Archivio per Gad Lerner

La Supercazzola

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 16 giugno 2014 by Sendivogius

supercazzola da GiornalettismoSbrinati di fresco dal surgelatore nel quale s’erano barricati in attesa di raggiungere il 100%, dopo essere rimasti scottati alle elezioni europee, gli adepti della Setta del Grullo si aprono al mondo, ansiosi più che mai di rivelare ai profani gli incredibili livelli di minchioneria raggiunti durante i mesi di clausura.
Costretti a pietire un nuovo incontro col disprezzatissimo Matteo Renzi (ma non era quello “debolissimo”, già morto, destinato alla “lupara bianca”..?!), per mostrare la loro ultima spremuta di reni nella riscrittura della legge elettorale, ricordano più che altro quei bambini che corrono ad esibire la cacchina appena fatta nel vasino, tanto ne sono orgogliosi.
Scanzi Appurato che esistono concrete probabilità che una nuova legge elettorale si possa promulgare anche senza il loro inutile contributo, e che le maggioranze per cambiare la normativa all’occorrenza si trovano, gli ensiferi corrono ai ripari con una proposta da “condividere con la rete” (mica in Parlamento!). La bozza integrale la trovate QUI.
Vediamo dunque su che cosa dovrebbero ragionare Camere e Governo insieme, per restituire un po’ di visibilità a due vecchi fricchettoni in ansia da prestazione, abusivamente riciclatisi nel webbé…
Il Gatto e la VolpeInfatti, se sull’Italicum in lavorazione è stato detto tutto il (male) possibile, il Grillicum è ancora tutto da scoprire!
La proposta del MoVimento, pur “contestando il cattivo funzionamento dell’attuale sistema politico”, nella sua indubbia coerenza logica:

potrà anche rappresentare la prova della sua effettiva realizzabilità in concreto. […] I risultati migliori sembrano potersi produrre con un sistema proporzionale fortemente corretto che combina alcune caratteristiche del modello spagnolo con altre del modello svizzero.”

E ovviamente è “in netto contrasto con tutte quelle delle altre forze Cristina Dal Bassopolitiche”, come si conviene ai detentori della Verità suprema. Pertanto, preso atto degli aspetti fondamentali della legge elettorale, in formato Bignami, segue allucinato pippone sulla governabilità dal basso e sulla omogeneità interna dei partiti e dei movimenti a prova di eresie e ‘contaminazioni’.

“Il MoVimento si è posto il problema di dare al Paese una legge elettorale che favorisca la governabilità e non incentivi la frammentazione del sistema politico.”

Ovvero: introduzione del proporzionale puro, eliminazione di qualsiasi premio di maggioranza, assoluto divieto di costituire una qualunque forma di coalizione elettorale.

Eventuali limiti verranno ovviati dalla “possibilità per gli elettori di condizionare gli eletti durante il mandato parlamentare nonché di indirizzare le scelte politiche fondamentali attraverso il Parlamento.
[…] Un Parlamento rappresentativo e responsivo nei confronti degli elettori è il presupposto essenziale non solo della democrazia, ma anche della governabilità: non si può governare un Paese complesso senza che vi sia un Parlamento realmente rappresentativo della popolazione.”

Perché fino ad oggi chissà mai quale è stata la funzione dei parlamenti nelle democrazie rappresentative ed i loro requisiti minimi per potersi definire tali!?!?

“La governabilità che si ottiene col premio, però, è imposta dall’alto ed è dunque, innanzitutto, antidemocratica.”

Quindi ne consegue che la quasi totalità dei sistemi democratici in realtà tale non è, perché la governabilità è assicurata da un premio di maggioranza o dal ripescaggio degli ‘scorpori’ elettorali.
Matrix  È infatti stato svelato come le democrazie siano in realtà una finzione, abilmente manipolata dai tentacoli occulti delle logge massoniche e dei perfidi giudei, celati all’interno della Matrice simbionte del Bilderberg.

“Infatti, attraverso il premio, le elezioni parlamentari sono completamente sradicate dal loro rapporto con gli elettori e le comunità territoriali.”

Per contro, è noto quanto fosse profondo e partecipativo il rapporto con il Cittadino informato e gli Eletti ai tempi felici della grande polis democristiana. E quanto radicato fosse il “coinvolgimento collettivo” nel processo legislativo. Basta ripensare con nostalgia ai trasparenti governi Tambroni, Scelba, Fanfani, Moro, Andreotti, Forlani, Craxi… fulgidi esempi di democrazia diretta, mai rimpianti abbastanza, perché immuni dagli influssi nefasti del “premio”, che invece trasforma le elezioni: in un grande plebiscito mediatico per il Leader.
Il Capo politicoPer fortuna, all’interno del M5S accade esattamente il contrario.

“È infatti il premio di maggioranza che determina l’esito reale delle elezioni, perché chi vince il premio prende la maggioranza e dunque governa. In questo modo il mandato elettorale conferisce forza politica soltanto ad un capo e l’elezione instaura un rapporto esclusivamente fra un capo ed il popolo, mentre i parlamentari e le forze politiche ne restano largamente esclusi. È di fatto una sorta di elezione diretta dell’Esecutivo cui consegue meccanicamente la composizione del Parlamento, realizzando una forma di governo antidemocratica.”

Tuttavia, come ci tengono a puntualizzare i relatori del testo, nel caso italiano, il problema si pone esclusivamente alla Camera dei deputati. Il Senato infatti funziona benissimo, costituendo un modello di stabilità politica e di governabilità ottimale, come la tenuta degli ultimi esecutivi dimostra.

“Per queste ragioni, il gruppo di lavoro ha ritenuto che una buona legge elettorale debba procedere in senso radicalmente opposto, cercando di costruire la governabilità non dall’alto (plebiscito per il Capo che si impone a parlamentari privi di forza e progettualità politica) ma dal basso. In questa ottica si è guardato con più attenzione a quei sistemi elettorali che favoriscano la sintesi delle istanze politiche della società tramite il Parlamento che è il cuore del funzionamento di ogni sistema democratico.”

W il duceBoia chi molla, presidente Boldrini, boia chi molla! E noi non molleremo fino alla fine.”
29/01/2014. Angelo Tofalo (M5S) nel suo intervento parlamentare, rivolgendosi alla Presidente della Camera.

Finalmente, dopo il pletorico condensato di fuffa sui massimi sistemi, è tempo di passare alle proposte concrete. E gli “esperti” parcheggiati alla Commissione Affari costituzionali sembrano procedere innanzitutto per esclusione:

1) No, alle “primarie”, meno che mai se “istituzionalizzate e imposte per legge”, perché anche se sembrerebbero fornire ai cittadini l’opportunità di selezionare i propri eletti in Parlamento, comportano:

«l’inconveniente di dover imporre una disciplina obbligatoria dei partiti politici rispetto alla quale il MoVimento 5 Stelle è contrario, per i rischi che tale disciplina implicherebbe rispetto alla libertà dei cittadini di dar vita a formazioni politiche nuove. Inoltre, l’introduzione delle primarie è assai difficile – e rischia di diventare una “farsa”

Invece le “parlamentarie” on line, sul Sacro Blog del Capo Politico, riservate esclusivamente alle poche migliaia di attiVisti selezionati e certificati dalla Casaleggio Associati, costituiscono a tutt’oggi un ineguagliabile esperimento, perfettamente riuscito, di democrazia diretta. Alla riprova, basta guardare il cottolengo di indegni citrulli transumati in parlamento, con una manciata di click rastrellata tra parenti e amichetti del condominio.
Altro Cazzone a 5 stelle2) No, ai collegi uninominali maggioritari; no al doppio turno e anche al turno unico all’inglese.
3) No, a tutti i sistemi proporzionali con circoscrizioni medio-grandi.
Questo perché impedirebbero ai ‘cittadini’ di scegliere i parlamentari e condizionarne il mandato (?) qualunque cosa ciò voglia dire.
4) No, a tutti i sistemi proporzionali con premio di maggioranza, perché sono “anti-democratici” (!?) e soprattutto perché non garantiscono la “governabilità dal basso” (Oh Signore!).
agent smithPer questo il “gruppo di lavoro” che ha scambiato la Commissione Affari Costituzionali per un gigantesco gioco di ruolo (profumatamente pagato dai contribuenti), dove ogni cazzone certificato a 5 stelle può depositare qualsiasi fumante stronzata gli passa per la testa, ha elaborato una proposta totalmente innovativa e alternativa; ovverosia:

un sistema proporzionale, fortemente corretto che combina alcune caratteristiche del modello spagnolo con altre del modello svizzero […] Le correzioni previste sono ricalcate sul modello spagnolo e consistono essenzialmente nella individuazione di circoscrizioni su base provinciale e nella scelta del metodo D’Hondt per la trasformazione dei voti in seggi.”

RocconeCon una soglia di sbarramento minima (2%), i collegi elettorali, su base uninominale, saranno ritagliati su misura delle Circoscrizioni provinciali, ripartite in medie, grandi, “molto-grandi”, e soprattutto piccole (che sarebbero la maggior parte); eventualmente da ridisegnare sulla base di valutazioni demografiche, geografiche e sociologiche.  ‘Sociologiche’?!?
Secondo gli ostensori della proposta, un simile sistema fondato sul proporzionale puro, senza soglie e senza coalizioni, presupporrebbe un “elevato sbarramento naturale”.
Se non ché, con un ultimo barlume di lucidità residua, gli stessi sono costretti ad ammettere che:

“Il sistema non assicura a priori una maggioranza di seggi in Parlamento ad un partito che possa poi governare da solo e, quindi, non esclude la necessità di dover dare vita ad un Governo di coalizione fra forze politiche che si accordano dopo il voto.”

Fortunatamente, l’esperienza spagnola ci insegna che formare un esecutivo e governare da soli è possibile con un unico partito (moVimento). Anche senza prendere il 100%.
Peccato però che la più concreta esperienza italiana ci dimostri nella pratica esattamente il contrario. E fintanto che le elezioni si terranno in Italia, della sua realtà politica e “sociologica” si dovrà tenere conto eccome! Se poi in Spagna, Svizzera, o Marte… le cose vanno diversamente, poco importa. E se mio nonno avesse avuto le ali, sarebbe stato un aeroplano.
Ci pensa RoccoEpperò, a ben vedere, manco il sistema elettorale iberico va troppo bene agli originaloni a 5 stelle… C’è infatti il rischio che in assenza di una maggioranza certificata, ne venga comunque fuori un governo di coalizione. E dunque bisogna sottrarsi a due nuove ed insidiose minacce della Ka$ta:
1) Il rischio di “contaminarsi”. E i pentastellati ci tengono a preservare la loro purezza.
Non per niente, in Europa sono alleati con un razzista che strizza l’occhio alla separazione etnica.
La Repubblica - 30.05.20142) La possibilità di continuare a paralizzare i lavori parlamentari ad oltranza, impedendo la formazione di un governo. Come pensavano di fare all’indomani delle ultime elezioni politiche nel 2013.
Asilo a 5 StelleNon per niente, in quel sistema politico perfetto con cui si trastullano pensando al magico reame chiamato Spagna è perfino accaduto che:

“l’elettorato spagnolo non abbia garantito ad un unico partito la maggioranza assoluta dei seggi e si sono avuti Governi retti in Parlamento da una maggioranza composta dai parlamentari di quel partito e da qualche forza politica minore.”

Porco di mare E questo darebbe troppo potere ai “partiti”, a discapito dei “cittadini”; ovvero di Beppe che a quel punto dovrebbe cercarsi una nuova occupazione, divenendo totalmente ininfluente in un paese dotato di un esecutivo stabile ed un Parlamento che funziona.
Per scampare ad un simile pericolo,

“la proposta elaborata innesta nell’impianto adottato componenti fondamentali che si ispirano al sistema svizzero, che invece si contraddistingue per massimizzare la libertà di scelta dell’elettore e la sua capacità di determinare la politica perseguita dagli eletti.”

Ed inoltre ha il pregio di sventare il potenziale uso clientelare del voto di preferenza.
Nel dettaglio, vale la pena lasciare la parola direttamente ai relatori del testo, perché la versione originale è insuperabile per sintassi, chiarezza, e capacità espositiva:

Il sistema che si propone sembra però neutralizzare tali effetti negativi. Eccola in sintesi:
a. l’elettore deve scegliere una lista;
b. l’elettore può anche cancellare un certo numero di candidati inseriti nella lista che ha prescelto;
c. per ogni candidato cancellato l’elettore può esprimere una preferenza a favore di un candidato della lista o anche di un candidato di altra lista.
[…] In una circoscrizione con 5 seggi ciascun elettore può esprimere al massimo due cancellazioni e aggiungere fino a due preferenze. Queste sono le possibilità di voto:
a. Se l’elettore ha votato solo la lista, la cifra elettorale di quella lista si incrementa di 5 voti e quella personale di ciascun candidato nella lista di un’unità: è il voto dell’elettore che non vuole incidere sui candidati della sua lista e li vota tutti in blocco;
b. Se l’elettore ha espresso alcune cancellazioni, per ogni candidato cancellato la cifra elettorale della lista diminuisce di un’unità (5 voti meno 1 o 2 a seconda delle cancellazioni fatte). Se l’elettore non esprime ulteriori preferenze, astenendosi così parzialmente, significa che vuole punire la lista che presceglie per il fatto di aver presentato cattive candidature;
c. Se l’elettore ha espresso ulteriori preferenze (nel limite delle cancellazioni che ha effettuato), per ogni preferenza aggiuntiva, la cifra elettorale personale del candidato prescelto e quella della lista cui questo appartiene si incrementano di un’unità: è il voto dell’elettore che desidera esprimere un voto maggiormente articolato, incidendo ancor di più sulla graduatoria dei candidati della lista votata o anche ripartendo il suo voto tra più liste.”

Semplice, no? Lineare come la mente degli Ensiferi.
Qui siamo ben oltre la mitica supercazzola prematurata a sinistra con doppio scappellamento a destra!
fuffaSe abbiamo capito bene, proviamo a tradurre in termini comprensibili…
La grande novità riVoluzionaria della proposta a 5 stelle sembra infatti consistere in una sorta di contro-preferenza ad esclusione, che come una panacea tutela “l’elettore pulito” (si lava regolarmente?) dal voto di scambio, clientelismi, lobbies e “cacicchi locali”. Soprattutto lo salvaguarda dalla “parte malata della società” (sic!), che presumibilmente è quella parte di elettorato che vota altro rispetto al MoVimento.
gattoIn pratica, l’elettore non si limita ad apporre una o più preferenze al candidato/a che più l’aggrada, come per esempio avviene nelle elezioni europee. Bensì può “fare pulizia” e cancellare dall’elenco della lista prescelta i nomi dei candidati sgraditi. Per ogni nome cancellato, l’elettore guadagna una specie di credito da spendere in voti aggiuntivi (e disgiunti su più liste) per altrettanti candidati.
È la lista fantasia! Ognuno si personalizza le elezioni come meglio crede, pasticciando sulla scheda elettorale, tra cancellature e nomi segnati un po’ alla cazzo, tanto per complicare le operazioni di spoglio e semplificare la vita dell’elettore medio.
In Svizzera fanno così. E a noi basta adottarne le modalità di voto per sentirci un po’ più elvetici.

«Quando l’elettore cancella uno o più candidati dalla lista prescelta, ha la possibilità di esprimere altre preferenze a favore dei candidati di quella stessa lista, nel limite del numero delle cancellature effettuate: in questo caso egli gradua le preferenze all’interno della lista prescelta cancellando i candidati che non gradisce e attribuendo una preferenza aggiuntiva ai candidati che preferisce. In questo modo assegna il suo intero “pacchetto” di voti (pari al numero dei seggi attribuiti alla circoscrizione in cui vota) alla forza politica prescelta, ma seleziona al suoi interno i candidati, scartandone alcuni (ai quali vanno zero preferenze), lasciando inalterata la posizione di altri (ai quali va automaticamente una preferenza) e premiandone altri ancora (ai quali vanno due preferenze)

E all’occorrenza il Cittadino-elettore si può anche creare la sua coalizione personale:

«Come in Svizzera, si consegna all’elettore il potere di votare anche il candidato (anche più d’uno) di altra lista. In questo caso, “un pezzo” del suo voto viene utilizzato anche per l’altra lista. Così, come previsto in Svizzera, si evita che l’elettore di una lista si ingerisca nella scelta dei candidati di altra lista senza contropartita, perché quando egli vota un candidato in una lista diversa dalla sua, sottrae una frazione di voto a questa e lo attribuisce all’altra. Egli può spartire dunque il proprio voto tra più liste: è lui che si fa la sua coalizione

In concreto, dietro al groviglio contorto di parole in cui la logica annaspa e la mente si perde, stanno semplicemente parlando della possibilità di inserire il “voto disgiunto”, cioè la possibilità di votare candidati di liste diverse. Come invece si spacchetta il singolo voto in “pezzi” evitando “ingerimenti” di elettori tra una lista e l’altra… be’ fatevelo spiegare dagli svizzeri!
In fondo, volete mettere?!? Un simile sistema elettorale ha l’ulteriore beneficio di responsabilizzare l’elettore. Ad esso è data una libertà di scelta che non ha mai avuto”.
Come non averci mai pensato prima? Che si sia trattato dell’ennesimo complotto del Bilderberg?
la schedaE questo è un ipotetico fac-simile della nuova scheda elettorale, sul modello dei forum on line e falsariga della piattaforma di hosting “Disqus”, in attesa di aggiungere emoticons, smile, ed altre faccine, oltre all’opzione like-dislike.

«L’adozione di tale sistema di preferenze sembra produrre poi un ulteriore beneficio. Con la preferenza tradizionale, i candidati di una lista che hanno posizioni “eccentriche” rispetto alla linea di quella forza politica sono spesso premiati: sono infatti candidati che si “distinguono” e che dunque hanno maggiore rilievo mediatico. Il sistema della preferenza, pertanto, ha effetti “divisivi”, perché incentiva la distinzione, piuttosto che la collaborazione dentro una lista

Amaro del Capo Di “eccentrico” c’è soprattutto l’arzigogolatissimo sistema di voto. Per il resto, l’obiettivo sembra abbastanza chiaro: eleggere solo soldatini inquadrati e fedeli alla linea (del Capo), con lo scopo di eliminare quelle poche teste pensanti che agiscano secondo coscienza o abbiano un minimo di personalità. Il M5S, coi suoi 19 eretici tra fuoriusciti ed espulsi, ne sa bene qualcosa. Ed ha trovato la soluzione con la quadratura del cerchio.

“La principale critica al sistema proposto che finora è stata sollevata è rappresentata dalla sua maggiore complessità rispetto a quello in vigore. A questo proposito, occorre rilevare come tutti i sistemi che consentono un grado di scelta elevato presentino inevitabilmente un certo tasso di complessità. […] Il sistema proposto è un po’ più complicato, ma non eccessivamente.”

No, no per carità! È tutto chiarissimo! La complessità è solo “apparente”…
Persino un babbuino con una penna nel culo sarebbe riuscito a fare di meglio.

Scoppiavaso

P.S. Ma davvero Matteo Renzi, o chi per lui, pensa che da simili rape si possa spremere qualcosa di buono, a parte strappare a noi una smorfia divertita con riedizione della farsa di un altro confronto streaming?
Un antico proverbio ebraico dice che:

“È meglio imbattersi in un’orsa alla quale siano stati rubati i suoi cuccioli piuttosto che in un matto che confida nella sua follia.”

Lo citiamo in omaggio a Gad Lerner, “Gad Vermer” secondo i vezzeggiativi del Capo politico, recentemente attenzionato dagli squadristi digitali della Setta in servizio permanente, a causa di un suo innocuo articolo in cui ricordava ciò che tutti, ad eccezione degli ensiferi, sanno: Nigel Farage è di destra.
I Grillini e la Democrazia - Gad LernerE, d’altra parte, è così fondamentale per i “Democratici” al governo parlare con questi ‘signori’ qui?!?

“Voi del Pd (menoelle, ndr) siete solo poveri e piccoli ominidi, marci fino al midollo. Morti di burocratica politicità, insulsi e venduti; visionari. Ho più rispetto di uno del Pdl. Voi del Pd (menoelle, ndr) fate uno schifo che mai: pretendete di essere puri, ma siete più sporchi del bastone del pollaio. Siete coperti di merda. Quello che ci aspetta è solo colpa vostra. Ha ragione Berlusconi: è solo colpa VOSTRA.”

Si tratta del dialogante post del giorno (02/09/13) pubblicato in evidenza su Beppegrillo.it (e dov’altro, sennò?!?).
La deiezione integrale la trovate QUI, nel blog del Vate®, a firma di tal “Maurizio Fontana” (attiVista): classico espediente, con utilizzo di pseudonimo qualunque, che il Capo politico usa ogniqualvolta organizza le sue spedizioni punitive, credendo di immunizzarsi da eventuali addebiti penali.
La CuraNoi non entriamo nel merito delle decisioni della dirigenza PD e del Bambino Matteo. Non ci interessa né ci riguarda. Ma una domanda desideriamo rivolgerla loro: siete davvero sicuri di voler “scongelare” ‘sta merda?!? Forse sarebbe molto più salutare lasciarla lì dov’è, controllata a vista in ibernazione criogenica.

Homepage

Annunci

Flussi e Riflussi

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , on 15 febbraio 2013 by Sendivogius

AKIRA - Neo-Tokio

Italia 1993-2013. La sedicente ‘Seconda Repubblica’ si conclude così com’era cominciata: travolta dagli scandali e dalla corruzione, sulla scia di una nuova crisi economica. Tangenti SAIPEM e Finmeccanica; saccheggio indiscriminato dell’erario pubblico, con la devastazione del Sanità pubblica; i casi abnormi con le malversazioni in Lombardia e Lazio e Sicilia, in una sequela potenzialmente infinita…
La presunta ‘Terza Repubblica’ non sembra promettere auspici migliori.
La raffica di scandali bancari dallo IOR ad MPS, passando per la Banca Popolare di Milano, ricordano per molti aspetti il caso della “Banca Romana” (e siamo nel 1893!), con il crollo di un’intera classe politica e l’instaurazione di una serie di governi autoritari che condussero il Paese in disastrose avventure coloniali ed alla macelleria della Prima Guerra Mondiale, seminando i germi per l’ascesa del fascismo.
Little Big PigIn tempi attuali, la fine del Ventennio berlusconiano si trascina agonizzante nel peggiore dei modi, senza risparmiarci l’imbarazzo degli ultimi sussulti prima della dipartita, col suo principale protagonista ridotto a mascherone funebre di se stesso. Non poteva mancare certo il testamento politico di questo gangster recidivo, che si reinventò “statista” e si impose come un vecchio sudicione. A imperitura memoria del suo operato, ci lascia un surreale elogio della corruzione, con istigazione a delinquere.
Nata sulla scia di “Tangentopoli”, la seconda Repubblica non ha debellato la corruzione, esplosa piuttosto a livelli mai visti. A cambiare è stata la percezione della medesima, nel frattempo diventata sfrontata nella certezza dell’impunità e nell’esibizione sguaiata del bottino, da parte di una oligarchia di parvenu al potere, senza altro titolo di merito se non l’arroganza e l’accumulazione compulsiva della “robba”.
A saltare sono stati i freni inibitori, gli anticorpi sociali, di un Paese invecchiato e immiserito moralmente da una mutazione antropologica regressiva. In questo, se l’Italia sembra imprigionata senza soluzione di continuità, in una sorta di loop temporale dall’eterno ritorno al sempre uguale, ad essere cambiati sembrano essere invece gli italiani (e non in meglio): incattiviti e soprattutto incarogniti; essendo passati troppi in fretta dallo sghignazzo al pianto, ma sempre inclini alla lagna.
Capita così di assistere al passaggio di consegne da un venditore di sogni ad un mercante di incubi, che lucra sulle ansie e le paure di un popolo allo sbando, blaterando di guerre mondiali e complotti.
Adesso, in merito alla situazione generale, si fa un gran parlare di “miscela esplosiva”, di “polveriera sociale”, e di altre pirotecniche metafore per descrivere una condizione ed una serie di sentimenti diffusi ma inespressi.
Con grande lucidità, Gad Lerner (29/01/13) ha parlato in proposito di “rabbia rassegnata”, come fenomeno introspettivo di vuoto permanente, nell’incapacità di uno sbocco propositivo e compartecipato:

«Nessuna pulsione rivoluzionaria. Manca fra noi l’orizzonte del rovesciamento delle gerarchie, dei dogmi classisti e tanto meno dei rapporti di produzione. La furia si ripiega su se stessa, fino a bruciare l’anima in cui s’è accesa

Ed è una “furia” senza sbocchi apparenti, circoscritta com’è ad una mera sommatoria di recriminazioni individuali e frustrazioni egoistiche di piccoli borghesi insoddisfatti e ancor più terrorizzati di retrocedere nella graduatoria sociale: il metro privilegiato con cui sembrano misurare le proprie azioni.
Tali sentimenti “delineano una rabbia debole che sembra ovattata. Rabbia di lamento e di protesta; rabbia gracile…. Un malessere sordo, difficilmente esprimibile in senso di comunità”.

Tom-Hardy-as-Bane-in-The-Dark-Knight-Rises-HQ-banePiù modestamente, a noi sembra un rimestaggio di vecchi umori e pulsioni irrazionali, tipico di ogni momento di crisi in tempi di transizione. Non c’è niente di nuovo in una plebe, che sembra incapace di elevare lo sguardo al di sopra del proprio ombelico. Non v’è alcunché di ‘rivoluzionario’ in una “massa” che, lungi dall’essere critica, è più che altro sovrapposizione caotica di rancori, espressi nell’anonimato collettivo, e che per farsi coraggio diventa “folla” indistinta (la famosa gggente che non ce la fa più). Da sedurre e manipolare. La procedura, a livello psicologico, era già nota a personaggi del calibro di Gustave Le Bon (ne avevamo parlato QUI). Da allora non molto è cambiato.
In definitiva, il prodotto pare costante nel tempo, riproponendosi immutato con gli stessi meccanismi a cadenza ciclica, secondo schemi collaudati dalla consuetudine e da elementi peculiari che sembrano resistere intatti.
In una prospettiva diametralmente opposta, per fare un esempio, ci hanno ironizzato sopra con sarcasmo polemisti della caratura di un Curzio Malaparte [QUI] o Antonio Gramsci [QUI], abituati a confrontarsi con le piccole meschinità di un popolino più avvezzo alle piazze che alla coscienza di sé, alle rappresentazioni teatrali da avanspettacolo [QUI] piuttosto che alla drammaturgia corale.
George Grosz - La Città (1916)Oggi la non-mobilitazione può contare sull’illusione di farsi coscienza e “partecipazione” nell’anomia diffusa di rassicuranti limbi virtuali, tanto accattivanti quanto fittizi, che pongono seri limiti ed un monito a chi cerca di convogliarne le potenzialità verso una prospettiva più ampia di coinvolgimento…

«Sul web ciascuno può scrivere la sua invettiva e provare la falsa ebbrezza di far parte di una collettività, riunita da migliaia di ‘mi piace’ o anche solo dalla cancellazione del nemico. Galvanizzata dalla capacità di leader virtuali che sublimano in decibel privi di sonoro il disagio, la protesta, la denuncia. Ma vuoi mettere la soddisfazione di avergliele cantate – col nickname che preserva il tuo anonimato – al bersaglio del momento? Fin troppo ovvio è riconoscere in Beppe Grillo il re di queste innocue maledizioni, portavoce di una rabbia tradotta in grossolani calembour o sotto forma di invettiva scurrile. Capita a tutti noi di provare ammirazione per la creatività in rete, senza accorgerci di come essa ci imprigioni in una solitudine, per l’appunto, rabbiosa.
(…) Recitare l’indignazione è l’ultima specialità di troppi conduttori televisivi benestanti, ma è anche il nuovo business dei falsi portavoce del popolo. Basti pensare a Beppe Grillo (…) Lui è il capoccia degli arrabbiati. Non esprime l’ira di Dio né una aspirazione di giustizia sociale, ma solo la miseria di un cattivo sentimento deprivato della speranza.»

Homepage

Casseri d’Italia

Posted in A volte ritornano with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , on 22 dicembre 2011 by Sendivogius

Ciclicamente, come una fogna intasata per eccesso di deiezioni, tornano alla ribalta gli ario-dementi di Stormfront-Italia: la psicotica comunità hitleriana, che raccoglie il peggio del razzismo endogeno raggrumato attorno a qualche centinaio di casi clinici particolarmente aggravati…
In questa succursale italiana del Ku Klux Klan si possono trovare escrementi infetti del neo-nazismo veneto, cresciuti al capezzale di Franco Freda; molti longobardi, che si definiscono “fascio-leghisti” e galleggiano alla destra della Lega: un partito che, tra quelli che contano veramente nel panorama politico italiano, è sicuramente quello che raccoglie maggiormente alcune delle nostre istanze. Ma c’è pure qualche vecchio stronzo d’esportazione che, dal Brasile, si preoccupa dell’invasione allogena che rischia di contaminare la purezza dell’italica razza; né mancano i nazi-borbonici che si credono ariani.
Tra le specialità di ‘stormfront’ ci sono le liste di proscrizione, costantemente aggiornate, che spaziano dagli “infiltrati sionisti” ai “coccolanegri”, passando in rivista i vari “traditori della razza”. Indirettamente, ne avevamo già parlato QUI.
Specialista in materia è tal COSTANTINO, un utente particolarmente affezionato al forum e piuttosto prolifico. Tra i suoi straordinari contributi alla discussione vale la pena di ricordare:
a)  L’uomo di Neandertal era ARIANO”
 b)  “Non può esserci un negro italiano”
E il curioso “Beppe Grillo. Uno di noi”, pubblicato il 09/10/2007:

Ho sempre pensato che grillo fosse un nostalgico del fascismo (quella volta che affacciatosi da un balcone disse <ITALIANI!!!!>, la camicia nera ostentata, la dichiarazione che dal 1943 questa classe politica fa disastri, ecc,ecc)
Adesso ne abbiamo la prova: vuole distruggere la democrazia
vuole distruggere i partiti
che dire? è un grande!

Suscitando peraltro più di una perplessità tra gli altri partecipanti alla discussione.
D’altra parte il sedicente ‘Costantino’, letteralmente terrorizzato da africani, zingari, e slavi, non è mica razzista: lui è preoccupato degli allogeni che portano le malattie e col meticciato suppliscono alla carenza di melatonina nell’epidermide. Naturalmente, odia i soliti giudei: vili usurai e vampiri della finanza bancaria. Per farsi meglio intendere dai diretti interessati si firma così: להשמיד את היהודים (sterminare gli ebrei). Non per niente, ‘Costantino’ lavora come promotore finanziario, addetto allo spaccio di ‘titoli tossici’ che stanno soffocando l’economia del Nord-Est da cui proviene.
L’infame lista contro i “coccolanegri” è un’invenzione sua.

Di solito sono questi elenchi della vergogna a catturare l’attenzione dei grandi ‘media’. Ed è un vero peccato che l’interesse sia così circoscritto, perché i razzisti paranoici di stormfront in realtà non conoscono riposo, dal momento che la loro produzione è assai più copiosa e clinicamente interessante, preoccupati come sono di salvare l’Europa dall’avanzata dell’orda nera…
Nei forum di stormfront-Italia si affrontano infatti le grandi (ed irrisolte) questioni identitarie, inerenti l’annoso problema dei matrimoni tra indoeuropei, ma pur sempre “misti”, come nel caso di un italiano ed una francese.
Nella sezione dedicata a “Cultura-Scienza-Identità”, non mancano quesiti fondamentali sulla misurazione e determinazione della purezza razziale in candeggina:
  Cosa dovremmo considerare maggiormente: Genotipo o Fenotipo?
  Gli aplogruppi J2 ed E3b sono da considerare bianchi?
Per i meno ferrati in biologia, si possono sempre consultare le tavole con le varie tipologie razziali e le sub-razze indoeuropee, a cura di Weisse Europe (“Europa bionda”… e un cetriolo per amico!).

Ma non mancano illuminanti disamine su Negrolandia: la terra dei morti che camminano, insieme all’immancabile (ossessiva) “questione ebraica”, declinata in ordine di priorità:
 Invasione islamica
 La minaccia cinese (pericolo giallo)
 Contaminazione africana (le scimmie negre)
 L’adesione turca alla UE (meticciato mongolo)
Quest’incredibile letamaio mediatico, circoscritto a pochi dementi con evidenti disturbi mentali, si era già distinto nelle settimane precedenti, per il profluvio di elogi e commossi necrologi alla memoria di Gianluca Casseri, il nazista pluriomicida di Firenze, assurto ad eroe della ributtante community. Ma nessuna di queste tigri di carta ha avuto il coraggio di presenziare al funerale del loro esaltato beniamino e magari acquistargli una tomba, visto che nessuno ne reclama il corpo.
Sul personaggio, apparentemente insospettabile cultore di fantasy, fumetti, H.P.Lovecraft e gli autori della mitica rivista Weird Tales (‘azzo! A parte il ‘fantasy’, abbiamo gli stessi interessi), sono stati versati fiumi d’inchiostro e molti distinguo.
Noi predilegiamo la sintesi pubblicata (il 18/12/2011) da Gad Lerner nel suo blog:

«Gianluca Casseri non era un pazzoide isolato. Frequentava CasaPound, ma soprattutto godeva della stima di autorevoli intellettuali della destra italiana. Per esempio Gianfranco De Turris, il segretario della Fondazione “Julius Evola” (filosofo fascista del razzismo antisemita), divenuto vicecaporedattore dei servizi culturali al Giornale Radio della Rai, in quota a Alleanza Nazionale e poi al Pdl. Questo De Turris ha firmato ben due prefazioni encomiastiche ai libri di Casseri. L’ultimo è uscito nel maggio scorso per l’editore Solfanelli. Si tratta di un pamphlet intitolato “I protocolli del Savio di Alessandria”, rivolto contro Umberto Eco e il suo romanzo “Il cimitero di Praga”. Nella prefazione De Turris loda Casseri sostenendo che “I protocolli dei Savi di Sion” sarà pure un falso ma descriveva in anticipo una realtà verificatasi poi. Bella gente ha piazzato in Rai, la destra. Se il killer di Firenze era un pazzo, come minimo aggiungiamo che dispone di numerosa compagnia.»

Pubblicista dalla penna feconda, Gianluca Casseri è stato fondatore ed editore della fanzine letteraria “La Soglia” (sette numeri pubblicati tra il 2001 ed il 2004), sulla quale peraltro firmava gran parte delle pubblicazioni. Insieme ad Enrico Rulli, nell’Ottobre 2010, aveva dato alle stampe La Chiave del Caos, che ci par di capire rientrasse nella categoria dei romanzi ‘esoterici’ a doppia lettura, per iniziati e profani dell’antica sapienza. Molto gettonati nei circoli del misticismo evoliano.
D’altronde, le velleità saggistiche di Casseri potevano essere apprezzate dagli estimatori un po’ ovunque sul web, prima che sul killer dei senegalesi calasse l’oblio della damnatio memoriae, con la frettolosa rimozione dei suoi articoli ed il fioccare di dissociazioni più o meno piccate da parte dei portali interessati. In particolare, gli scritti di Casseri sono stati ospitati presso il “Centro Studi La Runa”, nel cui archivio on line è presente una ricca raccolta di testi di autori riconducibili alla cultura di destra e dell’area tradizionalista. Si posso trovare giganti della sociolinguistica e storia delle religioni come Mircea Eliade insieme a Georges Dumézil, dotte disamine su Oswald Spengler ed Ernst Jünger, passando per i teorici della ‘Nuova Destra’ come Alain De Benoist, e per l’immancabile Julius Evola, fino ai socialfascisti come Pierre Drieu La Rochelle e Giano Accame, accanto ai quali non mancano i più recenti deliri su etnonazionalismo e questione allogena e altri contributi amatoriali di “studiosi” autodidatti. Tra questi ultimi era presente per l’appunto Gianluca Casseri con un paio di articoli, certo non indimenticabili, che  abbiamo riesumato per curiosità. Su internet nulla si distrugge e niente scompare. Sostanzialmente si tratta di ‘esercizi di stile’, nell’ostensione di una cultura fai-da-te della quale Casseri era evidentemente orgoglioso.
 “Dracula, il guerriero di Wotan(01/01/2000), a dispetto del titolo che ha sollevato fin troppe facili ironie, doveva essere uno dei fiori all’occhiello della produzione di Casseri, visto che l’articolo si dilunga per una trentina di pagine e allega tanto di bibliografia corredata da una sessantina di titoli. Sorvoliamo sul “Dracula” di Stoker, come rivisitazione del guerriero-belva (berserk) della tradizione germanica, nel solco dello sciamanesimo indoeuropeo e moderna trasfigurazione delle saghe norrene. L’articolo, che ha una sua coerenza logica, è sostanzialmente un collage di citazioni che privilegiano l’opera di Dumezil, di Mircea Eliade, e Carlo Ginzburg. Quello che colpisce, col senno di poi, è l’insistenza con cui Casseri fantastica sulle Männerbunde, ovvero le confraternite dei guerrieri teutonici posseduti dallo spirito del lupo, giacché si diveniva terribili guerrieri solo appropriandosi magicamente della proprietà della belva:

«Dracula prende saldamente le parti – fino a compenetrarlo non meno di quanto facessero i giovani iniziandi dei Männerbunde – dell’animale predatore che si identifica con le tenebre tanto temute dall’uomo. Quando poi nega che i “cittadini” possano comprendere i sentimenti di quello stesso “cacciatore” evidenzia l’abisso incolmabile che separa due figure: quella dell’uomo urbanizzato, civile, razionale, moderno, che fonda la sua vita su strutture giuridiche ed economiche, e quella dell’essere naturale la cui esistenza è fatta di bisogni essenziali, che vengono soddisfatti attraverso un’attività che ha come uniche non-regole quelle imposte dal confronto predatore/preda.»

Alla luce della “caccia selvaggia” che il neo-guerriero ariano è stato capace di scatenare per le vie della civilissima Firenze, le parole di Casseri brillano di un’aurea sinistra. E c’è da chiedersi quanto questa männerbunde mitizzata sia limitata all’ideale distorto del nazi-killer, o non abbia invece filiazioni fin troppo reali e radicate sul territorio…

Di più recente pubblicazione è invece Adriano Romualdi, alle radici dell’Europa, tra l’altro riproposto (08/10/2011), insieme ad Il magico Pound, sull’Ideodromo di CasaPound, che a confronto di ‘stormfront’ appare come un sito culturale di raffinata critica sociologica.
Adriano Romualdi, figlio di Pino (l’ennesimo reduce di Salò riciclato nei ranghi del MSI), è considerato il “teorico della nuova destra” (nazista?):

«La cultura e l’arte di destra non possono pretendere di essere loro stesse il tempio, ma solo il vestibolo del tempio. La verità vivente è oltre. Di qui una certa diffidenza del genuino uomo di destra nei confronti della cultura moderna, un disprezzo impersonale per il volgo dei letterati, degli esteti, dei giornalisti.
Di qui l’ostilità del Fascismo e del Nazismo al tipo dell’intellettuale deraciné. In essa non c’è solo la rozza diffidenza dello squadrista e del lanzichinecco per le raffinatezze della cultura ma anche l’aspirazione ad una spiritualità fatta di eroismo, fedeltà, disciplina, sacrificio. José Antonio raccomandava ai suoi falangisti il “sentimento ascetico e militare della vita”.
Fatta questa premessa, consideriamo più da vicino il compito di animare una cultura di destra. Il fine, lo abbiamo detto, è la costruzione di una visione del mondo che si ispiri a valori diversi da quelli oggi dominanti. Non teoria o filosofia, ma “visione del mondo”. Questo lascia un largo margine di libertà alle impostazioni particolari. Si può lavorare a creare una visione del mondo di destra sia da parte cattolica che da parte “neo-pagana”, sia proiettando il mito novalisiano dell’Europa-Cristianità che sostenendo l’identità Europa-Arianità.»

 Adriano Romualdi
 “Idee per una cultura di destra
Edizioni Settimo Sigillo; 1973.

Razzista convinto, fascista dalle inclinazioni neo-naziste, Adriano Romualdi ha, tra le varie, una vera passione per le tipologie razziali, che si sforza di individuare ovunque, perennemente alla ricerca della purezza primigenea dei primi indoeuropei, perdendosi in fluttuanti cascate di capelli biondi e languidi occhi azzurri… Nazi-gay dall’omosessualità latente, Romualdi è nella realtà un ominicchio di rara bruttezza che però discetta di perfezione delle forme (maschili), bellezza ariana e maschioni iperborei, che rivivono in una raccolta mitopoietica di deliri ariosofici.

A Casseri, il pensiero di Romualdi piace. Lo considerà attualissimo e profetico. E ravvisando in esso le vere “Radici dell’Europa”, mette insieme il solito collage di citazioni copia/incolla, facendone proprie le tesi, ma senza mai scrivere una parola originale che sia effettivamente sua. Tant’è che preferiamo citare i testi di Romualdi invece della parafrasi di Casseri.
D’altra parte, Romualdi deve piacere anche ai ragazzi di Casa Pound; altrimenti, non si capisce perché ospitare l’articolo di Gianluca Casseri, insieme agli altri contributi, che, presi isolatamente e a prescindere dall’identità dell’autore, potrebbero apparire in qualsiasi testata culturale non schierata a sinistra. Excusatio non petita…
Sarà sicuramente vero nel caso di “Benvenuti nell’ucronia”, oppure per “Tex e il fantastico”, ma i riferimenti culturali a Romualdi assumono una ben diversa caratura:

«Essere di Destra significa, in primo luogo, riconoscere il carattere sovvertitore dei movimenti scaturiti dalla rivoluzione francese, siano essi il liberalismo, o la democrazia o il socialismo.
Esser di Destra significa, in secondo luogo, vedere la natura decadente dei miti razionalistici, progressistici, materialistici che preparano l’avvento della civiltà plebea, il regno della quantità, la tirannia delle masse anonime e mostruose.
Esser di Destra significa in terzo luogo concepire lo Stato come una totalità organica dove i valori politici predominano sulle strutture economiche e dove il detto «a ciascuno il suo» non significa uguaglianza, ma equa disuguaglianza qualitativa.
Infine, esser di Destra significa accettare come propria quella spiritualità aristocratica, religiosa e guerriera che ha improntato di sé la civiltà europea, e — in nome di questa spiritualità e dei suoi valori — accettare la lotta contro la decadenza dell’Europa.
[…] Si pensi a un De Maistre, questo maestro della controrivoluzione che esaltava il boia come simbolo dell’ordine virile e positivo, al visconte De Bonald, a Chateaubriand, grande scrittore e politico reazionario»

  Adriano Romualdi
 “Idee per una cultura di destra
Edizioni Settimo Sigillo; 1973.

E d’altra parte è interessante constatare, nonostante le debite differenze, la venerazione che le fascisterie contemporanee tributano al mito di Ezra Pound, ammirato anche dai nazisti di stormfront e dal berserk pistoiese con la 357 magnum.
Non per niente, il poeta statunitense è idolatrato dai nipotini di Gabriele Adinolfi e gli altri raminghi di “Terza Posizione”: i diversamente fascisti del III° Millennio, vezzeggiati e coccolati della destra berlusconiana. A tal punto da conferire il nome alle loro ‘domus’ sparse per l’Italia, sotto il segno della testuggine.
Ezra Pound è infatti l’allucinato poeta, elevato dai nostalgici mussoliniani a moderno profeta dell’anti-capitalismo finanziario. Bisognerebbe aggiungere da buon ultimo dopo il liberale J.A.Hobson, il socialdemocratico marxista Rudolf Hilferding, e il più famoso John Maynard Keynes che nel 1923 pubblicava il fondamentale “Saggio sulla riforma monetaria”.
Tuttavia, è notevolissima la scienza di Pound ‘economista’: vero precursore di quella immane boiata di successo che è il “signoraggio bancario”; estensore dell’introduzione di una marca da bollo statale sull’emissione monetaria e uomo di rara originalità che, in totale solitudine, negli anni ’30 si scagliava contro gli “usurai della finanza ebraica”.

Ma l’Italia è ‘democratica’… sbuffa come un toro alla vista del rosso e tutto il resto ignora, fingendo di non vedere e non sentire. Fintanto che sparano ai negri e bruciano gli zingari e schiacciano la “zecca”… in fondo, me ne frego!

Homepage