Archivio per Fratelli d’Italia

Il Tempo delle Meloni

Posted in Kulturkampf with tags , , , , , , , , , on 5 giugno 2021 by Sendivogius

Di tanto in tanto, i poteri deboli del “paese reale” nell’Italia che conta sentono l’irrefrenabile desiderio di frugare negli scaffali dei discount della politica, alla ricerca di qualche prodotto di seconda fila da lanciare sul mercato elettorale, e riciclare scarti di nuovo che avanza.
Affascinati dal diversamente giovane, dopo averci propinato la compagnia di giro a 5 stelle, specializzata nella parodia della rivoluzione francese… dopo essere caduti in estasi mistica per un accrocco vetero-democristiano, ovvero la personificazione ambulante di un disturbo narcisistico della personalità, con addosso gli stracci lavati nell’Arno di un blairismo riesumato dopo 15 anni dal suo fallimento… dopo essersi intruppati a passo dell’oca dietro ad un ciucciatore compulsivo di rosari, travestito da gendarme con una vocazione per le imitazioni ducesche… adesso è tempo di scaldarsi con le fiamme missine di Giorgina Meloni, perché pure lei pare faccia tanto “popolo”.

In politica da quasi 30 anni, originale come le foto di una vita fa (taroccate in photoshop e abbellite del 500%) che lo staff di panzetta nera manda in giro a pomparne l’immagine di carta, Giorgina è la nuova eroina patinata del nuovismo ritrovato (malattia infantile del giornalismo senilizzato), in grado di titillare l’interesse di qualche catone settuagenario… di quelli che costituiscono la truppa d’assalto dei liberali giorgiani, ostracizzati dalle elite radical-chic per tanto ardimento incompreso di pensiero.
Oggi è il turno del prof. Marco Tarchi, che per spandere le sue raffinate riflessioni sceglie non per niente l’HuffingtonPost del nuovo corso feltriano: dirompente espressione del progressismo radicale, targato Agnelli.
Dal fondo del suo seminterrato occupato nelle case popolari, dove presumiamo viva contemplando l’avanzata delle nuove avanguardie proletarie, il prof. Tarchi non riesce a contenere il proprio stupore dinanzi alla straordinaria carica innovativa della Fratella d’Italia e della formidabile ascesa del suo partitino nostalgico nei sondaggi telefonici (che il politologo scambia per consensi reali).

“Fratelli d’Italia oggi è paragonabile solo in parte al M5S del 2013: ha storia breve e genealogia lunga, ed è composto non da gente comune ma da politici di professione. Se mancano candidati sindaci di spicco, però, non dipende solo dalla qualità politica della classe dirigente ancora da dimostrare. È il frutto di una ostilità di lunga data degli ambienti di élites verso tutto ciò che non sta a sinistra del centro. La colpa delle destre consiste nel non aver mai voluto tentare un’azione contro-egemonica”

Se i fascisti, sedicenti fratelli, d’Italia non hanno una classe dirigente neanche lontanamente degna di questo nome, ovviamente la colpa è della Sinistra che controlla l’establishment dei soliti “poteri forti” (e che stranamente non conta un cazzo però). Acuto osservatore, il prof. Tarchi fa finta di non sapere che la storia dei “Fratelli” (e soprattutto fascisti) è lunghissima: percola direttamente dal vecchio MSI del quale riprende immaginario politico ed armamentario ideologico, compreso il simbolo della fiamma tricolore, richiamandosi direttamente ai tempi gloriosi della Repubblichetta fantoccio dei filonazisti collaborazionisti di Salò (RSI), da cui i richiami nell’acronimo.
E, nonostante le cosmesi di facciata, proprio non gli riesce di andare oltre!
Se poi dalle parti della (estrema) destra neofascista sono ignoranti come capre ubriache, naturalmente la responsabilità è degli intellettuali progressisti che egemonizzano il mondo della Cultura (un tempo si sarebbe detto “culturame”), mica della naturale idrofobia che colpisce i “patrioti” ogni qualvolta si imbattono in quegli oggetti sconosciuti e terribili che chiamano ‘libri’.
Per imbastire un’azione contro-egemonica (?!?), innanzitutto bisogna studiare! Ed è difficile quando la massima espressione intellettuale di certa Destra non si eleva oltre il “Piano Kalergi” ed il complotto massonico delle plutocrazie giudaiche, mentre ammicca al nazifascismo di ritorno e celebra Léon Degrelle.
Al prof. Tarchi sfugge che le elite che si richiamano alla tradizione liberale, quelle vere e che in Italia non sono mai esistite, non certo quelle numerosissime dei cortigiani subito accorsi a baciare il pastorale della nuova Unta dal Popolo, sono conservatrici ma non per questo reazionarie.

E quasi mai hanno simpatie fasciste, perché nessuno si sognerebbe di celebrare marce su Roma, o dispensare immagini del duce come santini da salutare romanamente.
Ovviamente sono “cosmopolite”, perché sono abituate ad interrelazionarsi con ambiti più vasti, che non siano il razzismo da Bar-Sport nelle Alabame italiche della provincia profonda.
Concetti semplicissini, lapalissiani fuori dall’Italia, incomprensibili per l’ex missino Marco Tarchi che infatti indirizza altrove le sue frustrazioni accademiche, al riparo della nuova ideologia né-né.

Del resto, se abbiamo un Luca Ricolfi, ancora fermamente convinto di essere di sinistra (!), grande è allora la confusione sotto al cielo.

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(136) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , , , , , , , , on 4 luglio 2020 by Sendivogius

Classifica GIUGNO 2020″

In uno di quei momenti di profonda meditazione, quando la mente raggiunge il vuoto ed indugia sul nulla, si ripensava alle apocalittiche profezie del prof. Luca Ricolfi, quello secondo il quale bisognerebbe rimanere sigillati a tempo indeterminato in regime di quarantena permanente, e bloccare qualsiasi attività onde prevenire il contagio da coronavirus, mentre poco ci mancava che accusasse l’esecutivo in carica di strage volontaria di massa, nell’ora drammatica delle scelte fatali.
Anche se i milioni di morti profetizzati dal sociologo-indovino non ci sono ancora stati, nonostante i reparti di rianimazione siano vuoti, mentre si scopre pure che il famigerato Governo Conte la pandemia l’ha gestita un tantino meglio di USA, Svezia, Gran Bretagna, Spagna, Brasile… solo per citare qualche paese insignificante, continuano gli strali dell’unico professorone di sinistra amato a destra, che si abbattono contro l’esecrato esecutivo come un bombardamento a grappolo. Dall’alto della sua immaginaria “società signorile di massa”, al prof. Ricolfi neanche lo sfiora l’idea, che ci siano milioni di persone che si alzano ogni mattina prima dell’alba, per guadagnare una miseria. Intanto, strizza l’occhio a Giorgina Meloni e tuona contro l’assistenzialismo di massa; fosse stato per lui, la soluzione era restare tutti chiusi in casa, senza soldi e cibo. Adesso che ne ha scoperto l’esistenza, vuole Andrea Crisanti “commissario generale”. Ma prima del flop dei famigerati Berto-Hospital, aveva puntato tutto sull’iconico Guido Bertolaso. E per rilanciare l’economia, propone un piano di defiscalizzazioni selvagge (“fare come l’Irlanda”) e ricette ultraliberiste, salvo riversare miliardi di soldi pubblici ad imprese private ed “istituti paritari”. Voleva un commissario straordinario con pieni poteri, che fosse immune da ogni interferenza della politica e della magistratura, e si lamenta dell’eccesso di decreti-legge. Tuttavia, la cosa più divertente di tutte è che il prof. Ricolfi si sente tanto di ‘sinistra’, lui che si sarebbe fatto le ossa coi metalmeccanici (risate di sottofondo!), guardandoli da lontano come topolini da laboratorio. E allora capisci tutto.
Soprattutto, comprendi la scellerata ragione perché poi ci tocca il Governo dell’eterno rinvio, con l’aggravante di un Giggino Di Maio agli Esteri (!).
Per fortuna, esiste un’opposizione seria, gagliardamente fascista, pronta ad afferrare saldamente le redini del paese e fornire una valida alternativa…
La suddetta ducia della Garbatella per esempio, che tanto piace al dissociato professore de sinistra, coi suoi nostalgici in camicia nera, le commemorazioni della “marcia su Roma”, gli immancabili santini di Mussolini con pellegrinaggi annessi, e la passione per i travestimenti, meglio se vintage. C’è da dire che il gusto per il travestitismo è una parafilia condivisa e trasversale, col Capitone ripassato nella sugna a guidare la grottesca parata del ritrovato nazi-pride.
Il momento più aulico di una siffatta alternativa di governo è la riedizione del “Sabato fascista”, in formato selfie e museruole tricolori, dopo la già schizofrenica girandola di contraddizioni che avevano contraddistinto l’approccio ‘virale’.
Come dimenticare poi le eccezionali performance dell’allucinata accoppiata Fontana-Gallera (con quest’ultimo magari che spiega come si misura la temperatura) in Lombardia, sempre risparmiata dalle reprimende del cisposo Catone. In effetti, le critiche alla disastrosa gestione Covid sono l’unica cosa a cui la Lombardia sembra immune e sulle quali Luca Ricolfi non trova niente da eccepire.
E se questa è l’alternativa, allora è ovvio che al confronto Giuseppi sembri Churchill.

Hit Parade del mese:

01. SPIRITO DI CARITÀ

[24 Giu.] «Gli ospedali privati vanno ringraziati perché hanno aperto le loro terapie intensive e le loro stanze lussuose ai pazienti ordinari.»
(Giulio Gallera, assessore al disastro sanitario)

02. NEW DEAL

[18 Giu.] «Sto sviluppando un piano che si chiama Servizio Ambientale, l’ho copiato da Roosevelt.»
(Alessandro Di Battista, il Genio in bottiglia)

03. PONTI SELETTIVI

[14 Giu.] «Sto propugnando la costruzione di un ponte tra Mazara e Tunisi, perché la Sicilia sia collegata con l’Africa. Se vogliono andare in Africa, devono passare per la Sicilia, altrimenti non ci vanno. Se arriverebbero più migranti? Soltanto selezionati.»
(Antonio Pappalardo, il Generale)

04. CONTAGI FECALI

[07 Giu.] «Chi viene in Lombardia eviti rapporti anali perché il virus si trasmette a livello fecale.»
(Vittorio Feltri, il solito signore)

 

05. ALLA DESTRA DEL CAPITANO

[01 Giu.] «Il Covid-19 non esiste. È un’invenzione. Un bluff organizzato. Vogliono terrorizzarci, chiuderci in casa e instaurare un nuovo ordine mondiale”; “Dobbiamo cominciare a stamparci una nuova moneta. Pensi che pure Draghi mi ha detto che è d’accordo. Giuro. L’ho incontrato la scorsa estate a Città della Pieve. Lo vedo in un vicolo, gli vado incontro e gli chiedo: posso cominciare a far stampare una nuova moneta? Allora lui mi guarda serio, e mi risponde: ‘Sì sì, certo che può’. Draghi ha capito che io non sono un politicante, ma un artista delle idee e della musica. Del resto: lei lo sa, vero?… No, dico: io sono uno dei più grandi musicisti del mondo. Le mie opere sono state eseguite in luoghi dove avevano accettato solo Mozart e Beethoven. In Vaticano sono considerato un genio illuminato da Dio. Anzi: le anticipo che la segreteria del Presidente Trump mi ha chiesto di comporre qualcosa in suo onore.»
(Antonio Pappalardo, genio illuminato da dio)

06. IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA

[09 Giu.] «La giornata inizia presto, alle 9 del mattino.»
(Francesca Alderisi, eurodeputata)

07. LA CITTÀ DOLENTE

[20 Giu.] «Virginia Raggi è una sindaca fantastica.»
(Alessandro Di Battista, il figliol prodigo)

08. LO SPETTRO DI BIG PHARMA

[29 Giu.] «Il virus è stato il più grande spot per i vaccini coatti.»
(Luca Barbareschi, l’Esperto)

09. TALENTI NASCOSTI

[27 Giu.] «Se uno fa il premier, deve scegliere i più bravi, io allora ho scelto Rocco Casalino.»
(Giuseppe Conte, talent scout)

10. SENZA VERGOGNA PROPRIO!

[22 Giu.] «L’ospedale della fiera di Milano è stato realizzato per obbedire a Palazzo Chigi»
(Attilio Fontana, l’Ubbidiente)

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