Archivio per Gino Strada

I SOLITI IGNOTI

Posted in Masters of Universe with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 24 aprile 2010 by Sendivogius


In virtù dell’obbligatorietà dell’azione penale, che qualcuno suggerisce di abolire, la Procura di Roma “ha disposto il procedersi nei confronti di ignoti per il reato di calunnia aggravata e continuata  ai danni di Marco Garatti, Matteo Dell’Aira, e Matteo Pagani”, i tre operatori umanitari di Emergency impegnati in Afghanistan. I volontari furono sequestrati il 10/04/2010 dai servizi segreti afghani e detenuti illegalmente, per 8 giorni, in una prigione sconosciuta, senza alcuna assistenza legale né formalizzazione ufficiale dei capi d’accusa. In proposito, la violazione delle procedure d’arresto e di carcerazione avrebbero dovuto suscitare una certa riprovazione delle autorità italiane, dal momento che all’Italia, tra i vari compiti, è stata demandata anche la riorganizzazione del sistema penale (QUI). In alternativa, se avete problemi a visualizzare il contenuto del link, potete cliccare QUI.
  Immancabili come sempre, coerenti con la filosofia che ispira le menti sublimi del nuovo Partito dell’Amore sottolio di ricino, sono subito arrivate le fragorose esternazioni dei nostri festaioli membri di governo, rivolte contro ben altro obiettivo…
Tra gli “ignoti”, sui quali la procura romana si guarderà bene dall’indagare, ci sono infatti gli specialisti della calunnia organizzata a mezzo stampa, raggrumati nelle più orride discariche della peggior stampa padronale. Parliamo, naturalmente, di
‘Libero’ e ‘Il Giornale’: le due cloache gemelle che si scambiano i liquami, secondo il principio dei vasi comunicanti; le due voci della fogna a direzione interscambiabile per omologhi, tramite il tandem Belpietro-Feltri uso a mazzolar diffamando.

Ma nell’affollato club dei soliti ignoti c’è pure mezza fascisteria di governo, con la partecipazione straordinaria del ministro Franco Frattini: lo stoccafisso surgelato agli Affari Esteri, che alla vigilia degli arresti ci delizia con una preghierina laica, ribadendo la sua “piena fiducia nelle autorità di Kabul”, impalato nel suo consueto (e innaturale) rigor mortis da zombie governativo:

«Prego con tutto il cuore da italiano che quelle accuse non siano vere, perché l’idea che possano esserci degli italiani per i quali anche una parte di quelle accuse siano vere, mi fa rabbrividire.
(…) Lo prego davvero di tutto cuore, perché sarebbe una vergogna per Italia.»

  (11 Aprile 2010 – Franco Frattini)

Ogni paese ha le sue vergogne nazionali… le nostre generalmente indossano gessati e proferiscono pensierini imbarazzanti, all’insegna di una retorica patriottarda da libro ‘Cuore’, nell’ostentazione compiaciuta della sua arci-italianità, senza inutili foglie di fico a coprir le pudenda.

Se il ministro Frattini prega, il suo sottosegretario è perplesso:

«Gli arresti devono far riflettere Gino Strada e la sua organizzazione, che forse da umanitario fa un po’ troppa politica. Il governo italiano deve accertare la verità  e mi auguro che la verità dia ragione a Strada, ma ho delle perplessità»

 Alfredo Mantica, sottosegretario agli Affari Esteri.
 (11 Aprile 2010)

Chi invece non ha alcun dubbio è Ignazio Benito La Russa, il sempre loquace Ministro della Guerra con la perfetta conoscenza del caso:

«Gino Strada dovrebbe evitare di accusare il governo afghano, di gridare al complotto della Nato e di tirare dentro il governo italiano. Sarebbe più saggio se, in attesa di sapere come sono andate le cose perché non ha conoscenza del caso specifico, Strada prendesse le distanze dai suoi collaboratori, perché può sempre succedere di avere accanto, inconsapevolmente, degli infiltrati. Nel passato è accaduto tante volte. (…) La storia del complotto non sta in piedi»

 (12 Aprile 2010)

E siccome i didimi vanno sempre a coppia, non potevano mancare le strombazzate dell’instancabile Maurizio Gasparri, detto ‘Il Merda’:

«Sul caso Emergency-Afghanistan il governo italiano deve intervenire, ma per le ragioni opposte a quelle citate da certi personaggi. Già in occasione di altre vicende emersero opinabili posizioni e contatti di questa organizzazione. Ora che ci fossero armi in luoghi gestiti da questa gente si è visto chiaramente su tutte le televisioni. Il nostro governo deve tutelare la reputazione dell’Italia che impegna le proprie Forze armate in Afghanistan e in altre parti del mondo a tutela della pace e della libertà minacciate dal terrorismo. Chi dovesse vigilare poco, e siamo generosi a limitarci a questo, crea un gravissimo danno. Ci riferiamo ad Emergency. L’Italia non può essere danneggiata da queste situazioni. La nostra linea è chiara. Quella di altri no!»

Perciò la procura capitolina si risparmi pure le manfrine dell’indagine, con tanto di rogatoria internazionale; per scoprire i più che notori, le basterebbe bazzicare i dintorni di Palazzo Chigi, senza spostarsi da Roma.

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