Archivio per Golpe bianco

QUESITI

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , on 26 settembre 2016 by Sendivogius

ti-piace-vincere-facile Quando il referendum non piace alla banda di abusivi della democrazia, accampati coi loro manipoli al governo, come è stato nel caso della consultazione popolare per la tutela del territorio e delle aree marittime, contro le attività estrattive delle grandi corporazioni petrolifere (il cosiddetto referendum sulle trivelle del 17/05/16), l’oggetto ed il quesito referendario vengono presentati all’elettore così:

Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro le dodici miglia marine.
Esenzione di tale divieto per i titoli abilitativi già rilasciati
Abrogazione della previsioni che tali titoli hanno la durata della vita utile del giacimento

«Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?»

referendum-trivelle

Noterete come nelle formula arcaica scelta per contorcere il quesito fino a renderlo incomprensibile non compaia mai la parola “trivellazioni”, bensì “coltivazione” (manco si trattasse di un vivaio!); di “titoli abilitativi” e non di concessioni estrattive, di “vita utile del giacimento”, e non di durata eterna.

kimrenziQuando invece il referendum preme all’aspirante ducetto di Pontassieve ad alla sua corte fiorentina di queruli replicanti, perché ad esso è legata la permanenza al potere di questo comitato d’affari, incistato attorno alle clientele elettorali del partito bestemmia, affinché il golpe bianco in atto si compia totalmente e lo stupro della Costituzione sia davvero completo, il quesito viene confezionato così:

quesito

È superfluo dire che si tratta di un’estensione quanto mai sfacciata della propaganda governativa a cui pure i frammassoni della loggia di Palazzo Chigi ci hanno abituato ormai da tempo. Soprattutto, si tratta di un enunciato falso, che sfrutta una formula tanto manipolatrice quanto fuorviante, per un referendum che nelle intenzioni originarie del suo promotore avrebbe dovuto sancire l’incoronazione imperiale del Bomba. E perciò era concepito come un plebiscito ad personam, nel 18 Brumaio di Renzi Bonaparte, quando i sondaggi veleggiavano verso il massimo consenso insufflato con una pioggia di mazzette da 80 euro; mentre adesso il massimo problema è quello di disinnescare il potenziale avviso di sfratto a questo esecutivo di occupanti abusivi. Perché a qualcuno piace vincere facile…
ponci-ponci-po-po-poE non temete: qualunque sarà l’esito della consultazione, non lo staccherete dalla sua poltrona neanche con la fiamma ossidrica, tanto vi si è saldato sopra, perché il potere (e massimamente il potere assoluto) crea dipendenza. Come un tossico in crisi di astinenza. Ovvero il dramma di un fanfarone di  quarant’anni, un obeso bamboccione di provincia, cresciuto facendo il portaborse nelle sagrestie democristiane, che per la prima volta in tutta la sua parassitaria esistenza dovrà andarsi finalmente a cercare un lavoro vero!

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Anschluss

Posted in Business is Business, Kulturkampf with tags , , , , , , , , , , , , , , , , on 5 luglio 2015 by Sendivogius

Tiro a segno

Gordon Gekko“Non sarai tanto ingenuo da credere che noi viviamo in una democrazia, vero Buddy?
È il libero mercato. E tu ne fai parte.”

Gordon Gekko

Raramente, in tempo di pace, si era vista in Europa un’ingerenza così sfacciata ed intrusiva, portata avanti con una simile protervia negli affari interni di uno stato che (ancora) si vorrebbe ‘sovrano’ come nel caso ellenico, per la palese rimozione di un esecutivo legalmente eletto, ma non gradito ad alcuni, presupponendo l’instaurazione di un regime più consono ai desiderata delle tecnostrutture eurocratiche che oramai dominano e condizionano l’ordinamento democratico di un intero continente. Perché vi sono pochi dubbi che la forma di governo prospettata per la martoriata Grecia è quanto di più si avvicina, per forma e sostanza, a quella del “protettorato” in uno stato fantoccio, eterodiretto dai suoi volenterosi carnefici e concepito a dimensione di oligarchia, dove la sovranità si fonda sul credito bancario e non certo sul ‘popolo’.

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A ben vedere, con l’eccezione della parentesi sovietica, ci sono pochi precedenti di una tale gravità nell’Europa moderna, come non si vedevano dai tempi del nefasto protettorato tedesco di Boemia e Moravia.
NEIN - Niente soldi agli avidi greci Le “trattative” per il piano di rientro debitorio (ma sarebbe più appropriato chiamarlo ‘recupero crediti’), totalmente avulso da concetti basilari quali crescita ed equità, ma imposto alla Grecia senza possibilità di modifiche, presenta infatti tutte le modalità tipiche di un ultimatum, tra ukase perentori, ingiunzioni non negoziabili, minacce esplicite e forme nemmeno troppo larvate di razzismo pedagogico, nell’umiliazione plateale di un intero popolo che va ‘rieducato’ tramite punizione collettiva.
DijsselbloemPer certi versi, nel loro parossismo, le contrattazioni sulla Grecia che più che altro ricordano la famosa “libbra di carne” del Mercante di Venezia, traslocato nel frattempo a Bruxelles, sembrano quasi una riedizione dei famigerati Accordi di Monaco del 1938 per la spartizione della Cecoslovacchia, ai quali parteciparono la pusillanime Francia, l’imbarazzata Gran Bretagna e una determinatissima Germania alla quale si affiancò nello stupore generale l’Italietta mussoliniana pronta a fornire il proprio appoggio incondizionato a Berlino, con quel tocco in più di maramalderia che da sempre contraddistingue i nostri pagliacci da esportazione.
Sorridi CoglioneOvviamente, alle trattative finali i Ceki, i diretti interessati, non furono invitati; esattamente come oggi avviene per i Greci.
Perché certe disposizioni si eseguono, si subiscono, ma non si discutono.
rimanere nell'euroIl 24/03/1939, il Conte di Halifax, rapportandosi con la Camera dei Lords, in qualità di Ministro degli Esteri, dichiarò:

Lord Halifax«Il 16 Marzo, Hitler ha emesso un decreto, al quale il nobile Marchese si è appena riferito, proclamando il territorio cecoslovacco occupato, “Protettorato di Boemia e Moravia” e ponendolo di fatto sotto il controllo del Reich.
Non è necessario ricapitolare i termini di quel decreto, ma vale la pena notare che mentre viene dichiarato che il Capo dell’Amministrazione avrà il rango di Capo di Stato e il protettorato sarà autonomo, il “Reich Protektor” tedesco è già a Praga con potere di veto su ogni attività legislativa. La politica estera e la protezione dei residenti all’estero vengono delegate al Governo Tedesco che manterrà nel Protettorato presidi militari e strutture operative. Il Protettorato farà parte dell’Unione delle Dogane Tedesche ed inoltre il Governo Tedesco potrà emettere decreti e adottare ogni misura che riterrà necessaria per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza.
Per sintetizzare la situazione, cito un breve articolo del suddetto decreto che così recita:

“Il Protettorato di Boemia e Moravia eserciterà il diritto alla propria sovranità in consonanza con l’importanza politica, economica e militare del Reich.”

[…] Credo che non ci sia molto da dire riguardo all’affermazione secondo la quale il Presidente Cecoslovacco abbia volontariamente consentito il soggiogamento del suo popolo. Date le circostanze in cui si è recato a Berlino e con l’occupazione del territorio Cecoslovacco già in atto, ritengo che nessuno tra coloro dotati di buon senso possa pensare che ci fosse la minima possibilità di negoziare alcunché. Era invece lecito aspettarsi, come poi in realtà è avvenuto, che i rappresentanti di Praga sarebbero stati minacciosamente messi di fronte ad un ultimatum e costretti a capitolare….
[…] Alcuni apologisti Tedeschi tentano di giustificare l’azione del loro Governo con riferimenti alla storia passata dell’Impero Britannico. È inutile ricordare che il principio sul quale si fonda l’Impero Britannico è quello di sviluppare la cultura dell’autogoverno nei Paesi che di questo Impero fanno parte. Dovunque siamo stati nel mondo, abbiamo sempre lasciato una traccia di libertà. La nostra politica quindi non ha niente in comune con la soppressione dell’indipendenza di popoli il cui sviluppo politico già consente loro di governarsi autonomamente.
Gross ReichÈ stato inoltre obiettato che ciò che è avvenuto in Cecoslovacchia non deve interessare il nostro paese. È vero che abbiamo sempre riconosciuto, se non altro per ragioni geografiche, che la Germania dovesse sicuramente essere molto più interessata di noi alla Cecoslovacchia e all’Europa Sud Orientale, poiché rappresentano i territori naturali per la propria espansione commerciale, ma poiché i cambiamenti che avvengono in qualsiasi parte dell’Europa producono profondi effetti anche altrove, la nostra posizione è radicalmente mutata.
Ci siamo dovuti purtroppo confrontare improvvisamente con l’arbitraria soppressione di uno Stato sovrano e indipendente, condotta in violazione dei più elementari principi che regolano i rapporti internazionali.
Alla luce dei recenti eventi, risulta abbastanza naturale dire al Governo di Sua Maestà ciò che il nobile Lord ha già detto questo pomeriggio e cioè che la politica adottata a Monaco fu un tragico errore.
Conferenza di Monaco[…] Quali conclusioni dobbiamo trarre dalla conquista della Cecoslovacchia? Dobbiamo ritenere che la politica Tedesca è entrata in una nuova fase nella quale non si mira più soltanto al consolidamento dei territori abitati prevalentemente da popolazioni di etnia Tedesca, ma anche al dominio di popoli di altre etnie? È una domanda molto seria che in ogni parte del mondo oggi tutti si pongono

A distanza di quasi 80 anni, sembra di assistere alla nascita di un nuovo Reich Protektorat in un’Europa destinata ad essere una palude a libertà vigilata, per il transito delle merci tedesche.

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