Archivio per giudici

Talent Scout

Posted in Roma mon amour with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 6 settembre 2016 by Sendivogius

Art of Est-Monkey

Continua la farsa tutta capitolina dei bimbi cinque stelle all’Asilo Cretinetti, precocemente decotti sotto le radiazioni emanate dal “raggio magico” della fatina furba dei Parioli, direttamente paracaduta sul Campidoglio su lancio dello studio legale Sammarco & Previti che infatti adesso amministra la città per procura tramite la sua (ex?) associata, dopo aver utilizzato il Cottolengo a 5 stelle come un taxi da sfruttare per la sua corsa a “sindaca”.
lizardSpeculando sull’indignazione telecomandata a portata di clic, a RaggiRoma il M5S avrebbe potuto far eleggere anche il Pulcino Pio. Invece ha preferito scegliere un’abile gattamorta che, esaurita la manfrina, pare sempre più legata a doppio filo con gli impresentabili arnesi riciclati dalle terrificanti esperienze Alemanno-Polverini, nonché ai salotti neri di quel ‘generone’ romano che prospera all’ombra delle cricche immobiliari, consorterie forensi, ed esclusivi circoli sportivi…
Virginia Raggi E così Virginia Raggi, provvisoriamente sindaca prima del commissariamento ormai prossimo, ha fregato (quasi) tutti; a partire dai vari capi politici e capetti della setta del Grullo, che ora se ne fanno orrore, non sapendo contenere questa specie di scheggia impazzita e neutralizzare l’influenza dei suoi veri referenti nemmeno troppo occulti…
Per ora, l’unico segno tangibile del governo a 5 stelle della Capitale sono le fronde interne al movimento, le lotte intestine per il potere, la guerra tra bande, e la caccia alla poltrona (con incarichi appositamente confezionati e distribuiti tra fidanzati e parenti) in un orgia di emolumenti lievitati fuori controllo. Al confronto, uno squalo consumato come il fu Vittorio Sbardella sarebbe sembrato un pesciolino da acquario domestico. Insomma, una roba (oscena) che non si vedeva dai tempi della Roma democristiana, quando la città era un feudo personale della corrente andreottiana.
Il-divo-2008Al contrario, noi l’algida fatina l’avevamo ‘tanata’ prima di subito [QUI], diffidando delle finte ingenue ed avendo fin troppo chiara la natura di certi prodotti pariolini, che nell’ambito delle “regressioni chic” tracciate a suo tempo da Martino Ragusa rientrano nella Sindrome della Piccola Fiammiferaia (sì, l’avevamo già utilizzata… ma la citazione calza a pennello):

«Il quadro clinico consiste in una insopportabile pseudo-umiltà e un’irritante finta innocenza, usate per nascondere un divismo sfrenato e un’ambizione smisurata. La Piccola Fiammiferaia “piange e fotte” e si riconosce a vista, perché porta stampata in faccia l’espressione di una che stia dicendo: “Mettetemelo in mano voi perché io, poverina, non ci vedo bene”

Il risultato è una giunta in eterno divenire, che per la sua composizione pesca a man bassa tra profili ‘tecnici’, nella sua presunzione legalitaria che in realtà è ossessione giacobina, nell’illusione (ir)realizzata dell’ideale “governo dei giudici”, nell’ansia di una qualche tutela su certificazione esterna che in realtà tradisce tutta l’incompetenza e l’inadeguatezza di questi mancati pizzaioli prestati alla politica.
CamerieriNella girandola impazzita di nomine e dimissioni, con assessori che vengono cambiati via con la stessa velocità di un tampax usato, l’ultimo fenomeno dell’ingloriosa serie è Angelo Raffaele De Dominicis, ovviamente ex magistrato, e già procuratore della Corte dei Conti del Lazio.
Angelo Raffaele De DominicisCon tratti quasi agiografici, il “Fatto Quotidiano” ricorda le numerose iniziative del vulcanico magistrato, che negli anni si è preoccupato di sollevare dubbi di legittimità costituzionale su singoli provvedimenti legislativi del parlamento e di istruire inchieste parallele a quelle delle procure su atti di sua dubbia competenza. E peccato che nei compiti di un magistrato contabile non rientrino gli uni né le altre.
In tale ambito, restano indimenticabili le sue inchieste sullo “sprid” (lo spread n.d.r!) che sarebbe finalmente rientrato nei limiti accettabili solo dopo il provvidenziale intervento del procuratore:

«Sì, insomma, se scende è perché dopo che noi ci siamo mossi quelli si sono dati una calmata con i down ground… Voglio dire: se non avessi lanciato il mio sasso nello stagno non sarebbe mica successo

Raffaele De Dominicis L’iniziativa nasce “dalla lettura dei giornali”, per una questione di “prestigio morale” di cui evidentemente il giudice contabile si sente tutore internazionale. È evidente la competenza finanziaria e preparazione macroeconomica del prof. De Dominicis, che scambia il “downgrade” con un non meglio precisato “daungraund” (sì, insomma quella roba là), a riprova di certe incredibili carriere, in una storica intervista rilasciata al “Corriere della Sera[QUI]… se non fosse che le istruttorie del solerte magistrato finiscano spesso e volentieri per incorrere nell’archiviazione, tra i lazzi generali e gli sghignazzi degli esperti (quelli veri). E si consideri che noi nutriamo da sempre una viscerale antipatia per l’Autore dell’articolo a seguire:

«Sarebbe facile ricondurre la faccenda della Corte dei Conti, che chiede un risarcimento miliardario alle società di rating per non aver tenuto conto della ‘dolce vita’ e del Colosseo, all’ennesimo episodio di folclore di cui sorridere senza dargli peso. La tentazione è facilitata dall’intervista rilasciata al Corsera da chi ha sollevato il caso, il procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio, Angelo Raffaello De Dominicis. Leggere che colui il quale dovrebbe capire i sofisticati meccanismi dell’assegnazione del rating parla di “sprid” riferendosi allo spread e di “down ground” al posto di downgrade, assegnandosi il merito di aver smosso le acque e di aver provocato il calo dello sprid, appunto, dovrebbe essere rassicurante. Infatti, si potrebbe concludere che siamo di fronte a un episodio bislacco che non porterà alcuna conseguenza in quanto originato dall’autore di un saggio in cui si intrecciano i destini di Giulio Andreotti, Paolo Conte e Tinto Brass,convintosi che il giudizio di Standard & Poor, Moody’s e Fitch fosse un l’indice di un attacco al nostro paese per far scendere il valore delle nostre aziende e comprarle a prezzi convenienti.
[…] Vi immaginate Bot, Btp e Cct italiani e obbligazioni ed azioni di Eni, Enel e Finmeccanica senza rating? Allora sì che lo “sprid” schizzerebbe. Il secondo motivo per il quale la boutade della Corte dei Conti è dannosa, è che alimenta la lunga serie di fallacie economiche che circolano nel nostro paese. La più eclatante è quella del complotto per danneggiare l’Italia e acquistarne le aziende a prezzo di saldo. Orbene, gli investimenti esteri sono crollati in Italia proprio per l’insicurezza della situazione generata dai conti pubblici e dallo sprid, fatto piuttosto in contrasto con il teorema della svendita.
[…] La Procura della Corte ha annunciato che il 19 febbraio chiarirà meglio il contenuto dell’istruttoria. C’è ancora tempo: ci ripensino ed evitino che tra i tanti primati di cui faremmo volentieri a meno ci venga assegnato in pianta stabile quello del ridicolo

Corte dei Conti – S&P il rischio del ridicolo
Alessandro de Nicola
(10/02/2014)

raggio magico Ecco! Raffaele De Dominicis, quello che mai avrebbe accettato un qualche incarico politico, è il nuovo assessore al bilancio del Comune di Roma, sempre che duri più di una settimana. Si tratta dell’ennesimo “esperto” selezionato direttamente dall’avv. Sammarco (un vecchio amico) che l’ha chiamato in privato e quindi rigirato all’imperturbabile Virginia, la quale ha subito ratificato la nomina, alla faccia della “trasparenza” e “attenta selezione” dei curricula.
Aspettiamo ridendo l’arrivo degli altri talenti…!

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Il governo dei giudici

Posted in Roma mon amour with tags , , , , , , , , , , , , , on 13 agosto 2016 by Sendivogius

VESPE

La Morticia surrogata della Famiglia Addams pentastellata Virginia Raggiinizia a scoprire a sue spese che non basta riunire quaranta citrulli perdigiorno in una piazza a scandire o-ne-stà! per amministrare una città, affidandone poi la gestione e gli assessorati ad un pugno di magistrati contabili (superpagati al netto della retorica pauperista) e commercialisti, quasi tutti in trasferta retribuita da Milano. In pratica una prosecuzione 2.0 dell’amministrazione commissariata del prefetto F.P.Tronca, ma sotto l’immancabile supervisione della Casaleggio Associati. E non vanno sottovalutati gli sconcertanti apporti della catastrofica giunta Alemanno, alla quale il “Sistema Raggi” è assai più collaterale di quanto non si voglia ammettere… Meglio se pescati in quello straordinario parco di talenti, transitati per la ricca greppia dell’UNIRE di Franco Panzironi, a partire dallo “spermatozoo che fecondò il movimento” (sic!).
Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso...Che poi, esaurite le boutade e le fanfaronate (ultimo della serie è quell’Alessandro Di Battista che si crede Che Guevara e pensa di interpretare la parodia italica dei Diari della motocicletta), è solo la riprova di come questo Asilo Cretinetti a 5 stelle non sappia dove mettere le mani, ogni volta che viene chiamato a governare qualcosa. Per questo, vuoi per praticità.. vuoi per disperazione, ricorre subito ad una pletora di sedicenti esperti ed intriganti figuri in carriera, anche per le normali mansioni di ordinaria amministrazione. E per la risoluzione di qualunque HebertistsOrderExecutionproblema si affida fideisticamente all’apporto risolutore di un ideale governo dei giudici riuniti in sessione permanente, che a lungo andare non porta fortuna alle democrazie né garantisce maggiore efficienza, ma che nei casi più gravi denota un atteggiamento infantile che rasenta la devozione per una categoria professionale sopravvalutata ai limiti della deificazione. In proposito, uomini ben più smaliziati come Ambrose BierceAmbrose Bierce avevano le idee chiarissime: “Venerazione é l’atteggiamento spirituale di un uomo verso Dio e di un cane verso un uomo”. Che come tale non gode dell’infallibilità.
Questa supplenza aggiuntiva della magistratura (non sempre disinteressata) alle deficienze evidente della ‘politica’, esasperate dalle incompetenze manifeste dei professionisti dell’anti-ka$ta coi suoi onesti (?) imbecilli, che si fa strutturale e alla fine si confonde nella commistione degli incarichi a scapito della rappresentatività, in una versione giudiziaria anziché economica delle tecnocrazie post-democratiche, solitamente finisce col conformarsi al ‘sistema’ che tanto si contesta per divenirne parte organica quale strumento di potere. Figuriamoci che di certe commistioni, spesso strumentali alla lotta tra fazioni, con tutte le Aristofaneconseguenze che ne derivavano, parlava già Aristofane nel V° secolo a.C. ovviamente sotto forma di satira, ne “Le Vespe” dove il commediografo ateniese denunciava come l’apparato giudiziario, se opportunamente cooptato, poteva trasformarsi in un meccanismo di supporto per il potere dei demagoghi, attraverso l’uso pletorico e maniacale degli esposti e dei ricorsi in procura, nonché col coinvolgimento politico dei giudici in un nuovo mondo parallelo dove qualunque sia l’accusa, grande o piccola, tutto è tirannide, tutto è cospirazione.
Quell’attitudine all’ipocrisia che vive della sua indignata esibizione e che generalmente va sotto il nome di “moralismo” solitamente non giova ai moralizzatori. Esaurita la ferocia dei moralisti, spesso rimane infatti solo la loro profonda stupidità.
Altrimenti, non si spiega il masochismo con la quale Virginia Raggi, l’esangue Morticia diventata “sindaca” di Roma, continua a scegliere i suoi improbabilissimi collaboratori di fiducia. L’ultima pescata dal mazzo è la fenomenale Carla Romana Raineri, magistrato in aspettativa (ereditata dal commissario Tronca) che intervistata dal Corriere della Sera, a proposito del suo miserabile stipendio da 200.000 euro, esordisce così:

Carla Romana Raineri «Io sono un magistrato. Guadagnavo 170 mila euro, ora sono 21 mila in più, al netto la metà, ovvero circa mille euro al mese con cui pago anche l’alloggio a Roma.
Io lavoro dalle 7 alle 24 tutti i giorni, non vedo la mia famiglia, faccio una vita complicata: se fossi rimasta a Milano, nella mia casa a cento metri dal palazzo di Giustizia, starei meglio…. Io non raccolgo margherite, a fare il mio lavoro non ci può essere chiunque. Certo possono risparmiare, vanno alla stazione Termini e prendono una persona qualsiasi.
Ma secondo lei a tre anni dalla pensione mi trasferisco a Roma per rimetterci? Così i contributi si abbassano. Se uno vuole prendere un capo di gabinetto che costa meno può prendere mio figlio: guadagna 1.500 euro al mese. Vogliamo parlare delle ferie?. Quest’anno non ho fatto vacanze, mi prenderò il giusto il giorno di Ferragosto. E vorrebbero pure che ci rimettessi? Siamo matti?
La Raggi ha scelto me e Minenna: lavoravamo entrambi con il commissario Tronca. Io ero il suo braccio armato. Se la Raggi ha preso noi invece che due grillini della prima o dell’ultima ora questo dovrebbe essere salutato come un gesto buono e di rottura con il passato

Ecco, a volte dinanzi a certi usati usuratissimi, che vengono rivenduti all’incanto delle illusioni come il nuovo che avanza, si rimane quantomeno perplessi… Specialmente quando sotto la pellicola della superficie si scoprono in realtà vizi antichissimi e una prosopopea (questa sì, molto di casta) che richiama direttamente al feudalesimo, tanto è grottesca l’arroganza (per non dire il cattivo gusto) di chi si ritiene indispensabile; finanche il disprezzo per i “grillini dell’ultima ora” (che pure l’hanno chiamata), nonché la supponenza di certi “servitori dello stato” dalla vita complicata e per questo monetarizzata fino all’ultimo spicciolo. Alla faccia del tanto sbandierato taglio degli stipendi, che evidentemente non vale per tutti.
Francamente, riconosciuta l’indubbia complessità dell’incarico e le responsabilità che esso comporta, di personaggi così possiamo farne volentieri a meno. Non foss’altro per evitare una vita di stenti e sacrifici, all’austera signora che già lavora 18 ore al giorno, guadagna una miseria, deve affrontare tutti i giorni il dramma del pendolarismo, e non sa come pagarsi il soggiorno in albergo! Siamo matti?!?
Keep the calm e magna tranquillaRimanga pure a casa Sua Grazia Eccellentissima. Il suo spirito di servizio non ne risentirà e potrà finalmente godersi le meritatissime ferie, in attesa dell’imminente pensione che confidiamo arrivi presto e possibilmente senza i soliti incarichi aggiuntivi ad integrare il magrissimo reddito.

La Congiura delle Salme

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 luglio 2012 by Sendivogius

Hai problemi di natura legale? Ti hanno convocato per un confronto in tribunale e proprio non vuoi saperne di presentarti? Hai pasticciato con le deposizioni, raccontando cazzate al magistrato di turno, e adesso hai paura di inguagliarti? Non hai nemmeno (più) l’immunità parlamentare?!?
Telefona a Giorgio! Consulenze h.24 e patrocinio gratuito, con i migliori esperti a tua totale disposizione. Nel pacchetto di assistenza, all inclusive e senza costi aggiuntivi, è ricompreso l’interessamento diretto del procuratore generale della Cassazione, “sempre a disposizione”, ed eventuali interventi disciplinari contro quei tribunali indiscreti che tanto tediano la tua presunzione di impunità disturbando la quiete degli Intoccabili.
Che cosa aspetti?!? Chiama subito al nostro centralino (tel. 06/46991) e chiedi dei nostri esperti giuridici! Troverai cortesia e competenza. Oppure scrivi all’indirizzo: Palazzo del Quirinale – P.za del Quirinale, 00187 Roma. Perché i tuoi problemi sono i nostri problemi.
Il servizio però non è per tutti, ma solo per gli “amici”; in compenso, ti sembrerà di essere come in una grande Famiglia
O almeno è quello che deve aver pensato Nicola Mancino (classe 1931), ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, ex Presidente del Senato, ex ministro degli Interni, e tutt’altro che casualmente indagato per falsa testimonianza, nell’ambito della più vasta inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia, durante un altro “governo tecnico” (Carlo A. Ciampi). Perché mentre in Italia scoppiavano le autobombe ed intere autostrade saltavano per aria, ‘qualcuno’ all’interno delle istituzioni trescava con le cosche dei Corleonesi, promettendo favori e trattamenti di riguardo per i boss detenuti.

Nicola Mancino fa parte di quel folto gruppo di smemorati, tra ex ministri ed ufficiali del ROS dei Carabinieri, che pressati dalla magistratura hanno finalmente ritrovato la memoria a 20 anni di distanza dalle stragi mafiose, dei depistaggi che ne seguirono, e delle intollerabili reticenze, per le quali questi “uomini (o ominicchi?) dello Stato” sono indagati.

Naturalmente, il problema non è il fatto che un privato cittadino telefoni a Loris D’Ambrosio, consigliere giuridico del Presidente della Repubblica, per chiedere l’intervento presidenziale sugli uffici giudiziari che indagano su di lui. E non è un problema che il dott. D’Ambrosio (invece di scaricarlo subito) si prodighi in consigli, garantendo il proprio interessamento.
Il problema non risiede nel fatto che un inquisito si rivolga direttamente alla massima carica dello Stato, trovando nel presidente Giorgio Napolitano un attento ascoltatore. Non risiede nel fatto che Mancino (non si capisce a che titolo) solleciti ripetutamente un intervento contro i magistrati delle procure siciliane di Palermo e Caltanissetta, intenzionati a vagliare le testimonianze dell’indagato Mancino e curare le sue amnesie, tramite quello che assomiglia tanto ad un incidente probatorio. Se così fosse, è lecito ipotizzare un prossimo rinvio a giudizio dell’ex sen. Mancino e meglio si comprendono le resistenze di quest’ultimo.
Il problema non consiste nel fatto che, non contento, il Mancino sotto indagine abbia preso contatti pure con l’ex Procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, e con il suo successore Gianfranco Ciani, opportunamente attivati dal presidente Napolitano, affinché facessero pressioni su Piero Grasso, procuratore nazionale anti-mafia, per sopire e troncare.
No, il problema è tutto concentrato nel fatto che le pressioni e le richieste improprie, che Mancino ha esercitato in questi mesi presso il Presidente della Repubblica, siano venute a conoscenza degli inquirenti che si occupano dell’indagine sul Mancino medesimo.
E invece di dare delle spiegazioni e, soprattutto, pretendere risposte coerenti su alcuni degli eventi più gravi della storia repubblicana, che coinvolgono settori non indifferenti delle Istituzioni, il presidente Giorgio Napolitano solleva un conflitto di attribuzioni, appellandosi alle sue prerogative costituzionali e trincerandosi dietro un formalismo pandettista, che in realtà elude il problema di base e non fa onore all’uomo né all’istituzione che rappresenta.
Come se non bastasse, se la prende con i pochi quotidiani che parlano criticamente della vicenda e sollevano dubbi legittimi, ai quali continuano a non essere date risposte.
Con una durezza che ha pochi precedenti, il Capo dello Stato sceglie la prova di forza e si rivolge invece alla Suprema Corte, chiedendo l’intervento dell’Avvocatura di Stato, presupponendo interventi sanzionatori nei confronti delle procure antimafia… È una procedura legittima, ma che sembra comunque spropositata e, a tratti, perfino inopportuna. Certo è discutibile questo giro anomalo di telefonate informali tra “compaesani” (è preponderante la componente campana tra i principali protagonisti), che ci restituisce un’immagine borbonica della Giustizia nel balletto istituzionale del clan ottuagenario dei Bella Napoli.
A noi la ritrovata intraprendenza del presidente Napolitano solleva qualche perplessità… Avremmo gradito più coraggio e più tempismo in altri frangenti ed in diverse circostanze: PRIMA che la Casa comune andasse in fiamme, tra i sollazzi del papi e la sua corte di ruffiani.

Che Giorgio Napolitano stia travalicando il suo ruolo istituzionale, sulla scia di un’emergenza oggettiva, con un’intraprendenza politica e decisionale quantomeno anomala, attraverso l’esercizio costante di un potere di condizionamento ai limiti delle proprie funzioni, è un sospetto che comincia a prendere sempre più sostanza nella sua evidenza.
Le prove in tal senso non mancano… facciamo qualche esempio:
A) L’imposizione di Mario Monti, insieme ai continui interventi, anche duri, contro ogni atto parlamentare che possa limitare l’azione di quello che si configura, a tutti gli effetti, come un “Governo del Presidente”, nell’attribuzione di un potere ormai senza vincoli né contrappesi. E per di più in assenza di un mandato elettivo e di una vera legittimazione democratica.
B) L’assoluta inerzia con la quale (non) viene affatto considerato lo spropositato ricorso alla decretazione d’urgenza ed il ricorso esasperato al “voto di fiducia”, che in passato erano stati invece sanzionati più volte dal presidente Napolitano coi suoi appunti alle Camere. A questa si aggiunga la costante forzatura dei regolamenti parlamentari e della stessa dinamica legislativa. Forse il Presidente non se ne è accorto, ma qui siamo dinanzi ad un Parlamento in cui non si discute più di nulla; dove non si legifera alcunché; dove le proposte di legge vengono presentate in pacchetti blindati, sotto forma di decreti, su diretta presentazione governativa, senza possibilità di emendamenti né di modifiche da parte delle Camere. Da votare a scatola chiusa ed in tempi serrati (ce lo chiede l’Europa!). Un parlamento, di fatto cassato, dove è il Capo dello Stato, insieme alla sua emanazione alla Presidenza del Consiglio, a decidere l’agenda legislativa… E d’altronde parliamo di un’Assemblea che ha rinunciato da tempo ad ogni forma di rappresentatività ed iniziativa, abdicando di fatto alle proprie funzioni.
C) E quantomeno discutibile è l’attivismo dei consulenti giuridici del Quirinale, nella stesura di provvedimenti legislativi come la normativa sulle intercettazioni ambientali (che guarda caso coinvologono lo stesso presidente Napolitano) e sulle cosiddette “leggi bavaglio” che limitano la circolazione di informazioni eterodosse, fuori dalle meglio controllabili piattaforme mainstream. Attualmente, la priorità è la revisione della legge elettorale, per arginare l’ascesa del fenomeno Grillo alle prossime elezioni politiche, che nella sua confusionaria imprevedibilità rischia di scompaginare giochi già decisi. Evidentemente, l’eco del famoso ‘BUM’ alle elezioni amministrative è arrivato in ritardo alle orecchie del presidente Napolitano, che ora freme per approntare le contromisure e tutelare la sua creatura: il Frankenstein-Monti.

Tuttavia, in questa sagra tutta gerontocratica di livorosi nonnetti, ancora più anomalo è l’iper-attivismo di Eugenio Scalfari, proprio in merito allo strano caso di Nicola Mancino. L’anziano fondatore de La Repubblica, con un’iniziativa pressoché isolata, in queste ultime settimane si è dato molto da fare e non ha mancato di comunicarci i suoi incontri riservati con Giorgio Napolitano, attivando una difesa per procura del Presidente e polemizzando ripetutamente con i magistrati di Palermo, coi quali ha intavolato un estenuante botta e risposta. Con una serie di repliche ad oltranza, da parte di chi è abituato ad avere l’ultima parola, la vittoria dialettica gli ha arriso per sfinimento della controparte. E naturalmente il buon Scalfari non ci ha risparmiato le solite lezioncine sulla democrazia liberale, secondo l’unica prospettiva possibile (la sua).  Né poteva mancare la rievocazione dei miti scalfariani, pescati direttamente dal suo personale album delle figurine antiche e moderne (si fa per dire!). È curioso che l’intera azione avviata dal Quirinale sia stata anticipata proprio dall’intraprendente Scalfari e ne ricalchi fedelmente i suggerimenti, quasi fosse stata concordata in comune…
A voler essere maliziosi, è come se si fosse costituito una specie di asse tra il “Partito del Presidente” e certa parte del mondo dei media (sarebbe la prova dell’esistenza del cosiddetto “Partito Repubblica-L’Espresso”, se non fosse che l’instancabile Scalfari si muove in splendida solitudine), quasi a costituire una sorta di cordone sanitario attorno al (fallimentare) esperimento del Governo Monti, in difficoltà sempre più evidenti, rinsaldando l’intangibilità supra-leges del Capo dello Stato, qualora il Professore, come probabile, dovesse succedere a Giorgio Napolitano nell’incarico.

A parità di fattori, ci si chiede quale mai sarebbe stata la reazione del battagliero Eugenio Scalfari, e di un’opposizione ormai annichilita oltre che inesistente, qualora una simile vicenda (con le sue pressioni e le sue ingerenze indebite) avesse visto come protagonista il Pornocrate di Arcore invece dell’innocuo Nicola Mancino, oppure (iddio ce ne scampi!) al posto di Giorgio Napolitano…
Certi comportamenti sono forse meno deprecabili a seconda di chi se ne fa autore?!?

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(8) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 29 ottobre 2009 by Sendivogius

00 - OTTOBRE
 01 - Hachfeld Dopo l’inaspettato successo delle precedenti edizioni, ritorna il consueto appuntamento di fine mese con “Cazzata o Stronzata”: antologia minima dedicata alle minchiate di regime, liberamente selezionate per il comune disgusto.
E mentre noi scriviamo, in tempo reale, va in onda il porno-horror più demenziale del momento, tratto da una storia vera: Gli Stupri del Nano nero dove si narrano le sevizie e le violenze di un vizioso miliardario che si diverte a fottere un intero paese. Convinto di raggiungere l’immortalità attraverso l’impunità, l’onnipotente Nano plurinquisito si fa aiutare da uno stuolo di necromanti prezzolati, intenti ad elaborare sempre nuove oscenità in articoli di legge…
Visto il grande successo di pubblico, si sta già preparando il delirante sequel, intitolato: Delirio e follia in Parlamento. È la storia di un virus mutogeno che riporta in vita nazi-fascisti e razzisti. La nuova peste si diffonde a velocità impressionante lungo tutta la penisola. Zombie famelici, con la bava alla bocca e le orbite stralunate, si aggirano ovunque in cerca di sovversivi anti-italiani, froci, islamici, e negri da sbranare. Memorabile la scena in cui l’orda irrompe in Parlamento, per divorare la Costituzione e ciò che ancora sopravvive del diritto.

02 - hit

:

 

ITALY POLITICS01.  PRINCIPIO DI ECCEZIONE

[06 Ott.]  «La legge è uguale per tutti, ma non necessariamente lo è la sua applicazione»
  (N.Ghedini, Avvocato del Re)

 

04 - LIBERTHALIA - Clown02.  PARLA IN TRIBUNALE BUFFONE!

[07 Ott.]  «Ci sono due processi farsa, risibili, assurdi, che illustrerò agli italiani, anche andando in TV (…). Farò esporre al ridicolo i miei accusatori»
  (S.Berlusconi, il Re Giullare)

 

05 - merda02.bis  EGO SUM

[07 Sett.]  «Mi difenderò nelle aule dei tribunali, mostrando agli italiani di che pasta sono fatto»
  (S.Berlusconi, l’imprenditore più criminale della storia del mondo)

 

06 - red alert03.  LA ROSSA OSSESSIONE

[27 Ott.]  «L’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, l’anomalia italiana sono i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è sceso in politica lo hanno aggredito in tutti i modi. I pm sono la vera opposizione al governo»
  (S.Berlusconi, caso clinico)

 

07 - SanSebastiano04.  CRUCIFIGE!

[07 Ott.]  «Sono in assoluto il maggior perseguitato dalla magistratura di tutta la storia di tutte le epoche del mondo»
  (S.Berlusconi, Il Martire)

 

08 - SUPER 405.  GRATTA E RUBA

[05 Ott.]  «Mentre il governo Berlusconi affronta la realizzazione degli impegni assunti con gli elettori, si tenta di delegittimarne l’azione. Siamo certi che questo disegno non troverà spazio nelle istituzioni. Gli attacchi ci portano ad assicurare che in Parlamento, così come nel Paese, il centrodestra proseguirà la politica del fare e del governare che nessun disegno eversivo potrà sconfiggere»
  (M.Gasparri; F.Cicchitto; Gaetano Quagliarello; Italo Bocchino. La Banda dei Quattro)

 

09 - raffaele lombardo06.   POLLICE VERDE

[05 Ott.]  «Niente più abusi sul territorio, niente più cementificazioni dei corsi d’acqua. Dobbiamo puntare sugli interventi di rinaturalizzazione del nostro ambiente. In questo progetto di salvaguardia del territorio una grande mano potranno darla i forestali. Penso al ruolo insostituibile che le piante e soprattutto gli alberi esercitano in natura. Dove ci sono alberi non ci sono né frane, né smottamenti di terreno»
  (Raffaele Lombardo, ecologista sicano)

 

10 - marcegaglia07.   SCARTI INDUSTRIALI

[27 Ott.]  «La stima ufficiale del centro studi di Confindustria e’ che si perderanno 700 mila posti di lavoro (…) Noi pensiamo che la situazione sia complessa, difficile, ma non vediamo panico e non vediamo catastrofi»
  (Emma Marcegaglia, l’imprenditrice dal volto umano)

 

11 - R.Brunetta08.  ORGOGLIO E PREGIUDIZIO

[04 Ott.]  «Io non vado ospite nella trasmissione di Santoro perché Santoro ha un vignettista che è razzista, che più volte ha proposto vignette assolutamente inaccettabili»
 (Renato Brunetta, Mignon di Palazzo)

 

12 - capezzone09.  ALLINEATI E COPERTI

[04 Ott.]  «Ora, finalmente, la prima testata della Rai obbedisce agli obblighi di servizio pubblico, dà spazio a tutte le voci, ed è al servizio degli utenti, comunque abbiano votato e votino»
  (Daniele Capezzone, the Blow-Jobber)

 

13 - warriors10.  SOGNI D’ORO

[01 Ott.]  «Se il popolo delle primarie mi eleggerà segretario, vi garantisco una opposizione dura e trasparente. Non consentirò il ritorno ad una stagione di ambiguità, di inciuci, di tregue non dichiarate»
  (Dario Franceschini, Harry Potter)

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