Archivio per Giuseppe Conte

MEDIACRAZIA (II)

Posted in Kulturkampf, Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 21 aprile 2022 by Sendivogius

In parallelo con la guerra in Ucraina, sono bastati meno di due mesi di propaganda ininterrotta (ora si chiama “storytelling”), per cancellare ogni credibilità residua di un sistema mediatico rattrappito in servitù volontaria; talmente abituato a sguazzare nei propri escrementi elevati ad oggetto di meraviglia, da rasentare livelli feudali di piaggeria cortigiana, e sputtanarsi irrimediabilmente agli occhi di un pubblico sempre più sconcertato dinanzi al miserabile teatrino di guerra, imbastito da zelanti reclutatori in livrea.
È un rassemblement violentemente ideologico di incarogniti gaglioffi convertiti alla mistica bellica, esteti del pensiero unico, presenzialisti da salotto, e servi sciocchi in cerca di visibilità. Si tratta di un pastone fetido, in cui sembrano convergere meschineria congenita e mediocrità professionale, dove i livori personali (e padronali) vengono ammantati di “indignazione” ad uso delle telecamere; una fossa biologica, nella quale approssimazione e disonestà intellettuale sono travestite da “fermezza”, mentre incompetenza e presunzione vengono esacerbate da una supponenza parolaia ed arrogante. Ci troviamo a vivere e sorbire una grande mistificazione orwelliana, dove si distingue per furore e fervore La Repubblica dei cavalieri GEDI nella galassia degli Elkann, con contorno di truppe cammellate di rinforzo e sturmtruppen da terza linea, tra i quali spiccano alcuni casi più consoni alla psicopatologia clinica che altro, come quel Massimo Gramellini che ha fatto del prof. Alessandro Orsini la sua ossessione personale, con tanto di esegesi dei testi e delle parole del reprobo. Se uno dovesse sottoporre allo stesso trattamento le opere del Gramella nazionale, si potrebbere scrivere una nuova appendice comica sull’inesauribile lista dei libri merdavigliosi dei quali la nostra editoria abbonda. Sono i pretoriani di regime, specializzati nel vituperio generalizzato di ogni voce critica all’invio ad oltranza di armi; la compagnia di disciplina, schierata contro chiunque osi semplicemente richiamare a maggiore prudenza, rispetto alla foga declamatoria dei troppi guerrafondai su procura. Attualmente, i nostri inquisitori di redazione sono uniti nella character assassination del frastornato Giuseppi, maramaldeggiando sul fu avvocato del popolo, politicamente già morto, colpevole di non essere abbastanza allineato al nuovo corso bellico, ma soprattutto non supinamente sdraiato al cospetto del Draghi che ci conduce, e per questo da fustigare legato alla colonna infame.
Strepitoso è pure un Massimo Giannini, che buttati nel cesso anni di solida reputazione giornalistica, lascia sottintendere chissà quali inconfessabili complicità per intesa col Nemico (e non ovvie responsabilità penali, insinuando alti tradimenti), circa gli innominabili scopi della famigerata missione russa ai tempi del Covid, non capacitandosi come il personale medico militare inviato dall’Impero del Male potesse essere coadiuvato da un generale: un “GE-NE-RA-LE!!” scandisce un Giannini furioso, al culmine del suo vibrante sdegno a misura di telecomando, sconvolto da cotanta abnormità.
Perché, il generale Figliuolo che ha gestito l’epidemia pandemica cosa cazzo era?!?

“Gli Oligarchi della tivvù, sbugiardati dal pubblico”
Domenico De Masi
(19/04/2022)

«Man mano che passano i giorni della guerra in Ucraina si moltiplicano i sondaggi trasmessi dalle varie reti televisive per rilevare l’opinione pubblica su quanto sta accadendo. Il risultato è che cresce la divaricazione tra ciò che quelle reti cercano di accreditare con le proprie trasmissioni e ciò che “la gente” comincia a pensare con la propria testa. Questi media, pubblici o privati che siano, fanno a gara per dimostrare che Putin è pazzo, ma “la gente” comincia a pensare che sarà pure pazzo, ma di sicuro non è scemo. Questi media gareggiano nell’accreditare un’immagine salvifica degli Stati Uniti, ma “la gente” comincia a pensare che l’America sarà pure esportatrice di democrazia, ma i suoi interessi non coincidono con quelli europei. Questi media gareggiano nell’insinuare che in Russia monta un’ondata di dissenso per rovesciare Putin, ma “la gente” comincia a capire che la stragrande maggioranza dei russi concorda pienamente con le strategie belliche dello zar. Questi media gareggiano nel tranquillizzare i consumatori sulla disponibilità di fonti energetiche anche per il prossimo futuro, ma “la gente” è sempre più convinta che il petrolio e il gas raccattato presso altri dittatori comunque non ci affrancherà dalle forniture russe.
Da cosa dipende la sfasatura tra l’informazione fornita dagli anchor men dei media e l’opinione pubblica dei cittadini? A mio avviso dipende dall’abuso di potere esercitato dai primi, sottovalutando la qualità intellettiva dei secondi. Inoltre, gli anchor men soffrono di autoreferenzialità come ogni circolo chiuso in cui poche diecine di privilegiati fanno da guardiani al pensiero unico, mentre i cittadini comunque esprimono una pluralità di vedute garantita dall’essere milioni di teste disparate, appartenenti a classi diverse.
In 24 mesi, tra la realtà incombente della pandemia e della guerra e l’idea che ce ne siamo fatta, si è interposto il filtro distorcente di una ventina di anchor men, oligarchi nostrani dell’informazione che, armati di talk show, hanno imposto il loro punto di vista basandolo sulla propria cultura generica e sull’interesse dei loro padroni. Il metodo manipolatorio è semplice: ogni trasmissione viene articolata in uno o più panel di cosiddetti “esperti” scelti alla rinfusa in un mazzo consueto di giornalisti e politici. Il numero dei partecipanti a ciascun panel deve essere esuberante rispetto al tempo disponibile, in modo che ognuno degli interpellati abbia pochi secondi per esprimere giudizi su questioni cosmiche. Prima che l’interpellato di turno riesca a completare un pensiero, viene interrotto dal conduttore o viene contraddetto da altri partecipanti che sovrappongono il loro dissenso, spesso in tono forsennato, a ciò che si stava dicendo. Essenziale è che, alla fine della messinscena, tutti abbiano parlato senza nulla dire e resti salva solo la tesi che stava a cuore al conduttore, cioè al suo datore di lavoro.
Il sotterfugio sempre più frequentato sta nell’esibire giornalisti in veste di esperti. Quella del giornalista è una rispettabile professione che consiste nella capacità scientifica di raccogliere, vagliare e trasmettere notizie su una vasta gamma di accadimenti. L’esperto, invece, è colui che ha dedicato una vita intera ad approfondire una sola disciplina con qualche necessaria scorribanda nelle discipline confinanti. Ma ora vige il vezzo di promuovere al rango di storico o di geopolitologo o di virologo o di sociologo qualunque giornalista che sia stato impunemente intervistato un paio di volte su questioni di storia o di geopolitica o di virologia o di sociologia.
Tuttavia, quando gli eventi comunicati sono complessi e gravi come quelli attuali, si mette in moto tra “la gente” un meccanismo di autonoma elaborazione delle informazioni per cui l’ignoranza sapiente dell’opinione pubblica travalica la sapienza ignorante degli anchor men. Un aspetto particolarmente grave dell’attuale patologia informativa consiste nell’occultamento sia delle cause che hanno portato alla situazione presente, sia dei disastri cui stimo andando incontro e dei rimedi sbilenchi che gli stiamo opponendo. La carenza congiunta di grano e di fonti energetiche promette a tutto l’Occidente un prossimo futuro di fame per molti e di impoverimento per quasi tutti. Ciò comporta che masse pauperizzate accumuleranno un rancore esplosivo traducibile in sovversione autoritaria o in incremento democratico a seconda del colore delle forze politiche capaci di egemonizzarle e convogliarle. Dio non voglia che, nel frattempo, Le Pen conquisti la presidenza in Francia e Trump la riconquisti in America. A quel punto, Pandemia e guerra in Ucraina ci appariranno disgrazie minori. Ma di questo non si parlerà o ne parleranno i giornalisti, promossi esperti sul campo

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(142) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , on 30 dicembre 2020 by Sendivogius

Classifica DICEMBRE 2020″

Ognuno ricorderà il funesto 2020, variante bisesta dell’annus horribilis, in decade malefica di stolto secolo, come peggio vorrà…
Perché sarebbe alquanto difficile (se non impresa impossibile, per ordine e spazio) solo provare ad abbozzare una classifica universale delle concionerie demenziali, castonerie siderali e minchiate abissali, con le quali siamo stati ammorbati nel corso di questi lunghi mesi, quanto e più della stessa pestilenza che pure si è dimostrata una straordinaria fonte di ispirazione, per tutte quelle legioni di imbecilli in libero pascolo sul webbé ed oltre. Ad ennesima riprova che un coglione è per sempre, mentre persevera nell’instancabile esibizione di sé.
A noi dis-piace ricordare, tra i moltissimi che pure ci hanno accompagnato e ci hanno convinto a spegnere definitivamente la TV, oramai tracollata in moltiplicatore compulsivo di stronzate, il loffo gaglioffo in orbace che voleva riaprire tutto, intanto che i contagi raggiungevano il loro picco, “perché il Governo ci ruba il Natale e i sogni ai bambini”, e che per concludere in bruttezza si fa riprendere mentre distribuisce i pacchi natalizi degli altri in propaganda benefica, giusto per il gusto di violare il lockdown, per ignobile promozione di sé a corto di visibilità dopo le sbronze di mojito.

Matteo Salvini con Daniela Javarone madrina dei City Angels consegna pacchi alimentari il giorno di Natale a Milano, 25 dicembre 2020 Ansa/Matteo Corner

Ci sarebbero anche gli irrinunciabili aperitivi della “Milano non si ferma”..!
Ma una menzione speciale merita pure il Cazzaro di Pomezia, che da almeno nove mesi va promuovendo un vaccino che ancora non c’è e che stenta a superare le verifiche di immissione al commercio…

Piero Di Lorenzo, da Pupo al vaccino anti Covid

Lettera43
(06 Maggio 2020)

«In questi giorni, sono in molti, nella Rai e nel mondo della pubblicità e della comunicazione, a essersi fatti la stessa domanda: ma quel Piero Di Lorenzo proprietario e amministratore delegato della IRBM di Pomezia che sta lavorando al vaccino anti-Covid e che ha stipulato una partnership con lo Jenner Institute della Oxford University, è lo stesso che fino a qualche anno fa era presidente della LDM Comunicazione SpA di Roma e associato dello studio Beretta-Di Lorenzo & Partners ubicato in Via Giambattista Vico 20 a Roma, che sul suo sito web non faceva mistero di svolgere attività di consulenza e lobbying? Sembra proprio di sì.

ATTIVITÀ SCIENTIFICA NEL SUO CV: NON PERVENUTA
Di Lorenzo, nato nel 1950 e laureato in Giurisprudenza nel 1973 alla Sapienza di Roma, ha nel suo curriculum tutto meno che un’attività scientifica. Infatti, è stato consulente per le relazioni esterne ed i rapporti istituzionali di numerosi soggetti come la Guardia di Finanza, la Camera di Commercio di Roma, l’Ente Tabacchi, l’Agenzia del Territorio, il Consiglio Nazionale del Notariato, Aeroporti di Roma. Tutto questo attraverso la LDM Comunicazione SpA, di cui è stato presidente tra il 1991 e il 2011, per poi lasciarne il timone al figlio Daniele. Inoltre nel 2005 – l’anno in cui scrive con il giornalista Mino Fuccillo il libro Lezioni di Lobby – fonda con Maurizio Beretta una società di consulenza e lobbying che porta il loro nome. Di Lorenzo era amico di Beretta fin da quando l’allora giornalista era caporedattore per l’economia e poi vicedirettore del TG1. Ha goduto della sua amicizia quando, nel 2001, Beretta ha lasciato la Rai (era direttore di RaiUno) per assumere l’incarico di Direttore delle Relazioni Esterne e Comunicazione della Fiat per poi diventare, nel 2004, direttore generale della Confindustria.

COPRODUTTORE DE I RACCOMANDATI CONDOTTO DA PUPO
Per alcuni anni lo studio Beretta-Di Lorenzo & Partners è andato avanti, fino a quando Beretta è approdato in Unicredit, dove tuttora è responsabile della Group Identity & Communications. Allora alcuni giornali notarono che Di Lorenzo, coproduttore con la Rai di Pupo nei I Raccomandati, dal 2005 al 2009 è stato membro straordinario del Consiglio Superiore delle Comunicazioni quando membro ordinario era il direttore generale della Rai Mauro Masi.

IRBM HA MESSO A PUNTO IL VACCINO ITALIANO ANTI-EBOLA
Nel 2009 la svolta, con Di Lorenzo che passa ad altra attività: fonda a Pomezia la IRBM, specializzata nel settore della biotecnologia molecolare, della scienza biomedicale e della chimica organica. Nei suoi laboratori viene messo a punto il vaccino italiano anti-ebola, il cui brevetto è stato poi ceduto nel 2013 dalla società britannica Gsk. Quindi si mette a lavorare sul Covid-19 e, visti i rapporti con gli inglesi, quando avrà il vaccino, a produrlo e distribuirlo in esclusiva sarà la multinazionale britannica AstraZeneca. È stato forse per questo passato così lontano dal mondo medico-scientifico del fondatore della IRBM che Palazzo Chigi prima (il capo di gabinetto di Conte, Alessandro Goracci) e la Cassa depositi e prestiti poi (verso la quale Goracci l’aveva indirizzata) dopo un paio di mesi di verifiche sulla società di Pomezia hanno deciso di lasciare campo libero a Boris Johnson?»

E vogliamo tralasciare la rissosa pletora di esperti (o sedicenti tali) dalla narcisistica autoreferenzialità, che ormai impazza da mane a sera sugli schermi televisivi per riempire i palinsesti dell’infotainment, affermando tutto ed il contrario di tutto?!? Tra la folla si distingue per parecchie spanne il sobrio Alberto Zangrillo, anestetista del “San Raffaele” di Milano e fulgido esempio di quella sovranità sanitaria fondata sulla sussidiarietà privata, rigorosamente in conto pubblico, nella libera Repubblica di Padania dove imperversa la coppia tragicomica dei Gallera-Fontana, mentre si attendono ancora le forniture di vaccini anti-influenzali che la Regione non ha predisposto.
Il prof. Zangrillo è uno serio, che non partecipa a passerelle mediatiche, “sparando cazzate”. Sarà per questo che è sempre in televisione polemizzando contro questo e quello. Giusto a proposito, da sublime intenditore in materia (di cazzate), è lo stesso oracolo vivente che a Maggio affermava tutto compito e convinto, come il virus fosse clinicamente morto e che non esistesse più.
E sempre a proposito di polemiche pompate ad arte, sarebbe curioso sapere che fine hanno fatto gli scandalizzati Catoni pagati a chiacchiere, che tanto si indignavano contro l’altissima percentuale di decessi in Italia per Covid, gonfiando il petto di furiosissimo sdegno, mentre elucubravano nell’ordine: il mitico “modello svedese”, ma pure il terrificante “modello inglese” (!) e la “gestione Trump” (!!), prima che si rivelassero catastrofici con una situazione andata totalmente fuori controllo.
Ovviamente, per i cultori della materia, non poteva mancare l’efficientissimo “modello tedesco” che con i suoi oltre mille morti giornalieri può vantare il primato del più alto numero di decessi in assoluto su numero dei contagiati.
Certo, per contro c’è un inamidato cripto-democristiano incistato alla poltrona di una governo per scherzo, che si crede infallibile (soprattutto inamovibile)…
Quello che “il 2020 sarà un anno bellissimo” (!)
E che ha scambiato la programmazione economica con un’elargizione ad libitum di bonus a babbo morto e dispensati ad cazzum canis, che si incensa e si sbrodola addossa da mane a sera, mentre nulla si muove nel trionfo dell’ammuina elevata a rappresentazione scenica:

“Contro il Coronavirus siamo prontissimi. L’Italia ha adottato misure cautelative all’avanguardia più innovative di quelle degli altri Paesi. Abbiamo adottato tutti i protocolli possibili e immaginabili.”
Giuseppe Conte
(27/01/2020)

Né vogliamo tacere delle folla di commissari (insuperati quelli calabresi), in un cicciare di commissioni e “centrali di coordinamento”, per un ingorgo istituzionale di poteri paralleli e contrapposti, che manco su una tangenziale all’ora di punta!
Ecco, un auspicio per il nuovo anno: andatevi a cercare un lavoro vero, laggiù nel duro mondo reale, ammesso e non concesso che sappiate fare qualcosa.

Hit Parade del mese:

01. LOMBARDIA UBER ALLES

[18 Dic.] «La Lombardia, è un dato di fatto, è il motore di tutto il Paese. Quindi se si ammala un lombardo vale di più che se si ammala una persona di un’altra parte d’Italia.»
(Angelo Ciocca, ovviamente leghista)

02. CUORE NERO

[18 Dic.] « Se nei giorni di festa sarà vietato portare un pasto caldo ai meno fortunati, io lo farò lo stesso. Lo preannuncio. Lo farò lo stesso come sono abituato a farlo da anni. Porterò doni alla vigilia ai bambini meno fortunati, pranzerò a Natale coi clochard. Non potete chiudere in casa il cuore degli italiani.»
(Matteo Salvini, il Buon Samaritano)

03. PATRIMONI STRUTTURALI

[05 Dic.] «C’era veramente bisogno di un investimento del genere: i banchi a rotelle sono patrimonio strutturale per le nostre future generazioni.»
(Lucia Azzolina, l’Innovativa)

04. FACCIAMO UN PO’ COME CAZZO CI PARE

[07 Dic.] «Divieti di Natale assurdi, chi li vìola ha ragione”.»
(Attilio Fontana, uomo assurdo)

05. RINUNCE

[03 Dic.] «Da quando ho scelto di fare politica ho rinunciato a tanto.»
(Luigi Di Maio, il Miracolato)

06. APRITE LE GABBIE!

[14 Dic.] «Se ci fossimo noi a gestire questa fase, gli italiani sarebbero più sereni.»
(Matteo Salvini, il Serenissimo)

07. SEMPRE IN PISTA

[13 Dic.] «Se questo governo cade, io farò comunque parte del prossimo come ministro.»
(Luigi Di Maio, il Talento)

08. ER MEJO FICO

[15 Dic.] «Anche a novembre, come accade ininterrottamente da aprile, sono risultato con ampio margine il giornalista più seguito in Italia sui social.»
(Andrea Scanzi, il Narciso social)

09. QUOTE HORROR

[01 Dic.] «Sono la Kamala Bianca.»
(Paola De Micheli, Inquietante)

Foto LaPresse/ Claudio Furlan<br /> 05 Giugno 2019, Milano<br /> Patto Trasversale per la scienza presso l?università statale<br /> Nella foto: Roberto Burioni

10. UN MINUTO DI SILENZIO

[14 Dic.] «Meglio il Covid-19 della AS Roma.»
(Roberto Burioni, Virologo-vip)

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(126) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , on 30 agosto 2019 by Sendivogius

Classifica AGOSTO 2019”

“Io ve lo dico davanti a tutti e lo dirò per sempre. Io mi sono stancato, e lo trovo perfino umiliante, di dire che non intendo favorire nessuna alleanza o accordo con il Movimento 5 Stelle. Li ho sconfitti due volte e non governo con loro. Imparassero a sconfiggerli chi mi accusa di questo, non il contrario”.

Nicola Zingaretti
(03/02/2019)

In effetti, sarebbe imbarazzante. E tanto pure! Ma per provare imbarazzo, bisognerebbe innanzitutto avere vergogna. E questi per fortuna (loro) non ne hanno nessuna.
In quanto all’umiliazione… be’ lasciamo perdere: governo di cambio con Giggino ministro, programma invariato (il suo), e stesso premier di prima, il caro “Giuseppi”, che nel ricevere il mandato esplorativo riesce a non pronunciare mai la parola PD, da cui però si aspetta i voti fondamentali per il suo governo bis, purché in sordina. Sai, sempre per quella storia del “Partito di Bibbiano”?!? A proposito, della querela si sa più niente? Bacetto e pace fatta?!
Squadra vincente non si cambia! Giusto en passant, si tratterebbe dei medesimi “parolai, schiavi e buffoni” (ancora il 30 Luglio a proposito dei M5S), con Giuseppe Conte presidente del consiglio, avvocato del popolo e demiurgo del nuovo umanesimo, che poco ci mancava dovessero essere deferiti al tribunale dell’Aia per crimini contro l’umanità.
Era solo il 26 Luglio 2019 per una di quelle calde notti d’estate al gran circo dell’orgoglio piddino, in cui le sue 1500 correnti, ognuna con la sua mozione, si danno convegno con seguito di nani, ballerine, pinocchietti col naso di nocciolina, inossidabili cachicchi democristiani, mandarini dorotei, funzionarini di quarta e quinta fila del Partito che fu, funamboli del trasformismo acrobatico, al tavolo dell’ultima cena per baciare il fratello del Commissario Montalbano, a sottoscriverne compatti la relazione granitica come un’unica linea del Piave, nell’incrollabile certezza di resistenza ad oltranza, contro le inenarrabili nefandezze del Governo Conte (un omonino probabilmente)…

«Il governo è stato protagonista di politiche fragili che su tanti temi non hanno prodotto nulla. Una strategia che alla fine ha isolato l’Italia e ha cancellato dall’agenda paese il mezzogiorno d’Italia. La fase attuale è caratterizzata da totale incertezza. Io credo che sicuramente in questa ultima crisi abbiano influito i risultati catastrofici prodotti in 13 mesi di governo. A cominciare dal dato drammatico del blocco della crescita, di fatturati di imprese che calano, dell’aumento della cig che ogni giorno fa annunciare drammatiche crisi aziendali. Prevale rispetto a questo complesso di questioni una percezione di fuga del governo dalle proprie responsabilità.
[…] Noi non perseguiamo un’alleanza con i 5 stelle, non è nelle intenzioni né è mai stato un nostro obiettivo, non lavoriamo a una crisi parlamentare per fare un governo con loro. Fra l’altro, questa discussione inizia ad essere vecchia, superata dalla storia. Si sta verificando quello che ho sempre creduto: Lega e M5S non sono un monolite, hanno aggregato forze sociali e approcci diversi e questa affermazione non è l’anticipazione di accordi di governo.
Il M5S sta deflagrando sotto il peso della responsabilità di governo e anche per la nostra offerta politica, il loro elettorato, come abbiamo visto nelle elezioni amministrative, non si somma più automaticamente all’elettorato della Lega. Dobbiamo disarticolare il blocco gialloverde per un’alleanza nuova, di centrosinistra civico da costruire nel Paese. La nostra è una missione fondativa

Nicola Zingaretti
(26/07/19)

Ancora il 9 Agosto, lo Zinga tuonava:

«Conte, Salvini e Di Maio hanno fallito e messo l’Italia in ginocchio. Ora scappano per paura della manovra finanziaria, perché non sanno cosa fare. Avevano promesso una rivoluzione hanno combinato un disastro: l’Italia ha crescita zero, è esplosa la cassa integrazione, la produzione industriale cala e il debito pubblico è esploso. L’Italia nel mondo è isolata come non mai e non contiamo più niente. Non ci sono i soldi per fare la manovra economica. Il rischio è fare nuovi debiti o nuovi tagli o nuove tasse. Hanno paura di ammettere i loro errori e scappano.
Non è solo la fine di un governo è la sconfitta del populismo al governo. La cultura dell’odio e del rancore ha fallito, non è la soluzione.
Ora bisogna ridare la parola agli italiani. Occorre una nuova visione e un nuovo programma. Per salvare e cambiare l’Italia: investimenti per le infrastrutture verdi, scuola e sanità per creare lavoro.
L’Italia è più bella e più forte di quello che abbiamo visto in questi mesi e noi abbiamo il compito e il dovere di farla vincere

Poi per fortuna è arrivato il soccorso rosso, con tutto il carrozzone al seguito per tenere in piedi la baracca. Fosse mai che un tale patrimonio potesse andare disperso!
Sono bastate nemmeno due settimane per cambiare idea.
In realtà il Piccolo Fratello del Commissario Montalbano non voleva… è che l’hanno costretto, poverino. Lui la visione ce l’aveva pure, ma è anche il segretario per caso di una grande comunità: il partito dei responsabili, e per questo sempre pronti a sacrificarsi per una poltrona. È questione di serietà e soprattutto coerenza.
Insomma, loro avevano pure votato in massa la “Relazione del Segretario” (tanto vale come coriandoli al vento), ma poi ci si è messa l’Europa, la CEI, il Vaticano tutto, il Presidente della Repubblica, e persino Donaldo Trump, i Mercati, lo Spread, i padri ig-nobili del partito bestemmia, Nembo Kid, l’Uomo Ragno e pure Topo Gigio… E insomma, a uno puoi anche dir di no, ma se te lo chiedono tutti insieme e così insistentemente vuoi forse negare loro di dar via il culo?!? Qualcuno poteva rimanerci male, in caso di rifiuto.
È una questione di credibilità istituzionale. Ne va del buon nome del partito!
“Lo abbiamo fatto perché sennò le destre neo-fasciste vincevano le elezioni.”
Invece dopo, eh?! Dopo un simile tuffo nel vuoto, una marcia trionfale del rinato Fronte Popolare!?!
“Lo abbiamo fatto perché, sennò nel 2022 (fra tre anni!) le destre neo-fasciste eleggevano il nuovo presidente della repubblica”.
Perché davvero c’è qualcuno convinto che ‘sto indicibile accrocco senza capo né coda durerà più di tre mesi?!? Ammesso e niente affatto concesso che veda mai la luce…

Hit Parade del mese:

01. SENSO DI RESPONSABILITÀ

[28 Ago.] «Abbiamo scelto la via della responsabilità. Abbiamo messo prima gli interessi ed i bisogni degli italiani.»
(Nicola Zingaretti, ennesimo responsabile)

02. ATTO DI SERVIZIO

[28 Ago.] « Questo governo è un atto di servizio al Paese, innanzitutto»
(Matteo Renzi, il Disinteressato)

03. LE PORCHE MADONNE!

[20 Ago.] «Per il popolo Italiano chiederò la protezione del Cuore Immacolato della Vergine Maria finché campo! Ne sono ultimo e umile testimone, l’ultimo degli ultimi!»
(Matteo Salvini, il Madonnaro)

04. CAZZATE AL VENTO

[18 Ago.] «Mancano solo quattro giorni e finalmente taglieremo 345 parlamentari. Grazie a questo taglio faremo risparmiare MEZZO MILIARDO di euro ai cittadini, 100 milioni di euro all’anno e 300 mila euro al giorno. Soldi da spendere in servizi per gli italiani, in nuovi cantieri, scuole moderne e trasporti pubblici.»
(Luigi Di Maio, il Capoccetta politicante)

05. LO SPIRITO PIÙ ELEVATO

[23 Ago.] «Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità persa di fronte al mondo intero.
Ha reso possibili delle riforme che questo paese aspettava dai tempi dell’Antica Roma. Ci ha ricordato il senso e l’importanza delle parole (quando hanno importanza e senso) e allora?
Se dimostreremo la capacità di perdonare le sue virtù sarà un passo in avanti per il paese, qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia. Ora ha pure un valore aggiunto… l’esperienza di avere governato questo strano paese… benvenuto tra gli Elevati.»
(Beppe Grillo, l’Elevatore)

06. LA VOCE DELL’OSPIZIO

[28 Ago.] «L’Italia ha urgentemente bisogno di una svolta liberale e liberista, basata su una riforma della Giustizia in senso giustizialista.»
(Silvio Berlusconi, Essere mitologico)

07. BOIA CHI MOLLA!

[27 Ago.] «Onore e Libertà valgono più di 1.000 ministeri. Non si molla, mai!»
(Matteo Salvini, il duce di ghisa)

08. MAGNA CHE TI PASSA

[24 Ago.] «Zabaione! Con tanti saluti alle diete»
(Matteo Salvini, l’Obeso)

09. QUANTO SEI MASCHIO!!

[14 Ago.] «Non mi sono mai piaciute quelle persone che fanno gli amici di tutti. Per me l’amicizia è una cosa seria. È una cosa fondamentale nella vita. I veri amici sono sempre leali. D’ora in poi chiamiamoci con nome e cognome.»
(Luigi Di Maio, puttana politica)

10. LE ULTIME PAROLE FAMOSE

[28 Ago.] «Oggi Salvini esce politicamente di scena»
(Matteo Renzi, il Profeta)

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Lo Stato Nuovo

Posted in Masters of Universe, Stupor Mundi with tags , , , , , , , , , , , , , , , on 6 giugno 2018 by Sendivogius

Lo Stato riprende i suoi diritti, e il suo prestigio, come interprete unico e supremo delle necessità della società nazionale. Il popolo è il corpo dello Stato e lo Stato è Io spirito del popolo. Nel concetto fascista il popolo è Stato e lo Stato è popolo.”

(Discorso pronunciato dal Duce alla Seconda Assemblea Quinquennale del Regime – Roma, 18 Marzo 1934)

Che un Presidente del Consiglio, abusando delle sue prerogative, usi il potere esecutivo come un grimaldello, per accentrare sul governo ogni altra funzione e scardinare il Parlamento, la scatoletta di tonno da aprire e presumibilmente papparsi (e cosa resta poi se non una scatola vuota?!?), non sarebbe certo una novità.
Tuttavia, che un premier appena designato, nel giorno stesso del suo insediamento davanti alle Camere, rivolga minacce larvate ai parlamentari che osano interrompere l’annunciazione del Bengodi venturo, Lui che eletto non è (e che deve la sua nomina ai casting della Casaleggio Associati), è una cosa che in Italia non s’era più vista almeno dai tempi del “Discorso del bivacco” di Benito Mussolini.
Come suo primo esordio al Senato, l’avvocato nonché amico del popolo (l’ultimo prima di lui era finito accoltellato in una tinozza, corroso dalla rogna) preannuncia la nuova concezione della Giustizia riformata a cinque stelle, basata sulla delazione e l’utilizzo massiccio di agenti provocatori (una via di mezzo tra Stalin e la Santa Inquisizione).

Allo scopo, individua nel “conflitto di interessi” il generalissimo concetto sul quale fondare la propria azione inquisitoria, per una definizione talmente vaga da essere onnicomprensiva nella certezza della punizione, attraverso il castigo dei peccatori che non aderiscono al Sacro Verbo…

Rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto, fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare inoltre le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interessi“.
(Giuseppe Conte. 05/06/2018)

Ma è rivolgendosi alla Camera dei Deputati che l’onorevole presidente del consiglio, non eletto, e decisamente poco avvezzo alla dialettica parlamentare, supera se stesso:

“Anche i vostri tentativi di interrompermi dimostrano che ognuno ha i suoi conflitti”
(06/06/18)

Per la proprietà transitiva del sillogismo, ne consegue che i parlamentari (e senatori) di minoranza sono tutti colpevoli fino a prova contraria, in quanto apportatori di un peccato originale, estensibile a discrezione del premier (e della maggioranza), e potenzialmente perseguibili su un’ipotesi di reato indefinita.
Graziosamente, l’aspirante Re Travicello in balia dei suoi due ingombranti dioscuri per il momento ha concesso di “rispettare le opinioni dissenzienti e contrarie” che si leveranno dagli scranni di quella che Giggino ‘O Sarracino ha definito la “cosiddetta opposizione”. Così parlò Di Maio, che evidentemente di opposizione ne ha in mente una tutta sua, ora che si è autoproclamato “Stato” (dal Re Sole al re sòla), imbalsamato nella paresi facciale del suo eterno sorriso da pupazzo animato.
È solo un piccolo assaggio in fieri di quello che Danilo Toninelli, più ispirato del solito, ha definito “stato etico”; ovvero, secondo Giovanni Gentile, la forma più compiuta e riuscita dello Stato fascista.

«Lo Stato fascista è Stato popolare; ed in tal senso Stato democratico per eccellenza. Il rapporto tra lo Stato e non questo o quel cittadino, ma ogni cittadino che abbia diritto di dirsi tale, è così intimo che lo Stato esiste in quanto e per quanto lo fa esistere il cittadino

Giovanni Gentile
“Che cosa è il fascismo”
Vallecchi Editore
Firenze, 1925

Ora, qui siamo ben oltre la farsa che segue alla tragedia: paragonare al fascismo un falsificatore curriculare pescato dal cilindro magico della Casaleggio Associati (giusto a proposito di conflitto di interessi)… un Rocco-Tarocco coi capelli laccati col lucido da scarpe, che si perde i fogli durante il discorso di insediamento, e non si ricorda manco il nome di Piersanti Mattarella (quando si dice senso delle Istituzioni)… ed il cui governo probabilmente non arriverà a Dicembre… conferirebbe uno spessore drammatico che il Governo Conte certamente non ha, essendo nient’altro se non l’ennesima parentesi comica che questo Paese ogni tanto si concede, tra una crisi e l’altra, con troppa leggerezza, affidandosi fideisticamente ad imbarazzanti pagliacci senza altro requisito se non la loro garrula inconsistenza.
Figuriamoci un Danilo Toninelli che si fa i selfie per far vedere ai suoi followers quanto è concentrato!
O un Luigi Di Maio che sembra la parodia ignorante di Dentone
O Roberto Fico che assomiglia al gemello elegante di Manuel Fantoni
Per non parlare del “Mussolini di ghisa” ed i suoi camerati in camicia verde: quello che da secessionista per l’indipendenza della padania s’è reinventato sovranista. Ed in qualità di vicepremier (!) nel bel mezzo della presentazione del programma di governo scappa via, perché ha l’ennesimo comizio da fare.
È la “rivoluzione” ai tempi del “governo del cambiamento”, per un’altra bella infornata di nuovo che avanza.

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