Archivio per Franco Frattini

SNOBBATI

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , on 10 marzo 2012 by Sendivogius

«Umiliante. Degradante. Inaccettabile. Gravissimo. Si potevano usare un’altra decina di parole per commentare il blitz in Nigeria all’insaputa del governo italiano, invece Napolitano definisce il comportamento inglese “inspiegabile”. È invece spiegabilissimo. Non fa altro che confermare qualcosa che chi vive all’estero tocca con mano ogni giorno e percepisce dalla lettura quotidiana di giornali e dai programmi tv. Agli occhi dei britannici siamo una nazione di serie B, come da nuovo rating. Non più una media potenza, come forse ci consideravano prima del devastante ultimo ventennio, ma una piccola nazione europea, che conviene salvare per ragioni finanziarie e di stabilità dell’euro, ma niente di più.
L’Italia è considerata un paese poco affidabile. Non c’è bisogno di rispolverare i libri di storia e di riaprire i tristi capitoli della Seconda Guerra Mondiale. Per minare la nostra credibilità internazionale bastano gli ultimi balletti che abbiamo fatto con Gheddafi e il comportamento italiano nell’intervento in Libia. Ricordiamoci che per anni abbiamo mandato in giro come ministro degli Esteri un ex maestro di sci, uno che rivendicava l’utilità in diplomazia di “saper fare lo slalom a porte strette” (copyright Franco Frattini).
Diciamocelo: ci considerano dei pagliacci internazionali. Le nostre rappresentanze diplomatiche all’estero sono per lo più imbarazzanti. Dei servizi segreti non si sa, ma che a capo del Copasir ci sia D’Alema non fa ben sperare. Agli occhi degli inglesi, che ci guardano dall’alto della loro supponenza ex imperiale, siamo maneggioni, incompetenti e inaffidabili. Per la loro albionica rigidità, l’attitudine italiana alla trattativa è un cedimento, o come scrivono i commentatori, sfiora la “connivenza con il nemico”. Quanti riscatti abbiamo pagato per il rilascio di cittadini italiani rapiti nel mondo?
Per Cameron invece con i terroristi non si tratta. Mai. Niente operazioni opache. Niente traffici o inciuci. Lo ha ripetuto ieri, e nel suo discorso alla BBC non ha mai citato l’Italia. Forse stiamo risalendo la china dello spread finanziario, ma il nostro spread geopolitico è senza dubbio al minimo storico.»

  Caterina Soffici
10 Marzo 2012

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(21) Cazzata o Stronzata?

Posted in Zì Baldone with tags , , , , , , , on 29 novembre 2010 by Sendivogius

Classifica NOVEMBRE 2010”

  È curioso notare come, nonostante il trascorrere dei mesi, i problemi continuino a rimanere irrisolti, con le principali questioni perennemente in sospeso…
Al termine di tutta la filiera propagandistica, Napoli continua (dopo 16 anni) ad essere sommersa dai rifiuti.
Ad un anno dal Noemi-gate, padron Silvio continua a ‘frequentare’ minorenni, nonostante le legioni di escort che il duo Fede-Mora consegnano a domicilio settimanalmente presso le dimore del sultano.
A due anni dalla vittoria elettorale, il governo con la più grande maggioranza della storia parlamentare è già in crisi e si riparla di “governi tecnici”.. “balneari”.. ed altri costrutti lessicali dell’era democristiana.
Insomma, è il solito ciclo biologico ripetuto ad oltranza: mangia, ingrassa, eietta.
La politica italiana sembra ferma al prodotto finale.
Unica nota di colore è l’incipiente follia dell’Imperatore: tipica degenerazione mentale che sembra caratterizzare i despoti avviati al tramonto, sotto il peso della propria senilità. Solitamente, il fenomeno si struttura in tre fattori preponderanti: ipocondria; paranoia; narcisismo istrionico (megalomania) con relativa sindrome di onnipotenza. Non di rado, nei casi più estremi, è presente una sessualità compulsiva dalla libidine consumistica.
Se si esclude l’ipocondria, è evidente che il Pornocrate possiede tutte le altre caratteristiche.
E le paranoie di una mente disturbata possono generare effetti esilaranti…
Sorvoliamo sulle conseguenze fisiche: un nano obeso, che si atteggia a toro da riproduzione, con venti centimetri di zeppa infilate nella suola delle scarpe,  che deambula ciondolando in perenne rischio caduta. Un 74enne dai capelli trapiantati, e spennellati con un’improbabile gradazione rosso-tiziano; il viso sprofondato sotto una maschera di cerone che gli incrosta i lineamenti, contratti in un perenne sorriso da joker…
Soffermiamoci invece sulle conseguenze psicologiche:
Si fa riempire la casa di ‘donnine’ compiacenti, quanto e più di un bordello di Bangkok; beccato come un comune “utilizzatore finale” in cerca di sesso su qualche via consolare, avanza il sospetto che si tratti di una vendetta della criminalità organizzata. Evidentemente, la mafia intende abbatterlo a colpi di bunga-bunga!
Pompei crolla sotto il degrado che la opprime, nel generale disinteresse del ministero competente; a Napoli rispuntano fuori i rifiuti da sotto il tappeto in cui li aveva cacciati Bertolaso; a L’Aquila la ricostruzione della città storica non è mai partita… E Lui grida al complotto internazionale, spalleggiato dall’incredibile beccamorto depositato agli Affari Esteri: il ferale Franco Frattini, un altro residuato socialista transitato da Craxi al berlusconismo.
Abituato ai TG nord-coreani dei fido Scondinzolini, deve essersi convinto che (come la crisi economica) le montagne di rifiuti nel napoletano siano solo una “percezione psicologica” ed il tanfo che ne scaturisce una suggestione collettiva. È straordinario mentre annuncia trionfante la fine dell’emergenza mentre la città collassa sommersa dall’immondizia.
Se poi Pompei viene giù, perché farla tanto lunga per due vecchi sassi?!? Dopo 2.000 anni è naturale! Suggeriamo un bel “Piano Casa” per valorizzare gli immobili.
Le macerie de L’Aquila non sono ancora state rimosse? Piazzato qualche centinaio di persone negli anonimi casermoni delle new-towns, decine di migliaia di aquilani vivono ancora negli alberghi della costa o in affitto nei paesini limitrofi? E Lui ti risponde che si godano la villeggiatura marittima, tanto L’Aquila era già morta prima del sisma (parola di Stracquadanio!). E si infuria quando qualcuno osa mostrare una realtà in contrasto con i filmini Luce confezionati sul modello del Mulino Bianco.
Il 2012 è vicino… sarà dura sopravvivere all’Apocalisse di Berlusconi e del suo esercito di replicanti allo sbaraglio.  

  Hit Parade del mese:

01. Napoli sotto i rifiuti (I): MISSIONE COMPIUTA!

[02 Nov.] «Avevamo preso l’impegno; abbiamo risolto il problema»
 (Silvio Berlusconi, il Visionario)

 

01bis. Napoli sotto i rifiuti (II): RILANCIA E RADDOPPIA!

[26 Nov.] «Tra due settimane le strade di Napoli saranno pulite»
 (S.Berlusconi, Porno-cazzaro)

 

02. OSSIMORI

[22 Nov.] « Io sono contrario al fascismo, ma non sono antifascista»
 (Marcello Dell’Utri, l’a-fascista)

 

03. ATTO DI CONTRIZIONE

[10 Nov.] «Al ministro Bondi non chiediamo le dimissioni, ma un atto di coraggio: si assuma le sue pesantissime responsabilità politiche»
 (Fabio Granata, il Penitenziere)

 

04. FOGNA SENZA FONDO

[22 Ott.] «In Italia la presenza della scuola paritaria fa risparmiare allo Stato cinque miliardi e mezzo di euro, a fronte di un contributo dell’amministrazione pubblica di poco più di 556 milioni di euro.
(…) Un’ulteriore decurtazione andrebbe contro gli interessi dello Stato e metterebbe a rischio il concetto di diritto allo studio uguale per tutti.»
 (Mariano Crociata, il monsignore con la sportula)

 

05. LA DISFIDA DI PONTIDA 

[16 Nov.] «Come ministro e ancora di più come leghista mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano, animate da un evidente pregiudizio contro la Lega. Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi» 
 (Roberto Maroni, il Rettificatore)

 

06. DEIEZIONI CRAXIANE 

[08 Nov.] «Le politiche pubbliche che si realizzano con i benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale, fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione» 
 (Maurizio Sacconi, cardinal-ministro)

 

07. WIKILEAKS

[29 Nov.] «Assange vuole distruggere il mondo»
 (Franco Frattini, il Mitomane)

 

08. SQUILIBRI MENTALI

[19 Nov.] «Sono al 56% dei consensi e sono il numero uno in Europa»
 (Silvio Berlusconi, caso umano al governo)

 

08bis. L’EVIDENZA DEI FATTI

[08 Nov.] « I giornalisti devono sapere che ho due obiettivi: il risanamento dei conti già avviato e rendere effettivamente pluralista la RAI. Cioè far vivere sul serio le regole del contraddittorio. Il mio più grande nemico è il pensiero unico.
(…) Non sono un censore; non ho mai messo il bavaglio a nessuno. Voglio essere giudicato sui fatti.»
 (Mauro Masi, il Pluralista)

 

09. VENDETTA MAFIOSA

[04 Nov.] «Visti i colpi che stiamo infierendo alla mafia, nessuno oggi può con certezza escludere che alcune cose che accadono siano frutto della vendetta della malavita»
 (Silvio Berlusconi, la Vittima)

 

10. PERDITE INCOMMENSURABILI: Bertolaso va in pensione.

[05 Nov.] «Ho avuto modo di lavorare con Guido Bertolaso gomito a gomito per la Campania, l’Abruzzo, l’alluvione di Messina e in diverse emergenze nazionali in cui il Dipartimento della Protezione Civile è entrato in funzione e davvero devo dire che sarà una perdita che sentiremo»
 (Silvio Berlusconi, il Collaudatore)

 

10bis. UCCEL DI BOSCO

[07 Nov.] «Io rimango a guardare dietro il cespuglio»
 (Umberto Bossi, il Guardone)

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BACIAMO LE MANI

Posted in Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 14 settembre 2010 by Sendivogius

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…”

 È curioso notare come il viscerale, esibito, anti-comunismo del Joker di Arcore, brandito con irriducibile intransigenza manichea in patria, degradi dolcemente fino a svaporare del tutto, ben oltre i fumi della real-politik, ogniqualvolta il piazzista brianzolo si trovi a declamare le sue mercanzie al cospetto di coloro che, organici al cosiddetto “socialismo reale”, hanno sfruttato la posizione di rendita nei rispettivi regimi in crisi, consolidando la successiva presa del potere con il mantenimento delle antiche strutture repressive.
Uomo riciclabile per tutte le stagioni, come si conviene ad un ruffiano professionista, nelle grandi democrazie occidentali, Berlusconi è tuttavia considerato poco più di una macchietta da intrattenimento, famoso per le gaffe che dispensa a profusione durante i vertici internazionali.
Non è un caso quindi che tra i migliori ‘amici’ stranieri dell’italico reuccio ci siano alcuni dei personaggi più contestati ed inquietanti della politica estera. Sono i paria ostracizzati dalle vere democrazie e, a quanto pare, gli unici coi quali Re Silvio sembri trovare una sincera comunanza di vedute ed una certa affinità elettiva: presidenti-padroni di nazioni ridotte a dominio personale, dove la pretesa di impunità e di arbitrio assoluto trova un concreto spazio di applicazione pratica.

Per il berlusconismo imperante sembrano essere un gran vanto le relazioni privilegiate con:
  L’islamofascimo in brodo socialisteggiante del colonnello golpista Muhammar Gheddafi; con discrete competenze in ambito terroristico, il rais libico rimane l’insuperabile precursore del ricercatissimo Bin Laden.
  Il maoista
Isaias Afewerki, generale e presidente dell’Eritrea, che ha trasformato il proprio Paese in un immenso campo di concentramento a cielo aperto, dove recludere e schiavizzare il suo stesso popolo. Il dittatore-amico Afewerki è il principale fabbricante di profughi in viaggio verso l’Italia che, respinti sulle coste libiche, vengono poi reclusi in lager nel deserto del Sahara, col beneplacito del governo italiano e grande compiacimento del ministro Maroni. Cattivissimi con gli ‘effetti’, ma ultra-tolleranti e assai  benevoli con le ‘cause’.
E sorvoliamo sulle disgustose ipocrisie di quella vergogna transnazionale chiamata UE..!

  Infine, c’è soprattutto l’amico Vladimir Putin, un dono del Signore, nonché Zar di tutte le Russie e già colonnello del famigerato KGB.
 È singolare questo grande amore per la Russia post-sovietica, dove gli oligarchi sono intoccabili, la magistratura esegue sempre le direttive del presidente, l’opposizione tace, la stampa è amica, e le poche voci critiche vengono azzittite (per sempre). Ma Santa Madre Russia è famosa anche per l’avvenenza delle sue figlie e pertanto costituisce il luogo ideale per i pendolarismi dell’Utilizzatore finale, in confortevoli dacie massimamente lontane da occhi indiscreti…  Naturalmente, nell’elenco andrebbe aggiunto anche il presidente bielorusso  Aleksandr Lukashenko, ininterrottamente al potere dal 1994 tramite elezioni sempre contestate dagli osservatori dell’OSCE per le palesi irregolarità.  Lukaschenko è considerato nel consesso delle nazioni democratiche un cupo residuato dello stalinismo e ultimo dittatore in Europa; per Berlusconi, è il presidente amato dal popolo e, proprio in riferimento ai brogli elettorali, tanto amore “è dimostrato dai risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti” (QUI).

FUOCO AMICO
 Probabilmente, l’amichetto più ingombrante di questa diplomazia tutta domestica, fatta di pacche sulle spalle e lazzi da caserma, è il dittatore libico ormai famoso per le sue pastorali islamiche d’oltremare, dinanzi a ginecei di fanciulle a pagamento ed altre variopinte pagliacciate esotiche, che tanta invidia devono suscitare al giullare Silvio che pure nella materia è assai dotato. Per questo forse, si profonde in continue genuflessioni e ostentati baciamano, alla stregua di un mignon di palazzo: un imbarazzante paggetto di corte che non sa distinguere tra sacro e profano, e tutti bacia indistintamente prestando le terga…
Come si conviene ad un bravo imbonitore da fiera pedemontana, il piccolo Cesare di Brianza sa che in presenza di un prodotto scadente il cliente ha sempre ragione. Fino al parossismo…
Capita dunque che, in nome della tanto sbandierata amicizia italo-libica, un peschereccio italiano venga mitragliato in acque internazionali da una motovedetta libica, improvvidamente donata al Rais della Sirte a corto di un’unità specializzate, con tanto di equipaggio italiano come dotazione ausiliaria. Alla faccia del cristianissimo La Russa, ministro della guerra, è divertente vedere gli impettiti soldatini della Finanza che invece di occuparsi di evasione fiscale in patria vengono arruolati come truppe cammellate dal regime di Tripoli in operazioni di pirateria marittima, per sparare contro i propri stessi connazionali.
In compenso, dal profondo del suo sarcofago nelle stanze del dicastero agli esteri, ha levato la sua voce Franco Frattini, la mummia attualmente depositata al ministero:

«Certamente vi era un militare della Guardia di Finanza e del personale tecnico delle Fiamme Gialle come è stabilito dall’accordo originario italo-libico firmato nel 2007 dal governo Prodi e integrato da Maroni nel 2009. Ma il comando è degli ufficiali libici, i nostri uomini non hanno ovviamente preso parte all’operazione. Il comandante libico ha ordinato di sparare in aria, poi invece è stata colpita l’imbarcazione. Oggi a seguito dell’azione della nostra ambasciata il comandante generale della guardia costiera libica ha espresso le sue scuse alle autorità italiane per l’accaduto»

 Ovviamente, la presenza a bordo di ben “6 consulenti tecnici” costituisce molto più di una presenza puramente simbolica senza compiti operativi. Questo perché i nuovissimi guardacoste della classe Bigliani prevedono un equipaggio di 12 uomini e, se la matematica non è un’opinione, vuol dire che i militari italiani costituiscono nello specifico il 50% dei marittimi imbarcati e dunque ogni azione sarebbe impossibile senza la loro fattiva collaborazione, che non è mai mancata nemmeno dinanzi ad un ordine criminale di un ufficiale straniero che nulla ha a che fare con la nostra Marina e con la NATO.
 Certamente, si è sparato ad altezza d’uomo con la volontà di colpire il peschereccio ed il rischio concreto di uccidere: basterebbe vedere le immagini della cabina crivellata di colpi…
Ad ogni modo, non c’è motivo di sturbare l’ingombrante alleato al quale tutto sembra permesso, in cambio di un vergognoso mercimonio di appalti e commesse militari.

 «La Libia si è scusata. Immagino che abbiano scambiato il peschereccio per una nave che trasportava clandestini

Ammiriamo il candore del Ministro di polizia, il secessionista padano Roberto Maroni, che placidamente ci rivela come vengano svolte le operazioni di pattugliamento marittimo e come venga contrastato il traffico umano di clandestini: le navi dei profughi vengono mitragliate, possibilmente affondate, tanto il mare nasconde ogni cosa. La fortezza europa, bianca e cristiana, è salva.  Sieg Heil!!

Un fantasma si aggira per l’Europa… È alto mezzo cazzo ed ha le scarpe col rialzo; sguardo lubrico e occhietti striminziti da sorcio in calore; cerata catramata a coprire la pelata; rughe stirate, grappettate, sul bolso faccione piallato a botte di Botox;… Finto fino al midollo, è la parodia estrema del mito dell’eterna giovinezza, che affonda nelle pieghe degli adipi cadenti della senescenza crescente in un cascame di lipidi.
Barzelletta vivente in un paese da operetta, è il giullare da esportazione nei vertici internazionali e lacché part-time, esperto in genuflessioni, alla corte dei despoti che invidia e ammira.
Tra umiliazione e vergogna, l’ilarità si impasta col sangue.

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Una Settimana da Inferno

Posted in Business is Business, Muro del Pianto with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 gennaio 2010 by Sendivogius
  Le parole sono importanti. Per questo abbiamo consacrato la settimana appena trascorsa ad un salutare silenzio, in attesa di trovare qualcosa su cui valesse la pena spendere qualche riga e confidando di scrivere qualcosa di valido.
Mai avremmo pensato di doverci districare tra i numeri di una contabilità mortuaria, contrapposta alle miserie quotidiane della politica nostrana con la quale, nostro malgrado, siamo costretti a confrontarci. Proviamo dunque ad abbozzare una sconfortante sintesi d’insieme, così, tanto per rimanere aggiornati…

 TERROMOTO DI HAITISecondo stime approssimate al ribasso: oltre 50.000 morti accertati nella sola capitale; 300.000 sfollati; un numero ancora imprecisato di feriti, senza alcuna assistenza medica; decine di migliaia di dispersi sotto le macerie di Port au Prince; cataste di cadaveri lasciate imputridire ai margini delle strade; un’intera società collassata su sé stessa, senza alcuna apparente possibilità di ripresa.
Dinanzi all’immane catastrofe umanitaria, l’attenzione del governo italiano è totalmente catalizzata nella ricerca degli italiani dispersi, ai quali sembra circoscritta l’intera emergenza. Il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha organizzato una ricerca mirata… A tal proposito il ministro rassicura: Non abbiamo notizie positive, ma per fortuna neanche negative. Infatti a Frattini, come si dice a Roma, la notizia di 200.000 morti presunti gl’arimbalza!
E già ce le immaginiamo queste fantomatiche squadre di ricercatori tricolori che si muovono tra cadaveri in putrefazione, moribondi agonizzanti e profughi affamati, con disinteressata indifferenza a meno che non siano rigorosamente muniti di italico passaporto. È ovvio! Tutti gli altri possono anche crepare. In grazia di Dio.
Tra l’altro, cinicamente parlando, al nostro lungimirante ministro sfuggono i risvolti politici ed i nuovi scenari diplomatici che inevitabilmente si apriranno tra gli USA di Obama, la Cuba avviata al dopo Castro, ed il Venezuela di Chavez, tramite la collaborazione internazionale per affrontare la crisi haitiana. No, l’ineffabile Frattini era troppo impegnato nella sua gitarella continentale tra dittatori africani, per prendere in considerazione simili implicazioni. Attualmente, potete ammirare l’imbalsamato ministro in esposizione temporanea tra le mummie del museo egizio del Cairo, su gentile concessione del governo italiano.
Ad Haiti, sono arrivati aiuti e soccorsi internazionali persino dai lontani Giappone, Russia, Australia, Cina. E da Israele, i migliori professionisti al mondo. Il massimo che il governo italiano ha saputo offrire, per il momento, è un C-130 e qualche pacco di cerotti. Al solitamente loquace Bertolaso sembra invece essersi seccata la favella.
Coerentemente, l’Italia ha stanziato aiuti economici per 1,5 milioni di dollari. Giusto mezzo milione in più rispetto al Gabon ed il Marocco, note potenze iscritte al G-8, e qualcosina in meno rispetto alla Spagna che invece ha messo a disposizione soltanto 4,5 milioni.
Il nostro ministro della guerra, Benito La Russa, ha risposto negativamente alla richiesta brasiliana di inviare unità navali di supporto, perché le navi ci metterebbero 10-20 gg a seconda del tipo. E a quel punto, probabilmente, i soccorsi americani e quelli dei paesi vicini sarebbero già stati utili, più di quanto potremmo fare noi”. Quindi meglio niente. Questo perché, probabilmente, tra 10-20 giorni, l’audience televisivo sull’ecatombe caraibica sarà già calato. Nel frattempo, quel baluardo di libertà e informazione che sono i nostri media avranno già stornato l’attenzione del pubblico sull’ennesimo fattaccio di cronaca nera, ingigantito a emergenza criminale per uso elettorale in concomitanza con le votazioni regionali. Ovvero potrebbero inventarsi qualche altra pandemia influenzale.

 BUFALA AVIARIALa peste del nuovo millennio. Peggio della Febbre Spagnola. Emergenza mondiale. Sono solo alcune delle svergognate panzane con le quali i media (ed i governi) hanno giocato allo spauracchio globale nel corso del 2009. Noi a simili castronerie non abbiamo mai creduto. Di conseguenza, non abbiamo speso una sola parola sull’argomento, reputando il tema un’offesa reiterata all’intelligenza di ogni essere senziente con un minimo di raziocinio. E parliamo di un’infima minoranza dispersa tra una folla di deficienti incurabili. Eppure, a voler leggere tra le righe, qualche isolata voce critica si era pure levata (QUI) …i soliti disfattisti controcorrente!
Comunque, della famigerata influenza, aviaria o suina che fosse, resta l’incredibile porcata: una truffa talmente grande e così ben riuscita che, siamo certi, verrà reiterata tra un paio di stagioni. Giusto il tempo di smaltire gli ultimi strascichi della (costosa) esperienza…
In Italia, per esempio, il governo ha acquistato 24 milioni di dosi di vaccino, che ora non sa come smaltire né a chi rifilare, dal momento che l’inutile vaccinazione di massa è stata sconsigliata dagli stessi medici e snobbata dal personale sanitario. Germania (60 milioni di dosi), Francia (94 milioni!) e Gran Bretagna (90 milioni), sono però riuscite a fare di molto peggio.
L’Italia aveva preventivato l’acquisto di 48 milioni di dosi; metà dalla Sanofi Aventis (contratto poi annullato) e l’altra metà dal colosso svizzero NOVARTIS. 24 milioni di dosi per un costo complessivo di 180 milioni di euro. A condurre la trattativa, in termini riservati, è stato Fabrizio Oleari, direttore generale alla Prevenzione Sanitaria.
Peccato che la Novartis, tra ritardi e disguidi, abbia consegnato solo 10 milioni delle dosi acquistate dal ministero. Peccato che, stando al contratto (che potete leggere qui: Contratto NOVARTIS) controfirmato dall’intraprendete dott. Oleari, dovremmo pagare anche i restanti vaccini non ancora passati in produzione, insieme ad una simpatica sequenza di clausole capestro, tutte rigorosamente a favore di Novartis. Qualche esempio diretto?!?

(Art. 1) Novartis non è assolutamente obbligata a rispettare i termini di consegna previsti.

(Art. 3,3) Le scadenze nei confronti del Ministero della Salute, al contrario, sono invece imprescindibili: il Ministero ha tempo 90 giorni per ritirare i vaccini in dose.
Infatti, “Qualora il Ministero non ritiri il prodotto nel corso dei predetti 90 gg, il prodotto sarà considerato come respinto dal ministero e la proprietà del prodotto sarà attribuita a Novartis, che avrà facoltà di disporne come ritenga opportuno (…) compresa la vendita ad altri clienti senza obbligo di risarcire il Ministero.”

(Art. 4,1) Il Ministero è tenuto a pagare anche qualora il “prodotto” (cioè il vaccino!) sia inutilizzabile o “inidoneo allo scopo”.
“È da considerarsi esclusa ogni garanzia espressa, implicita, o di altra natura in relazione al Prodotto, ivi comprese eventuali garanzia di commerciabilità o idoneità”.

(Art. 4,3) Novartis declina inoltre ogni responsabilità circa lo stato di conservazione, confezionamento, efficacia, tossicità, dopo 10 giorni dalla consegna. Naturalmente, il Ministero resta obbligato al saldo.

(Art. 4,4) E guai a non pagare!
“Qualora il Ministero rifiuti senza giusta causa il Prodotto (o ne respinga la consegna) sarà obbligato a pagare immediatamente a Novartis il relativo prezzo in aggiunta alle spese di smaltimento sostenute da Novartis”.

I nostri preferiti restano però gli articoli 4.5; 4.6; 4.7 dove più si avverte il sublime tocco dell’azzeccagarbugli che strozza il cappone di turno, travestito da funzionario ministeriale.
(Art. 4,5) In caso di indesiderati effetti collaterali sui vaccinati, Novartis si impegna a risarcire i danneggiati.
(Art. 4,6) Novartis declina ogni responsabilità “in conseguenza di danni alle persone”, qualora non siano stati preventivamente contestati dei “difetti nella fabbricazione del Prodotto”. In tal caso, scattano le clausole dell’art. 4,3 col limite tassativo di 10 giorni dall’avvenuta consegna, per le rimostranza del ministero. Ergo, la Novartis, anche se ci scappa il morto, non paga proprio un cazzo! 
(Art. 4,7) Nell’incredibile caso riusciate però a trascinare in tribunale il mostro farmaceutico, la parte lesa “non dovrà accettare compromessi o accordi transattivi o intraprendere azioni sostanziali in relazioni a tali cause senza il previo consenso scritto della Parte Indennizzante”.
In pratica, per fare causa a Novartis, il danneggiato dovrà prima chiedere il permesso a… Novartis!
Inoltre,
“dovrà prestare la propria completa cooperazione e fornire alla Parte Indennizzante adeguata assistenza nel corso delle indagini e della gestione della causa”
E cioè, il mio legale (pagato da me) lavora per assistere gli avvocati della controparte.

Il vero capolavoro, il paradosso da teatro dell’assurdo, si raggiunge tuttavia con l’Art.8 e relativi commi:
Novartis declina ogni responsabilità per omessa consegna dei vaccini in caso di… pandemia!
Ogni commento è inutile.

Persino uno studente al primo anno di ragioneria storcerebbe il naso davanti ad un simile contratto… Forse sarebbe ora di mandare in pensione il dott. Fabrizio Oleari e decurtare la sua pensione a pagamento delle cazzate che è andato firmando.

 FREE INTERNET. Naturalmente, per i governi, certe notizie sarebbe meglio non divulgarle. Di sicuro, non ne parla un Minzolini nei suoi editoriali da cinegiornale Luce: troppo intento ad omaggiare la memoria de L’Esule di Hammamet” per far contenti i 400 e più ladroni al governo senza  Alì Babà. In compenso, perdi un Ghino di Tacco e trovi un Imperatore!
Per questo bisognerebbe azzittire internet, con un “maggior controllo della rete”… in nome della libertà, s’intende! I governi hanno smesso da tempo di temere i propri popoli. Fortunatamente, anche il ‘popolo’ ha smesso da tempo di dare credito alle panzane dei vari Gasparri, Bondi e Maroni (omen nomen). Gentaglia che di nuove tecnologie non capisce assolutamente il solito cazzo di nulla, eppur si ostina a metter lingua quando questa non è occupata altrove…

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IL MINISTRO DELLA GUERRA

Posted in Risiko! with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 17 settembre 2009 by Sendivogius

 “In Afghanistan bisogna restare per mantenere alto l’onore dell’Italia
 (Franco Frattini; Ministro degli Esteri – 17 Sett. 09)

Soldatini Veramente, ci avevano detto (ed alcuni ci credevano pure!) che la permanenza del contingente italiano in Afghanistan fosse una ‘operazione di polizia internazionale’ volta all’instaurazione della democraziain nome della libertàper la difesa della paceper il ripristino del diritto… ed altre fioritefantasie lessicaliche infarciscono le banalità propagandistiche in ogni campagna bellica.
Inoltre, la missione militare in terra afgana avrebbe dovuto pacificare l’intera regione; stabilizzare la turbolenta area, compresa tra i monti dell’Hindokush ed i deserti del Belucistan; piantare i semi di una solida democrazia e
liberare le donne dalla schiavitù del burqa…
Infatti, gli osservatori europei contestano qualcosa come due milioni di schede contraffatte alle ultime elezioni, che hanno visto la riconferma del presidente uscente Ahmid Karzai. A proposito di diritti e dignità femminile, proprio il presidente Karzai è il firmatario di una legge che, oltre al divieto di circolazione per le donne sposate, stabilisce lo stupro coniugale e, di fatto, la pedofilia col matrimonio di bambine con meno di 12 anni.
[Potrete avere un piccolo ragguaglio leggendo qui]
E per questi eccezionali risultati spendiamo milioni di euro ogni mese, mandando a crepare i nostri soldati!
Delle migliaia di danni collaterali tra la popolazione civile, notoriamente, non frega un cazzo a nessuno.
1880 - 66th soldier in southern AfghanistanAdesso sappiamo che la presenza militare dell’Italia in terra afghana è soprattutto una questione di prestigio nazionale e di ‘onore’… secondo un lessico ideologico di stampo ottocentesco e proto-fascista, che ben si addice alle moderne guerre coloniali dei nuovi imperi e del loro contorno di truppe ausiliarie.
Infatti, dopo ben 7 anni di guerra non-dichiarata, l’Afghanistan è frazionato in satrapie semi-indipendenti, dove i vari Signori della Guerra confluiti nella traballante ‘alleanza anti-taliban’ esercitano un potere feudale, ripartito su base clanica, e puntellato dai contingenti militari stranieri.
Il controllo del governo legittimo-laico-democratico non va oltre il centro di Kabul. Sulla sua stessa sopravvivenza ben pochi scommetterebbero, qualora venisse meno il supporto armato delle forze NATO.
Il tempo del conflitto viene dilatato in una spirale che si avvita su sé stessa in un moto perpetuo dai tempi indefiniti, senza una reale prospettiva di soluzione né evoluzione, nell’immanenza di un tempo presente cristallizzato nella minaccia perenne.

Il tempo di guerra è il periodo che la gente trascorre sotto i bombardamenti. Molti popoli oggi conoscono il tempo di guerra, direttamente, come i nostri nonni e genitori hanno conosciuto quello delle guerre mondiali.
 Il tempo della guerra non è la contingenza del conflitto armato ma è il periodo in cui tutto ruota intorno all’idea della guerra, ai suoi riti, alle sue minacce. Questa idea pervade oggi ogni politica e ogni attività internazionale. Sembra che non ci sia più altra soluzione che la guerra, altra chance che la guerra. Per farla le è stato perfino cambiato il nome. Gli stessi sforzi per la pace ruotano attorno all’idea di evitare la guerra e nel frattempo essa è tenuta allo stato di immanenza, con la paura. Il tempo della guerra significa che essa è sovrana e sovrasta ogni attività umana. Mentre il tempo di guerra è razionale perché rappresenta un punto eccezionale di esplosione della violenza, il tempo della guerra, come forma mentale, è una tendenza di lungo periodo e quindi irrazionale perché contrasta con le aspirazioni più utili all’uomo: la pace e la cooperazione fra i popoli. Paradossalmente, si può avere il tempo di guerra mentre si cercano la pace e il rispetto dei diritti, ma il tempo della guerra porta soltanto a percepire i diritti come giustificazione per la guerra.”

Sono le riflessioni del Gen. Fabio Mini, riprese da un’intervista di Anna Luisa Santinelli (14 Luglio 2009). Per intenderci, tra i suoi moltissimi incarichi, il generale Mini è stato addetto militare in Cina; osservatore militare in USA; Capo di Stato Maggiore del comando interforze NATO per il Sud-Europa; Comandante NATO in Kosovo; e grande esperto in studi strategici.

Winston Churchill asseriva che la guerra fosse una cosa troppo seria per lasciarla ai generali. Evidentemente non aveva mai conosciuto i politici italiani…

Liberthalia - LA RUSSA dux

Da bambini tutti abbiamo giocato coi soldatini, ma qualcuno continua a farlo anche da adulto con risvolti preoccupanti. È il caso di Ignazio Benito La Russa, lo scoppiettante Ministro della Guerra arruolato alla corte di Re Silvio.
La Russa appartiene alla nutrita schiera di folgorati  che si improvvisano grandi strateghi e, travestiti da generali, tengono il proprio culo comodamente al sicuro dietro le retrovie. In qualità di ministro, probabilmente si crede un incrocio tra Rommel ed Alessandro il macedone.
LA RUSSA IN AFGHANISTANLa Russa ferox, quello che trapiantato da almeno 40 anni a Milano parla ancora come un picciotto da “Commissario Montalbano”, è colui che più di ogni altro si è battuto per la modifica delle regole di ingaggio, che disciplinano la condotta dei militari italiani impegnati in missioni all’estero. Con la rimozione dei “caveat” e l’estensione delle ‘regole’ in senso maggiormente operativo, per interventi armati di tipo offensivo e l’impiego attivo in azioni di combattimento, il contingente italiano è diventato a tutti gli effetti una forza belligerante impegnata in operazioni di guerra. È superfluo dire che ciò risulta in palese contrasto con il dettame costituzionale e le finalità stesse della missione. 00 - Afghanistan (Dic.1878) - Peiwar Kotal battle
Tuttavia, La Russa (alias la ‘Volpe di Battriana’) non era ancora soddisfatto…
Vuoi per distinguersi con gli altri contingenti occidentali; vuoi per acquisire benemerenze atlantiche; vuoi per una insana idiozia… la Volpe di Battriana ha ottenuto che il corpo di spedizione italiano (2800 unità) venisse dislocato nel pericoloso settore sud-occidentale dell’Afghanistan, tra le province di Herat e Farah (proprio là dove i talebani sono più coriacei), insieme ad un distaccamento di 500 soldati di stanza a Kabul (a rotazione tra paracadutisti e alpini). map of Afghanistan

Nella loro nuova veste operativa, le truppe italiane, devono arginare l’avanzata dei talebani che da Farah premono verso le province occidentali del Nord e contenere le infiltrazioni dei talebani cacciati dall’offensiva anglo-americana nella vicina provincia di Helmand.
Soprattutto gli italiani devono assicurarsi il controllo ed il costante sminamento della route 517, la principale arteria stradale che attraversa tutto il territorio di Farah e collega il capoluogo provinciale alla cosiddetta ‘Ring Road’: la circolare dal quale si irradiano le principali linee stradali dell’Afghanistan.
La ‘messa in sicurezza’ della route 517 è il motivo dei frequenti giri di perlustrazione delle pattuglie meccanizzate dell’esercito italiano. A battere la strada 517 sono i convogli formati dal veicolo VTLM ‘Lince’, che la truppa chiama meno prosaicamente “scarrafone”. Maggiori sono le uscite di pattugliamento, più aumentano i rischi di attentati esplosivi ed il rischio di cecchinaggio a colpi di lanciagranate RPG… Si tratta di attacchi come quello che il 14 Luglio 2009 ha ucciso il c.m. Alessandro Di Lisio.
Approssimativamente, questo è il trappolone esplosivo nel quale lo zelo della Volpe di Battriana ha cacciato le truppe italiane.
I famosi ‘blindadi linge‘, come li chiama La Russa, sono una variante del versatile VM-80 di produzione Iveco, rinforzati con una corazzatura leggera. Al contrario dei più resistentiPUMA autoblindo PUMA e dei pesanti cingolati DARDO, hanno il pregio di essere più veloci, più maneggevoli e dinamici ma, a dispetto di quanto si dice, offrono una protezione sicuramente minore per l’equipaggio. E l’ultimo attentato nella capitale Kabul lo dimostra in modo eloquente.
DARDONell’esplosione che ha ucciso sei paracadutisti del 186° Reggimento c’era anche il c.m. Pistonami, che il 03/08/09 aveva rilasciato un’intervista profetica a Barbara Schiavulli, inviata del settimanale “L’Espresso”. Il reportage aveva un titolo eloquente: “Trappola Afghanistan”.
Ne riportiamo una parte significativa:

“Il primo caporalmaggiore Giandomenico Pistonami, come il collega Di Lisio deceduto il 14 luglio scorso, è un mitragliere, quello che sta in ralla, il più esposto perché sbuca con il corpo fuori dal Lince. “Esco tutti i giorni, faccio da scorta a materiali e persone”, racconta Pistonami, 26 anni di Lubriano (Viterbo): “Il mio è il ruolo più importante della pattuglia, ho più campo visivo e uditivo, con un gesto posso fermare le macchine che passano”. Un lavoro pericoloso, di concentrazione e tensione che lascia poco spazio alle emozioni. “Purtroppo la mia famiglia guarda i telegiornali”, aggiunge con un sorriso, “ma sono tranquilli quando mi sentono tranquillo, per fortuna ci sono Internet e il telefono”. Il posto che occupa Pistonami qualcuno lo chiama ‘sedile della morte’ e spiega che ormai molti mezzi militari di altri contingenti tengono il militare dentro al blindato con un sistema di comando per pilotare la mitragliatrice fuori. Per quanto riguarda i nostri, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, pensa di aggiungere una protezione, una sorta di torretta. Il ministro ha anche promesso l’invio, già approvato da un decreto, di due nuovi Tornado, che si aggiungeranno ai due parcheggiati a Mazar-i- Sharif, non appena sarà pronta la pista dell’aeroporto di Herat, sulla cui data di apertura non ci sono tempi certi. I Tornado italiani, come quelli tedeschi, per ora vengono usati come ricognitori, ma il governo non nega la possibilità di aggiungere cannoncini, trasformandoli in mezzi che possono sostenere azioni di combattimento. Ma tutti questi accorgimenti per rendere più sicura la missione arriveranno fuori tempo massimo, comunque dopo il periodo fatale che coincide con la campagna elettorale. Così, mentre in Italia il governo si spacca sulla questione cruciale se rimanere o meno in Afghanistan e la Lega, Bossi in testa, mostra tutto il suo scetticismo, qui i soldati affrontano la loro guerra quotidiana senza nemmeno il conforto di avere alle spalle un esecutivo concorde circa l’utilità del loro impegno.”