Archivio per Grillismo

(103) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , on 1 ottobre 2017 by Sendivogius

Classifica SETTEMBRE 2017”

Ascoltare un Luigi Di Maio, il pupazzo animato della Casaleggio Associati, che dal fondo della sua inconsistenza discetta di lavoro, è come seguire le elucubrazioni di un Renzi che si sforza di parlare in inglese di “meritocrazia” e “competenza”; oppure (peggio ancora!) una Virginia Raggi che ciarla di efficienza e buona amministrazione, o un Carlo Sibilia che si occupa di “Cultura”, contro ogni sprezzo del ridicolo nella tragedia che sovrasta la farsa.
Prototipo realizzato del fancazzista professionista, inopportunamente miracolato proprio da quella ‘politica’ per professione tanto disprezzata a parole, Giggino ‘O Sarracino incarna fin troppo bene il modello prevalente dell’idiota in politica, che nei casi più riusciti può evolvere nel cretino di successo, quale ennesima variante di una imbecillitas ricorrente. Incoronato “capo politico” per successione dinastica, cliccato con un’elezione farsa tra comparse sconosciute a fare da contorno, nell’ambito delle buffonarie a cinque stelle, questo prodotto da laboratorio, ripulito e rivestito a festa con l’abitino della cresima, nelle infinite varianti del fascismo e dei suoi derivati, esprime fin troppo bene il pensiero della Setta del Grullo e soprattutto quello dei suoi programmatori. Ma non lasciatevi ingannare… sostanzialmente si tratta di una applicazione per smartphone. Di originale non c’è nulla, esattamente come dentro il vestito di sartoria, cucito addosso per il casting di gruppo. Sostanzialmente è un megafono, che ripete a caso le frasi registrate del Casaleggio Gianroberto pensiero, incistato sulla sub-cultura (parola grossa!) del grillismo militante: versione zeta del fascismo digitalizzato 2.0, futurismo e retorica giovanilista da corporativismo sansepolcrista, con una spruzzata di culto maoista della personalità e centralismo sovietico di stampo stalinista, che viene scambiato per “democrazia diretta”. Succede, quando non si ha la più pallida idea di cosa sia esattamente il significato della parola ‘democratico’ e si ignora totalmente la suddivisione dei poteri, insieme al valore fondamentale dei corpi sociali intermedi, in una visione sostanzialmente totalitaria. Il contorno di banalità compulsive, in una patchwork di idiozie assemblate a casaccio, completano il profilo di un personaggetto da youtube. Tra i vaghi cenni sull’universo ai quali Di Maio ci ha ormai abituato, spiccano nell’insieme sublimi stronzate come la “Smart Nation”, accompagnate da numeri e statistiche sparate alla cazzo (tanto poi chi va a verificare?!)…

«Internet è la più grande fabbrica di posti di lavoro. Se avessimo aumentato del 35% gli investimenti su Internet avremmo il 5% di disoccupazione giovanile in meno. Se avessimo la diffusione Internet dell’Olanda ora avremmo 270mila nuovi posti di lavoro

Vai così, Giggino! Sei troppo forte!! Una connessione ci salverà!
Perché la vera forza delle minchiate, che l’inesauribile pupazzo a gettoni produce a ripetizione, risiede innanzitutto nell’imperturbabile faccia di tolla frollata, con la quale queste vengono proferite.

«Abbiamo bisogno di una manovra shock, dobbiamo dare possibilità alle imprese e studi professionali di assumere per far riprendere l’economia e ridare gettito allo stato: così si può pagare il debito e si possono fare ulteriori investimenti sull’abbassamento del costo di lavoro.
Investiamo nell’abbassamento del costo del lavoro, investiamo nei settori ad alto moltiplicatore è così rimetteremo in moto l’economia

Innanzitutto smantellando i sindacati ed i diritti dei lavoratori, vero problema del rilancio produttivo del Paese, insieme ai salari troppo alti. E del resto di questo è sempre stato convinto anche l’avatar di Rignano, col quale Giggino si contende il podio del miglior cialtrone imboccato a comando da Confindustria.
Poi certo Di Maio preso dalla foga ci mette un tocco in più di suo:

«È in arrivo la Smart Nation, un nuovo modello di Paese in cui i lavori si trasformano e in cui non dobbiamo aver più paura di perdere il posto

Giggino di queste preoccupazioni sicuramente non ne ha. Innanzitutto perché non ha mai dovuto preoccuparsi di trovarselo un lavoro vero. Eppoi perché per comprenderne il significato, bisognerebbe innanzitutto cominciare a “lavorare”. Qualcosa di completamente sconosciuto all’aspirante premier, e non solo a lui, oramai cliccato politico a tempo pieno. Per tutti gli altri c’è sempre il fantomatico “reddito di cittadinanza”, che tanto una stronzata tira l’altra.

Hit Parade del mese:

01. FASCISTI ALLA RISCOSSA

[16 Sett.] «Io sarò il prossimo Presidente del Consiglio, e quando andremo al Governo daremo mano libera alle forze dell’ordine!»
(Matteo Salvini, l’aspirante duce)

02. LIBERA STAMPA

[24 Sett.] «Adesso scrivete quello che dico io: il Movimento 5 Stelle è il più grande movimento d’Europa. Scrivete così!»
(Beppe Grillo, il duce pentastellato)

03. CLICCARIE A 5 STELLE (I)
CITRULLI & AFFINI

[21 Sett.] «Nell’anguria c’è la citrullina, fa bene al cuore ed è un ottimo viagra naturale. Ho scoperto che le mie buone performance erotiche derivavano da questo: il cocomero fa bene al pisello.»
(Giammarco Novi, il Citrullone)

04. CLICCARIE A 5 STELLE (II)
LOTTA ALL’ULTIMO VOTO

[20 Sett.] «Spero di avere due voti, così non dite che mi sono votato da solo. Mia moglie? No, lei me ne ha dette tante.»
(Vincenzo Cecchetti, l’Avversario X)

05. CLICCARIE A 5 STELLE (III)
L’IMPORTANTE È PARTECIPARE

[20 Sett.] «Non mi interessa vincere, preferisco Luigi, è bravo e sa stare in tv.»
(Andrea Fralliciardi, l’Avversario Y)

06. CLICCARIE A 5 STELLE (IV)
DILEMMI

[20 Sett.] «Che farò da capo politico? Ci penserò da settimana prossima.»
(Marco Zordan, l’Avversario Z)

07. CLICCARIE A 5 STELLE (V)
FACCIAMO CONTORNO

[25 Sett.] «L’ultimo posto mi fa sorridere. Gli estremi della classifica si guardano sempre: di sicuro, non sono passato inosservato. Temevo peggio. La mia candidatura è servita a dimostrare che nel Movimento non c’è solo Di Maio. Se mia moglie ha votato per me? Me l’ha garantito. Io stesso mi sono votato perché non volevo fare la brutta figura di quello che non prendeva nemmeno un voto.»
(Domenico Ispirato, l’Avversario K)

08. RITORNO AL MEDIOEVO

[12 Sett.] «Mi piace pensare che sia una donna a guidare l’Agricoltura perché la terra dà i frutti, la donna fa i figli. Mi sembrava un segnale importante.»
(Gianluca Cancellieri, l’Innovatore)

09. CIONDOLI

[16 Sett.] «Questo è il ciondolo del Signore degli Anelli: da quando sto a Roma lo porto sempre con me, mi ricorda che il potere corrompe e non bisogna farsi corrompere dal potere. È la teoria del M5S. È il mio segreto.»
(Gianni Lemmetti, il Bilancista)

10. MONDO CANE

[17 Sett.] «Io sono stata la prima a portare un cane in Parlamento, ma la vera rivoluzione sarebbe candidare un animale nella nostra lista»
(Michela Vittoria Brambilla, la Canara)

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AMARCORD

Posted in A volte ritornano, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 5 dicembre 2012 by Sendivogius

TUTTO TUTTO NIENTE NIENTE

Uno spot elettorale ha sempre una componente imbarazzante, soprattutto per chi presta la propria faccia alla farsesca sceneggiata e subito dopo se ne pente, confidando invano nell’oblio… Sono come le immagini compromettenti, imprudentemente postate in rete: prima o poi rispuntano sempre fuori. Ne esiste persino una raccolta storica, con tanto di archivio tematico [QUI]: se amate il trash più estremo, guardateveli! Sono una roba devastante. E meditate sull’uso che avete fatto del vostro voto.
Sostanzialmente, sono monumenti a peritura memoria, (s)consacrati alla minchioneria politica di uomini (donne) e candidati allo sbaraglio, nell’arena girevole del kitsch elettorale.
Come sempre, la realtà supera anche le migliori finzioni. E quasi mai è un bene.
Le vere primarie Il M5S, nell’ingenuità dei neofiti, non fa eccezioni e nella sua pretesa di cambiamenti epocali finisce col riciclare strumenti di propaganda vecchissimi, con risultati non proprio eccelsi… In questa prospettiva, i profili dei candidati alle cosiddette “parlamentarie” (le primarie del M5S), presentati in rete con tanto di filmino amatoriale, sono qualcosa di imperdibile (o quasi)… Non raggiungono l’esilaranza comica dei casting del Grande Fratello, ma lo straniante effetto demenziale è lo stesso. Ed è ancor più riuscito, perché involontario.
Tra i 1.400 candidati alle “parlamentarie” del M5S spicca l’assenza quasi totale di donne. In compenso, abbondano le profusioni di fedeltà a ‘Beppe’ e la ripetizione compulsiva degli slogan del MoVimento, che si presuppone i votanti già conoscano.
Qualche profilo interessante indubbiamente c’è… Non vi diciamo quale. Per il resto, sono un concentrato di ovvietà e di improvvisazioni da far tenerezza, quando non si ride di gusto.
Sono una mamma… Sono felicemente sposato… Ho uno, due, cinque figli… (e sti caxxi, no?!?)
Tra i requisiti fondamentali di questi aspiranti legislatori, che vorrebbero spazzar via la “la casta” (auguri!), vengono rivendicati con orgoglio:

– Leggere con assiduità il blog di Beppe Grillo (fin dal 2009!)
– Aver creato loro stessi un blog (mei cojoni!)
– Aver partecipato al V-Day (1 e 2), nonché alla Woodstock 5 Stelle
– Aver aderito a un qualche meet-up, diffondendo i proclami di Beppe su facebook

feisbuk

E tanto basta!
La carrellata (quasi) completa dei fenomeni la trovate QUI, nel pieno fulgore delle loro declamazioni oratorie.
Si vota rispettando gli orari di ufficio della Casaleggio Associati, che gestisce server e software e sito e votazioni delle “parlamentarie”. Non sono previsti “garanti”, né modalità di certificazione o verifica dello sfoglio elettorale. È la famosa trasparenza a 5 stelle.
Al contempo, sono escluse domande, contraddittori, e qualsiasi forma di incontro pubblico coi candidati, che sono scelti esclusivamente tra i trombati delle precedenti tornate elettorali e possono interagire con i loro potenziali elettori (tutti rigidamente iscritti al MoVimento), nell’unica forma evidentemente consona agli adepti del grillismo militante: il monologo autoreferenziale.
VGettonatissima per le location improvvisate è la presenza del mascherone sorridente di Guy Fawkes, con l’immancabile richiamo a V per Vendetta. Ovviamente si tratta della mediocre versione cinematografica e non certo della ben più feroce e complessa graphic novel di Alan Moore, da cui il film è tratto.
Nel complesso, è forte la prevalenza di sinistrati in cerca di Autore (o padrone).
Sarà l’emozione; sarà la poca dimestichezza con le telecamerine, che si pretende però di puntare contro la faccia di chiunque altro, ma a visionare le centinaia di filmini da autodidatta la sensazione prevalente è quella di trovarsi dinanzi ad un deprimente concentrato di nerds e di sfigati, come è difficile trovarne perfino negli imbarazzanti casi umani che dimorano abitualmente in certe sezioni di partito.
C’è quello che osserva con fissità bovina l’obiettivo della telecamera… l’altro che invece non riesce a stare fermo per due secondi di fila.
C’è quello che se ne sta irrigidito sul divano di casa, come un pugile suonato a bordo ring… E chi invece se ne rimane quasi rannicchiato in cantuccio, tutto rattrappito, temendo quasi di disturbare.
C’è il Piacione
C’è quello che osserva l’Infinito e non riesce a fissare l’obiettivo, manco se glielo punti in faccia [QUI]
C’è quello che si fa intervistare dal figlio, mentre legge il canovaccio sul ‘gobbo’ [QUI]
C’è l’Imbavagliato che parla per cartelli. E bisogna dire che (non) ci mancava un po’ di colore in Parlamento.
C’è il piccolo professionista di provincia, che magari dice cose degnissime, ma lo fa con una flemma esasperante, dai processi di attivazione rallentati [QUI].
C’è il Pendolo, nonché macchietta comica che sembra uscita da una sceneggiatura di Verdone…

La somiglianza con la folla di anonimi esauriti che chiunque, almeno una volta nella vita, ha avuto la ventura di incontrare su un autobus è forte:

E d’altra parte delle anonime “parlamentarie”, pochissimo pubblicizzate, non si parla nemmeno sul blog del Profeta: troppo concentrato com’è con le solite contumelie anti-sistema e sopratutto troppo impegnato nella sua personalissima guerra contro il Partito Democratico, sostanzialmente colpevole di non essersi sciolto nel calderone del grillismo, come avvenuto per l’IdV dello sprovveduto Antonio Di Pietro che a forza di corteggiare Grillo ne è finito fagocitato.
È curioso che il PDmenoElle, con la sua organizzazione così obsoleta e arcaica da ‘vecchia politica’, sia riuscito a mobilitare per le sue “primarie” qualcosa come quattro milioni di elettori (senza chieder loro l’iscrizione al partito), che si sono mossi fisicamente per mettersi pazientemente in fila ai seggi improvvisati, mentre l’alfiere della Democrazia 2.0 con la sua rete del futuro ha racimolato appena 100.000 iscrizioni alle votazioni per le “parlamentarie”, tra gli aderenti al suo sedicente MoVimento. Tant’è la sensibilità democratica, che ai grillini risulta difficile persino completare un’iscrizione on line, senza nemmeno dover spostare le natiche dal proprio salotto. Molto meglio continuare a postare insulti anonimi, contro chiunque osi pronunciare il nome del Grillo invano, con insufflate di basta! e vergogna! e vaffanculo! che fanno tanto gggente inkazzata.
3.900.000 di votanti vs 100.000 (scarsi): la differenza che separa un successo da un flop; il divario che intercorre tra partecipazione democratica e propaganda populista…
Alla seconda, di solito basta un tribuno ambizioso, con una dose in eccesso di narcisismo, ed una folla sensibile ai facili entusiasmi. E alla pagliacciate.
I 2 TonniCon pochi ritocchi, la strategia è la stessa di sempre: l’attesa spasmodica del Conducator; il pathos costruito dell’uomo della provvidenza, che tutto promette e quasi nulla risolve; le aspettative della folla, pronte ad esplodere in entusiasmo collettivo; un po’ di machismo, culto della gioventù e dell’energia fisica esibita dal risolutore, contro le logore forze decadenti delle vecchie cariatidi demo-pluto-massoniche

“Per tenermi in forma correrò davanti al camper per qualche chilometro tutti i giorni, come Forrest Gump. Chi vuole potrà correre con me.”

L’effetto amarcord, che tanto piace all’italiano medio, è assicurato.

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Amore a 5 Stelle

Posted in Kulturkampf, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 3 settembre 2012 by Sendivogius

Con la consueta modestia confacente al personaggio, Beppe Grillo rilegge “1984” di Orwell, in una parodia narcisista dove i contenuti sono riadattati a propria immagine e somiglianza, come si conviene a chi è convinto di trovarsi al centro dell’universo, iscritto in un macrocosmo dove tutto ruota attorno al proprio Ego, nello splendido isolamento del suo autismo autoreferenziale, con la personalissima interpretazione dei “due minuti d’odio”.
Chi volesse può trovare il testo originale, e senza manipolazioni, QUI.
Ma attingiamo direttamente dalla parabola del Profeta:

«Il rito quotidiano dell’Odio da parte di aizzatori di professione nei miei confronti, nei confronti degli appartenenti al MoVimento 5 Stelle e dei miei collaboratori sta diventando fragoroso, insopportabile, indecente. Lo scopo è quello, chiaro, di creare dei mostri da abbattere per mantenere lo status quo. Non discutono mai nel merito (ad esempio del Programma del M5S), insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere. E dopo? Cosa verrà dopo? Dal tiro al bersaglio metaforico, si passerà a quello reale? L’informazione sta sconfinando in molti casi in istigazione a delinquere come avvenne negli anni di piombo. Li diffami, li isoli e poi qualcuno li elimina. Ci vediamo in Parlamento. Sarà un piacere.»

 I due minuti d’odio (02/09/2012)

Così parlò il Messia dei Carruggi.
Qui entriamo direttamente nella sfera delle psicopatologie, trovandoci dinanzi a quello che assomiglia ad un transfert negativo.
Grillo ha fatto dell’insulto reiterato nella coprolalia compulsiva l’estetica del proprio movimento, che non conosce altra rivoluzione lessicale oltre al “vaffanculo”, tramite lo sdoganamento di ogni possibile volgarità. In proposito, il suo blog è lo sfogatoio rancoroso delle frustrazioni di una plebe rabbiosa e fomentata ad arte, millantando processi ‘popolari’, epurazioni, punizioni esemplari…
Alimenta una cappa plumbea da resa dei conti, di scontro finale da armageddon politica tra “noi e loro”. Delinea i contorni apocalittici di un mondo oscuro dove non esistono avversari, ma “nemici” privi di ogni valore e finanche fuori dalla razza umana. Non per niente, la metafora più usata, ed abusata, per indicare ogni possibile avversario (disumanizzato) è lo zombie: creatura immonda che può essere fermata solo con una fucilata alla testa. Per l’appunto, un mostro da abbattere.
Provate a sostituire la parola “casta”, alla quale viene addebitata in un tutto indistinto e confuso ogni sorta di nefandezza possibile, con il termine “ebrei” e cercate le analogie storiche..!
Si avverte nelle parole del Grillo Furioso quasi un’ansia da attentato, nell’inconfessabile pulsione dell’opportunismo referenziale… Emblematica è stata l’interpretazione della bomba esplosa davanti la scuola di Brindisi, subito additata come un tentativo per fermare il “cambiamento” di cui il M5S sarebbe il portatore (insano).
Confonde le critiche e le domande, alle quali Grillo si sottrae con sequele di insulti a spruzzo continuo, come una “istigazione a delinquere”
Maliziosamente, si potrebbe ricordare come Grillo abbia fomentato per mesi la protesta anti-tributi contro “Equitalia”, incanalando poi le contestazioni opportunamente alimentate contro l’Agenzia delle Entrate, per intercettare il voto leghista in libera uscita. I toni fuori dalle righe si sono concretizzati in atti violenti direttamente contro i dipendenti delle agenzie medesime, fatti oggetto di pacchi bomba, invio di buste contenenti escrementi, minacce e atti intimidatori. L’apice è stato (per ora) raggiunto dall’immancabile psicopatico armato fino ai denti, che si è presentato alla sede di Bergamo prendendo in ostaggio gli impiegati. Non risulta che alcuno abbia mai chiamato in causa Beppe Grillo per “istigazione a delinquere”, attribuendogli una qualche responsabilità morale:

«Continuano gli attentati contro gli uffici di Equitalia, nelle ultime ore sono avvenuti aFoggia e Modena. Si può dire tranquillamente che stiano per sostituire i tradizionali botti di San Silvestro con la differenza però che durano tutto l’anno. Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze.»

 “I botti di fine anno di Equitalia”
 (01/01/2012)

Come i bambini capricciosi in cerca di attenzioni, urla e lancia il sasso tanto per vedere l’effetto che fa. Se rimproverato, mette il muso atteggiandosi a vittima. É il piccolo incompreso della provocazione politica. Appartiene a quella tipologia di narcisi che, dopo il primo controllo della prostata, si mettono a parlare di “complotti”

  “C’è una campagna di odio contro di me…
Quando prendi di mira una persona, come fanno con me, e dici che è peggio di Nerone, Hitler e Saddam, che pensa solo ai suoi interessi, non meravigliarti se qualche mente fragile pensa che se la elimina fa il bene del Paese.”

 Silvio Berlusconi
 (24/06/2009)

Oramai sono sovrapponibili come due fogli di carta velina. E non si riesce più a distinguere quale sia la copia e quale invece l’originale, tante sono le somiglianze che accomunano i due malinconici istrioni, prossimi al tramonto senile.
Se continua di questo passo, tempo qualche mese, si farà tirare addosso statuette del duomo di Milano o inscenerà finti attentati sull’androne di casa, scimmiottando un Belpietro.
Vedrete che non appena si sgonfierà la bolla mediatica pompata da giornali e tv, senza i quali il fenomeno Grillo NON esisterebbe, se le prossime elezioni inchioderanno (come probabile) il M5S ad un 7-8% dei voti reali, il tribuno ligure inizierà a sproloquiare di brogli contro di lui.
In quanto al sedicente “Programma del M5S”, discutere del merito quanto prima, se i Lettori avranno la pazienza di seguirci, sarà un piacere.
Ma ora sarà il caso di lasciare la parola ai diversamente fascisti a 5 stelle, che vivacizzano le pagine del Profeta, per avere un saggio della loro concezione dell’amore universale, contrapposto a coloro che “insultano, fomentano con l’obiettivo di isolare, infamare, distruggere” attraverso il “fragoroso, insopportabile, indecenteRito quotidiano dell’Odio

 Il 28/08/2012 l’ingenua Marianna Madia, evanescente deputata PD, ha la sventurata idea di dichiarare, durante un’intervista per conto di una nota trasmissione radiofonica:

I grillini hanno dei metodi antidemocratici, sono violenti. Piuttosto che votare Grillo, voterei PdL. La violenza non è solo quella fisica. Non direi fascisti, ma hanno un modo violento di fare politica e la violenza può anche essere verbale.

Il giorno dopo, sulle pagine del blog del Guru, con apposito post dedicato (La certezza di Madia) si scatena il linciaggio in effigie, a dimostrazione di quanto la critica della Madia sia fondata e di quale sia la concezione, nonché il livello di dialettica democratica, prossimo più alle latrine che ai “fascisti”.
Gli epiteti più gettonati sono le definizioni di genere, con particolare attenzione alle prestazioni sessuali predilette dai commentatori, che sanno entrare nel merito delle questioni con raffinato acume intellettuale. Ve ne offriamo una interessante selezione:

se la trompa il figlio del rincoglionito del quirinale……una meretrice politica istituzionale. forse sceglie il nano di arcore perche’ come tutti i nani ha un membro enorme , con o senza pompetta, con senza viagra, ……siamo alla indecenza. si definiscono del pd ma sono solo degli avventuriei politci, senza cultura democratica e senza orizzonte, intenti solo a salvare il loro fondoschiena…….e poi lo offrono al nano per farselo rompere.

ANDREA FORGIONE64, AVELLINO – 30.08.12 16:46

Questa cloaca vivente, non sapremmo definirlo diversamente, discetta di “cultura democratica” e di “indecenza” mentre elecubra di copule anali con nani superdotati.
Ma l’equazione Donna = Puttana = Stupro punitivo è il tema dominante delle pacate riflessioni a 5 stelle, argomentate da una componente predominante di maschi impotenti…

Hanno riaperto i bordelli per caso?
Alessio B. – 30.08.12 09:29|

Ansiosa di participare a qualche bel festino??? 🙂
Boris Crippa, Desio (MB) – 30.08.12 09:08|

Questa donna, viste le condizioni pietose in cui versa il PD e sentito che il vecchio pedofilo ha intenzione di ricandidarsi, evidentemente aspira ad ottenere un posto nel suo harem…
Massimo Minimo – 30.08.12 09:06|

Io questa lurida troia non la scoperei nemmeno con l’uccello di un altro. Vergognati puttana.
Mauro Agnoli, Castel San Giovanni (PC) – 30.08.12 07:52|

Eppoi, immancabile, come si conviene ai replicanti della setta che parlano come il loro guru virtuale:

questa è una bambina…
una bambina zombie.
JimmyJoeJimBob ±∑ – 29.08.12 18:35|

Abbiamo altresì gli esperti di fisiognomica, quelli che con una sola occhiata capiscono tutto di te… che pesterebbero una donna a sangue ma mica sono violenti, per carità!

Dalla faccia si vede che è la tipica italiota figlia di papà, viziata e raccomandata che nella vita non ha fatto mai nulla. Diviene incredibilmente stupida quando dice che voterebbe PDL piuttosto che il M5S. Un’affermazione assolutamente assurda detta da una rappresentante del PD e che fa capire in modo ufficiale che ormai PD e PDL sono la stessa cosa. Non sono assolutamente un violento e rispetto le donne ma se avessi tra le mani una cosi’ squallida, senza dignita’ e senza vergogna, la prenderei a cazzotti in faccia e a ginocchiate nelle gengive.
Marc Pioli, Bologna – 29.08.12 15:46|

Infine c’è la nutrita casistica di voyuer e guardoni virtuali della masturbazione compulsiva che si eccitano sulle hot-line, fantasticando su gangbang e stupri di gruppo:

Madia una che dice che piuttosto che il Movimento voterebbe il partito del nano puttaniere la dice lunga su quello che rappresenta.
Il silvio le sue zoccole le ha gia’ devi metterti in coda e poi fare uno provino.
Sei brava a fare i soffoconi????
Tommaso De Palma – 29.08.12 15:43|

Una visita medica?
Una visita delicata?
Appena esci da Montecitorio una visita “delicata” te’ la facciamo noi.
Sabrino Di Renzo, Gradara – 29.08.12 13:55|

Ma chi è questa ? la pompinara di turno del pd ? perchè adesso bersani è incazzato e non gli tira più rompi i coglioni ai Grillini ? mavaffanculo
Silvestro C. – 29.08.12 13:28

07/08/2012. A corto di argomenti, Beppe Grillo non sa come attirare l’attenzione su di sé. Quindi non trova niente di meglio che sparare una delle sue inutili bordate (“lo spread olimpico”) contro le olimpiadi londinesi.
 Josefa Idem, campionessa mondiale di origine tedesca ma naturalizzata italiana, osa pronunciare l’indicibile: “Grillo è una patacca”. E cade nel consueto trappolone organizzato ad uso dei veri ‘Due Minuti d’Odio’ targati 5 stelle.
Il 10 agosto si scatena il fuoco di sbarramento dei pasdaran della riVoluzione, già mobilitati in massa per la Strafexpedition, con uno sgangherato post intitolato “Josefa, targata pdmenoelle”, a firma di Giovanni Favia: il replicante che si agita a vuoto nel consiglio regionale emiliano…
Il trend dominante è ‘l’Italiano nella sua Nazione’:

Ma quanti cazzo sono gli atleti stranieri nazionalizzati italiani per poter accedere ai super premi e alle agevolazioni dati in Italia?
pensavo si chiamasse Idem per un errore all’anagrafe, quando registrarono prima il suo gemello e poi lei, e quando le hanno chiesto il cognome il padre ha detto “Idem”
e invece risulta che è tedesca!!
viva l’Italia!
Ashoka il Grande, Mexico – 11.08.12 00:50|

In sintesi,i nostri ragazzi devono abbandonare il proprio paese,la famiglia,per cercare opportunità che il proprio paese destìna a stranieri come Josefa…le nostre istituzioni politico/sportive accolgono,non chi necessita veramente di nuove opportunita di vita,perchè dovuto scappare da paesi devastati da guerre,malattie,povertà,ma bensì una tedesca,regalandole un favoloso stipendio come politico…eppure nessuno l ha votata!Evviva l italia dei furbi e degli stranieri furbi!!!
Massimiliano F., Cervignano del Friuli – 11.08.12 19:03|

Naturalmente, non poteva mancare il solito, squallido, conto delle spesa, di gentucola troppo abituata a fare i conti nelle tasche altrui e la cui disamina sociale non va mai oltre la ragioneria contabile di bassa lega. Ce ne fosse uno che si sia mai posto domande sui redditi milionari del Profeta che negli ultimi anni, da quando gioca al castigatore, ha visto schizzare i suoi introiti sopra i quattro milioni di euro, grazie ai gonzi che gli reggono il moccolo.

Non bastava mantenere a vita i nostri(si fa per dire nostri,miei no)politici,ora oltre a cicciolina,anche una tedesca di nome josefa idem dobbiamo mantenere…insomma è proprio vero che per certi gli stranieri furbi,l italia è l america!!!! P.S. Ultime notizie dicono che la JOSEFA avrebbe tanto piacere a poter lavorare per la rai,per poter raccontare le storie degli atleti che non vincono…non vorremo mica negargli questo desiderio all atleta tedesca?!
Massimiliano F., Cervignano del Friuli – 11.08.12 18:52|

C’è l’immancabile parola d’ordine; ovvero, quanto di più sofisticato il MoVimento abbia mai prodotto:

ma quindi anche questa (che di italiano non ha nemmeno il nome) si becca la pensione da 40 mila euro al mese a spese mie?
jos:VAFFANCULO!
Mimmo G., Cardito (NA) – 10.08.12 21:20|

si lei parla e in tanto a noi le olimpiadi ci costa una finanziaria di euro, per dare premi hai buffoni dei atleti. come i stra pagati calciatori.
Roberto S – 10.08.12 20:00|

E l’irrinunciabile allusione sessuale:

e fra poco scopriamo anche che si fa sbattere da berlusconi espetta e vedi
Antonello Sepe, Monte San Biagio (LT) – 10.08.12 19:07|

Il must dominante di questi squadristi da tastiera è sempre il solito: “è una vecchia”…

Ha più rughe lei di una tartaruga
George R., Roma – 10.08.12 14:27|

hai capito la 48 enne che basta vederla in faccia per capire che ha preso ormoni da 20 anni … esponente del pd e che attacca il nazionalismo di grillo… ma pensa
Alessandro Bardi – 10.08.12 14:01|

anche i controlli antidoping alle olimpiadi sembrano una patacca, a meno che non vogliamo credere che si può arrivare quinti a 50’anni…
Gianni Frascogna – 10.08.12 10:10|

L’irrinunciabile sigillo di garanzia 5 stelle:

Un’altra zombie della partitocrazia di cui non c ne può fregare un cazzo !!!!
Gennaro Giugliano, Napoli – 10.08.12 11:45|

..Ed il solito meritocratico da bar sport:

josefa è ipocrita, perchè non dice come stanno le cose invece di pensare alla politica. C’erano brave atlete giovani che avrebbero meritato più di lei il posto per le olimpiadi, ma si sà che bisogna farsi belli sennò il contratto con la kinder viene scisso!
Giovanni Pispisa – 10.08.12 10:16|

Fortuna che tutti i commenti presenti nel blog di Beppe Grillo sono filtrati e opportunamente moderati dallo staff della Casaleggio Associati..!
È difficile trovare uno strato così infame di umanità. Per trovare una roba tanto indecente, bisogna scorrere i commenti dei lettori di “Libero” e “Il Giornale” ai tempi d’oro del berlusconismo dominante. Nemmeno la nazi-community di Stormfront, che qualcuno ha definito “il più grande portale d’odio presente in rete”, riesce a raggiungere neanche lontanamente simili livelli. Persino quel santuario dell’amore sanfedista conosciuto come Pontifex, con le sue truppe di fanatici analfabeti crucesignati, fatica ad arrivare a tanto.
Quando si ha a che fare con le performance di Beppe Grillo e dei suoi adepti invasati, invece delle 5 Stelle, sembra di avere a che fare con una parodia delle “5 fasi dello sviluppo psicosessuale”, elaborate da Sigmund Freud
C’è la “fase orale”, rapportata all’età adulta:

«Da un punto di vista comportamentale, l’individuo potrebbe manifestare un’inclinazione al vittimismo, regredire verso uno stato di dipendenza e/o sviluppare pratiche oralmente dipendenti (tabagismo,alcolismo, logorrea o manifestando una forte dipendenza dal cibo) costituendosi una personalità sarcastica o pungente (caratteristiche queste indicate come qualità sadico-orali)

Alla quale segue sempre una “fase anale”:

«Durante questo periodo, gli interessi del bambino si spostano dalla zona orale a quella anale, in concomitanza con l’acquisizione del controllo delle funzioni sfinteriche. Il bambino trae appagamento dal controllo autonomo degli sfinteri; Il controllo e l’espulsione dei prodotti del proprio corpo costituiranno, oltre che una forma di gratificazione, uno strumento di regolazione delle relazioni con l’ambiente circostante. Il bambino nutre interesse verso i propri escrementi; spesso l’espulsione è accompagnata dalla paura di una perdita e da un senso di incompletezza.»

E proprio i prodotti fecali sembrano essere la materia che il bambino Grillo manipola meglio.

Ad ogni modo, noi siamo estremamente riconoscenti nei confronti di Beppe Grillo, perché col suo comportamento ci ha insegnato il senso del limite; ci fa apprezzare le buone maniere e ci ricorda quanto le parole siano importanti e con esse l’uso del linguaggio. Ci rammenta, se ancora ce ne fosse bisogno, come la democrazia vada difesa ogni giorno da cialtroni e demagoghi senza scupoli. E quanto l’ignoranza possa essere pericolosa.

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AAA – Cercasi tecnico esperto

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , on 25 maggio 2012 by Sendivogius

Per tutti i professionisti in cerca di precaria occupazione, sull’organo ufficiale degli Ensiferi a certificazione Michelin, la Pravda della setta e unico organo di ‘informazione’ consentito, si può leggere (in sintesi) questo straordinario annuncio:

“A Parma abbiamo bisogno di aiuto. Cerchiamo una persona con esperienza della gestione della macchina comunale per la carica di direttore generale al più presto. Incensurata, non legata ai partiti, di provata competenza….
Chiunque fosse interessato alla posizione invii il suo curriculum a questa mail.”

Ovverosia l’indirizzo e_mail del guru ligure.
A vagliare curricula e competenze sarà, a proprio insindacabile giudizio, il ragionier Giuseppe Grillo da Genova, ovvero il clan dei Casa Liggio & Affiliati.
Perché, se “uno vale uno”, qualcuno vale più di tutti gli altri messi assieme.
A Parma non si è ancora insediata la nuova giunta comunale, che già la città è sotto commissariamento dell’invadente Profeta genovese. Eclissata l’immaginazione al potere, dopo l’incompetenza, abbiamo la più assoluta improvvisazione: neo-consiglieri stellati, riuniti in sessione plenaria per un corso accelerato di Bignami in diritto amministrativo; assoluta assenza di un vero programma di governo, con uno straccio di piano di recupero per la gigantesca voragine di bilancio parmense… Evidentemente, la striminzita quindicina di paginette del programmino scolastico a 5 stelle non è sufficiente. D’altronde, il neo-sindaco Pizzarotti (ed il suo ingombrante mentore virtuale) non si è preoccupato nemmeno di presentare una lista di potenziali amministratori di giunta, tanto grande è stata la sorpresa di vincere le comunali. Per il momento ci si affida ad un gruppetto di professori bocconiani, colleghi degli esecrati tecnocrati al governo nazionale, in attesa di consultare gli amici del Bar Sport.

D’altronde, secondo i pasdaran del MoVimento, perché darsi tanta pena?!? Federico Pizzarotti, l’ex burattino con un’anima propria che sta faticosamente recidendo i fili col puparo Grillo, secondo le indicazioni dei puristi della confraternita virtuale, dovrebbe essere solo un “portavoce dei cittadini”, privo di libero arbitrio. A questi “cittadini” qualcuno dovrebbe spiegare che un sindaco, in qualità di primo cittadino, è chiamato a fare scelte precise, prendere decisioni di rilevanza pubblica che, in quanto tali, si configurano sempre come ‘politiche’. Nella fattispecie, firma delibere, autorizza capitolati di spesa, sostiene progetti, mettendoci la faccia in prima persona e rispondendo individualmente per eventuali errori o violazioni di legge (che non ammette ignoranza) in sede penale e civile. Se il sindaco sbaglia, gli avvisi di garanzia non arrivano ai “cittadini”, ma al Sindaco e nello specifico a Federico Pizzarotti. Altro che “portavoce”!
Amministrare la res publica è un po’ più complicato che stilare proclami su un blog (gestito da terzi) e fare merchandising auto-promozionale, giocando nel tempo libero ai piccoli carbonari nascosti nell’anonimato virtuale di sedicenti meet-up tramite chat, peraltro spiata (illegalmente) dagli hackers della Casaleggio per conto del Profeta.
Più che democrazia diretta, sembra l’Egitto dei faraoni!
Über Alles, c’è il piccolo führer di Ponente, che scalpita irrequieto per la paura di perdere il controllo assoluto del suo personalissimo giocattolo, scambiando la Democrazia per un’entità astratta chiamata “Rete” (manipolata dai suoi consulenti informatici).
Dopo il berlusconismo, la piaga delle locuste?

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Entomologia politica

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , on 22 aprile 2012 by Sendivogius

Premettiamo che l’argomento non ci affascina particolarmente… Lo reputiamo un fenomeno passeggero; alla stregua di quelle violenti febbri di stagione, che intaccano gli organismi particolarmente debilitati in tempi di forte crisi, salvo rientrare sul lungo periodo ed essere riassorbite da un corpo dal metabolismo sano. Si tratta di eventi persistenti, destinati a ripresentarsi con cadenza ciclica in un sistema intrinsecamente debole che, nonostante (o forse per colpa) della persistenza della malattia, non riesce ancora a sviluppare gli anticorpi necessari alla sua guarigione.
Tuttavia, visto che nel vuoto programmatico di un panorama desolante sembra non si parli ormai d’altro, gli dedicheremo pure noi una piccola parentesi provvisoria… Per l’occasione, ci limiteremo a riportare le parole di Michele Smargiassi, che all’incipiente fenomeno del cosiddetto “grillismo” ha dedicato osservazioni acute, opportunamente depurate dall’acredine di certi detrattori e dagli entusiasmi enfatici dei supporters, fornendo un’analisi brillante sine animo et ira:

– Il grillismo figlio del “Non” –

«È un avverbio palindromo il grimaldello che può scardinare il quadro politico italiano. Una parolina di tre lettere che non ha significato, ma li nega tutti: non. Il MoVimento 5 Stelle, si legge nel suo “non statuto”, è una “non associazione”, “non è un partito” e “non lo diventerà in futuro”, non ha “organismi direttivi o rappresentativi”, non è di destra e non è di sinistra, non ha tessere, non ha una sede fisica e neppure un leader, anche se ce l’ha, lo sanno tutti. Il lessico comune, che non rispetta i non-statuti, li definisce “i grillini”: un capitale di sdegno, impegno e sincera voglia di cambiamento che ogni partito serio vorrebbe avere alle spalle, ma che un attore comico di successo, con intuito e doti mediatiche, ha saputo catalizzare attorno a sé nell’Italia provvisoria dalle rivoluzioni continuamente tradite.
Quale sia il ruolo di Beppe Grillo nel MoVimento da lui battezzato (quella V maiuscola in mezzo al nome è la reliquia venerata dell’evento fondatore, il V-day, giorno del gran Vaffa, 8 settembre del 2007, Bologna, decine di migliaia di fan), sta all’articolo 3 del non-statuto che cita Grillo come “unico titolare dei diritti d’uso” di nome e simbolo del MoVimento 5 Stelle, in sostanza il proprietario del marchio senza il quale non si può agire a nome del movimento. Imprimatur amministrato con decisione, come sanno liste e gruppi e singoli a cui è stato negato con diffida scritta degli avvocati del nonleader. Movimento “dal basso” gestito dall’alto, movimento in cui “uno vale uno” ma dove Uno possiede personalmente la legittimazione di tutti. Eppure, come avverte Federico Fornero in un’analisi sul prossimo numero de Il Mulino, alla bomba grillina innescata nelle urne con percentuali da terzo partito, “l’etichetta di ‘partito personale’ sta stretta”.
Allora la definizione più calzante per questo singolare cocktail di spontaneismo e personalismo, di orizzontale e verticale, che condivide molte radici ma poche omologie con i movimenti antipolitici emergenti in Europa, dagli Indignados spagnoli ai “Pirati” nordici, forse è quella di “movimento oracolare”. La Verità del movimento sta solo in parte nel suo programma, che potrebbe essere quello di un partito ecologista se in Italia un dissennato ceto politico non avesse dilapidato la chance dei Verdi. Sta nel ricorso, costitutivo dell’identità stessa del MoVimento (la sede è un indirizzo Web, la tessera è un login), alla Rete come entità in sé, più che come canale di comunicazione. La Rete ha reagito male, la Rete ha deciso. Come tutte le personalizzazioni mitiche di un’entità superiore, anche la Rete per i grillini esige un decifratore, un aruspice. Gli articoli dell’eponimo sul blog beppegrillo.it sono i vaticini che dettano la linea su questioni non previste dal programma, e sfiduciano per eteronomia questo portavoce o quell’eletto, con scomuniche tanto perentorie quanto non emanate da un potere ufficialmente legittimato a farlo. Beppe ha scritto che, è sufficiente: seguono proteste e tempeste nei meetup locali, raramente scissioni, più spesso accettazioni del responso.
Ma non è banale leaderismo mascherato. Il controllo oracolare garantisce la sopravvivenza dell’esperimento. Il non è un requisito vitale per un movimento che nega alla radice la politica esistente e verrebbe disinnescato dalla più piccola contaminazione: la non-politica può vivere solo se sfugge ad ogni definizione, anche passiva, se “vola” ( fuori, oltre, sopra, parole correnti nel vocabolario grillino) lontano dall’agorà civica dove incrociano i partiti che l’hanno ridotta in condizioni pietose. Questa è forse la vera missione in capo all’oracolo genovese: custodire la purezza del non, sacro Graal della contropolitica.»

  Michele Smargiassi
La Repubblica (19 Aprile 2012)

Secondo noi, si tratta di un fenomeno politico estemporaneo, estremamente sopravvalutato, destinato a sgonfiarsi velocemente, in concomitanza alla progressiva assunzione di responsabilità decisionali ed amministrative… Certo, in confronto alla mediocrità degli oppositori istituzionalizzati ed all’immonda miseria di un abominio come Sallusti, sembrano dei giganti.

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