massa contro donne preferibilmente sole, braccate in gruppo da mute arrapate di maschi in calore, non si esaurirà nelle notti brave di capodanno, tra le piazze di una Germania trasformata in serraglio esotico delle bianche per la caccia selvaggia alle “femmine” da montare, come sfacciato gesto di sfida e di dominio, ma anche di disprezzo e sottomissione sessista, nell’esercizio di un improbabile diritto di preda per chi sembra marcare il territorio come un animale.
DOG IN HEATColonia… Amburgo… Stoccarda… il rituale si è ripetuto con modalità più o meno identiche, attraverso una violenza generalizzata nella molestia indiscriminata a sfondo sessuale, che certo non sarà organizzata, ma sembra comunque conformata ad un agire comune contraddistinto da una certa consuetudine nella pratica. Dinanzi alla viralità dello swarming di fine anno, le sbalordite autorità di polizia hanno farfugliato qualcosa a proposito di “reati di una dimensione completamente nuova”. In realtà si tratta di una tattica mutuata direttamente dalle tecniche della guerra asimmetrica; o quanto meno la ricorda parecchio… Invece, noterete la reticente ipocrisia, il peloso imbarazzo, con cui media e funzionarini pubblici hanno dovuto ammettere che nella quasi totalità si trattava di giovani uomini “dall’aspetto originari di regioni arabe o nordafricane”, che evidentemente hanno inteso il pacchetto accoglienza come all-inclusive. Ovviamente, il dato è tutto da vagliare, estrapolare, ponderare, sminuzzare, ridimensionare. Perché naturalmente certe evidenze generano correlazioni pericolose, e magari sollevano qualche interrogativo di troppo, mettendo in discussione questa variante melensa e auto-colpevolizzante, costruita attorno al “mito del buon selvaggio” che poi è quanto di più ipocritamente razzista (questo sì!) ha prodotto l’illuminismo settecentesco.
Circle of hell_Mob sexual assaultsChe gli “arabi e nordafricani” queste cose non le fanno, tanto costituiscono appannaggio esclusivo del corrotto degrado dell’edonismo occidentale. E razzista sarebbe soltanto formulare il dubbio. In fondo, durante le strombazzate “primavere arabe” trasformatesi presto nell’inverno profondo Lara Logandella civiltà, certe cose non avvenivano mica. Piazza Tahrir, coi suoi stupri di massa, rimane un modello tuttora insuperato di emancipazione femminile da diventare un caso internazionale.
Nel nostro piccolo, in Italia, avevamo già avuto un piccolo assaggino durante il Capodanno del 2008 nella centralissima Piazza Castello a Milano. Il fattaccio fu archiviato in fretta, senza troppi clamori e rimosso dagli archivi dei quotidiani on line, tanto che oggi la notizia (per chi non ha buona memoria) si riesce a reperire a fatica.. per esempio QUI. Perché non bisogna generare facili “allarmismi”. E chi si allarma?!?
PunisherIn Svezia, pare che la cosa rientri quasi nella normalità… ma non si può dire, altrimenti si passa per “xenofobi” e dozzine di siti specializzati in bufale vi spiegheranno con dovizia di sofismi al posto delle statistiche che il fatto non sussiste, finendo però col convincervi del contrario e che la cosa, nonostante tutto, qualche fondamento ce l’abbia [QUI].
C’è da chiedersi se non dovremo abituarci a questa riedizione soft delle marocchinate; o almeno un tempo le chiamavano così…
Two WomanOggi magari verranno definite “goliardate”, più o meno simpatiche.

rape joke

E per fortuna troverete sicuramente qualche buonpensante che correrà a spiegarvi come l’atto non sia di per se stesso Goumiers - Delcampe.netesecrabile, relativizzerà la gravità dello stupro in quanto tale, perché certi fenomeni sono giustamente inammissibili, se riferiti al singolo molestatore e/o stupratore ‘autoctono’, quale espressione di intollerabile sopraffazione di genere. Ma qualora riguardi una di queste irrinunciabili “risorse umane” di importazione venute a pagarci le pensioni e fare i lavori che “noi non vogliamo fare più”, La Ciociaraallora le violenze vanno estrapolate dal contesto per essere inserite in una più ampia cornice ‘interpretativa’ che tenga in debita considerazione le diverse “sensibilità culturali”, espresse (come dire?!) in una dimensione collettiva. E non mancherà tra i “giustificazionisti” chi paragonerà la sordida “mano morta” del maniaco solitario nei bus affollati, alla stessa stregua di una gangbang in pieno centro città e che certamente è da considerarsi meno grave. Vuoi mettere la differenza?!?
BuonismoA proposito, per gli esemplari menzionati della categoria di cui sopra, moralisti della parrocchietta bella… troll in missione suicida il primo stronzo che mi dà del “para-salviniano”… flamer riscaldati ed altri tarzanelli rimasti attaccati in coda, sono pregati di astenersi dai commenti: semplicemente verranno ignorati, o rimossi, o smerdati a piacere. E non ci guadagnate nulla.
Anno nuovo, policy nuova.

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(79) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , on 30 settembre 2015 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2015”

Deutschland uber alles

Per anni ci hanno raccontato la storiella puritana sulla moralità superiore dell’etica protestante (quella che ha trasformato il mondo in una merda globalizzata per capitali volatili), in contrasto col sonnacchioso immobilismo cattolico della decadenza latina. Ci hanno ammorbati ad nauseam con ‘sta faccenda del ‘debito’ in quanto ‘colpa’ (schuld), nell’immondabilità della macchia senza redenzione (manco fosse il peccato originale!) che in quanto tale va punito. Il tutto surrogato da una abbondante spruzzata di integralismo luterano, applicato all’economia politica, attraverso la divinizzazione profana del sacro ‘mercato’, mentre le maestrine teutoniche ed i loro volenterosi carnefici elevavano la pedagogia del castigo (collettivo) a propedeutica di governo. Un vizietto antico…
NEU_GE2_01A certo austero Tedesco (reale come le pantomime dell’Antico Romano) piace presentare se stesso come un severo esecutore di regole draconiane (solitamente realizzate su misura e derogabili secondo convenienza quando riguardano Lui), votato all’efficienza ed alla massima serietà, a titolo di garanzia, abusando di una reputazione ben costruita nella landa delle cicale mediterranee con relativi cazzari di rappresentanza. E molti ci hanno pure creduto! Oggi sappiamo che si tratta di una ineffabile banda di pataccari, che taroccano controlli e standard di misurazione, come e peggio dello scolaretto che copia sistematicamente i compiti per risultare il primo della classe e trucca gli esami all’università. Cosa non si farebbe per vendere un’auto in più (“è una tedesca!”)…
Angela MerkelAncor più tragicamente divertente è poi l’altra storiella artificiosamente pompata dai media embedded di una Germania prospera e generosa dalla frontiere spalancate, che può accogliere e assorbire milioni di migranti a flusso continuo. La furbata consisterebbe nel pescare quelli che nei mercati romani si chiamano li mejo fichi der bigonzo (ingegneri, medici, infermieri..); avviare i più prestanti alle catene di montaggio delle officine tedesche (arbeit macht frei); costruirsi una clientela elettorale, fidelizzati a diritti minimi in un dumping sociale al ribasso, e rimpinguare le casse degli enti previdenziali tedeschi per il prossimo pagamento pensioni. Scaricare invece tutti gli ‘scarti’ negli “hot spot” di prossima realizzazione, dei quali la Germania sollecita la costruzione (ça va sans dire!) in Italia (dove si può contare su un idiota ossequiente sempre prono agli ordini), trasformata in immenso campo di concentramento per indesiderati, meglio se a costo zero per le finanze teutoniche.
the-hot-spot-movie-posterPeccato solo che dopo nemmeno tre settimane di flussi incontrollati, il sistema di ‘accoglienza’ tedesco sia già prossimo al collasso, con blocchi alle frontiere, sospensione del transito ferroviario, mobilitazione dell’esercito… Alla faccia della tanto sbandierata efficienza teutonica!
Sono i “talenti” che svecchieranno l’Europa. Così li chiama una cariatide come Juncker che evidentemente guarda a se stesso; dinanzi ad una disoccupazione giovanile interna che prima ancora di endemica viene considerata fisiologica e dunque inassorbibile, tanto che i diretti interessati vengono con buona pace liquidati come “generazione perduta” (e tanto peggio per loro!).
Invece, in quanto alla volontà di integrazione ed inserimento sociale delle risorse umane d’importazione, i nuovi arrivati hanno le idee chiarissime su quali siano gli elementi che hanno reso libera e sicura l’Europa, insieme all’importanza della pacifica convivenza ed il reciproco rispetto [QUI]. E se il buongiorno si vede dal mattino…

 Hit Parade del mese:

01 - Coglione del mese01. LO STATO DEI CONSUMI

[18 Set.] «In caso di scioperi e assemblee intervenga l’Esercito.»
 (Carlo Rienzi, il kapò Codacons)

angela02. RILANCIA…

[04 Set.] «Accoglieremo 800.000 profughi in Germania. E questo per dare l’esempio visto che l’economia va bene.»
 (Angela Merkel, la Matrigna)

sigmar gabriel03. ..E RADDOPPIA!

[08 Set.] «Siamo pronti ad accogliere 500mila profughi all’anno e per più anni.»
 (Sigmar Gabriel, il Padrino)

Silvio04. SVENDO TUTTO

[27 Set.] «Pensioni minime a mille euro per 13 mensilità»
 (Silvio Berlusconi, l’inconfondibile cazzaro)

Matteo Renzi05. PARE QUASI VERO

[28 Set.] «Quali tasse ridurre lo decidiamo noi, non un euroburocrate»
(Matteo Renzi, l’Erede)

Il nemico ti ascolta06. TACI IL PADRONE TI OSSERVA

[03 Set.] «Nei controlli a distanza è stato colmato un vuoto normativo avendo chiari due obiettivi: una norma chiara e nel rispetto della privacy»
 (Giuliano Poletti, Negriero cooperativo)

Il cazzaro bianco07. PRETI PEDOFILI

[28 Set.] «Prometto che i responsabili di questi abusi saranno puniti duramente»
 (Papa Bergoglio, il Cazzaro bianco)

Cameron08. E ‘STI CAZZI?!?

[21 Set.] «Ai tempi dell’università, David Cameron infilò il suo membro nella bocca di un maiale morto, fece parte di un esclusivo club privato con abitudini sessuali dissolute e fumò spesso marijuana.»
 (Michael Ashcroft, il Guardone)

images09. LO SCHIFO INFINITO

[29 Set.] «Non consentiremo che entrino in casa nostra Verdini e gli amici di Cosentino.»
 (Roberto Speranza, il vuoto col nulla intorno)

Fai schifo al cazzo10. DULCIS IN FUNDO

[24 Set.] «La causa delle scie chimiche sono gli aeroplani col motore Volkswagen»
 (Beppe Grillo, l’immancabile coglione)

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EXODUS

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , on 6 settembre 2015 by Sendivogius

Fashionably forward by Alexiuss

La definizione degli eventi sull’onda gonfiata dei sensazionalismi mediatici non giova mai alla lucidità di giudizio, specialmente se l’interpretazione viene falsata dalle sollecitazioni emotive di una realtà destrutturata in costruzioni visive. E siccome in tempi di “imagocrazia” le opinioni si formano su flussi di immagini, nel livellamento dei contenuti e nella sovrapposizione dei messaggi, senza che vi sia un’apparente coerenza logica, più che di ‘opinioni’ si tratta di impressioni per suggestione indotta.
videodromeEsempio cogente ne è la schizofrenia comunicativa, con tutto l’armamentario di stereotipi popolari, con la quale viene di volta in volta tratta la questione immigratoria, tra umanitarismo e allarmismo, accoglienza e rifiuto, apertura e chiusura, in un amalgama di ingredienti diversi frollati sotto una crosta di umori contrastanti.
Immigration_8I fenomeni migratori sono parte essenziale della storia dell’umanità, che diversamente non sarebbe nemmeno pensabile senza il costante movimento alla base di ogni mutamento. È altrettanto vero che le migrazioni di massa, ancor più se gestite male o non gestite affatto, possono comportare enormi problemi di difficile risoluzione. Di solito, e sarà anche poco piacevole rammentarlo, quasi mai hanno avuto un effetto positivo sulle popolazioni che si sono trovate ad assorbire l’afflusso di ospiti inattesi.
EXODUSPertanto, c’è da chiedersi, quando tra qualche settimana sarà nuovamente mutata la percezione mediatica, quanti di quei tedeschi ed austriaci che ora corrono ad accogliere festanti l’arrivo dei migranti alle loro frontiere orientali risponderanno con lo stesso entusiasmo, non appena si renderanno conto che l’ondata non si esaurirà in poche decine di migliaia di profughi. Soprattutto, sarà interessante confrontarne le reazioni quando prenderanno atto che l’intera operazione non è a costo zero, specialmente nel momento in cui verranno contabilizzati gli oneri che una simile ‘riallocazione’ su vasta scala comporta; nonché l’impatto che questa avrà sui sistemi di welfare e di pubblica assistenza, con la distribuzione delle risorse interne e le lettera ministropriorità di spesa ad essa connessa. Perché è evidente che gli stati europei, nella loro apparente opulenza, hanno pur sempre un limite fisiologico di assorbimento, che per giunta deve tener conto delle sperequazioni di ricchezza e delle disuguaglianze presenti al loro interno, in un continente piagato da una disoccupazione ormai endemica. A maggior ragione, dovrebbe essere piuttosto ovvio che l’Europa non può farsi carico di tutte le miserie del mondo, travasando le popolazioni di interi continenti all’interno dei suoi confini, per quanto l’evidenza possa dispiacere alle appagate Intelligentiae che si crogiolano nello spensierato empireo dei massimi sistemi, mentre festeggiano non si sa bene cosa.
E se la politica dei muri non funziona, certamente funziona ancor meno e peggio quella delle porte spalancate.

A general view of the crowd in the Mall and around the Victoria Memorial filled with well-wishers celebrating the Royal Wedding of Prince William, Duke of Cambridge and Catherine, Duchess of Cambridge on April 29, 2011 in London. AFP PHOTO / WPA POOL / OLI SCARFF (Photo credit should read OLI SCARFF/AFP/Getty Images)

Tacendo sulla complessità delle dinamiche macroeconomiche e del riassetto geopolitico, nella persistenza di crisi endemiche e conflitti permanenti, nei panni di un mediocre Simplicissimus dal fondo della nostra insipienza ci limitiamo a notare che la quasi totalità dei nuovi arrivati provenga da regioni e paesi islamici… E questo forse qualche interrogativo dovrebbe porlo sull’effettivo assetto valoriale di una cultura incentrata sulla predominanza dell’elemento religioso, in un’antitesi apparentemente insanabile con concetti come “libertà”, “laicità”, “democrazia”.. e su come una visione sostanzialmente premoderna della società sia compatibile coi sistemi europei. E magari ci si dovrebbe chiedere quanto questi siano davvero attrezzati per resistere alle eventuali spinte centrifughe pompata al proprio interno, senza un adeguato assorbimento culturale e riconoscimento alla base di ogni integrazione.
Solingen 2012 (Germania) i salafiti festeggiano il 1 MaggioSecondo un’ottica molto superficiale, a giudicare dalle banlieue francesi, dalle rivolte in Svezia (nonostante il suo ‘mitico’ livello di inclusione sociale), i fatti di Londra, dagli attentati di Copenaghen a quelli di Parigi (per citare i fatti più recenti e tacere gli eventi passati), si può dire che finora l’esperimento è ampiamente fallito…
Isl'Amici a LondraCi si chiede pure dove siano i petrodollari sauditi, così copiosi nell’affluire per finanziare ogni predicatore errante presente sulla piazza ed i sedicenti centri ‘caritatevoli’ per l’indottrinamento fondamentalista, ma improvvisamente assenti quando si tratta di assistere e sostenere milioni di musulmani in fuga dall’inferno, spalancato sotto i loro piedi dal fanatismo religioso.
Gli Isl'Amici e la Democrazia (2)L’impertinente Simplicissimus domanda modestamente, e senza troppe pretese, come inoltre i governi europei pensano di affrontare la questione nel corso dei prossimi anni, sulle diverse direttrici di un medesimo fenomeno in fieri. Né può fare a meno di porsi dubbi sulle contraddizioni nell’affrontare la situazione…
Atene - code per la distribuzione viveriDopo aver spezzato le reni alla Grecia, trasformata in un protettorato tributario per liquidazioni in svendita dei propri beni pubblici, e prostrato la popolazione ellenica a livelli di sottosviluppo, in un curioso afflato di umanità tardiva la Germania di frau Merkel spalanca (apparentemente) le proprie porte ai profughi, derogando ai sacri trattati (immodificabili nel caso greco) e sospendendo tutte quelle pratiche di identificazione e riconoscimento, che invece pretende vengano messe in atto in Italia senza eccezioni. E nel farlo biasima con durezza quell’Ungheria (insieme alla Repubblica ceca) che, maldestramente e rudemente, agisce nell’applicazione di quelle stesse norme così platealmente sconfessate.
Greece tops eurozone povertyBerlino accoglie ventimila profughi che con un forzatura si sono sottratti alle ordinarie pratiche di ammissione, ma sospende l’accettazione delle richieste d’asilo, per la bellezza di 75.000 domande, di quanti invece attenendosi alle procedure vigenti avevano correttamente esplicato le regolarità burocratiche, spesso soffermandosi nei campi profughi improvvisati nei Balcani e lì abbandonati in pessime condizioni, nel sostanziale disinteresse di quell’UNHCR così prodigo di raccomandazioni in conto terzi.
siria-profughi-tuttacronacaCosa accadrà quando e se i profughi dovessero sfiorare il milione? E che soluzioni si prevedono, quando ad essi si aggiungeranno le centinaia di migliaia di “migranti economici” in esodo dall’Africa subsahariana che dovrebbero essere rimpatriati secondo disposizioni, ma che per il momento vengono raccolti direttamente in prossimità delle coste libiche per essere portati in Italia oggi ed ‘espulsi’ (chissà) domani.
Parigi - la Cité dei rifugiatiCi si chiede quali siano altresì i requisiti d’accesso, in base ai quali stabilire chi va accolto in deroga alle normative ancora vigenti. E se il metodo discrezionale non sia legato alla forza di chi più spinge per salire sui treni alla frontiera, o alla copertura mediatica di infanti in fasce e madonne piangenti. Cosa di cui con ogni evidenza non possono godere le comunità yazide del Sinjar ed i cristiani assiro-caldei, strappati dalle proprie case e costretti in una lenta agonia nella terra di nessuno, in seguito alla prima grande pulizia etnica del XXI secolo.

Cristiani iracheni

E tutto ciò è stato consumato, senza che nessuno nell’Europa riscopertasi umana se ne sia dato troppo pensiero, a partire dalle mandrie ambulanti di commentatori da salotto televisivo.
Grecia 2015Si cannibalizza il corpicino del bambino curdo fotografato sulla spiaggia turca di Bodrum, pascendosi dei suoi resti mediatici in un culto macabro e necrofilo di pietismo da esposizione, ma sia mai che ci si interroghi sulla cause, sui perché e da chi la famiglia stesse scappando. E non una domanda sulle responsabilità della Turchia, dalle cui spiagge pure i disperati partono alla ventura. Perché forse tutte le responsabilità non sono sempre e solo concentrate nell’emisfero occidentale del pianeta.

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Amici Miei – Atto I

Posted in Business is Business, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 giugno 2015 by Sendivogius

The Sopranos Wallpaper by Millsy96

“C’avrei da parlare di Mineo, dottore, però Mineo non è competenza vostra. Mineo è competenza di Catania. Mi ci dovete far pensare un attimo perché su Mineo casca il governo.”

Salvatore Buzzi
(31/03/2014)

Renzi il bidone

“Mineo”, che prende il nome dall’omonima località siciliana nella provincia di Catania, sarebbe l’ex complesso residenziale per i militari statunitensi della base di Sigonella, e trasformato in C.A.R.A. (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo), per fronteggiare l’emergenza immigrazione sotto il Governo Berlusconi.
Berlusconi - Bunga-Bunga Per la gestione della struttura d’accoglienza, e dei fondi regionali per l’amministrazione coordinata, derogando a quella che è la procedura ordinaria, viene costituita un’aggregazione tra i comuni del comprensorio, riuniti nel Consorzio calatino terre di accoglienza che per la bisogna si avvale degli offici di Anna Aloisio (NCD), sindaco di Mineo e presidente del Consorzio calatino, Giovanni Ferrera (direttore generale), Marco Sinatra (sindaco di Vizzini). Come “soggetto attuatore” per l’affidamento dei servizi di assistenza in appalto, nel Giugno 2011 viene nominato Giuseppe Castiglione (su indicazione di Roberto Maroni, allora ministro degli Interni): ex presidente della Provincia di Catania e attualmente sottosegretario all’Agricoltura per il Governo Renzi in quota NCD. Tutti sono indagati per turbativa d’asta e reati correlati.
Giuseppe CastiglioneMa della partita fanno parte pure Paolo Ragusa (NCD), in qualità di presidente del Consorzio Sol Calatino che raggruppa un cartello di cooperative della zona, interessate alle commesse del CARA, e Paolo Limoli (NCD) che si occupa delle assunzioni Un contadino al Senatoin pianta clientelare. Entrambi sono considerati dai malevoli, come gli spicciafaccende isolani di Giuseppe Castiglione e prima di lui legati a Pino Firrarello, democristiano ed ex senatore PDL, sospettato di legami con la cosca mafiosa dei Santapaola e già condannato per corruzione e turbativa d’asta.
Giuseppe FirrarelloIn qualità di “soggetto attuatore”, il sottosegretario Castiglione nomina Luca Odevaine, già vicegabinetto di Veltroni a Roma e capo della polizia provinciale, prima consulente al CARA di Mineo e poi lo raccomanda per un posto al tavolo nazionale Luca Odevainesull’immigrazione. Per il disturbo, Odevaine, che è parte organica del patto criminale di Buzzi e Carminati, ai vertici della cupola fascio-mafiosa che ha spolpato la Capitale, si ritaglia una stecca personale da diecimila euro al mese e col resto del Consorzio calatino costruisce un bando pubblico per l’assegnazione dei fondi di gestione, ritagliato su misura delle cooperative ‘amiche’ che partecipano alla spartizione.
Del resto, su quale sia la natura di quello che viene chiamato il “Sistema Odevaine” la Procura di Roma non ha dubbi:

Il panorama economico e istituzionale che caratterizza la commissione di tali fatti è quello consueto in simili casi, costellato da conflitti di interesse, da connivenze istituzionali, dall’esistenza di cartelli d’imprese, che gestiscono il settore dei lavori pubblici impedendo la crescita di altri soggetti economici, dall’utilizzazione dello strumento classico delle frodi fiscali, dalla curvatura eminentemente criminale che assume l’attività d’impresa, dettata dalla possibilità di trarre immensi, illeciti profitti.
Conflitti d’interesse come quelli espressi da Odevaine, che siede al “Tavolo di Coordinamento Nazionale sull’accoglienza per i richiedenti e titolari di protezione internazionale”, in virtù della sua carica quale rappresentante dell’Unione delle Province Italiane, e al contempo è «esperto del presidente del C.d.A. per il Consorzio “Calatino Terra d’Accoglienza”», ente che soprintende alla gestione del C.A.R.A. di Mineo, nelle materie dell’immigrazione e nel settore della protezione civile. Cartelli d’imprese, come quello che emerge evidente da una serie di conversazioni telefoniche, che evidenziano come il “sistema Odevaine”, in questo settore, si fondi su una attribuzione di favori a imprese amiche, che si dividono il mercato.
Schema che viene riproposto intatto, a Roma come in Sicilia, ovunque la banda è operativa.

Ad aggiudicarsi l’appalto per 100 milioni di euro è un’ATI (associazione temporanea d’imprese), in cui confluisce la cordata delle cooperative che in parte già gestiva i servizi d’accoglienza.
Ne fanno parte il “Consorzio Sol Calatino”, giocattolo politico a trazione NCD; la lucana Senis Hospes con sede amministrativa a Bari; il consorzio “Sisifo” che invece fa riferimento alla Lega Coop.
Dio Ma ad assicurarsi il grosso delle assegnazioni sono soprattutto “La Cascina” (considerata un’emanazione di Comunione e Liberazione) a cui è strettamente collegata la Casa della solidarietà dell’Arciconfraternita di San Trifone di Tiziano Zuccolo che insieme alla cooperativa ERICHES 29 di Salvatore Buzzi si spartisce i fondi sociali di Roma Capitale e gestisce quasi in esclusiva le attività correlate allo S.P.R.A.R. (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) della Regione Lazio.
CLLuca Odevaine spiega così la strategia della cosca romana dei Buzzi-Carminati venuti ad importare la mafia in Sicilia:

“Noi dobbiamo creare un gruppo, poi facciamo la gara, però certo favoriamo le condizioni per cui ci sia un gruppo forte che sta roba qua vince, per cui gli presento questi dell’Arciconfraternita a Roma… e poi è nato questo, peraltro è nato e si è sviluppato poi per altri aspetti, perché Castiglione si è avvicinato molto a Comunione e Liberazione, insieme ad Alfano e adesso Comunione e Liberazione di fatto sostiene strutturalmente tutta questa roba di Alfano e del Centro Destra e Castiglione è il loro principale referente in Sicilia, cioè quello che poi gli porta i voti.”

Comunione e Liberazione

A sentire l’intraprendente Odevaine, il Nuovo Centro Destra viene descritto come una specie di associazione a delinquere, organizzata in cosca clientelare ad uso elettorale, che ha il suo baricentro politico nel Meridione più profondo, dove buona amministrazione e virtuosità contabile si alternano alla comprovata efficienza asburgica, di cui da la Sicilia è da sempre lo specchiato modello da esportare su scala nazionale.
angelinoSoprattutto, lo NCD di Angelino Alfano, coi suoi capibastone e le sue baronie feudali, è il principale alleato del Governo Renzi (il governo del cambiamento!) che permette al suo esecutivo di galleggiare tra decreti e voti di fiducia a oltranza.
Angelino Alfano al truccoPertanto, dinanzi alla scelta di rimuovere un Ignazio Marino, attuale sindaco di Roma, che delle commistioni diffuse tra PD romano e il sodalizio criminale di Buzzi-Carminati non s’è mai reso complice, denunciandone al contrario l’aberrazione, ed un Giuseppe Castiglione che del “sistema” parrebbe essere parte integrante, indiziato com’è di responsabilità più che sospette, il ‘Partito di Renzi’ scarica il pur onesto Marino (perché incompetente) e salva invece Castiglione che nella fattispecie sembra difettare anche in onestà.
CambiamoDetto fatto: il sottosegretario non si tocca e rimane al suo posto, per continuare la sua fondamentale opera nell’ambito delle “riforme strutturali”.
Notizia ovviamente passata in sordina dalla maggior parte dei Il volto del deficientemedia mainstream, tutti o quasi preoccupati di non disturbare il piccolo Manovratore in caduta libera nei consensi e non mettere troppo in imbarazzo la “Ditta” a sinistra del partito bestemmia, liquidata ormai da tempo per fallimento strutturale e ridotta a deposito per scarti post-ideologici in rottamazione. Un contenitore vuoto, frequentato dalle meretrici stanche delle minoranza interna; di solito così garrule nella loro pavidità e che sul caso Castiglione improvvisamente restano mute, pensando che basti il silenzio per nascondere l’imbarazzo.
la DittaAlla fine, nella reiterazione estrema della pratica che ogni volta sposta un po’ più in alto l’asticella della decenza, questo continuo riallinearsi al sempre peggio è come spalmare merda al posto della Nutella, perché tanto il colore è uguale, su una fetta di pane raffermo. E perché grattate via le croste di muffa, in fondo è la stessa pagnotta che si è sempre mangiato. Peccato che ormai non sia più buona nemmeno per i porci.

Pane e merda

Ma qui ci avventuriamo nel mondo oscuro delle perversioni coprofile che, al pari della necrofilia, si credevano a torto una prerogativa distintiva dei papiminkia raccolti al capezzale dall’Unto dal Cerone, mentre si tratta piuttosto di una pratica diffusa e condivisa a dimensione trasversale.

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