Archivio per Idiota

L’Abominevole Uomo di Kalergi

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 20 Mag 2015 by Sendivogius

monkey with a gun by Fraugee

«L’immigrazione di massa è un fenomeno le cui cause sono tutt’oggi abilmente celate dal Sistema e che la propaganda multietnica si sforza falsamente di rappresentare come inevitabile.
Con questo articolo intendiamo dimostrare una volta per tutte che non si tratta di un fenomeno spontaneo. Ciò che si vorrebbe far apparire come un frutto ineluttabile della storia è in realtà un piano studiato a tavolino e preparato da decenni per distruggere completamente il volto del Vecchio continente.
D’altronde l’esproprio delle risorse da parte delle potenti multinazionali occidentali, controllate dall’elite massonico-finanziaria è la prima causa dell’immigrazione.
MANIFESTO PANEUROPEOL’ESSENZA DEL PIANO KALERGI
Nel suo libro «Praktischer Idealismus», Kalergi dichiara che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’élite al potere.
Ecco come Gerd Honsik descrive l’essenza del Piano Kalergi:
Rosemary“Kalergi proclama l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione delle nazioni per mezzo dei movimenti etnici separatisti o l’immigrazione allogena di massa. Affinché l’Europa sia dominabile dall’élite, pretende di trasformare i popoli omogenei in una razza mescolata di bianchi, negri e asiatici. A questi meticci egli attribuisce crudeltà, infedeltà e altre caratteristiche che, secondo lui, devono essere create coscientemente perché sono indispensabili per conseguire la superiorità dell‘elite.
look-whats-happened-to-rosemarys-babyEliminando per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, e poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, la razza bianca deve essere sostituita da una razza meticcia facilmente dominabile. Abolendo il principio dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge e evitando qualunque critica alle minoranze con leggi straordinarie che le proteggano, si riuscirà a reprimere la massa. I politici del suo tempo diedero ascolto a Kalergi, le potenze occidentali si basarono sul suo piano e le banche, la stampa e i servizi segreti americani finanziarono i suoi progetti. I capi della politica europea sanno bene che è lui l’autore di questa Europa che si dirige a Bruxelles e a Maastricht.”
Goomba (1)[…] La convinzione che i popoli d’Europa debbano essere mescolati con negri e asiatici per distruggerne l’identità e creare un’unica razza meticcia, sta alla base di tutte le politiche comunitarie volte all’integrazione e alla tutela delle minoranze. Non si tratta di principi umanitari, ma di direttive emanate con spietata determinazione per realizzare il più grande genocidio della storia

Coudenhove-KalergiIl diabolico complotto del conte Coudenhove-Kalergi, epigono moderno del dottor Fu Machu, è un vecchio cavallo di battaglia del “movimento identitario” (l’eufemismo preferito dai neo-nazisti in incongnito, per rendersi più presentabili), che gira in rete da almeno un quinquennio o anche più, costituendo un appannaggio quasi esclusivo per “suprematisti bianchi”, “razzialisti”, socialfascisti e antisemiti viscerali, che gravitano nelle galassia dell’estrema destra, prima di diventare motivo di intrattenimento anche per complottari e dementi vari al guinzaglio.
Assurto a nuova gloria sui siti specializzati per monomaniaci del complotto, gli amanti delle scie chimiche e dintorni l’hanno Perché sei tanto coglionesubito eletto a nuova verità di fede, facendone l’oggetto di una diffusione virale. Ovviamente, ne parlano pure i meet-up a cinque stelle, tanto non par loro vero di aver scoperto una simile “verità” dimenticata, da condividere insieme ai soliti siti di controinformazione alternativa.
Il testo è lo stesso in tutti i casi, dalla traduzione di un originale in inglese, e viene ripubblicato sempre uguale con variazioni minime. A leggere tra le righe, per gli appassionati di settore, vi si scorgono richiami opportunamente rimanipolati in chiave apocalittico-terrorizzante, vaghi riferimenti all’occultismo teosofico di Madame Blavatsky, tramite una sorta di antropogenesi ripercorsa all’inverso.
ebreiSostanzialmente il famigerato “Piano Kalergi” costituisce una variante molto più rozza e meno appassionante degli intramontabili “Protocolli dei Savi di Sion”, ma la carica antisemita (per quanto sfumata) è sostanzialmente la stessa.
MadridLa componente spiccatamente razzista, nonché le esagerazioni caricaturali del testo, sono talmente calcate che l’origine della complot-juif-en-europepubblicazione avrebbe dovuto essere evidente a chiunque… Ma il complottista, nella sua ignoranza abissale, manca completamente di ironia ed è il primo dei creduloni che prende sul serio ogni astrusità gli passi tra le mani. Ma lui si reputerà un incompreso con una missione da svolgere: convincervi, se ancora ce ne fosse bisogno, di quant’è coglione.
Non ti sto insultanto. Ti sto descrivendoAltrimenti, nelle sue “citazioni” avrebbe potuto facilmente accertare come Gerd Honsik, a cui si deve la dettagliata descrizione dell’Essenza del Piano Kalergi, sia in realtà un Gerd-Honsik-Austria-Shackled-Cuffsantisemita austriaco e razzista conclamato, famoso per le sue posizioni “negazioniste” e soprattutto noto alle cronache giudiziarie per la sua attività di propaganda del nazionalsocialismo e istigazione all’odio razziale. Della sua attività politica, si ricorda la militanza nel disciolto NDP (ogni riferimento allo NSDAP hitleriano è assolutamente voluto). Poeta e scrittore, vanta tra le sue pubblicazioni l’indispensabile testo revisionista Freispruch für Hitler? (Assoluzione per Hitler?), che gli costa una condanna per apologia di reato; nonché l’imperdibile Fiend_Felon_HonsikSchelm und Scheusal (Malvagio e Criminale), pubblicato a Barcellona nel 2000, e tutto imperniato contro Szymon Wizenthal meglio conosciuto come “il cacciatore di nazisti”.
Durante la sua latitanza in Spagna, il solerte Honsik consegna alle stampe un’altra opera fondamentale: Adiòs, Europa – El Plan Kalergi (ed. Editorial Bright-Rainbow, Barcellona, 2005), che mistifica e falsifica i contenuti del Praktischer Idealismus (Idealismo pratico) dell’aborrito conte adios-Europail-piano-kalergigerd-honsik-plankalergiCoudenhove-Kalergi che (figuriamoci!) era una raffinato aristocratico cosmopolita, nato a Tokyo nel 1894, imparentato con la nobiltà di mezza Europa (baltica, scandinava, fiamminga, slava, tedesca, francese, veneziana e bizantina!) per giunta di madre giapponese, giusto a proposito di “subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale”. Per un razzista viscerale come Honsik, il conte Kalergi doveva sembrare una mostruosità contro natura.
Praktischer IdealismusSi aggiunga che il “Praktischer Idealismus”, pubblicato a Vienna nel 1925, è un accorato pamphlet contro l’antisemitismo, intriso di misticismo idealista e vagheggiamenti antroposofici che si richiamano ad una nobiltà dello spirito contrapposta al materialismo. Animato da un pacifismo profondo, Kalergi auspica “il dominio dello spirito al posto del dominio della spada”.

«La nostra era democratica è un interludio patetico tra due grandi epoche aristocratiche: l’aristocrazia feudale della spada e l’aristocrazia sociale dello spirito. L’aristocrazia feudale è in declino; l’aristocrazia dello spirito in divenire. Il tempo intermedio si chiama “democratico”, ma in realtà è dominato dalla pseudo-aristocrazia del denaro

Questo per renderci conto di cosa parliamo quando si cita Kalergi, che va avanti così per almeno un centinaio di pagine inseguendo le sue chimere.
Il testo integrale, che tutti definiscono introvabile, è talmente irreperibile che noi l’abbiamo scovato on line (edito in francese), in meno di cinque minuti.
complottoIn quanto al presunto complotto “massonico-finanziario”, probabilmente Kalergi vomiterebbe nel vedere a cosa è ridotto il suo sogno europeo…

«Oggi la democrazia è una facciata dietro cui si nasconde una nuda plutocrazia; le si lascia il potere nominale, mentre il vero potere risiede nelle mani dei plutocrati. Nelle democrazie repubblicane come in quelle monarchiche, gli uomini di Stato sono solo delle marionette in mano ai capitalisti che tirano le fila, dettano le linee della politica e dominano gli elettori attraverso la manipolazione dell’opinione pubblica…. Ad una struttura sociale di tipo feudale si è sostituita una struttura sociale plutocratica: non è più la nascita che determina la posizione nella società, ma il reddito. Oggi la plutocrazia è più potente dell’aristocrazia di ieri, perché nulla le è al di sopra, mentre lo Stato è ridotto a suo strumento e complice

In riferimento al “meticciato” ed alla creazione di una presunta razza ibridata di subumani da soggiogare e dominare:

Nefertari«L’uomo del lontano futuro sarà un meticcio. Le caste e le razze di oggi scompariranno gradualmente, in seguito al dissolversi dello spazio, del tempo e del pregiudizio. La razza del futuro, negroide-euroasiatica, in apparenza sarà simile a quella dell’antico Egitto e sostituirà la diversità dei popoli con la diversità degli individui

È un’intuizione piuttosto ovvia; persino elementare per un qualsiasi dilettante, che si interessi di antropologia culturale. Per giunta, Kalergi sostiene che la fusione di più diversità genera ricchezza nell’uniformità di provenienze diverse. Con ogni evidenza, guarda a se stesso e prende le sue molteplici radici familiari a modello.
La difesa della razzaOvviamente, invece di citare l’originale, si riportano le distorsioni di un bel figurino come Gerd Honsik, elette a verità rivelate per la fede incondizionata dei troppi dementi dispersi nelle pieghe del cyberspazio. E tutti giù a declinare in psittacismi di gruppo i deliri razziali di un grumo di neo-nazisti, alla fiera dei citrulli dell’allegro complotto.
Ora, come sia possibile mettere insieme una simile sfilza di minchiate assortite, senza nemmeno provare un briciolo di vergogna, costituisce di per se stesso già un mistero tragico, racchiuso nel cuore di tenebra da cui scaturiscono gli incubi peggiori nel sonno comatoso della ragione. Perché qui siamo oltre i confini della pornografia mediatica, per entrare nel gorgo osceno delle perversioni estreme ai limiti della coprofilia, con golose abbuffate di merda per palati forti, quanto mai ansiosi di abbeverarsi nelle fogne complottarde.
captain-kirk-demotivational-posterPerché il vero dramma del complottista a tempio pieno, oltre al problema (tutto suo) di essere un irrecuperabile imbecille, è la totale assenza di senso critico, nell’incapacità di riconoscere l’abnormità delle puttanate scovate nelle latrine del webbé e che subito corre a “divulgare”, su riflesso pavloviano, abbaiando ai mulini a vento, senza che mai venga sfiorato dall’ombra di un dubbio o si premuri minimamente di verificare provenienza e fonti di tali ‘perle’ disvelate.
willy-wonka-blogPer molti, smuovere qualche neurone disperso nell’abisso di teste vuote deve davvero costituire uno sforzo di natura cosmica.

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Il Re della Giungla

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 15 aprile 2014 by Sendivogius

Le avventure di Tarzan

Cercare di penetrare il pensiero di Grillo è come effettuare una rettoscopia a mani nude e pensare di riuscire a trarne qualcosa di buono. Perché solo un avanzo di fogna di tal fatta, per giunta applaudito dalla platea pagante delle sue scimmie urlatrici, poteva parafrasare le parole di Primo Levi e ridurre una tragedia umana e personale a strumento propagandistico. Completamente incapace di percepirne il senso, ne stravolge il messaggio, senza cogliere minimamente l’abnormità della manipolazione, funzionale alle sue squallide mitologie distopiche da psicopatico gravemente dissociato dalla realtà e, soprattutto, da ogni forma di decenza.

Nessuno è più pericoloso di un uomo privo di idee, il giorno che ne troverà una gli darà alla testa come il vino ad un astemio.”

  Gilbert Keith Chesterton
Eretici” (1905)

Tutto è stuprato e ricondotto all’appagamento del narcisismo ipertrofico del Deretano del MoVimento: il contenitore costruito a propria misura, del quale amplifica i peti alla stregua di un megafono, mentre stacca i biglietti e conta i soldi vendendo spettacoli per comizi.

Pertanto, escluso qualsiasi spessore di una qualche rilevanza ‘politica’, ogni categorizzazione patologica del personaggio e della sua canea al guinzaglio sarebbe superflua… Ci troviamo infatti dinanzi all’imbecille supremo, che trascende tutte le leggi della stupidità. È tesi, antitesi, e sintesi del cretino totale; un Fruttero ed un Lucentini non basterebbero per descrivere la prevalenza di un simile fenomeno da discarica, prima ancora che da baraccone.
Convinto com’è di essere il centro dell’universo, non si accorge di costituirne piuttosto un’escrescenza emorroidale, dimenticata nella più infima ed oscura periferia del cosmo.
Come altri istrioni prestati all’antipolitica prima di lui…

“..ha l’istinto del condottiero di ventura, la pregiudiziale che gli uomini devono seguire lui, il gusto per l’unanimità cortigiana. La sua politica verso i partiti ha la teatralità di tutti i deboli e ignora che i grandi statisti hanno sempre saputo dominare le differenze della realtà senza sopprimerle.
[…] Infatti per i nostri connazionali non i fatti contano ma l’enfasi di una dimostrazione ben riuscita in piazza e la voce grossa del fanatismo presuntuoso.

  Piero Gobetti
(30/10/1923)

braccino sempre teso Ovviamente, coerenza, linearità di pensiero e realismo critico, sono totalmente ininfluenti e tutto sommato inutili nel vuoto propositivo e nell’inconsistenza programmatica di una setta di perdigiorno reclutati nei bar (gente che ha superato il 30esimo anno con un c/v in bianco), laureati in fuffologia applicata o fuori corso da un paio di decadi, e dai quali provengono gli “attivisti” miracolati in parlamento con una ventina di voti on line ed auto-votati all’irrilevanza politica, che vegetano e strepitano nell’adorazione di “Beppe”. Come verità di fede, sono pronti a sostenere tutto ed il contrario di tutto, a seconda di come scroscia il Vate® la mattina sul Sacro Blog.
Il successo di una simile accozzaglia di contraddizioni senza senso è la dimostrazione provata di quanto Chesterton andava affermando sugli istinti dell’uomo comune…

“Non è che la gente che smette di credere alla politica non crede più a niente, crede a qualsiasi cosa”

In fondo, si tratta dei soliti avanzi di cetomediume arrabbiato, piccoli borghesi terrorizzati dalla prospettiva di sembrare poveri, ed i loro lagnosi rampolli dalle ambizioni frustrate ed il forcone di cartone…
Sono i degni eredi di quel popolo delle scimmie di cui già parlava Antonio Gramsci, in concomitanza con la crisi del parlamentarismo, e che andranno a gonfiare le fila del fascismo incipiente:

«La piccola borghesia si incrosta nell’istituto parlamentare: da organismo di controllo della borghesia capitalistica sulla Corona e sull’amministrazione pubblica, il Parlamento diviene una bottega di chiacchiere e di scandali, diviene un mezzo al parassitismo. Corrotto fino alle midolla, asservito completamente al potere governativo, il Parlamento perde ogni prestigio presso le masse popolari. Le masse popolari si persuadono che l’unico strumento di controllo e di opposizione agli arbitrii del potere amministrativo è l’azione diretta, è la pressione dall’esterno.
[…] Questa nuova tattica si attua nei modi e nelle forme consentiti a una classe di chiacchieroni, di scettici, di corrotti…. con tutti i loro riflessi giornalistici, oratori, teatrali, piazzaioli durante la guerra, è come la proiezione nella realtà di una novella della giungla del Kipling: la novella del Bandar-Log, del popolo delle scimmie, il quale crede di essere superiore a tutti gli altri popoli della giungla, di possedere tutta l’intelligenza, tutta l’intuizione storica, tutto lo spirito rivoluzionario, tutta la sapienza di governo, ecc., ecc. Era avvenuto questo: la piccola borghesia, che si era asservita al potere governativo attraverso la corruzione parlamentare, muta la forma della sua prestazione d’opera, diventa antiparlamentare e cerca di corrompere la piazza.
[…] Ma ha anche dimostrato di essere fondamentalmente incapace a svolgere un qualsiasi compito storico: il popolo delle scimmie riempie la cronaca, non crea storia, lascia traccia nel giornale, non offre materiali per scrivere libri

  Antonio Gramsci
“Il Popolo delle Scimmie”
(02/01/1921)

Perché, passano i secoli, ma la giungla è vasta e sempre piena di Tarzan brizzolati con le loro tribù di macachi ammaestrati.

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L’Idiota in politica

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , on 21 marzo 2014 by Sendivogius

Cobra wants you - by Mcarson

Speculare al concetto di Civiltà, la nobile arte della Politica ha origini antichissime, quando un gruppo di cittadini con parecchio tempo libero a disposizione scoprì che per curare gli interessi propri e quelli della comunità di appartenenza era molto più pratico riunirsi in assemblee deliberanti, più o meno allargate, piuttosto che sfidarsi in combattimenti all’ultimo sangue, dando la stura a faide tribali tra clan rivali. In sostanza è un metro di misura, indice di “urbanità”. Ovviamente le cose non migliorarono. Semplicemente mutarono. Ed i vecchi clan familiari si costituirono in fazioni in lotta per l’egemonia. La gestione del potere divenne dunque una faccenda alquanto sofisticata. Per sua stessa natura, la Politica è strettamente connessa con l’amministrazione della “Polis” (la città) e si interessa da sempre alla “res publica” (la cosa pubblica), con risultati mutevoli come l’animo dei contendenti.
idiot-clown-looking-for-soldiersNata in contrapposizione all’imbelle insipienza degli “idioti” (coloro che pensano ai fatti propri nel loro esclusivo vantaggio), specialmente se rapportata al caso italiano, la Politica ha finito per privilegiare l’interesse di questi ultimi sopra ogni altro aspetto, tanto che tra “politica” ed “idioti” la differenza risulta attualmente minima se non indistinguibile. A tal punto che più che mai si può parlare di predominanza dell’idiota in politica.
Forse ciò avviene perché la “folla”, nell’anomia massificata e opportunisticamente canalizzata nei rituali formali del voto organizzato, nell’immagine amplificata dell’idiota tende a riconoscere se stessa e che in fondo costituisce una figura rassicurante. Adora i Re Travicello e ignora (come giustamente è stato fatto notare) che dopo questi arrivano sempre le serpi.
Sostanzialmente incapace di analisi strutturali dalla minima complessità, che vadano oltre il piagnisteo familista e l’invettiva da bar sport, l’italiota medio è perennemente in bilico tra integrati e apocalittici, a seconda del tornaconto personale che il “sistema” è in grado di garantirgli o meno…
Chiusi nel pantano di una politica più desiderante che deliberante, tra imbonitori politici e venditori di sogni in saldo elettorale, per capire meglio la situazione nostrana, a volte è utile rimettersi allo sguardo clinico e stupido dell’osservatore straniero avvezzo alle cose di casa nostra.
È il caso dell’antropologa francese Lynda Dematteo, che rielaborando la sua tesi di laurea, nel 2007 pubblica il suo saggio più famoso (L’idiota in politica), strutturato come uno studio etnografico, interamente dedicato ad Umberto Bossi ed alla sua Lega Nord.
In proposito, è curioso notare come certe considerazioni incentrate sulla specificità leghista siano perfettamente sovrapponibili al M5S ed alle sparate del suo truce e_guru virtuale. Si parla di Umberto Bossi, ma sembra Beppe Grillo.
Trova le differenzeD’altronde non è un mistero che i fascisti digitali della setta pentastellata abbiano assorbito il grosso dell’elettorato leghista, tanto che ad oggi il moVimento sembra, per linguaggio e modalità, esserne l’erede più diretto. La chiave del successo di questo ennesimo partito antisistema, nella medesima pretesa “rivoluzionaria”, probabilmente risiede nell’aver proiettato il suo revanchismo protestatario oltre i miti neo-völkisch dell’etnonazionalismo padano, introiettando l’inestirpabile qualunquismo italiano con il suo substrato fascistoide, in tutta la sua carica poujadista dilatata su scala nazionale. La componente stalinista-giacobina degli Enragés anti-casta non è altro che una sua integrazione. jean-paul-marat-aroused-hatred-in-the-hearts-of-the-paris-mobsTutto il resto, dalle menate mistico-esoteriche di Casaleggio, al ruolo salvifico del webbé, sono poco più che folklore coreografico, per impressionare i neofiti della setta. Perché è noto che più che gli apprendisti stregoni ad impressionare l’immaginario collettivo degli italiani solitamente sono i buffoni con le loro mirabolanti promesse. E, in genere, più sono volgari e analfabeti, più piacciono; giacché lo spirito dell’ineffabile italiota sembra incapace di elevarsi al di sopra delle propria cintola, mentre circola con la patta aperta…

L'Idiota in politica«Nei confronti di chi li governa gli italiani hanno un atteggiamento di disincanto e di distacco, che denota un rapporto molto particolare con la dimensione politica. In tale contesto il gioco dell’idiozia risulta terribilmente efficace poiché, pur generando un’inevitabile disapprovazione, suscita una forma di divertita indulgenza.
[…] (Bossi/Grillo?) È il giullare che non rispetta niente e nessuno, nemmeno il papa; può dire tutto poiché viene ritenuto non responsabile delle proprie affermazioni e, in genere, i suoi attacchi sono particolarmente irriverenti perché indirizzati verso temi o persone che godono di rispetto. Come il tradizionale buffone, opera sul registro dell’ambiguità. Il suo obiettivo fondamentale è insinuare il dubbio in chi lo ascolta, impedendogli di cogliere i veri fini o la natura del suo discorso, per poterlo circuire meglio

  Lynda Dematteo
L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord
Feltrinelli (2011)

In fondo, si tratta del solito “teatrino” politico, tanto stigmatizzato a parole quanto prediletto nei fatti. Non v’è tragedia in questo, perché la preminenza risiede tutta nella farsa…

«La strategia comunicativa del leader corrisponde alle tradizionali modalità d’azione della Commedia dell’Arte. Con lui la pratica politica perde qualsiasi significato, si riduce ad una serie di effetti prodotti da dichiarazioni, minacce, pernacchie, promesse tanto inopinate quanto impossibili da mantenere: si tratta essenzialmente di spettacolo.
Anche se le dichiarazioni di Jean-Marie Le Pen rievocano talvolta le provocazioni del leader della Lega, i francesi non ridono di Le Pen come fanno gli italiani di Bossi, poiché quest’ultimo non incute alcun timore, suscita solo compassione.»

Tuttavia, il palcoscenico più congeniale a simili rappresentazioni è più che altro il palco dei cabaret; la sua modalità d’azione preferita sono i siparietti di avanspettacolo.
La SalmaIn questo, almeno dall’ascesa di Mussolini in poi, l’Italia ha sempre fatto da precursore per lo sdoganamento dei personaggi più improbabili e dei fenomeni più beceri nell’ambito della rappresentanza politica, personalizzata a misura di cialtrone (Bossi, Berlusconi, Grillo…), in una degenerazione generale della Democrazia tanto preoccupante da sembrare irreversibile.

«Come può una persona che detiene il potere essere tanto ignorante quanto irresponsabile? E che cosa comporta questo in termini di rappresentazione politica? Peraltro, si tratta di un fenomeno non circoscritto unicamente alla situazione italiana: George W. Bush è stato ridicolizzato in tutto il pianeta per la sua idiozia nel corso dei suoi due mandati presidenziali. Ci troviamo forse di fronte ai sintomi di un provincialismo che si sta progressivamente facendo largo in Europa e negli USA, poiché l’Occidente non è in grado di reggere le conseguenze della globalizzazione di cui pure è stato promotore?»

G.W.Bush

A tal proposito si potrebbe parlare di trionfo universale dell’idiota, tanto il fenomeno sembra radicato ed in piena espansione…

«L’uso della parola “idiota” impone qualche precisazione. Idiota, in senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare”. Per gli antichi greci idiota era colui che non aveva accesso alla dimensione universale, quello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna. Secondo gli ateniesi, i più stupidi erano i loro vicini più prossimi, quelli che abitavano ai margini della polis. Il termine fu appositamente coniato per definire quei soggetti, tuttavia gli ateniesi sapevano di avere degli “idioti” anche all’interno della loro città: i cinici.
Idiota è dunque il soggetto votato alla più irriducibile autoctonia e al ripiego identitario. Quando un simile soggetto valica i confini del proprio universo culturale, si comporta spesso in modo improprio e grottesco. Preso singolarmente o all’interno della cerchia più o meno ampia dei familiari, nessuno è idiota; i problemi cominciano fuori, quando si passa da un universo simbolico noto a un universo poco, o per nulla, conosciuto. Quando mancano i codici che governano questi mondi, si adottano comportamenti che risultano sconvenienti, se non addirittura fuori luogo. In un certo senso la dimensione dell’idiozia ci riguarda un po’ tutti. Entrando in contatto con mondi e universi diversi dal suo, l’antropologo ne fa addirittura una professione; la sua abilità dipende proprio dalla capacità di uscirne. Al contempo è “misurandosi con la propria idiozia” che riesce a cogliere il suo oggetto di studio.
Di fronte alla nostra idiozia possiamo adottare due atteggiamenti: possiamo ridurla mostrando empatia nei confronti degli altri, oppure possiamo “fare gli idioti”, chiudendoci in noi stessi, contro tutti e contro qualsiasi sollecitazione proveniente dall’esterno

La Setta dei Pentastellati

In una commistione costante di linguaggi e registri stilistici, è la Darth Vader condomcacofonia parolaia del “Capo” a prevalere sui contenuti, fino a sostituirsi ad essi, senza alcuna preoccupazione per il mantenimento di una coerenza narrativa o una logica costruttiva misurata nel tempo. Si recita a soggetto, con la maschera più funzionale al momento.
Nel brano si parla di Umberto Bossi, ma potrebbe benissimo essere un Grillo…

«Nella tradizione italiana, a definire la maschera è il linguaggio: ogni maschera ha i suoi precisi connotati linguistici che le danno immediata riconoscibilità. Le performance di Umberto Bossi sono deplorevoli, ridicole, scandalose. Per la maggior parte degli italiani è il “tipico italiota” della scena politica. È l’iniziatore di una vera e propria “rivoluzione del linguaggio” destinata a disintegrare il “politichese” e a segnare il passaggio dalla Prima alla Seconda repubblica. Fino a oggi gli analisti italiani non hanno sviscerato in profondità i discorsi del leader della Lega Nord. La maggior parte ritiene che la forma dequalifichi il significato, ma si tratta di una lettura un po’ troppo superficiale delle sue performance stilistiche. Umberto Bossi non è un tribuno nel senso classico del termine: i suoi discorsi contravvengono a qualsiasi regola di ars oratoria, assolvono principalmente alla funzione dello “sfogo”. La violenza del linguaggio è l’esatta misura del discredito in cui è piombata la classe politica italiana a partire dagli anni ottanta. I suoi comizi sono improntati sulla diatriba. Le sue rocambolesche ricostruzioni storiche contengono accuse inverosimili; il suo discorso è privo di sviluppo, è fatto di digressioni legate le une alle altre da parole d’ordine scandite in alcuni precisi momenti per inculcare il messaggio nella testa delle persone.
Il linguaggio di Bossi pretende di essere naturale e viscerale, ma suscitando emozioni genera l’effetto di annullare qualsiasi distanza critica. Presenta registri molto diversi: discorsi filosofici, considerazioni ingenue e insulti. L’obiettivo è anzitutto fuorviare l’uditore: incoerenze, trovate strampalate, rimproveri inattesi suscitano il riso a dispetto della veemenza dei contenuti.
[…] La sua inventiva contribuisce a determinarne il successo. Più che il contenuto è la forza delle immagini evocate a trasmettere le sue convinzioni, ed è lo stesso Bossi ad attribuire una funzione pedagogica al suo strano linguaggio: “Con la gente devi semplificare e caricare, devi fare brillare i colori”. Coinvolge spesso il suo uditorio per fargli capire meglio gli intrighi del “Palazzo” in cui lui, uomo del popolo, è riuscito a introdursi. Spiegando le dinamiche del “Palazzo” in modo completamente fantasioso è riuscito a trascinare persone che non avevano mai fatto politica

Oggi il “Palazzo” è stato sostituito col termine altrettanto ondivago ed onnicomprensivo di “Casta”, ma la sostanza rimane invariata.
VaderÉ un inseguimento al ribasso degli umori delle folle. Linguaggio, tempi, interventi, sono calibrati unicamente verso la cooptazione del consenso puro e semplice, senza una reale prospettiva d’intenti, secondo un susseguirsi di luoghi comuni e stereotipi improntati alla massima semplificazione.

«Si tratta infatti di un linguaggio semplice e concreto, radicato nella quotidianità dell’italiano medio, usato per risultare immediatamente comprensibile, pieno di stereotipi tanto linguistici quanto sociali. Le dicotomie semantiche impiegate tratteggiano un mondo manicheo in cui i “nemici” sono chiaramente identificati. L’uso dei luoghi comuni rappresenta il punto di forza della propaganda leghista, poiché permette di stabilire un legame immediato con quanto gran parte delle persone già pensa e dice senza rifletterci.
Talvolta, è difficile seguire gli sviluppi delle argomentazioni di Bossi. I suoi discorsi evocano la glossolalia di alcuni malati di mente che costruiscono un idioma personale sulla base di neologismi organizzati secondo una sintassi rudimentale. Molti italiani credono che Bossi utilizzi parole a caso senza conoscerne il senso o attribuendogli un significato che solo lui conosce. La dimensione infantile di alcune espressioni completa il quadro clinico. L’aspetto delirante dell’insieme confonde il tenore del messaggio ideologico: il personaggio che asserisce simili assurdità con un linguaggio così insolito non può essere preso sul serio.»

In questo, la maschera è funzionale al successo di personaggi caricaturali, prossimi al giullare, persi nei frizzi dialettici di in un eterno carnevale: destabilizzante eppur rassicurante nella sua finzione scenica consacrata al trionfo delle mediocrità…

«Nei “riti di inversione di status”, generalmente la maschera riveste una funzione ben precisa: incute paura (non eccessiva) per accelerare il cambiamento e dissolvere le tensioni che attraversano la società

La metamorfosi così intrapresa, la fusione con la “maschera” indossata è tale che il Capo stesso…

«..si comporta come una maschera che trasgredisce le norme e che, realizzando un rovesciamento di status, permette a persone marginalizzate, provenienti da gruppi sociali e/o politici diversi, di ricrearsi un’immagine positiva di sé affermando la propria padanità contro il sentimento della maggioranza degli italiani. Realizza un riscatto

Sostanzialmente, è l’appagamento effimero del mediocre che non sa elevarsi oltre i limiti della propria ignoranza, elevata a motivo di vanto ed esibita senza vergogna, in un sostanziale vuoto di proposte e di argomentazioni per deficienza congenita…

«Gli attacchi personali sono sistematici e ad essere messa in discussione non è mai la politica dell’avversario, bensì l’avversario stesso. La vita politica italiana si riduce allora a relazioni di potere tra persone e diventa un teatrino.
[…] Irridendo i suoi avversari, nega loro qualsiasi valore in quanto dirigenti politici. A differenza dell’ingannatore che cerca di trarre vantaggio dalla sua vittima, lo sbeffeggiatore afferma la propria superiorità, gratuitamente e semplicemente per il piacere di sentirsi superiore. Questa forma attenuata di violenza in genere è l’arma dei deboli.
[…] I suoi discorsi sono spesso logorree noiose e penose che, senza alzate di voce, senza insulti di carattere sessuale o scatologico, farebbero fuggire i fedeli

  Lynda Dematteo
“L’idiota in politica. Antropologia della Lega Nord”
Feltrinelli (2011)

Ed in questo gli allievi superano nettamente i (pessimi) maestri, giacché al peggio sembra non esserci mai fine…

Il Matto dell’Imbecille

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , on 22 gennaio 2014 by Sendivogius

chessworld

Al mondo ci sono
imbecilli superficiali
e imbecilli profondi.”
  Karl Kraus

Confutare gli sproloqui di un imbecille, comporta quasi sempre il rischio di passare per idioti.
Se miracolato dal dono del silenzio, persino un cretino potrebbe sembrare una persona intelligente. Ma, per nostra sfortuna, gli imbecilli vogliono sempre parlare.
Bacarozzone Ad occuparci di questioni (quasi) serie, era da un po’ che avevamo perso di vista il nostro V per Ventresca… Superando il disgusto naturale e correndo il pericolo implicito, non potevamo comunque trascurare il Capo Grullo, mentre si esibisce nelle consuete pratiche anal-masturbatorie dal basso della sua latrina virtuale, con l’eloquenza di chi ha scambiato la bocca con ben altro orifizio comportandosi di conseguenza. Il tizio, per emettere i suoi miasmi flatulenti, per giunta amplificati dai suoi 160 replicanti (o moltiplicatori di peti?) nominati alle Camere, ha pure bisogno di farsi aiutare dai ghost-writers della Casaleggio Associati.
E così, mentre l’intero arco costituzionale, a torto o a ragione, si (pre)occupa della stesura di una nuova legge elettorale che si preannuncia pessima, il capo politico, come d’abitudine, si sottrae ad ogni forma di confronto e (ovviamente!) di proposta, dedicandosi all’unica cosa che sembra riuscirgli bene: il turpiloquio compiaciuto nell’insulto più becero, baloccandosi coi sondaggi autogestiti per i followers della setta pentastellata.
followingLui scappa e ovviamente i codardi sono gli “altri”, convinto com’è che le riVoluzioni si facciano a colpi di “vaffanculo!”, perdendo ogni volta l’occasione di utilizzare un biglietto vincente di sola andata, per raggiungere l’agognata meta a cui più di ogni altro avrebbe diritto con un posto in prima fila.
Pertanto, non perderemo tempo a commentare i soliti deliri del Grullo, intento a ruttare qualcosa sull’incredibile ‘coerenza’, che contraddistingue i bimbiminkia del MoVimento, a marchio registrato del duce barbuto, incontaminati come una cloaca e illibati come la monaca di Monza.
IL COMICO BEPPE GRILLO  ATTRAVERSA A NUOTO LO STRETTOIn fondo parliamo di Beppe Grillo, quello che fino all’estate del 2013 aveva come priorità l’eliminazione del porcellum, per tornare al mattarellum (inverno 2013), passando per lo spagnolo-elvetico, per il belga e l’Hondt, quindi rivalutare il “porcellum” per poi convertirsi al sistema proporzionale (gennaio 2014), salvo prossimi ripensamenti.
Per l’appunto, questioni di coerenza e chiarezza di idee: poche ma confuse.
D’altronde, Grillo è lo stesso che si dilettava in profezie di sventura, credendosi forse la reincarnazione di frate Malachia, mentre preannunciava il default autunnale dell’Italia, rinviandolo di mese in mese ad ogni smentita. È quello che annunciava il prossimo “impeachment” del Presidente Napolitano, con ultimatum intimidatori in stile mafioso (o brigatista), salvo rinviare la messa in stato d’accusa a data da destinarsi, quando finalmente qualcuno deve avergli fatto notare l’inconsistenza delle accuse. O più probabilmente i costi legali dell’istruttoria.
Con ogni evidenza, abbiamo a che fare con un raffinato stratega; si tratta di un sofisticato giocatore di scacchi, la cui mossa più riuscita è il matto dell’imbecille. E non si accorge invece di essere lui stesso intrappolato nello stallo senza risoluzioni di un perenne Zugzwang.
Se il potere logora chi non lo ha, dà sicuramente alla testa degli imbecilli.

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PERSONALITA’ MULTIPLE

Posted in Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , on 8 febbraio 2010 by Sendivogius

“Quando una riunione è estremamente seria e qualcuno vi introduce, alla leggera, argomenti diversi, spesso i partecipanti esprimono freddezza nei suoi confronti e vanno in collera.
Ciò non è bene. In momenti simili l’etichetta del samurai prescrive di mantenere la calma e di trattare l’interlocutore con benevolenza. Maltrattare qualcuno è un comportamento degno di un servo.”

  Yamamoto Tsunetomo
  Hagakure (I, 77)

2 Febbraio 2009; S.B. visita Israele e Palestina. Un vero piazzista non è mai a corto di chiacchiere. L’importante è piacere.
Le idee invece si cambiano in fretta… come le mutande usate. 

Mattina:

«L’Italia si onora di molti gesti di solidarietà verso il vostro paese, come ad esempio il rifiuto del nostro governo a partecipare alla Conferenza “Durban II” di Ginevra, che voleva sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza (…)  Come il nostro voto contrario al rapporto Goldstone, che intendeva criminalizzare Israele per la giusta reazione ai missili di Hamas lanciati da Gaza»

Pomeriggio:

«Come è stato giusto piangere le vittime della Shoah così è giusto manifestare dolore per quanto che è successo a Gaza. Sempre, quando alla pace si sostituisce la guerra, alla ragionevolezza si sostituisce la violenza, viene meno l’umanità e il rapporto tra gli uomini»

03 Feb. a Betlemme:

«Ecco, io faccio la parte del Bambino Gesù»

Speriamo che 33 anni arrivino in fretta…

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PIZZO DI FERRO ALL’AMATRICIANA

Posted in Roma mon amour with tags , , , , , , , , , , , , , , on 30 settembre 2009 by Sendivogius

Noi pensiamo che la politica debba essere al servizio dei cittadini, non i cittadini al servizio della politica e che essa debba essere fondata più sui valori che sugli interessi.
Noi crediamo che la persona – con i suoi valori ed i suoi principi, con la sua morale e la sua ragione di esistere e di migliorarsi – sia il principio ed il fine di ogni comunità politica, la sola fonte della sua legittimità.
Noi crediamo che la società e lo Stato debbano servire la persona ed il bene comune.

 (Dalla Carta dei Valori del Popolo della Libertà)

Queste almeno sono le linee ufficiali. Poi, com’è noto, ognuno fa un po’ come gli pare. Sennò che Casa delle Libertà sarebbe?!?
Patrizio Bianconi Chi ha capito tutto, e lo mette in pratica con zelo, è sicuramente tal
Patrizio Bianconi “detto Pezzimenti detto Zerisi detto Biancone”: uno con più soprannomi che cervello.
Faccione porcino, pizzo alla Italo Balbo, capello impomatato alla mago Silvan prima maniera, ci osserva severo con i suoi occhioni spiritati da vitellone mistico in tenuta da balera, ansioso di annunciare il verbo del Profeta brianzolo alle masse ingrate.
Folgorato sulla via di “Forza Italia”, Patrizio Bianconi (classe 1975) è infatti un devoto del Messia di Arcore, insieme al quale intraprende un viaggio mistico costellato da visioni trascendentali.

Nella Storia dell’umanità, le Mutazioni Metafisiche
– ossia le trasformazioni radicali e globali della visione del mondo adottata – sono assai rare.
Appena prodottasi, la Mutazione Metafisica si sviluppa fino alle proprie estreme conseguenze, senza mai incontrare resistenza.
Imperturbabile, essa travolge sistemi economici e politici, giudizi estetici, gerarchie sociali,
Dopo l’avvento del Cristianesimo e della Scienza Moderna, una terza Mutazione Metafisica è destinata ad inaugurare un Nuova Era nella Storia del mondo.

Così almeno scrive l’apostolo romano delle libertà, nel 2006, mentre augura un “risveglio etico e morale” agli altri fedeli riuniti in adorazione.
Il Bianconi, improvvidamente eletto al Comune di Roma nelle liste PdL, si convince di essere un RAS investito da una qualche sorta di mana metafisico. Il detentore di un potere divino da esercitare a proprio capriccio in maniera assoluta sui sudditi obbedienti. E non perde occasione per ricordarlo…

Nel Settembre 2009, un suddito riottoso alla voce del padrone si permette di profanare la sua sacra mail comunale, distogliendolo dalle sue contemplazioni estatiche.
Scrive l’impertinente M.Mancini al consigliere di Sua Maestà, mostrando una intollerabile confidenza:

«Caro Patrizio, scusa se ti disturbo, ma in V. Tacito l´AMA ha piazzato dei cassonetti in modo assolutamente sconcio, senza nessuna logica, seguendo probabilmente le pressioni di qualche raccomandato. Mi fai sapere se esiste una normativa comunale in merito ed eventualmente come agire per far ripristinare un regolare ordine?»

Mal gliene incolse all’impertinente plebeo! Perché don Patrizio è uno di quei fenomeni da bassa lega politica che, invece di ringraziare il santo in paradiso che gli ha garantito uno stipendio da “consigliere”, ama sfoggiare la stessa boria altezzosa di un mandarino cinese e come tale si reputa “onorevole” a prescindere.

«Egr. Dott. Mancini, nella sua e-mail Lei mi segnala una problematica personale che esula dalle mie competenze. Sarebbe svilente se un Onorevole si dovesse occupare di cassonetti – o monnezza, come dicono a Roma – tanto più se gli stessi si trovano dinanzi ad un´attività imprenditoriale di un privato. Con profondo rammarico noto (…) che lei non comprende il senso, né la ratio della Mia attività politica! Cercherò di essere chiaro.
Lei, alle elezioni che mi hanno visto trionfatore non mi ha votato – anzi più volte nel corso degli anni ha manifestato antipatia nei confronti di Berlusconi. E allora nasce spontanea una domanda: perché si rivolge alla mia persona? Io per quale motivo dovrei adoperarmi per lei? Forse mi reputa un idiota che si fa sfruttare da chiunque? Oppure, cosa ancora più offensiva, il suo servetto? Io lavoro solamente per chi mi vota in quanto faccio politica, non il missionario (…) Sarebbe svilente e umiliante per la mia persona, la mia competenza e la mia professionalità consentire a chiunque di chiedermi favori che, come nel caso di specie, esulano dalle mie competenze.

Bianconi non viene eletto come consigliere capitolino. Lui è un trionfatore: la camicia nera che ha espugnato il Colle del Campidoglio. Lui non gestisce il ‘bene comune’… è tutta roba sua! Sono le spoglie di guerra che spettano al conquistatore. Vae Victis! Specie se non amano l’Imperatore (Delitto di Lesa Maestà).
“Mi reputa un idiota?”
Nell’accezione greca del termine, sicuramente! Idiomai: ‘perseguo il mio interesse’; ‘mi approprio’.
Da cui la parola Idios, idiota.
“Mi reputa il suo servetto?”
Sia mai! Dice la Legge: “Non avrai altro padrone all’infuori di Silvio”.
Bianconi ha una competenza e una sua professionalità: i servizi sono favori personali da elargire per clientela. E si pagano un tanto al chilo. Cazzo!

Pertanto:
1) O si impegna formalmente – stipulando un patto di sangue con il sottoscritto – a votare nel 2013 il sottoscritto on. Patrizio Bianconi al Comune di Roma ed il dir. Andrea Zaerisi al municipio XIX;
2) O, se lei non è intenzionato, non si rivolga alla mia persona.

Desidero infine segnalarle che per avvalersi della mia professionalità deve preventivamente fornirmi: nome, cognome, indirizzo di residenza affinché io possa schedarla nella mia rubrica individuando la sezione elettorale dove lei vota al fine di controllare se esprimerà o meno la preferenza nei miei riguardi. E poi: il suo telefono di casa, il cellulare e l´e-mail al fine di poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia.

Questo perché il voto è libero e segreto.

Se non se la sente di instaurare con il sottoscritto tale tipologia di patto la invito a rivolgersi alle persone che lei vota (…) Io non mi faccio prendere per il culo da nessuno!»

Infatti fai tutto da solo!

Bianconi

«Il “Popolo della Libertà” è nato dalla libertà, nella libertà e per la libertà, perché l’Italia sia sempre più moderna, libera, giusta, prospera, autenticamente solidale»

Bla-Blà; Bla-Blà; Bla-Blà. Libertà eja eja alalà

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