Archivio per Friedrich Wilhelm Nietzsche

RITORNI

Posted in A volte ritornano with tags , , , , on 7 febbraio 2011 by Sendivogius

Questo coraggio alla fine mi ordinò di fermarmi e dire: «Nano! Tu o io!»

  F.Nietzesche
 “Così parlò Zarathustra”
  (Della visione e dell’enigma)

Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro e ogni sequenza di successione…. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!

 F.Nietzesche
 La gaia scienza 
 (aforisma 341)

Se c’è un luogo, fisicamente accessibile, dove l’eterno ritorno come immutata riproposizione dell’esistente è prassi consolidata e realtà vissuta nella monotona ripetizione di sé medesima, il suo nome è Italia.
Si tratta di una bolla spazio-temporale dispersa tra le pieghe del tempo, dove tutto è immobile e niente mai cambia davvero, se non in una parodia peggiorativa di vizi e difetti che sovrastano le scarsissime virtù. Il mondo cambia, ma l’Italia non se ne accorge; ferma al centro del nulla, è il buco del mondo.
È un luogo congelato, dove le divisioni, i soliti cliché, gli stessi schemi, si ripropongono intatti da secoli, aggiornati nelle spoglie, ma identici nella sostanza. Un corpo imbalsamato, e dunque morto, drenato dai suoi liquidi colliquativi, che sotto la crosta di formaldeide continua a marcire tra i miasmi addomesticati di una decomposizione sotto arsenico.
Non ha attimi da cogliere perché non ha nulla da proporre. E nella stasi necrotica del suo immobilismo si crogiola nella rassicurante contemplazione dei soliti siparietti sempre uguali in un tempo-presente che non passa né scorre…

 CIRCOLO VIZIOSO
 di Alessandra Daniele

 Mentre il mondo cambia, e tutta l’area del Mediterraneo si muove verso il futuro, da molti anni ormai l’Italia è prigioniera in un loop temporale. Il periodo che si ripete sempre identico non è lungo un solo giorno, ma sette.
La Settimana della Marmotta è così strutturata:

– Primo giorno
Berlusconi viene beccato a fare qualcosa di criminale e grottesco. La magistratura apre un’indagine. Giornali e Tg titolano scandalizzati come se fosse la prima volta.

– Secondo giorno
Berlusconi nega indignato, e accusa stampa e magistratura di tentato golpe. La Lega minaccia: ”federalismo o elezioni”. L’opposizione mugugna scandalizzata come se fosse la prima volta.

– Terzo giorno
Gli araldi di Berlusconi lo difendono forsennatamente contro ogni evidenza.
Il Vaticano e il padronato prendono le distanze scandalizzati come se fosse la prima volta. Gli editorialisti annunciano: ”Berlusconi è finito”.

– Quarto giorno
Gli araldi di Berlusconi rovistano forsennatamente nella spazzatura alla ricerca di qualcosa di criminale e grottesco da attribuire alla magistratura e all’opposizione. Il presidente della Repubblica invita tutti a moderare i toni scandalizzato come se fosse la prima volta.
La Lega minaccia ”Federalismo subito, o Berlusconi è finito”.

– Quinto giorno
Berlusconi telefona in diretta al conduttore d’un talk show accusandolo d’essere lui quello criminale e grottesco. Il video impazza su Blob e YouTube come se fosse la prima volta. L’opposizione organizza una protesta simbolica completamente inutile, e poi annuncia: ”Berlusconi è finito”.

– Sesto giorno
Gli avvocati di Berlusconi trovano o inventano un cavillo apposito per depenalizzare tutto quello che di criminale e grottesco ha appena fatto. La Lega accetta di votare il cavillo purché sul retro ci venga appiccicato un post-it con la parola ”federalismo”.
L’opposizione trasecola e si sfarina come se fosse la prima volta.

– Settimo giorno
Il cavillo apposito viene approvato a larga maggioranza col voto della Lega, e parte dell’opposizione. Berlusconi scherza vantandosi della vittoria, e di tutto quello che di criminale e grottesco aveva prima negato. Il Vaticano e il padronato si riallineano alla maggioranza.

Gli editorialisti annunciano: ”Berlusconi è eterno”
Tutto ricomincia da capo come se fosse la prima volta.

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